]> Heron Alexandrinus Libro de gli artfizii spiritali over di fiato d' herone Alessandrino 1582 Firenze Oreste Vannocci it heron_pneum_109_it_1582.xml 109.xml

Erone Alessandrino Tradotto = da Oreste Vannocci= Sono carte 76

Al molto magnifico Signor mio Osservatissimo Bernardo Buontalenti Ingegnere di Sua Altezza Serenissima

L' illustrissimo signor Hippolito Austini Bali di Siena, molto mio patrone mi scrisse che Vostra Signoria desiderava Herone Alessandrino de gli spiritali tradotto nella nostra lin­ gua: et essendo io infinitamente obligato a &tw.si; quel signore et osservantissimo delle singolari virtu di Vostra Signoria andavo esaminando come potessi con un pagamento solo ris­ ponder a debiti così grandi; Quando poi mi fu fatto intendere che saria servitio o satisfattione di Sua Altezza Serenissima mi sentii subito sopravenire un trabocco d' obligatione e di desiderio, che senz' altro riguardo del poco va­ lor mio m' indusse a porvi mano.Cosi superate molte difficoltà ho condotto l' opra al termine, nel quale, come se sia glela mando, accio ne faccia il benepla­ cito suo, Che se con accomodata occasione Vostra Signoria ne vo­ lesse dar conto a'Sua Altezza Serenissima. Io avrei imitato coloro, che essendo di vista debole, &tw.per; arrivar con quella ad un ogetto sublime e luminoso si mettono à gli occhi un cristallo, accio per &tw.per; la Virtù di tal mezo possino al­ meno secondo la capacita loro, comprendere e' off­ rire l' infinito splendore di quel sensibile serenissimo et altissimo è pregandolo ogni felicitàLe bacio le mani

Di Roma il 28 di Dicembre 1582

Di Vostra Signoria Molto Magnifica

Servitore

Oreste Vannocci

Al lettore

Essendo io certo che la presente opera non sara ve­ duta se non da intelletti nobili e gentili, che oltre al contentarsi di quel che altri può dare conosce­ ranno anco molto piu di quel che troveranno scr­ itto, ho voluto lasciare nella loro imaginatione quanto travaglio m' ha &preshort; dato il trovar differenza tra l' certo Greco di Vaticano e &preshort; la tradottion Latina dell'eccellentissimo Comandino, dal quale non di meno ho &preshort; variato in pochi luoghi dove quel testo e &preshort; l' esperienza me ne mostrava la strada &etsign; ho ben aggiunto il quarto modo di far bevere gli animali che non era nel Comandino, et oltra l' haver variate molte figure v' ho &preshort; porto anco negli organi le varietà de testi, le quali non mi parendo a &preshort; bastanza per far che se ne resti satisfatto, v' ho &preshort; descritto e &preshort; disegnato nell' ultimo l' organo di Tivoli stimandolo cosa molto pro­ portionata &preshort; a &preshort; questo libro ond' hebbe la prima origine, Ne m' è parso dilatarmi in lodare e &preshort; descrivere minutamente le qualità e &preshort; utilità del libro o dell' autor suo, perche appresso i buon ingegni sarebben cose soverchie e &preshort; basta solo ve­ del il libro a &preshort; far giudicare Herone Alessan­ drino degno discepolo di Ctesibio mecanico tan­ to famoso, e &preshort; senza dirne altro dal proemio suo si conosce che scrisse nel tempo che la dottrina peripatetica non haveva ancor autorità, Peroche nel trattar del vacuo s' accosta in parte all' opinio­ ne di Democrito, Leucippo e primo e &preshort; Metiodoro recitata &preshort; e &preshort; provata molto diffusamente dal Poetico filosofo Lucretio, la qual s' e annullata poi che s' e conosciuto la forza de buoni argomenti che si cavano dal quarto libro de principij natu­ rali d' Aristotile, onde potrebbe alcuno dubi­ tare, che insieme restasseno annullati alcuni artifizij di questo libro che paron fondati nel voto, il qual dubbio non nascerà gia mai in coloro che vorran considerare che la rarefattioni e &preshort; condensationi stabilita da Aristotile fa veramente gli effetti che eron da quelli fuor di ragione attribuiti al vacuo sparso tra gli atomi, o, particelle di tutte le cose, et è cosa chiara che la rarefazzione el condensamento, non si fanno perche le parti de corpi ricevino piu, o, men voto fra &preshort; di loro com' essi credevano, ma perche essendo corpi rari quelli che hanno in se poca materia sotto forma bisognosa di gran dimensioni e &preshort; per il contrario essendo corpi densi espressi quelli che molta materia ritengano sotto forma a chi di piu piccole dimensioni fa di bisogno, il ra­ refarsi d' alcun corpo succede, perche la materia nel disporsi per passar in altra forma alla qual si ri­ cerca piu ampie dimensioni, et maggior quanti­ tà vien per forza a distendersi per adattarsi a &preshort; quella peroche alla materia in quanto materia non con­ viene alcuna figura, o dimensione determinata per esser proprio della forma determinarsi gli ac­ cidenti e' conseguentemente i termini della quanti­ tà, onde la materia che al presente sta sotto la forma dell' acqua, riscaldandosi l' acqua si dispon alla forma del fuoco, così viene in quan­ tità maggiore , e come si dispone nella caldezza leggierezza, et altri accidenti che convengon alla forma del fuoco, cosi viene in quantita maggiore, o minore alterandosi in guisa che della detta forma si possa vestire, et essendo la materia per se ignuda d' ogni forma sustanti­ ale, et insieme d' ogni terminato accidente, e &preshort; per la privatione pronta a &preshort; ricever qual si vogli for­ ma, et accidente di quella segue che un istessa materia possa divenir maggiore, o minore se­ mpre restando l' istessa e &preshort; questo senza am­ mettere, o salvar il voto passando essa mate­ ria da una determinata &preshort; quantita all' altra come fa delle qualita, essendo i termini della quantita ancor essi accidenti che seguitano la forma, Non bisogna dunque il vacuo misto e &preshort; disseminato nelle cose come dicevon quei filoso fi, ma &preshort; per salvar il moto del luogo e &preshort; l' agumentati­ one insieme con tutte le cose addotte da Lucretio basta la rarefattione el condensamento, come anco basta a &preshort; salvar tutte l' esperienze addotte da Herone e &preshort; dagli altri delle ventose, del vaso succhiato, e &preshort; della sfera gonfia e &preshort; quant' altre simili se ne potessen addurre di vasi che per natu­ ra, o per arte diventino attrattivi o espulsivi, pero che tali effetti avvengano per la rarefattione o, condensamento soverchio che è anch' esso odiato dalla natura è sopportato solo per violenza breve tempo, Ma il voto è tanto grande avversario della natura, che ne anco per violenza si permette e &preshort; piu tosto le cose gravi restano sospese in alto che lascino il luogo voto peroche anco­ ra nel voto fatto per violenza seguirebbeno tutti gli inconvenienti che adducono i Peripa­ tetici contra il voto assoluto, dei quali bastarà solo per adesso ricordare il principale, cioé che dato il vacuo e &preshort; dovendovisi muovere alcuna cosa per necessita non havendo modo o termine dal mezo in velocità, o tardanza ne potendo per cio muoversi in alcun tempo si muoverebbe in uno istante peroche non facendo il luogo senza corpo cioé il vacuo alcuna resistenza il moto delle cose avanzerebbe ogni velocita e &preshort; far­ ebbesi in un momento, il che per le differenze de siti e &preshort; per le dimensioni si rende impossibile, non si potendo pur imaginare come una cosa possa nell' istesso momento esser in due luoghi con tutte le sue parti, Tal che riguardando il moto per cagion del quale havevon coloro introdotto il vacuo per l' istessa cagione vien ragionevolmente tolto via, ne si concede voto assoluto ne vio­ lento, acciò il moto che è principal fondam­ ento della natura si possa fare e &preshort; perciò basta­ ndo la rarefattione el condensamento inseg­ natine da i meglior filosofi a &preshort; quelli ci appi­ glieremo, et in quelli fondaremo le operatio ni che da altri eron fondati nel voto.

LIBRO DE GLI ARTIFIZII SPIRITALI OVER DI FIATO D' HERONE ALESSANDRINO

Perche il trattar degli artifitij spiritali, over di fia­ to è stata giudicata opera degna di grande studio dagli antichi filosofi e &preshort; mecanici, havendo quelli con ragioni, questi con esperienze, et operazioni sen­ sate dichiarato la forza, e &preshort; poter loro: Habbiam giudicato dover essser molt' utile il ridurre a &preshort; qual­ che ordine le cose che ne hanno essi antichi lasci­ ato, e &preshort; manifestar insieme le ritrovate da noi, cosi per l' avvenire quelli che vorran praticar le Matematiche conseguirran da queste cose grandissimo giovamento e &preshort; di piu habbiam voluto scriver il presente trattato nel modo che s' è detto, per esser molto a &preshort; proposito che vada insieme con quello che in quat tro libri ragiona degli horologij da acqua, Atteso che per la conguintione e &preshort; concorso dell' aere dell' acqua e &preshort; della ter ra, combattendo e contrastando fra di loro tre o quat tro elementi, si vengono a &preshort; prrodure effetti diversi, Al­ cuni de quali servono alle necessità del viver nostro altri escitano una terribile, e &preshort; stupenda maraviglia

Del vacuo

Ma prima che veniam &preshort; alle cose che si deven dire, bisogna ragionare a &preshort; discorrer del vacuo, perche alcuni affermano universalmente non trovarsi alcuna sorte di vacuo et altri dicono che non si concede vacuo di sua natura unito e &preshort; raccolto in se stesso, ma &preshort; si bene disse­ minato e &preshort; sparso in piccole particelle nell' aere nell' acqua nel fuoco, e &preshort; negli altri corpi, all' opinione de quali ci doviam accostare dimostrandosi manife stamente esser vera da cose che son chiare e &preshort; sottoposte al senso, Peroche i vasi che a &preshort; molti paiono voti non son voti veramente, ma ripieni d' aere, e &preshort; l' aere come voglion quei che trattan le cose naturali è composto di piccoli e &preshort; leggieri corpi, che a &preshort; noi per il piu non appariscano, essendo che se in un vaso che par voto sara messa dell' acqua, quant' acqua entrarà nel vaso tanto n' uscirà d' aere, il che si puo comprendere con tal esperienza, che se si pi­ glia il vaso che par voto, e &preshort; tenendolo dritto volto sossopra si somerge nell' acqua, ancor che sia per forza tutto nascosto sotto acqua non però v' entra l' acqua, Tal che è cosa chiara che l' aere per esser corpo non lascia entrare l' acqua essendo tutto il luogo del vaso da esso corpo occupato e &preshort; ripieno Ma facendo un buso nel fondo del vaso l' acq­ ua sen entrarà per la bocca del vaso el' aria sen uscirà per il buso, Di piu chi alzerà drittamente il vaso, e &preshort; lo trarrà fuor dell' acqua prima che sia forato nel fondo rivolgendolo vedra tuttta la superficie interiore asciutta priva e &preshort; pura d' ogni humidità com' era prima che si mettesse nell' acqua si che doviamo credere che l' aria sia corpo, il qual poi diviene spirito, o vento quando si muove perche non è altro lo spirito che aere commosso e &preshort; per tanto forato nel fondo il detto vaso entran dovi l' acqua per la bocca se alcuno accosterà la ma­ no al detto buso sentira lo spirito uscir del vaso il qual non è altro chee aere scacciato dall' acqua Non si deve dunque credere che tra le cose che sono si trovi una certa natura di vacuo adun­ ata, e &preshort; raccolta insieme; et in se stessa, ma &preshort; si bene sparsa e &preshort; disseminata in piccole particel­ le nell' aere nell' acqua, e &preshort; negli altri corpi, Se gia non volessemo credere che solo il diamante sia sensa mistura di vacuo, poi che non si puo infoc­ are ne rompere e &preshort; percosso penetra &preshort;, e &preshort; si ficca tuttto nell' incude e &preshort; nel martello, ma questo gli av­ viene non perche sia privo di voto, ma &preshort; per la sua continuata densità, perche i corpi del fuo­ co essendo piu grossi del vacuo ch' in essa pie­ tra si contiene non posson entrarvi, ma solo toccano la superficie esteriore, tal che non pene­ trando dentro di qui è che non posson indur­ re il caldo nel diamante come fanno negli altri copri ma &preshort; i corpi dell' aere se ben si con­ giungono et accostano l' uno all' altro, non si stringono pero tanto che tra loro non sieno interposti alcuni inter valli voti, come avviene nell' arena dei liti, bisogna dunque imaginarsi che le particelle dell' arena sien simili a i corpi dell' aere e &preshort; che l' aere interposto tra le particelle di voto comprese tra i corpi aerej: Onde sopravenendo qualche forza ristregnendosi insieme i copri oltre a la natu­ ra loro, avviene che l' aere divenga piu den­ so e &preshort; si riduca, e &preshort; ristringa nei luoghi voti, ma &preshort; cessata &preshort; la violenza e &preshort; rilasciati detti copri l' aere sene ritorna nel medesim' ordine per il naturale spatio che ordenariamente soglion' occupare i copri come avvenir si vede nelle raschiature del cor­ no e &preshort; nelle spugne asciutte, le quali ristrette e &preshort; poi rilasciate di nuovo tornano nel medes­ mo luogo ripigliando l' istessa mole e &preshort; gran­ dezza similmente se per qualche violenza le particelle dell' aere saran distratte, et allontanate, e &preshort; fuor della natura sua sara fatto il luogo voto mag­ giore, di nuovo rilasciate ricorrono allo stato di prima, percioche per il vacuo i corpi si trasportano con celerità non havendo alcun &preshort; ostaculo, o, re­ pulsa, fin che si riunischino tra di loro, Se dunque alccuno pigliando un vaso leggierissimo e &preshort; di bocca stretta mettendoselo a &preshort; bocca ne suggera l' aere, lasciato andar detto vaso subito gli reste­ ra attaccato e &preshort; sospeso alle labra, perche il vacuo tira a &preshort; se la carne accio il luogo evacuato si riempia, tal che da queste cose si fa &preshort; chiaro, che il luogo del vaso era restato molto voto, Ma&preshort; questo parimente è manifesto per un altra esperienza, perche quei vasi che i medici chiam­ mano ova, e &preshort; noi vulgarmente li sogliam chia­ mar pispini, dei quali si servono i fanciu lli per giuoco, che son fatti di vetro, et hanno la bocca molto stretta quando li voglion empir d' acqua succhiandone l' aria con la bocca, e &preshort; serratili con un dito li mettono sossopra, et attufano nell' acqua, levando il dito della bocca di quelli, il che fatto nel luogo voto e &preshort; tirata l' acqua, la qual fuor della natura sua se ne va in alto, Non è parimente alieno da quanto habbiam detto quel che avviene circa le coppe, o ventose medicinali, perche accosta­ te al corpo non solo non cascano al basso se ben hanno manifesta gravezza, ma &preshort; anco per l' istessa ragione tirano la materia vicina per la rarità del corpo, Perche il fuoco postovi dentro corrom­ pe, et estenua l' aere contenuto in quelle, come corrompe ancora tuttti gli altri corpi, e &preshort; li muta in sustanze piu sottili, cioé l' aere l' acqua e &preshort; la ter­ ra, et è manifesto che tal corpi restano corrottj per i carboni che rimangono perche questi se ben &preshort; serbano l' istessa, o poco minor grandezza che ha­ vevano innanzi all' incendio sono con tutto ciò molto differenti in gravezzza, e &preshort; le parti che nei corpi si corrompono per via del fumo se ne pas­ sano in sustanze di fuoco d' aere e &preshort; di terra, perche le parti piu sottili se ne vanno al luogo superiore ove è il fuoco, quelle che son al quan­ to piu grosse di queste in aere, e &preshort; le piu grosse di tutte elevate al qaunto insieme con l' altre per il continuo trasportamento, di nuovo poi tornano al luogo inferiore, e &preshort; si congiungono con le parti terrene, l' acqua similmente corrotta dal fuoco si converte in aere perche i vapori che esalano da i vasi bollenti non son altro che humido assottigliato, et estenuato che si risol­ ve in aere, Talche è chiaro per le cose prede­ tte che l' fuoco dissolve e &preshort; trasmuta tutte le cose piu grosse di luj e &preshort; col mezo dell' esala­ tioni che escon dalla terra si trasmutano i corpi grossi in sustanze piu sottili, perche le rugiade non son gia &preshort; mai portate in' alto sell' acqua che è in terra non viene per esalatione ad estenuarsi, et essa esalatione procede da una focosa sustanza del sole che sotterra riscalda quel luogo e &preshort; maggiormente essendo quel luogo sul fur­ co obituminoso che riscaldato per il piu genera e &preshort; manda fuori l' esalationi, e &preshort; dall' istessa causa procedono l' acque calde che si ritrovano in terra, Ma &preshort; le parti piu sottili della rugiada si trasmutano in aere le piu grosse elevate al quanto dalla forza dell' esalatione come quella, e raff­ reddata secondo il voltar del sole, di nuovo tornano al luogo inferiore, I venti poi nasco­ no da una vehemente esalation dell' aere scac­ ciato fuora, et assottigliato il quale spinge sem­ pre quello che gli succede, Non è gia il moto di tal aere in tutti i luoghi egualmente veloce essendo piu vigoroso, e &preshort; vehemente vicino alla esalatione piu languido, e &preshort; debole poi quando è lontano dal luogo onde si mosse com' avvien anco nelle cose gravi che si trasportano in alto, le quali piu velocemente si muoveno cir­ ca al luogo vicino all' inferiore ove sta &preshort; parimente la forza e &preshort; virtu che le spinge piu tardi poi nel luogo piu alto, perche la forza che le mosse non le accompagna piu cosi gagliardamente, tale che di nuovo se ne tornano al loro luogo naturale cioè all' inferiore, che se sempre fusse­ ro state spinte da forza egualmente veloce, è certo che non sarebbe cessata mai, cosi diminuendo quella a &preshort; poco a &preshort; poco, e &preshort; quasi annullata cessa parimente la velocita del trasportamento, L' acq­ ua ancora si risolve in sustanza terrestre perche quando versiamo l' acqua in qualche luogo concavo, e &preshort; terreno, poco doppo dett' acqua bevuta dalla terra svanisce si mescola, et essa parimente divien terra, Hor se alcuno dirà che s' asciuga, e &preshort; non è sorbita dalla terra, ma &preshort; sva­ pora e &preshort; si secca per la calidità del sole od' altra cosa, si vedde che questo è falso, perche la medesim' acqua posta in alcun vaso, o di vetro o di rame o &preshort; d' altra materia densa, et esposta al sole, per molto tempo che vi stia non dimi­ nuisce se non in poca parte, Di modo che ancora l' acqua si muta in sustanza terre­ na, essendo il fango, et il loto mutationi d' acqua in sustanza terrestre, si muta an­ cora la sustanza sottile in piu grossa, come vediam la fiama quando s' estingueno le lucerne per mancamento d' olio levarsi al quanto in alto, e &preshort; come scacciata andar verso il luogo proprio cioé al luogo supremo che &preshort; è sopra l' aere ma &preshort; superata dalla molta quantità d' aere che trova in quel mezo non piu si trasferisce al luogo destinato ma &preshort; mescolata e &preshort; congiunta con i corpi aerej si converte in aere, Il simi le bisogna intender anco nell' aria che quan­ do se ne stà in un vaso non molto grande ben serato, et insieme con quello è mandata sott' acqua e &preshort; di poi scoperto il vaso che habbia la bocca di sopra in modo che v' entri l' acqua l' aere veramente sen esce dal vaso, ma superato dalla quantità dell' acqua si mescola, e &preshort; s' u­ nisce con quella di sorte che divien acqua, Nell' istessa maniera corrotto l' aere che si ritrova nella coppa, o ventosa et estenuato dal fuoco, uscendo, per le parti piu rare del vaso il luogo voto tira dentro, qualsi­ vogli materia circonvicina, ma poi che la coppa è sventata, e &preshort; puo respirare non essendo piu tirata la materia succede l' aere in quel luogo voto, Quelli dun­ que che dicono assolutamente non trovarsi voto possono contro a &preshort; queste cose ima­ ginar molti argumenti, et forse persua derli con efficacia di parole ancorche non ne appor­ tino alcuna demostration sensata, Ma quando havrem dimostrato con cose chiare e &preshort; manifeste al senso che il vacuo adunato e &preshort; raccolto in se stessoè veramente fuor della natura sua e &preshort; che naturalmente si trova il vacuo disseminato e &preshort; sparso in piccole particelle, e &preshort; che i piccioli corpi compressi e &preshort; ristretti insieme riempiono le partice­ lle sparse del voto non dovrann' esser in alcun modo piu ascoltati quelli che addu­ cono di queste cose solamente ragioni appa­ renti e &preshort; probabili. Fabrichisi per far questo una sfera, o vaso rotondo di rame, o d' al­ tra simil materia che non si rompa cosi facilmente che tenga circa venti bicchieri e &preshort; sia d' ogn' intorno ben chiusa e &preshort; serrata questa si deve forare, e &preshort; porvi dentro una fistola, o sifone di rame cioé una canna vota e &preshort; sottile, che vada dentro ma &preshort; in modo che non tocchi il luogo opposto per diametro al punto ove s' è fatto il buso talche l' ac­ qua vi possa passare, ma &preshort; l' altra estremi­ tà di detta fistola avanzi fuor della sfera circa tre dita, e &preshort; bisogna chiudere, e &preshort; saldare intorno con lo stagno il buso onde s' è messa dentro in modo che la fistola si congionga bene insieme con la superficie esterior della sfera di modo che quando vogliamo per essa soffiar con la bocca nella sfera il fiato non ne possa esalare, Consideriamo dun­ que le cose che ne resta resultano, essen­ do in essa sfera l' aere come negli altri vasi che si chiamano voti, e &preshort; riempiendo tutto il luogo interior di quella, e &preshort; per certa continuatione toccando intorno tutta la superficie concava e &preshort; finalmente se non è in detta sfera al creder di costoro alcun luogo voto non ci sarebbe lecito introdur­ vi ne acqua ne altr' aere senza levar­ ne l' aere che di gia &preshort; v' è dentro e &preshort; se face­ ssemo gran forza di mettervi alcuna di queste cose prima si romperebbe il vaso, che potesse ricever altro, poi che l' habbiam supposto pieno, et i corpi aerei non posson ristregnersi in minor grandezza, per il che fare sarebbe necessario che tra &preshort; di loro havessero alcuni inter­ valli nei qualli ristretti occupasser manco luogo ma questo non è verosimile se si nega asso­ lutamente il voto, essendo dentro alla sfera i corpi che si toccano e &preshort; abbracciano per ogni lor superficie, e &preshort; similmente quella della sfera ne possono scacciati dar luogo in nessuna parte se non si dà qualche voto, Di sorte che in nessuna maniera potrà in detto vaso introdursi cosa alcuna di quelle che ne son fuora se prima non n' esce alcuna parte di quell' aere che in esso si contiene percioche come questi credono tutto il luo­ go è ripieno strettamente e &preshort; continuato senza alcuna interpositione o intervallo, Ma se alcuno mettendo la bocca a &preshort; quel sifone o fistola vorra gonfiar detto vaso, vi mandera dentro molto fiato senza che n' esca punto di quell' aere che v' è racc­ hiuso, il che avvenendo sempre in questo modo, è cosa chiara che i corpi compresi in detto vaso si ristringono nei voti che son tra di loro aspersi, e &preshort; tal ristringere avviene oltre alla natura e per la violen­ za di chi vi spinge dentro lo spirito, Se dunque alcuno gonfiando detta sfera e &preshort; ponendo la mano alla bocca chiuderà subito con il dito la fistola l' aere condensato e &preshort; ristretto in quella continuamente vi restarà che levando poscia il dito di nuovo l' aere sen' uscirà fuori con grande strepito e &preshort; romore, perche come già s' è detto è scacciato con impeto per il dilatarsi dell' aere che v' era prima, et all' incontro se alcuno vo­ rrà con la bocca tirar a &preshort; se, e &preshort; succhiar per la fistola l' aere compreso nel vaso ne tirerà gran copia ancorche non vi succeda e &preshort; non v' entri altra sustanza, come poco avanti habbiam detto dell' ovo over pispino, onde si mostra chiaro essersi fatto gran radunanza di voto nel vaso perche i corpi aerei che vi restano in quel tempo non posson crescere non poten­ dosi la mente imaginare che possin de­ tti corpi ricevere oltre a &preshort; questo alcun altro agumento, Per le qual cose appa­ risce chiaro che tra &preshort; i corpi aerei sono sparse, et interposte alcune particelle di voto, ove sopravvenendo alcuna forza detti corpi oltre alla lor natura si ristrin­ gono, Ma l' aria del vaso posto sossopra nell' acqua non è molto premuta, o vio­ lentata, perche la cosa che le fa forza non è molto atta a &preshort; far questo atteso che natur­ almente l' acqua non ha &preshort; sopra di se stessa gravezza ne gran forza di premere, onde avviene che i notatorij trovandosi nel profondo del mare se ben hanno sop­ ra di loro infinite some d' acqua non son pero da quella forzati a &preshort; respirare, ancor­ che nelle nari contenghino pochissima parte d' aere, e &preshort; ben cosa degna d' esser consi­ derata la causa per la quale coloro che nuotano sott' acqua havendo come s' è detto sopra di loro infinito peso di quella con tutto ciò non sono schiac­ ciati, et oppressi, Dicono dunque alcuni avvenir questo per esser l' acqua secondo se stessa egualmente grave ma questi non rendono alcuna ragione perche coloro che nuotano sott' acqua non son oppressi dall' acqua che gli stà sopra, tal che se ne deve dimostrar la cagione in questo modo. Intendiamo che l' acqua che soprastà alla superficie del notatore alla qual sopravviene l' altr' acqua sia un cor­ po egualmente grave e &preshort; humido, e &preshort; della medesma figura che ha &preshort; l' acqua che gli stà sopra e &preshort; questo corpo intendiamo esser posto nell' acqua talmente, che la sua superficie in­ feriore s' adatti a &preshort; convenga con quella del notatore e &preshort; sia come lui stesso e &preshort; nell' medesimo modo si li sopra ponga successivamente l' altr' acqua è chiaro dunque che il corpo dell' acqua ultimamente sopraposta non soprastà punto il restante dell' acqua vici­ na, ne meno s' affonda, o somerge sotto la superficie dell' acqua che soprastà imediate a quello che nuota, conciosia che Archimede habbia mostrato nell' libro delle cose che son portate dall' acqua, che i corpi gravi quanto l' acqua posti nell' acqua non le soprastano ne vi si somergono, Il corpo dunque che habbiam &preshort; detto dell' acqua non aggra­ vera le cose che li son sottoposte, e &preshort; non essendo sopra chi aggravi il corpo se ne stara nell' istesso luogo come dun­ que puo un corpo gravar altri che non appetisce di scender piu basso, Nell' istessso modo l' acqua soggetta a &preshort; questa e &preshort; che seconda e &preshort; si confa con la superficie del notatore non aggravera quello che gli è sotto, perche quanto appartiene alla quiete, et al moto questo corpo non è differente dall' estrema humi­ dità che occupa l' istesso luogo, Ma &preshort; che si dieno i vacui ancor da questo si potrà comprendere, che non essendo detti vacui ne per acqua ne per aere ne per alcun altro corpo potrebbe passa­ re il lume il caldo, o, altra potenza corporea, peroche come potrebbono i raggi solari penetrar per l' acqua nel fondo del vaso, che se l' acqua non havesse i pori cioé i vacui, ma &preshort; fusse per forza dai raggi divisa, allhora i vasi pieni si versarebbeno e &preshort; traboccarebbono, il che non vediam &preshort; avvenire, Di piu se partisseno l' acqua per forza non reverberarebbono alcuni raggi, et altri andrebbeno al basso, Ma noi ve­ diamo che tutti i raggi che si scontrano nelle particelle dell' acqua son re­ verberati al luogo superiore, e&preshort; que lli che non incontrando molte particelle d' acqua trovano i voti di quella per­ vengono al fondo del vaso, In oltre è manifesto da questo esser i vacui nell' acqua, perche il vino gettato in essa secondo che v' è sparso si vede passar per tutto il luogo dell' acqua il che non avverebbe se in quella non fusser luoghi vacui, Un lume parimente si diffonde e &preshort; passa per un altro, poi che accendendo alcuno piu lucerne si farrano molto piu chiare tutte le cose, penetrandosi i lumi scambie­ volmente per ogni verso, Ma &preshort; per il rame anco­ ra, per il ferro, e &preshort; per tutti gli altri corpi si fa la penetratione e &preshort; passaggio, come se ne vede l' effetto nella torpedine ma­ rina, Habbiam dimostrato dunque col vaso leggiero posto alla bocca e &preshort; con quello che i medici chiamano ovo simi­ le a &preshort; i pispini fanciulleschi che il voto s' aduna, e &preshort; raccoglie insieme contro alla natura sua e &preshort; perche si potrebben far molte demostrationi della natura del vacuo habbiam giudicato a bastanza quelle che di sopra si son addotte per esser fatte col mezo di cose sensate, Possiamo dunque assolutamente con­ cludere che ogni corpo è composto di piccioli corpi tra i quali sono interposti i vacui minori d' essi corpi, onde si dice impropriamente, che non è luogo voto sen­ za il sopravenir si qualche violenza ma che il tutto è ripieno, o d' aere, o d' acqua o di qualche altra sustanza, e &preshort; quanto manca, o si retira una d' esse tanto soprabanda una dell' altre che riem­ pie il luogo voto, et e chiaro che il va­ cuo non s' aduna insieme senza so­ pravvenir qualche forza e &preshort; violenza et anco, che non si trova luogo totalmente voto ma &preshort; solo contra a &preshort; natura Le quali cose dichiarate discriveremo alcuni teoremi che si eseguiscono per il congresso di detti elementi, perche col mezo di loro si ritrovano molti et amirabili moti, ma &preshort; prima consi­ derato le cose sopradette quasi prin­ cipio descriveremo, e &preshort; dichareremo le fistole curve da i Greci detti sifoni infel inflessi, per esser assai utili a molti artifizij spiritali over di vento

