Cataneo, Girolamo Auuertimenti et essamini intorno a quelle cose che richiedono a vn perfetto bombardiero 1582 Venice it catan_avver_019_it_1582.xml 019.xml

AVVERTIMENTI, ET ESSAMINIINTORNO A QVELLE COSE, CHE RICHIEDONO A VN PERFETTO BOMBARDIERO,

Co&longs;i circa all'artiglieria, come anco a'fuochi arteficiati,

DI GIROLAMO CATANEO NOVARESE.

Da lui in molti, & diuer&longs;i luoghi ampliati, & di nuoue figure illu&longs;trati.

Di nuouo ri&longs;tampati, & con &longs;omma diligenza corretti.

Jn Vinegia, Pre&longs;&longs;o Altobello Salicato.

M D LXXXII.

ALL'ILLVSTRISS. SIGNORE,IL S. PAOLO ORSINO, DIGNISSIMO GOVERNATORE DI VERONA.

DE SIDERANDO io già molto tempo, Jllustrißimo Signore, di far nota a V. Sig. la molta mia diuotione ver&longs;o di lei, nata dalle &longs;ingolarißime, & heroiche &longs;ue virtù, & non hauendo altro modo di adempire que&longs;to mio de&longs;iderio, mi è par&longs;o dedicarle que&longs;ta mia operetta, intitolata E&longs;&longs;amine de' Bombar­dieri. Et confidatomi nella &longs;ua humanità, mi per&longs;ua­do, che non debba e&longs;&longs;ere ingrato que&longs;to mio dono, ben che picciol &longs;ia, & mal condecente alla grandezza &longs;ua, la quale veramente è tanta, che difficil co&longs;a &longs;arebbe à i più &longs;ublimi ingegni, non che al mio, farle honore conueniente; nè quì voglio entrar nel campo delle &longs;ue lodi, nè dir quel­lo che à tutto'l mondo è notißimo, & quanto valore ella habbi dimostrato in diuer&longs;e impre&longs;e militari, come nella fattion di Carino, terra de Turchi, vicino à Zara, onde ella in &longs;egno della vittoria riportò quattro pezzi d'arti-glieria Turche&longs;ca; & nella guerra della Mirandola, nel­la quale e&longs;&longs;endo&longs;i riparata nella terra di Quarantola, va loro&longs;amente &longs;i dife&longs;e dall'impeto del Marche&longs;e di Ma­rignano, & &longs;imilmente nella guerra di Cor&longs;ica, & in quella di Siena, & quella di Cales, & altre molte, onde &longs;empre ha riportato nome di valoro&longs;i&longs;simo Capitano; tal che meritamente, & ne gli anni adietro appre&longs;&longs;o del Chri &longs;tiani&longs;simo Re Arrigo è stata in grandi&longs;sima riputatione, & hora appre&longs;&longs;o di que&longs;to Sereni&longs;simo Dominio tien gra do honorati&longs;simo, e&longs;&longs;endo po&longs;ta al gouerno della nobili&longs;si­ma, & importanti&longs;sima città di Verona. Queste co&longs;e hora da me tocche per tra&longs;cor&longs;o meriterebbono, per e&longs;&longs;ere degnamente trattate & celebrate, la eloquenza d'vno eccellenti&longs;simo Oratore; onde io, come carico mal propor­tionato alle mie &longs;palle, lo la&longs;cio a chi &longs;i &longs;ente di poterlo portare, & alla buona gratia di V.S. Jllustri&longs;s. molto mi raccomando.

Di V.S. Illu&longs;trißimaHumilißimo &longs;eruo,

Girolamo Cataneo Nouare&longs;e.

TAVOLA DI QVELLO,CHE SI CONTIENE IN QVESTOPERA

De gli E&longs;amini de Bombardieri, & far fuochi arteficiati.

AVertimenti di Bombardieri. acarte 1

Prima e&longs;aminatione, perche &longs;i addimanda i nomi de' pezzi. 3

Seconda e&longs;aminatione del prouare i pezzi. 4

Terza e&longs;aminatione per &longs;apere quanta poluere và a caricare i pezzi. 4

Quarta e&longs;aminatione, per &longs;apere la poluere, che và a caricare le colobrine, & altri pezzi. 5

Quinta e&longs;aminatione per &longs;apere il conto della poluere, che por tano gli cannoni perieri. 5

Se&longs;ta e&longs;aminatione d'vna addimanda fatta da vn Genera'e al &longs;uo Capo de Bombardieri 6

Settima e&longs;aminatione, per &longs;apere quanto pe&longs;a i pezzi, & quan­te palle e ogni pezzo, & quanto &longs;ono lunghi i pezzi. 7

Ottaua e&longs;aminatione, per &longs;apere i pezzi quanto tirano di pon­to in bianco, & quanto tira alla &longs;ua ma&longs;sima eleuatione. a carte 8

Nona e&longs;aminatione del far le cazze de cannoni d'ogni &longs;orte. 8

Decima e&longs;aminatione, per fare li &longs;copatori, ouero nettatori. 11

Il modo, come &longs;i debba gouernare il Bombardiero per ma­re.

A &longs;apere l'operatione che fa il &longs;alnitro, il &longs;olfo, & il carbone, nella poluere. 20

Modo da far &longs;alnitro di terra. 20

Modi di far il &longs;alnitro di fior di muro, cioè quello che na&longs;ce &longs;o­pra i muri 21

Modo di raffinare il &longs;alnitro a guazzo. 21

Modo di raffinare il &longs;alnitro a &longs;ecco. 22

Modo di far poluere großa, cioè d' artiglieria. 22

Modo di far la poluere d'archibugio. 22

Modo di far la poluere di &longs;chioppo. 22

Modo di far la poluere, che mai non &longs;i gua&longs;ta per vecchiezza, nè ancora &longs;i diminui&longs;ce. 23

Modo di racconciare poluere gua&longs;ta per la uecchiezza, ouero per humidità, e per altro difetto. 23

Modo di racconciare poluere gro&longs;&longs;a d'artiglieria, & ridurla a poluere d'arcibugio. 23

Modo di cono&longs;cere la poluere di più &longs;orti, per prattica, cioè a uederla, & toccarla perragione. 24

Modo di fare diuer&longs;e &longs;orti di fuochi artificiati, appartinenti ad ogni Bombardiero, & altre per&longs;one di qualità. 24

Modo di fare vna pignatta piena di fuoco arteficiato. 24

Modo di fare le trombe. 25

Modo di fare mistura di tromba, & l'ordine, che &longs;i tiene nel caricarla. 25

A fare mi&longs;tura lenta per le trombe. 26

Altro modo di fare mi&longs;tura per caricare le &longs;udette trombe. 26

Altra &longs;orte di mi&longs;tura di trombe. 27

Modo di fare palle con vna mistura, che quando &longs;aranno acce&longs;e, non &longs;i potranno ammorciare, &longs;e non con orina, & cenere. 27

Modo di fare palle, che &longs;i accenderanno bagnandole con acqua. 27

Modo di fare palle di fuoco arteficiato, per tirare con l'arti­glieria, & con le mani, lequali tirate oue &longs;i uoglia &longs;i attac­caranno. 27

Modo di fare palle, che arderanno nell'acqua. 27

Modo di fare palle di fuoco da tirare di notte fuora d'vna for­tezza, per vedere gli nemici che fo&longs;&longs;ero venuti &longs;otto quella a fare qualche danno. 27

Altro modo di fare le &longs;udette palle, che faranno &longs;plendore. 27

Modo di fare palle di fuoco, lequali arderanno nell'acqua, & &longs;i potranno tirare con l'artiglieria, & con le mani; lequa­li non &longs;i potranno ammorzare &longs;e non gettandole in fuoco, ouero in cenere. 29

Modo di fare dardi di fuoco da ardere in qualunque luogo doue &longs;i tiraranno; & &longs;i potranno tirare con l'artiglieria, con bale &longs;tra, & ancora con le mani. 29

Modo di fare rocchette, che quando &longs;arà in aere, mandarà fuora fiamme di fuoco, lequali poi al di&longs;cendere pareranno &longs;telle, che ca&longs;chino dal cielo; nella quale maniera &longs;i compongono anco­ra &longs;chioppetti di carta. 31

Modo di fare compo&longs;itione per fare che le rocchette mandino le fiamme. 31

Modo di fare vn fuoco artificiato a termine. 31

Modo di fare mi&longs;tura di fuoco, che &longs;i accenderà con acqua. 32

Diuer&longs;e altri &longs;orti di fuochi arte&longs;iciati belli&longs;simi. fino in fine. 32

IL EINE.

