Cataneo, Girolamo Auuertimenti et essamini intorno a quelle cose che richiedono a vn perfetto bombardiero 1582 Venice it catan_avver_019_it_1582.xml 019.xml

AVVERTIMENTI, ET ESSAMINIINTORNO A QVELLE COSE, CHE RICHIEDONO A VN PERFETTO BOMBARDIERO,

Coi circa all'artiglieria, come anco a'fuochi arteficiati,

DI GIROLAMO CATANEO NOVARESE.

Da lui in molti, & diueri luoghi ampliati, & di nuoue figure illutrati.

Di nuouo ritampati, & con omma diligenza corretti.

Jn Vinegia, Preo Altobello Salicato.

M D LXXXII.

ALL'ILLVSTRISS. SIGNORE,IL S. PAOLO ORSINO, DIGNISSIMO GOVERNATORE DI VERONA.

DE SIDERANDO io gi molto tempo, Jllustriimo Signore, di far nota a V. Sig. la molta mia diuotione vero di lei, nata dalle ingolariime, & heroiche ue virt, & non hauendo altro modo di adempire queto mio deiderio, mi paro dedicarle queta mia operetta, intitolata Eamine de' Bombardieri. Et confidatomi nella ua humanit, mi peruado, che non debba eere ingrato queto mio dono, ben che picciol ia, & mal condecente alla grandezza ua, la quale veramente tanta, che difficil coa arebbe i pi ublimi ingegni, non che al mio, farle honore conueniente; n qu voglio entrar nel campo delle ue lodi, n dir quello che tutto'l mondo notiimo, & quanto valore ella habbi dimostrato in diuere impree militari, come nella fattion di Carino, terra de Turchi, vicino Zara, onde ella in egno della vittoria riport quattro pezzi d'arti-glieria Turcheca; & nella guerra della Mirandola, nella quale eendoi riparata nella terra di Quarantola, va loroamente i difee dall'impeto del Marchee di Marignano, & imilmente nella guerra di Corica, & in quella di Siena, & quella di Cales, & altre molte, onde empre ha riportato nome di valoroisimo Capitano; tal che meritamente, & ne gli anni adietro appreo del Chri tianisimo Re Arrigo stata in grandisima riputatione, & hora appreo di queto Serenisimo Dominio tien gra do honoratisimo, eendo pota al gouerno della nobilisima, & importantisima citt di Verona. Queste coe hora da me tocche per tracoro meriterebbono, per eere degnamente trattate & celebrate, la eloquenza d'vno eccellentisimo Oratore; onde io, come carico mal proportionato alle mie palle, lo lacio a chi i ente di poterlo portare, & alla buona gratia di V.S. Jllustris. molto mi raccomando.

Di V.S. IllutriimaHumiliimo eruo,

Girolamo Cataneo Nouaree.

TAVOLA DI QVELLO,CHE SI CONTIENE IN QVESTOPERA

De gli Eamini de Bombardieri, & far fuochi arteficiati.

AVertimenti di Bombardieri. acarte 1

Prima eaminatione, perche i addimanda i nomi de' pezzi. 3

Seconda eaminatione del prouare i pezzi. 4

Terza eaminatione per apere quanta poluere v a caricare i pezzi. 4

Quarta eaminatione, per apere la poluere, che v a caricare le colobrine, & altri pezzi. 5

Quinta eaminatione per apere il conto della poluere, che por tano gli cannoni perieri. 5

Seta eaminatione d'vna addimanda fatta da vn Genera'e al uo Capo de Bombardieri 6

Settima eaminatione, per apere quanto pea i pezzi, & quante palle e ogni pezzo, & quanto ono lunghi i pezzi. 7

Ottaua eaminatione, per apere i pezzi quanto tirano di ponto in bianco, & quanto tira alla ua masima eleuatione. a carte 8

Nona eaminatione del far le cazze de cannoni d'ogni orte. 8

Decima eaminatione, per fare li copatori, ouero nettatori. 11

Il modo, come i debba gouernare il Bombardiero per mare.

A apere l'operatione che fa il alnitro, il olfo, & il carbone, nella poluere. 20

Modo da far alnitro di terra. 20

Modi di far il alnitro di fior di muro, cio quello che nace opra i muri 21

Modo di raffinare il alnitro a guazzo. 21

Modo di raffinare il alnitro a ecco. 22

Modo di far poluere groa, cio d' artiglieria. 22

Modo di far la poluere d'archibugio. 22

Modo di far la poluere di chioppo. 22

Modo di far la poluere, che mai non i guata per vecchiezza, n ancora i diminuice. 23

Modo di racconciare poluere guata per la uecchiezza, ouero per humidit, e per altro difetto. 23

Modo di racconciare poluere groa d'artiglieria, & ridurla a poluere d'arcibugio. 23

Modo di conocere la poluere di pi orti, per prattica, cio a uederla, & toccarla perragione. 24

Modo di fare diuere orti di fuochi artificiati, appartinenti ad ogni Bombardiero, & altre perone di qualit. 24

Modo di fare vna pignatta piena di fuoco arteficiato. 24

Modo di fare le trombe. 25

Modo di fare mistura di tromba, & l'ordine, che i tiene nel caricarla. 25

A fare mitura lenta per le trombe. 26

Altro modo di fare mitura per caricare le udette trombe. 26

Altra orte di mitura di trombe. 27

Modo di fare palle con vna mistura, che quando aranno accee, non i potranno ammorciare, e non con orina, & cenere. 27

Modo di fare palle, che i accenderanno bagnandole con acqua. 27

Modo di fare palle di fuoco arteficiato, per tirare con l'artiglieria, & con le mani, lequali tirate oue i uoglia i attaccaranno. 27

Modo di fare palle, che arderanno nell'acqua. 27

Modo di fare palle di fuoco da tirare di notte fuora d'vna fortezza, per vedere gli nemici che foero venuti otto quella a fare qualche danno. 27

Altro modo di fare le udette palle, che faranno plendore. 27

Modo di fare palle di fuoco, lequali arderanno nell'acqua, & i potranno tirare con l'artiglieria, & con le mani; lequali non i potranno ammorzare e non gettandole in fuoco, ouero in cenere. 29

Modo di fare dardi di fuoco da ardere in qualunque luogo doue i tiraranno; & i potranno tirare con l'artiglieria, con bale tra, & ancora con le mani. 29

Modo di fare rocchette, che quando ar in aere, mandar fuora fiamme di fuoco, lequali poi al dicendere pareranno telle, che cachino dal cielo; nella quale maniera i compongono ancora chioppetti di carta. 31

Modo di fare compoitione per fare che le rocchette mandino le fiamme. 31

Modo di fare vn fuoco artificiato a termine. 31

Modo di fare mitura di fuoco, che i accender con acqua. 32

Diuere altri orti di fuochi arteiciati bellisimi. fino in fine. 32

IL EINE.

AVVERTIMENTI, ET ESSAMINI INTORNO A' BOMBARDIERI, ET FVOCHI ARTEFICIATI.

COniderando, che chi i vuole ben eruire del libro delle Fortezze da me compoto, & dato in luce, & di vn'altro di far Battaglie, ch' il terzo della preente opera, egli quai che neceario intenderi di poluere, d'artiglieria, di fuochi arteficiati, & de Bombardieri; come coe, enza le quali la militia del tem po d'hoggi arebbe di niun ualore; ho ridotto in brieui, & vtiliimi auuertimenti quanto intorno a queto negotio per eperienza propria, & per auio di alcuni eperti miei amici, mi paruto eer biogno.

Promettendone in breue vn'altro trattato, nel quale di criueremo tutto quello, che in queta materia e gli conuenir, coi per theorica, come per pratica.

Et prima voglio ricordare al Bombardiero, che egli deb ba procurare con ogni ua forza di fari amico ogn'vno, & eere a tutti grato. Ma perche a queta arte molto peri coloo il tener tretta dometicheza con ogni orte di perona, non deue fidari di tutti, che ne potrebbe eguire la morte, & danno vniuerale della imprea.

Biogna ancora, che ogni Bombardiero appia leggere, criuere, & hauer buon abbaco, accioche poa miurare altezze, profondit, & ditanze: & che sintenda di far le lor polueri, fuochi arteficiati, ripari, & altre s fatte coe, che alla guerra peo accadono. Et che egli habbia gran cuore, s che poa ancora farlo ad altrui; n i debbe fidare, ch'alcu no s'approimi alla ua artiglieria, accioche non uenga inchiodata, o fattole qualche altro danno. Queto medeimamente non biogna che ia crapulone, & dormiglione; ma chei gouerni con prudenza, & obriet, accioche l'intelletto non ia impedito in modo, che per ci perder ne poa l'honor proprio, & la vittoria vniuerale; laquale molte volte conite ne Bombardieri, & nelle artiglierie.

Poi perche il fumo del falnitro, & del olfo nuoce al capo, fa di metieri, che quando ha d'andare in fattione non ia n digiuno, n troppo pieno.

Ha da apere ancora, che quando andar in fattione, biogna hauer ben mente di aluar e teo, & di guardar la ua poluere dal fuoco: Il perche quando i vorr fare vna batte ria, deue mettere la poluere in luogo, che n a e, n al uo compagno poa nocere, per cagione che'l vento vi portae fuoco; n opportar che alcuno e gli accoti, acci non le ia dato fuoco a termine, ouero fattole qualch'altro inganno.

Et empre deue hauere il focile, ouero accialino, che dir i voglia, con vna pietra da fuoco, olfarelli, & candele appreo di e; si per poter accendere la corda, pauero, toppino, che i dica, come per molti altri ripetti.

Per coa di molta importanza habbia ancora il uo corno a lato con buon poluerino dentro, per accendere fuoco a uoi biogni.

La corda poi ia di tutta bont, ben dipota ad accenderi. Le quali coe biogna tener ben guardate, & di ee poco eruirne altrui, accioche all'opportunit proprie, con gran danno, non manchino.

Habbia appreo di e vna manaretta, & vn'acia per mutar li tili, ouero aili, circa a quali le ruote s'auolgono, quan do veniero al meno: & per fare, & acconciare molti intromenti, che biognano all'artiglieria.

Quando egli poi per andare in fattione, deue auuertire alla quantit delle palle che hauer, per apere la quantit de barili della poluere, che gli far biogno: Et coniderar bene, doue i hauer d'andare, & con quanta, & con qual trada i hauer da arriuarui, accioche i poa prouedere di opportuna munitione, coi per l'artiglieria, come per e te o. Et empre hauere appreo di e la ua lancetta col uo toppino attorno; & che ea lancetta habbia i uoi ferri, vno per cacciarla in terra, l'altro da ferire, e biognae.

Condotta & aettata che hauer l'artiglieria, piglier l'hata dello couolo, ouero della cazza, & caccieralla nel pezzo ino in fondo, & gi per la lumiera metter vno tile di ferro, di legno, facendo quella lancia punti nello tile; il che tutto i faccia per veder e alcuna coa foe dentro, che nel caricarIa impedir la potee.

Poi quando vorr caricarla, non manchi di hauer empre appreo di e vn compao per miurar la longhezza, & larghezza della canna, accioche icuramente poa adope rare ea artiglieria con non le dar troppo poluere, i che vada pericolo di romperla, & appreo di perder la uita propria, ouero in non gliene dar tanta che bati a far il col po, che deidera di fare. Queto medeimo compao dibi ogno per miurar la cazza, & apere quanta poluere tiene, accioche con ragione adoperar i poa.

Poi metter la mano nel barile della poluere, & guardare s'ella foe humida, ouero bagnata: perche quando humida, i uol quai colmar la cazza, & quando aciutta, i rade alla groa con la mano, o altra coa tale. Gli ben vero, che e la foe totalmente bagnata, biogna prouederene della aciutta.

Trouata che hauer la poluere a uo modo, far con lo coppatore ben netto il pezzo di dentro la canna; perche pee volte auuiene per non eer ben netta ea canna, che mettendoui dentro la poluere, & calcandoui dietro la palla, qualche caglia potrebbe attaccarui il fuoco, & i dicaricai. Onde; non tanto il Bombardiero arebbe pericoloo, come ancora altri che gli foero d'intorno; ouero che per quella porchezza, ruggine, o altra coa, retarebbe ea canna humida, i che dattole il fuoco, non haurebbe quella forza da pingere la palla in modo che potee fare il uo propoto effetto, che li conuerrebbe.

Poi quando foe in fattione, & biognae caricare il uo pezzo con pretezza, & cha fue venuta almanco, perdu ta la cazza, con lo coppatore allhora gli biogno che faccia dell'acorto Maetro; La onde con pretezz piglier vna picca, ouero una lancia, & da capo li legher la berretta, ouero qualche altro panno, & con quello coper il pezzo. Poi con le mani metter tanta poluere nel pezzo che col uo buon giudicio conoca eere a batanza; & con quello copatore pinger la poluere a egno, facendo come i uol dire, di neceit virt; percioche im quete coi fatte oc correnze quando fue biogno, faria bene pigliar la propria carne, s'ella fue a ci atta, & farne palla, poluere, & reto.

Vn'altro ricordo voglio dare per caricare il pezzo, quando foe venuto almeno la cazza; i veder quante palle di polpere vanno a caricare il pezzo come motra la quinta e aminatione, e poi miurar il diametro della bocca della canna, e tanti diametri come palle, andaranno a caricare il uo pezzo; mea la poluere nel pezzo al uo luogo, pigliar vn'hata, & la cacciar fin'a rente alla poluere, & tener fermo, poi egnar l'hata a rente della bocca del pezzo, poi ve der quanto manca a finire l'anima del pezzo, e trouera che manca tanti diametri, come palle di poluere che ua a ca ricare il pezzo, tar bene, e ar di pi ne minuir, e ara di meno, ne aggionger; & con queto ordine i mettera la poluere con miura enza cazza nel pezzo.

Quando ander poi in camino con l'artiglieria deue empre procurar di hauere nel carrettone prouiione per il uo viuere, di cui ne gli etremi biogni i poa occorrere. Et empre hauera delle manouelle d'auantaggio, cio tanghette per pingere l'artiglieria doue neceario. Et hauere diligente cura, che'l carettone ia ben coneruato, come che molte volte ei carrettoni pericono per il poco gouer no de'Bombardieri. E' di necearijima auuertenza ancora, che eendo il Bombardiero co'l pezzo giunto per far imprea, egli non tenga molto conto del dormire, n del mangiare; di maniera, che per queto abbandoni l'artiglieria; perche parten do i potrebbe intrauenirli di molti diordini, come arebbe il venirli inchiodato il pezzo, o fattoli qualche altro male. Ouero che repentinamente biognae caricare, o fare altra coa d'importanza, one egli non ritrouando i, qual maggior dishonore, con graue danno dell'im prea eguir li potrebbe? Si che per quete & altre cagioni importantiime, n di giorno, n di notte non i deue partire dal uo pezzo, ouero alloggiamento; accio che d'hora in hora ia apparecchiato il debito uo.

Auuertica ancora andando in camino, ouero doue egli foe poto per far qualche fattione, che al pezzo che gli ar conegnato, di dietro nel letto i faccia vna caetta, oue ro erraglio di tauole, che eo poa tarui collocato dentro. Et queto auuedimento di molta utilit; perche quiui appreo alle altre coe che ono necearie, potr collocari dentro, per aluari dalle archibugiate, & dall'artiglieria del nemico; pecialmente quando enza ripari in quel luoco i foe accampato.

Ancora ogni Bombardiero deue aper per ordine come i chiamano tutte le orti dell'artiglierie, cio Mochetti da libra una, Falconetti da tre, da ei, Sacro da dodici, Cannoni da trenta, Cannoni da quaranta, Cannoni da cinquanta, & coi di orte in orte correndo, come Colubrine, Cannoni perieri, Apidi, & altre orti d'artiglierie. Et ap er per ordine con pretezza quanta poluere porta ciacun pezzo, co me di tutte quete ultime coe al uo luogo diremo. Ancora ha da apere per ordine, qual orte di pezzi i tira con pal la di piombo; & a che modo i d la proua ad ogni orte di artiglieria, & come i caricano i pezzi in cameradi; & in che guia i caricano con gli cartozzi, & pezzi con uide, & pezzi com macoli, e coi d'ogni altra orte deue hauer buona pra tica, come qui di otto poneremo.