Del sifone curvo .I.

Sia il sifone curvo canna, o fistola torta ABC. la cui gamba AB sia dentro al vaso DE immersa nell' acqua e &preshort; la superficie dell' acqua arrivi fin al­ la retta linea FG in modo che s' empie d' acqua il lato del curvo sifone AB fin alla linea retta FG cioé la parte d' esso sifone segnata AH e &preshort; la parte HBC resti piena d' aria se dunque per l' aper­ tura C succhiaremo con la bocca l' aria predetta la seguitarà nell' istesso tempo ancora l' acqua, perche com' habbiam &preshort; de­ tto di sopra il luogo non puo restar totalmente voto e &preshort; se la bocca del sifone segnata C sarà a &preshort; livello della linea FG ancor ancorche il sifone sia pieno d' acqua fin all apertura, non nescerà. et non la mandera fuore, ma resterà pieno di sorte che in tutta la sua parte A.B.C. sarà l' acqua ancorche la vada in alto fuor della natura sua Et à guisa d' una bilancia posta ne lo equilibrio l' acqua se ne starà ferma elevata in alto per la parte H.B. et dal basso sospesa per quento è la parte B.C., che se la bocca del sifone che sta fuor del vaso sarà più bassa della retta linea FG. come sarebbe al se­ gno K si sparge et esce fuori l' acqua, perche la parte dell' acqua che è in KB. essendo più grave di quella che è in B.H. la supera, e la tira fuore e dura di versare fin che la bocca segnata K divenga al dritto, et à livello della superficie dell' acqua, et all' hora per la sopra detta ragione non verserà più essa se la bocca esteriore del sifone sará più bassa del K come sarebbe verserà e mandarà fuori l' acqua fin che la superficie di quella arriverà alla bocca segnata A. Talche se vo­ gliam &preshort; tirar fuor tutta l' acqua dal vaso vi metterem &preshort; dentro il sifone talmente che la bocca A. pervenghi al fon­ do di quello, e solo ne sia tanto distante, quanto ba­ sta per il flusso e transito dell' acqua. Alcuni dunque hanno hanno reso la ragione sopradetta de gli effetti del sifone cioé che la sua parte più lunga per contener più acqua tira quella della parte più corta. Ma che tal ragione sia falsa e chi la crede erri grandemente, se vorrà tira­ re l' acqua d' un luogo basso glielo dimostreremo in questo modo. Faccisi un sifone che habbia la gamba di dentro più lunga, e più stretta quella di fuore più larga, e più corta, di sorte che sia capace di più acqua. Mettesi poi la parte più lunga in un vaso d' acqua, o vero in qualche pozzo, se dunque apriremo, o lascerem versare la gam­ ba di fuori, che contien &preshort; più acqua, tirerà l' acqua del­ la più lunga parte del sifone, la quale insieme seco tirerà quella del pozzo, e poi che havrà cominciato a versare la caverà tutta, o veramente verserà sempre perche l' acqua della gamba di fuori, è più di quel­ la, che è contenuta nella gamba di dentro. Il quale effetto non si vede avvenire, onde è chiaro la ragion &preshort; di costoro esser falsa: E però vediamo noi la vera e naturale. Essendo che qualsivogli humore continuo che stia in quiete, et in riposo, piglia superficie sferica circa l' istesso l' istessso centro con quel della terra e quell' quell' humore che non è fermo dura di muoversi fin' ­ che si riduca ad una superficie sferica. Se pigliando due vasi metteremo dell' acqua in ciascuno di loro, e pieno anco il sifone e serrato con le dita le sue boche metteremo una delle sue gambe in un dei sopradetti vasi talmente che entri nell' acqua, e l' altra gamba nell altro vaso diverrà tutta l' acqua continua, perche ciascuno di questi liquori conte­ nuti ne i vasi, si congiugne con quel, che stà nel sifo­ ne di modo che tutti divengono un liquore continuato Se dunque la superficie dei liquori dei vasi saran­ no in una superficie, e tra di loro a livello staran &preshort; fermi nell' istesso modo, ancor doppo che vi havrem &preshort; posto il sifone. Ma non essendo in una superficie, per che l' acqua è fatta continua necessariamente per tal continuatione la più alta scenderà nel luogo più basso finche o tutta l' acqua di detti vasi sia in una superficie al medesmo livello, o, se ne voti uno di loro. Sieno dunque i liquori di detti vasi nella nella medesma superficie, è certo che staran &preshort; fermi, di sorte che ancora il liquore che nel sifone starà insie­ me fermo, et quieto. Che se ci inmaginaremo che il sifone sia tagliato nella superficie de i liquori che sono ne i vasi, ancora in questo modo starà fermo l' humore compreso dal sifone. adunque pa­ rimente sospeso in alto il sifone istesso senza incli­ narlo da nessuna parte, starà fermo l' humor &preshort; che v' è dentro o, habbia la largezza e capacità delle gambe uniforme, et eguale, o vero sia una delle sue gambe molto più larga, et capace dell' altra. Per che la cagione della quiete dell' acqua non è riposta nell' esser da una parte più acqua che dall' altra, ma solo nell' esser le boche al me­ desmo livello. Come dunque sospeso il sifone l' ac­ qua per la propria gravezza non ne cade, e non si versa, havendo sotto di se l' aere molto piu leggie­ ro perche non può restar il luogo totalmente voto poiche do­ poiche dovendo uscir l' acqua è necessario che insie­ me si riempia il luogo superior &preshort; del sifone, nel qual luogo non puo entrare l' aere per esser in ambe due le boche l' acqua che l' impedisce, che se alcuno fo­ rasse il sifone nella parte di sopra, subito versarebbe l' acqua succedendo l' aere in quel luogo. Ma prima che sia forato il sifone l' humore, che vi sta dentro soprastando all' aria iinferiore gli iinpedisce l' ingres­ so, et essa non havendo d' onde entrare non lo lascia uscir fuori. Ma quando per il buso l' aria havrà trovato luogo da entrare, all' hora non potendo l' aria che è di sotto sostener la gravezza dell' acqua da luogo, e si ritira. Per la medesma cagione tiriamo con la bocca per mezzo del sifo­ ne il vino in alto fuor della natura sua, perche tiran­ do l' aria, che è nel sifone diventiamo noi più pie­ ni di prima, e svellendo e suchiando per forza l' aria congionta al sifone essa tira con se succes­ sivamente l' altra, e lo vota fin' alla superficie del vino, e cosi e cosi esso vino tirato per forza se n' entra nel luogo voto del sifone, perche non ha altro luogo onde possa seguire l' impeto, che lo tira per il che oltre alla natu­ ra sua se ne va in alto. oltre a questo starà fermo il liquore nel sifone, stando le sue boche à livello e situate in una superficie sferica il cui centro è il medesmo con quel della terra; perche la cagio­ ne della quiete, e fermeza dell' acqua, è l' haver la superficie sferica, e l' istesso centro che la terra. Ma poniamo se è possibile, che ancor in questo modo tal acqua non sia ancor &preshort; ferma e quieta, adun­ que doppo che si sarà mossa finalmente si quietarà. Hor poniamo che si quieti, adunque è certo che si quieterà, e fermerà in una superficie sferica che ha­ vrà il medesmo centro con quel della terra; et per haver occupato luogo diverso dal luogo della superficie di prima, ambedue queste superficie si segeranno infra di loro. Sieno dunque ambedue segate per il centro della terra da un piano e faccino e faccino nel taglio del piano linee che sien circonfe­ renzi di circoli, che habbino l' istesso centro con quel della terra; che sieno per esempio A.B.C. F.B.D, e tirisi dal centro le linee BG AFG onde segue che la linea BG sia eguale à ciascuna delle GF GA e che la par­ te GF sia eguale al tutto GA che è inconveniente. adunque il liquore in tal modo situato si quieterà. il che ci eravamo proposti di provare.

Del mezo spiritale diabete II

È un altro strumento chiamato da i Greci mezo spirital diabete, cioé di doppia fistola, che fa il medesm' effetto che il sifone curvo

Sia di nuovo il vaso con acqua segnato A.B. per il cui fondo trapassi dentro la canna ò fistola CD ben commessa, e saldata col fondo che avanzi avanzi dalla parte di sotto, ma la bocca sua segnata C non convenga con la bocca del vaso AB, ma sia circonda­ ta da un' altra fistola più larga da lei d' ognintorno egualmente distante e la bocca superiore di questa sia co­ perta dalla lametta EG poco distante dalla bocca C, e l' apertura di sotto della fistola EF sia tanto distante dal fondo del vaso quanto basti per il flusso ò transito dell' acqua. Accomodate queste cose in tal maniera se per la bocca D succhiaremo l' aria della fistola CD come si fece dianzi, tira­ remo insieme seco l' acqua, che è nel vaso AB tanto che versarà, et all' hora uscirà fuore tutta l' acqua del vaso AB perche la fistola avanza sotto al fondo del vaso. Però che l' aria interposta tra il liquore e la fistola EF essendo poca puo ritirar­ si nella fistola CD e tirar seco l' acqua, et essendo la fistola la fistola più bassa dell' acqua non potrà cessa­ re il flusso, che se non vi fusse l' altra fistola EF cessarebbe il flusso quando la superficie dell' acqua fusse pervenuta al C ancorche la fistola esca di sotto al luogo D, ma perche l' aria non può subintrare nel CD per esser tutta l' EF inmersa nell' acqua non ces­ sarà il flusso e l' aria, che per la bocca entra nel vaso AB succederà in luogo dell' acqua che n' esce fuora per il D. perche come s' è detto la bocca della fistola, che dalla parte disotto esce fuor del vaso respetto all' acqua è sempre più bassa della su­ perficie dell' acqua, che è nel vaso, e non potendo divenir à livello, ò nell' istessa superficie esce fuor tutta e l' attrattione si fa con maggior impeto e gra­ vezza. ma non volendo tirar &preshort; fuor &preshort; con la bocca l' aere della fistola CD, versaremo più acqua nel vaso AB fin' che per la soprabondanza cominci à pigliar esito per la fistola CD, et ancor in questo modo modo tutta l' acqua del vaso AB se n' uscirá fuore. et si chiama come si è detto il CD EF sifone spiritale diabete.

Per le cose gia dimostrate è chiaro che il flusso del del sifone stando quello fermo e inmobile si fa diseguale et irregolare, per che à forare il vaso nel fondo et lasiarlo versare avvien &preshort; parimente l' istesso per che tal flusso è ancor &preshort; esso disegua­ le, essendo l' effusion &preshort; dell' acqua nel principio aggravata, e premuta da maggior gravezza e da minore, poi che se n' è versata, e diminui­ ta. e quando l' escesso del sifone, e maggiore cioè quanto á la gamba esteriore è piu lunga dell'altra tanto più presto flusso si viene a fa­ re, per che similmente il flusso, che si fa per la bocca sua è spinto e premuto da maggior gravezza che quando l' escesso della parte di fuore è mi­ nore, per il quale escesso avviene che la superficie dell' acqua dell' acqua, che è nel vaso escede d' altezza la bocca esterior del sifone. Habbiamo dunque gia parlato del flusso sempre ineguale, et ir­ regolare fatto con il sifone: adesso bisogna con il medesmo sifone ritrovare il flusso sempre eguale et uniforme.

