ET ESSAMINI
CHE RICHIEDONO A VN PERFETTO
BOMBARDIERO,
arteficiati,
NOVARESE.
& di nuoue figure illutrati.
DIGNISSIMO GOVERNATORE
DI VERONA.
Jllustriimo Signore, di far nota a V.
Sig. la molta mia diuotione vero di lei,
nata dalle ingolariime, & heroiche
ue virt, & non hauendo altro modo
di adempire queto mio deiderio, mi paro dedicarle
queta mia operetta, intitolata Eamine de' Bombar
dieri. Et confidatomi nella ua humanit, mi perua
do, che non debba eere ingrato queto mio dono, ben
che picciol ia, & mal condecente alla grandezza ua, la
quale veramente tanta, che difficil coa arebbe i pi
ublimi ingegni, non che al mio, farle honore conueniente;
n qu voglio entrar nel campo delle ue lodi, n dir quel
lo che tutto'l mondo notiimo, & quanto valore ella
habbi dimostrato in diuere impree militari, come nella
fattion di Carino, terra de Turchi, vicino Zara, onde
ella in egno della vittoria riport quattro pezzi d'arti-
la quale eendoi riparata nella terra di Quarantola, va
loroamente i difee dall'impeto del Marchee di Ma
rignano, & imilmente nella guerra di Corica, & in
quella di Siena, & quella di Cales, & altre molte, onde
empre ha riportato nome di valoroisimo Capitano; tal
che meritamente, & ne gli anni adietro appreo del Chri
tianisimo Re Arrigo stata in grandisima riputatione,
& hora appreo di queto Serenisimo Dominio tien gra
do honoratisimo, eendo pota al gouerno della nobilisi
ma, & importantisima citt di Verona. Queste coe
hora da me tocche per tracoro meriterebbono, per eere
degnamente trattate & celebrate, la eloquenza d'vno
eccellentisimo Oratore; onde io, come carico mal propor
tionato alle mie palle, lo lacio a chi i ente di poterlo
portare, & alla buona gratia di V.S. Jllustris. molto
mi raccomando.
IN QVESTOPERA
arteficiati.
acarte 1
pezzi. 3
pezzi.
colobrine, & altri pezzi.
tano gli cannoni perieri. 5
uo Capo de Bombardieri 6
te palle e ogni pezzo, & quanto ono lunghi i pezzi. 7
to in bianco, & quanto tira alla ua masima eleuatione.
a carte 8
8
11
re.
nella poluere. 20
20
pra i muri 21
21
2
22
22
22
n ancora i diminuice. 23
per humidit, e per altro difetto. 23
a poluere d'arcibugio. 23
uederla, & toccarla perragione. 24
ad ogni Bombardiero, & altre perone di qualit. 24
24
25
caricarla. 25
26
26
27
non i potranno ammorciare, e non con orina, & cenere. 27
acqua. 27
glieria, & con le mani, lequali tirate oue i uoglia i attac
caranno. 27
27
tezza, per vedere gli nemici che foero venuti otto quella a
fare qualche danno. 27
27
i potranno tirare con l'artiglieria, & con le mani; lequa
li non i potranno ammorzare e non gettandole in fuoco,
ouero in cenere. 29
i tiraranno; & i potranno tirare con l'artiglieria, con bale
tra, & ancora con le mani. 29
fiamme di fuoco, lequali poi al dicendere pareranno telle, che
cachino dal cielo; nella quale maniera i compongono anco
ra chioppetti di carta. 31
fiamme. 31
31
32
fino in fine.
ET ESSAMINI
INTORNO A' BOMBARDIERI,
ET FVOCHI ARTEFICIATI.
COniderando, che chi i vuole ben eruire del li
bro delle Fortezze da me compoto, & dato in
luce, & di vn'altro di far Battaglie, ch' il terzo
della preente opera, egli quai che neceario
intenderi di poluere, d'artiglieria, di fuochi arteficiati, &
de Bombardieri; come coe, enza le quali la militia del tem
po d'hoggi arebbe di niun ualore; ho ridotto in brieui, &
vtiliimi auuertimenti quanto intorno a queto negotio
per eperienza propria, & per auio di alcuni eperti miei
amici, mi paruto eer biogno.
Promettendone in breue vn'altro trattato, nel quale di
criueremo tutto quello, che in queta materia e gli
nir
Et prima voglio ricordare al Bombardiero, che egli deb
ba procurare con ogni ua forza di fari amico ogn'vno, &
eere a tutti grato. Ma perche a queta arte molto peri
coloo il tener tretta dometicheza con ogni orte di per
ona, non deue fidari di tutti, che ne potrebbe eguire la
morte, & danno vniuerale della imprea.
Biogna ancora, che ogni Bombardiero appia leggere,
criuere, & hauer buon abbaco, accioche poa miurare
altezze, profondit, & ditanze: & che s
polueri, fuochi arteficiati, ripari, & altre s fatte coe, che
alla guerra peo accadono. Et che egli habbia gran cuore,
s che poa ancora farlo ad altrui; n i debbe fidare, ch'alcu
no s'approimi alla ua artiglieria, accioche non uenga in
chiodata, o fattole qualche altro danno. Queto medeima
mente non biogna che ia crapulone, & dormiglione; ma
letto non ia impedito in modo, che per ci perder ne po
a l'honor proprio, & la vittoria vniuerale; laquale molte
volte conite ne Bombardieri, & nelle artiglierie.
Poi perche il fumo del falnitro, & del olfo nuoce al ca
po, fa di metieri, che quando ha d'andare in fattione non
ia n digiuno, n troppo pieno.
Ha da apere ancora, che quando andar in fattione, bio
gna hauer ben mente di aluar e teo, & di guardar la ua
poluere dal fuoco: Il perche quando i vorr fare vna batte
ria, deue mettere la poluere in luogo, che n a e, n al uo
compagno poa nocere, per cagione che'l
fuoco; n opportar che alcuno e gli accoti, acci
dato fuoco a termine, ouero fattole qualch'altro inganno.
Et empre deue hauere il focile, ouero accialino, che dir
i voglia, con vna pietra da fuoco, olfarelli, & candele ap
preo di e; si per poter accendere la corda, pauero,
toppino, che i dica, come per molti altri ripetti.
Per coa di molta importanza habbia ancora il uo cor
no a lato con buon poluerino dentro, per accendere fuoco
a uoi biogni.
La corda poi ia di tutta bont, ben dipota ad
Le quali coe biogna tener ben guardate, & di ee poco
eruirne altrui, accioche all'opportunit proprie, con gran
danno, non manchino.
Habbia appreo di e vna manaretta, & vn'acia per mu
tar li tili, ouero aili, circa a quali le ruote s'auolgono, quan
do veniero al meno: & per fare, & acconciare molti in
tromenti, che biognano all'artiglieria.
Quando egli poi per andare in fattione, deue auuertire
alla quantit delle palle che hauer, per apere la quantit
de barili della poluere, che gli far biogno: Et coniderar
bene, doue i hauer d'andare, & con quanta, & con qual
trada i hauer da arriuarui, accioche i poa prouedere di
o. Et empre hauere appreo di e la ua lancetta col uo
toppino attorno; & che ea lancetta habbia i uoi ferri,
vno per cacciarla in terra, l'altro da ferire, e biognae.
Condotta & aettata che hauer l'artiglieria, piglier
l'hata dello couolo, ouero della cazza, & caccieralla nel
pezzo ino in fondo, & gi per la lumiera metter vno tile
di ferro, di legno, facendo quella lancia punti nello tile;
il che tutto i faccia per veder e alcuna coa foe dentro,
che nel caricarIa impedir la potee.
Poi quando vorr caricarla, non manchi di hauer em
pre appreo di e vn compao per miurar la longhezza,
& larghezza della canna, accioche icuramente poa adope
rare ea artiglieria con non le dar troppo poluere, i che
vada pericolo di romperla, & appreo di perder la uita
propria, ouero in non gliene dar tanta che bati a far il col
po, che deidera di fare. Queto medeimo compao dibi
ogno per miurar la cazza, & apere quanta poluere tiene,
accioche con ragione adoperar i poa.
Poi metter la mano nel barile della poluere, & guarda
re s'ella foe humida, ouero bagnata: perche quando hu
mida, i uol quai colmar la cazza, & quando aciutta, i
rade alla groa con la mano, o altra coa tale. Gli ben ve
ro, che e la foe totalmente bagnata, biogna prouedere
ne della aciutta.
Trouata che hauer la poluere a uo modo, far con lo
coppatore ben netto il pezzo di dentro la canna; perche
pee volte auuiene per non eer ben netta ea canna, che
mettendoui dentro la poluere, & calcandoui dietro la pal
la, qualche caglia potrebbe attaccarui il fuoco, & i dicari
cai. Onde; non tanto il Bombardiero arebbe pericoloo,
come ancora altri che gli foero d'intorno; ouero che per
quella porchezza, ruggine, o altra coa, retarebbe ea can
na humida, i che dattole il fuoco,
to effetto, che li conuerrebbe.
Poi quando foe in fattione, & biognae caricare il uo
pezzo con pretezza, & cha fue venuta almanco, perdu
ta la cazza, con lo coppatore allhora gli biogno che fac
cia dell'acorto Maetro; La onde con pretezz piglier
vna picca, ouero una
ouero qualche altro panno, & con quello coper il pezzo.
Poi con le mani metter tanta poluere nel pezzo che col
uo buon giudicio conoca eere a batanza; & con quello
copatore pinger la poluere a egno, facendo come i
uol dire, di neceit virt; percioche
correnze
carne, s'ella fue a ci atta, & farne palla, poluere, & reto.
Vn'altro ricordo voglio dare per caricare il pezzo,
do
polpere vanno a caricare il pezzo come motra la quinta e
aminatione, e poi miurar il diametro della bocca della
canna, e tanti diametri come palle, andaranno a caricare il
uo pezzo; mea la poluere nel pezzo al uo luogo, pigliar
vn'hata, & la cacciar fin'a rente alla poluere, & tener fer
mo, poi egnar l'hata a rente della bocca del pezzo, poi ve
der quanto manca a finire l'anima del pezzo, e trouera
che manca tanti diametri, come palle di poluere che ua a ca
ricare il pezzo, tar bene, e ar di pi ne minuir, e ara
di meno, ne aggionger; & con queto ordine i mettera la
poluere con miura enza cazza nel pezzo.
pre procurar di hauere nel carrettone prouiione per il uo
viuere, di cui ne gli etremi biogni i poa occorrere. Et
empre hauera delle manouelle
te per pingere l'artiglieria doue neceario. Et hauere
diligente cura, che'l carettone ia ben coneruato, come
che molte volte ei carrettoni pericono per il poco gouer E' di necearijima auuertenza an
cora, che eendo il Bombardiero co'l pezzo giunto per far
imprea, egli non tenga molto conto del dormire, n del
mangiare; di maniera, che per queto abbandoni l'artiglie
ria; perche parten do i potrebbe intrauenirli di molti dior
dini, come arebbe il venirli inchiodato il pezzo, o fattoli
qualche altro male. Ouero che repentinamente biognae
caricare, o fare altra coa d'importanza, one egli non ritro
uando i, qual maggior dishonore, con graue danno dell'im
prea eguir li potrebbe? Si che per quete & altre cagioni
importantiime, n di giorno, n di notte non i deue par
tire dal uo pezzo, ouero alloggiamento; accio che d'hora
in hora ia apparecchiato il debito uo.
Auuertica ancora andando in camino, ouero doue egli
foe poto per far qualche fattione, che al pezzo che gli
ar conegnato, di dietro nel letto i faccia vna caetta, oue
ro erraglio di tauole, che eo poa tarui collocato
Et queto auuedimento di molta utilit; perche quiui ap
preo alle altre coe che ono necearie, potr collocari
dentro, per aluari dalle archibugiate, & dall'artiglieria del
nemico; pecialmente quando enza ripari in quel luoco i
foe accampato.
Ancora ogni Bombardiero deue aper per ordine come
i chiamano tutte le orti dell'artiglierie, cio Mochetti da
libra una, Falconetti da tre, da ei, Sacro da dodici, Canno
ni da trenta, Cannoni da quaranta, Cannoni da cinquanta,
& coi di orte in orte correndo, come Colubrine, Canno
ni perieri, Apidi, & altre orti d'artiglierie. Et ap er per or
dine con pretezza quanta poluere porta ciacun pezzo, co
me di tutte quete ultime coe al uo luogo diremo. Anco
ra ha da apere per ordine, qual orte di pezzi i tira con pal
la di piombo; & a che modo i d la proua ad ogni orte di
artiglieria, & come i caricano i pezzi in cameradi; & in che
guia i caricano con gli cartozzi, & pezzi con uide, & pezzi
tica, come qui di otto poneremo.
Ancora ogni Bombardiero deue aper far alnitro di ter
reno, & aperlo finare, & raffinare; & deue aper fare i car
boni, s per polueri groe, come ancora per le fine. Et deue
aper fare ogni orte di poluere; & quella racconciare quan
do foe guata. Et aper quanto alnitro potee mancarui;
Et biognando, quanto ne douerbbe aggiungere. Et deue
ancora coneruare la monitione, che non i guati,
do
gni econdo la orte delle polueri, che volee fare. Et opra
tutto auuertire, che nel petare, ouero macinare, che egli
facee, di accommodari in luoco, & con ordini, che non vi
i poa attaccar fuoco.
Deue ancora ogni Bombardiero aper lauorare di legna
me, per acconciare i letti delle artiglierie, ruote, & altre s
fatte coe, & biognando ancora farne de nuoui. Deue in
tenderi di far bationi, di prender la larghezza d'vn fiume,
gettar ponti per paar artiglierie, & eerciti; far mine, &
tramine, fortificationi, & leuar difee al nemico, per eere
vincitore. Delle quali coe faremo particolar ragiona
mento.
Et per dar notitia di quanto i promeo di opra, dico,
che prima i ha da apere, come i detto, che'l Bombardie
ro appia perche i domandino pezzi da una libra, da tre, da
ei, da dodici, & coi correndo di orte in orte, s di quelli
che tirano palle di ferro, come di quelli che tirano palle di
pietra & di bronzo, ouero di piombo.
de i nomi.
Et per aper perche i pezzi s'addimandino da tre, da ei,
& imilmente i Cannoni da 20. da 30. da 40. da 50. da 60. da
ne, perche le ue palle deuono pear tante libre. Il me
deimo delle Colubrine, & de cannoni perieri, & d'altre
orti, i quali da queti nomi col peo della palla, i cono
cono.
del prouare i pezzi.