AVVERTIMENTI, ET ESSAMINI INTORNO A' BOMBARDIERI, ET FVOCHI ARTEFICIATI.

COn&longs;iderando, che chi &longs;i vuole ben &longs;eruire del li­bro delle Fortezze da me compo&longs;to, & dato in luce, & di vn'altro di far Battaglie, ch'è il terzo della pre&longs;ente opera, egli è qua&longs;i che nece&longs;&longs;ario intender&longs;i di poluere, d'artiglieria, di fuochi arteficiati, & de Bombardieri; come co&longs;e, &longs;enza le quali la militia del tem po d'hoggi &longs;arebbe di niun ualore; ho ridotto in brieui, & vtili&longs;&longs;imi auuertimenti quanto intorno a que&longs;to negotio per e&longs;perienza propria, & per aui&longs;o di alcuni e&longs;perti miei amici, mi è paruto e&longs;&longs;er bi&longs;ogno.

Promettendone in breue vn'altro trattato, nel quale di &longs;criueremo tutto quello, che in que&longs;ta materia &longs;e gli conue­nirà, co&longs;i per theorica, come per pratica.

Et prima voglio ricordare al Bombardiero, che egli deb ba procurare con ogni &longs;ua forza di far&longs;i amico ogn'vno, & e&longs;&longs;ere a tutti grato. Ma perche a que&longs;ta arte è molto peri colo&longs;o il tener &longs;tretta dome&longs;ticheza con ogni &longs;orte di per­&longs;ona, non deue fidar&longs;i di tutti, che ne potrebbe &longs;eguire la morte, & danno vniuer&longs;ale della impre&longs;a.

Bi&longs;ogna ancora, che ogni Bombardiero &longs;appia leggere, &longs;criuere, & hauer buon abbaco, accioche po&longs;&longs;a mi&longs;urare altezze, profondità, & di&longs;tanze: & che sintenda di far le lor polueri, fuochi arteficiati, ripari, & altre sì fatte co&longs;e, che alla guerra &longs;pe&longs;&longs;o accadono. Et che egli habbia gran cuore, sì che po&longs;&longs;a ancora farlo ad altrui; nè &longs;i debbe fidare, ch'alcu no s'appro&longs;&longs;imi alla &longs;ua artiglieria, accioche non uenga in­chiodata, o fattole qualche altro danno. Que&longs;to mede&longs;ima­mente non bi&longs;ogna che &longs;ia crapulone, & dormiglione; ma che&longs;i gouerni con prudenza, & &longs;obrietà, accioche l'intel­letto non &longs;ia impedito in modo, che per ciò perder ne po&longs;­&longs;a l'honor proprio, & la vittoria vniuer&longs;ale; laquale molte volte con&longs;i&longs;te ne Bombardieri, & nelle artiglierie.

Poi perche il fumo del falnitro, & del &longs;olfo nuoce al ca­po, fa di me&longs;tieri, che quando ha d'andare in fattione non &longs;ia nè digiuno, nè troppo pieno.

Ha da &longs;apere ancora, che quando andarà in fattione, bi&longs;o­gna hauer ben mente di &longs;aluar &longs;e &longs;te&longs;&longs;o, & di guardar la &longs;ua poluere dal fuoco: Il perche quando &longs;i vorrà fare vna batte ria, deue mettere la poluere in luogo, che nè a &longs;e, nè al &longs;uo compagno po&longs;&longs;a nocere, per cagione che'l vento vi porta&longs;&longs;e fuoco; nè &longs;opportar che alcuno &longs;e gli acco&longs;ti, acciò non le &longs;ia dato fuoco a termine, ouero fattole qualch'altro inganno.

Et &longs;empre deue hauere il focile, ouero accialino, che dir &longs;i voglia, con vna pietra da fuoco, &longs;olfarelli, & candele ap­pre&longs;&longs;o di &longs;e; si per poter accendere la corda, ò pauero, ò &longs;toppino, che &longs;i dica, come per molti altri ri&longs;petti.

Per co&longs;a di molta importanza habbia ancora il &longs;uo cor­no a lato con buon poluerino dentro, per accendere fuoco a &longs;uoi bi&longs;ogni.

La corda poi &longs;ia di tutta bontà, ben di&longs;po&longs;ta ad accender&longs;i. Le quali co&longs;e bi&longs;ogna tener ben guardate, & di e&longs;&longs;e poco &longs;eruirne altrui, accioche all'opportunità proprie, con gran danno, non manchino.

Habbia appre&longs;&longs;o di &longs;e vna manaretta, & vn'a&longs;cia per mu­tar li &longs;tili, ouero a&longs;&longs;ili, circa a quali le ruote s'auolgono, quan do veni&longs;&longs;ero al meno: & per fare, & acconciare molti in­&longs;tromenti, che bi&longs;ognano all'artiglieria.

Quando egli è poi per andare in fattione, deue auuertire alla quantità delle palle che hauerà, per &longs;apere la quantità de barili della poluere, che gli farà bi&longs;ogno: Et con&longs;iderar bene, doue &longs;i hauerà d'andare, & con quanta, & con qual &longs;trada &longs;i hauerà da arriuarui, accioche &longs;i po&longs;&longs;a prouedere di opportuna munitione, co&longs;i per l'artiglieria, come per &longs;e &longs;te&longs; &longs;o. Et &longs;empre hauere appre&longs;&longs;o di &longs;e la &longs;ua lancetta col &longs;uo &longs;toppino attorno; & che e&longs;&longs;a lancetta habbia i &longs;uoi ferri, vno per cacciarla in terra, l'altro da ferire, &longs;e bi&longs;ogna&longs;&longs;e.

Condotta & a&longs;&longs;ettata che hauerà l'artiglieria, piglierà l'ha&longs;ta dello &longs;couolo, ouero della cazza, & caccieralla nel pezzo &longs;ino in fondo, & giù per la lumiera metterà vno &longs;tile di ferro, ò di legno, facendo quella lancia punti nello &longs;tile; il che tutto &longs;i faccia per veder &longs;e alcuna co&longs;a fo&longs;&longs;e dentro, che nel caricarIa impedir la pote&longs;&longs;e.

Poi quando vorrà caricarla, non manchi di hauer &longs;em­pre appre&longs;&longs;o di &longs;e vn compa&longs;&longs;o per mi&longs;urar la longhezza, & larghezza della canna, accioche &longs;icuramente po&longs;&longs;a adope rare e&longs;&longs;a artiglieria con non le dar troppo poluere, &longs;i che vada à pericolo di romperla, & appre&longs;&longs;o di perder la uita propria, ouero in non gliene dar tanta che ba&longs;ti a far il col po, che de&longs;idera di fare. Que&longs;to mede&longs;imo compa&longs;&longs;o è dibi &longs;ogno per mi&longs;urar la cazza, & &longs;apere quanta poluere tiene, accioche con ragione adoperar &longs;i po&longs;&longs;a.

Poi metterà la mano nel barile della poluere, & guarda­re s'ella fo&longs;&longs;e humida, ouero bagnata: perche quando è hu­mida, &longs;i &longs;uol qua&longs;i colmar la cazza, & quando è a&longs;ciutta, &longs;i rade alla gro&longs;&longs;a con la mano, o altra co&longs;a tale. Gliè ben ve­ro, che &longs;e la fo&longs;&longs;e totalmente bagnata, bi&longs;ogna proueder&longs;e­ne della a&longs;ciutta.

Trouata che hauerà la poluere a &longs;uo modo, farà con lo &longs;coppatore ben netto il pezzo di dentro la canna; perche &longs;pe&longs;&longs;e volte auuiene per non e&longs;&longs;er ben netta e&longs;&longs;a canna, che mettendoui dentro la poluere, & calcandoui dietro la pal­la, qualche &longs;caglia potrebbe attaccarui il fuoco, & &longs;i di&longs;cari­ca&longs;&longs;i. Onde; non tanto il Bombardiero &longs;arebbe pericolo&longs;o, come ancora altri che gli fo&longs;&longs;ero d'intorno; ouero che per quella &longs;porchezza, ruggine, o altra co&longs;a, re&longs;tarebbe e&longs;&longs;a can­na humida, &longs;i che dattole il fuoco, non haurebbe quella forza da &longs;pingere la &longs;palla in modo che pote&longs;&longs;e fare il &longs;uo propo­&longs;to effetto, che li conuerrebbe.