Del flusso sempre eguale fatto con &preshort; l' mezo del sifone curvo III

Sia il vaso AB con acqua dentro nella qual sopranuoti la conchetta, ò catinet­ to CD, che habbia la bocca ben serrata con' il coperchio CD, e per il coperchio e fondo della conchetta trapassi una gamba del sifone, che sia bene stagnata con &preshort; l' uogo de busi onde passa. L' altra gamba poi del sifone sia fuor del vaso AB. et habbia la bocca più bassa che non è la superficie dell' ac­ qua, che sta nel vaso. Se dunque per la bocca este­ rior del' rior del sifone suchiaremo l' aria che v' è dentro ne verrà insieme ancora l' acqua, per che non puo nel sifone restar &preshort; il luogo totalmente voto, e poiche il si­ fone havrà datoprincipio à versare durerà tanto che l' acqua del vaso si voti del tutto: e cotal &preshort; flusso sarà eguale per che l' escesso della bocca esterior &preshort; del sifone con &preshort; la quale è più basso che non è la superficie dell' acqua, sempre stà nell' istesso modo essendo che nel votarsi del vaso insieme con l' acqua scende la conchetta et il sifone. Ma quanto sarà più grande l' escesso del­ la bocca esteriore, sarà il flusso tanto più ve­ loce, se ben &preshort; sempre eguale à se stesso. Sia per esempio il detto sifone EFG e la superficie dell' acqua arrivi alla retta linea HK

Del flusso parte eguale e parte diseguale fatto con il sifone IIII

Ma il flusso parte eguale, e parte diseguale si fa col mezo del sifone: Intendo in parte eguale et in par­ et in parte diseguale, quando per qualche tempo à nostro beneplacito il flusso s' è fatto eguale da principio, e di nuovo poco doppo se così pare à noi si fa più tardo, ò più veloce di prima se bene eguale à se stesso. Sia dinuovo il vaso d' acqua AB la conchetta CD e per il coperchio e fondo della conchetta passi il canale, ò fistola ML più larga della gamba interior del sifone stagnata col coperchio, e fondo della conchetta, sopra il coperchio della quale sia fermato un tela­ retto composto di regoli à similitudine della lette­ ra greca π e sia il CNXD; e nei regoli posti à piombo CNXD dalla parte di dentro per la lun­ gezza loro sien &preshort; cavati i canali per i quali possa trascorrere espeditamente l' altro regolo OP. siavi parimente la vite RS posta à piombo sopra al coperchio coperchio CD che passi per un buso fatto nel regolo OP nel qual buso sia un dente, che venghi ad entrare et inserirsi nell' helice, ò giro della vite. e la vite escederà disopra il regolo NX et all' escesso si congionga un &preshort; manico da girarla in modo che il regolo OP alle volte s' inalzi, et alle volte s' à bassi, et à questo regolo sia congiunta, e saldata la gamba interior &preshort; del sifone, che passi ancor per la fistola LM in modo che la sua bocha s' intîga nell' acqua del vaso. Se dunque similmente suchia­ remo l' aria per l' apertura esterior &preshort; del sifone quello versarà egualmente fin &preshort; che si voti tutta l' acqua del vaso. Ma quando vogliamo che il medesmo sifone versi più velocemente di prima e non dimeno in modo uniforme à se stesso giria­ mo la vite in modo che il regolo OP scenda più al basso per che cosi l' escesso esterior &preshort; sifone sarà maggior, che non era prima, et percio sarà il flusso più veloce del primo, ma eguale à se stesso, Che se ancor &preshort; lo desideriam &preshort; più veloce giraremo giraremo la vite tanto che il regolo OP. maggior­ mente si abbassi. Ma volendolo più tardo volgen­ do il manico per l' altro verso faremo che il rego­ lo OP s' elevi in alto, e cosi havrem col mezzo del sifone fatto il flusso parte eguale, e parte diseguale. Ma per non haver à tirar &preshort; l' acqua sem­ pre con &preshort; la nostra bocha non potendosi far questo in ogni sifone, ma solo ne i molto picholi fare­ mo in questo modo

V

Habbisi uno smerisma piccoletto cioè due pezzetti di fistola, che l' uno entri nel altro in modo che non passi ne anco l' aria per il uogo del contatto loro, et si scompagnino à nostro beneplacito. de i quali quello che entra nell' altro è chiamato maschio l' altro femina. et il maschio che è se­ gnato TY s' adatti et congionga alla bocca esteri­ or del sifone, tal che versi per quello. e la femmina TYV sia incollata prima con' il vaso che sia capace di poco più acqua che non è il sifone et hab­ bia nel bia nel fondo il bocciscolo da versare segnato Ω. Quando dunque vogliamo cavar &preshort; con' il sifone l' acqua del vaso AB serrando col &preshort; dito il boccino­ lo del vaso LZ l' empiremo d' acqua, di poi adattando lo smerisma femina con' il maschio levarem' il dito e lascierem &preshort; versare il buoccino­ lo Ω così voto che sará il vaso LZ l' aere del sifone se n' andrà nel luogo voto del vaso LZ et insieme sarà seguitato dall' acqua, che è nel vaso AB. dimodo che s' empirà il sifone. Doppo questo tolto sia il vaso LZ lascierem &preshort; versare il sifone. Ma se vogliamo che il sifone faccia eccellentemente l' effetto suo bisogna, che sia collocato à piombo, il che conseguiremo con accomodare e congiungere all' orlo del vaso A B due regoli dritti interponendo tra di quelli la gamba interior del sifone, in modo che li tochi ambe due. et alla medesima gamba interior &preshort; del sifone del sifone da ogni parte metterem &preshort; un &preshort; chiavetto che tochi i regoli nella parte di dentro, per che in questo mo­ do tochi e gravati i regoli da i chiodi non potrà il sifone inchinare ne dalle bande ne d' avanti, ma scenderà rettamente et esquisitamente

Cominciam' adesso à dichiarar' i componimenti delle cose, che si fabrican &preshort; per uso, mettendo prima le minori, quasi principij et elementi dell' altre

Della sfera concava fatta di rame VI

D' una piccola struttura che s' adopra à spargere il vino

Si fabrica una pichola sfera, ò globo concavo di rame come l' AB passata dalla parte inferiore, con picco­ li e spessi busi à guisa d' un &preshort; vaglio, et ha dalla parte disopra la fistoletta CD forata seco e ben saldata il cui spiraglio, ò, buso superiore segnato C resti aperto. Quando dunque alcuno vuole sparger &preshort; il vino pigli la sfera con' una mano presso presso alla fistola CD e ponghila nel vino, che tutta via vi si sommerga fin' allo spiraglio C e così n' en­ tra il vino per i busi essendone scacciata l' aria che n' è dentro per la fistola CD che se chiudendo con' il dito lo spiraglio C tirarem &preshort; la sfera fuor del vino non si versarà il vino che v' è entrato, per che essendo chiuso l' ingresso C dal dito l' aria non puo entra­ re à riempir il voto. Quando dunque vogliam &preshort; che il vino si spanda rilasciamo il dito, e succe­ dendo l' aria per lo spiraglio riempie il luogo voto. Ma se di nuovo con il dito chiuderem &preshort; lo spiraglio C, cessarà di spargersi il vino fin &preshort; che un' altra volta lasciarem &preshort; lo spiraglio. Si può similmente immergendo la sfera nell' acqua calda, ò, fredda dinuovo metter il dito allo spiraglio, e tener­ la, e rilasciarla à nostro beneplacito fin &preshort; che si versi tutto il liquore contenuto nella sfera. e se l' estre­ mità della fistola CD si farà curva per quanto appartiene allo spiraglio C non v' è differenza anzi sarà anzi sarà più accomodata per l' uso per che più facilmente con il dito ci verrà serrato lo spiraglio

VII

Nell' istesso modo dalla medesma pichola sfera pos­ siamo far' uscire l'acqua fredda, e la calda à nostro beneplacito Però che si fabrica similmente una piccola sfera, ò globo AB con &preshort; la divisione ò ver tra mezzo CD che retta­ mente, e giustamente la divida in due parti, e disopra ha il collo CF insieme forato, e saldato così la sfe­ ra per il mezzo del quale ponghasi il tramezzo CG continuato con' il CD e disopra sieno le fistolette curve ò spiragli KH corrispondenti ad ambe due le parti e luoghi della sfera cioè in CF uno per banda del tramezzo CD nel fondo poi della sfera al segno D sieno i busetti simili à quelli de i vasi colatorij che s' adopran per le cucine, ò vero à quelli del crivello del crivello. Quando dunque vogliam &preshort; pigliar &preshort; l' acqua calda tenendo, e serrando con due dita i bocciuoli e spiragli HK attufaremo il globo nell' acqua et apriremo uno delli spiragli cio é l' H acciò l' aria che è nella mezza sfera BCD possi uscir per lo spiraglio H, e l' acqua calda entrando per i busi riempia l' emisferio BCD e dinuovo serrando lo spiraglio H ne tirarem &preshort; fuori la sfera, et essa riterrà senza dubbio quella che v' è entrata, per che l' aria non può haver ingres­ so. Attuffandola poi similmente nell' acqua fred­ da levarem &preshort; il dito dello spiraglio K, e dinuovo pieno l' emisferio ACD serrando con' il dito il K tirarem &preshort; fuori la sfera piena d' acqua fredda, e di calda; Talche quando vorremo che qualsia d' esse si spanda aprirem &preshort; lo spira­ glio, che le corrisponde, e quando non vorrem che versi più dinuovo in simil modo potrem &preshort; chiu­ dere, e questo faremo fin &preshort; che si versi tutta l' acqua acqua. È lecito ancora con l' istessa sfera pi­ gliar il vino e l' acqua calda e la fredda e quel che ci tornerà bene, e sparger &preshort; queste cose quando, et in che quantità ci piacerà col far &preshort; più tramezzi, e più spiragli per i quali in ogni luogo possa entrare, et esser discacciata l' aria. Et è da avvertire che in luogo delle fistolette curve si posson fare i busi sopra all' orlo del collo della sfera, che corrispondino à i luoghi loro, i quali nel volerli serrare si premeno e chiudeno con &preshort; le dita, ma acciò detti busi non apparischino li copriremo con &preshort; un &preshort; cannelletto di modo che rassembrino proceder &preshort; ambe due dalla medesma fistola

Del prochita VIII

Si fabrica parimente il vaso detto prochita che riceve il liquore in maggiore, et in minor &preshort; quantità e così ne versa hor più, et hor meno di modo che postovi dentro dentro il vino all' acqua alle volte manda fuori l' acqua pura, alle volte il vin &preshort; puro, et alle volte inacquato. e si fabrica in questa maniera

Il mescirobba detto prochita sia AB che habbia il tramezzo CD e nel detto tramezzo accanto al cor­ po del vaso ov' è il punto E sien &preshort; fatti in giro alcuni busetti come quei del vaglia. nel luogo poi opposto à quello diametralmente sia nel tramezzo un buso rotondo segnato F per il quale si spinga, e trapassi la fistola FHK saldata con il tramezzo e poco distante dal fondo del vaso all' luogo G. ma l' al­ tra sua bocca segnata H trapassi il corpo del vaso sotto l' orechia ò manico d' esso, il qual &preshort; vi sia ben &preshort; saldato sopra essendo però anch' esso voto e forato, et havendo l' esito suo in un' buso nella parte esteriore segnata K il qual' buso buso quando farà di bisogno potrem &preshort; serrar &preshort; con &preshort; un &preshort; dito. Se dunque chiudendo lo spiraglio K nel mo­ do predetto predetto versaremo nel mescirobba alcun liquore restarà nel luogo sopra al tramez­ zo non potendo per i busi passare in quel di sotto il che non puo fare per non havere l' aria altra uscita che quella dello spiraglio K quando dunque lasciaremo lo spira­ glio allhora il liquore se ne scendera nel luogo di sotto, et il mescirobba sara di mag­ gior capacita che prima. Di sorte che versandovi prima il vino in tanta copia che si riempia il luogo CBD serraremo poi lo spiraglio e vi mettaremo sopra l' acqua che non si mescolera con il vino, ma piegando il vaso per mescere &preshort; verra fuore &preshort; l' ac­ qua pura. Ma quando apriremo lo spiraglio durando ancora d' uscir fuore l' acqua ve­ rsara ancora insieme il vino percioche per lo spiraglio l' acqua succedera nel luo­ go voto e doppo questo uscirà fuori il vino puro si puo parimen. col metterci prima l' acqua e serrato lo spiraglio metterci il vino, fare in modo che ad altri si mesca il vino puro, ad altri misto ad altri volendolo burlare l' acqua pura.

Della sfera concava IX.

Si fabrica similmen. la sfera concava ò altro vaso del quale il liquore per se stesso e con gravezza et impeto schizza in alto, in modo che tutto si versa ancora e il moto al alto sia contra la natura sua. La compositione e tale

Sia la sfera o vaso rotondo AB capace di circa à boccali quattro, fatta de ra­ me ben ferma e salda che possa soportare la compressione estrema del aria che farvi si deve collocata sopra a qualche sostegno come sarebbe il .C. ma forata dalla parte di sopra ove sia posta dentro unafistola distante dal fondo cioè dal luogo opposto al buso per diametro, tanto che basti per il flusso del acqua, e dalla parte superiore sopr' avanzi alquanto la sfera e sia benissimo stagnato circa il buso onde si messe dentro. Ma la bocca di sopra di questa fistola sia divisa in due parti DG DF alle quali si stagner­ anno transversalmen. due altre fistole GHKL et FMNX. mettasi de­ ntro al altra fistoletta o forata di sorte che si scontri con quei busi che sono nel GHKL et FMNX, et habbia il cannelletto over bocciuolo RS sal­ dato sopra di lei dirittamen. e a piombo forato insieme con lei, e terminato nel piccolo spiraglio .S. hor se pigliando il bocciuolo RS. lo volgeremo sosso­ pra insieme con la fistola PO i busi che si correspondevano si chiuderanno di modo ch' il liquor che se ne deve trarre non havra uscita Mettasi di più per un altro buso nella sfera l'altra fistola TYV serrata dalla parte infe­ riore V et habbia vicino al fondo da banda un buso rotondo segnato al quale s' accomodi un serraglio chiamato volgarmen. animella che l' inse­ gnaremo à fare poco di sotto. Mettisi oltr' a questo dentro alla fistola τγυ il maschio TΩ. adattato che v' entri dal punto se dunque cavando il maschio TΩ metteremo per il τγυ. del liquore entrarà nel corpo della sfera per il buso e perche l' animella s' apre verso la parte esteriore cioè dentro alla sfera, e l' aria sen esce fuori per i busi della fistola OP, fatti corrispon­ denti à denti a quelli del G.HKL e del FMNX. quando dunque il liquore hav­ ra occupato la metà della sfera volgendo il bocciuolo SR l' inchinaremo in modo che i busi che insieme si scontravano si mutino e non sieno piu corrisponde­ nti col metter poi dentro il maschio TΩ scacciamo con quello l' aria e l' humore contenuto nella fistola τγυ il quale per l' animella prorompe e &preshort; sen' entra per for­ za nel corpo della sfera per esser gia la sfera piena d' aria e di liquore. si fa con tutto cio questo ingresso violento perche l' aria si restringe e ritira ne i voti che tiene in se stessa racchiusi. Doppo questo tirando fuori di nuovo il maschio TΩ tan­ to che la fistola τγυ si riempi d'aria di nuovo metterem &preshort; dentro il maschio TΩ. espingeremo l' aria predetta nella sfera. e questo reiterando più volte havrem costretto nella sfera molta aria, la quale è cosa chiara che nel cavare il ma­ schio non puo uscire perche l' animella spinta dalla dett' aria di dentro si riserra e non lo permette. Se dunque di nuovo alzeremo il bocciuolo RS in modo che stia levato dritamen. et i busi sieno scambievolmen. corrispondenti allhora il liq­ ore sara spinto fuori, pero che l' aria ristretta s' alarga e ritorna nella propria grandezza e scaccia l' acqua che gl' è sottoposta che se l'aria costretta sara in gran copia manderà fuori tutto il liquore in modo ch' ancora l' aria soverchia insieme con il liquore sen uscira fuori

De l' animella X.

L' animella della qual s' e ragionato si fabrica in questo modo.

Habbiansi due quadretti di rame che sieno di largezza per ciascun lato circa un dito e di grossezza quasi come una riga. Questi dunque adattati insieme secondo la larghezza, si dev­ en forbire cioe polire in modo che tra di loro non possa entrar ne aria ne liquore e siano questi l' ABCD. e l' EFGH. et uni di essi cioe l' ABCD sia passato nel mezo &preshort; d' un buso rotondo il cui diametro sia quanto la terza parte d' un dito, et ac­ costando il lato AD. con l' EH. i quadri tra di loro si colleghino con alcuni cardinetti distorti che le superficie loro convenghino e si confaccino insieme. Quando poi li vorremo adoperare s' incolla il quadretto ABCD. al buso per il quale vogliamo ritenere e rachiudere l' aria overo il liquore perche à spi­ ngere in dentro si vien ad aprire il quadretto EFGH movendosi espeditam­ ente ne i cardini suoi e viene l' aria e il liquore il quale si rachiude per se stesso nel vaso fermamen. spingendo in fuore il quadretto EFGH. e chiudendo il buso per il quale esso liquore e stato spinto e ritenuto.

XI

In alcuni altari evaporando il fuoco i simulacri circostanti sacrificano e si fanno in questa maniera.

Sia il posamento de i simulacri segnato ABCD. e sopra vi sia l' alt­ are are voto dentro, chiuso bene d' ogni intorno, et anco il posamento sia voto e chiuso intorno, ma forato insieme con l' altare al luogo comune .G. per il posamento poi trapassi la fistola HKL. poco distante dal fondo al luogo .L. forata ins­ ieme con la tazza ch' è sostenuta dal simul­ acro al luogo H. Introducasi il liquore nel basamento per l' apertura M la quale doppo l' infusione si richiuda se dunque nel altare EFG. s' accendara fuoco averra che per il cal­ do l' aria che v' e dentro estenuata e riscaldata se ne scenderà nel bas­ amento e ne scacciera il liquore il quale non havendo alcun uscita se ne va nella tazza per la fistola HKI. e cosi il simulacro sacrificale ta­ nto dura quanto si persevera di farsi fuoco, il quale estinto cessa il sacrificio. e questo si potra reiterare tante volte, quante s' accendera il fuoco. Ma la fistola per la quale &preshort; deve trapassare il caldo e lo spirito del caldo escitato, sia piu larga nel mezzo; peroche è necessario che la calidità, ò piu tosto il vapore nato dal caldo venendo in piu largo lu­ ogo divenga maggiore e possa parimenti far maggior operatione.

XII

Alcuni vasi se non sono totalmente pieni non versano, ma essendo in tutto pieni il liquore che v' e dentro si versa E si fabricano in questo modo

Sia il vaso BCD non coperto per il cui fondo trapassi il diabete spiritale EFIH overo il sifone curvo GHK ripieno dunque il vaso ABCD avviene che l' acqua sopravanzando sen entra nel diabete overo nel sifone e di quello se ne va fuori finche il vaso ABCD resta voto purche' l diabete overo il sifone habbia il pr­ incipio tanto vicino al fondo del vaso che resti luogo solamente per il flusso del acqua

Delle tazze della concordia XIII

Collocando due vasi sopra certo basamento essendo pieno l' uno d' essi di vino e l' altro voto ancor che ambedue habbiano i ca­ nali aperti non si versa il vino se l' altro vaso non si rie­ mpie d' acqua perche allhora d' uno d' essi esce il vino del altro l' acqua, finche ambedue restano voti, e si chiamano i bicchieri overo tazze della concordia.

Sia la base ABCD sopra la quale si collocano i vasi EF. in ciascun de i quali de i quali sia un sifone curvo nel vaso E il sifone GHK nel F. l' IMH c' habbino le loro gambe esteriori piu lunghe di quelle di dentro, ter­ minate a guisa di canali e le cur vita loro siano alte sino alle bocche de vasi trapassi di piu la fistola XOPR per il basamento et incor­ vata sen entri ne i vasi in modo che le sue bocche XR siano vicine alle curvità del sifone Ma nel vaso E sia versato il vino in modo che la superficie di quello non esce da la cur­ vita del sifone segnata H Fin qui dunque non versa il vino non essendo cosa che dia principio al flusso del sifone, che se mettaremo l' acqua nel vaso F in modo che la superficie di quella esce da la curvità del sifone segnata M allhora versarà l' acqua et insieme per la fistola XOPR. n' andera parte nel vaso E, che dara principio al flusso del vino et al­ lhora ciascuno de vasi versara cioè questo il vino e quello l' acqua.

XIIII

Versando l' acqua in alcuni vasi ne resulta il can­ to del augel capo nero overamente un sibilo il che si fa in questo modo. Sia un basamento chiuso d' ogni intorno ABCD. e per lo coperchio AD trapassi la pe­ vera overo ombutello EF la cui canna sia distante dal fondo quanto basti per il transito del' acqua e sia incollata al coperchio. siani parimente la piccola siringa o suffuletto GHK accomodata per rendere il suono che trapassi nel basamento e sia ancor essa incollata nel coperchio AD ma il suo spiraglio K s' incurvi et entri nella pura acqua del vasetto .L. entra­ ndo dunque l' acqua per l' ombuto EF nel basamento l' aria che n' è scacciata sen esce per la siringa GHK e cosi rende il suono che se la parte estrema della siringa sara incurvata nel' acqua si sentirà un suono strepitoso simile a quel del uccel capo negro ma non v' essen­ do l' acqua si sentirà solamen. un sibilo.

XV

Con le siringhe dunque s' imitano le voci e con l' istesse si fanno anco suoni differenti o facendole piu sottili, ô piu grosse o piu lungamente distese, ô piu raccolte; ove­ ro quando una parte d' esse s' imerge nel acqua, o in po­ ca ô in molta. Dimaniera ch' in questo modo si vengono ad imitare le voci di molti uccelletti e sene metteno insieme mo­ lti o in una fonte o in un anto, o universalmente ovunque scaturisce l' acqua posti con ordine e che tra loro sia la civetta la quale spontaneamen. si volge inverso loro e di nuovo si rivolge in altra parte, e rivolgendosi altrove cantano gl' uccelli quando poi si volge inverso loro non cantan piu e questo si fa molto spesso. La costruzione e tale.

Sia il canale A che sempre versi al quale stia sottoposto il vaso chiuso BCDE. c' habbia dentro di se un diabete spiritale overo un sifone curvo FG e l' ombutello messo dentro HK La canna del quale sia distante dal fondo del vaso quanto basti per il flusso del acqua et habbia molte delle zuffuli detti di sopra come nel luogo .L. Dimodo che menor s' empie d' acqua il vaso BCDE l' aria compresa in esso discacciata per li siringhi imitarà il canto degli' augel­ letti per cio che ciascuna siringa termina nella bocca d' uno uccello ma doppo ch' il vaso e pieno mentre si vota per lo GF. non cantano

ma per fare che la civetta si volga verso gl' uccelli et in altra parte come gia s' e detto s' ordineran le cose delle quali parlaremo.

Sia drizzata un aste sopra il basamento M. ben torneggiata che sia NX. intorno alla quale adataremo la canna o fistola OP. che se li possa es­ peditamen. rivolgere intorno, et à questa sia congiunta la piccola rota over palletta RS sopra alla quale stara la civetta à quella congionta et intorno à detta fistola s' accomodaran due catene che vadano in parti tra di loro contraposte TY. et VQ. che passino per due rotelle, o carrucole cioe la TY al peso L che lo tenga sospeso e l' VQ. al vaso concavo di sotto posto al sifone overo allo spirital diabete FG. mentre dunque che si vota il vaso BCDE l' umore cade nel vaso Ωè la fistola OP insieme con la civetta si rivolta in modo che riguarda gl' uccelli. Ma voto il vaso BCDE ancora il vaso Ω si vota per alcun sifone ô spiritali di­ abete che vi sia dentro, onde dinuovo il peso pendente svolgera la civetta indietro nel tempo che il vaso BCD si riempie d' acqua e che dinuovo risuonano le voci degli uccelli.