Saperai adunque, che quando i volee prouare qua
lunque orte di pezzi, tutti i haueranno a prouare fuora
de letti loro, perche prouandoli opra queti, ogni coa an
darebbe in fracao. Et ancora, eendo opra i letti uoi,
i potrebbono leuare a quel grado dell'altezza, che fa bio
gno, & che ordinario a leuarli, quando i prouano. Met
tani adunque opra il terreno, acconciando a quelli otto i
uoi cagni, di buoni legni groi, & ei pezzi appoggino
& la cullata del pezzo i metta vn buon aone, per ripet
to che le cullate
zo. Accomodati che aranno ei pezzi, piglierai la pal
la, la quale deue andar di giuta empita, & bene aettata nel
pezzo, i che non manchi da niuna parte, perche e queta
mancae da qualche parte, non i potrebbe in tutto ueder
la icurezza di eo pezzo, trouato che i hauer la palla pro
portionata, & giuta, come i detto, i dee peare, & quel
to che pear, tanta poluere i piglier per caricare il uo
none; auertendo per, che la poluere ia perfetta, & fatta
con tutte le coe che ui entra
ben lauorata, & compota; la quale, non eendo humida, i
metter nel pezzo, beniimo aettandola. Poi e ui met
ter un bottone di sfilacci, che uada dentro ben errato ap
preo la ua palla. Et coi con quet'ordine i tirer tre col
pi, col qual modo i prouer ogni orte di pezzi. Ma da
una, ino a dodici, come ei pezzi i prouano con palla di
piombo, & e gli d tanta poluere quanto pea ea palla.
Et in fattione i caricano con palla di ferro, dandoli
te due terzi di poluere di quello, che pea la palla di piom
bo; che arebbe tanta poluere; quanto pea la ua palla di fer
ro. Et da 12. ino a 120. i prouano con palla di ferro, & a
queti i d tanta poluere, quanto pea ea palla; Et in fat
tione i danno i due terzi di poluere, quanto pea la palla di
ferro. Eccetto a cannoni perieri, i quali i prouano con pal
la di pietra; e a quelli i d di poluere un terzo di quello, che
pea la ua palla; & in fattione il med eimo. Et alle Colubri
ne in fattione i danno i quattro quinti di quello che pea
la palla di ferro, & a proua tanto, come pea ea palla.
per apere quanta poluere v a cari
care i pezzi.
Inumeri che ono opra alle miure della poluere, cio
4, 1. 1.5.1.1. & 6. 1. 1. ignificano quattro ad ao, ad ao;
cinque ad ao, ad ao; ei ad ao, ad ao; cio e al Bombar
diero uenie meno una orte di poluere, ne poa torre di
un'altra orte, o pi fina, ouero men fina, in quella medei
ma proportione della prima.
TABELLE WAR HIER
TABELLE WAR HIER
Et quando li foe addimandato; che i darebbe di polue
re a tale, & tale pezzo; e coi preto non apee far il
riponda in queto modo; Alla proua i d tanta poluere,
quanto pea la palla di ferro; in fattione i due terzi della pal
la, cominciando da quelli da 12. ino a 120.
Poi
apere per
zo. Si dir che in fattione in quello da 12. inino a cento, i
trouer la poluere far uolume di palle tre; Et alla proua di
palle quattro, & meza, & da 12. in gi, dandogli tanta pol
uere come pea la palla di ferro, i trouer che agguaglier
il uolume di palle quattro.
per apere la poluere che u caricare
le Colubrine.
TABELLE WAR HIER
Et e ci fue ancora dimandato quanto i darebbe di pol
uere a tale, & a tale Colubrina, n apendo coi preto far il
conto, dirai, come ancora i detto di opra, in queto mo
do, cio; In fattione e le daranno i quattro quinti; & alla
proua, tanto quanto pea ea balla.
Ma
zi sforzati, ouero batardi, tirand pochi colpi, e gli potreb
be dar tanta poluere, quanto pea la ua palla di ferro. Il che
tutto per queto t nel giuditio del Bombardiero, il qua
le ha da apere, che queti pezzi ono piu lunghi di canna, &
perci hanno biogno di maggior fuga a pingere fuora la
palla. Quando poi i hauer caricato ei pezzi co i quattro
quinti di poluere di quello che pea la palla, i trouer, che
la poluere far uolume di palle tre, & due terzi; & alla pro
ua i trouer agguagliar il uolume di palle quattro, & meza.
per apere il conto della poluere, che por
tano i Cannoni perieri.
Prima che di ci i dia la ragione conueniente della pol
uere; i ha da apere che a quella tal orte di pezzo da 20.
ino a 100. e gli d un terzo di poluere di quello che pea la
ua palla, & da 100. in s i caua cinque per cento.
TABELLE WAR HIER
Il perche eendo addimandato alla proueduta quanta
poluere i darebbe a queta orte de opradetti cannoni pe
rieri, dirai. A quelli di libre 20. di palla, fino a libre cento,
i d un terzo di poluere di quello che pea la ua palla. Et
da cento in s i caua cinque per cento; & ci i fa con que
ta ragione; percioche detti pezzi ono piu corti de gli altri,
& ancora perche ono piu deboli di metallo; di maniera,
che dandoli piu poluere i pezzarebbono. Tra che anco
le ue palle non peano tanto
per le quali coe manco poluere ad ei dar conuiene.
Dimanda fatta da un Generale al uo
Capo de' bombardieri.
Capo, che orte d'artiglieria, & quanta quantit ne
biogna, &
i pezzi, & quanta poluere pu conumare ciacuno pezzo
al giorno; & quanti para de buoi, ouero caualli biogna per
tirare pezzo, per pezzo, & quanta poluere i metter per ba
rile, accioche ieno facili da maneggiare, & quanti barili di
poluere i metter opra un carro, & quanti para di buoi an
dar a menare un carro di poluere; Ancora dimando, che
altra orte di monitione biogna al Bombardiero per l'arti
glieria: Oltra di queto addimando che orte d'artiglieria
buona per campeggiare alla campagna.
Riponde il Capo al uo Generale, per la prima diman
da, e dice; econdo l'imprea che i uuole fare, s'ha da me
nare tanta quantit, & qualit d'artiglieria.
A vna ol battaria non gli uorrebbe meno di due, in tre Co
lubrine da libre 60. ouero da libre 50.
Cannoni due, in tre da libre 60. ouero da libre 50.
Quattro in ei, mezzi cannoni da libre 30.
Sei in otto, quarti de' cannoni da libre 12. per torre le di
fee.
Falconi, ouero Sacri otto, da libre 6. da torre le difee.
Falconetti 12. da libre 3. da torre le difee.
Vna Colubrina da libre 60. pu tirare botte 40. al giorno,
& gli vuole poluere libre 1600. al giorno.
Vna Colubrina da libre 50. pu tirare botte 45. al giorno,
& vuole poluere libre 1500. al giorno.
Vna meza Colubrina rinforzada da libre 25. pu tirare
botte 60. al giorno, & vuol di poluere libre 1000. al gior
no; auertendo che alle Colubrine in fattione
non i due terzi di poluere di quello che pea la palla di
ferro, & non li quattro quinti.
Vn Cannone da libre 60. pu tirare al giorno botte 80. &
vuole di poluere libre 3200. al giorno.
Vn cannone da 50. pu tirare al giorno botte 90. & vuol di
poluere libre 3000. al giorno.
Vn mezo Cannone da libre 30 pu tirare al giorno botte
110. & vuol di poluere al giorno libre 2200.
Vn Sacro, ouero Falcone da libre 6. pu tirare al giorno
botte 120 & vuol di poluere libre 720. al giorno.
Vn Falconetto da libre 3. pu tirare al giorno botte 140. &
vuol di poluere libre 420, al giorno.
Vna Colubrina da libre 60. vuol para 20. di buoi tirarla.
Vna Colubrina da libr.
50. vuol.
para 18. di buoi per tirarla.
Vna meza Colubrina rinforzada da libre 25. vuol para 7.
di buoi per tirarla.
Vn Cannone da libre 60. vuol para 10. di buoi per tirarlo.
Vn Cannone da libre 50. vuole para.
9. di buoi per tirarlo.
Vn quarto di Cannone da libre 12. vuole para 4. di buoi
Vn Falcone da libre 6. vuole para 2. di buoi per tirarlo.
Vn Falconetto da libre 3. vuole un Cauallo per tirarlo.
I Barili delle polueri non uorr ebbono eere piu grandi di
tenuta, di cinque pei l'uno di poluere.
I Carri delle polueri, non uorrebono piu di didoto in ui
ti barili per carro, & uorrebono para 2. di buoi per me
narlo.
per ripetto.
Gorde boniime in quantit, per le brene de Caualli, & per
altri ripetti.
Menali, ouero taglie per leuar un peo; Et ancora de gli ar
gagni.
Tauoloni, & battiponti in quantit da paare l'artiglieria
& altr
Poluere groa, & fina in quantit, per l'artig lieria, & archi
bugieri, Et ancora del piombo in quantit.
Palle in quantit, coi di piombo, come di ferro.
Cazze, & Scouoli in quantit, & Pali di ferro, Bozzoladi,
to in quantit: Aili in quantit; Cauicchi, Pironi in
quantit.
Buoni Ferrari, & Marangoni, con buona quantit d'intru
menti.
Guatatori in quantit con falzoni, acette per tagliare le
gnami, & con badili, picconi, & zapponi; Et ancora cale
in quantit.
Auertimento di
di guardari di non mettere le ue artiglierie, quando gli
occorree a fare batteria, opra il emplice terreno: per
che andarebbo a pericolo nel parare d'ee Artiglieri,
poteero maneggiare econdo il biogno in tale attione;
il che potrebbe eer caua di grandiimo danno, o perdi
bardiero. Et per fuggire tale occaione, i far un uolo di
buoni tauoloni attorno alla gabbiona, o trinciera quel tan
to che occuper l'artiglieria preparata per fare la Batteria,
ouero per torre le difee al nemico. & quel uolo ia fatto
di mo do, che habbia del pendente uero ea trincera, o
gabbionata; accioche riculando l'artiglieria, poa eere
con facilit tirata alle ue cannoniere.
La buona artiglieria da campeggiare i da una libra di
palla, inino a 12. come uaua la gran memoria di Carlo
Quinto Imperatore.
Vn
balle 20. in 22.
& lungo braccia 10. in 11.
Vn Canon da 60. pea da 430. in 460. pei, balle 17. in 19.
& lungo braccia 7. in 8.
Vn Canon da 50. pea da 385. in 460. pei, balle 19. in 20.
& lungo braccia 7. e mezo, in 8.
Vn Canon da 30. pea da 250. in 285. pei, balle 21. &
lungo braccia 7. in 7. e mezo.
Vn Canon da 20. pea da 145. in 156. pei, balle 22. &
lungo braccia 7.
Vna Colubrina da 60. pea da 590. in 600. pei, balle 24.
& lunga braccia 10.
Vna Colubrina da 50. pea da 445. in 447. pei, balle 24.
& lunga braccia 9. in 9. e mezo.
Vna Colubrina da 20. pea da 270. in 278. pei, balle 29. &
lunga braccia 8. in 9.
Vna Colubrina da 14. pea da 202. in 205. pei, balle 33. et
Vna Colubrina da 40. pea da 516. pei, balle 34. & lunga
braccia 11. e un terzo,
Vn Falcon da 12. i pei 110. balle 62. & lungo braccia
7. e un terzo.
Vn Falcon da libre 9. pu tirar di punto in bianco cauezzi
92. & la ua maima eleuatione pu tirare cauezzi 919.
Vn Sacro da lib.
16. puo tirare di ponto in bianco cauezzi
122. & la ua maima eleuatione cauezzi 1222.
Vn Paauolante, ouero meza Colubrina rinforzada da lib.
25. puo tirar di punto in bianco cauezzi 183. & la ua ma
ima eleuatione cauezzi 1833.
Vn Cannone da lib.
60. pu tirare di punto in
zi. 153. & la ua maima eleuatione cauezzi 1528.
Vna Colubrina da lib.
20. pu tirare di punto in bianco ca
uezzi 121. & la ua maima eleuatione cauezzi 1210.
Vna Colubrina da lib.
30. pu tirare di punto in bianco ca
uezzi 183. & la ua maima eleuatione cauezzi 1833.
Vna Colubrina da lib.
60. pu tirare di punto in bianco ca
uezzi 214. & la ua masima eleuatione cauezzi 2140.
Vn Miglio i paa 100. ouero cauezzi.
611.
ouero Cremonee.
Quete due linee qui di otto, AB, & CD, s'hanno a con
iderare che ia una ola linea; cio congiungen do inieme
il ponto B, & C, & queta linea una miura da apere, to
gliendo i diametri delle bocche de' pezzi; quante libre
palla vorr ciacun pezzo, da libra una, fino a 120.
ad ogniorte di Cannone.
Si pigli il diametro della Gioia di dietro, & pruppo
nemo che la linea A, B, ia detto diametro, i pigli ancora la
miura della bocca, & i giunga l'una preo l'altra a queto
modo
do il compao a detta miura, & pocia
metterlo con l'una punta nel fondo
dell'anima, come i uede qui in figura,
che quel tanto che auanza di opra della
gioia
cazze de Cunnoni d'ogni orte, cio,
da uno fino a dodici.
Le cazze de i pezzi da una libra fino a dodici, vogliono
eere lunghe palle quattro per ciacheduna; non intenden
do in queta miura quella parte; che v pota opra il modo
lo, ilqual modolo i quella parte del legno, opra laquale
s'in chioda ea cazza; laquale i fa in queto modo. Piglia
vna lama di rame groa, quanto arebbe meza cota
tello commune, & piu & manco econdo la grandezza, &
piccolezza delle cazze; percioche maggior groezza ui i
della larghezza della bocca del pezzo, & cinque di quete
lai ghezze i
cazza; quattro ne uanno per conto della parte, che ha da
tener la poluere, & una per quella parte che s'inchioda ul
legno, il quale diopra ho chiamato modolo.
Poi tolta la
la bocca del pezzo, con l'itea apertura i fer
ma il piede mobile del
to B, & punto C, come qui in figura i uede.
Fatto queto i piglia con il compao la detta larghezza,
ditanza delli punti B, & C, & con queta apertura i ferma
l'un piede del
in punto D. & i miura tre di dette aperture ino che fi
nicano in punto E, che quel tanto che ha da eer larga
quella parte che u inchiodata opra il modolo.