Poi quando fo&longs;&longs;e in fattione, & bi&longs;ogna&longs;&longs;e caricare il &longs;uo pezzo con pre&longs;tezza, & cha fu&longs;&longs;e venuta almanco, ò perdu ta la cazza, con lo &longs;coppatore allhora gliè bi&longs;ogno che fac­cia dell'acorto Mae&longs;tro; La onde con pre&longs;tezz piglierà vna picca, ouero una lancia, & da capo li legherà la berretta, ouero qualche altro panno, & con quello &longs;coperà il pezzo. Poi con le mani metterà tanta poluere nel pezzo che col &longs;uo buon giudicio cono&longs;ca e&longs;&longs;ere a ba&longs;tanza; & con quello &longs;copatore &longs;pingerà la poluere a &longs;egno, facendo come &longs;i &longs;uol dire, di nece&longs;&longs;ità virtù; percioche im que&longs;te co&longs;i fatte oc correnze quando fu&longs;&longs;e bi&longs;ogno, faria bene pigliar la propria carne, s'ella fu&longs;&longs;e a ciò atta, & farne palla, poluere, & re&longs;to.

Vn'altro ricordo voglio dare per caricare il pezzo, quan­do fo&longs;&longs;e venuto almeno la cazza; &longs;i vederà quante palle di polpere vanno a caricare il pezzo come mo&longs;tra la quinta e&longs; &longs;aminatione, e poi mi&longs;urarà il diametro della bocca della canna, e tanti diametri come palle, andaranno a caricare il &longs;uo pezzo; me&longs;&longs;a la poluere nel pezzo al &longs;uo luogo, pigliarà vn'ha&longs;ta, & la cacciarà fin'a rente alla poluere, & tenerà fer­mo, poi &longs;egnarà l'ha&longs;ta a rente della bocca del pezzo, poi ve derà quanto manca a finire l'anima del pezzo, &longs;e trouera che manca tanti diametri, come palle di poluere che ua a ca ricare il pezzo, &longs;tarà bene, &longs;e &longs;arà di più ne &longs;minuirà, &longs;e &longs;ara di meno, ne aggiongerà; & con que&longs;to ordine &longs;i mettera la poluere con mi&longs;ura &longs;enza cazza nel pezzo.

Quando anderà poi in camino con l'artiglieria deue &longs;em­pre procurar di hauere nel carrettone proui&longs;ione per il &longs;uo viuere, di cui ne gli e&longs;tremi bi&longs;ogni &longs;i po&longs;&longs;a &longs;occorrere. Et &longs;empre hauera delle manouelle d'auantaggio, cioè &longs;tanghet­te per &longs;pingere l'artiglieria doue è nece&longs;&longs;ario. Et hauere diligente cura, che'l carettone &longs;ia ben con&longs;eruato, come che molte volte e&longs;&longs;i carrettoni peri&longs;cono per il poco gouer no de'Bombardieri. E' di nece&longs;&longs;arij&longs;&longs;ima auuertenza an­cora, che e&longs;&longs;endo il Bombardiero co'l pezzo giunto per far impre&longs;a, egli non tenga molto conto del dormire, nè del mangiare; di maniera, che per que&longs;to abbandoni l'artiglie­ria; perche parten do &longs;i potrebbe intrauenirli di molti di&longs;or­dini, come &longs;arebbe il venirli inchiodato il pezzo, o fattoli qualche altro male. Ouero che repentinamente bi&longs;ogna&longs;&longs;e caricare, o fare altra co&longs;a d'importanza, one egli non ritro­uando &longs;i, qual maggior dishonore, con graue danno dell'im pre&longs;a &longs;eguir li potrebbe? Si che per que&longs;te & altre cagioni importanti&longs;&longs;ime, nè di giorno, nè di notte non &longs;i deue par­tire dal &longs;uo pezzo, ouero alloggiamento; accio che d'hora in hora &longs;ia apparecchiato il debito &longs;uo.

Auuerti&longs;ca ancora andando in camino, ouero doue egli fo&longs;&longs;e po&longs;to per far qualche fattione, che al pezzo che gli &longs;arà con&longs;egnato, di dietro nel letto &longs;i faccia vna ca&longs;&longs;etta, oue ro &longs;erraglio di tauole, che e&longs;&longs;o po&longs;&longs;a &longs;tarui collocato dentro. Et que&longs;to è auuedimento di molta utilità; perche quiui ap­pre&longs;&longs;o alle altre co&longs;e che &longs;ono nece&longs;&longs;arie, potrà collocar&longs;i dentro, per &longs;aluar&longs;i dalle archibugiate, & dall'artiglieria del nemico; &longs;pecialmente quando &longs;enza ripari in quel luoco &longs;i fo&longs;&longs;e accampato.

Ancora ogni Bombardiero deue &longs;aper per ordine come &longs;i chiamano tutte le &longs;orti dell'artiglierie, cioè Mo&longs;chetti da libra una, Falconetti da tre, da &longs;ei, Sacro da dodici, Canno­ni da trenta, Cannoni da quaranta, Cannoni da cinquanta, & co&longs;i di &longs;orte in &longs;orte &longs;correndo, come Colubrine, Canno­ni perieri, A&longs;pidi, & altre &longs;orti d'artiglierie. Et &longs;ap er per or­dine con pre&longs;tezza quanta poluere porta cia&longs;cun pezzo, co me di tutte que&longs;te ultime co&longs;e al &longs;uo luogo diremo. Anco­ra ha da &longs;apere per ordine, qual &longs;orte di pezzi &longs;i tira con pal la di piombo; & a che modo &longs;i dà la proua ad ogni &longs;orte di artiglieria, & come &longs;i caricano i pezzi in cameradi; & in che gui&longs;a &longs;i caricano con gli &longs;cartozzi, & pezzi con uide, & pezzi com ma&longs;coli, e co&longs;i d'ogni altra &longs;orte deue hauer buona pra tica, come qui di &longs;otto poneremo.

Ancora ogni Bombardiero deue &longs;aper far &longs;alnitro di ter reno, & &longs;aperlo finare, & raffinare; & deue &longs;aper fare i car­boni, sì per polueri gro&longs;&longs;e, come ancora per le fine. Et deue &longs;aper fare ogni &longs;orte di poluere; & quella racconciare quan do fo&longs;&longs;e gua&longs;ta. Et &longs;aper quanto &longs;alnitro pote&longs;&longs;e mancarui; Et bi&longs;ognando, quanto ne douerbbe aggiungere. Et deue ancora con&longs;eruare la monitione, che non &longs;i gua&longs;ti, cono&longs;cen­do di quante cotture ella &longs;ia, & di que&longs;ta quante ve ne bi&longs;o gni &longs;econdo la &longs;orte delle polueri, che vole&longs;&longs;e fare. Et &longs;opra tutto auuertire, che nel pe&longs;tare, ouero macinare, che egli face&longs;&longs;e, di accommodar&longs;i in luoco, & con ordini, che non vi &longs;i po&longs;&longs;a attaccar fuoco.

Deue ancora ogni Bombardiero &longs;aper lauorare di legna me, per acconciare i letti delle artiglierie, ruote, & altre sì fatte co&longs;e, & bi&longs;ognando ancora farne de nuoui. Deue in­tender&longs;i di far ba&longs;tioni, di prender la larghezza d'vn fiume, gettar ponti per pa&longs;&longs;ar artiglierie, & e&longs;&longs;erciti; far mine, & com tramine, fortificationi, & leuar dife&longs;e al nemico, per e&longs;&longs;ere vincitore. Delle quali co&longs;e faremo particolar ragiona­mento.

Et per dar notitia di quanto &longs;i è prome&longs;&longs;o di &longs;opra, dico, che prima &longs;i ha da &longs;apere, come &longs;i è detto, che'l Bombardie ro &longs;appia perche &longs;i domandino pezzi da una libra, da tre, da &longs;ei, da dodici, & co&longs;i &longs;correndo di &longs;orte in &longs;orte, sì di quelli che tirano palle di ferro, come di quelli che tirano palle di pietra & di bronzo, ouero di piombo.

PRIMA ESSAMINATIONE de i nomi.

Et per &longs;aper perche i pezzi s'addimandino da tre, da &longs;ei, & &longs;imilmente i Cannoni da 20. da 30. da 40. da 50. da 60. da 70, da 80, da 90, & da 100. & più libre, que&longs;ta è la cagio­ne, perche le &longs;ue palle deuono pe&longs;ar tante libre. Il me­de&longs;imo è delle Colubrine, & de cannoni perieri, & d'altre &longs;orti, i quali da que&longs;ti nomi col pe&longs;o della palla, &longs;i cono &longs;cono.

SECONDA ESSAMINATIONE del prouare i pezzi.