XVI

In simil modo si fanno anco sonar le trombe. Quando Quando nel vaso serrato s' intromette la canna del' ombutello poco dis­ tante dal fondo e si stagna con il coperchio suo mettendoci di piu una tro­ mba con sua linguetta e canna larga in bocca, forata insieme con il vaso nella parte superiore di quello aviene che versata l' acqua pur l' ombuto l' aere che v' è dentro scacciato per la tromba rende il suono.

XVII

Nel aprir le porti del tempio si fa suonar la tromba in questo modo.

Sia dietro alle porti il vaso con acqua ABCD dentro al quale sia posto sossopra il vaso H detto suffucatorio o sistomo cioè con la bocca ristretta à poco à poco; di questo forato il fondo vi si adatara una tromba c' habbia la sua linguetta e tanta larga in bocca alla quale s' acosti il regolo IM congiunto al suffucatorio e legato alla canna della tromba, che nel­ la estremita sua habbia il ritegno Z cioè il manico incurvato al quale sia sottoposto il regolo HX che sostenga il soffocatorio H tanto distante dal' acqua che basti; et il regolo HX si muova nella inchiodatura ô ô fibula O e nella estremita di questo regolo segnata X sia legata una catena over fune riportata per la rotella .P. alla parte ultima delle porti, cioè a quella che ultimamen. si serra. Aperte dunque le porti la fune destesa tirerà l' estremita del regolo X, in modo ch' il regolo XN non sara piu sotto al ritegno Z il qual ritegno calando farà attuffare il soffocatorio nel acqua onde resultara il suono della tromba percio­ che l' aere che v' e dentro e per il mezzo della tromba cacciato fuore

XVIII

In alcuni vasi postovi prima il vino quando vi mette­ remo l' acqua, alle volte verra fuore l' acqua pura alle volte il vin puro. e di questo la compositione è tale.

Sia il vaso ABC e &preshort; habbia due tramezzi DE. FG. e per ambedue tra­ passi la fistola HK saldata con quelli e forata poco sopra al tramezzo FG. nel luogo I. ma sotto il tramezzo DE nel corpo del vaso sia lo spiraglio M. Accomodate queste cose in tal modo se alcuno serrando la bocca C. vers­ era il vino nel vaso entrera per il buso I nel luogo DEFG perche l' aria che v' e che v' e dentro sen uscira per lo spiraglio M. Quando dunque con il dito ser­ raremo lo spiraglio M il vino sara ritenuto nel luogo DEFG. e versando l' acqua nella parte del vaso ABDE chiudendo lo spiraglio M versara l' acqua pura ma se apriremo lo spiraglio M mentre che ancor del acqua nella parte superiore ne verra il vino inacquato e dop­ po che sara finita l' acqua allhora versera il vino puro. e lecito ancora ap­ rendo spesso lo spiraglio M. far differenti effusioni. Ma riesce meglio po­ nendo prima l' acqua nel luogo DEFG e serrando lo spiraglio mettervi sopra il vino perche &preshort; alle avolte n' uscira vin puro, et aperto lo spiraglio vino adacquato e di nuovo serrato si versera puro, e questo averra quante volte vorremo

XIX

Collocato sopra certo basamento un bichiere che sia pieno di vino quanto che si sia ne cavera di nuovo torna pieno il bichiere e s' accomoda in questo modo. Habbia il vaso AB con la bocca serrata vicino al collo del tramezzo CD per il quale trapassi la fistola EF che s' avvicini al fondo, e l' altra fistola GH trapassi per il fondo e s' avvicini al tramezo CD, e per un foro fatto nel fondo del vaso al segno K entri la fistola KI. et esso vaso AB. sia collocato sopra a certe base MNXO nella quale entri l' escesso della fistola GM. et sua il bicchiere PR Ma per la base MNXO. passi la fistola ST. forata insieme con la base e con il bicchiere il quale pareggi in altezza il buso H della fistola GH. e sia il bicchiere PR. Ma per la base MNXO. passi la fistola ST. forata insieme con la base e con il bicchiere il quale pa­ reggi in altezza il buso H della fistola GH. Versando dunque il vino nel vaso AB per la fistola EF. l' aria sen uscira per GH. e se la fisto­ la KI sara aperta il vino che vi si versa per essa sen intrerà nella base e nel bicchiere, ma essendo chiusa allhora il vaso AB. s' empirà Inf­ ondiamo dunque il vino nella base MNXO, e nel bicchiere PR. in tanta copia che il bicchiere sia pieno e la base MNXO s' empi inf­ in &preshort; alla bocca della fistola GH. il che fatto e serrato il buso E il vi­ no che nel vaso AB non entrara piu nella base per la fistola KL non havendo altr' aria da lasciar nel luogo voto perche l' adito di quella era lo spiraglio E. quando dunque cavaremo il vino del bicchiere s' aprirà lo spiraglio E per il quale subintrando l' aria dinuovo versarà il vino nella base, e nel bicchiere PR. finche sia pieno: e questo a averra tante volte quante caveremo il vino del bicchiere. bisog­ nera bene che la base MNXO sia forata con il buso Y accio l' aria del vaso AB. cedendo il vino entri per il buso G. e per l' Y sen esca fuora

XX

Che se vorremo apparecchiar questo medesmo per uso, accio collocato il bicchiere in alcun luogo, ancor che d' esso sia tratto molto liquore nondimeno stia sempre si farà così.

Apparechisi il vaso AB. con tant' acqua che basti al uso che se ne des­ idera, del quale procede la fistola CD. e siali sottopasso l' altro vaso GH. Doppo questo in luogo vicino alla fistola s' adatti il regolo EF alla cui estrem­ ità segnata E suspendasi il sunaro K. ch' entri e nuoti nel vaso GH, et al F. sia legata una piccola catena che sostenga il peso di piombo X il quale sia talmente accomodato che stando a galla il sunaro K nel acqua del vaso GH. si chiuda il canale in modo che dinuovo vers­ ando l' acqua elevi il sunaro e dinuovo si richiuda il canale. Ma si deve havere avertenza ch' il sunaro, sia piu grave di quel peso che si pone al luogo X Hor sia il detto bicchiere LM. posto in alcun luogo, accomodato di sorte ch' il suo labro o orlo arri­ vi allo stesso livello overo alla medesima superficie nella quale e l' acqua del vaso GH. nel tempo che stando a galla il sunaro l' acqua non versa piu Ma dal vaso GH. vada la fistola HN. a &preshort; rispondere nel fondo del bicchiere, vo­ tarà insieme di quella che dentro al vaso GH e discendendo il sunaro ap­ rirà la fistola CD. che versando nel vaso GH e nel bicchiere inalsera et el­ evara il alto il sunaro in modo che riserrando la detta fistola non versara più. che se averra tante volte quante alcuno cavera l' acqua del bicchie re.

XXI

Posto una moneta di cinque dramme in quei vasi da sacrif­ izio e da offerta chiamati spondej n' esce fuori l' acqua per spr­ uzar le persone.

Sia il vaso spondeo ABCD. la cui bocca A sia scoperta et in esso stia dentro l' altro vaso FGHK che dentro habbi del acqua et il bossoletto L del quale esca fuori la fistoletta LM; et a presso se li frizzi a piombo, il regoletto HX sopra al quale s' adatti l' altro OP e &preshort; habbia dalla parte o la palletta R parallela al fondo del vaso e della parte P al luogo S. sostenga un cope­ rchio piccolo e conveniente alla bocca del bos­ soletto soletto L. in modo che non lasci versare l' acqua per il canale IM e sia il coper­ chio del bossoletto al quanto piu grave della paletta R ma piu leggiero del­ la paletta e della moneta congiunte insieme quando dunque sarà getta­ ta la moneta per la bocca A cadra nella paletta R, et abassondola inclin­ ara il regoletto OP. e levera in alto il coperchio del bossoletto in modo che n' uscirà fuori l' acqua doppo questo cadendo la moneta dinuovo il coperchio ser rarà il bossoletto, in modo che l' acqua non versara piu

XXII

Versate per la medesma bocca d' un vaso molte sorti di liquori, vogl­ iam mandar fuori separatamente l' uno dal' altro, quale ci torn­ era bene per il medesmo canale

Sia il vaso AB e habbia il collo serrato con il tramezzo CD, et habbia parimente altri tramezzi posti a piombo et alti fin al tramezzo CD. che facciano tanti luoghi l' un dal altro separati quantti liquori vogliam mettervi dentro. Ma per adesso presupponiam che sien due luoghi solamen. l' F et l' E. Hor nel tramezzo D. siano i busetti piccoli come quei del cri­ vello che passino in ciascun luogo e sotto l' D. sieno li spiragli GH. che rispondino ne i luoghi del vaso nel fondo poi siano le fistolette KL forate insieme con i luoghi e che convenghino e s' unischino nel canale comune M se dunque chiudendo li spiragli GH et il canale M versarem per la bocca del vaso alcun liquore non entrerà in alcun luogo perche l' aria ne i luoghi contenuta non ha &preshort; uscita. Ma lasciando aperto uno delli spiragli il liq­ uore sen andera nel luogo al quale lo spiraglio aperto corresponde. Doppo q.to riserrando il detto spiraglio, quando versaremo un altro liquore et apriremo l' altro spiraglio, similmen. il liquore sen anderà nell' altro luogo e cosi serrando tutti gli spiragli et anco i busetti del tramezzo CD ancor che s' apra il canale M. con tutto cio non si versera nulla non aprendo alcuno spiraglio perche nel aprire havendo l' aria l' ingresso uscira fuore il liquore che nel luogo corrispondente allo spiraglio, il quale riserrra­ ndo e rilasciando l' altro avverra similmen. l' istesso.

XXIII

Posti sopra a certo basamento due vasi dei quali l' uno sia pien di vino l' altro voto quant' acqua verseremo nel voto tanto vino uscira del altro vaso, e s' accomodano in questo modo.

Siano sopra al basamento AB in due vasi CDEF et habbian de bocche con i coperchi GHKI, per lo basamento la fistola NXO, che serrando vasi tanto che sia poco distante da regoli

Siano sopra il basamento AB. li due vasi CDEF. e &preshort; habbian serrate le bocche con i coperchi GHKI e spingasi per il basamento la fistola MNXO che torcen­ do entri ne i vasi tanto che sia poco di­ stante da i coperchi ne i luoghi MO. e nel vaso EF. sia il curvo sifone PRS e &preshort; habbia la sua curvità vicin' alla bocca del vaso et una delle sue gambe n' esca fuore terminata a guisa di can­ ale. Ma per il coperchio GH trapassi l' ombutello IY la canna del quale sia saldata al coperchio, e poco distante dal fondo. Infondasi dunque il vino nel vaso EF per alcun buso V che doppo l' infusione si richiuda se dunque per l' ombutello versaremo l' acqua nel vaso CD. l' aria ch' in esso si ritrova scacciata sen andera nel vaso EF. per la fistola MNXO onde scaciera il vino ch' e dentro in quel vaso e questo averra tante volte qua­ nte metterem dentro l' acqua et è cosa chiara che l' aria discacciata alla stessa mole che l' acqua versatavi dentro e che manda fuore equ­ ale quantita di vino. che se non vi fosse il sifone curvo ma solo un ca­ nale al luogo S. si potrebbe fare il medesmo quando la violenza del acqua non superasse il canale

XXIIII

Intendiamo d' accomodare una fistola dalla quale der­ ivi l' acqua e' l vino in qual proportione ci piacerà.

Per esempio vorremo che l' acqua si il doppio del vino e sia un vaso voto AB. o di forma col­ lonnare che chiamano cilindro o quadrato oblon­ go che chiamano parallelepipedo rettangolo al qual s' acosti l' altro vaso CD chiuso d' ogni int­ orno e posto sopra l' istesso basamento similmen. colonnare o quadrato e la base del' AB sia il doppio di quella del CD &ptail;ehabbiamo proposto l' acqua dover esser il doppio del vino a &preshort; questo s' avicini l' altro vaso chiuso d' ogni intorno EF. nel quale se mette il vi­ no e per ambedue i vasi CD EF. trapassi la fistola GHK forata et incollata insieme con i coperchi loro. ma nel vaso EF sia la fistola curva LMN la cui gamba di dentro sia distante dal fondo del vaso quanto basti al flus­ so del liquore, e l' altra gamba sia torta dentro et esca poi nel altro vaso XO del quale uscendo la fistola PR. passi per tutti i vasi overo sotto a fondi loro, in modo che senza difficulta pervenga fin al fondo del vaso AB. e l' altra fistola ST passi dentro ad ambedue i vasi AB. CD. Ma l' AB. vicin' al fondo habbia il canaletto Y et ambedue i canali PR et Y sieno inserti inserti e convenghino nel bocciuolo VZ c' ha la chiave con la quale si potra aprire e serrare a beneplacito nostro. Accomodate le nostre cose e chiuso il bocciuolo VZ se versaremo l' acqua nel vaso AB. una parte di lei sen' and­ era nel CD per la fistola ST. che sara la meta e cadendo l' acqua nel vaso CD. ne scacciara fuore e quale quantita d' aria per la fistola GHK dent­ ro al vaso EF e questa discaccierà e &preshort; qual parte di vino per il canale LMN. nel vaso XO. quando dunque apriremo il canale VZ ne per esso l' acqua che s' e posta nel vaso AB e' l vino del vaso XO. portato per la fistola PR. et havrem conseguito l' effetto di quanto si propose. Dinuovo dunque restaran voti i vasi poiche versando il vino adacquato l' aria sen entrera in quelli per la fistola PR.

XXV

Proposto un vaso con acqua e &preshort; habbia un bocciuolo con la chiave e stia a galla sopra l' acqua un animale, quant' acqua trarem del bocciuolo l' animale mandera fuori vino secondo la data proportione del acqua tratta fuori.

Sia il vaso del acqua e &preshort; habbia il bocciuo­ lo C. serrato e nel acqua nuoti la conche­ tta D. nella quale sia la fistola EF. for­ mata a similitudine d' un animale pon­ ghisi vicino a questo un altro vaso con vino nel quale sia il curvo si­ fone KIM una gamba del quale se ne stia dentro al vaso GH e l' alt­ ra vada a &preshort; rispondere nella fistola EF onde se per la bocca inferiore del sifone M. tiraremo il vino quello andera nella fistola EF. fin che le due superficie del vino cosi quella del vaso GH. come quella della fistola EF. sieno a livello e nel' istessa retta linea NXOP et al punto P sia aperto il canaletto TR. fin qui siam certi che non versa il vino. ma quando per il canale si cavera quant' acqua si voglia, scendera piu al basso la conelotta D. et insieme la fistola EF. in modo che la superficie del vino diverra piu bassa del' NX e percio divenuta piu bassa la parte esterior del Sifone dinu­ ovo versara il vino nella fistola EF e per il canale R. sen uscirà fuori il ch' averra tante volte, quante trarremo l' acqua del bocci­ uolo C. et allhora versara il vino secondo la data proportion del acqua ch' esce fuori. Ma se il fondo del vaso AB havra la desiderata prop­ ortione con quello del vaso GH. averra quelche si proponeva di fare.

XXVI

Volendo nel versare l' acqua in alcun vaso far versare il vino a proportione di quella terrem questo ordine.

Sia dinuovo il vaso con acqua AB et il vaso col vino GH. e la fistola EF sia EF sia fuor del vaso AB nel quale sopra nuoti la sfera o globo piccolo D. dalla quale procedendo la fune e passando per le rotelle ST si leghi alla fistola EF in modo che la tengha sospesa, l' altre cose poi siano tutte l' istesse c' habbiam detto di sopra pos­ ta dunque l' acqua nel vaso AB. la sfera D. s' inalsa e fa inchinare il canale EF talmen. che l' vino versa dinuovo.

In altro modo

Il medesmo si puo anco fare in altro modo riportando la fune della sfera D. per la rotella S. nel' altra rotella T. e &preshort; passata per quella legandola al sifone KLM, sospeso dalla fune andera declinando in modo che facendosi maggiore la sua gamba esteriore il vino sen uscira fuore per la bocca M

XXVII

I sifoni ch' adoperano per estinguere gl' incendij si compong­ ono in questo modo.

Sieno due moggette ABCD. EFGH. di rame politi al torno nella lor super­ ficie in tenore accio possin ricevere i maschi dentro di loro come si fa nel altre machine da acqua dette hidrauliche, e gl' emboli o maschi con­ venienti a loro sieno KLMN. e sieno i moggetti forati insieme che rispondino l' uno nel altro per la fistola XODF e dalle parti esteriori dentro alla fist­ ola XODF. habbiano affissi l' anim­ elle PR fabricate nel modo c' habbiam detto di sopra che s' aprino nella parte esteriore de moggetti. habbiano parimente i moggetti nel fondo loro i busi rotondi ST serrati con le tavolette polite overo animelle ϒϕ αψ che sian tenute da i gangharetti ΩΩ incollati e congiuntia i fondi de mog­ getti et habbiano i ritegni nel estremita accomodati di sorte che l' animel­ le o taudetti non ne possino uscire. I maschi poi habbiano congiunto seco e nel mezzo di loro l' aste S. alle quali si congiunga il regolo che nel mezzo si muova circa l' inchiodatura forma ch l'asse poi segnate S. si muoveno nelle inchiodature o giuntura βϒ et insieme con la fistola XODF. si fora un altra fistola posta sopra di lei a &preshort; pio­ mbo ΣΣ. divisa in due al luogo Σ. ov' havrà le fistolette accomodate in alto come si fece di sopra nella sfera che manda a fuori l' acqua per forza del aria che v' e dentro ristretta. Se dunque i moggetti insieme con il resto c' habbiam messo insieme si porranno nel vaso θκλμ. e s' accomodera il regolo ιδ dalle estremità sue mosse scambievolmen. circa l' in­ chiodatura Ω, i maschi con il calare &preshort; abasso per la fistola ΣΣ e per il boc­ ciuolo versatile H mandano fuori il liquore perche tirato in alto il mas­ chio KT apre il buso S in alzando l' animella o tavoletta αΨ e chiude l' animella P. ma &preshort; discendendo riserra il buso S et apre il P per il quale scacciata l' acqua &preshort; e per forza mandata fuori l' istesse cose avengono circa il maschio MN il bocciuolo dunque H alzata et abbassata la sbruità sua manda l' acqua al altezza destinata ma non la volge in ogni banda se non si volge in ogni banda tutta la machina, il che nelle necessita urgenti sarebbe tanto e molesto. Ma per fare andare il liquore facilmen. in ogni luogho fabricaremo la fist­ ola ΣΣ secondo la lunghezza sua di due pezzi che l' uno entri nel altro de i quali l' uno sia congionto alla fistola XODF e l' altro a &preshort; quella ch' e distinta in due al luogo Σ perche voltato il pezzo super­ iore, e mosso al alto o al basso il bocciuolo H si mandara l' acqua a &preshort; qual luogo ci tornerà bene, e cotal pezzo accomodato dalla parte di sopra havra gl' uncinetti o ritegni accio per la violenza del acqua non sia forzato a cadere dalla machina, i quali ritegni saranno a similitudine della lettera greca Γ incollati alla fistola di sopra e rivolti sopra d' uno anelletto posto intorno alla fistola inferiore

XXVIII

In alcun luogo ove scaturisca l' acqua si fabrica un animale o di rame o d'altra materia il quale postoli avanti un bicchiere beve con strepito e rumore che pare c' habbia sete e la compositione e tale.

Sia il vaso AB nel quale versa il canaletto C et in esso sia il sifone curvo overo lo spiritale diabete DFF una gamba del quale avanzi et essa sotto al fondo del vaso alla quale sia sottoposto il basamento chiuso GHKI. che sostenga parimente dentro di se il sifone curvo MHX et alla bocca F si ponga sotto l' ombu­ tello OP la canna del quale sen entri nel basamento GHKI. tanto distante dal fondo quanto basti al flusso del acqua e la bocca del animale sia al luogo R alla quale si metta una fistola ficcandola per un piede o per altra parte dell' anim­ ale et occultamen. sen entri nel basa­ mento e questa sia RST. Ripieno dun&qtail; il vaso AB l' humore che soprabonda sen andera nel ombutello OP. e cosi si verra ad empire il basamento GHKI e voterassi il vaso AB ma poi ripieno di nuovo il basamento versando il liquore finche la base sia vota e cosi di nuovo il vaso AB. si vota e succedono i medesmi effetti c' habbiamo adesso narrati. Ma accio po­ tiamo offerire il vaso a tempo oportuno cioe mentre la base si vota accomodisi alcuna cosa che nel versare l' acqua ch' esce per il sifo­ ne la percota e faccia muovere allhora sarà tempo d' offerire il bicch­ iere all' animale.

XXIX

Havendo l' acqua che versi e rivolgendosi in altra parte un satiretto si puo far bevere l' animale in altro modo.