Ancora ogni Bombardiero deue aper far alnitro di ter reno, & aperlo finare, & raffinare; & deue aper fare i carboni, s per polueri groe, come ancora per le fine. Et deue aper fare ogni orte di poluere; & quella racconciare quan do foe guata. Et aper quanto alnitro potee mancarui; Et biognando, quanto ne douerbbe aggiungere. Et deue ancora coneruare la monitione, che non i guati, conocendo di quante cotture ella ia, & di queta quante ve ne bio gni econdo la orte delle polueri, che volee fare. Et opra tutto auuertire, che nel petare, ouero macinare, che egli facee, di accommodari in luoco, & con ordini, che non vi i poa attaccar fuoco.

Deue ancora ogni Bombardiero aper lauorare di legna me, per acconciare i letti delle artiglierie, ruote, & altre s fatte coe, & biognando ancora farne de nuoui. Deue intenderi di far bationi, di prender la larghezza d'vn fiume, gettar ponti per paar artiglierie, & eerciti; far mine, & com tramine, fortificationi, & leuar difee al nemico, per eere vincitore. Delle quali coe faremo particolar ragionamento.

Et per dar notitia di quanto i promeo di opra, dico, che prima i ha da apere, come i detto, che'l Bombardie ro appia perche i domandino pezzi da una libra, da tre, da ei, da dodici, & coi correndo di orte in orte, s di quelli che tirano palle di ferro, come di quelli che tirano palle di pietra & di bronzo, ouero di piombo.

PRIMA ESSAMINATIONE de i nomi.

Et per aper perche i pezzi s'addimandino da tre, da ei, & imilmente i Cannoni da 20. da 30. da 40. da 50. da 60. da 70, da 80, da 90, & da 100. & pi libre, queta la cagione, perche le ue palle deuono pear tante libre. Il medeimo delle Colubrine, & de cannoni perieri, & d'altre orti, i quali da queti nomi col peo della palla, i cono cono.

SECONDA ESSAMINATIONE del prouare i pezzi.

Saperai adunque, che quando i volee prouare qualunque orte di pezzi, tutti i haueranno a prouare fuora de letti loro, perche prouandoli opra queti, ogni coa andarebbe in fracao. Et ancora, eendo opra i letti uoi, non i potrebbono leuare a quel grado dell'altezza, che fa biogno, & che ordinario a leuarli, quando i prouano. Mettani adunque opra il terreno, acconciando a quelli otto i uoi cagni, di buoni legni groi, & ei pezzi appoggino com le cullate a qualche buon muro, o riparo, & tra il muro, & la cullata del pezzo i metta vn buon aone, per ripetto che le cullate non i guataero nel ribattere che fa il pezzo. Accomodati che aranno ei pezzi, piglierai la palla, la quale deue andar di giuta empita, & bene aettata nel pezzo, i che non manchi da niuna parte, perche e queta mancae da qualche parte, non i potrebbe in tutto ueder la icurezza di eo pezzo, trouato che i hauer la palla pro portionata, & giuta, come i detto, i dee peare, & quel tam to che pear, tanta poluere i piglier per caricare il uo cam none; auertendo per, che la poluere ia perfetta, & fatta con tutte le coe che ui entrao ben purgate, & quella ia ben lauorata, & compota; la quale, non eendo humida, i metter nel pezzo, beniimo aettandola. Poi e ui metter un bottone di sfilacci, che uada dentro ben errato appreo la ua palla. Et coi con quet'ordine i tirer tre colpi, col qual modo i prouer ogni orte di pezzi. Ma da notare: cominciando da quelli, che la ua palla pei lib ra una, ino a dodici, come ei pezzi i prouano con palla di piombo, & e gli d tanta poluere quanto pea ea palla. Et in fattione i caricano con palla di ferro, dandoli olamen te due terzi di poluere di quello, che pea la palla di piombo; che arebbe tanta poluere; quanto pea la ua palla di fer ro. Et da 12. ino a 120. i prouano con palla di ferro, & a queti i d tanta poluere, quanto pea ea palla; Et in fattione i danno i due terzi di poluere, quanto pea la palla di ferro. Eccetto a cannoni perieri, i quali i prouano con palla di pietra; e a quelli i d di poluere un terzo di quello, che pea la ua palla; & in fattione il med eimo. Et alle Colubrine in fattione i danno i quattro quinti di quello che pea la palla di ferro, & a proua tanto, come pea ea palla.

TERZA ESSAMINATIONE per apere quanta poluere v a caricare i pezzi.

Inumeri che ono opra alle miure della poluere, cio 4, 1. 1.5.1.1. & 6. 1. 1. ignificano quattro ad ao, ad ao; cinque ad ao, ad ao; ei ad ao, ad ao; cio e al Bombardiero uenie meno una orte di poluere, ne poa torre di un'altra orte, o pi fina, ouero men fina, in quella medeima proportione della prima.

TABELLE WAR HIER

SEGVITANO I CANNONI.

TABELLE WAR HIER

Et quando li foe addimandato; che i darebbe di polue re a tale, & tale pezzo; e coi preto non apee far il conto, riponda in queto modo; Alla proua i d tanta poluere, quanto pea la palla di ferro; in fattione i due terzi della pal la, cominciando da quelli da 12. ino a 120.

Poi trouandoi un pezzo caricato, & che i deiderae di apere per quante palle faccia uolume ea poluere nel pezzo. Si dir che in fattione in quello da 12. inino a cento, i trouer la poluere far uolume di palle tre; Et alla proua di palle quattro, & meza, & da 12. in gi, dandogli tanta poluere come pea la palla di ferro, i trouer che agguaglier il uolume di palle quattro.

QVARTA ESSAMINATIONE per apere la poluere che u caricare le Colubrine.

TABELLE WAR HIER

Et e ci fue ancora dimandato quanto i darebbe di pol uere a tale, & a tale Colubrina, n apendo coi preto far il conto, dirai, come ancora i detto di opra, in queto mo do, cio; In fattione e le daranno i quattro quinti; & alla proua, tanto quanto pea ea balla.

Ma accadendo che i uolee romper una muraglia com pez zi sforzati, ouero batardi, tirand pochi colpi, e gli potreb be dar tanta poluere, quanto pea la ua palla di ferro. Il che tutto per queto t nel giuditio del Bombardiero, il quale ha da apere, che queti pezzi ono piu lunghi di canna, & perci hanno biogno di maggior fuga a pingere fuora la palla. Quando poi i hauer caricato ei pezzi co i quattro quinti di poluere di quello che pea la palla, i trouer, che la poluere far uolume di palle tre, & due terzi; & alla proua i trouer agguagliar il uolume di palle quattro, & meza.

QVINTA ESSAMINATIONE per apere il conto della poluere, che portano i Cannoni perieri.

Prima che di ci i dia la ragione conueniente della poluere; i ha da apere che a quella tal orte di pezzo da 20. ino a 100. e gli d un terzo di poluere di quello che pea la ua palla, & da 100. in s i caua cinque per cento.

TABELLE WAR HIER

Il perche eendo addimandato alla proueduta quanta poluere i darebbe a queta orte de opradetti cannoni pe rieri, dirai. A quelli di libre 20. di palla, fino a libre cento, i d un terzo di poluere di quello che pea la ua palla. Et da cento in s i caua cinque per cento; & ci i fa con queta ragione; percioche detti pezzi ono piu corti de gli altri, & ancora perche ono piu deboli di metallo; di maniera, che dandoli piu poluere i pezzarebbono. Tra che anco le ue palle non peano tanto quanto fanno quelle di ferro, per le quali coe manco poluere ad ei dar conuiene.

SESTA ESSAMINATIONE. Dimanda fatta da un Generale al uo Capo de' bombardieri.

Capo, che orte d'artiglieria, & quanta quantit ne biogna, & quante botte al giorno pu tirare ogni orte d'ei pezzi, & quanta poluere pu conumare ciacuno pezzo al giorno; & quanti para de buoi, ouero caualli biogna per tirare pezzo, per pezzo, & quanta poluere i metter per ba rile, accioche ieno facili da maneggiare, & quanti barili di poluere i metter opra un carro, & quanti para di buoi an dar a menare un carro di poluere; Ancora dimando, che altra orte di monitione biogna al Bombardiero per l'artiglieria: Oltra di queto addimando che orte d'artiglieria buona per campeggiare alla campagna.

Riponde il Capo al uo Generale, per la prima dimanda, e dice; econdo l'imprea che i uuole fare, s'ha da menare tanta quantit, & qualit d'artiglieria.

A vna ol battaria non gli uorrebbe meno di due, in tre Co lubrine da libre 60. ouero da libre 50.

Cannoni due, in tre da libre 60. ouero da libre 50.

Quattro in ei, mezzi cannoni da libre 30.

Sei in otto, quarti de' cannoni da libre 12. per torre le difee.

Falconi, ouero Sacri otto, da libre 6. da torre le difee.

Falconetti 12. da libre 3. da torre le difee.

Vna Colubrina da libre 60. pu tirare botte 40. al giorno, & gli vuole poluere libre 1600. al giorno.

Vna Colubrina da libre 50. pu tirare botte 45. al giorno, & vuole poluere libre 1500. al giorno.

Vna meza Colubrina rinforzada da libre 25. pu tirare botte 60. al giorno, & vuol di poluere libre 1000. al gior no; auertendo che alle Colubrine in fattione non li d e non i due terzi di poluere di quello che pea la palla di ferro, & non li quattro quinti.

Vn Cannone da libre 60. pu tirare al giorno botte 80. & vuole di poluere libre 3200. al giorno.

Vn cannone da 50. pu tirare al giorno botte 90. & vuol di poluere libre 3000. al giorno.

Vn mezo Cannone da libre 30 pu tirare al giorno botte 110. & vuol di poluere al giorno libre 2200.

Vn Sacro, ouero Falcone da libre 6. pu tirare al giorno botte 120 & vuol di poluere libre 720. al giorno.

Vn Falconetto da libre 3. pu tirare al giorno botte 140. & vuol di poluere libre 420, al giorno.

Vna Colubrina da libre 60. vuol para 20. di buoi tirarla.

Vna Colubrina da libr. 50. vuol. para 18. di buoi per tirarla.

Vna meza Colubrina rinforzada da libre 25. vuol para 7. di buoi per tirarla.

Vn Cannone da libre 60. vuol para 10. di buoi per tirarlo.

Vn Cannone da libre 50. vuole para. 9. di buoi per tirarlo.

Vn quarto di Cannone da libre 12. vuole para 4. di buoi per tir arlo.

Vn Falcone da libre 6. vuole para 2. di buoi per tirarlo.

Vn Falconetto da libre 3. vuole un Cauallo per tirarlo.

I Barili delle polueri non uorr ebbono eere piu grandi di tenuta, di cinque pei l'uno di poluere.

I Carri delle polueri, non uorrebono piu di didoto in uiti barili per carro, & uorrebono para 2. di buoi per menarlo.

LE GOSE BISOGNOSE per ripetto.

Gorde boniime in quantit, per le brene de Caualli, & per altri ripetti.

Menali, ouero taglie per leuar un peo; Et ancora de gli argagni.

Tauoloni, & battiponti in quantit da paare l'artiglieria & altr

Poluere groa, & fina in quantit, per l'artig lieria, & archi bugieri, Et ancora del piombo in quantit.

Palle in quantit, coi di piombo, come di ferro.

Cazze, & Scouoli in quantit, & Pali di ferro, Bozzoladi, ouerro Stopini in quantit, per luminare; Rote da ripet to in quantit: Aili in quantit; Cauicchi, Pironi in quantit.

Buoni Ferrari, & Marangoni, con buona quantit d'intru menti.

Guatatori in quantit con falzoni, acette per tagliare legnami, & con badili, picconi, & zapponi; Et ancora cale in quantit.

Auertimento di grandiima importanza al Bombardiero; di guardari di non mettere le ue artiglierie, quando gli occorree a fare batteria, opra il emplice terreno: perche andarebbo a pericolo nel parare d'ee Artiglieri, che le ruote riculando i cacciaero nel terreno, & non i poteero maneggiare econdo il biogno in tale attione; il che potrebbe eer caua di grandiimo danno, o perdi a al Prencip & grandiima uergogna, & dihonore al Bom bardiero. Et per fuggire tale occaione, i far un uolo di buoni tauoloni attorno alla gabbiona, o trinciera quel tan to che occuper l'artiglieria preparata per fare la Batteria, ouero per torre le difee al nemico. & quel uolo ia fatto di mo do, che habbia del pendente uero ea trincera, o gabbionata; accioche riculando l'artiglieria, poa eere con facilit tirata alle ue cannoniere.

La buona artiglieria da campeggiare i da una libra di palla, inino a 12. come uaua la gran memoria di Carlo Quinto Imperatore.

Settima eaminatione.

Vn Canon da 100. pea da 660. in 790. pei. balle 20. in 22. & lungo braccia 10. in 11.

Vn Canon da 60. pea da 430. in 460. pei, balle 17. in 19. & lungo braccia 7. in 8.

Vn Canon da 50. pea da 385. in 460. pei, balle 19. in 20. & lungo braccia 7. e mezo, in 8.

Vn Canon da 30. pea da 250. in 285. pei, balle 21. & lungo braccia 7. in 7. e mezo.

Vn Canon da 20. pea da 145. in 156. pei, balle 22. & lungo braccia 7.

Vna Colubrina da 60. pea da 590. in 600. pei, balle 24. & lunga braccia 10.

Vna Colubrina da 50. pea da 445. in 447. pei, balle 24. & lunga braccia 9. in 9. e mezo.

Vna Colubrina da 20. pea da 270. in 278. pei, balle 29. & lunga braccia 8. in 9.

Vna Colubrina da 14. pea da 202. in 205. pei, balle 33. et lunga da braccia 8. e mezo.

Vna Colubrina da 40. pea da 516. pei, balle 34. & lunga braccia 11. e un terzo,

Vn Falcon da 12. i pei 110. balle 62. & lungo braccia 7. e un terzo.

Ottaua eaminatione.

Vn Falcon da libre 9. pu tirar di punto in bianco cauezzi 92. & la ua maima eleuatione pu tirare cauezzi 919.

Vn Sacro da lib. 16. puo tirare di ponto in bianco cauezzi 122. & la ua maima eleuatione cauezzi 1222.

Vn Paauolante, ouero meza Colubrina rinforzada da lib. 25. puo tirar di punto in bianco cauezzi 183. & la ua ma ima eleuatione cauezzi 1833.

Vn Cannone da lib. 60. pu tirare di punto in bianco cauez zi. 153. & la ua maima eleuatione cauezzi 1528.

Vna Colubrina da lib. 20. pu tirare di punto in bianco cauezzi 121. & la ua maima eleuatione cauezzi 1210.

Vna Colubrina da lib. 30. pu tirare di punto in bianco cauezzi 183. & la ua maima eleuatione cauezzi 1833.

Vna Colubrina da lib. 60. pu tirare di punto in bianco cauezzi 214. & la ua masima eleuatione cauezzi 2140.

Vn Miglio i paa 100. ouero cauezzi. 611.

Quarta parte d'vn braccio Breciano, ouero Cremonee.

SAGOM A PER LI PEZZI.

Quete due linee qui di otto, AB, & CD, s'hanno a coniderare che ia una ola linea; cio congiungen do inieme il ponto B, & C, & queta linea una miura da apere, togliendo i diametri delle bocche de' pezzi; quante libre palla vorr ciacun pezzo, da libra una, fino a 120.

MODO DI CAVAR IL PONTO ad ogniorte di Cannone.

Si pigli il diametro della Gioia di dietro, & prupponemo che la linea A, B, ia detto diametro, i pigli ancora la miura della bocca, & i giunga l'una preo l'altra a queto modo

& i diuidano per met, aprendo il compao a detta miura, & pocia
metterlo con l'una punta nel fondo dell'anima, come i uede qui in figura, che quel tanto che auanza di opra della gioia com l'altra ponta giuto il uo punto.

NONA ESSAMINATIONE DI FAR LE cazze de Cunnoni d'ogni orte, cio, da uno fino a dodici.