Volendo poi la larghezza della
cazza, cio di quella parte ha
da
to modo; i piglia con il compa
o la ditanza u detta delli
& C, &
l'un piede del compao in
F, &
G, & in punto H, & queta la lar
ghezza, cio due ditanze della
detta meza luna B, & C, come qui
in figura i uede
Fatto queto, i
ma di ea lama,
cia mezo cerchio; come i uede di opra nella figura. On
de ar neceario darle alquanto di uantaggio nella lun
in eere alquanto pin lunga delle quattro larghezze prima
dette; laqual attondatura della cazza i fa, perche ia piu atta
a far l'officio uo, & coi i formar ogni cazza a qualunque
pezzo, eruando le dette regole.
Il modolo i far alla giuta larghezza del pezzo, tanto
poi leuandone intorno intorno, quanto importa la groez
groa meza cota di coltello; Di modo che di liuello e
a cazza entri nel Il che fatto, s'impiantar nel mo
dolo, un'hata di conueniente lunghezza, & groezza tale,
che ia leggiera, & forte a batanza.
opra la Cazza
Et opra queto modolo i uolger la detta cazza, facen
dole fare il uo concauo ben tondo.
parte che v pota opra il modolo, non opragiunga l'altra,
perche arebbe d'impedimento nel metterla nel pezzo; la
qual cazza ridotta alla ua perfettione, ar come queta,
che qui in diegno i uede.
opra al uo modolo.
con il uo modolo.
Hauendo dato il modo di fare le cazze per li Mochet
ti, Falconetti, Falconi, Sacri, & Apidi, che tirano ino a li
bre dodici di palla; qui decriuerai anchora il modo per
fare quelle de' Cannoni, le quali i faranno a quello ite
o modo, che s' detto nel fare quelle di opra; Eccetto
che quete uogliono eer lunghe
cio un dito, per ripetto di quel mezo cerchio che i fa nel
la cima di detta cazza; non intendendo quello che poto
opra il modolo. Ma opra il tutto queta uuole eer per
larghezza un poco cara, talche quando ea i metter
nella canna del pezzo, gli habbia a ballar dentro, & quella
carezza, che per largo e gli leua, uuole eere aggiunta
nella lunghezza, per caricare piu giuto, & icuro. Quel
le delle Colubrine uogliono eer lunghe palle tre, & due
terzi; Di larghezza poi i faranno medeimamente, co
me s' detto nel far le altre; per che tutte le cazze per lar
ghezza uanno fatte ad un medeimo modo; & quete del
le Colubrine i fanno piu lunghe, perche i pezzi ono piu
lunghi.
Reta che i motri, come i hanno a fare li cartozzi, per
caricar i Cannoni perieri; i quali i fanno pigliando la lar
ghezza della camera del pezzo, (perche queti pezzi hanno
una larghezza nel fondo, ouer culatta minore dell'intrata) Piglia vno tiletto di ferro, nella cui cima
ia tanto di rampino che poa entrare giu per la lumiera,
ouero fogone, come arebbe queto, che qui otto i uede
Ilquale cacciato per ea lumiera fin'al fondo della came
ra, i far un egno ad eo tilleto, appreo al pezzo, con
vna lima, ouero con qualche altra coa. Poi i leuar eo ti
letto, talmente che i faccia intoppar quello rampicino nel
la uperficie della parte di dentro del Cannone, & quello
i terr aldo, di nuouo egnando con la lima alla uperficie
di fuora uia, come i fece da prima; & leuato tutto fuori, i
miurer da un egno all'altro; percioche tanto ar la lar
ghezza della camera. Queta medeima larghezza ancora
pigliar i potrebbe ad un'altro modo,
ne di legno al torno, che fue piu tretto da un capo che
dall' altro, & in cima ad vn'hata s'accommodae in que
to modo.
tuore la larghezza della
camera.
Et queto cacciar nel Cannone quel tanto che i pu
nella bocca della camera; & torcendolo due, tre uolte, far
si che l'orlo della detta camera faccia egno intorno ad e
o coccone. Poi tiratolo fuori, i ueder il egno fatto da det
to orlo; percioche quello ar la larghezza della camera. Et
di dietro, che dinanzi, vedendo le due miure e ono vgua
li, ineguali, cio del rampicino, con quella del coccone.
Hauuta che i hauer la larghezza della detta camera, farai
vn modolo di legno ben tondo, di groezza alquanto mi
nore di ea larghezza della camera, & opra di quello i ta
gliaranno gli cartozzi tanto larghi, che quando aranno cu
citi, il detto modolo gli entri
za de quali i far tanto, che le poa tar dentro vn terzo di
poluere di quello che pea la ua palla; percioche queta la
ua ragione da 29. ino a 100. & da cento in s, i caua cin
que per cento. Al quale cartoccio i metter da vn capo
vn fondello tondo, & grande quanto ar groo eo car
toccio, & a queto modo ar compito.
per fare li Scoppatori, ouero
Nettatori.
Piglii vn'hata lunga vn pi, & mezo, di piu della lun
ghezza di quel pezzo, che i hauer tolto per fargli il uo
coppatore, ouero nettatore, & nella cima di quet'hata, ui
i ficcher un modolo ben tondo,
il qual modolo uorrebbe largamente andar nel pezzo; per
cioche gli v poto opra vna pelle di catrato, c'habbia lun
go il pelo, & con queta pelle coprendo tutto quel modo
lo, & inchiodandola opra beniimo con le brocche, ar
fatto lo coppatore, ouero nettatore; intendendo per
che ben errato entri nel cannone.
uadori, ouer calcatori; l'uo de quali , che s'addoprano per
ni, che i fanno di sfilacci, ouero di trame, & li cartocci nel
la camera de cannoni perieri. Piglii adunque un'hata lun
ga intorno a due piedi, di pi della lunghezza della can
na del pezzo, a cui i propoto di far lo tiuadore, & da un
de capi di quet'ata e gli caccier un coccone fatto al tor
no, groo tanto che poa entrare giutamente nella canna
del pezzo; lungo quanto ar una uolta & meza la ua gro
ezza; il quale tiuadore ar come queto qui otto in figu
ra diegnato.
Calcadore.
voglia pezzo.
Importante coa mi pare ancora il trattare del caricar
de pezzi, prima incominciando dalli Cannoni perieri, i ha
da apere, che queta orte di cannoni ono incameradi;
per gli neceario a caricarli con li cartocci fatti nel mo
do che i inegnato a fare: i quali cartocci uolendoli met
tere nella camera del cannone, fa metiero hauere una caf
fetta fatta nel modo, che qui i dir. Piglii un pezzo di le
gno dolce, lungo quanto ar lo cartoccio di quel pezzo
che i tolto a fargli la ua caffetta, percioche ogni canno
ne periero vuol hauere la ua caffetta; & queto legno i fac
zo; poi giutamente i diuida nel mezo per lungo, & una di
quelle parti i deue cauare nel modo ch un coppo, & nel
la forma, che queta caffetta compita qui otto i uede.
Auertendo che ea Scaffetta non uuol eer piu groo,
n pi ottile quanto la gengiua, ouero orlo della camera,
accioche il concauo di ea caffetta uenga a corripondere
giutamente alla bocca della camera; poi da un de capi di
ea caffetta i attaccar uno pago, come nel diegno i ue
de, da poterla poi tirar fuora del pezzo. Fatta che i hauer
queta caffetta, i piglier lo cartoccio, al qual i dar due
taglietti, ouero e gli far un buco dal capo uero il fondel
lo; poi eo cartoccio i metter opra la caffetta co'l ta
glio, ouero buco uoltato in s, talmente che quando eo
cartoccio ar nella camera, quel taglio, ouero buco corri
ponda al buco della lumiera, ouero fogone; & eo cartoc
cio poto opra la caffetta, i metter nella canna del pez
zo, & i pinger fino al toccar della bocca della camera del
pezzo, & con lo tiuadore i; pinger lo cartoccio nella ca
mera; poi i tirer fuora la caffetta con lo pago, accommo
dato come i detto di opra, & con lo tiuadore i calche
r beniimo la poluere, cio lo cartoccio nella camera del
pezzo. Fatto che i hauer queto; uolendo tirare, di ubito
i metter dentro il coccone, ilqual vuol eer fatto di legno
dolce, cio di alice, ouero pioppa, & alquanto pi ottile
mera, i dee hauere un'hata con una punta di ferro, ouero
una picca, per cacciarli opra il coccone leggiermente, nel
modo che qu in diegno i vede.
Et a queto modo eo coccone i porger nella bocca
della camera, &
ne; & coi ea hata i tirer fuora del pezzo, & il coccone
rimaner nella bocca della camera, il qual uuol'eer calca
to dentro beniimo, & per calcarlo neceario hauere un
calcadore come queto, che qu i dir, & ueder in die
gno. Prima trouii un'hata di buoniimo legno ben duro,
lunga intorno a due piedi, di piu di quello, che ar la
del cannone periero, & groa
& nella cima d'ea hata i accommoder in modo d'un cal
cadore, ancora nella detta hata appreo la cima un piede
& mezo, i accomoder una girella che ia tanto alta, che
il calcadore batta nel mezo del coccone; & dall'atro capo
della detta hata, i
uero, come queto , che in diegno i uede.
il coccone nella camera del can
non periero.
Il quale i metter nella canna del pezzo, due pero-
nel coccone, quella girella far piu furioo il battere, & gui
der giutamente il calcadore battere nel mezo del coc
cone, & percotendo tanto, quanto eo coccone potr en
trare. meo che s'haur il coccone, vi i dee mettere vn bot
tone di sfilacci che li vada ben errato, & dietro queto vi
i metter la ua palla di pietra, poi vn'altro bottone di sfi
lacci; Ancora dietro queta caricatura, vi i potrebbe met
tere una Ianterna fatta di legname, come queta che qui in
diegno i uede, ouero fatta nel modo, che i fanno le cete.
Ancora i potrebbe fare di lametta ottile, laqual lanter
na fue piena di quadretti di ferro, ouero di
quanto arrebe vn'ouo ridotto ul quadro. Medeima
mente e gli potrebbe mettere delle pietre tonde di que
ta groezza, che coi ar caricato il cannon periero.
Ma da auuertire, che e per cao
o
legno, ma olamente un bottone di sfilacci, che vada in ea
camera ben errato; & con lo tiuadore calcarlo beniimo,
& queto i fa che
gnare, ouero che ea per qualche altra coa i uolee cauar
fuora, eendoui il coccone, arebbe difficiliimo, &
percioche uolendolo cauare; biognarebbe hauere una tri
uella della lunghezza di quel pezzo, & con quella forare il
coccone in piu luoghi, & con uno carpello di quella mede
qual coa arebbe pericoloiima, & lunga. Gli ben uero
che caricando eo canon periero enza coccone, la pala
non haurebbe quella uelocit, & non anderebbe coi lon
tana come farebbe eendoui il coccone.
Il caricar poi de mochetti da braga, iquali hanno il buco
da un capo, & dall'altro, i fa in queto modo. Prima i troue
r il uo macolo di ferro opra forcadi parimente di ferro
poto, & quello s'empir di poluere enza calcarla. Mea la
poluere e gli metter un coccone, cacciandolo per forza
con una mazza di legno, fatto queto i piglia la palla, met
tendola nel mochetto da capo, doue ua fitto il macolo, &
auanti che i metta la palla, i pone un poco di sfilacci, oue
ro trame nel detto mochetto, accioche la palla uolendo
tirare a bao non cachi fuora: dop mea la palla, met
terai il macolo, & per far che'l detto macolo tia ben er
rato, & fermo nel mochetto, i metter fra'l macolo, & la
braga, vn conio di ferro calcandolo con la mazza; & queto
i fa accioche quando e gli d il fuoco, il detto macolo
eca fuora, & vccida il Bombardiero, & a queto modo cari
cato il detto mochetto da braga, i ha d'auuertire che vo
macolo, & diaegli il fuoco.
Dop queti mochetti, habbiam'a dire di quelli da gio
co, iquali vanno ne'letti con le ruote, come vanno i canno
ni, & caricarli, i coper prima beneimo con il uo cop
patore, & dopo che ar copato, & nettato, piglii la ua
cazza, & perche queta orte di mochetti i va a caricar in
vn tratto, per la ua cazza vuol eer lunga palle ei, enza
quella che v pota opra il modo, & larga quanto le altre,
&
r biogno'; mea la poluere, ia ordinato, che dall'altro ca
po dell'hata della cazza, ia lo tiuadore, ouero calcadore,
& con quello pinga la poluere al uo luogo; poi
re errato nella
vnita inieme, per che coi la palla vcir con maggior fu
ga. Fatto queto, i metter la palla, & con lo tiuadore i cal
cher
puoco di trame, ouero di sfilacci, acci che la palla tia ap
preo alla poluere, per che v
detto nel caricare i mochetti da braga. Fatto queto s'ine
chi, & metta egno, dargli fuoco,
Nella maniera che i procede in caricare queti mochet
ti da giuoco,
pezzi, s cannoni, & colubrine, come mochetti, falconetti,
falconi, acri, & apidi. A tutti queti dando due cazze di
poluere, ma
co, i quali i caricano in vna fiata; & tutti queti i caricano
con cazza, coppatore, & tiuadore; Auuertendo, che i can
noni groi, cio da dodici in s, vogliono hauere la cazza,
lo tiuadore, & lo coppatore eparati l'vno dall'altro, pero
che ono lunghi, & arebbe difficile, & gran fatica al Bom
bardiero il maneggiarli. La doue le cazze, tiuadori, & cop
patori
corti, ono pi facili da maneggiare, & perci a quelli i
pu mettere la cazza da vn capo dell'hata, & lo tiuadore
dall'altro capo, ouero coppatore. Et in queto modo i
proceder a caricare tutti i pezzi.
Si habbia anchora auertenza, che andando al gouerno
d'vn pezzo, che hauee la ua cazza fatta, che ella
fatta da caricare in vn tratto olo; il pezzo oltra il uo do
uere non i carichi, & coi venga a creppare, (perche vi o
no de Bombardieri, che vano di far le cazze per caricare
in vn colpo olo) perci biogna eere auuertito per uo
vtile, & honore a non errare.
Ma laciando a dietro i pezzi di bronzo, dirai delle
de vanno incaate in zocchi fortiimi, & ben accommoda
te con buoni traui; & i caricano con macoli di ferro, iqua
li vogliono tare beniimo aettati, fine che venendo il
tempo di dar quelle il fuoco, la bombarda non repiri il
che auenendo, ella non farebbe buona operatione; & il uo
macolo v pieno di poluere enza calcarla. Dop pieno
che ar, e le caccier vn coccone di legno dolce per forza,
come i detto, & meo il coccone nella bombarda, dietro
al macolo ia poto vn conio di legno fortiimo, & fitto
vna mazza piu potere; ilqual conio ar fra'l letto, & il ma
colo, ma tra'l macolo, & il conio metterai vna piatra di
piombo, ouero qualche pezzo di carpa vecchia (
do per piombo) perche queto tien che'l macolo non fa
tanto ribattimento, come farebbe enza, per ripetto del le
gno, & auanti che'l macolo nella bombarda ia, ui i pone
prima vn poco di sfilacci, o di trame, acci che la palla non
poa correre fuora, a tal che i ponga la palla, & appreo ad
ea i ponga il macolo, dop il conio, ben calcandolo, &
battendolo. Fatto queto mettai a egno, & i tiri quando
occorrer il biogno.