Sia il basamento chiuso d'ogni intorno ABCD con un tramezzo che lo divida egualmen. e l' animale se ne stia posato al suo luogo al quale passi per bocca la fistola EFG, e sia nel luogo inferiore del basamento il sifone curvo HKI del quale una gamba esce fuor del fondo e' l tramezzo sia trapassato dal ombutello MH la canna del quale sia poco distante dal fondo e sopra al basamento ABCD si ponga la bassetta XO sopra alla quale stia asiso il satiretto PR c' habbia lo stipite o aste ch' entri nella parte di sopra del basamento alla quale aste si congionga la fistola IY. c' habbia nella estremita sua la tazzetta YV forata insieme con lei e sia tanto lunga la fistola IY. che rivolto il satiretto la tazza YV se ne vada apunto poco di sopra al ombutello MH Sopra la base poi sia il vaso QZ che soprasti dal punto all' ombutello MH forato insieme con la base nel qual caschi l' acqua che scaturisce dal Ω la qual dev' essere in tanta copia ch' esceda il versare che fa il sifone HKI. Passara dunque l' acqua predetta per l' ombutello MH nella parte inferiore del bas­ amento ABCD. perche l' aria contenuta in quella si dilegua per la fistola EFG e cosi la base sara sempre piena d' acqua per esser quella che v' entra maggior quantita di quella che n' esce. Quando dun&qtail; volgeremo il satiretto la tazza YV sopraponendosi al' ombutello ricevera l' acqua surgente del canale Ω la quale per la fistola TY se ne va nel resto del luogo e piglia altro esito. In modo che non andando piu l' acqua nella parte inferiore del basamento ABCD. il sifone HKI la voterà succedendoci l' aria per la fist­ ola EFG. onde l' animale postoli avanti il bicchiere beve si­ milmen.

XXX

Si può ancora in altro modo far bevere un animale anchor che ancor che non versi l' acqua e non si volga il satiretto. Sia la base ABCD e la bocca del animale al luogo F e dalla bocca E per lo petto del animale e per il pie di dietro o per la coda entri nel­ la base la fistola EFG che passa per l' animale con un piccol buso ch' apena si vede che sia H se dunque empiremo d' acqua la fistola EFG. per qualche fistola elevata la cui est­ remita si ponga sopra al' H restarà EFG. pien d' acqua perche le bocche sue sono a &preshort; livello e s' e richiuso il buso H. Quando dunque offerendoli il bicchiere li faremo intingere qualche parte della bocca e della fistola EFG. la banda della fis­ tola o sifone ch' e verso il G. diverra piu lunga e per ciò tirera a &preshort; se il liquore, il quale sen' andera nella base ABCD onde non e in questo componimento necessario che la base sia chiusa.

XXXI

Puossi ancor conseguire il medesmo pur senza che versi l' acqua, et insieme fare che l'animale nell'istesso tempo beva e sibili.

Sia di nuovo la base chiusa d' intorno ABCD. con il tramezzo EF e dal coperchio della base entri in essa, e siavi saldato il vasetto IM. con il buso sotto I nel fondo e dalla bocca G del animale proceda e vada nel vasetto IM. la fistola GHI. che termini sopra al buso I di sorte che il buso di detta fistola a nostro bene placito si sconti con il buso I. del vaso IM. entri di piu la fistola NO nella base con la sua bocca inferiore o fin sotto al tramezzo e con la superiore H s' avvicini alla bocca del animale e termini in una siringha over fischio, e nel tramezzo sia il buso P che passi nella parte di sotto, nella quale sia il diabete o sifone che quando sara piena la empiti d' acqua la parte superiore ADEF per il buso R. che doppo si ri­ chiuda. Quando dunque volgeremo l' animale in modo ch' il buso del vasetto IM e quel della fistola GH si correspondino al luogo I entrando l' aria per GHI l' acqua per il buso P scendera nella parte di sotto scacciandone l' aria per la siringa HO che fischiarà et al­ lhora mettendo l' acqua alla bocca del' animale bevera et fisch­ iarà in un tempo finche di nuovo non sara girato in modo ch' i busi al luogo I si richiudino, e non sieno conrispondenti.

Nei luoghi sacri degl' egitij si pongono nei portici al­ cune vite versatili di rame, accioche quelli ch' entra­ no le girino percio c' hanno oppinione che l rame habbia virtu di purgare et anco vi sono i vasi per asperger quelli ch' entrano. Poniamo dunque che ne sia necessario il fare che girata una ruota esca l'acqua di quella per aspe­ rger che viene come s' e detto

Sia doppo al portico occultato il vaso d' acqua ABCD. forato nel fondo al luogo E sotto al quale si fermi e saldi la fistola FGHK c' habbia parimente un buso che si scontri con quello ch' e nel fondo del vaso, dentro a questa sia l' altra fistola IM saldata al' FGHK nel luogo I c' habbia il buso P. conrespond­ ente con l' E e tra le due predette fistole vi sen' interponga un altra NXOR in modo che le tocchi ambedue et habbia il buso .S. che si scontri con l' E. Quando dunque detti forami saranno in sieme conrespondenti mettendo del acqua nel vaso ABCD versara fuore per la fistola IM, Ma rivolgendo la fistola NXOR e certo che nel volger tal vita l' acqua uscira spesso fuore.

XXXIII

Intendiamo di comporre un vaso che versando in esso piu sor­ ti di vino, ne potremo poi cavare per il medesmo canale qualsivoglia di loro, in modo che mettendovi i vini piu persone ciascuna se ne potra ritorre il proprio vino tanto apunto quanto ve n' havra posto.

Sia il vaso chiuso ABCD c' habbia serra­ to il collo con il tramezzo EF. e dividasi tutto il vaso in tanti luoghi quanti vini vi si vorranno porre e siano i tramezzi GHKI accio si faccino tre luoghi da ri­ porre il vino MNX e trapassato il tramezzo EF. sopra ciascun luogo da i busi OPR, da questi s' inalzino per il collo del vaso le fistl­ ette PS. OI RY forate insieme con quello e vicino a &preshort; ciascuna di queste fistolette nel tramezzo EF. come in un vaglio siano busi minuti e spessi per i quali il liquore se ne vada nei propri luo­ ghi. Quando dun&qtail; vogliam metter dentro qual sia di proposti vini serraremo con le dita gli spiragli STY e versaremo il vino nel collo ϕ il quale non andera in alcun luogo perche l' aere contenuta ne i luoghi non ha uscita ma quando rilasceremo uno delli spiragli STY l' aria del luogo conrespondente sen uscira per lo spiraglio et il vino per i minuti busi entrara nel luogo. e di nuovo serrando quello spiraglio ne lasciaremo un altro ponendovi un altra sorte di vino e cosi successivamente quante sorti di vino in quanti luoghi saranno nel vaso ABCD. Potremo poi cavarne separatamente ciascun d' essi per l' istesso canale in questo modo. Nel fondo del vaso ABCD di ciascun luogo procedi una fistoletta, cio e dal luogo M la fistola eψ dall' N la N la ΩZ e dall X la fistola VI dalle quali le estremita ψzi sieno fo­ rate insieme con l' altra fistola ψziα. e di piu l' altra fistola βϒ sia posta con diligenza dentro la ψziα serrata dall' inte­ rior parte ϒ et habbia i busi, che si scontrino con ψzi in modo che girata la fistola βϒ i busi incontrandosi ad uno per volta con quelli del vaso ricevino il vino che è contenuto in ciascun luogo, e lo mandino fuori per la bocca β. Ma Alla fistola βϒ sia congiunto uno stiletto di ferro δε alla cui parte ε si attacchi il peso di piombo N, et al δ l' anelletto di ferro δε, che sostenga il bichieretto S volta con la parte concava in alto, e dentrovi un cono spuntato concavo il cui cerchio piu largo sia ξ il piu stret­ to θ habbisi parimente le pallette di piombo di peso ineguale tante di num.ro quanti sono i luoghi MNX, se dunque metteremo la minor palla nel bichieretto ξθ essendo grave sen' andera nella parte baßa finche tochi la supericie concava del cono spun­ tato, e rivolti la fistola βϒ in modo che un buso si rincontrj con il ψ, e riceva il vino contenuto in un luogo, il qual vino durerà di versare finche starà la palletta nel bichiere, ò finche ve ne sa­ rà. Ma se torremo via la palla di nuovo il peso H ritornando al basso richiudera il buso ψ in modo, che il vino non verserà più, e di nuovo se vi porremo un' altra palla il bichiere sen' andarà più al basso, e voltarà più la fistola finche il buso di essa si rincon­ tri con il con il buso z, e cosi il vino di quel luogo versarà, e di nuovo totane la palla il peso H scendendo al basso serrarà il buso z, in modo che non versarà più vino; che se ancor vi si porrà l'altra palla, ancor più si voltara la fistola β in modo, che versarà il vino del luogo X. Ma bisogna, che la minor palla, che si pone nel bichiere superi il peso H, cioè possa voltar la fistola β perche cosi ancora l'altre palle lo superaranno, e la vol­ geranno.

XXXIIII

Vogliamo fabricar una lucerna che per se stessa si consumi.

Sia la lucerna ABC, e nella sua bocca si ponga la verghetta di ferro DE che si muo­ va liberamente circa il punto ε intorno a la quale si rivolga lo stoppino, overo taccolo, che facilmente se ne possa sciorre accomodivisi parimente la rotella dentata f. che si rimouva espeditamente sopra uno stiletto, i denti della quale toccino la sopradetta vergha in modo che volta la rota, lo stoppino sia da dentj man­ dato avantj: et habbia la lucerna l' ombilico assai largo, e sopra al olio noti la conchetta G che habbia sopra drizzati il regolo dentato H congiunto con lei in modo che i denti di quello s' inserischino con quei della vita f consuma­ to dunque l' olio la conchetta andera declinando, e con i denti del regolo vol­ gerà la rota f in modo che lo stoppino sarà mandato innanzi.

XXXV

XXXV

Proposto un vaso, che habbia vicino al fondo il bocciuolo aperto messovi dentro il liquore, talhora versarà da principio, e talho­ ra, quando sarà mezzo pieno, e talhora, quando sarà pieno to­ talmente, overo possiamo generalmente dire, postovi dentro quan to liquore ci tornerà bene il bocciolo versara tutto il liquore

Sia il vaso AB, che habbia serrato il col­ lo con intramezzo, per il q.le passi dentro la fistola CD, che vi sia saldata, e s' apressi tanto al fon­ do che basti, per il flusso dell' acqua. siavi an cor dentro il sifone curvo e.f.g. la cui gamba interiore sia distante dal fondo quanto basti al flusso dell' acqua, e l' altra gamba cavata fuore termini a guisa di canale, e la curvità del sifone sia vicina al collo del vaso. et habbia il vaso uno spi­ raglio vicino al tramezzo nel ventre suo al luogo H. Se dunque da principio subito che vi si mette il liquore vogliam; che il canale per­ cio che laria del vaso, non havendo uscita, farà uscir fuori il liquore per il curvo sifone. ma non serrando lo spiraglio il liquore se ne va nel corpo del vaso, et il canal non versa, finche di nuovo lo spiraglio non si chiude, e poscia ancor rilasciato quello il sifone manda fuori tutto il liquore.

XXXVI

XXXVI

Si fabrica ancora un vaso, che riceve il liquore, finche senza alcuna interpositione v' è infuso, ma poiche una volta havrà cessato di infondere non lo riceverà più, e si fa in questo modo

Sia il vaso AB che habbia serrao il collo con il tramezzo CD per il quale intromettasi la fistola ef che sia poco distante dal fondo, ma che disopra esceda il tramezzo e quasi pareggi l'orlo del vaso; circa il quale excesso si ponga un' altra fistola GH che lo circondi, e sia da quello, e dal tramezzo tanto distante, che basti al flusso dell' acqua e la parte superiore de la fistola GH sia ricoperta con una lametta ben saldata et il vaso habbia lo spi­ raglio K che riescha nel ventre suo. Quando dunque per il collo vi metteremo il liquore sen' anderà nel ventre del vaso GHef uscendo fuori l' aria per lo spiraglio K, che se cessià di versare, et il collo del vaso resti voto l' aria interrompera la conti nuato dell' acqua, onde l' humor del GH cadendo anderà nel tramezzo; perciò che la larghezza tral GH el ef deve esser tale che con la sua gravezza il liquore ne cada. Doppo che versandoci altro liquore l' aria l' aria raccolta nella ef e nel GH non permetterà che entri nel vaso, ma traboccando sopra all'orlo andera fuore

XXXVII

Si compone ancora un satiretto sopra certa base, che tiene sotto un piletto, che mettendoci tanto liquore che lo riempia uscirà l' acqua per l' otro, et anderà nel pilo il quale non traboc­ cherà, e cio durerà finche tutta l' acqua dell'otro sarà vo ta e fassi cosi

Sia la base AB serrata d' ogni intorno, e per or namento si farà in forma di cilindro o di otta gono, che sia divisa dal tramezzo CD per l q.ale trapassi la fistola ef passata insieme con quello, che s' avvicina al coperchio, come al tramezzo passata insieme con loro, e tanto distante dal fondo, che basti a flusso dell' ac­ qua, alla qual sia sopra posto il piletto G con giunto a lei, Dopo questo trapassi il coperchio l'altra fistola KLM che sia poco distante dal tramezzo ben saldata con il coper chio e che versando mandi il liquore nel piletto G. accomodate le cose in questo modo empisi d' acqua il vaso AD per il buso N, che dopo l' infusione si richiuda. se dunque versaremo altra acqua nel pilo ve ne scenderà per la fistola GH nel vaso BC uscen do l' aria per l' ef la q.ale andando nel vaso AD scaccia l' acqua di quelo per la fistola KLM nel pilo, che andando di nuovo nel vaso BC ne manda fuori similmente l' aria, che è in quello, la quale scaccia di nuovo di nuovo nel vaso BC ne manda fuori similmente l'aria la quale scaccia di nuovo l' acqua del vaso AD nel pilo, e questo durerà finche l' acqua del vaso AD sarà vota. ma bisognarà che la fistola MIK risponda alla bocca dell' otro, e sia molto piccola accio questa dimostratione, et aparenza duri più lungo tempo.

XXXVIII

Intendiamo di accomodar una chiesetta in modo, che accesovi il fuoco le porte s' aprino spontaneamente et ammorzato di nuovo si richiudino.

Sia la nominata chiesetta posta sopra al basamento ABCD e parimente vi sia col­ locato l' altare CD per il quale vi trapassi la fistola GF la cu bocca f sia dentro all altare, e la G sia compresa den tro la sfera H poco distante dal centro di quella, et essa sfera sia saldata con la fistola GF e sia dentro alla sfera il cur vo sifone KLM et i cardini delle partj sieno assai dilungati dalla parte inferio­ re, e si volgino espeditamente sopra ai tasselli che sono dentro alla base ABCD e dai car dini partino le picciole catene ridotte in una, che passando per una rotella rotella si leghi al vaso concavo e sospeso NX, e sieno due altre catene piccole contrarie alle sopradette ridotte similmente in una che passando per una rotella sostenga un peso di piombo, il q.ale calando a basso si chiudono le porti. ma il sifone KLM hab­ bia la gamba esteriore dentro al vaso sospeso, e per certo buso L rimetti nella sfera tanta acqua, che arrivi al mezzo, il q.ale buso dopo l' infusione si richiuda svaporando dunque il foro l' aria compresa nell'altare riscaldata si diffonde in magg.r luogo e per la fistola FG passando nella sfera scaccia nel vaso sospeso il liquor, che vi è dentro, il qual vaso discendendo vi tira la catene, et apre le porte: Di nuovo poi spento il fuo­ co l' aere estenuato uscirà per la rarità della sfera, et il sifone KLM tirerà l'humero del vaso sospeso, in modo che si riempirà il luogo delle rarità svaporate; perche l' estremità del sifone sarà immersa nell' acq del vaso sos­ peso. E cosi voti il vaso, e perciò tornato leggiero di nuovo il peso sospeso declinando chiuderà le porti. Son ben di quelli che in luogo di acq adoprano argento vivo, perche è più grave dell' acqua, e per il caldo si risolve facilmente

XXXIX

Avvien ancora in altro modo, che acceso il foco s'aprano le portj

Sia di nuovo la chiesetta sopra al basamento ABCD ove sia l' altare e dal quale esca la fistola FGH che entri nel picciol otro K chiuso d' ogni intorno, et all' otro vi>/20> sia sottoposto il peso L dal quale si leghi la ca tena piccola, che passando per u.a rotel­ la si congiunga alle catene, che sono in intorno ai cardini in modo che sgonfio l' otro il peso L superi, declini, e chiuda le porti; et acceso il fuoco rigon fiandosi, e ritirandosi l' otro s' apra perche similmente l' aria che è dentro all' altare scacciata dal caldo per la fistola FGH sen' anderà nell' otro, e tirerallo insieme col peso L e le porte si apriranno, per ciòche ò s' apriranno spontaneamente, come spontaneamente si serrano quelle dei bagni, o havranno il peso contraposto, che le apriranno Ma spento il foco dileguandosi l' aria dell' otro il peso declinan­ do tirerà l' otro e serrarà le porti.

XXXX

Ripieno un vaso di vino, che habbia tre canalj farem versar il vino per il canal di mezzo, e quando vi porre­ mo l' acqua non versarà il vino finche per gli altri cana li li non è finita d' uscire l' acqua, et allhora di nuovo il canale esce>/20> vino esce per quel di mezzo, e cio avviene tante volte, quante v' è versata l' acqua

Sia il vaso AB che habbiam serrato il collo con il canale e per il tramezzo passino due fistole FG H. KLM terminate di sotto in canali, e di so­ pra escedino il tramezzo et cora gli escessi loro si ponghino altre fistole NK coperte dalla parte di sop.ra distanti dal tramezzo quanto basta per il flusso della acqua, e la fistoletta PO sia insie­ me forata et attaccata nell' FGH poco di sotto al tramezzo CD overo luogo della fistoletta PO. si ponga l' latra fistola RS forata insieme col tramezzo, che habbia intorno l' altra TY nel modo che stanno le NX a guisa di diabetj, ma più alta di loro in modo che la RS esceda l' or lo del vaso serrato dunque il canale è per il buso V il vaso s' empi di vino e si richiuda l' V aperto Dunque se il vino uscirà succedendo l'aria per l' RS, overo per lo OP che se versaremo l' acqua sopra il tramezzo CD sen' uscirà fuorj per le fistole FGH. KLM. nel qual tempo non havendo ingresso l' aria non versarà il vino finche non sarà versata tutta l' acqua, e di nuovo quando l' aria potrà entrare, il vino, come si propose

XLI

XLI

Costituito, che habbiamo un basamento sopra del quale è un' arbu­ scello, ove s' avvolge un dragone incontro al quale sta un ercole che ha>/20> lo.o saetta et essendo sopra del basamento un pomo doppo, che alcuno havrà elevato alquanto il pomo l' hercole tirarà la saetta contra al dragone, et il dragone sibilarà

Sia il detto basamento chiuso d' ogni intorno AB con il tramezzo CD et al tramezzo sia congionto il piccolo ef. concavo, e spun­ tato il cui minor cerchio f sia aperto verso il fondo del basamento, e poco distante da quello cioè quanto basti al flusso dell' acqua dentro al q.ale sia accomodato l' altro cono H che rientri e lo chiuda del punto, e con una piccola chatena sia legato al pomo K posato sopra la base l' hercole tenga un arco pic­ colo d' osso con il nervo teso, e distante dalla destra mano a bas­ tanza, e nella destra mano in contro al dragone sia un' altra mano piccola in tutto simile all' esteriore , fuorche deve essere più piccola che habbia il teniere o ferro accomodato da scari­ care il nervo nella cui estrema parte sia legata una pic­ cola catena, ò fune, che dentro alla base passando sopra ad u.a rotella posta nel tramezzo vada a legarsi con la catena legata al cono, e al pomo, caricato adunque l' arco, e tirato il nervo fin dentro al­ la mano, stringeremo il teniere in modo che la fune starà tirata, et il pomo sarà gravato sotto. Ma dentro all' hercole per il corpo e per le mani passi la fune che termini nel teniere dal tramezzo poi sopra al­ la base passi una fistoletta picciola, e siringa da sibilare posta so sotto, o dentro al arboscello LM la qual sia ZΩ, et il vaso AD s' em pirà d' acqua, e sarà l' arco NX il nervo OP la mano che lo tiene RS il teniere da scaricare TY la fune VQ e la rotella Q circa la quale passa la fune. se dunque alcuno alzerà il pomo K elevarà insieme il cono H e tirerà YVQ che aprirà la mano e fa­ rà lasciar la saetta, e l' acqua del vaso AD scendendo nel BC scaccerà l' aria che vi è dentro per la fistola rendarà il suono, ma riposto il pomo al luogo suo il cono che entra sigilla l' altro fer marà il flusso dell' acqua, e cessarà il suono. Di nuovo dunque accommodate le cose che sono intorno alla saetta potrem fare l' is­ stesso. Ma ripieno il vaso BC di novo il voteremo per alcun canale che habbia la chiave, et empiremo come prima il vaso AD

XLII

Compositione di un vaso chiamato da i Greci dicheometro cioè di questa misura, che ripieno di liquore ogni volta, che sarà in chinato ne versarà equal quantità

Sia il vaso AB che habbia serrato il collo con il tramezzo AB e nel e nel fondo sia la sfera piccola C capace di quella misura, che vglia­ mo, che versi per volta, e dal tramezzo passi la fistoletta sottile DE forata in sieme con la sfera, e nella parte inferior della sfera sia il piccolo buso f dal qual proceda la fistola FGH che passando per l' orechia del vaso termini nello spiraglio H. Sia parimente nella sfera un altro buso segnato L che riesca nel corpo del vaso serrando dun&qtail; lo spiraglio empiremo il vaso di liquore per al­ cun buso, che dopo si richiuda overo per la fistoletta DE purche sia nel ventre del vaso un piccol buso, onde esca l' aria, et insieme s' empirà anco la sfera D per la fistola DC Adunque aprendo lo spiraglio H inclinando il vaso uscirá l' humore della sfera C e della fisto la DE di nuovo poi serrando lo spiraglio e rivoltando il vaso la sfera e la fistola s' empiranno escendone dell' humore che sopravviene scacciata l' acqua>/20>ria dopo questo quindi di nuovo volterem sossopra il vaso, ne uscirà la medesima quanti tà di liquore se gia non vi fossi qualche minutissima differenza per la fistola DE che non s' empirà sempre tutta, ma secondo che il vaso si va votando, et essa parimente resta vota, ma cotal differenza sarà totalmente insen sibile

XLIII

XLIII

Col soffiar in alcuni vasi l' acqua vi si restringe in questo modo

Per la bocca del vaso si spinga dentro di quello una fistola poco distante dal fondo, ma saldata bene alla bocca ove ter mini in un piccol buso, se dunque serrato detto buso col dito mette rem dentro al vaso il liquore per alcun buso, e dopo per il medesimo gonfia remo, e soffiaremo dentro al vaso, e poscia il serrarà con la chia ve, rilasciando lo spiraglio dalla fistola per esso uscirà l' acqua spinta dall' aria soffiata, e ristrettavi dentro

Si fan sentir le voci de gli Augel­ letti per distinti intervalli di tem po in questo modo

Sia la base chiusa d' ogni intorno per la quale trapassi un' ombutello con la canna tanto distante dal fondo che basti al flusso dell' acqua, e sopra all' ombuto si pone un vaso concavo posto in in punte oblighi overo perni ove possa girare, e che nella parte inferiore habbia qualche peso et in esso sopravenga e versi l' acqua. Mentre dunque il vaso sta voto resta dritto sopra dei bilighi suoi per haver il peso nel fondo, ma ripieno poi poi si rivercia sossopra d' acqua se ne va per l' ombutello nella base chiusa, e scacciandone l' aria per una fistola ren­ de il suono si nota poi detta base per certo sifone curvo, mentre il vaso si vota di nuovo, e si riempie tornando diritto, come prima onde bisognava

che il luogo che manda fuori l' acqua non la mandi sopra al mezzo del vaso accioche percotendo in un altro quando e ripieno subito si rivolti, e voti

XLV

Ancor in quest' altro modo si rendono i suoni per inter valli distinti

È un vaso con molti tramezzi per traverso, et in ogni luogo sono i diabeti, o sifoni, che portano nei luoghi inferiori e sono di flusso ineguale, e nel luogo inferiore si po ne una siringa sonora e l' acqua versa in quel di sopra,il q.al ripieno per il sifone che v' è dentro se ne va immedi ate nel luogo, che di sotto succede, finche tale acqua sara Sarà pervenuta al ultimo luogo, per cioche faccia presupposto, che l va­ so d' ogni intorno ben chiusa sia, ma l' aria che v' è dentro scacciata per la fistola, anzi per molte fisto le renderá il suono

XLVI

Si fan tripudiare, overo saltar le palle in questo modo

Si mette al fuoco una pignatta piena di acqua con la bocca ben serrata, dal coperchio procede una fistola nel­ la cui estremità è posta una mezza sfera concava forata insieme con la fistola nella quale ponendo una pal­ letta leggiera, il vapore, che per la fistola essala dalla pignatta elevarà in al­ to la palletta in modo che satterà.