Le cazze de i pezzi da una libra fino a dodici, vogliono eere lunghe palle quattro per ciacheduna; non intenden do in queta miura quella parte; che v pota opra il modo lo, ilqual modolo i quella parte del legno, opra laquale s'in chioda ea cazza; laquale i fa in queto modo. Piglia vna lama di rame groa, quanto arebbe meza cotadi coltello commune, & piu & manco econdo la grandezza, & piccolezza delle cazze; percioche maggior groezza ui i ricerca a quelle de maggiori pezzi; poi i piglier la miura della larghezza della bocca del pezzo, & cinque di quete lai ghezze i mifureranno p lungo della lama che uuoi far la cazza; quattro ne uanno per conto della parte, che ha da com tener la poluere, & una per quella parte che s'inchioda ul legno, il quale diopra ho chiamato modolo.

Poi tolta la circonferenza, larghezza del

la bocca del pezzo, con l'itea apertura i fer ma il piede mobile del compao in punto A, & com l'altro piede i forma una meza luna in pum to B, & punto C, come qui in figura i uede.

Fatto queto i piglia con il compao la detta larghezza, ditanza delli punti B, & C, & con queta apertura i ferma l'un piede del compao opra la lama che i uuol far la cazza in punto D. & i miura tre di dette aperture ino che finicano in punto E, che quel tanto che ha da eer larga quella parte che u inchiodata opra il modolo.

Volendo poi la larghezza della

cazza, cio di quella parte ha da contenir la poluere, i fa in que to modo; i piglia con il compa o la ditanza u detta delli punti B & C, & com detta apertura i ferma l'un piede del compao in punto F, & com l'altro piede i v in punto G, & in punto H, & queta la lar ghezza, cio due ditanze della detta meza luna B, & C, come qui in figura i uede

Fatto queto, i ritonder la cima di ea lama, talmente, che faccia mezo cerchio; come i uede di opra nella figura. Onde ar neceario darle alquanto di uantaggio nella lunezza, di modo che per queto ripetto dell'attondare la cima, upplica la parte, laquale ha da contener la poluere' in eere alquanto pin lunga delle quattro larghezze prima dette; laqual attondatura della cazza i fa, perche ia piu atta a far l'officio uo, & coi i formar ogni cazza a qualunque pezzo, eruando le dette regole.

Il modolo i far alla giuta larghezza del pezzo, tanto poi leuandone intorno intorno, quanto importa la groez a della lama, laquale diopra habbiamo preuppoto eer groa meza cota di coltello; Di modo che di liuello ea cazza entri nel Cannone. Il che fatto, s'impiantar nel modolo, un'hata di conueniente lunghezza, & groezza tale, che ia leggiera, & forte a batanza.

MODOLO PER ACCOMMODARE opra la Cazza

Et opra queto modolo i uolger la detta cazza, facen dole fare il uo concauo ben tondo. Auuertendo che quella parte che v pota opra il modolo, non opragiunga l'altra, perche arebbe d'impedimento nel metterla nel pezzo; la qual cazza ridotta alla ua perfettione, ar come queta, che qui in diegno i uede.

CAZZA ACCOMMODATA opra al uo modolo.

CAZZA INHASTATA con il uo modolo.

Hauendo dato il modo di fare le cazze per li Mochetti, Falconetti, Falconi, Sacri, & Apidi, che tirano ino a libre dodici di palla; qui decriuerai anchora il modo per fare quelle de' Cannoni, le quali i faranno a quello iteo modo, che s' detto nel fare quelle di opra; Eccetto che quete uogliono eer lunghe alquanto piu di palle tre, cio un dito, per ripetto di quel mezo cerchio che i fa nel la cima di detta cazza; non intendendo quello che poto opra il modolo. Ma opra il tutto queta uuole eer per larghezza un poco cara, talche quando ea i metter nella canna del pezzo, gli habbia a ballar dentro, & quella carezza, che per largo e gli leua, uuole eere aggiunta nella lunghezza, per caricare piu giuto, & icuro. Quelle delle Colubrine uogliono eer lunghe palle tre, & due terzi; Di larghezza poi i faranno medeimamente, come s' detto nel far le altre; per che tutte le cazze per larghezza uanno fatte ad un medeimo modo; & quete delle Colubrine i fanno piu lunghe, perche i pezzi ono piu lunghi.

Reta che i motri, come i hanno a fare li cartozzi, per caricar i Cannoni perieri; i quali i fanno pigliando la larghezza della camera del pezzo, (perche queti pezzi hanno una larghezza nel fondo, ouer culatta minore dell'intrata) in queto modo. Piglia vno tiletto di ferro, nella cui cima ia tanto di rampino che poa entrare giu per la lumiera, ouero fogone, come arebbe queto, che qui otto i uede

Ilquale cacciato per ea lumiera fin'al fondo della came ra, i far un egno ad eo tilleto, appreo al pezzo, con vna lima, ouero con qualche altra coa. Poi i leuar eo ti letto, talmente che i faccia intoppar quello rampicino nel la uperficie della parte di dentro del Cannone, & quello i terr aldo, di nuouo egnando con la lima alla uperficie di fuora uia, come i fece da prima; & leuato tutto fuori, i miurer da un egno all'altro; percioche tanto ar la larghezza della camera. Queta medeima larghezza ancora pigliar i potrebbe ad un'altro modo, facendo far eun cocco ne di legno al torno, che fue piu tretto da un capo che dall' altro, & in cima ad vn'hata s'accommodae in queto modo.

COCCONE INHASTATO PER tuore la larghezza della camera.

Et queto cacciar nel Cannone quel tanto che i pu nella bocca della camera; & torcendolo due, tre uolte, far si che l'orlo della detta camera faccia egno intorno ad eo coccone. Poi tiratolo fuori, i ueder il egno fatto da det to orlo; percioche quello ar la larghezza della camera. Et per queta via i veder ancora e ea camera ar piu larga di dietro, che dinanzi, vedendo le due miure e ono vgua li, ineguali, cio del rampicino, con quella del coccone. Hauuta che i hauer la larghezza della detta camera, farai vn modolo di legno ben tondo, di groezza alquanto minore di ea larghezza della camera, & opra di quello i tagliaranno gli cartozzi tanto larghi, che quando aranno cu citi, il detto modolo gli entri dentro ben errato; la lunghezza de quali i far tanto, che le poa tar dentro vn terzo di poluere di quello che pea la ua palla; percioche queta la ua ragione da 29. ino a 100. & da cento in s, i caua cinque per cento. Al quale cartoccio i metter da vn capo vn fondello tondo, & grande quanto ar groo eo cartoccio, & a queto modo ar compito.

DECIMA ESSAMINATIONE per fare li Scoppatori, ouero Nettatori.

Piglii vn'hata lunga vn pi, & mezo, di piu della lunghezza di quel pezzo, che i hauer tolto per fargli il uo coppatore, ouero nettatore, & nella cima di quet'hata, ui i ficcher un modolo ben tondo, lungo intorno a mezo pi, il qual modolo uorrebbe largamente andar nel pezzo; percioche gli v poto opra vna pelle di catrato, c'habbia lungo il pelo, & con queta pelle coprendo tutto quel modolo, & inchiodandola opra beniimo con le brocche, ar fatto lo coppatore, ouero nettatore; intendendo per che ben errato entri nel cannone.

Conueniente coa anco mi pare di dire, come i fanno li ti uadori, ouer calcatori; l'uo de quali , che s'addoprano per calcare la poluere ne pezzi, & per pingere la palla, e botto ni, che i fanno di sfilacci, ouero di trame, & li cartocci nel la camera de cannoni perieri. Piglii adunque un'hata lunga intorno a due piedi, di pi della lunghezza della canna del pezzo, a cui i propoto di far lo tiuadore, & da un de capi di quet'ata e gli caccier un coccone fatto al torno, groo tanto che poa entrare giutamente nella canna del pezzo; lungo quanto ar una uolta & meza la ua groezza; il quale tiuadore ar come queto qui otto in figura diegnato.

STIVADORE, OVERO Calcadore.

Ilqual modo erue per farne ad ogni altro qual i voglia pezzo.

Importante coa mi pare ancora il trattare del caricar de pezzi, prima incominciando dalli Cannoni perieri, i ha da apere, che queta orte di cannoni ono incameradi; per gli neceario a caricarli con li cartocci fatti nel mo do che i inegnato a fare: i quali cartocci uolendoli met tere nella camera del cannone, fa metiero hauere una caf fetta fatta nel modo, che qui i dir. Piglii un pezzo di legno dolce, lungo quanto ar lo cartoccio di quel pezzo che i tolto a fargli la ua caffetta, percioche ogni cannone periero vuol hauere la ua caffetta; & queto legno i fac cia ben tondo, i che entri giutamente nella canna del pezzo; poi giutamente i diuida nel mezo per lungo, & una di quelle parti i deue cauare nel modo ch un coppo, & nel la forma, che queta caffetta compita qui otto i uede.

SCAFFETTA.

Auertendo che ea Scaffetta non uuol eer piu groo, n pi ottile quanto la gengiua, ouero orlo della camera, accioche il concauo di ea caffetta uenga a corripondere giutamente alla bocca della camera; poi da un de capi di ea caffetta i attaccar uno pago, come nel diegno i uede, da poterla poi tirar fuora del pezzo. Fatta che i hauer queta caffetta, i piglier lo cartoccio, al qual i dar due taglietti, ouero e gli far un buco dal capo uero il fondello; poi eo cartoccio i metter opra la caffetta co'l taglio, ouero buco uoltato in s, talmente che quando eo cartoccio ar nella camera, quel taglio, ouero buco corriponda al buco della lumiera, ouero fogone; & eo cartoccio poto opra la caffetta, i metter nella canna del pezzo, & i pinger fino al toccar della bocca della camera del pezzo, & con lo tiuadore i; pinger lo cartoccio nella camera; poi i tirer fuora la caffetta con lo pago, accommodato come i detto di opra, & con lo tiuadore i calcher beniimo la poluere, cio lo cartoccio nella camera del pezzo. Fatto che i hauer queto; uolendo tirare, di ubito i metter dentro il coccone, ilqual vuol eer fatto di legno dolce, cio di alice, ouero pioppa, & alquanto pi ottile dinanzi, che di dietro; & per mettere eo coccone nella ca mera, i dee hauere un'hata con una punta di ferro, ouero una picca, per cacciarli opra il coccone leggiermente, nel modo che qu in diegno i vede.

Et a queto modo eo coccone i porger nella bocca della camera, & cuotendo poi l'hata, la punta lacier il cocco ne; & coi ea hata i tirer fuora del pezzo, & il coccone rimaner nella bocca della camera, il qual uuol'eer calcato dentro beniimo, & per calcarlo neceario hauere un calcadore come queto, che qu i dir, & ueder in diegno. Prima trouii un'hata di buoniimo legno ben duro, lunga intorno a due piedi, di piu di quello, che ar la canna del cannone periero, & groa quanto bati a non i rompere, & nella cima d'ea hata i accommoder in modo d'un cal cadore, ancora nella detta hata appreo la cima un piede & mezo, i accomoder una girella che ia tanto alta, che il calcadore batta nel mezo del coccone; & dall'atro capo della detta hata, i metteranno due pezzi di hata per lo trauero, come queto , che in diegno i uede.

CALCADORE PER CALCARE il coccone nella camera del cannon periero.

Il quale i metter nella canna del pezzo, due pero-ne pigliando quei traueri con le mani, & coi percotendo nel coccone, quella girella far piu furioo il battere, & gui der giutamente il calcadore battere nel mezo del coccone, & percotendo tanto, quanto eo coccone potr entrare. meo che s'haur il coccone, vi i dee mettere vn bot tone di sfilacci che li vada ben errato, & dietro queto vi i metter la ua palla di pietra, poi vn'altro bottone di sfilacci; Ancora dietro queta caricatura, vi i potrebbe met tere una Ianterna fatta di legname, come queta che qui in diegno i uede, ouero fatta nel modo, che i fanno le cete.

Ancora i potrebbe fare di lametta ottile, laqual lanter na fue piena di quadretti di ferro, ouero di piombo, groi quanto arrebe vn'ouo ridotto ul quadro. Medeimamente e gli potrebbe mettere delle pietre tonde di queta groezza, che coi ar caricato il cannon periero.

Ma da auuertire, che e per cao non i uolee tirare eo cannon periero di ubito, non i dee mettere il coccone di legno, ma olamente un bottone di sfilacci, che vada in ea camera ben errato; & con lo tiuadore calcarlo beniimo, & queto i fa che accadendo, che la poluere i uenie ba gnare, ouero che ea per qualche altra coa i uolee cauar fuora, eendoui il coccone, arebbe difficiliimo, & lungo; percioche uolendolo cauare; biognarebbe hauere una tri uella della lunghezza di quel pezzo, & con quella forare il coccone in piu luoghi, & con uno carpello di quella mede ima lunghezza, carpellarlo, & tagliarlo a poco a poco, laqual coa arebbe pericoloiima, & lunga. Gli ben uero che caricando eo canon periero enza coccone, la pala non haurebbe quella uelocit, & non anderebbe coi lontana come farebbe eendoui il coccone.

Il caricar poi de mochetti da braga, iquali hanno il buco da un capo, & dall'altro, i fa in queto modo. Prima i troue r il uo macolo di ferro opra forcadi parimente di ferro poto, & quello s'empir di poluere enza calcarla. Mea la poluere e gli metter un coccone, cacciandolo per forza con una mazza di legno, fatto queto i piglia la palla, mettendola nel mochetto da capo, doue ua fitto il macolo, & auanti che i metta la palla, i pone un poco di sfilacci, ouero trame nel detto mochetto, accioche la palla uolendo tirare a bao non cachi fuora: dop mea la palla, metterai il macolo, & per far che'l detto macolo tia ben errato, & fermo nel mochetto, i metter fra'l macolo, & la braga, vn conio di ferro calcandolo con la mazza; & queto i fa accioche quando e gli d il fuoco, il detto macolo non eca fuora, & vccida il Bombardiero, & a queto modo cari cato il detto mochetto da braga, i ha d'auuertire che vo lendolo caricare s'inechi il buco, cio il fogone che nel macolo, & diaegli il fuoco.

Dop queti mochetti, habbiam'a dire di quelli da gio co, iquali vanno ne'letti con le ruote, come vanno i canno ni, & caricarli, i coper prima beneimo con il uo cop patore, & dopo che ar copato, & nettato, piglii la ua cazza, & perche queta orte di mochetti i va a caricar in vn tratto, per la ua cazza vuol eer lunga palle ei, enza quella che v pota opra il modo, & larga quanto le altre, & com quati in vn tratto i metter dentro la poluere che gli fa r biogno'; mea la poluere, ia ordinato, che dall'altro ca po dell'hata della cazza, ia lo tiuadore, ouero calcadore, & con quello pinga la poluere al uo luogo; poi com trame, sfilacci farai vn bottone di groezza, che poa entrare errato nella canna del detto mochetto, il qual vada cop pando u tutta la poluere che nel pezzo, & la tener dentro vnita inieme, per che coi la palla vcir con maggior fuga. Fatto queto, i metter la palla, & con lo tiuadore i cal cher dentro beniimo, & dietro la palla i pu mettere vn puoco di trame, ouero di sfilacci, acci che la palla tia appreo alla poluere, per che v com maggior fuga, come s' detto nel caricare i mochetti da braga. Fatto queto s'ine chi, & metta egno, dargli fuoco, quando far biogno.

Nella maniera che i procede in caricare queti mochet ti da giuoco, com queta itea i proceder com ogni orte di pezzi, s cannoni, & colubrine, come mochetti, falconetti, falconi, acri, & apidi. A tutti queti dando due cazze di poluere, ma non colme, eccetto a queti mochetti da giuo co, i quali i caricano in vna fiata; & tutti queti i caricano con cazza, coppatore, & tiuadore; Auuertendo, che i can noni groi, cio da dodici in s, vogliono hauere la cazza, lo tiuadore, & lo coppatore eparati l'vno dall'altro, pero che ono lunghi, & arebbe difficile, & gran fatica al Bombardiero il maneggiarli. La doue le cazze, tiuadori, & cop patori de'cannoni piccioli, cio da dodici in gi, per eere corti, ono pi facili da maneggiare, & perci a quelli i pu mettere la cazza da vn capo dell'hata, & lo tiuadore dall'altro capo, ouero coppatore. Et in queto modo i proceder a caricare tutti i pezzi.

Si habbia anchora auertenza, che andando al gouerno d'vn pezzo, che hauee la ua cazza fatta, che ella non foe fatta da caricare in vn tratto olo; il pezzo oltra il uo douere non i carichi, & coi venga a creppare, (perche vi ono de Bombardieri, che vano di far le cazze per caricare in vn colpo olo) perci biogna eere auuertito per uo vtile, & honore a non errare.