Et perche pee volte accade che biogna tirare in qua
che luogo particolare, caricato, che ia il pezzo, habbiai il
piombino, & i vada auanti del pezzo nella bocca, & nel me
zo ia meo vn legnetto per trauero, ben errato, & giuto
poi colocarai il piombino dauanti la bocca del pezzo, &
farai che'l piombo cada
legnetto; & come ar appiombato, ia egnato in cima alla
gioia, con una lima. Poi vadai nella culatta del pezzo, con
vna tazoletta, ouero riga di legno, di ferro, & mettai a
trauero Fatto queto, i far calare
il piombino a canto al pezzo, toccando co'l cordoncello la
tazola, &
vn egno in s la righetta, non mouendola; Al che i proce-
righetta, & coi infra quei due egni trouerai il mezo. Tro
uato che i hauer il mezo, non mouendo la righetta per lo
ponto di mezo d'ea righetta, farai vn egno u la gioia
del pezzo, come fu fatto
vn pezzo. Fatto queto, i ponga lo tiletto penetrante per
la lumiera del pezzo, tal che tocchi il fondo, & ia egnato u
lo tiletto agguagliato alla gioia di oprauia; poi i ander
dauanti ponendo lo tiletto ul fondo della bocca. Et doue
fu fatto il egno con la lima opra la gioia in mezo a quel e
gno, ia poto vn punto che vada tanto alto, che tenendo lo
tile u'l fondo della bocca, quel punto vada a trouar quel e
gno, che fu fatto con la lima u lo tiletto di dietro dal pez
zo, & come ar meo il detto egno, neceario che ia
ben dritto. Poi ritornii di dietro, & traguardando con vn
occhio per mezo quel egno, che egnato u la gioia di
dietro per di opra la cima di quel punto, che fu meo
auanti, guardii nel egno doue dar biogna, di maniera, che
quel egno di dietro alla cima del punto co'l egno doue i
vuol dare, iano diritti ad vna linea, n pi alti l'uno dell'al
tro, n pi laterali uno dall'altro. Il che i domanda di pun
to in bianco. Et e'l pezzo ar giuto queto modo, em
pre colpeggier, l doue ar meo egno; & queta la ar
gione de tiri d'ogni orte di pezzi; & come ar tirato un
colpo, ouero due, & che non fue ben giuto, ia pota in
dicretione di chi tira emen dare il pezzo, facendo piu al
to, o pi bao, o per fianco, o da altro lato.
bardiero, andando per Mare.
HAuendo in qu trattato il modo che i deue tener per
terra, hora i dir come gouernar i debba per mare.
Egli noto, che volere andare per mare, i cotumano
per capo d'vn Galeone armato, ouero altra naue, pure in
qualche Galea groa, ottile, fa biogno prima dar vna
poliza, ouero lita al patrone, u la quale tu habbi fatto il
calculo delle robbe che biognano far fuochi arteficiati,
per battaglie, & ancora per fete.
Prima
dir il buon prattico, io ho da far per lo nauiglio
be, & tante pignatte, & tante picche, & tanti verettoni, frec
cie, ouero dardi, & ne uoi ordini trouer le orti delle mi
ture, & coi per uo ingegno far il conto della quantit, &
qualit delle robbe, ouero miture, & diten der a orte per
orte le libre, & le oncie, che faranno biogno, s di ogli, co
me di
necearie per conto di far fuochi, & empre criuendone
d'auantaggio per caua che alla giornata vien delle occaio
ni da far qualche feta; doue e ar ben prouito, potr fari
honore. Altrimenti i rimarr in vergogna, & oltra di que
to fa, che per
no con quel modo che i ricerca. Dop farai far le ue pi
gnatte con quell'ordine che i ricerca, & empre farai farne
quella quantit che potr batare per l'honor tuo. Dietro a
queto, farai fare la dicretione della quantit de gli sforzi
ni, che
altra decrittione della quantit della cordicella, o sforzi
na ottile che vorr per cinger picche, & dardi da fuoco, &
per far qualche palla per conto di fete, qualche altra co
a, che empre ha luogo per beneficio del Bombardiero.
come in ligamenti da fete, & d'altri biogni.
Dapoi che i hauer fatto il calculo delle predette coe,
biogna ancora far vn'altro calculo, ilquale il aper (come
s' detto altroue) come i ha da caricare i cannoni perieri;
perche in quete naui i carica con cartozzi ogni orte d'ar
tiglieria, cominciando da vna libra ino a 120.
Et per i far il conto della quantit, e qualit delle boc
che della artiglieria, che hauer in nauiglio, & far il calcu
lo di quanto futagno an der per ciacuno cartozzo, dapoi
far la dicretione
uiaggio, che i hauer da fare, & poi la omma della
delle braccie, che ne Dopoi farai un'altra decrit
tione quanto pago ottile uorr per cucire detti cartozzi,
&
fioni, & qualche altra coa; come empre accade, & ancora
far una decrittione della quantit della carta, che biogna
e per
le predette coe metterai in una poliza, ogni coa per e, affi
ne di fornirene, e
dauanti metterai fuora la omma di quello che aranno co
tate, per potere ad un biogno motrarne il conto a chi uo
lee uederlo per coneruatione dell'honor tuo.
Oltra di queto, i far una decrittione della quantit
del alnitro, & olfo, & altre coe necearie per far poluere;
perche accadendo farne, e
e, ouero ti fue ara, tu appia in che modo rihauerne. rifar
ne, altramente ammendare il tuo biogno, apendo che
tutte le predette coe i domandano apparecchi, ripetti ad
uo di Bombardieri, & masime in mare, perche non i tro
ua ad ogni hora quelle commodit, che i trouano in terra.
Saper ancora, che all'huomo di queta profeione bio
gna eer molto auuertito per conto di mettere l'artiglie
ria in ul uo nauiglio, & accomodarla, & aperla comparti
re ne pi biognoi luoghi del nauiglio, & maime, come
ono la poppa, & proda.
Ma s'egli ander u le naui armate, appia che empre a
poppa uogliono eer de pezzi piu groi, & a proda, a meza
naue auanti, & per li fianchi cannoni da 20. & dico che ot
to alla prima coperta, & a dietro a meza naue metter due
perieri da cento, uno per parte, & di opra otto al caaro
cro da 12. Et per le balconate mochetti da braga, poi in u
la tolda metter falconetti da 3. ouero da 6. accompagnati
da qualche cannone da 20. poi in u'l baladore mettera piu
mochetti da braga che potr,
cone da 6. poi opra il caaro acconcier falconetti da tre,
e ne potr hauere, e non de mochetti, accompagnati alle
firade da uoi acri da 12. ouero falconetti da 6. ma me
glio ono due acri. Poi nella Gabbia grande, & piccio
la,
in u la picciola. Dopo in
perieri da cento, & due altri per li fianchi, & a proda opra
la camera nelle artie, acconcier due cannoni da 20. ouero
due meze colubrine. Et coi da acente compartir le ue
artiglierie, & empre cerchi di fornirene di piu
potr, e piu della groa, che della minuta, & maggiormente
delle colubrine per la ua paata, & ancora a proda per
gere il nemico, eguitandolo, & a poppa per difen deri dal
nemico fuggendo, a meza naue per combattere & per ico
tari, & battere fondo il nemico.
Sappia ancora che in vna naue groa, ouer Galeone ar
mato, potr capire queta ottocricta artiglieria accomo
dando Ia ne uoi luoghi, come qui di otto i dir.
Prima a proda i potran mettere due cannoni da 50. oue
ro due colubrine, poi otto tolda metter quattro cannoni
per parte, da 50. ouero da 40. & dietro a meza naue vna pe
riera per parte da 100. otto coperta cannoni tre da 20. per
parte, al timone, due cannoni, ouero colubrine da 50. Gi
in compagnia al timone, potrai mettere due
riparo, da adoperare le lanterne di caglia, per li fianchi po
tr mettere due cannoni da 50. in camera alle ortite, a pro
da i metter due cannoni da 20. Dopo in u la tolda, ei
falconetti da 6. cio tre per parte, con due acri da 12. per
parte; otto aI caaro mettai due cannoni per parte da 20.
to da braga, opra il caaro quattro, ouero cinque falconet
ti da tre per parte, con due acri alle firade, uno per canto
ne, di oprauia piu mochetti da braga che potr; & a poppa
pur ul caaro i metter mochetti da braga pi che potr.
Et quattro per poppe; pocia in ul baladore al primo ola
ro acconcier due falconi da 6. uno per parte, & ad ogni bal
concino un mochetto da braga, coi al econdo, & al terzo
olaro. In gabbia del trinchetto per proda due mochetti,
& u la gabbia del trin chetto per proda due mochetti da
braga, nella camera del patron per poppa, acconcier quat
tro mochetti da braga, ouero due falconetti da tre, & coi
facendo hauer ben guarnito la ua naue, ouero galeone,
& non ha da rincrecere la troppa artiglieria groa, o mi
nuta, mezana. Ancora tutti i pezzi uorrebbono eere
enza uida.
Dapoi che hauer eletto tutta quella artiglieria che fa
r biogno, faccia una buona decrittione delle palle, econ
do la orte de i pezzi, & pigline buona quantit, & d'auan
taggio, accioche non gli ne manchino, perche arebbe il
nauiglio impacciato. Et queto t alla buona dicretione
del Bombardiero, & alla ua ufficienza. Dop le palle au
uertica a macoli per li mochetti da braga, perche due ma
coli biognano per ciacun mochetto. De quali empre
tienene un carico mentre i combatte, & che l'altro i cari
ca per non laciare mai la naue enza peranza, & aiuto di
poteri difendere.
Fatto queto dicoro, il perito far la dicretione della
poluere, econdo le orti de i pezzi che hauer, facendo il Et poi far
una dicretione per ogni paa che facee
ria quanti barili di poluere ui anderebbono. Et coi dicor
rendo quanti barili di poluere gli biognaero per tutto il
uo uaello, procurer di hauerne empre dieci, & piu al uo
quelli che gli faranno di metieri per li pezzi delle artiglie
rie, a pota de quali non far conerua di meno poluere,
che ia a batanza da tirare 40. ouero 50. colpi per ciacu
no di quelli.
Sappia ancora che ad ogni pota biognale ue ritenute
per mettere ogni orte di pezzi groi, le quali vanno di go
mene groe, che tengono i pezzi che non i aretrino quan
do iano parati; & ancora biogna per ogni pezzo groo
vn capo di menallo, con due paranchi da due raggi per ag
giar dentro, & fuori li pezzi; & ancora a ricciarli quando
marizada, & che le oprauiene fortuna; & ancora far che
habbia qualche aile, & ruote, per cagione di ciacuna
orte di pezzi groi; & ancora non iparagni hauer delle
ae aai per mettere otto l'artiglieria, & per far conij; & an
cora far che habbia pironi di ferro per ogni orte di pezzi,
& chiauette di ferro per piu ripetti, & ancora delle lancie
per far li coppoli, & cazze, & empre d'auantaggio, perche
molte e ne rompono.
Fatto che hauer tutte le coe precedenti per conto del
l'artiglieria, far che habbia con eo lui vna caetta co uoi
ordini, & forma di rocchette, & aghi da acco, per cucire gli
cartozzi, & far altro. I uoi ordini aranno martelletti, ma
nerette, lime di piu orti, una incudinetta, rape, triuellette,
un bronzino da colla, tenaglie da punte, & da moro, qual
che buolo di ferro per cauar gli cartozzi, qualche lanzetta
di ferro per cauar le palle fuora de pezzi; anchora habbia
del lapis roo da egnare, un trappano, una pea alla groa,
& ottile, un bilanzone di rame per pear la poluere, un caz
zolo diferro da colar
to, & delle altre per ogni orte di pezzo, inino a dodici e
potr, & ancora hauer qualche patiero di corno, ouero di
ferro, per
ra far che habbia il uo accialino in ordine, & un corno, &
biogna vna eghetta, qualche carpello, con qualche gu
bia, che empre accade qualche coa per conto dell'arte; &
ancora biogna hauere vno quadro, con vn piombino, &
vno, ouer due compai di ferro, & de cerchielli, & delle mi
ure, di tutte le bocche che hauee u la naue, per cernire
le palle, per qualche uo Bombardiero che non fue molto
prattico. Vn mortaretto di bronzo, il pitello di ferro co
uoi buccati, & vn criueletto, e per cao gli biognae raf
finar poluere. Vno ferrale di corno per molti ripetti, &
qualche candela, perche vengono delle occaioni, che l'huo
mo non i pena. Vna forfice da arto, vna punta da maran
gone, qualche pezzo di banda, ouero di rame, lama di
ferro, che empre accade far ogni giorno qualche coa per
conto dell'arte. Et non ar coa biaimata di hauere vna cal
derola di rame, & vna cazza forata per refinare il alnitro.
Et anche vn calderolo grande di rame, di mezo ecchio per
mettere il alnitro a congelare.
Come ar in ordine di tutte le anteditte coe, & che ar
montato opra la naue, & cominciato il uiaggio, prima chia
mer i Bombardieri, & far tor la miura della bocca di
tutti i pezzi, & prima taglier tutti gli cartozzi, quel nu
mero dandone per ciacun pezzo che a lui parer, & gli da
r a uoi colari, & gli far cucire; fatto queto, tutte le rite
nute metter a uoi pezzi, & comincier i uoi paranchi a
pezzi, con ette, & conij bene da buon prattico; poi far gli
couoli, & inatar le cazze, & altri eruigij. Dapoi tor
r almeno due gomme vecchie da fare muelli, & sfilac
ci, & coi far fare a uoi Bombardieri muelli, & sfilacci
per mettere ne pezzi; dapoi far fare per ogni pezzo il uo
coccone in bocca, & ancora delle marizzate. Come aran
no fatti li cartozzi, a quelli de cannoni, egna co'l lapis tre
bocche, cio tre palle, & a quelli delle colubrine egna tre
e meza, & a i acri, falconi, & falconetti, egna palle quattro.
enza peare, che hauer il douere, & con ua commodit
empir gli cartocci peo; dapoi fatto ogni coa, ander
dal uo Capitano, ouero patrone domandargli licentia da
caricare l'artiglieria; & coi con diligenza i cargher tutta
la groa, & minuta, & eguir il uiaggio.