Sapera&longs;&longs;i adunque, che quando &longs;i vole&longs;&longs;e prouare qua­lunque &longs;orte di pezzi, tutti &longs;i haueranno a prouare fuora de letti loro, perche prouandoli &longs;opra que&longs;ti, ogni co&longs;a an­darebbe in fraca&longs;&longs;o. Et ancora, e&longs;&longs;endo &longs;opra i letti &longs;uoi, non &longs;i potrebbono leuare a quel grado dell'altezza, che fa bi&longs;o­gno, & che è ordinario a leuarli, quando &longs;i prouano. Met­tan&longs;i adunque &longs;opra il terreno, acconciando a quelli &longs;otto i &longs;uoi &longs;cagni, di buoni legni gro&longs;&longs;i, & e&longs;&longs;i pezzi appoggino com le cullate a qualche buon muro, o riparo, & tra il muro, & la cullata del pezzo &longs;i metta vn buon a&longs;&longs;one, per ri&longs;pet­to che le cullate non &longs;i gua&longs;ta&longs;&longs;ero nel ribattere che fa il pez­zo. Accomodati che &longs;aranno e&longs;&longs;i pezzi, pigliera&longs;&longs;i la pal­la, la quale deue andar di giu&longs;ta empita, & bene a&longs;&longs;ettata nel pezzo, &longs;i che non manchi da niuna parte, perche &longs;e que&longs;ta manca&longs;&longs;e da qualche parte, non &longs;i potrebbe in tutto ueder la &longs;icurezza di e&longs;&longs;o pezzo, trouato che &longs;i hauerà la palla pro portionata, & giu&longs;ta, come &longs;i è detto, &longs;i dee pe&longs;are, & quel tam to che pe&longs;arà, tanta poluere &longs;i piglierà per caricare il &longs;uo cam none; auertendo però, che la poluere &longs;ia perfetta, & fatta con tutte le co&longs;e che ui entrao ben purgate, & quella &longs;ia ben lauorata, & compo&longs;ta; la quale, non e&longs;&longs;endo humida, &longs;i metterà nel pezzo, beni&longs;&longs;imo a&longs;&longs;ettandola. Poi &longs;e ui met­terà un bottone di sfilacci, che uada dentro ben &longs;errato ap­pre&longs;&longs;o la &longs;ua palla. Et co&longs;i con que&longs;t'ordine &longs;i tirerà tre col­pi, col qual modo &longs;i prouerà ogni &longs;orte di pezzi. Ma è da notare: cominciando da quelli, che la &longs;ua palla pe&longs;i lib ra una, &longs;ino a dodici, come e&longs;&longs;i pezzi &longs;i prouano con palla di piombo, & &longs;e gli dà tanta poluere quanto pe&longs;a e&longs;&longs;a palla. Et in fattione &longs;i caricano con palla di ferro, dandoli &longs;olamen te due terzi di poluere di quello, che pe&longs;a la palla di piom­bo; che &longs;arebbe tanta poluere; quanto pe&longs;a la &longs;ua palla di fer ro. Et da 12. &longs;ino a 120. &longs;i prouano con palla di ferro, & a que&longs;ti &longs;i dà tanta poluere, quanto pe&longs;a e&longs;&longs;a palla; Et in fat­tione &longs;i danno i due terzi di poluere, quanto pe&longs;a la palla di ferro. Eccetto a cannoni perieri, i quali &longs;i prouano con pal­la di pietra; e a quelli &longs;i dà di poluere un terzo di quello, che pe&longs;a la &longs;ua palla; & in fattione il med e&longs;imo. Et alle Colubri­ne in fattione &longs;i danno i quattro quinti di quello che pe&longs;a la palla di ferro, & a proua tanto, come pe&longs;a e&longs;&longs;a palla.

TERZA ESSAMINATIONE per &longs;apere quanta poluere và a cari­care i pezzi.

Inumeri che &longs;ono &longs;opra alle mi&longs;ure della poluere, cioè 4, 1. 1.5.1.1. & 6. 1. 1. &longs;ignificano quattro ad a&longs;&longs;o, ad a&longs;&longs;o; cinque ad a&longs;&longs;o, ad a&longs;&longs;o; &longs;ei ad a&longs;&longs;o, ad a&longs;&longs;o; cioè &longs;e al Bombar­diero ueni&longs;&longs;e meno una &longs;orte di poluere, ne po&longs;&longs;a torre di un'altra &longs;orte, o più fina, ouero men fina, in quella mede&longs;i­ma proportione della prima.

TABELLE WAR HIER

SEGVITANO I CANNONI.

TABELLE WAR HIER

Et quando li fo&longs;&longs;e addimandato; che &longs;i darebbe di polue re a tale, & tale pezzo; &longs;e co&longs;i pre&longs;to non &longs;ape&longs;&longs;e far il conto, ri&longs;ponda in que&longs;to modo; Alla proua &longs;i dà tanta poluere, quanto pe&longs;a la palla di ferro; in fattione i due terzi della pal la, cominciando da quelli da 12. &longs;ino a 120.

Poi trouando&longs;i un pezzo caricato, & che &longs;i de&longs;idera&longs;&longs;e di &longs;apere per quante palle faccia uolume e&longs;&longs;a poluere nel pez­zo. Si dirà che in fattione in quello da 12. in&longs;ino a cento, &longs;i trouerà la poluere far uolume di palle tre; Et alla proua di palle quattro, & meza, & da 12. in giù, dandogli tanta pol­uere come pe&longs;a la palla di ferro, &longs;i trouerà che agguaglierà il uolume di palle quattro.

QVARTA ESSAMINATIONE per &longs;apere la poluere che uà à caricare le Colubrine.

TABELLE WAR HIER

Et &longs;e ci fu&longs;&longs;e ancora dimandato quanto &longs;i darebbe di pol uere a tale, & a tale Colubrina, nè &longs;apendo co&longs;i pre&longs;to far il conto, dira&longs;&longs;i, come ancora &longs;i è detto di &longs;opra, in que&longs;to mo do, cioè; In fattione &longs;e le daranno i quattro quinti; & alla proua, tanto quanto pe&longs;a e&longs;&longs;a balla.

Ma accadendo che &longs;i uole&longs;&longs;e romper una muraglia com pez zi sforzati, ouero ba&longs;tardi, tirandò pochi colpi, &longs;e gli potreb be dar tanta poluere, quanto pe&longs;a la &longs;ua palla di ferro. Il che tutto però que&longs;to &longs;tà nel giuditio del Bombardiero, il qua­le ha da &longs;apere, che que&longs;ti pezzi &longs;ono piu lunghi di canna, & perciò hanno bi&longs;ogno di maggior fuga a &longs;pingere fuora la palla. Quando poi &longs;i hauerà caricato e&longs;&longs;i pezzi co i quattro quinti di poluere di quello che pe&longs;a la palla, &longs;i trouerà, che la poluere farà uolume di palle tre, & due terzi; & alla pro­ua &longs;i trouerà agguagliar il uolume di palle quattro, & meza.

QVINTA ESSAMINATIONE per &longs;apere il conto della poluere, che por­tano i Cannoni perieri.

Prima che di ciò &longs;i dia la ragione conueniente della pol­uere; &longs;i ha da &longs;apere che a quella tal &longs;orte di pezzo da 20. &longs;ino a 100. &longs;e gli dà un terzo di poluere di quello che pe&longs;a la &longs;ua palla, & da 100. in sù &longs;i caua cinque per cento.

TABELLE WAR HIER

Il perche e&longs;&longs;endo addimandato alla &longs;proueduta quanta poluere &longs;i darebbe a que&longs;ta &longs;orte de &longs;opradetti cannoni pe rieri, dira&longs;&longs;i. A quelli di libre 20. di palla, fino a libre cento, &longs;i dà un terzo di poluere di quello che pe&longs;a la &longs;ua palla. Et da cento in sù &longs;i caua cinque per cento; & ciò &longs;i fa con que­&longs;ta ragione; percioche detti pezzi &longs;ono piu corti de gli altri, & ancora perche &longs;ono piu deboli di metallo; di maniera, che dandoli piu poluere &longs;i &longs;pezzarebbono. Tra che anco le &longs;ue palle non pe&longs;ano tanto quanto fanno quelle di ferro, per le quali co&longs;e manco poluere ad e&longs;&longs;i dar conuiene.

SESTA ESSAMINATIONE. Dimanda fatta da un Generale al &longs;uo Capo de' bombardieri.