Ma laciando a dietro i pezzi di bronzo, dirai delle Bom barde di ferro, lequali tutte tirano pietra, & que te bombar de vanno incaate in zocchi fortiimi, & ben accommoda te con buoni traui; & i caricano con macoli di ferro, iquali vogliono tare beniimo aettati, fine che venendo il tempo di dar quelle il fuoco, la bombarda non repiri ilche auenendo, ella non farebbe buona operatione; & il uo macolo v pieno di poluere enza calcarla. Dop pieno che ar, e le caccier vn coccone di legno dolce per forza, come i detto, & meo il coccone nella bombarda, dietro al macolo ia poto vn conio di legno fortiimo, & fitto com vna mazza piu potere; ilqual conio ar fra'l letto, & il ma colo, ma tra'l macolo, & il conio metterai vna piatra di piombo, ouero qualche pezzo di carpa vecchia (non hauen do per piombo) perche queto tien che'l macolo non fa tanto ribattimento, come farebbe enza, per ripetto del le gno, & auanti che'l macolo nella bombarda ia, ui i pone prima vn poco di sfilacci, o di trame, acci che la palla non poa correre fuora, a tal che i ponga la palla, & appreo ad ea i ponga il macolo, dop il conio, ben calcandolo, & battendolo. Fatto queto mettai a egno, & i tiri quando occorrer il biogno.

Et perche pee volte accade che biogna tirare in quache luogo particolare, caricato, che ia il pezzo, habbiai il piombino, & i vada auanti del pezzo nella bocca, & nel me zo ia meo vn legnetto per trauero, ben errato, & giutopoi colocarai il piombino dauanti la bocca del pezzo, & farai che'l piombo cada perpendicolare nel mezzo di quellegnetto; & come ar appiombato, ia egnato in cima alla gioia, con una lima. Poi vadai nella culatta del pezzo, con vna tazoletta, ouero riga di legno, di ferro, & mettai a trauero equiditante all'orizonte. Fatto queto, i far calare il piombino a canto al pezzo, toccando co'l cordoncello la tazola, & quando il piombino ar appreo al pezzo farai vn egno in s la righetta, non mouendola; Al che i proce-der tanto da vna parte, quanto dall'altra, non mouendo la righetta, & coi infra quei due egni trouerai il mezo. Tro uato che i hauer il mezo, non mouendo la righetta per lo ponto di mezo d'ea righetta, farai vn egno u la gioia del pezzo, come fu fatto dauanti, & queto i dimanda partir vn pezzo. Fatto queto, i ponga lo tiletto penetrante per la lumiera del pezzo, tal che tocchi il fondo, & ia egnato u lo tiletto agguagliato alla gioia di oprauia; poi i ander dauanti ponendo lo tiletto ul fondo della bocca. Et doue fu fatto il egno con la lima opra la gioia in mezo a quel e gno, ia poto vn punto che vada tanto alto, che tenendo lo tile u'l fondo della bocca, quel punto vada a trouar quel e gno, che fu fatto con la lima u lo tiletto di dietro dal pezzo, & come ar meo il detto egno, neceario che ia ben dritto. Poi ritornii di dietro, & traguardando con vn occhio per mezo quel egno, che egnato u la gioia di dietro per di opra la cima di quel punto, che fu meo auanti, guardii nel egno doue dar biogna, di maniera, che quel egno di dietro alla cima del punto co'l egno doue i vuol dare, iano diritti ad vna linea, n pi alti l'uno dell'al tro, n pi laterali uno dall'altro. Il che i domanda di punto in bianco. Et e'l pezzo ar giuto queto modo, empre colpeggier, l doue ar meo egno; & queta la ar gione de tiri d'ogni orte di pezzi; & come ar tirato un colpo, ouero due, & che non fue ben giuto, ia pota in dicretione di chi tira emen dare il pezzo, facendo piu alto, o pi bao, o per fianco, o da altro lato.

IL MODO C'HA DA SERVARE IL BOMbardiero, andando per Mare.

HAuendo in qu trattato il modo che i deue tener per terra, hora i dir come gouernar i debba per mare. Egli noto, che volere andare per mare, i cotumano altri modi, che non i fanno per terra; & prima andando per capo d'vn Galeone armato, ouero altra naue, pure in qualche Galea groa, ottile, fa biogno prima dar vna poliza, ouero lita al patrone, u la quale tu habbi fatto il calculo delle robbe che biognano far fuochi arteficiati, per battaglie, & ancora per fete.

Prima correndo i uoi ordini, che occorrono per fuochi, dir il buon prattico, io ho da far per lo nauiglio tante trom be, & tante pignatte, & tante picche, & tanti verettoni, frec cie, ouero dardi, & ne uoi ordini trouer le orti delle miture, & coi per uo ingegno far il conto della quantit, & qualit delle robbe, ouero miture, & diten der a orte per orte le libre, & le oncie, che faranno biogno, s di ogli, co me di camphore, & d'ogni altra orte di robbe, le quali aran necearie per conto di far fuochi, & empre criuendone d'auantaggio per caua che alla giornata vien delle occaio ni da far qualche feta; doue e ar ben prouito, potr farihonore. Altrimenti i rimarr in vergogna, & oltra di queto fa, che per buom ordine tu faccia fare le ue trombe al tor no con quel modo che i ricerca. Dop farai far le ue pignatte con quell'ordine che i ricerca, & empre farai farne quella quantit che potr batare per l'honor tuo. Dietro a queto, farai fare la dicretione della quantit de gli sforzi ni, che faranno biogno per ingegnar le trombe, poi farai vn' altra decrittione della quantit della cordicella, o sforzina ottile che vorr per cinger picche, & dardi da fuoco, & per far qualche palla per conto di fete, qualche altra coa, che empre ha luogo per beneficio del Bombardiero. come in ligamenti da fete, & d'altri biogni.

Dapoi che i hauer fatto il calculo delle predette coe, biogna ancora far vn'altro calculo, ilquale il aper (come s' detto altroue) come i ha da caricare i cannoni perieri; perche in quete naui i carica con cartozzi ogni orte d'ar tiglieria, cominciando da vna libra ino a 120.

Et per i far il conto della quantit, e qualit delle boc che della artiglieria, che hauer in nauiglio, & far il calculo di quanto futagno an der per ciacuno cartozzo, dapoi far la dicretione quanti cartozzi uorr ogni pezzo quel uiaggio, che i hauer da fare, & poi la omma della quantit delle braccie, che ne ueniranno. Dopoi farai un'altra decrittione quanto pago ottile uorr per cucire detti cartozzi, & giungeruene dauantaggio per ligar delle rocchette, & of fioni, & qualche altra coa; come empre accade, & ancora far una decrittione della quantit della carta, che biognae per conto di far rocchette, & offioni per far fete, & tutte le predette coe metterai in una poliza, ogni coa per e, affi ne di fornirene, e quando i compreranno le robbe, empre dauanti metterai fuora la omma di quello che aranno co tate, per potere ad un biogno motrarne il conto a chi uo lee uederlo per coneruatione dell'honor tuo.

Oltra di queto, i far una decrittione della quantit del alnitro, & olfo, & altre coe necearie per far poluere; perche accadendo farne, e racconciarne, e per cao i guata e, ouero ti fue ara, tu appia in che modo rihauerne. rifarne, altramente ammendare il tuo biogno, apendo che tutte le predette coe i domandano apparecchi, ripetti ad uo di Bombardieri, & masime in mare, perche non i troua ad ogni hora quelle commodit, che i trouano in terra.

Saper ancora, che all'huomo di queta profeione bio gna eer molto auuertito per conto di mettere l'artiglieria in ul uo nauiglio, & accomodarla, & aperla compartire ne pi biognoi luoghi del nauiglio, & maime, come ono la poppa, & proda.

Ma s'egli ander u le naui armate, appia che empre a poppa uogliono eer de pezzi piu groi, & a proda, a meza naue auanti, & per li fianchi cannoni da 20. & dico che otto alla prima coperta, & a dietro a meza naue metter due perieri da cento, uno per parte, & di opra otto al caaro qualche cannone da 20. accompagnandolo con qualche a cro da 12. Et per le balconate mochetti da braga, poi in u la tolda metter falconetti da 3. ouero da 6. accompagnati da qualche cannone da 20. poi in u'l baladore mettera piu mochetti da braga che potr, accompagnati con qualche fal cone da 6. poi opra il caaro acconcier falconetti da tre, e ne potr hauere, e non de mochetti, accompagnati alle firade da uoi acri da 12. ouero falconetti da 6. ma meglio ono due acri. Poi nella Gabbia grande, & picciola, concier de mochetti, almeno quattro u la grande, & due in u la picciola. Dopo in compagnia al timone aetter due perieri da cento, & due altri per li fianchi, & a proda opra la camera nelle artie, acconcier due cannoni da 20. ouero due meze colubrine. Et coi da acente compartir le ue artiglierie, & empre cerchi di fornirene di piu quantit che potr, e piu della groa, che della minuta, & maggiormente delle colubrine per la ua paata, & ancora a proda per gium gere il nemico, eguitandolo, & a poppa per difen deri dal nemico fuggendo, a meza naue per combattere & per ico tari, & battere fondo il nemico.

Sappia ancora che in vna naue groa, ouer Galeone armato, potr capire queta ottocricta artiglieria accomodando Ia ne uoi luoghi, come qui di otto i dir.

Prima a proda i potran mettere due cannoni da 50. oue ro due colubrine, poi otto tolda metter quattro cannoni per parte, da 50. ouero da 40. & dietro a meza naue vna pe riera per parte da 100. otto coperta cannoni tre da 20. per parte, al timone, due cannoni, ouero colubrine da 50. Gi in compagnia al timone, potrai mettere due Bombarde da riparo, da adoperare le lanterne di caglia, per li fianchi potr mettere due cannoni da 50. in camera alle ortite, a pro da i metter due cannoni da 20. Dopo in u la tolda, ei falconetti da 6. cio tre per parte, con due acri da 12. per parte; otto aI caaro mettai due cannoni per parte da 20. con una meza colubrina, per ogni balconcino un mochetto da braga, opra il caaro quattro, ouero cinque falconet ti da tre per parte, con due acri alle firade, uno per cantone, di oprauia piu mochetti da braga che potr; & a poppa pur ul caaro i metter mochetti da braga pi che potr. Et quattro per poppe; pocia in ul baladore al primo olaro acconcier due falconi da 6. uno per parte, & ad ogni bal concino un mochetto da braga, coi al econdo, & al terzo olaro. In gabbia del trinchetto per proda due mochetti, & u la gabbia del trin chetto per proda due mochetti da braga, nella camera del patron per poppa, acconcier quattro mochetti da braga, ouero due falconetti da tre, & coi facendo hauer ben guarnito la ua naue, ouero galeone, & non ha da rincrecere la troppa artiglieria groa, o minuta, mezana. Ancora tutti i pezzi uorrebbono eere enza uida.

Dapoi che hauer eletto tutta quella artiglieria che far biogno, faccia una buona decrittione delle palle, econdo la orte de i pezzi, & pigline buona quantit, & d'auantaggio, accioche non gli ne manchino, perche arebbe il nauiglio impacciato. Et queto t alla buona dicretione del Bombardiero, & alla ua ufficienza. Dop le palle auuertica a macoli per li mochetti da braga, perche due macoli biognano per ciacun mochetto. De quali empre tienene un carico mentre i combatte, & che l'altro i carica per non laciare mai la naue enza peranza, & aiuto di poteri difendere.

Fatto queto dicoro, il perito far la dicretione della poluere, econdo le orti de i pezzi che hauer, facendo il conto quante libre porta per ogni colpo che tira. Et poi far una dicretione per ogni paa che facee com tutta l'artiglie ria quanti barili di poluere ui anderebbono. Et coi dicor rendo quanti barili di poluere gli biognaero per tutto il uo uaello, procurer di hauerne empre dieci, & piu al uo comando per far fuochi, & altre coe necearie, oltre a quelli che gli faranno di metieri per li pezzi delle artiglierie, a pota de quali non far conerua di meno poluere, che ia a batanza da tirare 40. ouero 50. colpi per ciacuno di quelli.

Sappia ancora che ad ogni pota biognale ue ritenute per mettere ogni orte di pezzi groi, le quali vanno di gomene groe, che tengono i pezzi che non i aretrino quando iano parati; & ancora biogna per ogni pezzo groo vn capo di menallo, con due paranchi da due raggi per aggiar dentro, & fuori li pezzi; & ancora a ricciarli quando marizada, & che le oprauiene fortuna; & ancora far che habbia qualche aile, & ruote, per cagione di ciacuna orte di pezzi groi; & ancora non iparagni hauer delle ae aai per mettere otto l'artiglieria, & per far conij; & an cora far che habbia pironi di ferro per ogni orte di pezzi, & chiauette di ferro per piu ripetti, & ancora delle lancie per far li coppoli, & cazze, & empre d'auantaggio, perche molte e ne rompono.

Fatto che hauer tutte le coe precedenti per conto dell'artiglieria, far che habbia con eo lui vna caetta co uoi ordini, & forma di rocchette, & aghi da acco, per cucire gli cartozzi, & far altro. I uoi ordini aranno martelletti, manerette, lime di piu orti, una incudinetta, rape, triuellette, un bronzino da colla, tenaglie da punte, & da moro, qualche buolo di ferro per cauar gli cartozzi, qualche lanzetta di ferro per cauar le palle fuora de pezzi; anchora habbia del lapis roo da egnare, un trappano, una pea alla groa, & ottile, un bilanzone di rame per pear la poluere, un cazzolo diferro da colar piombo, una forma di palle da mochet to, & delle altre per ogni orte di pezzo, inino a dodici e potr, & ancora hauer qualche patiero di corno, ouero di ferro, per impiombare qualche ritenuta, ouero altro; & anco ra far che habbia il uo accialino in ordine, & un corno, & vn batone intagliato per dar fuoco all'artiglieria, & ancora biogna vna eghetta, qualche carpello, con qualche gubia, che empre accade qualche coa per conto dell'arte; & ancora biogna hauere vno quadro, con vn piombino, & vno, ouer due compai di ferro, & de cerchielli, & delle miure, di tutte le bocche che hauee u la naue, per cernire le palle, per qualche uo Bombardiero che non fue molto prattico. Vn mortaretto di bronzo, il pitello di ferro co uoi buccati, & vn criueletto, e per cao gli biognae raffinar poluere. Vno ferrale di corno per molti ripetti, & qualche candela, perche vengono delle occaioni, che l'huo mo non i pena. Vna forfice da arto, vna punta da marangone, qualche pezzo di banda, ouero di rame, lama di ferro, che empre accade far ogni giorno qualche coa per conto dell'arte. Et non ar coa biaimata di hauere vna cal derola di rame, & vna cazza forata per refinare il alnitro. Et anche vn calderolo grande di rame, di mezo ecchio per mettere il alnitro a congelare.

Come ar in ordine di tutte le anteditte coe, & che ar montato opra la naue, & cominciato il uiaggio, prima chia mer i Bombardieri, & far tor la miura della bocca di tutti i pezzi, & prima taglier tutti gli cartozzi, quel numero dandone per ciacun pezzo che a lui parer, & gli dar a uoi colari, & gli far cucire; fatto queto, tutte le ritenute metter a uoi pezzi, & comincier i uoi paranchi a pezzi, con ette, & conij bene da buon prattico; poi far gli couoli, & inatar le cazze, & altri eruigij. Dapoi torr almeno due gomme vecchie da fare muelli, & sfilacci, & coi far fare a uoi Bombardieri muelli, & sfilacci per mettere ne pezzi; dapoi far fare per ogni pezzo il uo coccone in bocca, & ancora delle marizzate. Come aranno fatti li cartozzi, a quelli de cannoni, egna co'l lapis tre bocche, cio tre palle, & a quelli delle colubrine egna tre e meza, & a i acri, falconi, & falconetti, egna palle quattro. Et come haur fretta impica ino a quei egni di poluere enza peare, che hauer il douere, & con ua commodit empir gli cartocci peo; dapoi fatto ogni coa, ander dal uo Capitano, ouero patrone domandargli licentia da caricare l'artiglieria; & coi con diligenza i cargher tutta la groa, & minuta, & eguir il uiaggio.