Detto il modo che i cotuma, & quello che biogna o
pra un galeone, ouero barza armata, & la quantit, & quali
t dell'artiglieria, che portano tai nauigli, & il gouerno del
bombardiero, qu di otto ho da trattare il modo & condi
tione dell'artiglieria, che porta vna galea groa di mercan
tia in viaggio, & prima.
ma veder l'artiglieria, che far biogno per la galea; & ap
pia, che proda i mette un cannone da 50. per fianchi due
colubrine, una per fianco u le arganelle, due falconetti da
tre per lato, uno inzoccado u le forcadi, & ul paretolo un
paauolante da 16. inforcade che ono in Coria, alla poza
uno curtaldo periero da 30. per banda, ouero due cannoni
da 20. uno per fianco, in zardino da poppe un falcone da 6.
dalla parte del fogone, in forcade, poi otto poppe un acro
da 12. nel uo letto, carnali due apidi da dodici, per alu
tare, & fare ancora fattioni biognando.
Et quando foe richieto con queti nauigli, & che anda
e in armata, tar a lui ad accommodar s dell'artiglieria;
ma appia che proda, uicino gli occhi tarebbe molto
bene una periera di bronzo almeno da 100. per sfondrare
nauigli del nemico, & far fracao di gente con le lanterne
che i adoperano in quelle piene di caglia, & per fianchi d
buona artiglieria groa, come meglio paree a lui, perch
il pi delle uoltei Capitani i riportano al coniglio de lo
ro bombardieri, i che gli biogna eer molto bene auuer
to per retar con honore appreo al uo padrone.
Sappia ancora, che in queti nauigli armati, nel uiaggi
tro, doue i parla di naui armate. Ancora habbi eco un ac
chetto di corame, che
perche in quei i alua la poluere, per
tro per lo nauiglio, & coi far ancora opra le naui armate;
perche qui otto tratter quello, che
Poi quando i ander con galee ottili, opra quelle aet
ter in prima a proda in corra un pezzo da 50. ouero una
colubrina, dapoi perilati del pezzo groo, o a proda,
moder
fianco a proda vn falconetto da 3. in forcade, vn per lato, ac
compagnandoli con qualche mochetto. al fogon, & al bar
carizzo due bombarde di ferro da riparo a poppa appreo
alli caletti due falconetti da 3. vno per lato, in forcade, ot
to poppa quattro archibugi da pota per ogni lato in u le
forcade di ferro, & coi per poppa
6. ma non tarebbe niente male il aperlo acconciare otto
al paggior in vna coria, che i potee
lea. In coria vn falconetto da 3 inforcade, che poa gi
rar attorno; opra quete galee non vanno altre orti d'arte
glieria, aluo che i pu eruire di qualche mochetto d'a
uantaggio.
Et anchora opra quete galee debbe colui che deidera
uar queta
per auanti, & oltra di queto in cambio di ritenute i f in
queti nauigli due tramazzi di gomene nella coria dietro
al pezzo groo, accio che non uada ribattere nell'arbore;
del reto i fornir, come tato detto di opra, parlando de
gli altri nauigli.
Ho detto ne' precedenti capi l'ordine, che i ha da tener
opra le naui armate, & galee groe, & galee ottili. Ma del
le naui de'mercanti non ho ancora fatto mentione, n
piu i uano
armati. Tuttauia accioche non paia, che io di quelle mi ia
cordato a trattare, qui di otto ho preo a ragionarne.
Et per dico, che hauendo io fatto noto tutti gli ordini,
che ha da tenere ogni pratico Bombardiero in mare, ho o
pra ogni altra coa, ancora per la alute, & honor uo, da in
egnarli queto.
Che quando ar per guarnire il uo nauiglio (ia di che
orte i uoglia) prima andando al magazeno per cieglierne
l'artiglierie, auuertica a pigliar pezzi aldi enza alcuna ma
gagna di dentro, n di fuori; & per uederla dentro, metta
opra un'ata una candeletta accea, & la cacci nel pezzo, &
uada guardando beniimo, & percuota per lo mezo dio
prauia, con un martello grande in diueri luoghi, & econ
do il uono chiaro, o rauco ch'ella render, coi appia go
uernari.
Quando ar per andare in uiaggio, doue gli parer, che
ia qualche poco di opetto, domandar licenza al patro
ne uo di preparari a far de'fuochi, come trombe, pignatte
picche, & imili coe, lequali al uo luogo s'inegnar a fare.
Per ander co'l trinchetto a terra a fari una tenda, (oue
ro ander in qualche caa uuota,) & co'uoi ordini far le
ue trombe, & tutto quello che uorra fare, perche tali fuo
chi non biognano eere fatti opra i nauigli per ripetto
di qualche incendio, & per incommodit di molte coe.
che fanno il alnitro, & il olfo, & il car
bone nella poluere.
IL Solfo, & il alnitro ono quelli che menano la
forza, & la gran fuga, & il carbone quello che
d caua di far quella vampa alta; i che vo
lendo fare poluere, fa biogno di apere tut
te quete coe.
di terra.
Raccolgai terra in luogo coperto, & che al guto morda
la lingua. & che gettandoi nel fuoco, mandi aIcune fauil
le; laqual terra non i vuol cauare otto terra piu di tre dita;
& buona ne luoghi doue i calpetra; & fatta ben minuta,
i metter in una tinella, ouero matello, che habbia un bu
co nel fondo, per loquale habbia a colar l'acqua, ma ia co
perto queto buco
terra, che ar meglio. Poi metta opra la terra coi minuta
calcata attorno al matello, ma non in mezo, & i metter
opra dell'acqua chiara
ra orba quella; poi aggiungeraene dell'altra, inino che
la terra con queto ordine ar
uanzi vn palmo, Poi
ha da tirar fuora la pina di otto al fondo, & laciarla colare
a gozza a gozza, in che
opra, facendola paare gi, come prima, poi i eruar da
e, & queta i chiama acqua di piede; pocia i far paare
dell'altra acqua, laqual i eruer da per e, gettando poi via
quella terra, & mettendone dell'altra, & farai paare la pri
ma, & econda acqua, come s' fatto di opra, facendola pa
are tante volte che ella incenda la lingua, & fin che meoui
dentro vn'ouo, ella il otegna, perche queta la ua vera Piglii poi quet'acqua fortiima, & mettai in vna
caldaia bollire, & quando leuar il boglio, cala il fuoco, &
leuale la piuma, & eruaralla; poi i torner far bollire in
fretta, & econdo che l'acqua v calando, ne metterai dell'
altra, & la tenerai pumata, & eruaralla ino che mandi piu
ma berrettina molto pea, cio dura. Vito queto, torrai
delle goccie della detta acqua con la cazza, con la quale i
piuma, & farai la goccia opra vn ferro, perche s' ella i con
gela, l'acqua cotta, ma non i congelando, farai bollire
ino ch'ella fa quel egno; poi i leuer dal fuoco, eruando
la da vna banda, & quet'acqua s'addimanda la maetra.
Piglii della prima acqua, facendola bollire come ha
uerai fatto con l'altra di opra, empre piumando, inino
che faccia la piuma berrettina, laquale s'andarebbe attac
cando al vao; & anco metta dentro l'altra berrettina, che
ha fatta dinanzi, & facciai bollire inieme, in che fa quel
egno del congelari, ma non troppo tenero; perche non
arebbe cotto oicienza; n molto duro, che arebbe
aro; & s' ella foe troppo dura, pongaui alquanto di ac
qua freca, che torner buona, facendole leuare il boglio,
& laciala chiarire in quel vao, ouero trauaato per incli
natione non coli la feccia, & quello il ale, che fa il al
nitro; poi conuiene laciarla congelare in luoco humido,
errato, ocuro, che diuerr buono alnitro, acconcian
do quel uao in maniera, che l'acqua e n'eca fuora, la
quale non ar congelata, & lo laciarai colare per due,
ouer tre giorni; poi caua fuora il alnitro, & quell' acqua
che rimarr, i domanda acqua maetra; & queta i alua,
perche ogni hora che facee biogno, e ne poa aggiun
gere, come s' detto di opra, doue fu inegnato a far
la: & coi ogni volta che i hauer cotto il alnitro, re
ta la maetra; & queto l'ordine del fare il alnitro di
terreno.
di fior di muro, cioe quello che nace
opra i muri.
Prima raccoglierai il alnitro, coppandolo giu del mu
ro, & come ne hauerai quella quantit che ti pare, torrai del
la calcina viua la quarta parte del alnitro, la qual i far ben
bollire con acqua, poi leuala dal fuoco, & laciala chiarire,
colandola poi in vn'altro uao. E queta i chiama acqua di
calcina, ouero licia; poi metti il alnitro in un matello, &
gettali opra quet'acqua, ouero licia, & mecola molto be
ne fin tanto che il alnitro ia disfatto con l'acqua. Poi co
larai quet'acqua per la pinetta del matello, come di opra
fu fatto, & quando l'hauerai colata, la farai bollire inino
ch'ella i congeli, come s' detto di opra,
ro, perche arebbe aro, n ancora troppo molle, che non a
rebbe cotto a batanza; & e foe troppo cotto, aggiungai
un poco d'acqua freca, che ritorner; poi leuarai dal fuoco,
& farai come dell'altro, tenendolo piumato con la cazza, &
a queto modo farai il alnitro nella
& pu tare enza piu refinarlo, aluo che
uere, biogna raffinarlo un'altra uolta, & uenir a callare al
quanto, ma non molto come fa l'altro, & queto mol
to buono.
Salnitro a guazzo.
Pigliane quella quantit che ti ar in piacere, & met
tilo in una caldara ben netta, & mettiui
uiua ben riorata, & mettiui poi tanta acqua chiara, ouer li
cia, che ar migliore, che oprauanzi quattro dita, & coi
faccia bollire in fretta, tenendo piumato fin che
ma; & ceando di far piuma, i leuar dal fuoco; & lacie-
vn poco pendente, & e per cao non-i volee chiarire, i ri
torner al fuoco, & e li metter dentro della cenere, & fare
ancora bollire, ma non troppo, leualo poi dal fuoco, & met
ti la caldaia come prima, cio vn poco pendente, sbroffera
i poi con acqua freca, perche quella lo aiuter a chiarire.
Et come ar chiarito, i metter in vn'altro vao,
lo
da eco, & quello ar il ale, & l'altra che vien dietro, la fec
cia che era nel alnitro. Poi lacialo congelare per due gior
ni, o pi, econdo la quantit che ar; & poi i cauer fuora,
& i far in cannelle, & mettilo a ciugare al Sole, o al fuoco,
come qui dietro i dir.
Dapoi che hauerai votato il alnitro fuora di quel vael
lo, nel quale ar congelato, i piglier quell'acqua, che re
ter, facendola bollire in fretta, piumando, s'ella far piu
ma, come fu fatto dell'altro, laciandola tanto bollire, che
cacciando dentro vn legnetto, & mettendone con quello
vna goccia opra ferro, pietra, altra imil coa, ella i uen
ga a congelare; il qual egno da te ueduto, lo leuerai dal fuo
co, & procederai come per
& e facee dioprauia una pelleina, quella ia leuata uia
una cazzola, & coi
queto econdo non tanto buono, come il primo. Et uo
lendo ridurlo a quella finezza farai precio di queto, co
me di quello fu fatto; ma auertirai, che
acqua di quello che i detto; che il alnitro i arderebbe
nato, il qual ar fetto per far poluere buona; ma i far
aciugare; acci poa paare per lo tamio, ouero edaccio.
Prendai il alnitro raffinato a guazzo, & mettai in vna
caldaia, a fuoco di carbone, & il detto alnitro dar un ac
qua, & comincier a fiorire, & disfari, ma i meedar, ac
cioche tutto enta il fuoco, il qual diuerr in guia di pigno
laciandolo al fuoco troppo, tutto andarebbe in bagno, &
perderebbe la poanza, perche i arde, & fa gomma, la on
de non arebbe in quella perfettione che era prima.
il alnitro a ecco.
Piglia vn vao di ferro come arebbe vna celata ben net
ta, ouero di rame, mettendola al fuoco col alnitro dentro,
ben coperto, che non repiri, & farallo disfare. Disfatto che
ar il alnitro, metteli dentro vna bragia bene accea enza
fiamma, perche queta conumar tutto il gralo, ouero ale
del alnitro; ma perche a metterui queta bragia perde al
quanto di forza, meglio arebbe a laciarlo raffreddare, che
venir tutto a riduri in un pezzo. Et a queto modo ar
raffinato il alnitro.
cio d'artiglieria.
Piglii parti quattro di alnitro, vna di olfo fino, & una
di carbon dolce, cio di alice, di nocciuola, ouero di qual
che altro legno dolce: il olfo uuole eer caro un'oncia
per libra, piu dell'altre coe; poi iano pete quete coe, cia
cuna per e tamiandole, ouer
inieme, & acci che ia migliore, i debbe sbroffare
to bianco fortiimo, humettandola per poterla ancor me
glio petare. Et queta poluere non i peta tanto come l'al
tre, perche ella arebbe troppo gagliarda, dando alle arti
glierie il uo douere, mettendole a pericolo di far creppar i
pezzi; ma ella i peta
ficienza (ilche i conocer coi, che prendendone un poco
fuori del mortaio, i
nuto, & che
& che non uorr paare per lo criuello, i tornera a petare,
e coi farai inino ch'ella ar paata giu tutta per lo criuel
lo, & coi
artiglierie, & coi i poner ad aciugare; erbandola poi be
niimo ne barili ben errata. Et e per cao foti addimanda
to all'improuita con che ragione i fa queta udetta polue
re d'artiglieria,
& ao, & ao che ono quatro parti di alnitro, & vna di ol
fo, & vna di carboni, calando tuttauia oncia vna per libra al
folo. E coi dir di quella de gli archibugi di cinque, & a
o, & ao; & di quella di chioppo di 6, & ao, & ao, a tutte
calando il olfo vn'oncia per libra, come s' detto.
d'archibugio.
Queta poluere i fa di cinque, & ao, & ao, come s'
detto di opra. Pigliani adunque parti cinque di alnitro,
vna'di carbone di legno di nocciuola, ouero di rami gioua
ni di alice, & parte vna di olfo, calando per vn'oncia per
libra ad eo olfo. E petii ogni coa ottilmente, vna dal
l'altra edazzandole due, ouer tre volte; poi incorpora ogni
coa inieme, & tornarai a petar beniimo, & a edazzare,
humettandola con aceto forte; & volendo vedere quando
ar aai peta, pigliane vn pezzo fuor di quel mortaio, e ta
glialo con vn col
non i veda il alnitro, n il olfo, all'hora ar peta il uo do
uere, poi ia granellata con vn criuelletto, laciandola aciu
gare, e coi calda i gouerner ne barili.
da chioppo.