Capo, che &longs;orte d'artiglieria, & quanta quantità ne bi&longs;ogna, & quante botte al giorno può tirare ogni &longs;orte d'e&longs;­&longs;i pezzi, & quanta poluere può con&longs;umare cia&longs;cuno pezzo al giorno; & quanti para de buoi, ouero caualli bi&longs;ogna per tirare pezzo, per pezzo, & quanta poluere &longs;i metterà per ba rile, accioche &longs;ieno facili da maneggiare, & quanti barili di poluere &longs;i metterà &longs;opra un carro, & quanti para di buoi an darà a menare un carro di poluere; Ancora dimando, che altra &longs;orte di monitione bi&longs;ogna al Bombardiero per l'arti­glieria: Oltra di que&longs;to addimando che &longs;orte d'artiglieria è buona per campeggiare alla campagna.

Ri&longs;ponde il Capo al &longs;uo Generale, per la prima diman­da, e dice; &longs;econdo l'impre&longs;a che &longs;i uuole fare, s'ha da me­nare tanta quantità, & qualità d'artiglieria.

A vna &longs;ol battaria non gli uorrebbe meno di due, in tre Co lubrine da libre 60. ouero da libre 50.

Cannoni due, in tre da libre 60. ouero da libre 50.

Quattro in &longs;ei, mezzi cannoni da libre 30.

Sei in otto, quarti de' cannoni da libre 12. per torre le di­fe&longs;e.

Falconi, ouero Sacri otto, da libre 6. da torre le dife&longs;e.

Falconetti 12. da libre 3. da torre le dife&longs;e.

Vna Colubrina da libre 60. può tirare botte 40. al giorno, & gli vuole poluere libre 1600. al giorno.

Vna Colubrina da libre 50. può tirare botte 45. al giorno, & vuole poluere libre 1500. al giorno.

Vna meza Colubrina rinforzada da libre 25. può tirare botte 60. al giorno, & vuol di poluere libre 1000. al gior no; auertendo che alle Colubrine in fattione non li dò &longs;e non i due terzi di poluere di quello che pe&longs;a la palla di ferro, & non li quattro quinti.

Vn Cannone da libre 60. può tirare al giorno botte 80. & vuole di poluere libre 3200. al giorno.

Vn cannone da 50. può tirare al giorno botte 90. & vuol di poluere libre 3000. al giorno.

Vn mezo Cannone da libre 30 può tirare al giorno botte 110. & vuol di poluere al giorno libre 2200.

Vn Sacro, ouero Falcone da libre 6. può tirare al giorno botte 120 & vuol di poluere libre 720. al giorno.

Vn Falconetto da libre 3. può tirare al giorno botte 140. & vuol di poluere libre 420, al giorno.

Vna Colubrina da libre 60. vuol para 20. di buoi &ptail; tirarla.

Vna Colubrina da libr. 50. vuol. para 18. di buoi per tirarla.

Vna meza Colubrina rinforzada da libre 25. vuol para 7. di buoi per tirarla.

Vn Cannone da libre 60. vuol para 10. di buoi per tirarlo.

Vn Cannone da libre 50. vuole para. 9. di buoi per tirarlo.

Vn quarto di Cannone da libre 12. vuole para 4. di buoi per tir arlo.

Vn Falcone da libre 6. vuole para 2. di buoi per tirarlo.

Vn Falconetto da libre 3. vuole un Cauallo per tirarlo.

I Barili delle polueri non uorr ebbono e&longs;&longs;ere piu grandi di tenuta, di cinque pe&longs;i l'uno di poluere.

I Carri delle polueri, non uorrebono piu di di&longs;doto in uiti barili per carro, & uorrebono para 2. di buoi per me­narlo.

LE GOSE BISOGNOSE per ri&longs;petto.

Gorde boni&longs;&longs;ime in quantità, per le brene de Caualli, & per altri ri&longs;petti.

Menali, ouero taglie per leuar un pe&longs;o; Et ancora de gli ar­gagni.

Tauoloni, & battiponti in quantità da pa&longs;&longs;are l'artiglieria & altr

Poluere gro&longs;&longs;a, & fina in quantità, per l'artig lieria, & archi bugieri, Et ancora del piombo in quantità.

Palle in quantità, co&longs;i di piombo, come di ferro.

Cazze, & Scouoli in quantità, & Pali di ferro, Bozzoladi, ouerro Stopini in quantità, per luminare; Rote da ri&longs;pet to in quantità: A&longs;&longs;ili in quantità; Cauicchi, Pironi in quantità.

Buoni Ferrari, & Marangoni, con buona quantità d'in&longs;tru menti.

Gua&longs;tatori in quantità con falzoni, acette per tagliare le­gnami, & con badili, picconi, & zapponi; Et ancora &longs;cale in quantità.

Auertimento di grandi&longs;&longs;ima importanza al Bombardiero; di guardar&longs;i di non mettere le &longs;ue artiglierie, quando gli occorre&longs;&longs;e a fare batteria, &longs;opra il &longs;emplice terreno: per­che andarebbo a pericolo nel &longs;parare d'e&longs;&longs;e Artiglierié, che le ruote riculando &longs;i caccia&longs;&longs;ero nel terreno, & non &longs;i pote&longs;&longs;ero maneggiare &longs;econdo il bi&longs;ogno in tale attione; il che potrebbe e&longs;&longs;er cau&longs;a di grandi&longs;&longs;imo danno, o perdi a al Prencipè & grandi&longs;&longs;ima uergogna, & di&longs;honore al Bom bardiero. Et per fuggire tale occa&longs;ione, &longs;i farà un &longs;uolo di buoni tauoloni attorno alla gabbiona, o trinciera quel tan to che occuperà l'artiglieria preparata per fare la Batteria, ouero per torre le dife&longs;e al nemico. & quel &longs;uolo &longs;ia fatto di mo do, che habbia del pendente uer&longs;o e&longs;&longs;a trincera, o gabbionata; accioche riculando l'artiglieria, po&longs;&longs;a e&longs;&longs;ere con facilità tirata alle &longs;ue cannoniere.

La buona artiglieria da campeggiare &longs;i è da una libra di palla, in&longs;ino a 12. come u&longs;aua la gran memoria di Carlo Quinto Imperatore.

Settima e&longs;aminatione.

Vn Canon da 100. pe&longs;a da 660. in 790. pe&longs;i. è balle 20. in 22. & è lungo braccia 10. in 11.

Vn Canon da 60. pe&longs;a da 430. in 460. pe&longs;i, è balle 17. in 19. & è lungo braccia 7. in 8. Fatto que&longs;to, &longs;i ritonderà la ci­ma di e&longs;&longs;a lama, talmente, che fac­cia mezo cerchio; come &longs;i uede di &longs;opra nella figura. On­de &longs;arà nece&longs;&longs;ario darle alquanto di uantaggio nella lun­ezza, di modo che per que&longs;to ri&longs;petto dell'attondare la cima, &longs;upplica la parte, laquale ha da contener la poluere' in e&longs;&longs;ere alquanto pin lunga delle quattro larghezze prima dette; laqual attondatura della cazza &longs;i fa, perche &longs;ia piu atta a far l'officio &longs;uo, & co&longs;i &longs;i formarà ogni cazza a qualunque pezzo, &longs;eruando le dette regole.

Il modolo &longs;i farà alla giu&longs;ta larghezza del pezzo, tanto poi leuandone intorno intorno, quanto importa la gro&longs;&longs;ez a della lama, laquale di&longs;opra habbiamo pre&longs;uppo&longs;to e&longs;&longs;er gro&longs;&longs;a meza co&longs;ta di coltello; Di modo che di liuello e&longs;­&longs;a cazza entri nel Cannone. Il che fatto, s'impiantarà nel mo­dolo, un'ha&longs;ta di conueniente lunghezza, & gro&longs;&longs;ezza tale, che &longs;ia leggiera, & forte a ba&longs;tanza.

MODOLO PER ACCOMMODARE &longs;opra la Cazza

Et &longs;opra que&longs;to modolo &longs;i uolgerà la detta cazza, facen dole fare il &longs;uo concauo ben tondo. Auuertendo che quella parte che và po&longs;ta &longs;opra il modolo, non &longs;opragiunga l'altra, perche &longs;arebbe d'impedimento nel metterla nel pezzo; la qual cazza ridotta alla &longs;ua perfettione, &longs;arà come que&longs;ta, che qui in di&longs;egno &longs;i uede.

CAZZA ACCOMMODATA &longs;opra al &longs;uo modolo.

CAZZA INHASTATA con il &longs;uo modolo.