Detto il modo che i cotuma, & quello che biogna opra un galeone, ouero barza armata, & la quantit, & qualit dell'artiglieria, che portano tai nauigli, & il gouerno del bombardiero, qu di otto ho da trattare il modo & condi tione dell'artiglieria, che porta vna galea groa di mercantia in viaggio, & prima.

Quando ar biogno andare capo di una galea groa, pri ma veder l'artiglieria, che far biogno per la galea; & appia, che proda i mette un cannone da 50. per fianchi due colubrine, una per fianco u le arganelle, due falconetti da tre per lato, uno inzoccado u le forcadi, & ul paretolo un paauolante da 16. inforcade che ono in Coria, alla poza uno curtaldo periero da 30. per banda, ouero due cannoni da 20. uno per fianco, in zardino da poppe un falcone da 6. dalla parte del fogone, in forcade, poi otto poppe un acro da 12. nel uo letto, carnali due apidi da dodici, per alu tare, & fare ancora fattioni biognando.

Et quando foe richieto con queti nauigli, & che anda e in armata, tar a lui ad accommodar s dell'artiglieria; ma appia che proda, uicino gli occhi tarebbe molto bene una periera di bronzo almeno da 100. per sfondrare nauigli del nemico, & far fracao di gente con le lanterne che i adoperano in quelle piene di caglia, & per fianchi d buona artiglieria groa, come meglio paree a lui, perch il pi delle uoltei Capitani i riportano al coniglio de lo ro bombardieri, i che gli biogna eer molto bene auuer to per retar con honore appreo al uo padrone.

Sappia ancora, che in queti nauigli armati, nel uiaggi sempre ha da portari eco de ripetti, come s' detto adie tro, doue i parla di naui armate. Ancora habbi eco un acchetto di corame, che tenga almeno mezo barile di poluere, perche in quei i alua la poluere, per non i portar barili die tro per lo nauiglio, & coi far ancora opra le naui armate; perche qui otto tratter quello, che non s' detto auanti.

Poi quando i ander con galee ottili, opra quelle aet ter in prima a proda in corra un pezzo da 50. ouero una colubrina, dapoi perilati del pezzo groo, o a proda, acconmoder vn'apido da dodici, con due falconetti da tre, per fianco a proda vn falconetto da 3. in forcade, vn per lato, ac compagnandoli con qualche mochetto. al fogon, & al bar carizzo due bombarde di ferro da riparo a poppa appreo alli caletti due falconetti da 3. vno per lato, in forcade, otto poppa quattro archibugi da pota per ogni lato in u le forcade di ferro, & coi per poppa acconcier un falcone da 6. ma non tarebbe niente male il aperlo acconciare otto al paggior in vna coria, che i potee acondere a meza galea. In coria vn falconetto da 3 inforcade, che poa girar attorno; opra quete galee non vanno altre orti d'arte glieria, aluo che i pu eruire di qualche mochetto d'auantaggio.

Et anchora opra quete galee debbe colui che deidera uar queta eccellente arte, forniri di ripetti, come s' detto per auanti, & oltra di queto in cambio di ritenute i f in queti nauigli due tramazzi di gomene nella coria dietro al pezzo groo, accio che non uada ribattere nell'arbore; del reto i fornir, come tato detto di opra, parlando de gli altri nauigli.

Ho detto ne' precedenti capi l'ordine, che i ha da tener opra le naui armate, & galee groe, & galee ottili. Ma del le naui de'mercanti non ho ancora fatto mentione, n etiandio dourei farne, apendoi da tutti, che opra quelle, il piu i uano bombarde di ferro, & altre coe, lequali non meno fanno biogno in u quete orti di naui, che nelli nauigli armati. Tuttauia accioche non paia, che io di quelle mi ia cordato a trattare, qui di otto ho preo a ragionarne.

Et per dico, che hauendo io fatto noto tutti gli ordini, che ha da tenere ogni pratico Bombardiero in mare, ho o pra ogni altra coa, ancora per la alute, & honor uo, da inegnarli queto.

Che quando ar per guarnire il uo nauiglio (ia di che orte i uoglia) prima andando al magazeno per cieglierne l'artiglierie, auuertica a pigliar pezzi aldi enza alcuna ma gagna di dentro, n di fuori; & per uederla dentro, metta opra un'ata una candeletta accea, & la cacci nel pezzo, & uada guardando beniimo, & percuota per lo mezo dioprauia, con un martello grande in diueri luoghi, & econdo il uono chiaro, o rauco ch'ella render, coi appia go uernari.

Quando ar per andare in uiaggio, doue gli parer, che ia qualche poco di opetto, domandar licenza al patrone uo di preparari a far de'fuochi, come trombe, pignatte picche, & imili coe, lequali al uo luogo s'inegnar a fare. Per ander co'l trinchetto a terra a fari una tenda, (ouero ander in qualche caa uuota,) & co'uoi ordini far le ue trombe, & tutto quello che uorra fare, perche tali fuochi non biognano eere fatti opra i nauigli per ripetto di qualche incendio, & per incommodit di molte coe.

A SAPERE LE OPERATIONI che fanno il alnitro, & il olfo, & il carbone nella poluere.

IL Solfo, & il alnitro ono quelli che menano la forza, & la gran fuga, & il carbone quello che d caua di far quella vampa alta; i che volendo fare poluere, fa biogno di apere tutte quete coe.

MODO DA FARE SALNITRO di terra.

Raccolgai terra in luogo coperto, & che al guto morda la lingua. & che gettandoi nel fuoco, mandi aIcune fauille; laqual terra non i vuol cauare otto terra piu di tre dita; & buona ne luoghi doue i calpetra; & fatta ben minuta, i metter in una tinella, ouero matello, che habbia un buco nel fondo, per loquale habbia a colar l'acqua, ma ia coperto queto buco com un pezzo di coppo, ouero codella di terra, che ar meglio. Poi metta opra la terra coi minuta calcata attorno al matello, ma non in mezo, & i metter opra dell'acqua chiara piam piano vn ecchio, ino che la ter ra orba quella; poi aggiungeraene dell'altra, inino che la terra con queto ordine ar bem abbeuerata, & che opra uanzi vn palmo, laciandola coi vn giorno, & vna notte. Poi ha da tirar fuora la pina di otto al fondo, & laciarla colare a gozza a gozza, in che non gozzi pi, & torneraela ancora opra, facendola paare gi, come prima, poi i eruar da e, & queta i chiama acqua di piede; pocia i far paare dell'altra acqua, laqual i eruer da per e, gettando poi via quella terra, & mettendone dell'altra, & farai paare la pri ma, & econda acqua, come s' fatto di opra, facendola pa are tante volte che ella incenda la lingua, & fin che meoui dentro vn'ouo, ella il otegna, perche queta la ua vera proua. Piglii poi quet'acqua fortiima, & mettai in vna caldaia bollire, & quando leuar il boglio, cala il fuoco, & leuale la piuma, & eruaralla; poi i torner far bollire in fretta, & econdo che l'acqua v calando, ne metterai dell' altra, & la tenerai pumata, & eruaralla ino che mandi piu ma berrettina molto pea, cio dura. Vito queto, torrai delle goccie della detta acqua con la cazza, con la quale i piuma, & farai la goccia opra vn ferro, perche s' ella i con gela, l'acqua cotta, ma non i congelando, farai bollire ino ch'ella fa quel egno; poi i leuer dal fuoco, eruandola da vna banda, & quet'acqua s'addimanda la maetra.

Piglii della prima acqua, facendola bollire come hauerai fatto con l'altra di opra, empre piumando, inino che faccia la piuma berrettina, laquale s'andarebbe attaccando al vao; & anco metta dentro l'altra berrettina, che ha fatta dinanzi, & facciai bollire inieme, in che fa quel egno del congelari, ma non troppo tenero; perche non arebbe cotto oicienza; n molto duro, che arebbe aro; & s' ella foe troppo dura, pongaui alquanto di acqua freca, che torner buona, facendole leuare il boglio, & laciala chiarire in quel vao, ouero trauaato per inclinatione non coli la feccia, & quello il ale, che fa il alnitro; poi conuiene laciarla congelare in luoco humido, errato, ocuro, che diuerr buono alnitro, acconciando quel uao in maniera, che l'acqua e n'eca fuora, la quale non ar congelata, & lo laciarai colare per due, ouer tre giorni; poi caua fuora il alnitro, & quell' acqua che rimarr, i domanda acqua maetra; & queta i alua, perche ogni hora che facee biogno, e ne poa aggiungere, come s' detto di opra, doue fu inegnato a farla: & coi ogni volta che i hauer cotto il alnitro, reta la maetra; & queto l'ordine del fare il alnitro di terreno.

MODO DI FARE IL SALNITRO di fior di muro, cioe quello che nace opra i muri.

Prima raccoglierai il alnitro, coppandolo giu del muro, & come ne hauerai quella quantit che ti pare, torrai del la calcina viua la quarta parte del alnitro, la qual i far ben bollire con acqua, poi leuala dal fuoco, & laciala chiarire, colandola poi in vn'altro uao. E queta i chiama acqua di calcina, ouero licia; poi metti il alnitro in un matello, & gettali opra quet'acqua, ouero licia, & mecola molto bene fin tanto che il alnitro ia disfatto con l'acqua. Poi colarai quet'acqua per la pinetta del matello, come di opra fu fatto, & quando l'hauerai colata, la farai bollire inino ch'ella i congeli, come s' detto di opra, non gi troppo du ro, perche arebbe aro, n ancora troppo molle, che non a rebbe cotto a batanza; & e foe troppo cotto, aggiungai un poco d'acqua freca, che ritorner; poi leuarai dal fuoco, & farai come dell'altro, tenendolo piumato con la cazza, & a queto modo farai il alnitro nella concia del primo cotto, & pu tare enza piu refinarlo, aluo che uolendone far pol uere, biogna raffinarlo un'altra uolta, & uenir a callare al quanto, ma non molto come fa l'altro, & queto molto buono.

MODO DI RAFFINARE IL Salnitro a guazzo.

Pigliane quella quantit che ti ar in piacere, & mettilo in una caldara ben netta, & mettiui dentro della calcina uiua ben riorata, & mettiui poi tanta acqua chiara, ouer licia, che ar migliore, che oprauanzi quattro dita, & coi faccia bollire in fretta, tenendo piumato fin che manda piu ma; & ceando di far piuma, i leuar dal fuoco; & lacie-rai afreddire, & ichiarire nella caldaia, la qual i far tare vn poco pendente, & e per cao non-i volee chiarire, i ri torner al fuoco, & e li metter dentro della cenere, & fare ancora bollire, ma non troppo, leualo poi dal fuoco, & metti la caldaia come prima, cio vn poco pendente, sbroffera i poi con acqua freca, perche quella lo aiuter a chiarire. Et come ar chiarito, i metter in vn'altro vao, vuotandolo pian piano fuora della caldaia, acci che la feccia non vada eco, & quello ar il ale, & l'altra che vien dietro, la fec cia che era nel alnitro. Poi lacialo congelare per due gior ni, o pi, econdo la quantit che ar; & poi i cauer fuora, & i far in cannelle, & mettilo a ciugare al Sole, o al fuoco, come qui dietro i dir.

Dapoi che hauerai votato il alnitro fuora di quel vael lo, nel quale ar congelato, i piglier quell'acqua, che reter, facendola bollire in fretta, piumando, s'ella far piuma, come fu fatto dell'altro, laciandola tanto bollire, che cacciando dentro vn legnetto, & mettendone con quello vna goccia opra ferro, pietra, altra imil coa, ella i uen ga a congelare; il qual egno da te ueduto, lo leuerai dal fuo co, & procederai come per inanzi ho detto che i debba fare, & e facee dioprauia una pelleina, quella ia leuata uia com una cazzola, & coi procedendo ancora come del primo; ma queto econdo non tanto buono, come il primo. Et uo lendo ridurlo a quella finezza farai precio di queto, come di quello fu fatto; ma auertirai, che non ia meo manco acqua di quello che i detto; che il alnitro i arderebbe hauendo poca acqua; & coi facendo i hauer il alnitro raffinato, il qual ar fetto per far poluere buona; ma i far bem aciugare; acci poa paare per lo tamio, ouero edaccio.

Prendai il alnitro raffinato a guazzo, & mettai in vna caldaia, a fuoco di carbone, & il detto alnitro dar un acqua, & comincier a fiorire, & disfari, ma i meedar, accioche tutto enta il fuoco, il qual diuerr in guia di pigno cada; poi leuarai dal fuoco quando ar aciutto, perche laciandolo al fuoco troppo, tutto andarebbe in bagno, & perderebbe la poanza, perche i arde, & fa gomma, la on de non arebbe in quella perfettione che era prima.

MODO DI RAFFINARE il alnitro a ecco.

Piglia vn vao di ferro come arebbe vna celata ben netta, ouero di rame, mettendola al fuoco col alnitro dentro, ben coperto, che non repiri, & farallo disfare. Disfatto che ar il alnitro, metteli dentro vna bragia bene accea enza fiamma, perche queta conumar tutto il gralo, ouero ale del alnitro; ma perche a metterui queta bragia perde alquanto di forza, meglio arebbe a laciarlo raffreddare, che venir tutto a riduri in un pezzo. Et a queto modo ar raffinato il alnitro.

MODO DI FAR POLVERE GROSSA. cio d'artiglieria.

Piglii parti quattro di alnitro, vna di olfo fino, & una di carbon dolce, cio di alice, di nocciuola, ouero di qualche altro legno dolce: il olfo uuole eer caro un'oncia per libra, piu dell'altre coe; poi iano pete quete coe, cia cuna per e tamiandole, ouer edacciandole, & mecolandole inieme, & acci che ia migliore, i debbe sbroffare com aceto bianco fortiimo, humettandola per poterla ancor meglio petare. Et queta poluere non i peta tanto come l'altre, perche ella arebbe troppo gagliarda, dando alle artiglierie il uo douere, mettendole a pericolo di far creppar i pezzi; ma ella i peta groamente; & quando ar petata a of ficienza (ilche i conocer coi, che prendendone un poco fuori del mortaio, i romper, & quando vederai il olfo minuto, & che non i vegga il alnitro, allhora ar peta) e poi cri nellarai com vn criuello; & quella che rimaner ingranellata, & che non uorr paare per lo criuello, i tornera a petare, e coi farai inino ch'ella ar paata giu tutta per lo criuel lo, & coi facendo ar fornito di fare la poluere groa, cio artiglierie, & coi i poner ad aciugare; erbandola poi beniimo ne barili ben errata. Et e per cao foti addimanda to all'improuita con che ragione i fa queta udetta polue re d'artiglieria, riponderai come pratico, & dirai di quattro & ao, & ao che ono quatro parti di alnitro, & vna di ol fo, & vna di carboni, calando tuttauia oncia vna per libra al folo. E coi dir di quella de gli archibugi di cinque, & ao, & ao; & di quella di chioppo di 6, & ao, & ao, a tutte calando il olfo vn'oncia per libra, come s' detto.

A FAR LA POLVERE d'archibugio.

Queta poluere i fa di cinque, & ao, & ao, come s' detto di opra. Pigliani adunque parti cinque di alnitro, vna'di carbone di legno di nocciuola, ouero di rami gioua ni di alice, & parte vna di olfo, calando per vn'oncia per libra ad eo olfo. E petii ogni coa ottilmente, vna dall'altra edazzandole due, ouer tre volte; poi incorpora ogni coa inieme, & tornarai a petar beniimo, & a edazzare, humettandola con aceto forte; & volendo vedere quando ar aai peta, pigliane vn pezzo fuor di quel mortaio, e ta glialo con vn colello; e ella ar negra come veluto, & che non i veda il alnitro, n il olfo, all'hora ar peta il uo do uere, poi ia granellata con vn criuelletto, laciandola aciu gare, e coi calda i gouerner ne barili.

A FARE LA POLVERE da chioppo.