Queta poluere i fa di ei, & ao, & ao, & ancora di et
te, che ar migliore, cio parti ei, ouero ette di alnitro,
ma per il carbone vorrebbe eere di rami di nocciuole,
che non paino vn'anno. Poi i peta ogni coa eparata
l'vna dall'altra ottilmente, & i tamiano almanco tre vol
te per lo tamio ottile, & di volta in volta, quelle che non
vorranno paare, i ripetano; &
te per lo tamio, i accompagnar ogni coa inieme, & i fa
r paare giu per detto tamio; poi i torner nel mortaro, il
qual vuol eer di bronzo per farla buona, & preto; & que
te coe i torneranno a petare, & i humettar con l'aceto
fortiimo, ouero con l'acqua di alnitro. Et per vedere s'el
la ar peta a officienza, i far come i fatto con quella
d'archibugio, & come ar peta, hauerai vn criuelletto mi
i l'uno
ander la poluere minuta, & quella con un'altro tamio piu
ninuto ia tamiata, & queto ar il poluerino. la poluere
minuta che ar paata per lo primo tamio, & che non ha
uer potuto paare il econdo piu ottile; i torner a peta
re inieme con quella che non paata giu del criuelletto,
& tornerai a farla paare come prima, ino che ella ar
paata tutta, poi ia granellata, e mea ad aciugare, & coi
calda ponila ne barili.
guasta per vecchiezza, n ancora i
diminuice.
PRENDASI quella quantit di poluere che i vuole,
& petii bene, & bagnii con acqua vita, mecolando la be
niimo, & facendol in palle come i vuole, eccandole al
Sole, ouero in luoco caldo, poi i metta in vai che iano
per la vecchiezza, ouero per humidit,
oper altro difetto.
Piglii quella quantit di poluere guata, & mettai a ciu
gare, & quando ar aciutta, pigliane
mettila in vn acchetto di tela, ouero caneuazzo, ligandolo
ben tretto. Poi piglia una caldara netta, & mettiui dentro
queto acchetto con
detto acchetto tia ben coperto, & d'auantaggio, & lo farai
tanto bollire, che
ro pietra, i Leua poi dal fuoco la caldara, & caua fuo
ra il acchetto, & lacialo ben gocciare opra, & quando ar
chiarito, uera pian piano quell'acqua in un'altro vao, tal
che il alnitro uerr a congelari, & coi i proceder inino
che i conocer, che l'acqua motri il egno del alnitro.
a poluere d'archibugio.
Se ne pigli quella quantit che i vuole, & i petar beni
imo in vn mortaro, & per meglio petarla i humetter
acqua di alnitro, ouero con aceto fortiimo, con acqua
freca; & petata che i hauer; i tamier. Poi per ogni li
bra di poluere, e gli mecolar un'oncia di alnitro raffina
to aciutto, ben peto, & tamiato ottilmente, & tornerai a
pitare, & humettare, come i detto; ma non molto, acci
che entri il alnitro; & tanto i petar, che tagliandola co'l
coltello, non i dicerna il alnitro, n il olfo, ma che ella ia
nera come velluto. Poi i tamier, & granir nel modo che
i detto per inanzi. Poi i laci aciugare, & cauii il polue
rino. Et in queta ar tanto alnitro, come in quella da
chioppo; per non ar coi forte, per eere il carbone, &
olfo grosi, ma ar buona.
per prattica, cio a vederla, & a toccarla
per ragione.
La ragion vuole, che a uederla, quella che ar piu beret
tina, ia migliore. Et a toccarla con le mani, quella che ar
piu apra, ia la migliore. Ma a conocerla per ragione fa
rai un mucchietto di pi orti di poluere, mettendo cia
cun per e, & e li dar il fuoco; & quella che ar piu preta
da ardere, & che laci manco bruttezza, quella per ragione
ar migliore.
A conocere quella da chioppo, e ar fina, prendaene
alquanto, & pongai opra la carta, & datole il fuoco, ella u
bito ardendo lacier netta la carta, quella ar perfettii
ma. Et ancora mettendone in u la palma della mano, &
darli poi il fuoco, ubito piri enza cottare, ar buona; &
coi vuole eere quella d'archibugio.
di fuochi artificiati, appartinenti ad ogni Bom
bardiero, & ad altre perone
di qualit.
PERCHE il ragionamento, ch'io intendo di
fare intorno ad ei fuochi artitciati, preuppon
go eer tale, che inegnar debba ai mezzana
mente introdotti in queta profeione, non
pender tempo in inegnare, come queti habbiano ad ua
re; tra che mi pare, che da e i motri il modo di offendere
il uo nemico. Et per prima voglio dire il modo di fare gli
toppini, ouero paueri, che i adoperano per accendere il
fuoco nelle ottocritte coe, ch'io intendo di criuere, cio
pignatte, trombe, palle, dardi, rocchette, & altri fuochi a ter
mine ordinati.
Per fare adunque i udetti toppini, i deue pigliar una
gnatta di terra; & in quella i metta dell'aceto forte, oue
dell'acqua di uita, ilche ar migliore, mecolandoui dent
della poluere groa ben peta; habbiani poi apparecchia
gli toppini di bambagio, ouer cotone filato
queto filo s'addoppia tante uolte, quanto i uogliono far
groi detti toppini, & torcendogli poi alquanto, i pongo
no nella detta pignata a bollire, fin tanto che queta com
poitione i faccia pea, & pigli un poco di corpo; perche
all'hora biogna leuar fuora gli toppini della pignatta epa
ratamente ad uno ad uno, ma per ben caricati di quella mi
tura, & ditendendoli tutti opra una tauola, ouero a caual
lone di una pertica, i che uno non tocchi l'altro. i mettano
pocia ad aciugare beniimo al Sole, che aranno buoni da
fare molti effetti, come leggendo intenderai.
piena di fuoco artificiato.
Piglii alnitro oncie cinque, poluere groa oncie quat
tro, ragia oncie due, olfo oncie due, & ogni coa groamen
te petata, mecola inieme, & impata con olio di lino; poi
nella pignatta i metta la detta mitura, calcandola dentro
fin che detta pignatta ia piena, laciandola coi tare per un
giorno, poi per la bocca fino nel fondo di detta pignatta, bi
ogna fare un buco con triuella, ouero altro ferro, & nel dit
to buco i metter una canna aperta da tutti due i capi, o
pur di canna tea, ouero di legno ottile, della groezza
del buco, laquale trettamente ui entri, & queta canna ia
meza piena di poluere groa, & l'altra meza parte di det
ta mitura; poi i copra la pignatta con tela, ligandogliela
intorno, come nel diegno i uede. Ma habbiai a mente,
che quando queta i uorr, o gettare, o caricare, bio-
m
i ueder
otto i motra.
le Trombe.
Volendo fare una tromba, i piglia un legno groo,
quanto arebbe la parte ottile d'vna gamba di huomo
commune, lungo da quindici in venti oncie, & in queto
legno i far un buco per lungo il legno; il qual buco de
ue eere lungo i tre quarti della lungezza di eo legno,
& largo tanto, che dentro entrar potee vn'ouo com
mune di gallina, & dall'altro capo di eo legno i fa
r un'altro buco picciolo, tanto che vi poa entrare una
hata lunga intorno a un pao, coi per l'entrar dentro, co
me per tenere in mano nel caricarla, guardando per di
non fare eo buco tanto lungo, che uenga ad arriuare al
l'altra parte del foro fatto, per metterui la compoitio.
ne del fuoco; percioche tra l'vno, & l'altro buco, ui uor
rebbe eere di pacio almen quattro dita. Fatto queto, pi-
tre, ouer quattro luoghi per pi i curezza, accioche
pi per la forza del fuoco, come nel diegno i uedr. Gli
uero, che in queta tromba i potrebbe
rauia de gli chioppetti lunghi un palmo di mano, che tira
ero palle di
na; in queto modo, piglii queti chioppetti, iquali uoglio
no hauere un poco di coda, che i uada
meglio legare opra la detta tromba, accioche non altino
indietro quando i caricheranno, i quali chioppetti i ac
commoderanno pur di fuorauia, uno da un capo, & un'al
tro dall'altro capo, & uno nel mezo, & coi de gli altri, econ
do che i uorr; guardando per di non metterli a filo uno
dietro l'altro, come nel diegno i uede. Et tanti chioppet
ti, come i uorr mettere, tanti buchi i faranno nella detta
tromba, con un triuellino, & ei chioppetti i accommode
ranno co'l lor buco picciolo, ilquale biogno, che erua
per fogone, all'incontro di ei buchi fatti nella tromba, li
gandoli beniimo con filo di ferro, ouero facendo fare a
ciacuno chioppetto un cerchietto di ferro, per legarli me
glio opra la tromba. Et detta tromba, & chioppetti giace
ranno nel modo, che nel diegno i uede. Et quando a
r caricata, & che e le dar il fuoco, ardendo la mitura del
la tromba, dar medeimamente il fuoco a quelli chioppet
ti, & i caricheranno.
nel caricarla.
E' biogno pigliar poluere groa libra vna, alnitro
maccato a modo che ono le granella di peuere, intorno a
che il ottile che paer di otto, i metter da canto, per far
mitura lenta,
ezza, & inieme con alquante granelle di ale della medei
ma groezza, auuertendo, che biogna che ia queta mi
tura alquanto humida, mecolandoui alquanto di fele di
bue. Et per fare che la tromba mandi il fuoco hora lenta
mente, & hora furio
la mitura lenta, come qu otto i motrer.
per le trombe.
Si piglia poluere groa libre dieci, alnitro libre ei, olfo
libre quattro, ma per che il olfo, & il alnitro ian peti di
groo, ouero tropicciati con le mani, d'altra coa, accio
che tale i faccia, &
poi arne un poco di proua,
il fuoco opra vn pezzo di tauola,
minuendo di poluere,
al tuo deiderio, Et quando i uorr caricare
la tromba, neceario hauere un modolo di legno, che ua
da giutamente in quella, & una mazzola, per calcare di uol
ta in uolta la detta mitura nella tromba; & caricherai pri
ma la
ta nella tromba; poi piglierai dell'altra mitura piu lenta, la
quale non vuol rileuar di uolume,
tromba, pi d'un dito, & dietro a queta mitura lenta e ne
metter di quella furioa, tanto che
la
e ne metter di quella lenta, coi caricandola uicendeuol
mente hora d'una orte, hora dell'altra, eruando per il
udetto ordine di poruene
la lenta. Ancora e i uolee fare, che la detta tromba
fendere, piglierai del la rapatura groa di piombo, meco
lando la con vetro peto
rer in vna carta, facen dola modo di una palla, enza altro
ligamento, i che poa entrare giutamente nella detta
ba, & quando i uorr tirare imil palle con le trombe, met
terai inanzi della palla in detta tromba, un poco di polue
re fina, quanto arebbe vn'oncia & meza, mettendole poi
dietro la palla di carta, con quella rapatura, & uetro, i che
vada ben errata nella tromba, detramente accotando e
a palla appreo alla poluere, enza calcarla. Et per mezo
della detta palla i far paare vno toppino di poluere, di
quelli,
fuochi artificiati, il qual toppino habbia a paare per me
zo della palla da vna parte all'altra, per mettere il fuoco
nella poluere fina, che ar pota inanzi alla palla, & a que
to modo ar caricata la detta tromba.
ta tromba.
Si habbia poluere groa libre quattro, pece Greca, oue
ro pece Spagnuola libra una, canfora oncie ei, uetro peto
oncie quattro, vernice in grani oncie tre, uernice in polue
re oncie tre, ragia magra oncie due, alnitro oncie ei, olfo
oncie due, argento olimato oncia una, tutte le quali coe
eparatamente i petino, poi con alquanto di acqua di uita
Il modo poi di caricare la tromba di queta tal mitura, i
acqua di uita, & appreo un poco di
della detta mitura, & coi di mano in mano,
ar piena la tromba. Poi ui i far nella bocca vna coperta
di carta legata con pago, & nel mezo di queta coperta, i fa
r vn buco picciolo, metterui vno toppino fatto nel mo
do, che i inegnato a fare nel principio di queti fuochi ar
tiiciati. Et detto toppino i accender, & con quello i da
r il fuoco alla mitura, quando far biogno, acconciandoli
vn poco di corda, per dargli meglio il fuoco.
di tromba.
Fai ancora vn'altra orte di mitura, in queto modo,
pigliando alnitro, folo, olio di lino, olio di pinolio, ra
gia colata, largato, pece Spagnuola, ragia ecca, parti vgua
li, & petando quelle che petar i debbono, ogni coa inie
me mecolando, ar fatta.
mitura, che quando aranno accee, non i po
tranno aminorzare e non con ori
na, & cenere.
Piglii vn'oncia per ciacuna delle ottocritte coe,
cio olfo, orpimento, pece colofonia, pece nuoua, verni
ce in grani, trementina, grao humano, matice, pece greca,
gono, &
per buona pezza bollita in vao di vetro, ar materia da far
palle con bambagia, ouero toppa, le quali i potranno fare
groe, & picciole, econdo che i uorr. Et lequali toto che
aranno accee, non i potranno ammorzare, e non con ori
na, cenere, ouero aceto. Con auio per, che quete palle a
rebbono ancor buone da mettere nelle oprapote
bagnandole con acqua.
Qui biogna calcina viua, olfo viuo, olio di lino, ouero
in uo luogo olio di oliua, & i mecola ogni coa inieme
facendone palle, le quali con l'apettare il tempo di piog
gia, o con darle manualmente l'acqua, econdo il biogno,
e'l potere, hauerai da quella fuoco certiimo.
artificiato, per tirare con l'artiglieria, & con le
mani, le quali tirate, oue i voglia,
s'attaccheranno.