Hauendo dato il modo di fare le cazze per li Mo&longs;chet­ti, Falconetti, Falconi, Sacri, & A&longs;pidi, che tirano &longs;ino a li­bre dodici di palla; qui de&longs;criuera&longs;&longs;i anchora il modo per fare quelle de' Cannoni, le quali &longs;i faranno a quello i&longs;te&longs;­&longs;o modo, che s'è detto nel fare quelle di &longs;opra; Eccetto che que&longs;te uogliono e&longs;&longs;er lunghe alquanto piu di palle tre, cioè un dito, per ri&longs;petto di quel mezo cerchio che &longs;i fa nel la cima di detta cazza; non intendendo quello che è po&longs;to &longs;opra il modolo. Ma &longs;opra il tutto que&longs;ta uuole e&longs;&longs;er per larghezza un poco &longs;car&longs;a, talche quando e&longs;&longs;a &longs;i metterà nella canna del pezzo, gli habbia a ballar dentro, & quella &longs;car&longs;ezza, che per largo &longs;e gli leua, uuole e&longs;&longs;ere aggiunta nella lunghezza, per caricare piu giu&longs;to, & &longs;icuro. Quel­le delle Colubrine uogliono e&longs;&longs;er lunghe palle tre, & due terzi; Di larghezza poi &longs;i faranno mede&longs;imamente, co­me s'è detto nel far le altre; però che tutte le cazze per lar­ghezza uanno fatte ad un mede&longs;imo modo; & que&longs;te del­le Colubrine &longs;i fanno piu lunghe, perche i pezzi &longs;ono piu lunghi.

Re&longs;ta che &longs;i mo&longs;tri, come &longs;i hanno a fare li &longs;cartozzi, per caricar i Cannoni perieri; i quali &longs;i fanno pigliando la lar­ghezza della camera del pezzo, (perche que&longs;ti pezzi hanno una larghezza nel fondo, ouer culatta minore dell'intrata) in que&longs;to modo. Piglia vno &longs;tiletto di ferro, nella cui cima &longs;ia tanto di rampino che po&longs;&longs;a entrare giu per la lumiera, ouero fogone, come &longs;arebbe que&longs;to, che qui &longs;otto &longs;i uede

Ilquale cacciato per e&longs;&longs;a lumiera fin'al fondo della came ra, &longs;i farà un &longs;egno ad e&longs;&longs;o &longs;tilleto, appre&longs;&longs;o al pezzo, con vna lima, ouero con qualche altra co&longs;a. Poi &longs;i leuarà e&longs;&longs;o &longs;ti letto, talmente che &longs;i faccia intoppar quello rampicino nel la &longs;uperficie della parte di dentro del Cannone, & quello &longs;i terrà &longs;aldo, di nuouo &longs;egnando con la lima alla &longs;uperficie di fuora uia, come &longs;i fece da prima; & leuato tutto fuori, &longs;i mi&longs;urerà da un &longs;egno all'altro; percioche tanto &longs;arà la lar­ghezza della camera. Que&longs;ta mede&longs;ima larghezza ancora pigliar &longs;i potrebbe ad un'altro modo, facendo far eun cocco ne di legno al torno, che fu&longs;&longs;e piu &longs;tretto da un capo che dall' altro, & in cima ad vn'ha&longs;ta s'accommoda&longs;&longs;e in que­&longs;to modo.

COCCONE INHASTATO PER tuore la larghezza della camera.

Et que&longs;to cacciar nel Cannone quel tanto che &longs;i può nella bocca della camera; & torcendolo due, ò tre uolte, far si che l'orlo della detta camera faccia &longs;egno intorno ad e&longs;­&longs;o coccone. Poi tiratolo fuori, &longs;i uederà il &longs;egno fatto da det to orlo; percioche quello &longs;arà la larghezza della camera. Et per que&longs;ta via &longs;i vederà ancora &longs;e e&longs;&longs;a camera &longs;arà piu larga di dietro, che dinanzi, vedendo le due mi&longs;ure &longs;e &longs;ono vgua li, ò ineguali, cioè del rampicino, con quella del coccone. Hauuta che &longs;i hauerà la larghezza della detta camera, fara&longs;&longs;i vn modolo di legno ben tondo, di gro&longs;&longs;ezza alquanto mi­nore di e&longs;&longs;a larghezza della camera, & &longs;opra di quello &longs;i ta­gliaranno gli &longs;cartozzi tanto larghi, che quando &longs;aranno cu citi, il detto modolo gli entri dentro ben &longs;errato; la lunghez­za de quali &longs;i farà tanto, che le po&longs;&longs;a &longs;tar dentro vn terzo di poluere di quello che pe&longs;a la &longs;ua palla; percioche que&longs;ta è la &longs;ua ragione da 29. &longs;ino a 100. & da cento in sù, &longs;i caua cin­que per cento. Al quale &longs;cartoccio &longs;i metterà da vn capo vn fondello tondo, & grande quanto &longs;arà gro&longs;&longs;o e&longs;&longs;o &longs;car­toccio, & a que&longs;to modo &longs;arà compito.

DECIMA ESSAMINATIONE per fare li Scoppatori, ouero Nettatori.

Pigli&longs;i vn'ha&longs;ta lunga vn piè, & mezo, di piu della lun­ghezza di quel pezzo, che &longs;i hauerà tolto per fargli il &longs;uo &longs;coppatore, ouero nettatore, & nella cima di que&longs;t'ha&longs;ta, ui &longs;i ficcherà un modolo ben tondo, lungo intorno a mezo piè, il qual modolo uorrebbe largamente andar nel pezzo; per­cioche gli và po&longs;to &longs;opra vna pelle di ca&longs;trato, c'habbia lun­go il pelo, & con que&longs;ta pelle coprendo tutto quel modo­lo, & inchiodandola &longs;opra beni&longs;&longs;imo con le brocche, &longs;arà fatto lo &longs;coppatore, ouero nettatore; intendendo però che ben &longs;errato entri nel cannone.

Conueniente co&longs;a anco mi pare di dire, come &longs;i fanno li &longs;ti uadori, ouer calcatori; l'u&longs;o de quali è, che s'addoprano per calcare la poluere ne pezzi, & per &longs;pingere la palla, e botto ni, che &longs;i fanno di sfilacci, ouero di &longs;trame, & li &longs;cartocci nel la camera de cannoni perieri. Pigli&longs;i adunque un'ha&longs;ta lun­ga intorno a due piedi, di più della lunghezza della can­na del pezzo, a cui &longs;i è propo&longs;to di far lo &longs;tiuadore, & da un de capi di que&longs;t'a&longs;ta &longs;e gli caccierà un coccone fatto al tor­no, gro&longs;&longs;o tanto che po&longs;&longs;a entrare giu&longs;tamente nella canna del pezzo; lungo quanto &longs;arà una uolta & meza la &longs;ua gro&longs;­&longs;ezza; il quale &longs;tiuadore &longs;arà come que&longs;to qui &longs;otto in figu­ra di&longs;egnato.

STIVADORE, OVERO Calcadore.

Ilqual modo &longs;erue per farne ad ogni altro qual &longs;i voglia pezzo.

Importante co&longs;a mi pare ancora il trattare del caricar de pezzi, prima incominciando dalli Cannoni perieri, &longs;i ha da &longs;apere, che que&longs;ta &longs;orte di cannoni &longs;ono incameradi; però gli è nece&longs;&longs;ario a caricarli con li &longs;cartocci fatti nel mo do che &longs;i è in&longs;egnato a fare: i quali &longs;cartocci uolendoli met tere nella camera del cannone, fa me&longs;tiero hauere una &longs;caf fetta fatta nel modo, che qui &longs;i dirà. Pigli&longs;i un pezzo di le­gno dolce, lungo quanto &longs;arà lo &longs;cartoccio di quel pezzo che &longs;i è tolto a fargli la &longs;ua &longs;caffetta, percioche ogni canno­ne periero vuol hauere la &longs;ua &longs;caffetta; & que&longs;to legno &longs;i fac cia ben tondo, &longs;i che entri giu&longs;tamente nella canna del pez­zo; poi giu&longs;tamente &longs;i diuida nel mezo per lungo, & una di quelle parti &longs;i deue cauare nel modo chè è un coppo, & nel la forma, che que&longs;ta &longs;caffetta compita qui &longs;otto &longs;i uede.

SCAFFETTA.