XLVII

Fassi ancora una sfera trasparente, che contiene dentro di se aria et acqua e nel mezzo una palletta che rassembra il mondo

Peroche si fanno due emisferi, o mezze sfere di vetro dei quali l' uno si copre con una lastra di rame, che ha nel mezzo un buso rotondo, e si fa una palletta leggiera, e minor d' esso buso, che si getta nell' acq. dell' altro emisferio, il quale si copre col mettervi sopra l' emisferio coperto; et uscendo qualche parte d' acqua la pal­ leta sen' andera nel buso del mezzo ove stara ferma con il secondo emisferio dun que eseguisce quanto habbiam proposto

XLVIII

Il vaso chiamato goccia stilla quando il sol vi da dentro

Sia la base d' ogni intorno chiusa ABCD per la q.le passi un' ombutello la cui canna sia poco distante dal fondo. sia di più sopra la base la sferetta EF della q.le esca una fistola, che vada dentro alla base poco distante dal fondo della base, e dal parete superiore della sfera, et anco sia il curvo sifone accomodato, che della sfera porti nell'ombutello, e mettasi dell' acqua nella sfera perconten dovi dunque il sole l' aria contenuta nella sfera scaccia l' acqua l' acqua che v' è dentro, la qual uscendo per il sifone G e per l' ombu­ tello anderà nella base, ma res tando la sfera nell' ombra raf freddandosi, e tornando l' a­ ria nell' esser suo la fistola che passa per la sfera si ripi gliarà l' acqua della base riem piendo il luogo voto, il che averrà tante volte, quante il sole la riscalderà

IXL

Per far che un tirso posto nell' acqua renda suono dei zuffo­ lo, o d' alcun augelletto

Sia il tirso ABCD che habbia nelle estremità del corpo suo il buso D il qual corpo sia concavo, e figu­ rato a guisa di una pina, et habbia poco sotto alla bocca serrato il collo col tramezzo AE sopra il quale s' adatti il sufolo o la seringhetta F posta sotto la bocca, e passata insieme col tramezzo quando dunque metterem il tirso nell' acq. gravandolo a basso l' aria, che v' è dentro scacciata dall' acqua risuona et essendovi solo il zuffolo sarà suono suono di zuffolo, ma, se sotto al tramezzo fusse accomodata un poco di acqua, sarà suono con gorgia, e strepito, come il canto d' alcun uccello

L

Stando sopra certa base un' animale, che habbia alla bocca una fistola soffiando noi sonerà la tromba Sia la base chiusa ABCD sopra la q.le si posi l' animale, e dentro alla base sia un emis­ ferio concavo e serrato EFG con alcu ni busetti nel fondo del qual emisferio si distenda dentro all' animale la fis­ tola HF, e vada alla bocca di quello ove sia una tromba, che habbia la linguetta e canna sua larga in bocca et atta a rendere il suono versato poi dell' acqua nella base, per alcun buso, che dopo si richiuda con un coperchietto , quando soffiaremo nella bocca della tromba, quel fiato scac ciera l' acqua dall' emisferio per i busi del fondo, la qual acqua sa lendo in alto entrarà nella base, e quando cessaremo di soffia­ re di nuovo tornerà nella emisferio, scaccerà l' aria, la qual uscendo per la linguetta farà sonar la tromba

LI

Posta al fuoco una pignatta vogliam che una palla biligata si muova

Sia la pignatta posta con acqua al foco AB e sia ben ser­ rata rata la sua boccca con il coperchio CD per il q.le passi la fistola torta EFG la cui estremità segnata G sia intromessa nella palla concava HK et a detta estremità sia oposto per diametro il biligo LM stabilito sopra il coperchio CD et essa palla habbia due fistolette oposte per diametro, e forate in sieme con quella, ripiegate ad angolo retto in modo scambievole, che l' una piegata seguiti l' altra. Riscaldata la pignat ta il vapore che dalla fist.a EFG va nella palla sen' uscirà fuore per le fistole ripiegate, e volgerà la detta palla in giro, come anco faremo poco di sotto nel vaso trasparente, ove i simolacri ballano

LII

Eßendo un bichiere sopra certa base con il canale aperto nel versar cessarà, ancor che non si chiuda il canale

Sia il bichiere AB sopra la base C, e per il fondo del vaso e per la base si spinga la fistola DEF che termini in un canale, e nell' orechia, ò manico del bichiere sia acco­ modato il regoletto GH con il quale sia congiunto l' altro regolo KL nella giuntura H e dall' estremità K mandisj a basso a basso l' altro regolo KM. che si muova nella giuntura K e dall' M penda un bossoletto con la bocca di sotto, che sia di qualche peso e possa circondare la fistola DEF quando dunque essendo pieno il bichiere abbas­ saremo l' estremità del Regolo L il bossolo declinando chiu­ derà intorno la fistola DEF in modo che non versarà per la bocca D, ne per il canale F ma quando di nuovo abbasseremo l' estremità L il canale mandera fuore l' acqua

LIII

Forma d' un vaso da versare che postovi sopra un coperchio di vetro il liquore che vi è dentro salirà nel coperchio, e sen' uscirà fuore

Sia il Sia il vaso da versare ABC coperto con il tramezo DE, et il DE sia trapassato da due fistole FG, HK, delle quali la FG, esca fuori circa al fondo del vaso termi­ nata in un canale, e l' HK, termini dentro vicino al fondo; e sia sopra al vaso posto il coperchio di vetro MN, che vi sia bene incollato, et abbracci il DE, e dal coperchio di vetro trapassi al tramezo DE, lo spiraglio X, per il qual si metta l' acqua nel vaso, il qual ripieno si verrà insieme à riempire anco la fistola HK; et salirà il liquore nel coperchio di vetro in modo, che per l' FG; sen' uscirà fuore, et voterà il vaso tenendo il med.o ordine, che un sifone curvo, la cui gamba più corta sarebbe l' HK, la più lunga FG, la onde tirerà il liquore del vaso, il qual passerà per il coperchio di vetro, ma prima tirerà l'aria come più leggiera dell' acqua, et nel luogo voto dell'aria vedremo ascen­ dere l' acqua, che poi per la propria gravezza se n' anderà à basso, perciò che l' andare in alto è contro alla natura sua.

LIIII

Si forma Si forma ancora il vaso in un' altro modo, ove il liquore si muove à poco à poco, e vi sta dentro in modo, che sem­ pre si vede ascendere.

Sia la Base AB, chiusa d' ogni intorno, che habbia il tramezzo CD, et il coperchio di vetro EF in forma di cilindro similmente chiuso d' intorno; ma nel coperchio EF sia la fistola GH, poco distante dalla sommità sua forata insieme con il coperchio della base, et un' altra fistola RL, sia parimente forata insieme con il coperchio della base, che s' avvicini al tramezo. Sia di più nella base fuor del coperchio di vetro il buso M, per il quale si possa empire il vaso AD, e la ba­ se AB habbia nel fondo il canale N, Sia di più un' altra fistola XO, forata insieme con il tramezo, e poco distante dal fondo del­ la base, per la quale s' empirà la parte CB, Serrato dunque l' N, l'aria del CB per le fistole, et per il buso M, uscirà fuore, et quando sarà pieno il vaso CB, em­ piremo l' AD, per il buso M, perchè l' aria, che v' è den­ tro sen' esce per il med.o buso. Se dunque lascerem versare il canale N, nel luogo voto CB anderà l' aria del coper­ chio di vetro per la fistola GH; ma nel luogo del vetro, che resta voto saglirà il liquore dell' AD, per la fistola KL, et l' aria entrerà per il buso M, e questo durerà finche sarà pieno il coperchio di vetro; ma bisognerà, che i luoghi AD, CB, EF sien fra di loro eguali; acciò parimente faccin faccin cambio dell' aria, e del liquore. Ma quando il vaso CB sarà voto, e l' aria havrà la sua continuatione, di nuovo del coperchio di vetro l' acqua sen' anderà nell' AD, entrando in esso l' aria per il canele N, et per la fistola GH, e l' aria dell' AD, sen' uscirà per il buso M.

LV

Alcuni animali gonfiati per bocca mandano fuori l' acqua per altro luogo; come se un satiretto tenesse un' otro l' acqua sen' uscirebbe per quello.

Sia la base d' ogni intorno serrata AB, CD, nella quale sia assiso un' animale, et per la bocca d' esso si spinga la fistola EF forata insieme con la base, et che habbia l' animella GH, che serri il buso F, trapassi ancor per la base l' altra fis­ tola KL, l' estremità della quale segnata K si mandi al luogo, onde vogliam fare uscire l' ac­ qua, et l' altra estremità L sia distante dal fondo, quanto basti per il flusso dell' Acqua, et habbia al' K un serraglio, che lo chiuda. Versa­ ta dunque l' acqua nela base per alcuno spiraglio che dopo si richiuda; se soffiarem nell' EF il fia­ to spingerà l' animella, et resterà chiuso da quella nella base, talche tolto via il serraglio K l' aria ristretta cave­ rà l' acqua della base per il K con gran forza, finche n' esca del tutto, e l' aria torni nella sua natura; cio è non sia più compressa, e ristretta in se stessa.

LVI.

LVI

Alcuni vasi mettendovi il liquore versano nel principio ma facendo qualche intermissione non cessano più an­ cor che vi si metta più liquore, finche non arrivarà circa al mezo, perche all' hora si ricominciano à versa­ re; ma facendo intermissione non versaran più finche non saranno totalmente pieni.

Sia il vaso AB, che habbia dentro di sè tre sifoni curvi C, D, E, dei quali una gam­ ba pervenga al fondo del vaso, et l' altra sen' esca fuore terminata à guisa di canale; All' estremità di queste gambe, che escono fuor del vaso si ponghino i vasetti FHG. il fondo de' quali sia distante da le bocche de' sifoni quanto basti per il flusso dell' acqua; et tutte queste tre gambe insieme con i vasetti sieno comprese da un' altro vaso, come il basamento KLMN, che hab­ bia il canale X, e la curvità del sifone C, sia pres­ so al fondo del vaso AB, la curvità del D à mezo dell' altezza sua e quella del sifone E arrivi al collo del vaso. Se dunque versaremo l' acqua nel va­ so AB, dal principio anderà fuori per il sifone C, perche la curvità sua è presso al fondo; che cessan­ do noi di versare si voterà il liquore, che vi s'è posto, per il canale x, et il vasetto F resterà pieno d' acqua; ma il resto del sifone C pieno d' aria; e così versando di nuovo di nuovo l' acqua nel vaso non uscirà per il sifone C, perciò che è interposta l' aria fra l' acqua novamente infusa; et quelladel vasetto F; Ascenderà dunque l' acqua fino al­ la curvità del sifone D, che è à mezo l' altezza del vaso, il quale allhora ricomincerà a versare; ma ces­ sando l' infusione di nuovo avverrà l' istesso, che hab­ biam detto avvenire circa al sifone C; Intendinsi dunque le medesime cose ancora nel sifone E; ma bisogna avvertire di versarvi il liquore à poco à po­ co, acciò l' aria compresa ne' sifoni non venisse dalla gran forza scacciata

LVII

Forma d' una ventosa, ovver coppo, che tira senza fuoco.

Sia la ventosa AB, C come si soglion fare ordinariamente; ma di più habbia il tra­ mezo DE, et per il fondo vi si ficchi la fistola FG; ne la quale entri l' altra HK, che habbino i busi LM corrispon­ denti fra di loro, e sieno fuor della ventosa, e le bocche interiori di dette fistole sieno aperte; ma chiudasi la bocca esteriore della fistola HK con il manico attaccato dalla parte K. Sieno di più sotto al tramezo DE due altre fistole, accommo­ date nell' istesso modo di quelle, che son nel fondo della ventosa, i busi delle quali si correspondino dentro dentro alla ventosa forati insieme con il tramezo DE; accom­ modate queste cose girinsi e manichi delle fistole inte­ riori, in modo che i busi, che son nel fondo della ven­ tosa si correspondino; ma quelli, che son sotto al tra­ mezo sien rimutati, e chiusi. Essendo dunque il vaso DC pieno d' aria mettendo la bocca à busi LM, possiamo su­ gere, et tirare à noi qualche parte di quella. Doppo questo volgendo di nuovo il manico senza levar la boc­ ca è chiaro che l' aria interiore del vaso DC resta ra­ refatta; farem dunque così molte volte finche n' hav­ rem cavata molt' aria; Doppo questo accostando la ven­ tosa alla carne, come s' usa farem riscontrare i busi dell' NX volgendo il manico, et sarà necessario, che nel luogo della ventosa CD passi qualche parte dell' aria compresa nell' ADE, e nel luogo voto dell' aria sa­ rà tirata la carne, e per le rarità sue chiamate po­ ri uscirà la materia acquosa, che è nella carne.

LVIII

E quell' istrumento, che si chiama piulco, ò schizzo fà le operationi sue per l' istessa ragione.

Fabriche­ Fabricherassi la canna, ò la fistola oblonga AB, dentro la quale sia accommodata l' altra CD, che hab­ bia l' estremità C ricoperta con una lamina, e dall' altra parte D sia il manico EF, e l' es­ tremità A della fistola AB chiudasi con una lamina, che habbia nel mezo la sottil fisto­ letta busata GH. Quando dunque vogliamo tira­ re alcun liquore, ponendo l' estremità della fis­ toletta H al luogo del liquore tiriamo per il manico in fuore la fistola CD, che lascian­ do il luogo voto in esso necessariamente vien tira­ ta alcun' altra cosa, che non v' essendo altro ingresso salvo la bocca della fistoletta è neces­ sario, che per questa l' humore propinquo sia tirato dentro. Di più quando vogliam mettere alcun liquore in alcun luogo ponendolo den­ tro la fistola AB, pigliando in manico EF, e spingendo la fistola CD ne faremo uscir tan­ to, quanto vorremo

LIX

Se un vaso sarà pien di vino, et havrà un canale, che versi quando vi metteremo un bicchier d' acqua nel collo non verserà più, ma votandovene un' altro bicchiere per due altri canali verserà quello insieme con il primo cio è due bicchieri d' acqua, et versata che sarà l' acqua di nuovo manderà fuore il vino dal canale di mezo; et questo si potrà reiterare finche tutto il vino sarà ve­ nuto fuore.

Sia il Sia il vaso AB, che habbia circa al fondo il canale C, e sia serrato nel collo dal tramezzo DE, ma per il tramezo passi la fistola FG; circa la quale sen' accommo­ di un' altra distante dal tramezo quanto basti al flusso dell' acqua; come si fa nei sifoni affogati ò diabeti. Trapassi ancora per il tramezo l' altra fistola HK, che avan­ zi nella parte di sopra meno della prima, e dentro sia divisa in due canali LM, in­ torno alla quale poco sopra al tramezo s' adatti un' altra fistola poco distante da q.llo et habbia il vaso sotto al tramezo lo spira­ glio N. Se dunque serrando il canale ver­ saremo il vino anderà nel ventre del vaso per la fistola FG, uscendo l' aria per lo spiraglio N; che se aprendo tutti i canali chiuderem lo spiraglio N, per l' LM versarà l' humore contenuto nella fistola HK; ma del C, uscirà quel che è nel corpo del vaso; se dunque mentre versa il canal C, verseremo un bic­ chier d' acqua sopra il tramezo, l' aria non entrerà più per il canale FG, et perciò il C cesserà di versare; ma versandovene un' altro bicchiere l' acqua s' inal­ zerà sopra la fistola HK, et per essa anderà ad uscire per i canali LM, e tutta finalmente anderà fuore; Dopo questo potendo di nuovo respirare la fistola FG; sarà forza che anco il canal ricominci à versare, e questo durerà finche vi verseremo altri bicchieri

LX

LX

Essendo un vaso pien di vino, che habbia un canale tal' hora verserà il vino; ma postovi sopra dell' acqua verserà l' acqua pura, e poi di nuovo il vino, et volendo posto­ vi l' acqua ne verrà vino adacquato

Sia il vaso AB che habbia nel collo il tramezo CD, e per il tramezo trapassi la fistola EF, che esca fuor del fondo à guisa di canale, et habbia dentro al vaso cio è presso al fondo il picciol buso G; e sotto al collo sia lo spiraglio H. Se dunquechiu­ dendo il canale F infonderemo il vino se n' an­ drà nel corpo del vaso uscendo fuore l' aria per lo spiraglio H che se chiudendo lo spiraglio a­ priremo il canale non verserà se non quel che è nella fistola FE di modo che mettendo su l' acqua pura uscirà l' istessa, e se aprirem lo spi­ raglio verrà fuori il vino adacquato; ma se non vi metterem più acqua n' uscirà il vin puro.

LXI

Posto il fuoco nell' altare vogliam che i simulacri faccino il sacrificio, e che un Dragone sibili.

Sia il basamento voto AB, sopra il quale sia l' altare C, del quale scen­ da la fistola DE fin' al mezo del ba­ samento, la qual si divida in tre fistole cioè nell' EF, che vada alla bocca del Dragone; nell' EGH che posti al vaso KL, ricettacolo del vino, il cui fondo sia so­ sia sopra al simulacro, et essa fistola arrivi al coperchio del vaso KL, ove sia l' escita graticolata; e si divida finalmente la fistola DE anco nella terza fistola ENX, che similmente as­ cenda nell' altro vaso ricettacolo del vino, et essa parimente si congiunga al coperchio del vaso, che sia graticolato, ma q.te fistole sien bene stagnate nei fondi di vasi al luogo del transito loro; et in ambedue i ricettacoli del vino sieno i si­ foni curvi RS, TY, i principij de quali si tufino nel vino et l' estremità come d' un vaso suffocatorio se ne vadano per le sponde de' recettaccoli a congiungersi con le mani de' sacrifican­ ti. Ma quando si deve accendere il fuoco è bene gettar nelle fistole un poco d' acqua, acciò per la siccità del fuoco non si venisser &preshort; à rompere serrando ogni cosa, acciò non possino esalare. Lo spirito del fuoco dunque misto con l' acqua per le fistole sen' anderà ai canaletti, e scacciando per essi il vino lo condurrà per i sifoni curvi RS, TY, in modo che passan­ do per le mani delle statue parrà che quelle sacrifichino finche il fuoco sta nell' altare; e l' altra fistola, che por­ ta lo spirito alla bocca del Drago lo farà sibilare.