Queta poluere i fa di ei, & ao, & ao, & ancora di ette, che ar migliore, cio parti ei, ouero ette di alnitro, vna di carbono, & vn'altra di olfo meno vn'oncia per libra, ma per il carbone vorrebbe eere di rami di nocciuole, che non paino vn'anno. Poi i peta ogni coa eparata l'vna dall'altra ottilmente, & i tamiano almanco tre volte per lo tamio ottile, & di volta in volta, quelle che non vorranno paare, i ripetano; & quando aranno paate tut te per lo tamio, i accompagnar ogni coa inieme, & i far paare giu per detto tamio; poi i torner nel mortaro, il qual vuol eer di bronzo per farla buona, & preto; & quete coe i torneranno a petare, & i humettar con l'aceto fortiimo, ouero con l'acqua di alnitro. Et per vedere s'ella ar peta a officienza, i far come i fatto con quella d'archibugio, & come ar peta, hauerai vn criuelletto miuto, & otto a quello un tamio chiaro; & farai che s'incai l'uno com l'altro, & granellarai quella, che and pi gi per o criuelletto, e rimaner in u'l tamio, & giu per lo tamio ander la poluere minuta, & quella con un'altro tamio piu ninuto ia tamiata, & queto ar il poluerino. la poluere minuta che ar paata per lo primo tamio, & che non hauer potuto paare il econdo piu ottile; i torner a peta re inieme con quella che non paata giu del criuelletto, & tornerai a farla paare come prima, ino che ella ar paata tutta, poi ia granellata, e mea ad aciugare, & coi calda ponila ne barili.

A FAR POLVERE CHE MAI NON SI guasta per vecchiezza, n ancora i diminuice.

PRENDASI quella quantit di poluere che i vuole, & petii bene, & bagnii con acqua vita, mecolando la beniimo, & facendol in palle come i vuole, eccandole al Sole, ouero in luoco caldo, poi i metta in vai che iano bem uetriati, & ar coa perfettiima.

A RACCONCIARE PO LV ERE GVASTA per la vecchiezza, ouero per humidit, oper altro difetto.

Piglii quella quantit di poluere guata, & mettai a ciu gare, & quando ar aciutta, pigliane quante libre ti piace, & mettila in vn acchetto di tela, ouero caneuazzo, ligandolo ben tretto. Poi piglia una caldara netta, & mettiui dentro queto acchetto con tanta acqua, ouero licia chiara, i che'l detto acchetto tia ben coperto, & d'auantaggio, & lo farai tanto bollire, che mettendone una goccia opra il ferro, ouero pietra, i congeli. Leua poi dal fuoco la caldara, & caua fuo ra il acchetto, & lacialo ben gocciare opra, & quando ar chiarito, uera pian piano quell'acqua in un'altro vao, tal che il alnitro uerr a congelari, & coi i proceder inino che i conocer, che l'acqua motri il egno del alnitro.

Aracconciar poluere groa d'artiglieria, & ridurla a poluere d'archibugio.

Se ne pigli quella quantit che i vuole, & i petar beni imo in vn mortaro, & per meglio petarla i humetter com acqua di alnitro, ouero con aceto fortiimo, con acqua freca; & petata che i hauer; i tamier. Poi per ogni libra di poluere, e gli mecolar un'oncia di alnitro raffinato aciutto, ben peto, & tamiato ottilmente, & tornerai a pitare, & humettare, come i detto; ma non molto, acci che entri il alnitro; & tanto i petar, che tagliandola co'l coltello, non i dicerna il alnitro, n il olfo, ma che ella ia nera come velluto. Poi i tamier, & granir nel modo che i detto per inanzi. Poi i laci aciugare, & cauii il poluerino. Et in queta ar tanto alnitro, come in quella da chioppo; per non ar coi forte, per eere il carbone, & olfo grosi, ma ar buona.

A CONOSCERE LA POLVERE DI PIV SORTI per prattica, cio a vederla, & a toccarla per ragione.

La ragion vuole, che a uederla, quella che ar piu berettina, ia migliore. Et a toccarla con le mani, quella che ar piu apra, ia la migliore. Ma a conocerla per ragione farai un mucchietto di pi orti di poluere, mettendo ciacun per e, & e li dar il fuoco; & quella che ar piu preta da ardere, & che laci manco bruttezza, quella per ragione ar migliore.

A conocere quella da chioppo, e ar fina, prendaene alquanto, & pongai opra la carta, & datole il fuoco, ella u bito ardendo lacier netta la carta, quella ar perfettiima. Et ancora mettendone in u la palma della mano, & darli poi il fuoco, ubito piri enza cottare, ar buona; & coi vuole eere quella d'archibugio.

MODO DI FARE DIVERSE SORTI di fuochi artificiati, appartinenti ad ogni Bombardiero, & ad altre perone di qualit.

PERCHE il ragionamento, ch'io intendo di fare intorno ad ei fuochi artitciati, preuppon go eer tale, che inegnar debba ai mezzanamente introdotti in queta profeione, non pender tempo in inegnare, come queti habbiano ad ua re; tra che mi pare, che da e i motri il modo di offendere il uo nemico. Et per prima voglio dire il modo di fare gli toppini, ouero paueri, che i adoperano per accendere il fuoco nelle ottocritte coe, ch'io intendo di criuere, cio pignatte, trombe, palle, dardi, rocchette, & altri fuochi a termine ordinati.

Per fare adunque i udetti toppini, i deue pigliar unagnatta di terra; & in quella i metta dell'aceto forte, ouedell'acqua di uita, ilche ar migliore, mecolandoui dentdella poluere groa ben peta; habbiani poi apparecchiagli toppini di bambagio, ouer cotone filato groamente, & queto filo s'addoppia tante uolte, quanto i uogliono far groi detti toppini, & torcendogli poi alquanto, i pongono nella detta pignata a bollire, fin tanto che queta compoitione i faccia pea, & pigli un poco di corpo; perche all'hora biogna leuar fuora gli toppini della pignatta epa ratamente ad uno ad uno, ma per ben caricati di quella mi tura, & ditendendoli tutti opra una tauola, ouero a cauallone di una pertica, i che uno non tocchi l'altro. i mettano pocia ad aciugare beniimo al Sole, che aranno buoni da fare molti effetti, come leggendo intenderai.

MODO DI FARE VNA PIGNATTA piena di fuoco artificiato.

Piglii alnitro oncie cinque, poluere groa oncie quattro, ragia oncie due, olfo oncie due, & ogni coa groamen te petata, mecola inieme, & impata con olio di lino; poi nella pignatta i metta la detta mitura, calcandola dentro fin che detta pignatta ia piena, laciandola coi tare per un giorno, poi per la bocca fino nel fondo di detta pignatta, bi ogna fare un buco con triuella, ouero altro ferro, & nel dit to buco i metter una canna aperta da tutti due i capi, o pur di canna tea, ouero di legno ottile, della groezza del buco, laquale trettamente ui entri, & queta canna ia meza piena di poluere groa, & l'altra meza parte di detta mitura; poi i copra la pignatta con tela, ligandogliela intorno, come nel diegno i uede. Ma habbiai a mente, che quando queta i uorr, o gettare, o caricare, bio-gna tagliare la ua couetta, & inecarla di buona poluere, co m i fa un archibuglo, & darle il fuoco; perche da queta i ueder coe dammiratione; il diegno della quale, qui otto i motra.

MODO DI FAR le Trombe.

Volendo fare una tromba, i piglia un legno groo, quanto arebbe la parte ottile d'vna gamba di huomo commune, lungo da quindici in venti oncie, & in queto legno i far un buco per lungo il legno; il qual buco deue eere lungo i tre quarti della lungezza di eo legno, & largo tanto, che dentro entrar potee vn'ouo commune di gallina, & dall'altro capo di eo legno i far un'altro buco picciolo, tanto che vi poa entrare una hata lunga intorno a un pao, coi per l'entrar dentro, come per tenere in mano nel caricarla, guardando per di non fare eo buco tanto lungo, che uenga ad arriuare all'altra parte del foro fatto, per metterui la compoitio. ne del fuoco; percioche tra l'vno, & l'altro buco, ui uorrebbe eere di pacio almen quattro dita. Fatto queto, pi-glierai ilo di ferro, colquale i ligher la detta tromba, in tre, ouer quattro luoghi per pi i curezza, accioche non crep pi per la forza del fuoco, come nel diegno i uedr. Gli uero, che in queta tromba i potrebbe accommodare di fuo rauia de gli chioppetti lunghi un palmo di mano, che tira ero palle di piombo, caricandoli con poluere da chioppo fina; in queto modo, piglii queti chioppetti, iquali uoglio no hauere un poco di coda, che i uada perdendo, per poterli meglio legare opra la detta tromba, accioche non altino indietro quando i caricheranno, i quali chioppetti i accommoderanno pur di fuorauia, uno da un capo, & un'altro dall'altro capo, & uno nel mezo, & coi de gli altri, econ do che i uorr; guardando per di non metterli a filo uno dietro l'altro, come nel diegno i uede. Et tanti chioppetti, come i uorr mettere, tanti buchi i faranno nella detta tromba, con un triuellino, & ei chioppetti i accommoderanno co'l lor buco picciolo, ilquale biogno, che erua per fogone, all'incontro di ei buchi fatti nella tromba, ligandoli beniimo con filo di ferro, ouero facendo fare a ciacuno chioppetto un cerchietto di ferro, per legarli me glio opra la tromba. Et detta tromba, & chioppetti giaceranno nel modo, che nel diegno i uede. Et quando ar caricata, & che e le dar il fuoco, ardendo la mitura della tromba, dar medeimamente il fuoco a quelli chioppet ti, & i caricheranno.

Modo di far mitura di tromba, & l'ordine che i tiene nel caricarla.

E' biogno pigliar poluere groa libra vna, alnitro maccato a modo che ono le granella di peuere, intorno a oncie tre, il che uonir fatto beniimo e i edaccier; perche il ottile che paer di otto, i metter da canto, per far mitura lenta, ritenendo la parte, che ar della uddeta gro ezza, & inieme con alquante granelle di ale della medei ma groezza, auuertendo, che biogna che ia queta mitura alquanto humida, mecolandoui alquanto di fele di bue. Et per fare che la tromba mandi il fuoco hora lentamente, & hora furio amente, gli neceario fare ancora del la mitura lenta, come qu otto i motrer.

A FAR MESTVRA LENTA per le trombe.

Si piglia poluere groa libre dieci, alnitro libre ei, olfo libre quattro, ma per che il olfo, & il alnitro ian peti di groo, ouero tropicciati con le mani, d'altra coa, accioche tale i faccia, & mecolando ogni coa inieme, biogna poi arne un poco di proua, pigliandone alquanto, & dandoui il fuoco opra vn pezzo di tauola, tanto aggiungendo, ouero minuendo di poluere, quanto parer che la mitura ia lenta al tuo deiderio, tanto che bati. Et quando i uorr caricare la tromba, neceario hauere un modolo di legno, che ua da giutamente in quella, & una mazzola, per calcare di uol ta in uolta la detta mitura nella tromba; & caricherai prima la tromba di mitura piu furioa, di uolume di quattro dita nella tromba; poi piglierai dell'altra mitura piu lenta, la quale non vuol rileuar di uolume, quando ar calcata nella tromba, pi d'un dito, & dietro a queta mitura lenta e ne metter di quella furioa, tanto che quando ar calcata nel la tromba, rileui il uolume di quattro dita, come la prima; poi e ne metter di quella lenta, coi caricandola uicendeuolmente hora d'una orte, hora dell'altra, eruando per il udetto ordine di poruene sempre pi della furioa, che del la lenta. Ancora e i uolee fare, che la detta tromba gettae alquante groe pruzzature per maggiormente of fendere, piglierai del la rapatura groa di piombo, meco lando la con vetro peto groumente, & di queta e ne metrer in vna carta, facen dola modo di una palla, enza altro ligamento, i che poa entrare giutamente nella detta trom ba, & quando i uorr tirare imil palle con le trombe, met terai inanzi della palla in detta tromba, un poco di polue re fina, quanto arebbe vn'oncia & meza, mettendole poi dietro la palla di carta, con quella rapatura, & uetro, i che vada ben errata nella tromba, detramente accotando ea palla appreo alla poluere, enza calcarla. Et per mezo della detta palla i far paare vno toppino di poluere, di quelli, i quali i inegnato a fare nel principio di queti fuochi artificiati, il qual toppino habbia a paare per mezo della palla da vna parte all'altra, per mettere il fuoco nella poluere fina, che ar pota inanzi alla palla, & a queto modo ar caricata la detta tromba.

Altro modo di far mitura per caricare la udetta tromba.

Si habbia poluere groa libre quattro, pece Greca, oue ro pece Spagnuola libra una, canfora oncie ei, uetro peto oncie quattro, vernice in grani oncie tre, uernice in polue re oncie tre, ragia magra oncie due, alnitro oncie ei, olfo oncie due, argento olimato oncia una, tutte le quali coe eparatamente i petino, poi con alquanto di acqua di uita mecolino, che coi ar fatta la compoitione.

Il modo poi di caricare la tromba di queta tal mitura, i che prima metten doui dentro un poco di poluere groa oi un poco della detta mitura, calcandola co'l modolo di gno, & dietro a queta mitura, ui i metter un poco di bam agio, ouero cotone bagnato com olio di ginebro, ouero di acqua di uita, & appreo un poco di argento uiuo; poi un'al tro pugno di poluere non miturata appreo, mettendoui della detta mitura, & coi di mano in mano, facendo fin che ar piena la tromba. Poi ui i far nella bocca vna coperta di carta legata con pago, & nel mezo di queta coperta, i fa r vn buco picciolo, metterui vno toppino fatto nel mo do, che i inegnato a fare nel principio di queti fuochi ar tiiciati. Et detto toppino i accender, & con quello i dar il fuoco alla mitura, quando far biogno, acconciandoli vn poco di corda, per dargli meglio il fuoco.

ALTRA SORTE DI MISTVRA di tromba.

Fai ancora vn'altra orte di mitura, in queto modo, pigliando alnitro, folo, olio di lino, olio di pinolio, ragia colata, largato, pece Spagnuola, ragia ecca, parti vguali, & petando quelle che petar i debbono, ogni coa inie me mecolando, ar fatta.

MODO DI FAR PALLE CON VNA mitura, che quando aranno accee, non i potranno aminorzare e non con orina, & cenere.

Piglii vn'oncia per ciacuna delle ottocritte coe, cio olfo, orpimento, pece colofonia, pece nuoua, vernice in grani, trementina, grao humano, matice, pece greca, inceno, olio di lino, & petando quelle coe, che ci richieggono, & com l'altre compote, hauerai vna mitura, la quale per buona pezza bollita in vao di vetro, ar materia da far palle con bambagia, ouero toppa, le quali i potranno fare groe, & picciole, econdo che i uorr. Et lequali toto che aranno accee, non i potranno ammorzare, e non con ori na, cenere, ouero aceto. Con auio per, che quete palle a rebbono ancor buone da mettere nelle oprapote trombe.

A FAR PALLE CHE SI ACCENDE RANNO bagnandole con acqua.

Qui biogna calcina viua, olfo viuo, olio di lino, ouero in uo luogo olio di oliua, & i mecola ogni coa inieme facendone palle, le quali con l'apettare il tempo di pioggia, o con darle manualmente l'acqua, econdo il biogno, e'l potere, hauerai da quella fuoco certiimo.

MODO DI FAR PALLE DI FVOCO artificiato, per tirare con l'artiglieria, & con le mani, le quali tirate, oue i voglia, s'attaccheranno.