Auertendo che e&longs;&longs;a Scaffetta non uuol e&longs;&longs;er piu gro&longs;&longs;o, nè più &longs;ottile quanto è la gengiua, ouero orlo della camera, accioche il concauo di e&longs;&longs;a &longs;caffetta uenga a corri&longs;pondere giu&longs;tamente alla bocca della camera; poi da un de capi di e&longs;&longs;a &longs;caffetta &longs;i attaccarà uno &longs;pago, come nel di&longs;egno &longs;i ue­de, da poterla poi tirar fuora del pezzo. Fatta che &longs;i hauerà que&longs;ta &longs;caffetta, &longs;i piglierà lo &longs;cartoccio, al qual &longs;i darà due taglietti, ouero &longs;e gli farà un buco dal capo uer&longs;o il fondel­lo; poi e&longs;&longs;o &longs;cartoccio &longs;i metterà &longs;opra la &longs;caffetta co'l ta­glio, ouero buco uoltato in sù, talmente che quando e&longs;&longs;o &longs;cartoccio &longs;arà nella camera, quel taglio, ouero buco corri­&longs;ponda al buco della lumiera, ouero fogone; & e&longs;&longs;o &longs;cartoc­cio po&longs;to &longs;opra la &longs;caffetta, &longs;i metterà nella canna del pez­zo, & &longs;i &longs;pingerà fino al toccar della bocca della camera del pezzo, & con lo &longs;tiuadore &longs;i; &longs;pingerà lo &longs;cartoccio nella ca­mera; poi &longs;i tirerà fuora la &longs;caffetta con lo &longs;pago, accommo­dato come &longs;i è detto di &longs;opra, & con lo &longs;tiuadore &longs;i calche­rà beni&longs;&longs;imo la poluere, cioè lo &longs;cartoccio nella camera del pezzo. Fatto che &longs;i hauerà que&longs;to; uolendo tirare, di &longs;ubito &longs;i metterà dentro il coccone, ilqual vuol e&longs;&longs;er fatto di legno dolce, cioè di &longs;alice, ouero pioppa, & alquanto più &longs;ottile dinanzi, che di dietro; & per mettere e&longs;&longs;o coccone nella ca mera, &longs;i dee hauere un'ha&longs;ta con una punta di ferro, ouero una picca, per cacciarli &longs;opra il coccone leggiermente, nel modo che quì in di&longs;egno &longs;i vede.

Et a que&longs;to modo e&longs;&longs;o coccone &longs;i &longs;porgerà nella bocca della camera, & &longs;cuotendo poi l'ha&longs;ta, la punta la&longs;cierà il cocco ne; & co&longs;i e&longs;&longs;a ha&longs;ta &longs;i tirerà fuora del pezzo, & il coccone rimanerà nella bocca della camera, il qual uuol'e&longs;&longs;er calca­to dentro beni&longs;&longs;imo, & per calcarlo è nece&longs;&longs;ario hauere un calcadore come è que&longs;to, che quì &longs;i dirà, & uederà in di&longs;e­gno. Prima troui&longs;i un'ha&longs;ta di buoni&longs;&longs;imo legno ben duro, lunga intorno a due piedi, di piu di quello, che &longs;arà la canna del cannone periero, & gro&longs;&longs;a quanto ba&longs;ti a non &longs;i rompere, & nella cima d'e&longs;&longs;a ha&longs;ta &longs;i accommoderà in modo d'un cal cadore, ancora nella detta ha&longs;ta appre&longs;&longs;o la cima un piede & mezo, &longs;i accomoderà una girella che &longs;ia tanto alta, che il calcadore batta nel mezo del coccone; & dall'atro capo della detta ha&longs;ta, &longs;i metteranno due pezzi di ha&longs;ta per lo tra­uer&longs;o, come que&longs;to è, che in di&longs;egno &longs;i uede.

CALCADORE PER CALCARE il coccone nella camera del can­non periero.Et in que&longs;to modo &longs;i procederà a caricare tutti i pezzi.

Si habbia anchora auertenza, che andando al gouerno d'vn pezzo, che haue&longs;&longs;e la &longs;ua cazza fatta, che ella non fo&longs;&longs;e fatta da caricare in vn tratto &longs;olo; il pezzo oltra il &longs;uo do­uere non &longs;i carichi, & co&longs;i venga a creppare, (perche vi &longs;o­no de Bombardieri, che v&longs;ano di far le cazze per caricare in vn colpo &longs;olo) perciò bi&longs;ogna e&longs;&longs;ere auuertito per &longs;uo vtile, & honore a non errare.

Ma la&longs;ciando a dietro i pezzi di bronzo, dira&longs;&longs;i delle Bom barde di ferro, lequali tutte tirano pietra, & que &longs;te bombar de vanno inca&longs;&longs;ate in zocchi forti&longs;&longs;imi, & ben accommoda te con buoni traui; & &longs;i caricano con ma&longs;coli di ferro, iqua­li vogliono &longs;tare beni&longs;&longs;imo a&longs;&longs;ettati, à fine che venendo il tempo di dar à quelle il fuoco, la bombarda non re&longs;piri il­che auenendo, ella non farebbe buona operatione; & il &longs;uo ma&longs;colo và pieno di poluere &longs;enza calcarla. Dopò pieno che &longs;arà, &longs;e le caccierà vn coccone di legno dolce per forza, come &longs;i è detto, & me&longs;&longs;o il coccone nella bombarda, dietro al ma&longs;colo &longs;ia po&longs;to vn conio di legno forti&longs;&longs;imo, & fitto com vna mazza à piu potere; ilqual conio &longs;arà fra'l letto, & il ma &longs;colo, ma tra'l ma&longs;colo, & il conio mettera&longs;&longs;i vna pia&longs;tra di piombo, ouero qualche pezzo di &longs;carpa vecchia (non hauen do però piombo) perche que&longs;to tien che'l ma&longs;colo non fa tanto ribattimento, come farebbe &longs;enza, per ri&longs;petto del le gno, & auanti che'l ma&longs;colo nella bombarda &longs;ia, ui &longs;i pone prima vn poco di sfilacci, o di &longs;trame, acciò che la palla non po&longs;&longs;a correre fuora, a tal che &longs;i ponga la palla, & appre&longs;&longs;o ad e&longs;&longs;a &longs;i ponga il ma&longs;colo, dopò il conio, ben calcandolo, & battendolo. Fatto que&longs;to metta&longs;i a &longs;egno, & &longs;i tiri quando occorrerà il bi&longs;ogno.

Et perche &longs;pe&longs;&longs;e volte accade che bi&longs;ogna tirare in quache luogo particolare, caricato, che &longs;ia il pezzo, habbia&longs;i il piombino, & &longs;i vada auanti del pezzo nella bocca, & nel me zo &longs;ia me&longs;&longs;o vn legnetto per trauer&longs;o, ben &longs;errato, & giu&longs;topoi colocara&longs;&longs;i il piombino dauanti la bocca del pezzo, & fara&longs;&longs;i che'l piombo cada perpendicolare nel mezzo di quel­legnetto; & come &longs;arà appiombato, &longs;ia &longs;egnato in cima alla gioia, con una lima. Poi vada&longs;i nella culatta del pezzo, con vna &longs;tazoletta, ouero riga di legno, ò di ferro, & metta&longs;i a trauer&longs;o equidi&longs;tante all'orizonte. Fatto que&longs;to, &longs;i farà calare il piombino a canto al pezzo, toccando co'l cordoncello la &longs;tazola, & quando il piombino &longs;arà appre&longs;&longs;o al pezzo fara&longs;&longs;i vn &longs;egno in sù la righetta, non mouendola; Al che &longs;i proce-derà tanto da vna parte, quanto dall'altra, non mouendo la righetta, & co&longs;i infra quei due &longs;egni trouera&longs;&longs;i il mezo. Tro uato che &longs;i hauerà il mezo, non mouendo la righetta per lo ponto di mezo d'e&longs;&longs;a righetta, fara&longs;&longs;i vn &longs;egno &longs;u la gioia del pezzo, come fu fatto dauanti, & que&longs;to &longs;i dimanda partir vn pezzo. Fatto que&longs;to, &longs;i ponga lo &longs;tiletto penetrante per la lumiera del pezzo, tal che tocchi il fondo, & &longs;ia &longs;egnato &longs;u lo &longs;tiletto agguagliato alla gioia di &longs;oprauia; poi &longs;i anderà dauanti ponendo lo &longs;tiletto &longs;ul fondo della bocca. Et doue fu fatto il &longs;egno con la lima &longs;opra la gioia in mezo a quel &longs;e gno, &longs;ia po&longs;to vn punto che vada tanto alto, che tenendo lo &longs;tile &longs;u'l fondo della bocca, quel punto vada a trouar quel &longs;e gno, che fu fatto con la lima &longs;u lo &longs;tiletto di dietro dal pez­zo, & come &longs;arà me&longs;&longs;o il detto &longs;egno, è nece&longs;&longs;ario che &longs;ia ben dritto. Poi ritorni&longs;i di dietro, & &longs;traguardando con vn occhio per mezo à quel &longs;egno, che è &longs;egnato &longs;u la gioia di dietro per di &longs;opra la cima di quel punto, che fu me&longs;&longs;o auanti, guardi&longs;i nel &longs;egno doue dar bi&longs;ogna, di maniera, che quel &longs;egno di dietro alla cima del punto co'l &longs;egno doue &longs;i vuol dare, &longs;iano diritti ad vna linea, nè più alti l'uno dell'al tro, nè più laterali uno dall'altro. Il che &longs;i domanda di pun­to in bianco. Et &longs;e'l pezzo &longs;arà giu&longs;to à que&longs;to modo, &longs;em­pre colpeggierà, là doue &longs;arà me&longs;&longs;o à &longs;egno; & que&longs;ta è la ar gione de tiri d'ogni &longs;orte di pezzi; & come &longs;arà tirato un colpo, ouero due, & che non fu&longs;&longs;e ben giu&longs;to, &longs;ia po&longs;ta in di&longs;cretione di chi tira emen dare il pezzo, facendo ò piu al­to, o più ba&longs;&longs;o, o per fianco, o da altro lato.