LXII

Compositione d' una lucerna nella qual mancato l' olio vo­ lendo accenderla si riempie d' olio col mettervi del' acqua;

Sia sotto la lucerna il vaso AB chiuso d' ogni intorno, ò congiunto à quella ò separato, dal qual procedino due fistole CD, EF, forate insieme con lui,; e la bocca bocca della fistola o, sia tanto distante dal fondo del vaso quanto basti al flusso dell' acqua, e l' altra bocca D, sia in alto al par della superficie della lucerna, ove termini in una tazzetta, per la quale si dovrà versare l' acqua; e la fistola EF sia forata insieme con il fondo della lu­ cerna. Se dunque verseremo l' olio per l' ombilico della lucerna prima sen' anderà nel vaso AB, e doppo ripie­ no quello sen' empiranno anco le fistole CD, EF, et anco l' istessa lucerna. Ardendo dunque la lucerna si ver­ rà a votare; ma quando per la tazzetta D versaremo l' acqua sen' anderà nel vaso AB, entrando fra l' olio, il quale salendo riempirà la parte vota della lucerna fin che l' olio pervenga all' orlo. Dopo questo se di nuovo man­ cherà l' olio si farà il med.o finche si consumi che se mentre l' olio è ancor nella lucerna bisognerà tor via il vaso AB, si metterà verto serraglio nelle fistole CD, EF, dalla parte del vaso AB, e da quella della lucerna certe chiavette, le quali girate l' olio sia ritenuto tanto quel che è nella lucerna, quanto quel delle fistole, e così il vaso se ne potrà separare, et à nostro beneplacito, acconce le cose, come è detto, aprirem le chiavette. E ben meglio, che la fistola EF entri nell' orecchia della lucerna, e la CD, sia alquanto più dietro all' orecchia, alla qual sopra­ sti un vasetto à guisa di tazza forato insieme con lei, per il quale si versarà l'acqua; acciò nell' istesso tempo si versi l' acqua, e dell' orecchia venghi l' olio.

LXIII

Proposto Proposto un vaso chiuso con il canale aperto, al qual sia sotto­ posto un bicchier pieno d' acqua; se alcuno torrà di sotto il bicchiere il canale versarà alquanto mentre non v' è il bicchiere; ma ripostovi il bicchiere alzandolo alquanto il canale non versarà.

Sia il detto vaso AB, che habbia serrato il collo con il tra­ mezo CD, e del CD, proceda la fistola EF fo­ rata con quello, intorno alla quale pongasi l' altra fistola KL, in modo che sia un dia­ bete soffocato, e con la KL, sia insieme fo­ rata l' altra fistola MN, che habbia aperto il buso M, e la sua gamba esteriore sia den­ tro à certo bicchiere OX, nel quale metteremeo l' acqua in modo, che sia pieno, et insieme s' em­ pirà la gamba della fistola, che è nel bic­ chiere. Infondasi poi nel collo bel vaso AB un poco d' acqua in modo che serri la respi­ ratione. Essendo dunque pieno il vaso AB non verserà il canale P, ancorche sia aperto; perche essendo l' acqua infusa nel collo, l' acqua non può havere ingresso; ma tolto il bic­ chiere di sotto è necessario, che qualche parte della gamba del sifone, che è nel bicchiere si voti; ma nel luogo voto sarà tirata l' aria propinqua, et questa tirerà insieme l' acqua, che si è versata nel collo, in modo che la bocca F resterà sco­ perta; et perciò havendo l' aria ingresso in canale P, ver­ serà finche il bicchiere inalzato faccia, che l' acqua del collo serri la respiratione; perche di nuovo tornerà nel luogo di prima; et non verserà più il canale P, il che avverrà avverrà tante volte, quante si toglie e si pone il bicchiere; ma bisogna non lo levare in tutto, acciò non resti tutta la gam­ ba del sifone ignuda. Si può dunque il canale MN forma­ re à guisa di tirso, e metterlo al luogo BN acciò lo spet­ tacolo sia meglio disposto.

LXIIII

Forma d' una lagena, ovver mescirobba, che nel versare man­ da fuor gran voci.

Sia la detta lagena serrata nel collo col tramezo AB, e nel­ la bocca col CD, e per ambedue passi la fistola EF insieme forata; et habbia l' orecchia, o manico GH, e dall' altra parte sia la fistola KL forata insie­ me col tramezo AB, e tanto distante dal CD, quanto basta al flusso dell' acqua; nel coperchio CD, sia la siringa, ò zuffoletto M da rendere il suono. S' empirá dunque il vaso per la fistola EF uscendo l' aria per la fistola KL, e per la siringa M, quando dunque teniamo il vaso per il mani­ co, e l' abbassiam tanto, che versi l' acqua, uscirà l' acqua per la fistola EF, e per la KL anderà nel collo BC, e l' aria, che quivi si ritrova scaccia­ ta per la siringa M, risonerà. Sia ancora nel tramezo AB un' altro buso, per il quale l' acqua se ne torni indietro.

LXV

Stando un vaso con vino sopra una base, che habbia un cana­ le aperto, col trasportare un poco faremo, che' l canale versi à misura, per essempio alle volte un bicchiere, alle volte due, e generalmente per quanto à ciascun piacerà.

Sia il Sia il vaso col vino AB, con il canale D. vicino al fondo, e chiudasi il collo con il tramezo EF, per il qaul trapassi la fistola GH tan­ to distante dal fondo del vaso, quanto basti al flusso dell' acqua; e la base sottoposta al vaso sarà KLMN, e sia un' altra fistola XO poco distante dal tramezo, che scenda nella base; sia di più nella base tant' acqua, che serri la bocca della fistola XO, e siavi il regolo PR mezo dentro alla base, e mezo fuore, che si muova circa il punto S. sos­ pendisi poi nell' estremità del regolo P, un vasetto chiamato clepsidra busato nel fondo al luogo T. empirem dunque il vaso per la fistola GH prima che si metta l' acqua nalla base uscendo l' aria per l' XO. Doppo questo serrando il canale introdurremo l' acqua nella ba­ se per alcuno spiraglio, tanta che ne resti errato il buso O, et apriremo il canale D. è manifesto dunque che' l vi­ no non versa, perche l' aria non ha ingresso da nessu­ na banda; ma quando abbasseremo l' estremità del re­ golo R, s' eleverà qualche parte della clepsidra fuor dell' acqua, e scoperta la respiratione o il canale D, versa­ rà finche l' acqua, che è inalzata nella clepsidra uscen­ do per il T occupi, e chiuda la respiratione O; ma se di nuovo ripiena la clepsidra s' abbasserà l' estremità del regolo R più che prima, più lungo tempo durerà di versare l' acqua elevata in alto dalla clepsidra; et perciò perciò più vino si trarrà del canale. Ma se s' inalzerà fuor dell' acqua tutta la clepsidra verserà molto più. Acciò dunque non dobbiam' abbassar la estremità del regolo R. con la mano si accommoda il peso V, che trascorra nella parte esterior del regolo RQ e quando sarà vicino al R, inalzerà tutta la clepsidra, e quando ne sarà più remoto l' inalzerà meno. Ritrovando dunque con l' es­ perienza le misure, che vogliam trarre dal canale D, segnaremo le tacche, ò tagli nel regolo RQ, e le descrit­ tioni delle misure; onde quando vorrem cavar del va­ so alcuna parte di vino conducendo il peso à quei se­ gni lascerem versare.

LXVI

Fabrica d' un vaso da versare, onde nel principio esce il vino adacquato; ma quando vorremo versandovi l' acqua uscirà l' acqua pura, e di nuovo il vino adacqua­ to.

Sia il vaso AB, che habbia il collo serrato col tramezo CD, per il quale si spinga la fistola EF, che esca fuore, et habbia dentro al vaso il picciol buso G, e sia nel vaso sotto al tramezo lo spiraglio H; quan­ do dunque serrato l' F verserem dentro al va­ so il vino adacquato v' entrerà per il buso G; e quando apriremo il canale versarà il vino adacquato succedendo l' aria per lo spiraglio H ma quando col serrar lo spiraglio H, v' infon­ deremo deremo dell' acqua pura non versarà il vino adacquato perche l' aria non ha ingresso; ma solo l' acqua pura; et aprendo lo spiraglio versaranno ambedue, cio è una mistione d' acqua, e di vino adacquato.

LXVII

Stando posato un vaso, che habbia vicino al fondo un cana­ le versandovi dentro l' acqua alle volte manderà fuo­ ri acqua pura, alle volte vino misto con acqua; alle volte solamente vino.

Sia il vaso posato AB, che habbia il canale CD, la cui bocca C sia sopra al fondo del vaso, e chiudasi il collo col tramezo EF per il qual passi dentro la fistola GH, che dalla parte di sopra avanzi di poco il tramezo, e dal fondo sia distante quanto basta per il flusso dell' acqua; sia parimente l' altra fistola KL, che esca fuor del corpo del vaso alla qual si metta sotto il vaso di vino KM. Sia ancora nel tramezo il picciol buso N. Accom­ modate dunque le cose in questa maniera, se versaremo acqua nel vaso per il collo suo, la parte, che è sotto all' escesso della fistola resta nel collo; e la parte, che supe­ ra l' escesso se ne va nel corpo del vaso, finche pervenga al buso del canale C, onde esce fuor l' acqua pura; e quando il canale havrà cominciato à versare, come fos­ se un sifone tirerà insieme il vino del vaso KM, che uscirà misto con l' acqua; ma poiche sarà consumata l' acqua l' acqua uscirá il vin solo, et anco sarà tirata l' acqua, che restò circa il tramezo EF, che uscita totalmente per il buso N, all' hora entrando l' aria interromperà la con­ tinuation de' liquori, e cesserà il flusso.

LXVIII

Se un vaso sarà pien di vino, et havra un canale con u­ na tazza sotto, il vino versarà nella tazza secondo la data misura.

Sia il vaso con il vino AB, e l suo canale CD, e la bocca del canale verso il C habbia la superficie sueriore così spianata, e polita, che postovi sopra un timpanetto, ò rotella, ritenga l acqua, che non esca; e sia un regolo collocato à piombo GH commesso nell' orecchia del vaso sopra al quale muovasi l' altro regolo KL, sia parimente l' altro regolo MN sotto la base del vaso, che si muova nell' X, et oltre à questi vi saranno affissi due altri regoletti KO, LP, che si muo­ vino, et girino nelle loro inchiodature in modo, che in­ alzata la rotella EF, s' apra il canale, e' l liquore versi; e di nuovo abbassta la med.a si chiuda detto ca­ nale. Pongasi dunque sopra al regolo MN, e sotto al canale la tazza R, nella quale vogliam che il li­ quore versi à misura; e sia il peso S. che per uno anello si possa far trascorrere sopra l' escesso del re­ golo MO. Quando dunque si farà trascorrer detto peso verso l' M, s' aprirà il canale, e l' humore verserà nella tazza, e di nuovo la tazza aggravata dal' liquore il peso cederà, e si richiuderà il canale; ma acciò versi a misura metteremo nella tazza per esempio un' mez­ zo boccale di liquore, e ritorremo quel ch' esce del canale con un' altro vaso, facendo trascorrer il peso tanto ch' il canale non versj piu, e notisi nel regolo per esempio un mezzo boccale, e cosi d' una quarta parte, e cosi faremo d' un boccale integro fin che vogliam che la misura s' estenda, perche facendo il medesimo havremo i segni delle misure, secondo le quali bisogna comportar il peso, per cavar il liquor a &preshort; misura. e possiamo in luogo della rotella EF porre intorno à quella estremità del canale alcun vaso, o bossoletto chiuso, acciò separato l' humore dall' aria ch' e &preshort; de­ ntro nel bossoletto, il canale non possa più versare.

LXIX

Proposto un vaso con vino ch' habbia una fistola, alla qua­ le stia sotto un &preshort; bicchiere, quanto vino si caverà del bic­ chiere, tanto in esso bicchiere ne verrà della fistola

Sia il vaso del vino AB con la fistola CD, ch' habbia la rotella EF, et i regolj GH, KL, KO, LM, come il passato e ponghisi sotto alla fistola il bicchiereij P, et al regolo KO, sia congiunta la con­ chetta R, che stia dentro al &preshort; vaso ST, e la fistola YΦ trapassi dal &preshort; vaso ST, al P; accommodate cosi queste cose, et essen­ do voti i vasi P, et ST, la conchetta R, starà nel &preshort; fondo dell' ST, e terrra aperta la fistola CD, ma versando la fistola CD, et entrando il liquore in ambedue i vasi ST, P si eleverà la conchet­ ta, e serrarà di nuovo la fistola CΦ, finche sia cavato il liquore caduto nel &preshort; bicchiere, e questo averrà tante volte, quante ne trarremo il vino.

LXX

Fabrica d' un recettacolo, ov' è una rota di rame versa­ tile, chiamata dai Greci agnistiria, percioche quelli, che vanno ne i luoghi sacri, la soglion voltare, mentre dunque si rivolta, ne resulta la voce del caponegro, et esso ucel­ letto, che vi sta sopra, gira, ma dopo ch' è rivolta la rota, il caponegro sta fermo, e non canta.

Sia il recettacolo ABCD, et un' aste accommodata in quello EF, che facilmente si giri, alla qual sia congiunta la rota di rame HK, che si deve girare, e veder &preshort; sola fuori del del recettacolo. Sieno di piu due rote LM, congiunte alla medesima asse dentro al &preshort; recettacolo, delle quali l' L &preshort; sia talmente formata, che vi si possa involgere la fune, cioe sia fatta à guisa di rocchetto, ell' M habbia i raggi, over denti d' ogni intorno, et avvolgasi una fune circa' l rocchetto, dall' estremità della quale penda il vaso riverso H chiamato Clibano, ch' habbia la siringa XO, che faccia la voce del caponegro, e sotto al Clibano H, sia il vaso d' acqua PM, e dalla sommità del recettacolo si mandi dentro l' aste sottile ST, che facilmente si possa volgere, et habbia nella sommità S un caponegro, e nel T, una rota con i raggi, o denti, che si venghino ad incontrare, et ad inserire con quelli della rota M; girata dunque la rota HK, la fune si volgerà d' intorno al &preshort; rocchetto, et eleverà in alto il clibano, ma lasciata la rota, il clibano per la gra­ vezza sua calando nell' acqua nel &preshort; mandar fuori l' aria renderà' l suono, e per il girar delle rote ancora &preshort; il capo negro si volgerà.

LXXI

LXXI

Alcuni sifoni posti ne i vasi versano fin &preshort; che i vasi son voti, o vero fin &preshort; che la superficie del liquore sia à livello con la bocca estrinseca del sifone, o vero quanto bisogna, e quando ci torna bene, non versan &preshort; piu.

Sia il vaso AB con il sifone CΦE, che habbia la gamba interiore tarta, come si vede nel CGF, siavi parimente affisso il regolo dritto HK, al quale sia con­ giunto l' altro LM, e di piu dalle estremità dell' LM, nell' inchio­ datura M, se ne muova un altro ch' habbia nell' estremità N un' vasetto, che possa circondar la reflessione, et estremità del sifone FG, e dal &preshort; regolo LM penda un &preshort; peso al luogo L, acciò il vaso, che circonda la reflessione del sifone stia elevato sopra alla bocca di quello, e lo lasci versare. ma quando vorrem che non versi piu, torrem &preshort; via il peso dall' L, accio il vaso, ch' è all' H, declini e circondj la reflessione FG, e cosi non verserà piu il diabete, over &preshort; sifone. quando poi vorrem che versi, riporremo il peso di nuovo.

LXXII

LXXII

Se sopi un' altare s' accenderà fuoco, parrà ch' alcuni simu­ lacri ballino, percioche l' altare sarà trasparente, o di vetro, o d' osso.

Per il sostegno del fuoco si incida alla base dell' alta­ re una canna, che si volge posandosi di sotto in un punto e di sopra entrando in un &preshort; altra fistoletta congiunta al' sostegno del fuoco, e sieno a questa canna congiunte alc.e fistolette ripiegate, forate e congiunte insieme con lei, disposte l' una in contro all' altra per diametro, et habbino le piegature loro scambievoli; sia di piu alla canna con­ nessa una rota sopra la qual si pongono i simulacri in atto di ballare. Acceso dunque il fuo­ co l' aria riscaldata se ne va nella canna, e di quella scac­ ciata nell' altre fistole ripiega­ te, urtando nel parete dell' altare, rivolge la canna la rota et i simulacri, che ballano.

LXXIII

Compositione d' una lucerna, che mandando l' olio, d' un orecchia, ò manico suo ne verrà quanto vorremo senza mettervelo d' altro vaso.

Faccisi una lucerna, che habbia la base vota e trian­ golare à guisa di piramide, e sia la base vota ABCD, et in et in quella il tramezzo EF, et il fusto stipite della lucerna sia GH parimente voto, sopra' l quale sia la coppa, ò vaso voto KL, al quale soprastà la lucerna et il KL tenga assai olio. E dal tramezzo EF, proceda la fistola MN, forata in­ sieme con quello, e tanto distante dal coperchio della coppa KL, quanto basti all' escita dell' aria, e mettasi dentro per il coperchio KL, l' al­ tra fistoletta XO tanto distante dal fondo della coppa, quanto basti al flusso dell' olio, e che sopravanzi al quanto al coperchio, et al' escesso suo s' adatti l' altra fistoletta P, ch' habbia serrato lo spiraglio di sopra, e sia intromessa nella lucerna, e saldata con quel­ la, et alla fistola P, se n' aggiunge un' altra, che porti all' estremità d' un' orecchia, over manico della lucerna forata insieme con quella, acciò versi nella concavità sua per un buso, come l' altre fistole, e sotto al' tramezzo, o fondo EF si saldi una chiavetta, che riesca nel luogo CDEF, in modo che aprendola del luogo ABEF passi l' acqua nel CDEF. e nel coperchio AB sia un picciol buso, per il quale empiremo d' acqua il luogo ABEF, e l' aria in esso compresa sen' uscirà per il detto buso. Alzata dunque la lucerna, empiremo d' olio la coppa per la fistola XO partendosi l' aria per la fistoletta HM, e per la chiave aperta ch' è nel &preshort; fondo CD, et uscirà anco l' acqua del del CDEF, riposta dunque la lucerna nel P, quando bisognerà mettervi dell' olio, aprirem la chiave del fondo, e l' acqua del luogo ABEF, andando nel CDEF, l' aria del CDEF per la fistola MN pervenendo alla coppa, ne scaccerà l' olio, il quale per la fistola XO, e per l' altra a lei congiunta, se ne và alla lucerna, e non volendo che ve ne vada piu co' l chiuder la chiave cessarà, e bisognando di nuovo si fa l' istesso. Possiamo ancora nella med.ma descritione in altro modo far più espeditamente l' istesso, facendo tutte le medesme cose, fuor' che la base dell' acqua: et accommodando la fistola MN, ch' habbia la bocca N forata insieme con il fusto della lucerna, in modo ch' esca fuori dello stipite, e si richiuda. Se dunque alcun mettendo la bocca soffierà nel buso di fuore, il fiato anderà nella coppa, e stringerà l' olio per l' XO, e sarà l' istesso, che dianzi; perche ogni volta che soffiarem l' olio se n' andarà nella lucerna, ma bisogna che l' estremità dell' orecchia sia posta, e poi sopra piegata ad angoli retti, con il buso della lucerna, acciò l' olio non schiz­ zi di fuora.

LXXIII.

Fabrica d' un &preshort; vaso detto milliario, che postovi il simula cro d' un' animale, che soffij, soffierà veramente sopra i car­ boni, e farà arder il fuoco del milliario, e di più posto un ca­ nale presso al collo del milliario, e lasciato aperto non ver­ serà se prima non infondiamo acqua fredda in certo bic­ chiere, e l' acqua fredda non si mescolerà con la calda, se non co' l discendere, e del canale uscirà l' acqua calda.

Sia la figura del milliario quella che te piacerà, e dentro dell' acqua si separi alcun luoghetto piccolo con due tramezzi posti drittamente in modo che sia chiuso d' ogni intorno, del q.le vicino al fondo esca una fistola forata insieme e con lua, e sia una di quelle, che stan &preshort; sotto à i carboni della qual una estremità se ne chiuda, acciò non v' entri l' acqua del millia­ rio, l' altre fistole riescono, e sboccano nel' luogo, ov' e l' acqua, accio gl' accesi carboni per una fistola et va nel' luoghetto pic­ colo generino il vapore; il quale per una fistola forata insieme co' l coperchio del &preshort; milliario, e per la bocca dell' animale se ne và nei carboni, perche l' animale è talmente inchinato, che soffia in giu. Essendo dunque che sempre dal fuoco si generj il vapore ancora l' animale soffia sempre, che se alquanta d' acqua metteremo nel luoghetto piccolo, si genererà il vapore in maggior &preshort; quantità, in modo che l' animale soffiando fuor di modo infocarà anco più il milliario, come vediamo nelle pignatte bollenti uscir dell' acqua il vapore in alto. E sa­ rà fatto il simulacro dell' animale in modo che si possa tor &preshort; via per certa sua fistaola per versar dentro al luogo la poca d' acqua ch' habbia il detto, et insieme acciò volendo che l' animal &preshort; non soffij piu ne i carboni lo possiam &preshort; voltar &preshort; in altra parte. Sia ancora cosi piccol bicchiere posto sopra al coperchio, dal quale vada una fistola al fondo del' milliario in modo che l' acqua fredda versata in quello se ne vada in fondo; ma acciò il milliario si possa empir d' acqua, et insieme acciò l' acqua bollente non esca fuore passi per il coperchio del milliario un' altra fistola forata insieme con quello, che si reflette nel bicchiere, e sia congiunta con la superficie interior interior d' esso bicchiere, accio se fusse di fuore non desse asprezza al' tatto. ma è meglio metter &preshort; avanti agl' occhi la figura, e costrutttion &preshort; del milliario. Habbisi un &preshort; cilindro concavo, ò vaso colonnare, la cui se­ de, o superficie inferiore sia l' AB, la superiore CD, e vi si fabbrichi dentro un' altro cilindro concavo circa il me­ desimo asse, la cui sede inferiore sia EF, la superiore GH, et alla bocca es­ terior &preshort; de i cilindri sien posti i coper­ chi, che possin chiudere le concavità e bocche loro, et habbia il cilindro EF GH, le fistole OK, LX, MN, delle qua­ li l' LX sia forata con il cilindro da una banda, cioè dall' X, e l' altra da tutte due le bande, e sieno le bocche loro da tutte le parti poste nel luogo compreso tra i due cilindri, e nell' istesso luogo si faccino due tramezzi EDFH, che chiudino fra di loro il luogo GEFH, nel quale penetri la detta fistola forata solo da una parte, e nel coperchio, cioe nel GH, si ponga una fistola, che habbia un' animal piccol forato insieme con lei, e sia talmente ripiegato, che si volga al luogo de carboni, e se talora vorremo, che l' animale non soffij, sia la fistola alla qual è congiunto, adattata dentro a un' altra, in modo che quando lo volgeremo verso la parte di fuor non soffij piu nel luogo de carboni, ma fuore. L' istessa fi­ stola sopradetta ne sarà utile ancora per metter l' acqua nel luogo GEFH, perche alzato l' animale dalla fistola, e &preshort;, cavatolo fuore del luogo onde si posa, verseremo l' acqua per quella, perche cosi anderà per poi molto vapore nell' animale. Ma sopra al coperchio si pone il bicchiere RS, forato insieme con lui, e che ha nell' estremità una fistola, che và fin' al fondo del milliario, dal qual dev' essere tanto distante, quanto basti per il flusso dell' acqua. Quant' acqua calda dunque vorrem far venir fuore, tanta ne metterem dentro della fredda per l' RS, la quale anderà per la fistola, che pas­ sa per il luogo della calda, e salendo la calda uscirà per il ca­ nale, ch' è a' canto al' collo, per che l' acqua nuovamente entrata per la fistola, non è ancor mescolata con la calda, e cio spesso facendo havremo acqua calda in cambio della fredda. Ma per conoscer &preshort; quando l' acqua rigonfia &preshort;, e per il caldo saglie sopra' l milliario, si fa uno spiraglio, cha passi tutto il coperchio, e forato il coperchio n' esca sopra il collo in una piccola fistola, che porti nel bicchiere RS, acciò salendo l' acqua calda vada nel bicchiere. La composition dunque è tale. Che se vogliamo, ch' il luogo FEGH, non occupi il tutto, ma ale.a parte si tireranno i tramezzi fin' a' meza l' altezza, e sopra loro si porrà un' altro tramezo, che riceva la fistola, che và dentro all Animale, et infocati i carboni sen' uscirà il vapore del luogo piccolo, et ancor in q.o modo vi si porrà l' acqua nell' istessa maniera.