Prima i far fare tre ferri ben acuti da tutti due i caplunghi quanto ar larga la bocca di quel pezzo, che ha da tirare la palla; due de quali ferri s'incrocieranno giutamen te nel mezzo, ligandoli con filo di ferro, tanto che ei ferri tiano fermi; piglii poi il terzo ferro, & nel mezo di eo fa che intraueri con gli altri due poti in croce, talmente che ad ogni vero tirando, s'inficchino. Et queto modo conci i legaranno nel mezo con filo di ferro; poi i habbia vna corda lunga di toppa, groa vn dito di mano, & con vn capo di ea i taccher nel mezo di quella incrocia tura, & e glie la inuolter intorno tanto che rileui alla groezza d'vn naranzo. Poi i comincier a tirare ea corda davn ferro all'atro, con teere, & formare con quella alcunconcauit a modo di nidi di vccelli, le quali concauit s'empiranno della ottocritta mitura, la quale i fa in quetmodo: Piglia alnitro libra vna, olfo ammaccato che retgroo a modo di peuere oncie otto; poluere groa onciquattro, mecola, & ar fatta; dellaqual compoitione s'erpiranno gli patij, cio concauit opradette, talmente chquando ei aranno pieni della detta mitura; tutto il copo ia a modo di vna palla; poi opra, & intorno quella mitura i volger trettamente il reto della corda che ar auanzata nel fare quelle concauit. Et opra a queto d'intorno a quelli trettamente i inuolgeranno due mani di pago, nella maniera che i fanno i gomitoli di filo, & reffe, facendole venir ben dure. Fatto queto, piglii della toppa, & bambagia bagnata nella ottocritta mitura, la qual i far in queto modo. Piglia olfo, & orpimento parte una, pece colofonia parte due, pece nauale parte una, trementina parte una, tao parte vna, inceno parte meza, oglio di lino parte meza, oglio di pietra un terzo, vitriolo peto parte vna, & tutte quete coe mecola inieme. Dopo mettile alquanto a bollire in un uao di rame, poi piglia la toppa, & bambagia, poco, & aai bagnandola in detta mitura, econdo che ti paree eer furioa, & lenta nell' ardere al tuo biogno; & queta toppa, & bambagia coi bagnata, i auuolger attorno alla detta palla; poi s'impegolar beniimo, auuertendo, che le punte uogliono auanzar fuor della palla almeno due dita, come qui otto nel diegno i uede, & nel mezo della palla i far un buco, che pai da una parte all'altra per metterui dentro uno toppino, per accenderla quando far biogno.

PALLA DI FVOCO artificiato.

MODO DI FAR PALLE CHE arder anno nell'acqua.

Vi biogna prima olfo libre due, & farai liquefare in vna pignatta al fuoco; i che eo olfo reti chiaro, & mentre ar ancora caldo, vi i metter dentro vna libra di alnitro, & meza di poluere, mecolando ogni coa beniimo; & poi leuata dal fuoco, metterai dentro libre due di poluere gro a, la qual mitura in vn mortaio i petar, tenendola bagnata com aceto forte ditillato. Poi cauarai la detta mitura fuor di quel mortaio, & ne farai palle, coprendole con caneuazzo, & ligandole d'intorno beniimo con pago ottile; impegolando la coperta, & quando i vorr tirare, ui i far vn buco per dare a quelle il fuoco. Et coi ar fatta.

A FAR PALLE DI FVOCO DA TIRAR di notte fuora d'vna fortezza, per vedere i nemici, che fuero venuti otto quella a fare. qualche danno.

Habbia libre quattro di trementina, libra vna di alnitro, libre quattro di carbone dolce, & peta ogni coa inieme, & di nuouo impata con toppa di lino, poi ne fa palle quante ti pare, le quali attaccandoui il fuoco, & tirandolfuora delle mura, arderanno, & faranno tanto plendore, che i potr vedere come s' detto.

ALTRO MODO PER FARE delle udette palle, che faranno plendore.

Piglia oncie due di alnitro, una di olfo, due di canfora, & un poco di grao humano, & mecola ogni coa infieme in una caldaia al fuoco; tenendo bagnata la detta mi-tura con acqua uita, & quando ar liquefatta habbiani poi apparecchiate palle groe a voglia tua, & quante i vuole, o di legno, o di pietra, o di ferro, & in queta mitura s'inuolti no alcune volte, poi i facciano eccare, & di nouo riuoltale in detta mitura, & poi ancora voltate, & eccate a tuo volere, & quando far biogno i accenderanno, & gettarai com le mani, o con artiglieria, come ti parer eer biogno. Con ricordarti, che quando quete tali palle ono aciutte, i bagnano ancora di acqua uita.

Bel modo ancora arebbe queto altro di far palle arden ti, cio pigliando vna palla di rame, o banda bianca, o banda di ferro, la qual foe di dentro vuota, & intorno intorno, far le quattro, ei, & quanti i vuole buchi, & detta palla foe pie na della medeima opradetta mitura, adoperando quete tai palle, come delle altre uddette. Auuertendo che in cao che i tee per battere una fortezza con l'artiglieria, & che i difenori haueero poto acchi di bambagia, lana, & altre coe tali, come i uol fare attorno alle mura, accioche l'arti glieria non facee tanto danno; con le udette palle accee, i potr metterui il fuoco dentro, aggiungendo per nella conpoitione quet' altre coe, pezze nauale, ragia magra, argento viuo, ogni coa mecolata inieme con le altre opradette.

A FAR PALLE DI FVOCO, LE QVALI arderanno nell' acqua, & i potranno tirare con l'artiglieria, & con le mani; & lequali non i potranno ammorzare e non gettandole in fuoco, ouero in cenere.

Pigliai tela di caneuaccia, & facciai una acchetta a modo di una bora tonda, laqual i empica di poluere groa. Et mea la poluere i ligher beniimo nella maniera, che qua di otto i uede, facendole poi due, o tre buchi, piu, o meno, econdo che i uorr, & queto i far com un puntirolo alquanto groetto; cacciandoui dentro de legnetti, laqual bora i inuolter pi, & pi volte nella ottocrita mitura, facendole alcune veti, ouero coperte, nel modo che i fat to nella opradetta palla, & quando la detta mitura, che co prir queta bora, ar aciutta, i caueranno quei legnetti fuora di quei buchi, i quali i mettono per far che la mitura che i d opra ad ea bora non chiudee, quei buchi, poi i empiono di poluere fina, per poter dare il fuoco alla det ta palla quando i vorr tirare, la qual mitura queta. Pigliani parti cinque di poluere groa; parti tre di alnitro raffinato; parti una di olfo; & una e meza di ragia di pino; meza di canfora; & meza di trementina; & meza di uitriolo, non troppo ottilmente pitato; & meza di al commune; parte meza d'oglio di ao, & d'oglio di lino, parte vna di acqua vita, mecolando beniimo tutte, le quali in ieme pote, & mecolate ono per compita mitura di queto biogno.

MODO DI FAR DARDI DI FVOCO da ardere in qualunque luogo doue i tireranno, & i potranno tirare con artiglieria, con baletra, & con le mani.

Prima i far fare vn dardo di ferro lungo un braccio, e mezo, piu, & manco, econdo, che i vorr, con le ale checa no fuora della groezza, cio cartare fuora del medeimo ferro, & nella cima d'eo dardo farai una groezza nel modo che ha il palo di ferro. Oltre di queto, di dietro, ouero dinanzi alle ale del dardo, & appreo la detta groezza, i far un buco che pai per trauero dell'hata, per lo ripet to che qui otto i dir, & come i uede.

Dardo di ferro.

Poi i far fare un cannone di ferro, lungo intorno a un palmo, & largo quanto ar biogno, tanto che poa entrare nella bocca del pezzo c'hauer da tirare quel dardo, & in queto cannone i caccier dentro il udetto dardo; accom modando eo cannone, o dinanzi, o di dietro alle ale del dar do, & queto can none s'impir di mitura, & per far che non altae fuora del dardo, quando i trer, e gli far un buco nel mezo, cio per trauero d'eo cannone, che corriponda con quello che i fatto nell'hata del dardo, & caccierai un chiodo che pai dall' una parte all' altra, percioche coi i fermar eo cannone che non i mouer dal uo luoco. An cora in eo cannone i potr accomodare gli chioppetti, facendogli de' buchi intorno, & cacciandogli dentro ei chioppetti, facendogli uoltar con la culata all hata del dar do, & farli auanzare alquanto fuora de' buchi fatti nel canno ne, nel modo che nel diegno i uede, iquali chioppetti faranno grandiimo effetto, cio quando il dardo ar caciato l doue ar tato tratto, & che la compoitione del cannone doue aranno poti queti chioppetti, torr il fuoco, ei chioppetti i dicaricheranno, & ammazzeranno qualli che ui aranno intorno, pecialmente quando eo dardo ar trat to d'alto a bao, come arebbe in u le Galee. Fatto queto i accommoder appreo la mazzoca di eo dardo, un achet to fatto a modo d'una conocchia, ouero rocca da filare, co me qui otto nel diegno i uede; & queto acchetto s'empir di quella mitura che i fece mettere in quelle conca uit di palle, che i detto per auanti con quelle punte di fer ro, & ea mitura vorrebbe eer ben calcata nel detto acchetto, il qual vuol eer bem legato da un capo, & dall'altro. Et per far che queto acchetto non i moua dal uo luogo, cio nel tirar il dardo; caccierai un chiodo per trauero di eo acchetto, che pai quel buco che ar fatto nell'hata del dardo, come i fece nel cannone. Accommodato che i hauer l'opera del fuoco, cio il cannone, & il acchetto; quam do i uorr lanciare queto dardo: prima i accenda il fuoco nella compoitione del cannone, & per far che eo fuoco i vada ad accendere ancora nel acchetto, i accommoderanno opra l'hata del dardo, cio fra'l cannone, & il acchetto del le couerte di canape, concie nel modo che ci acconciano i toppini; delle quali couette i coprir tutta l'hata del dardo, legandouele opra beniimo con pago ottile, auuertendo di fare che ee couette tiano con le cime uero il cam none, & a queto modo quando ar acceo il fuoco nel cannone, i accender poi ancora in quete couette, lequali porteranno nel acchetto, che i trouer acconcio appreo alla mazzocca il fuoco, come qui in diegno i uede.

Dardo di fuoco.

Ancora in luogo di quete couette, ui i potr mettere de gli toppini. Et perche queti dardi coi nel maneggiarli, co me per lo piouere i guatarebbono, neceario far opra quelli una coperta di caneuazzo ben tretta, legandola be niimo con pago, & darli opra una coperta di colla di car nuccio ben cotta, fatta con farina; & quando ar eccata queta colla, e gli far opra una rete di fil di ferro ben ricotto, che le uada opra ben tretta, nella maniera che qua in diegno i uede,

Dardo di fuoco.

Et quando i uorranno tirare queti dardi i far un buco nella coda del cannone, oue i caccier uno toppino di poluere; & al pezzo che'l tirar non i metter tanta polue re, quanto eo porta, n ancora e gli metter coccone, n topaccio.

MODO DI FAR ROCCHETTE, che quando aranno in aere, manderanno fuori fiamme di fuoco, le quali poi nel dicendere parer anno telle, che cachino dal cielo, nella qual maniera i compongono ancora chioppetti da carta.

Per far adunque quete rocchette, i deue hauere la ua forma di legno, opra di cui i formano i cannoni di carta doppia quattro, o cinque volte, & da un capo del cannone i legher ben tretto com uno pago, laciandoui per un bucolinoi & eo cannone i far lungo tanto quanto ar batam te a capire le coe che i uorranno mettere dentro, & diopra ad ea rocchetta non e le pu metter pi peo di quello che pea ea rocchetta. Et quando in queta i metter coa da far fiamme, chioppetti, biogna metterui dentrodella poluere fina, accioche ea habbia a dar fuoco a gli toppini che aranno nelle fiamme, & chioppetti.

COMPOSITIONE, ET MODO. per far che le rocchette mandino le fiamme.

Piglii libra una di alnitro raffinato, olfo citrino oncie otto, poluere groa oncie quattro, il olfo, & il alnitro uor rebbono eer peti groamente quanto granelli di poluere groa, & i mecolano tutte quete coe inieme con la mano, poi i hauer toppa di canape, & farai com ea delle code lunghe palmi tre, o piu, & appreo al capo piu groo della coda i legher, & ui s'accommodar a modo di un ni do di uccelli, & e gli metter dentro quanto aria vn'oncia della udetta mitura, poi e le auolger intorno il reto della coda, i che i uenga a tringere la mitura a modo di una palla. Fatto queto e le incrocier intorno dello pago, per lungo, & per trauero, tringendo forte, i che ella diuenga dura; & per mezo di queta palla i far paare uno toppino di poluere, per poterle dare il fuoco, & a queto modo i fa mandare le fiamme alle rocchette.

MODO DI FARE VNFVOCO artificiato a termine.

Pigliai orpimento libra una, parte pegola, parte ceraparte alnitro, parti quattro carbone dolce, & facendo difare ogni coa inieme com acqua, quando il tutto ar disfat to habbia apparecchiato vno toppino longo quel tanto che i uuole: ma per appiai la ua lunghezza, ilquale top pino i bagner in queta mitura, & farai poi afciugare, & quindi i accender da un capo, laciandolo ardere, affine di prouare quanto tempo eo toppino ia per durare. Et ponia mo che eo durato fue la quarta parte d'una hora, uolendo accendere il fuoco in qualche luoco, oue la perona uorrebbe hauer termine un'hora, inanzi che'l fuoco uenie a fare il uo effetto, e ne far uno toppino, che ia lungo quattro volte tanto, quanto ar tato quello, che hauer durato la quarta parte di una hora; & e i uorr termine due hore, i far lo toppino otto uolte tanto. Per eempio poniamo, che braccia vinticinque del detto toppino ia durato una hora, quante braccia vi uorranno per quattro hore, facendo il conto, i trouer che hore quattro ne uorranno braccia cento. Et a queto modo i gouerner, & farai che'l detto toppino habbia a terminare, & metter capo in un olferino, con buona poluere, ouero con una palla artificiata; perche a queto modo i accender il fuoco, ma i ti ricorda che eo toppino uorrebe eer opra una bacchetta, di modo, che arda a poco a poco, & guardari che il fuoco non i accem da in molti luochi, cio non ia intorchiato tanto tretto opra la bacchetta, che accenda l'uno con l'altro; altramente ne rimanerebbe ingannato l'artefice di quello. Et con queto fuoco i potrebbe ardere una naue, intendendolo bene.

A far mitura di fuoco che i accender con acqua.

Piglii del gloriatto libra una, oglio di roo di ouo libra una, oglio di olfo libra una. calcina uiua ottile bene poluerizata libre dieciotto; d'ogni coa i far pata, & di queto i metter doue i uuole che arda. Et alla prima piog gia che cader dal cielo, il fuoco i accender, & arder ogni coa.

AGGIVNTA DI DIVER SI FVOCHI ARTEFICIATI BELLISSIMI.

A far una tromba da Battaglia di fuoco arteficiato.

Farai fare la tromba di buom legno come arebbe di quar to di onizzo, di quarto di alice, di quarto di oliuo, o di quar to di bedolo; quali on tutti legni dolci, & odi: perche facen dola di altro che non foe coi andarrebe a pericolo rompendoi, oltre che abbruciarebbe tutta in un tratto; d'ammazzar te, & ancora qualche tuo amico a te uicino; laqual trom ba farai fare al torno di lunghezza di due piedi e mezo in circa, & per diametro oncie 5. & il buco ia di larghezza oncie 2. & detto bucho non uuole intrar dentro e non due terzi della lunghezza della tromba; & poi dall'altro capo uuo le eere anco buato, ma detto buco non biogna piu largo di una onza e meza, & che non entri dentro tanto che non reti almeno tra il buco della tromba, & queto altro che eruir per inatarla in una ata onze quatro di pieno. Di fuora uia poi lontano dalla bocca once tre, far in cauar una cota di cor tello attorno la tromba, & detta in cauatura tenga il pacio di once tre; laqual i fa per poter impennar detta tromba di buom filo di ferro, o di corda forzata, & coi ogni tre once di tromba farli altre tre once di detta in cauatura ino oue tiene il foro della tromba, come qui otto i pu uedere in figura.

Tromba non impennata.

Tromba im pennata.

MODO DI FAR MISTVRA lenta per dette trombe.

TABELLE WAR HIER

Tutte quete coe iano mechiate inieme in una conca di legno, & sbroffate un poco con acqua, tanto che il carbone non uoli uia, & coi ar fatta la mitura lenta.

A far balle da metter in dette trombe

Pigliarai toppa di Caneuo, & far di quella una fogazet ta della grandezza della palma della mano, & groa una co ta di coltello, & bagnar detta fogazetta in acqua uita beni imo, & poi truccarla fuori; & nel mezo poi empirla della ottocritta mitura.

TABELLE WAR HIER

Et pocia empita detta fogaccia, i riuolger beniimo in forma di balla, & ligata beniimo con buom pago; poi i tor r ei pironzini, di legno, & quelli i caccieranno nella balla tam to ch'entrino fino alla mitura, & ch'auanzino an co fuori del la palla due dita per uno; Pocia i dar una coperta alla bal la di olfaro colato; auuertendo per di non farla tanto gram de, che non poi entrar nella tromba commodamente, & che almanco cali della larghezza della bocca la groezza di mezo dito, & di dette balle e ne far in buona quantit, & coi eruarle da parte fino che i uorranno mettere in opera, il che uolendo fare, e li cauar fuori i legnetti, & ne buchi che rimaranno s'inecaranno di buona poluere; acci quelli po ano dette balle preto, & facilmente prender il fuoco.