Prima i far fare tre ferri ben acuti da tutti due i cap
lunghi quanto ar larga la bocca di quel pezzo, che ha da
tirare la palla; due de quali ferri s'incrocieranno giutamen
te nel mezzo, ligandoli con filo di ferro, tanto che ei ferri
tiano fermi; piglii poi il terzo ferro, & nel mezo di eo
fa che intraueri con gli altri due poti in croce, talmente
che ad ogni vero tirando, s'inficchino. Et queto modo
conci i legaranno nel mezo con filo di ferro; poi i hab
bia vna corda lunga di toppa, groa vn dito di mano, &
con vn capo di ea i taccher nel mezo di quella incrocia
tura, & e glie la inuolter intorno tanto che rileui alla gro
ezza d'vn naranzo. Poi i comincier a tirare ea corda da
vn ferro all'atro, con teere, & formare con quella alcun
concauit a modo di nidi di vccelli, le quali concauit s'em
piranno della ottocritta mitura, la quale i fa in quet
modo: Piglia alnitro libra vna, olfo ammaccato che ret
groo a modo di peuere oncie otto; poluere groa onci
quattro, mecola, & ar fatta; dellaqual compoitione s'er
piranno gli patij, cio concauit opradette, talmente ch
quando ei aranno pieni della detta mitura; tutto il co
mitura i volger trettamente il reto della corda che ar
auanzata nel fare quelle concauit. Et opra a queto d'in
torno a quelli trettamente i inuolgeranno due mani di
pago, nella maniera che i fanno i gomitoli di filo, & ref
fe, facendole venir ben dure. Fatto queto, piglii della
toppa, & bambagia bagnata nella ottocritta mitu
ra, la qual i far in queto modo. Piglia olfo, & orpimen
to parte una, pece colofonia parte due, pece nauale par
te una, trementina parte una, tao parte vna, inceno par
te meza, oglio di lino parte meza, oglio di pietra un terzo,
vitriolo peto parte vna, & tutte quete coe mecola inie
me. Dopo mettile alquanto a bollire in un uao di rame,
poi piglia la toppa, & bambagia, poco, & aai bagnan
dola in detta mitura, econdo che ti paree eer furioa,
& lenta nell' ardere al tuo biogno; & queta toppa, & bam
bagia coi bagnata, i auuolger attorno alla detta palla;
poi s'impegolar beniimo, auuertendo, che le punte uo
gliono auanzar fuor della palla almeno due dita, come qui
otto nel diegno i uede, & nel mezo della palla i far un
buco, che pai da una parte all'altra per metterui dentro
uno toppino, per accenderla quando far biogno.
artificiato.
arder anno nell'acqua.
Vi biogna prima olfo libre due, & farai liquefare in
vna pignatta al fuoco; i che eo olfo reti chiaro, &
ar ancora caldo, vi i metter dentro vna libra di alnitro,
& meza di poluere,
leuata dal fuoco, metterai
a, la qual mitura in vn mortaio i petar,
ta Poi cauarai la detta mitura fuor
di quel mortaio, & ne farai palle, coprendole con caneuaz
zo, & ligandole d'intorno beniimo con pago ottile; im
pegolando la coperta, & quando i vorr tirare, ui i far vn
buco per dare a quelle il fuoco. Et coi ar fatta.
di notte fuora d'vna fortezza, per vedere i nemi
ci, che fuero venuti otto quella a fare.
qualche danno.
Habbia libre quattro di trementina, libra vna di alni
tro, libre quattro di carbone dolce, & peta ogni coa inie
me, & di nuouo impata con toppa di lino, poi ne fa palle
quante ti pare, le quali attaccandoui il fuoco, & tirandol
fuora delle mura, arderanno, & faranno tanto plendore,
che i potr vedere come s' detto.
delle udette palle, che faranno
plendore.
Piglia oncie due di alnitro, una di olfo, due di can
fora, & un poco di grao humano, & mecola ogni coa in
fieme in una caldaia al fuoco; tenendo bagnata la detta mi-
apparecchiate palle groe a voglia tua, & quante i vuole, o
di legno, o di pietra, o di ferro, & in queta mitura s'inuolti
no alcune volte, poi i facciano eccare, & di nouo riuoltale
in detta mitura, & poi ancora voltate, & eccate a tuo vole
re, & quando far biogno i accenderanno, & gettarai
le mani, o con artiglieria, come ti parer eer biogno. Con
ricordarti, che quando quete tali palle ono aciutte, i ba
gnano ancora di acqua uita.
Bel modo ancora arebbe queto altro di far palle arden
ti, cio pigliando vna palla di rame, o banda bianca, o banda
di ferro, la qual foe di dentro vuota, & intorno intorno, far
le quattro, ei, &
na della medeima opradetta mitura, adoperando quete
tai palle, come delle altre uddette. Auuertendo che in cao
che i tee per battere una fortezza con l'artiglieria, & che
i difenori haueero poto acchi di bambagia, lana, & altre
coe tali, come i uol fare attorno alle mura, accioche l'arti
glieria non facee tanto danno; con le udette palle accee,
i potr metterui il fuoco dentro,
poitione
viuo, ogni coa mecolata inieme con le altre opradette.
arderanno nell' acqua, & i potranno tirare con l'artiglie
ria, & con le mani; & lequali non i potranno
ammorzare e non gettandole in fuo
co, ouero in cenere.
Pigliai tela di caneuaccia, & facciai una acchetta a mo
do di una bora tonda, laqual i empica di poluere groa.
Et mea la poluere i ligher beniimo nella maniera, che
qua di otto i uede, facendole poi due, o tre buchi, piu, o
meno, econdo che i uorr, & queto i far
bora i inuolter pi, & pi volte nella ottocrita mitura,
facendole alcune veti, ouero coperte, nel modo che i fat
to nella opradetta palla, & quando la detta mitura, che co
prir queta bora, ar aciutta, i caueranno quei legnetti
fuora di quei buchi, i quali i mettono per far che la mitura
che i d opra ad ea bora non chiudee, quei buchi, poi
i empiono di poluere fina, per poter dare il fuoco alla det
ta palla quando i vorr tirare, la qual mitura queta. Pi
gliani parti cinque di poluere groa; parti tre di alnitro
raffinato; parti una di olfo; & una e meza di ragia di pi
no; meza di canfora; & meza di trementina; & meza di ui
triolo, non troppo ottilmente pitato; & meza di al com
mune; parte meza d'oglio di ao, & d'oglio di lino, parte
vna di acqua vita, mecolando beniimo tutte, le quali in
ieme pote, & mecolate ono per compita mitura di
queto biogno.
da ardere in qualunque luogo doue i tireranno, & i
potranno tirare con artiglieria, con ba
letra, & con le mani.
Prima i far fare vn dardo di ferro lungo un braccio, e
mezo, piu, & manco, econdo, che i vorr, con le ale ch
no fuora della groezza, cio cartare fuora del medeimo
modo che ha il palo di ferro. Oltre di queto, di dietro, oue
ro dinanzi alle ale del dardo, & appreo la detta groezza,
i far un buco che pai per trauero dell'hata, per lo ripet
to che qui otto i dir, & come i uede.
Poi i far fare un cannone di ferro, lungo intorno a un
palmo, & largo quanto ar biogno,
nella bocca del pezzo c'hauer da tirare quel dardo, & in
queto cannone i caccier dentro il udetto dardo; accom
modando eo cannone, o
do, & queto can none s'impir di mitura, & per far che
altae fuora del dardo, quando i t
nel mezo, cio per trauero d'eo cannone, che
con quello che i fatto nell'hata del dardo, & caccierai
un chiodo che pai dall' una parte all' altra, percioche coi i
fermar eo cannone che non i mouer dal uo luoco. An
cora in eo cannone i potr accomodare gli chioppet
ti, facendogli de' buchi intorno, & cacciandogli dentro ei
chioppetti, facendogli uoltar con la culata all hata del dar
do, & farli auanzare alquanto fuora de' buchi fatti nel
ne, nel modo che nel diegno i uede, iquali chioppetti fa
ranno grandiimo effetto, cio
to l doue ar tato tratto, & che la compoitione del can
none doue
ei chioppetti i
ui aranno intorno,
to d'alto a bao, come arebbe in u le Galee. Fatto queto
to fatto a modo d'una conocchia, ouero rocca da filare, co
me qui otto nel diegno i uede; & queto acchetto s'em
pir di quella mitura che i fece mettere in quelle conca
uit di palle, che i detto per auanti con quelle
ro, & ea mitura vorrebbe eer ben calcata nel detto ac
chetto, il qual vuol eer
Et per far che queto acchetto non i moua dal uo luogo,
cio nel tirar il dardo; caccierai un chiodo per trauero di
eo acchetto, che pai quel buco che ar fatto nell'ha
ta del dardo, come i fece nel
hauer l'opera del fuoco, cio il
do i uorr
nella compoitione del cannone, & per far che eo fuoco
i vada ad
opra l'hata del dardo, cio fra'l cannone, & il acchetto del
le couerte di canape, concie nel modo che ci acconciano i
toppini; delle quali couette i coprir tutta l'hata del dar
do, legandouele opra beniimo con pago ottile, auuer
tendo di fare che ee couette tiano con le cime uero il
none, & a queto modo quando ar acceo il fuoco nel
none
teranno nel acchetto, che i trouer acconcio appreo al
la mazzocca il fuoco, come qui in diegno i uede.
Ancora in luogo di quete couette, ui i potr mettere de
gli toppini. Et perche queti dardi coi nel maneggiarli, co
me per lo piouere i guatarebbono, neceario far opra
niimo con pago, & darli opra una coperta di colla di car
nuccio ben cotta, fatta con farina; & quando ar eccata
queta colla, e gli far opra una rete di fil di ferro ben ri
cotto, che le uada opra ben tretta, nella maniera che qua
in diegno i uede,
Et quando i uorranno tirare queti dardi i far un bu
co nella coda del cannone, oue i caccier uno toppino di
poluere; & al pezzo che'l tirar non i metter tanta polue
re, quanto eo porta, n ancora e gli metter coccone, n
topaccio.
che quando aranno in aere, manderanno fuori fiamme
di fuoco, le quali poi nel dicendere parer anno telle, che
cachino dal cielo, nella qual maniera i compongono an
cora chioppetti da carta.
Per far adunque quete rocchette, i deue hauere la ua
forma di legno, opra di cui i formano i
doppia quattro, o cinque volte, & da un capo del cannone
i legher ben tretto
colinoi & eo cannone i far lungo
te a capire le coe che i uorranno mettere dentro, & dio
pra ad ea rocchetta Et
da far fiamme, chioppetti, biogna metterui dentrodella
poluere fina, accioche ea habbia a dar fuoco a gli toppini
che aranno nelle fiamme, & chioppetti.
per far che le rocchette mandino
le fiamme.
Piglii libra una di alnitro raffinato, olfo citrino oncie
otto, poluere groa oncie quattro, il olfo, & il alnitro uor
rebbono eer peti groamente quanto granelli di polue
re groa, & i mecolano tutte quete coe inieme con la
mano, poi i hauer toppa di canape, & farai
code lunghe palmi tre, o piu, & appreo al capo piu groo
della coda i legher, & ui s'accommodar a modo di un ni
do di uccelli, & e gli metter dentro quanto aria vn'oncia
della udetta mitura, poi e le auolger intorno il reto del
la coda, i che i uenga a tringere la mitura a modo di una
palla. Fatto queto e le incrocier intorno dello pago, per
lungo, & per trauero, tringendo forte, i che ella diuenga
dura; & per mezo di queta palla i far paare uno toppi
no di poluere, per poterle dare il fuoco, & a queto modo i
fa mandare le fiamme alle rocchette.
artificiato a termine.
Pigliai orpimento libra una, parte pegola, parte cera
parte alnitro, parti quattro carbone dolce, & facendo di
fare ogni coa inieme
to habbia
che i uuole: ma per appiai la ua lunghezza, ilquale top
pino i bagner in queta mitura, & farai poi afciugare, &
prouare quanto Et ponia
mo che eo durato fue la quarta parte d'una hora,
be hauer termine un'hora, inanzi che'l fuoco uenie a fare
il uo effetto, e ne far uno toppino, che ia lungo quattro
volte tanto, quanto ar tato quello, che hauer durato la
quarta parte di una hora; & e i uorr termine due hore, i
far lo toppino otto uolte tanto. Per eempio poniamo,
che braccia vinticinque del detto toppino ia durato una
hora, quante braccia vi
il conto, i trouer che hore quattro ne uorranno braccia
cento. Et a queto modo i gouerner, & farai che'l detto
toppino habbia a terminare, & metter capo in un olferi
no, con buona poluere, ouero con una palla artificiata; per
che a queto modo i
eo toppino uorrebe eer opra una bacchetta, di modo,
che arda a poco a poco, & guardari che il fuoco non i
da in molti luochi, cio non ia intorchiato tanto tretto o
pra la bacchetta, che
rimanerebbe ingannato l'artefice di quello. Et con queto
fuoco i potrebbe ardere una naue, intendendolo bene.
Piglii del gloriatto libra una, oglio di roo di ouo
libra una, oglio di olfo libra una. calcina uiua ottile bene
poluerizata libre dieciotto; d'ogni coa i far pata, & di
queto i metter doue i uuole che arda. Et alla prima piog
gia che cader dal cielo, il fuoco i accender, & arder o
gni coa.
ARTEFICIATI BELLISSIMI.
Farai fare la tromba di
to di onizzo, di quarto di alice, di quarto di oliuo, o di quar
to di bedolo; quali on tutti legni dolci, & odi: perche facen
dola di altro che non foe coi andarrebe a pericolo
pendoi
zar
ba farai fare al torno di lunghezza di due piedi e mezo in
circa, & per diametro oncie 5. & il buco ia di larghezza
oncie 2. & detto bucho non uuole intrar dentro e non due
terzi della lunghezza della
le eere anco buato, ma detto buco non biogna piu largo
di una onza e meza, & che non entri
almeno tra il buco della tromba, & queto altro che eruir
per inatarla in una ata onze quatro di pieno. Di fuora uia
poi
tello attorno la tromba, & detta in cauatura tenga il pacio
di once tre; laqual i fa per poter impennar detta tromba di
il foro della
lenta per dette trombe.
TABELLE WAR HIER
Tutte quete coe iano mechiate inieme in una
di legno, & sbroffate un poco con acqua, tanto che il car
bone non uoli uia, & coi ar fatta la mitura lenta.
Pigliarai toppa di Caneuo, & far di quella una fogazet
ta della grandezza della palma della mano, & groa una co
ta di coltello, & bagnar detta fogazetta in acqua uita beni
imo, & poi truccarla fuori; & nel mezo poi empirla della
ottocritta mitura.