LXXV

Si vogliono ancora d' un altro componimento di questa sorte per far sentire il suon della buccina, e la voce del merlo.

Di Di nuovo si fabrica l' istesso milliario, ch' habbia tutte le fistole del fondo forate fa ambedue le bande, e circa il fondo sia la fistola femina VT, ch' habbia dentro di se ben aggiustato il maschio KL, che sia dentro al luogo dell' acqua calda voto dentro, e si muova e giri per il manico KL. e sia questo mas­ chio passato da tre busi M N X, e similmente la fistola femina VT, sia forata in tre luoghi corrispondenti all' MNX, et all' X, sia forata e posta certa base, che tenga dentro di se la fistola ch' è saldata al &preshort; buso X, sopra la quale e l' animal che soffia, come si disse dianzi, e dall' MN, procedono le fistole, che penetrano den­ tro MO, NR, e di sopra hanno l' es­ tremità curve, e da queste è passato e saldato con esse il coperchio superior del milliario, e per i busi penetrano altre fistole adattate all' O. et al' R, sopra le quali stan queste cose, cioe in una un &preshort; merlo voto dentro, che possa ricever l' acqua, e la fistola, che gl' entra in corpo, e torta, et ha congiunto un fischio di quelli che si fanno per trasportar le vocj, e questa vi penetra dentro sin' nell' all' acqua, quando dunque la voce del &preshort; fischio va &preshort; nell' acqua rende la voce del merlo. Di piu la terza fistola' n' ha parimente congiunta un' altra, nella quale è posto un' animal in forma di tritone, che tien &preshort; in bocca una buccina, o Trombetta con la linguetta, e canna larga in bocca, come s' usa, procedendo dunque il vapore della lin­ guetta, e per la tromba la farà sonare. Con l' esperienza dunque consideraremo quando il buso corrisponderà alla fistola MO e quando all' NP, e quando all' X, e conosciuto questo questo fa­ remo sopra' l manico KL, alcuni segni, accio quando udi remo, che Tritone suoni la tromba, e quando ci piacera, che l' animale soffij, possiam farlo soffiare, e quando vor­ remo che canti il merlo, possiamo farlo. ma quando appar­ tiene al bicchiere, e all' ascenso dell' acqua calda, facin si, come si disse dianzi.

LXXVI

Compositione d' un Organo hidraulico, overo aquatico.

Sia il vaso di rame con acqua AB CD, e dentro all' acqua l' emisferio concavo EFGH, volto sossopra, che si chiama forno, che possa calare fin' al fondo del vaso, e di sopra ad esso si prolonghino due fistole forate insieme con lui, delle quali l' una, cioe GHLM, si pieghi nella parte esterior del vaso, e sia forata insieme co' l moggetto HXOP, ch' ha la bocca di sotto, e la superficie interior pulita e retta, perche vi possa correr il maschio RS, che vi s' adatta dentro talmente che l' aria non vi si possa estrare, et al maschio si congiunge il regolo TY ben saldo, e fidato, et a questo si con­ giunga l' altro regolo YΦ che si muova circa l' inchiodatu­ ra Y, e si volga sopra al dritto, e fermo regolo ΨQ, ma al moggetto HXOP, si ponga nel fondo dell' altro moggetto pic­ colo Ω forato insieme con lui, e coperto dalla parte di sopra, e che e che habbia un buso per il qual entri l' aria nel moggetto mag­ giore, e sotto al buso sia una lametta, che la chiuda sostenuta da una banda, accio che caschi, e la chiamano animella, e di piu dall' emisferio EFGH, si drizzi e dilonghi l' altra fistola FG forata insieme con un' altra a traverso VZ, sopra la quale stanno le canne, o flauti, che forati insieme con lei, e che hanno nella parte inferiore un &preshort; posamento, come un &preshort; letticello incavato, e forato con loro, le bocche dei quali letticelli al' luogo β son' aperte, e per esse si spingono certi coperchietti ch' habbin alcuni busi in modo che posti quei coperchi, i busi loro corrispon­ dino a &preshort; quelli dei flauti, e levati quelli, i busi si mutino, e serrino i flauti. Se dunque il regolo in traverso sarà abbassa­ to dalla parte Φ il maschio RS, salendo caccerà l' aria con­ tenuta nel muggetto HXOP, la qual con la detta animella chiu­ derà il buso del muggetto piccolo, et uscirà per l' MLXG, et an­ derà nell' emisferio chiamato Forno, e di questo per l' FV nella fistola a traverso VZ, e di quella nelle canne, quando i fo­ rami loro corrisponderanno a &preshort; quei de coperchi, cioe quando i co­ perchi vi saran aperti, o tutti, o alcuni di loro. Acciò dunque quan­ do vogliam sonare alcune d' esse canne, s' aprino le bocche loro, e quando vogliam &preshort; cessare, si chiudino farem in questo modo. Inten­ dasi uno de posamenti, o letti delle canne posto separatamente γδ la bocca del quale sia G8, e la canna forata insieme con quella sia ε il coperchio conveniente a &preshort; quella zs che ha il buso H separato dalla canna ε. Sia di piu un &preshort; gomito di tre pezi sθxλ, il cui pezzo stθ sia congiunto al coperchio zst, e si muova per l' inchioda­ ture θ x. Se dunque con la mano condurremo l' estremità del cubito λ al δ bocca del posamento mandaremo il coperchio suo piu un dentro et allora il suo buso diverra correspon­ dente a &preshort; quel &preshort; della canna. Ma accioche quando le­ varem &preshort; la mano il coperchio da per se si levi, e muti la correspondenza de busi si farà cosi. Pongasi sotto a i posamenti il regolo μy eguale e parallelo all' VZ nel quale si ficchino stiletti d' osso, corti, e robusti, e di questi uno sia l' O, che serve al' letticello yδ e dall' estremità sua si lega un &preshort; pernetto, che si riporta all' estre­ mità θ in modo che spinto dentro il coperchio il perno si distenda. Se dunque tirando l' estremità del cubito v spingeremo' l coperchio in dentro il perno tirerà lo stiletto forzandolo à tornar dritto, ma quando levaremo la mano, di nuovo lo stiletto ritornando al &preshort; proprio luogo e corto come prima, tirerà fuori il coperchio in modo ch' i busi non si corrisponderanno piu. Accommodate dunque queste cose in ogni posamento, quando vorremo sonar con la mano, ap­ pressaremo il gomito congiunto al coperchio, e quando non vorrem piu sonare levaremo le dita, et allora tornandovi serra i coperchi cessarà il suono. L' acqua ch' è nel vaso, vi si pone, acciò l' aria soprabbondante dell' emisferio che spinta del muggetto eleva l' acqua, sia ritenuta e si dispensi per il sevti de flauti. Ma il maschio RS, spinto in alto come s' è ragionato, spinge l' aria del moggetto nell' emisferio, e l medesmo tirato a basso apre l' animella, ch' è nell' moggetto piccolo, per la quale il moggetto si riempie dell' aria esteriore, di modo che il maschio spinto dinu­ vo in alto, manda l' aria nel' emisferio; ma accio che il maschio non giri, o si torca, ma vada rettamente in alto, e al basso, è meglio che anco il regolo TY si muova al luogo Y sopra una inchiodatura, che sia nel fondo del Maschio.

Ma per che questo modo per le scorrettioni, e mancamenti de testi apparisce alquanto intrigato col' aviso d' una figura ch' habbiam veduta nel testo della libraria Vaticana, descriveremo se­ paratamente il posamento d' una canna, come si vede in quel testo, il qual modo par piu intelligibile, et è questo.

Intendiamo Intendiamo che la fistola VZ, come di sopra sia quella a' tra­ verso sotto alle canne, che per il moggetto, e per l' emisferio rice­ ve il vento per dispensarlo alle canne, a &preshort; ciascuna delle quali son sottoposti letticelli, ò posamenti simili al xδ, ove la canna K che convien seca nel &preshort; buso ε, il coperchietto che possiam chiamar tutto sarà zs, che un in dentro, e in fuore, ma spinto dentro fa' rinestar il buso K coll' ε, per i quali il vento della fistola, VZ va &preshort; nella canna , e la fa risonare. Lo stiletto d' ossa, che si torce nel mandar dentro il coperchio zs, sarà il kλ accommodato, e stabilito sopra' l regolo μy. posti dunque per ord.e sotto a' ogni canna posamenti simili al descritto, il sonatore anderà spingendo dentro quelli, che li piacerà, e farà sonar le canne a &preshort; tempo secondo l' arte sua, e poi per se stessi torne­ ranno fuore.

LXXVII

Forma d' un' organo, che soffiando il vento risuona.

Sieno le canne segnate A, e la fistola a' traverso forata con loro BC e sievi la fistola dritta ΦE, con la quale convenga l' altra fistola a traverso EF, che entri nel &preshort; moggetto GH, che habbia l' interna superficie pulita, accio ben vi s' adatti il maschio KL, che facilmente vi possa entrare, et a &preshort; quello sia congiunto il regolo MN accompagnato con l' altro NX, ch' entri largamente nell' anello N, et esso NX, si volga sopra l' asse PR, nell' inchio­ datura P, e dalla parte X s' inserisca con i raggi, o scicale della rota Y, come si vede fare con il raggio XO. La qual &preshort; rota è affissa nella aste, S, che si muove sopra i bilighi di ferro νλ, ove può girare liberamente et all' S, nel luogo Φ sia congiunta l' altra rota Φ, che sostiene le tavole, ò vele, come quelle de molini a vento, quando queste dunque percosse dal vento girano velocemente, voltano insieme la rotella Y, ch' è nella medesima asse, et i manichi, o scicale Xθ percotendo nell' XΦ inalzano il maschio che, &ptail;cotendosi il manico XO co' l calar a &preshort; basso viene il maschio a tornar in giu, et a &preshort; man­ dar nelle fistole, e nelle canne l' aria contenuta nel mog­ getto, et a &preshort; render il suono, e cosi faran poi gli altri raggi della rotella Y. e &preshort; sarà lecito, ch' il sostegno dell' asta S si rivolga sempre al vento che spira, accio venendo a dritto il girare sia piu violento, e continuato.

Fine.

La scorrettione de testi, la perdita delle figure e &preshort; la brevita del parlare d' Herone l' han fatto nell' artifitio degli organi da acqua e &preshort; da vento cosi isento e concisi come s' è veduto di sopra, talche nel primo non si vede che l' acqua facci altra operatione che di conservar il vento sotto al clibano, in modo che sia capace di piu e &preshort; di meno, onde ne resta l' obligo, e &preshort; la servitu di far alzar il maschio, o i mantici che faccino il vento, et anco di toccare i tanti acciò si dispensi per le canne e &preshort; ne resulti la desiderata melodia Nell' organo a &preshort; vento poi si vede bene come s' inalza il maschio e &preshort; va il vento alle canne, ma &preshort; non si vede gia come dette canne possin rendere armonia varia con distintioni e &preshort; mi­ sure di tempo secondo che le regole Musicali e &preshort; la nobiltà dell' istrumento ricercarebbe le quali cose al creder mio con il resto del presente libro si son perdute, ne si puo in questo caso con un libro dichiarare l' altro peroche al XIII capitolo del decimo di Vitruvio ove descrive questo, o simil istrumento si trovano le medesme difficoltà che per molti respetti sono da megliori interpreti giudicate difficilissime, tal che son tenuti i buon ingegni a &preshort; resarcire e &preshort; rinovare quel che il tempo ne ha tolto, il che è chiariss.o che sarebbe da diversi diversamente conseguito. Ma &preshort; perche si vede in eccelenza messo ad effetto dall' ingegnosiss.o m. Claudio Verr Venardij franzese in Tivoli tra le altre delitie che sono nell' belliss.o giard.o degl' ill.mi e &preshort; generos.mi gran Car.li estensi, ho creduto far piu grate le mie fatiche a &preshort; quel nobile intelletto che se vedra con l' aggiungervi una descrit tione di quel' organo, il qual per forza d' acqua senza servitu humana rende armonia suaviss.a, Ma per non haver ad interromper la descrittion dell' organo è necessario dar notitia, o, rinovarla almeno d' un effetto maraviglioso dell' acqua che in que­ st' istrumento fa mirabil operatione Pero che introducendo l' acqua per un canale conduce seco insieme unito il vento che poi separati l' un dall' altro vanno a &preshort; far diversi ministerij che concorgano a &preshort; far sonare l' organo, e, di questo senz' altre prove basterà dirne l' esperi­ enza, quando dunque si conduce l' acqua per un canale elevato cioe drizzato a &preshort; piombo, o poco inclinato che sia al quanto piu largo, che non ricercarebbe la quantità dell' acqua cioe capace di piu acqua che non è quella che vi passa, purche sia tan­ ta che entrata nella &preshort; bocca del condotto con certo dilatamente che fa &preshort; ordenariamente si venghi a congiugnere, e &preshort; con la lar­ ghezza sua quasi ad empire il con­ dotto, in quel ingresso facendo un certo vortice, o giramento con il flusso continua rapisce seco gran quantità d' aria e &preshort; la porta e spinge dentro, mentre d' ogn' intorno s' affatica d' entrare e &preshort; con l' impeto procede verso il fondo del canale e &preshort; cotal aria non puo poi tornar indietro per che ne rincontra sempre dell' altra che insieme con l' acqua e &preshort; tra le parti dell' acqua se ne siende a &preshort; basso, Hor di questo canale propongo la presente figura figura nella quale l' acqua CD si vede entrar d' ogn' intorno nel condotto AB ma &preshort; non è in tanta copia che lo venghi ad empir totalmente et alla bocca A s' acco­ mo da un coperchio che a &preshort; benefitio beneplacito la chiuda che non v' entri l' acqua, et è se­ gnato F, è chiaro dunque che gli sbalzi e &preshort; disunioni dell' acqua che d' ogn' intorno concorgono rapisono e &preshort; per il AB introsucan l' aria dove fa bisogno, la qual notitia non pare ci servira all' istrumento che siam per descrivere ma &preshort; ancora ad infi nite altre cose che non è a &preshort; proposito il raccontarle, sara dunque tempo con il modo che di Herone, di passare alla promessa descrittion del organo di Tivoli

Organo tiburtino LXXVIII

Intendiamo dimostrare come senza fa­ tica humana si possin far sonare gli organi con vario contento

Sia il basamento AB chiuso d' ogn' intorno e &preshort; di buona capacita nel qual entri il condotto dell' acqua CD acco­ modato nel modo che s' è detto di sopra che sia dalla parte D alquanto piu stretto e &preshort; l' acqua E non sia tanta che l' empi ma solo ne occupi per esem­ pio i due terzi o la meta, e &preshort; sia sopra al CD accomo dato il coperchio F di sorte che tirando la cordicella FG si venghi ad inal­ zare e &preshort; dar il passo libero all' acqua, sieno poi le canne dell' organo HI disposte e &preshort; proportionate con armonica ragione nel &preshort; modo che si fanno ordenariamente, ma dalla parte H sieno ciascuna d' esse congiunte con le fistole HL in modo che sien tante fistole quante canne, Le quali fistole entrino nel basamento AB saldate insieme con lui onde portino il vento alle canne, Ma acciò non suonino tutte in un tratto e &preshort; non vada il vento se non a &preshort; quelle che vogliamo si ponghino sotto alle fistole HL i tasti LN che le aprino e &preshort; serrino secondo il girar della rota OP nel dorso della quale son le coste o rilievi che apreno i tasti, et essa gira perche ha dentro di se la rota dentata ER nel medesimo asse che è girata &preshort; dal roc­ chetto S che ha i denti inseriti, et inter­ posti con quelli della rota RE il qual rocchetto gira per il moto della rota a &preshort; cassette T che vien mossa dall' acqua che cade dall' CD la qual insieme conduce il vento che fa successivamente sonar le canne secondo l' aprir de tasti, L' acqua poi sen esce per il diabe­ te XV che si fa di tal grandezza che non capisca tutta l' acqua che entra per il CD accio il vento non se ne possi uscire, e &preshort; per il multiplicar dell' acqua nel basamento diventa maggiore Ma &preshort; accio l' ordine el modo di quei tasti s' in­ tenda meglio ne descriveremo separatamente uno in maggiore forma a &preshort; similitu dine del quale s' intenderan tutti gli altri sia dunque una canna dell' orga­ no HI, e &preshort; la sua fistola correspondente HL che di sotto al luogo L termini in un cono concavo a &preshort; guisa di campanello e &preshort; sia di rame ben polito con un buso piccolo nel somo della concavità che riesca nella fistola et annodisi il tasto o vero stile di ferro AB che stia e &preshort; si volga sopra al CD nel luogo D il qual CD stia fermo nell' tetto del basamento al luogo CE &preshort; nella somita segnata &preshort; A sia affisso ma non fermo un cono solido di rame ben polito segnato K che serri e &preshort; se ne stia per l' ordinario dentro al cono concavo L in modo che lo sigilli e non vi lasci entrar il ve­ nto et accio vi stia piu fermo e &preshort; non se ne possi allontaner se non per forza della rota vi si pone il filo di rame avvolto FG che congiunga al setto del basamento il tasto e &preshort; quando pur dalla rota il cono K è allontanato dall' L girata la rota è restato il tasto libero il filo FG tornando nell' esser suo ri­ tira il cono K nell' L e &preshort; serra l' esito al vento Ma l' estremità del tasto se­ gnata B sia incorvata e &preshort; termini nella penna over paletta E alla qual si deven rincontrar le coste, o rilievi della rota OP Le quali coste sieno come PER che girando la rota esse sole possin percotere nella paletta E e &preshort; alzando quella faccino declinare l' &ptail; A e separar il cono K dall' L onde il vento entra nella canna, e &preshort; la fa &preshort; ris­ onare per quanto è lunga La costa che percote nell' E e &preshort; cosi dispone molte coste nel dorso della rota OP in modo che vi sia compartito il madriale, o la musica che ne piace, et ordinati tanti tasti quante son canne nel modo che stà l' AB facendo la rota OP tanto largo e &preshort; con tante coste nel dorso che vi capi­ no tutti i tasti, si sentiran sonar le canne a &preshort; quattro e &preshort; sei per volta secondo che staranno le coste e &preshort; soneranno gli organi ogni volta che tirata la cordicella si darà l' acqua che muova le rote e &preshort; oncisi il vento il qual per necessità uscira delle canne che li son' aperte perche di sopra non puo uscire rincontrando nuovo vento e &preshort; acqua che sopraviene, ne meno di sotto per che l' acqua escede e &preshort; ricopre sempre il diabete, tal che fara sonare diversamente secondo la dispo­ sitione delle coste che son nella rota OP nella quale a &preshort; Tivoli è disposto un bel madriale assai lungo et è di dorso si largo che basta a XXIII tasti e &preshort; soprabonda il vento di sorte che fa &preshort; anco cantare a &preshort; beneplacito loro tre ucelletti al modo d' Herone, e &preshort; sonar cinque trombe, tale è dunque l' or­ gano di Tivoli, il quale se ben ho pro­ curato di descriver piu chiaramente che ho possuto non di meno conosco non essermi successo con la felicita che desiderano, onde ragionevolmente Mons.r Barbaro attribuisce la difficolta che è nell' organo di Vitruvio alla ma­ teria istessa non a &preshort; Vitruvio, il qual secondo il buon costume suo, lo dovvet dovette descrivere piu facilmente che fusse possibile, ma la gran distanza de tempi e &preshort; la perdita delle cose ci fa &preshort; sentir questo con molti altri danni Ma &preshort; di tutto sia ringratiato il Signore