MODO DI CARICAR DETTE TROMBE.

Volendo poi caricare detta tromba, prima i metter ul fondo poluere groa, mecolata con caglia di ferro da fabri, come arebbe oncie vna per ogni libra di poluere; & di detta poluere mettergline ino che leui il volume nella trom ba di tre dita in trauero, calcandola bene con un'hata a modo di rocchetta d'aere; poi metterli dietro vna delle opradette balle ben inecata, & dietro detta balla, un buon piccicone di poluere, poi della mitura lenta tanto che een do calcata rileui uolume di tre dita, dietro poi poluere alla quantit udetta, & dietro un'altra balla, con quella poca poluere, & pocia la mitura lenta come diopra; & coi eguitar fino che ar piena, auertendo che le balle, & la polue re con la limatura uenghino a eer nella tromba a dirimpet to oue ar ligata co'l filo di ferro, o corda, come i detto, piu icurezza: & come ar piena preo a mezo dito all' or lo, i torr una pezza di tela, & coprirai la bocca, & ligarla beniimo in cima, dopoi impegolarla beniimo, & coi ancora le impennadure per ripetto di qualche faliua di fuoco, ouero humidit, che gli hauee poi a nocere; pocia inhatarla beniimo in una hata di longhezza di brazzi quattro, impirandola acci non poa cadere fuori dell'hata, & con tale ordine i fa le udette trombe da battaglia, coi da mare, come da terra, alla difea di muraglie, & alla teta d'vna fantaria, per difea di qualche sorzo di Caualleria; & uo lendo dar il fuoco a detta tromba, romperasi detta tela in ci ma; & con topino, o con altro e li dar il fuoco.

ALTRO MODO DI CARICAR dette trombe.

Per nn'altro bel modo i potr caricar dette trombe enza balle, cio con un uao fatto a modo d'un coperto di cattola di boniima latta, di grandezza che largamente entri piano nella tromba, & queto uao ia pieno di quadretti di ferro, o di piombo, poi ia coperto con carta, & ligato che li quadretti non uadino fuori, detto uao i metter nella trom ba dopp che e li hauer meo tanta poluere groa empli ce, che rileui calcata il uolume di tre dita, & un picigotto di poluere fina; poi il vao i pona con il fondo uero la polue re, & dietro a quello tanta poluere groa che ia habile a far prendere il fuoco alla poluere fina, che hauer otto il fondo detto vao: dietro a queto e li pone tanta della otto cri tra mitura che rileui il uolume di tre in quatro dita, & poi della poluere imilmente, & coi facendo della poluere, & mitura fino che ar piena al modo udetto, & coperta con tela, & impegolata, come i detto; auuertendo che il uao ia empre a dirimpetto alla ligadura, o impennadura, come i detto delle palle.

Modo di far la mitura lenta per caricar detta tromba.

TABELLE WAR HIER

Ancora alle dette trombe e li potr commodar un cer chio di ferro largo quattro dita, & groo mezo, & in detto cerchio e li accommoda due pade come i uede qui otto in diegno; lequali uengono a far il medeimo effetto che farebbe uno pedo.

Diegno del uao udetto.

Oltre queto i pu anco accommodare nell'hata didette trombe uno padone, & i fa queto modo; i raega l'hata alla tromba per longo giuto in mezo, laqual hata uuol eer giuto alla larghezza, & lunghezza della lama, & detto pado ne e li caccia dentro, facendo eruir detta hata per fodro, inerandolo con due bottoni come quelli de i bordoni de Pelegrini; & queto erue che quando i abbrugiata la trom ba, i pu pretamente gettarla via, & adoperar detto pado ne; ma imil coe non uanno pote in mano e non a perone di buona uita, & gagliarde, che poino con quelli menar le mani alli biogni. Il diegno della quale queto.

A far altra orte di trombe da far fuoco a un modo continouo.

Si far la tromba di lama di ferro, groa una cota di cotello, accerchiata com tre cerchi di ferro di larghezza di un onza, beniimo in chiodata, & ia il diametro di detta trom ba onza 1.e meza, & longa due piedi in circa. & da un capo e li caccier un coccone che intri dentro almanco mezo piede, il qual coccone i far lungo di pi del mezo piede due o tre onze, che i far auanzar fuori della tromba, per buarlo, & inhatarli l'hata; pocia s'empir detta tromba della otto critta mitura; & ogni due, o tre dita di mitura i calcar beniimo, & coi farai fino che ar piena, lacian doli per tanto di luogo, che la i poi inecar di buona poluere, & poi coprirai di tela, come i detto dell'altre.

Mitura per la udetta Tromba.

TABELLE WAR HIER

Tutte le udette coe iano beniimo in corporate, & hu midite d'acqua di vita, come i fa le rocchette da aere, & co ar fatta.

A far pignatte di fuocho arteficiato.

Farai far pignatte di terra a modo del ottocritto die gno, grande, & piccolo poi econdo il biogno, perche a guerre nauali non vogliono di pi tenuta che d'vn boccale d'hotaria; ma a difea di muraglie e ne fanno di piu grandezze, & la maggiore non uuol pi di 6. in 8. boccali, & quete i adoperano per abbrugiar una fainata che fue fatta nelle foe, & anco per otterar otto a una trincera dell'inimico di notte con darli il fuoco a tempo per fare creppare, & ro uinar detta trincera, & anco per dar principio a bruciar una mina, non hauendo balle far tal effetto, come nell'or dine delle balle i dir. Il diegno di detta pignata queto.

S'empir la udetta pignata ino a mezo di poluere groa ben tiuata, pocia torrai della mitura (dellaquale qu di otto e ne metter di diuere orti tutte boniime, & ap prouate) & i impir fin in cima, & pocia con una pezza di tela i coprir la bocca, & ligarai beniimo, & con olfaro collato i bagner detta coperta & ligatura, a mezo dellaqual pignata di fuorauia e li ligar con pago toppini di corda longhi un dito per longo, quanti parer; a quali, volem do gittar la pignata, e li dar il fuoco, che ubito rotta, queti toppini uengono ad accender il fuoco alla mitura, & queto i facci per quelli a chi aranno date le pignate da gittare, che non haueero animo coi di darli il fuoco per la bocca, che coa piu icura, & piu efficace a far l'effetto uo, che non ono gli toppini.

MISTVRA PER IMPIR DETTEpignate.

TABELLE WAR HIER

ALTRA SORTE DI MISTVRA DAdifea d una muraglia, & boniima da bruciar facinate.

TABELLE WAR HIER

Tutte quete iano beniimo michiate inieme, perche quanto pi con diligenza i miturano, tanto meglio riuci ce ne uoi effetti.

ALTRA SORTE DI MISTVRA.

TABELLE WAR HIER

Tutte quete coe iano ben pete, & i faccia mitura come di opra.

MISTVRA DI ALTRA SORTE.

TABELLE WAR HIER

Et petare, e incorporar come di opra.

ALTRA SORTE PVR DIdetta mitura.

TABELLE WAR HIER

Pete tutte dette coe, & humettate con acqua di vita, in ieme in corporandole, & empire la pignatta la met di pol uere, & l'altra met di queta mitura che riucir con gran odisfattione.

Si potr anco caricare dette pignate di quadretti di ferro, & piombo in queto modo; piglini cera roa, o gialla, come i vuole, liquefatta in cazza, o altro, & gettarai detta cera nella pignata, & far che circondi per tutto di dentro tanto, che reti tutta coperta di detta cera, poi i uuotar fuori l'auanzo, & i piglier quella quantit di quadretti, o balle che i uuole, & i gettaranno nella pignata, michiandola beniimo che detti quadretti i uengano a taccare attorno attorno opra la cera; fatto queto i empir la pigna ta di poluere fina, & poi i far una canna a modo di tromba, che ia di tanta groezza che empichi la bocca della pigna ta; & ia lunga giuto all'altezza ancora del corpo di dentro; & detta canna habbi tre, o quattro buchi nel mezo, poi i caccier detta canna dentro nella pignata: ma prima ia piena della ottocritta mitura.

TABELLE WAR HIER

Dette coe ian mite inieme, & humidite con acqua commune.

Poi i coprir la pignata di buona tela, & ligata beniimo & coi ancora legar tutto il corpo della pignata, ilche fatto s'impegolar ancora beniimo tutta, che queta dar maggior forza, & far piu gran ruina; & uolendoi adoperare bi ogna dar il fuoco alla mitura della canna, che vi i pota dentro, che quella d tempo ardendo ch'ella i poi gettare doue i vuole, enza pericolo che offenda colui che li dee il fuoco.

A FAR BALLE CHE FANNO SPLENDORE, per tirar fuori d vna fortezza la notte, per coprir quello far l'inimico.

Piglii vna balla di ferro che vada larga nel pezzo che i vuol adoperare almeno un dito per parte, & opra detta balla e li fabrichi con colla di farina, una coperta di carta: & aciuta che ia, i tagli per mezo, partendola quel tanto olamente che i poa cauar la balla di ferro, & s'empica detta balla della mitura qui decritta.

TABELLE WAR HIER

Tutte dette coe iano beniimo incorporate, & empicai la detta balla; come detto, & come ar empita, i copra di bonisima tela, & com buona colla incolandola, & i lighi con boniimo pago forzino, a giudicio che nel caricare il pez zo, ea non i rompa; & poi e gli cacci i uoi pironzini di le gno (come delle balle delle trombe i detto) ma che arriuino nene fino in mezo alla balla, & ch'auanzino per poter li cauare; pocia i pigli della ottocritta mitura, cio.

TABELLE WAR HIER

Olio a ufficienza, che le dette coe i poano incorporar liquidamente, & farle bollire in detto olio, & i copra di det ta mitura la balla beniimo, & quando i vorr far l'effetto i cauino i detti pironcini, & s'inechino di poluere fina, accioche mettendoi nel pezzo con la mitura d'attorno, & com queta inecatura, ia piu habile a pigliare il fuoco; dopo car ghii il pezzo di poluere; tiuandola beniimo, & pocia i cazzi la balla nel pezzo, dietro la poluere enza altro bottone; & dietro ad ea e li metta con la cazza della poluere di mano in mano bellamente, che s'inechi tutto il pezzo a modo di mina fino appreo la bocca, acci i poa darli il fuoco dalla bocca, & che detta mina ia atta a far caricar il pez zo. Poi dirizzata la bocca del pezzo, doue i uuol che la balla facci lume e li dia il fuoco dalla bocca, che far mirabile effetto, & con queta e ne potr eruire volendo abbrugiar anco la monitione del nemico; & altre imili fattioni, come l'huomo prattico i pu imaginare.

A FAR BALLE DI BRONZO DA TIRARE in uno eercito da romper trincere, & far batterie doue ia il terreno molle.

Si facci una balla uuota nel mezo tanto che la ua groezza ia un mezo dito in trauero, & queta i facci di libra una di tagno, & tre di rame, & ia queta balla buata ancora da tutti due i capi, di larghezza che vi entri vn dito picco lo, & s'empica beniimo di poluere fina, & ia ben tiuata; dopoi i habbi vna poletta di lameta di ferro, che pai da vn canto all'altro della balla, talmente che ia ben ribattuta dalli capi della balla, & detta poletta habbi due, o tre bui nel mezo, & ia poi empita della ottocritta mitura.

TABELLE WAR HIER

Et poi s'inechi da tutti due i capi della poletta di polue re fina; poi bagnar detta balla in trementina, & riuolgerla nella poluere fina, acci poi pigliare il fuoco habilmente; dop i carichi il cannone, come i fatto di opra, & e li dia il fuoco medeimamente dalla bocca, che far gran mortali t re, o di batterie, oue ia molle far gram rouina nel uo crepare; Diegno della balla di bronzo.

ALTRO MODO DI CARICAR detta balla, cio con chioppi.

Si hauer chioppetti di ferro alla longhezza che poino capire nella balla, quanti ne potr capir la balla, o che pa rera a ufficienza, & caricati vi i pongano dentro, e s'impica di poluere, & eruar il tutto come i fatto di opra che far mirabile danno al nemico, & ancora i potranno carica re con quadratti, come fatto delle pignatte.

Quete orti di palle quantunque iano di gran pea, portano per con eco grande offea al nemico, il che non auie ne delle pignarte, le quali ono pur piu habili da farne gran quantit: ma per non ponno eruire da tirar con l'artiglie ria come i f delle palle: Ma il prattico Bombardiero co'l uo buon giudicio potr empremai imaginari diuere for ti di arteficij, che fanno l'iteo effetto, econdo l'occorze & le commodit delle coe, perche eendo in luogo doue non i potee hauer modo di far pignatte, palle, trombe, potr per eruiri di zocchi, & traui, con buarli, & impirli di imili fuochi, & ordinarli coperti di terenno doue apee che'l nemico hauee da paare, come arebbe all' aalto d'vna batteria, E imili fattioni, che dandoli il fuoco a tempo, faranno di grauiimi danni, & pauento al nemico. Auuertendo per ogn'uno, che di queta honorata profe ione i diletta, di empre eperimentar le ue miture & uo chi; perche quantunque io habbia poto qui diuere miture tutte approuate da prattici, non dimeno potria per auuenire, che eendo le altrui polueri, olferi, alnitri, olij, pegole, & rae, piu buone, o men buone di quete eperimentate, (come queto infallibilmente i vede eer vero, che un pae e produrr di dette robbe piu grae aai di quello fara vn altro, & anco piu gagliarde, & meno) per vengono a fare diuero effetto, & maime le polueri; per ben che tutte fu ero polueri groe, non dimeno vna ar piu gagliarda dell'altra aai. Per tanto adunque empre che vorr poneri a impree importanti, doue li concorre l'utile del uo Principe, la ua alute, & honor uo, facci eperienza de'uoi fuochi, & non manchi anco quantunque habbi huomini valoroi, ine gnarli il modo di caricarli, & gittarli; perche il darli coa da maneggiare, che loro non n'habbino pratica, i perdono facilmente d'animo, maime in fuochi artificiati, perche non coi bel zuffo d'huomo, che non pauentino, poiche doue entra di quete orti di fuochi da battaglia, fanno gran danno, & non i poono ammorzare n con cenere, n con aceto, n con altro, eendo che e n' fatto proue innumerabili: & con fatica grande sammorzano quelli da far fete, & trionfi.

Queto ia al preente quanto circa ci habbiamo a dire, promettendoui in breue dar fuori un nuouo trattato, & regola belliima, per conocere la qualit, & natura d'ogui forte di polueri, alnitri, olferi, olij, pegole, & rae e ono ca lide, frigide, ecche, o humide, che ar di gran giouamento a ogn'vno che i diletta dell'arte del Bombardiero.

Parmi ancora di dirui, che eendo nata una diputa fra alcuni Capitani circa il poter tirar molte uolte un pezzo il giorno, & n; alcuni de quali teneuano openione, che la nation Francee fue piu atta a far piu gran numero di colpi al giorno, che la Italiana, fu chi i profere de'Bombardieri notri di uperar detta natione in ogni conto di imile attione, perci di ordine dell'Illutris. Sig. Giordano Orino fu fatto vna batteria in Brecia a di 29. Agoto 1564. con vn cannone da cinquanta, & fu tirato cento, e orto tiri in cin que hore, con poluere ingranita a gran Batardo, fatta a ragione di cinque ponti ao, ao, con 25. libre di poluere per cadaun tiro, caricando tal poluere in vn tratto olo; detto cannone, o pezzo, peaua 6634. & non fu mai rinfrecato, aluo, che i cazzaua li couoli nelle ecchie dell'acqua, & i couolaua di dentro; detto pezzo haueua vno paiolo doue le ruote opra vi ripoaua, con il letto, ilqual paiolo per ogni cinque piedi n'haueua vno di carpa, talmente che'l pezzo, quando haueua fatto per il tiro la ua riculata, ritornaua al luogo uo primo enza altro aiuto, & per ritegno, che non paae piu oltre, vi era per trauero vna piana, vn traue, che vogliamo dire. Per ilche conideri m ogni prattico, e retarono odisfatti quelli Signori che deiauano conocere il valore, & ufficienza Italiana in queto effetto.

IL FINE.