TABELLE WAR HIER
Et pocia empita detta fogaccia, i riuolger beniimo in
forma di balla, & ligata beniimo con
r ei
to ch'entrino fino alla mitura, &
la palla due dita per uno; Pocia i dar una coperta alla bal
la di olfaro colato; auuertendo per di non farla tanto
de, che non poi entrar nella tromba commodamente, &
che
mezo dito, & di dette balle e ne far in buona quantit, &
coi eruarle da parte fino che i
il che uolendo fare, e li cauar fuori i legnetti, & ne buchi
che
li po ano dette balle preto, & facilmente
Volendo poi caricare detta tromba, prima i metter ul
fondo poluere groa, mecolata con caglia di ferro da fa
bri, come arebbe oncie vna per ogni libra di poluere; & di
detta poluere mettergline ino che leui il volume nella
ba di tre dita in trauero, calcandola bene con un'hata a
modo di rocchetta d'aere; poi metterli dietro vna delle o
pradette balle ben inecata, & dietro detta balla, un buon
piccicone di poluere, poi della mitura lenta tanto che een
do calcata rileui uolume di tre dita, dietro poi poluere al
la quantit udetta, & dietro un'altra balla, con quella poca
poluere, & pocia la mitura lenta come diopra; & coi e
guitar fino che ar piena, auertendo che le balle, & la polue
re con la limatura
to oue ar ligata co'l filo di ferro, o corda, come i detto,
piu icurezza: & come ar piena preo a mezo dito all' or
lo, i torr una pezza di tela, & coprirai la bocca, & ligarla
beniimo in cima, dopoi impegolarla beniimo, & coi an
cora le
ouero humidit, che gli hauee poi a nocere; pocia inha
tarla beniimo in una hata di longhezza di brazzi quat
tro, impirandola acci non poa cadere fuori dell'hata, &
con tale ordine i fa le udette trombe da battaglia, coi da
mare, come da terra, alla difea di muraglie, & alla teta d'v
na fantaria, per difea di qualche sorzo di Caualleria; & uo
lendo dar il fuoco a detta tromba,
ma; & con topino, o con altro e li dar il fuoco.
dette trombe.
Per nn'altro bel modo i potr caricar dette trombe enza
balle, cio con un uao fatto a modo d'un coperto di cat
tola di boniima latta, di grandezza che largamente entri
ferro, o di piombo, poi ia coperto con carta, & ligato che li
quadretti non uadino fuori, detto uao i metter nella
ba dopp che e li hauer meo
ce, che rileui calcata il uolume di tre dita, & un picigotto di
poluere fina; poi il vao i pona con il fondo uero la polue
re, & dietro a quello tanta poluere groa che ia habile a far
prendere il fuoco alla poluere fina, che hauer otto il fon
do detto vao: dietro a queto e li pone
tra mitura che rileui il uolume di tre in quatro dita, & poi
della poluere imilmente, & coi facendo della poluere, &
mitura fino che ar piena al modo udetto, & coperta con
tela, & impegolata, come i detto; auuertendo che il uao
ia empre a dirimpetto alla ligadura, o
i detto delle palle.
TABELLE WAR HIER
Ancora alle dette trombe e li potr commodar un cer
chio di ferro largo quattro dita, & groo mezo, & in detto
cerchio e li accommoda due pade come i uede qui otto
in diegno; lequali uengono a far il medeimo effetto che
farebbe uno pedo.
Diegno del uao udetto.
Oltre queto i pu anco
alla
giuto alla larghezza, &
ne e li caccia dentro, facendo eruir detta hata per fodro,
inerandolo con due bottoni come quelli de i bordoni de
Pelegrini; & queto erue che quando i abbrugiata la
ba, i pu pretamente gettarla via, & adoperar detto pado
ne; ma imil coe
di buona uita, & gagliarde, che poino con quelli menar le
mani alli biogni. Il diegno della quale queto.
do continouo.
Si far la tromba di lama di ferro, groa una cota di co
tello, accerchiata
onza, beniimo in chiodata, & ia il diametro di detta trom
ba onza 1.e meza, & longa due piedi in circa. & da un capo
e li caccier un coccone che intri dentro almanco mezo
piede, il qual coccone i far
due o tre onze, che i far
arlo, & inhatarli l'hata; pocia s'empir detta tromba del
la otto critta mitura; & ogni due, o tre dita di mitura i
calcar beniimo, & coi farai fino che ar piena, lacian
doli per tanto di luogo, che la i poi inecar di buona pol
uere, & poi coprirai di tela, come i detto dell'altre.
TABELLE WAR HIER
Tutte le udette coe iano beniimo in corporate, & hu
midite d'acqua di vita, come i fa le rocchette da aere, & co
ar fatta.
Farai far pignatte di terra a modo del ottocritto die
gno,
re nauali
taria; ma a difea di muraglie e ne fanno di piu grandezze,
& la maggiore non uuol pi di 6. in 8. boccali, & quete i
adoperano per abbrugiar una fainata che fue fatta nelle
foe, & anco per otterar otto a una trincera dell'inimico
di notte con darli il fuoco a tempo per fare creppare, & ro
uinar detta trincera, & anco per dar principio a bruciar
una mina, non hauendo balle far tal effetto, come nell'or
dine delle balle i dir. Il diegno di detta pignata queto.
S'empir la udet
a ben tiuata, pocia torrai della mitura (dellaquale qu
di otto e ne metter di diuere orti tutte boniime, & ap
prouate) & i impir fin in cima, & pocia con una pezza di
tela i coprir la bocca, & ligarai beniimo, & con olfaro
collato i bagner detta coperta & ligatura, a mezo della
qual pignata di fuorauia e li ligar con pago toppini di
corda longhi un dito per longo, quanti parer; a quali,
do gittar la pignata, e li dar il fuoco, che ubito rotta, que
ti toppini uengono ad accender il fuoco alla mitura, &
queto i facci per quelli a chi aranno date le pignate da
gittare, che non haueero animo coi di darli il fuoco per
la bocca, che coa piu icura, & piu efficace a far l'effetto
uo, che non ono gli toppini.
TABELLE WAR HIER
bruciar facinate.
TABELLE WAR HIER
Tutte quete iano beniimo michiate inieme, perche
quanto pi con diligenza i miturano, tanto meglio riuci
ce ne uoi effetti.
TABELLE WAR HIER
Tutte quete coe iano ben pete, & i faccia mitura co
me di opra.
TABELLE WAR HIER
Et petare, e incorporar come di opra.
TABELLE WAR HIER
Pete tutte dette coe, & humettate con acqua di vita, in
ieme in corporandole, & empire la pignatta la met di pol
uere, & l'altra met di queta mitura che riucir con gran
odisfattione.
Si potr anco caricare dette pignate di quadretti di fer
ro, & piombo in queto modo; piglini cera roa, o gialla,
come i vuole, liquefatta in cazza, o altro, & gettarai detta
cera nella pignata, & far che circondi per tutto di dentro
tanto, che reti tutta coperta di detta cera, poi i uuotar
fuori l'auanzo, & i piglier quella quantit di quadretti, o
balle che i uuole, & i gettaranno nella pignata, michian
dola beniimo che detti quadretti i uengano a taccare at
torno attorno opra la cera; fatto queto i empir la pigna
ta di poluere fina, & poi i far una canna a modo di
che ia di tanta groezza che empichi la bocca della pigna
ta; & ia lunga giuto all'altezza ancora del corpo di dentro;
& detta canna habbi tre, o quattro buchi nel mezo, poi i
caccier detta canna dentro nella pignata: ma prima ia
piena della ottocritta mitura.
TABELLE WAR HIER
Dette coe ian mite inieme, & humidite con acqua
commune.
Poi i coprir la pignata di buona tela, & ligata beniimo
& coi ancora legar tutto il corpo della pignata, ilche fatto
s'impegolar ancora beniimo tutta, che queta dar mag
ogna dar il fuoco alla mitura della canna, che vi i pota
dentro, che quella d tempo
doue i vuole, enza pericolo che offenda colui che li dee
il fuoco.
per tirar fuori d vna fortezza la notte, per coprir
quello far l'inimico.
Piglii vna balla di ferro che vada larga nel pezzo che
i vuol adoperare almeno un dito per parte, & opra
detta balla e li fabrichi con colla di farina, una coperta di
carta: & aciuta che ia, i tagli per mezo, partendola quel
tanto olamente che i poa cauar la balla di ferro, & s'em
pica detta balla della mitura qui decritta.
TABELLE WAR HIER
Tutte dette coe iano beniimo incorporate, &
la detta balla; come detto, & come ar empita, i copra di
bonisima tela, &
boniimo pago forzino, a giudicio che nel caricare il pez
zo, ea non i rompa; & poi e gli cacci i uoi pironzini di le
gno (come delle balle delle trombe i detto) ma che arri
uino nene fino in mezo alla balla, &
li cauare; pocia i pigli della ottocritta mitura, cio.
TABELLE WAR HIER
Olio a ufficienza, che le dette coe i poano incorporar
liquidamente, & farle bollire in detto olio, & i copra di det
ta mitura la balla beniimo, & quando i vorr far l'effetto
i cauino i detti pironcini, & s'inechino di poluere fina, ac
cioche
queta inecatura, ia piu habile a pigliare il fuoco; dopo car
ghii il pezzo di poluere; tiuandola beniimo, & pocia i
cazzi la balla nel pezzo, dietro la poluere enza altro botto
ne; & dietro ad ea e li metta con la cazza della poluere di
mano in mano
do di mina fino appreo la bocca, acci i poa darli il fuo
co dalla bocca, & che detta mina ia atta a far caricar il pez
zo. Poi dirizzata la bocca del pezzo, doue i uuol che la bal
la facci lume e li dia il fuoco dalla bocca, che far mirabile
effetto, & con queta e ne potr eruire volendo abbrugiar
anco la monitione del nemico; & altre imili fattioni, come
l'huomo prattico i pu imaginare.
in uno eercito da romper trincere, & far batterie
doue ia il terreno molle.
Si facci una balla uuota nel mezo tanto che la ua gro
ezza ia un mezo dito in trauero, & queta i facci di libra
una di tagno, & tre di rame, & ia queta balla buata anco
ra da tutti due i capi, di larghezza che vi entri vn dito picco
lo, & s'empica beniimo di poluere fina, & ia ben tiuata;
vn canto all'altro della balla, talmente che ia ben ribattuta
dalli capi della balla, & detta poletta habbi due, o tre bui
nel mezo, & ia poi empita della ottocritta mitura.
TABELLE WAR HIER
Et poi s'inechi da tutti due i capi della poletta di polue
re fina; poi bagnar detta balla in trementina, & riuolgerla
nella poluere fina, acci poi pigliare il fuoco habilmente;
dop i carichi il
il fuoco medeimamente dalla bocca, che far gran mortali
t
re, o di batterie, oue ia molle far
re; Diegno della balla di bronzo.
detta balla, cio con chioppi.
Si hauer chioppetti di ferro alla longhezza che poi
no capire nella balla, quanti ne potr capir la balla, o che pa
ca di poluere, & eruar il tutto come i fatto di opra che
far mirabile danno al nemico, & ancora i potranno carica
re con quadratti, come fatto delle pignatte.
Quete orti di palle
tano per con eco grande offea al nemico, il che non auie
ne delle pignarte, le quali ono pur piu habili da farne gran
quantit: ma per non ponno eruire da tirar con l'artiglie
ria come i f delle palle: Ma il prattico Bombardiero co'l
uo buon giudicio potr empremai imaginari diuere for
ti di arteficij, che fanno l'iteo effetto, econdo l'occor
& le commodit delle coe, perche eendo in luogo doue
non i potee hauer modo di far pignatte, palle, trombe,
potr per eruiri di zocchi, & traui, con buarli, & impirli
di imili fuochi, & ordinarli coperti di terenno doue ape
e che'l nemico hauee da paare, come arebbe all' aalto
d'vna batteria, E imili fattioni, che dandoli il fuoco a tem
po, faranno di grauiimi danni, & pauento al nemico.
Auuertendo per ogn'uno, che di queta honorata profe
ione i diletta, di empre eperimentar le ue miture & uo
chi; perche
tutte approuate da prattici, non dimeno potria per auue
nire, che eendo le altrui polueri, olferi, alnitri, olij, pego
le, & rae, piu buone, o men buone di quete eperimentate,
(come queto infallibilmente i vede eer vero, che un pae
e produrr di dette robbe piu grae aai di quello fara vn
altro, & anco piu gagliarde, & meno) per vengono a fare
diuero effetto, & maime le polueri; per ben che tutte fu
ero polueri groe,
altra aai. Per tanto adunque empre che vorr poneri a
impree
la ua alute, & honor uo, facci eperienza de'uoi fuochi, &
non manchi anco
da maneggiare, che loro non n'habbino pratica, i perdo
no facilmente d'animo, maime in fuochi artificiati, per
che non coi bel zuffo d'huomo, che non pauentino, poi
che doue entra di quete orti di fuochi da battaglia, fan
no gran danno, & non i poono ammorzare n con cene
re, n con aceto, n con altro, eendo che e n' fatto pro
ue innumerabili: & con fatica grande s
da far fete, & trionfi.
Queto ia al preente quanto circa ci habbiamo a di
re, promettendoui in breue dar fuori un nuouo trattato, &
regola belliima, per conocere la qualit, & natura d'ogui
forte di polueri, alnitri, olferi, olij, pegole, & rae e ono ca
lide, frigide, ecche, o humide, che ar di gran giouamento
a ogn'vno che i diletta dell'arte del Bombardiero.
Parmi ancora di dirui, che eendo nata una diputa fra
alcuni Capitani circa il poter tirar molte uolte un pezzo il
giorno, & n; alcuni de quali teneuano openione, che la na
tion Francee fue piu atta a far piu gran numero di colpi
al giorno, che la Italiana, fu chi i profere de'Bombardieri
notri di uperar detta natione in ogni conto di imile at
tione, perci di ordine dell'Illutris. Sig. Giordano Orino
fu fatto vna batteria in Brecia a di 29. Agoto 1564. con vn
cannone da cinquanta, & fu tirato cento, e orto tiri in cin
que hore, con poluere ingranita a gran Batardo, fatta a ra
gione di cinque ponti ao, ao, con 25. libre di poluere per
cadaun tiro, caricando tal poluere in vn tratto olo; detto
cannone, o pezzo, peaua 6634. & non fu mai rinfrecato,
aluo, che i cazzaua li couoli nelle ecchie dell'acqua, & i
couolaua di dentro; detto pezzo haueua vno paiolo do
ue le ruote opra vi ripoaua, con il letto, ilqual paiolo per
ogni cinque piedi n'haueua vno di carpa, talmente che'l
pezzo, quando haueua fatto per il tiro la ua riculata, ri
tornaua al luogo uo primo enza altro aiuto, & per rite
gno, che non paae piu oltre, vi era per trauero vna
piana, vn traue, che vogliamo dire. Per ilche conide
ri m ogni prattico, e retarono odisfatti quelli Signo
ri che deiauano conocere il valore, & ufficienza Italiana
in queto effetto.