IL MODO C'HA DA SERVARE IL BOM­bardiero, andando per Mare.

HAuendo &longs;in quì trattato il modo che &longs;i deue tener per terra, hora &longs;i dirà come gouernar &longs;i debba per mare. Egli è noto, che à volere andare per mare, &longs;i co&longs;tumano altri modi, che non &longs;i fanno per terra; & prima andando per capo d'vn Galeone armato, ouero altra naue, ò pure in qualche Galea gro&longs;&longs;a, ò &longs;ottile, fa bi&longs;ogno prima dar vna poliza, ouero li&longs;ta al patrone, &longs;u la quale tu habbi fatto il calculo delle robbe che bi&longs;ognano à far fuochi arteficiati, per battaglie, & ancora per fe&longs;te.

Prima &longs;correndo i &longs;uoi ordini, che occorrono per fuochi, dirà il buon prattico, io ho da far per lo nauiglio tante trom be, & tante pignatte, & tante picche, & tanti verettoni, frec cie, ouero dardi, & ne &longs;uoi ordini trouerà le &longs;orti delle mi­&longs;ture, & co&longs;i per &longs;uo ingegno farà il conto della quantità, & qualità delle robbe, ouero mi&longs;ture, & di&longs;ten derà a &longs;orte per &longs;orte le libre, & le oncie, che faranno bi&longs;ogno, sì di ogli, co me di camphore, & d'ogni altra &longs;orte di robbe, le quali &longs;aran nece&longs;&longs;arie per conto di far fuochi, & &longs;empre &longs;criuendone d'auantaggio per cau&longs;a che alla giornata vien delle occa&longs;io ni da far qualche fe&longs;ta; doue &longs;e &longs;arà ben proui&longs;to, potrà far&longs;i­honore. Altrimenti &longs;i rimarrà in vergogna, & oltra di que­&longs;to fa, che per buom ordine tu faccia fare le &longs;ue trombe al tor no con quel modo che &longs;i ricerca. Dopò fara&longs;&longs;i far le &longs;ue pi­gnatte con quell'ordine che &longs;i ricerca, & &longs;empre farai farne quella quantità che potrà ba&longs;tare per l'honor tuo. Dietro a que&longs;to, farai fare la di&longs;cretione della quantità de gli sforzi ni, che faranno bi&longs;ogno per ingegnar le trombe, poi farai vn' altra de&longs;crittione della quantità della cordicella, o sforzi­na &longs;ottile che vorrà per cinger picche, & dardi da fuoco, & per far qualche palla per conto di fe&longs;te, ò qualche altra co­&longs;a, che &longs;empre ha luogo per beneficio del Bombardiero. come in ligamenti da fe&longs;te, & d'altri bi&longs;ogni.

Dapoi che &longs;i hauerà fatto il calculo delle predette co&longs;e, bi&longs;ogna ancora far vn'altro calculo, ilquale è il &longs;aper (come s'è detto altroue) come &longs;i ha da caricare i cannoni perieri; perche in que&longs;te naui &longs;i carica con &longs;cartozzi ogni &longs;orte d'ar tiglieria, cominciando da vna libra &longs;ino a 120.

Et però &longs;i farà il conto della quantità, e qualità delle boc che della artiglieria, che hauerà in nauiglio, & farà il calcu­lo di quanto fu&longs;tagno an derà per cia&longs;cuno &longs;cartozzo, dapoi farà la di&longs;cretione quanti &longs;cartozzi uorrà ogni pezzo &ptail; quel uiaggio, che &longs;i hauerà da fare, & poi la &longs;omma della quantità delle braccie, che ne ueniranno. Dopoi farai un'altra de&longs;crit­tione quanto &longs;pago &longs;ottile uorrà per cucire detti &longs;cartozzi, & giungeruene dauantaggio per ligar delle rocchette, & &longs;of fioni, & qualche altra co&longs;a; come &longs;empre accade, & ancora far una de&longs;crittione della quantità della carta, che bi&longs;ogna&longs;­&longs;e per conto di far rocchette, & &longs;offioni per far fe&longs;te, & tutte le predette co&longs;e metterai in una poliza, ogni co&longs;a per &longs;e, affi ne di fornir&longs;ene, e quando &longs;i compreranno le robbe, &longs;empre dauanti metterai fuora la &longs;omma di quello che &longs;aranno co &longs;tate, per potere ad un bi&longs;ogno mo&longs;trarne il conto a chi uo le&longs;&longs;e uederlo per con&longs;eruatione dell'honor tuo.

Oltra di que&longs;to, &longs;i farà una de&longs;crittione della quantità del &longs;alnitro, & &longs;olfo, & altre co&longs;e nece&longs;&longs;arie per far poluere; perche accadendo farne, e racconciarne, &longs;e per ca&longs;o &longs;i gua&longs;ta&longs; &longs;e, ouero ti fu&longs;&longs;e ar&longs;a, tu &longs;appia in che modo rihauerne. rifar­ne, ò altramente ammendare il tuo bi&longs;ogno, &longs;apendo che tutte le predette co&longs;e &longs;i domandano apparecchi, ri&longs;petti ad u&longs;o di Bombardieri, & ma&longs;sime in mare, perche non &longs;i tro­ua ad ogni hora quelle commodità, che &longs;i trouano in terra.

Saperà ancora, che all'huomo di que&longs;ta profe&longs;&longs;ione bi&longs;o gna e&longs;&longs;er molto auuertito per conto di mettere l'artiglie­ria in &longs;ul &longs;uo nauiglio, & accomodarla, & &longs;aperla comparti­re ne più bi&longs;ogno&longs;i luoghi del nauiglio, & ma&longs;&longs;ime, come &longs;ono la poppa, & proda.

Ma s'egli anderà &longs;u le naui armate, &longs;appia che &longs;empre a poppa uogliono e&longs;&longs;er de pezzi piu gro&longs;&longs;i, & a proda, a meza naue auanti, & per li fianchi cannoni da 20. & dico che &longs;ot­to alla prima coperta, & a dietro a meza naue metterà due perieri da cento, uno per parte, & di &longs;opra &longs;otto al ca&longs;&longs;aro qualche cannone da 20. accompagnandolo con qualche &longs;a cro da 12. Et per le balconate mo&longs;chetti da braga, poi in &longs;u la tolda metterà falconetti da 3. ouero da 6. accompagnati da qualche cannone da 20. poi in &longs;u'l baladore mettera piu mo&longs;chetti da braga che potrà, accompagnati con qualche fal cone da 6. poi &longs;opra il ca&longs;&longs;aro acconcierà falconetti da tre, &longs;e ne potrà hauere, &longs;e non de mo&longs;chetti, accompagnati alle fir&longs;ade da &longs;uoi &longs;acri da 12. ouero falconetti da 6. ma me­glio &longs;ono due &longs;acri. Poi nella Gabbia grande, & piccio­la, concierà de mo&longs;chetti, almeno quattro &longs;u la grande, & due in &longs;u la picciola. Dopo in compagnia al timone a&longs;&longs;etterà due perieri da cento, & due altri per li fianchi, & a proda &longs;opra la camera nelle &longs;artie, acconcierà due cannoni da 20. ouero due meze colubrine. Et co&longs;i da &longs;acente compartirà le &longs;ue artiglierie, & &longs;empre cerchi di fornir&longs;ene di piu quantità che potrà, e piu della gro&longs;&longs;a, che della minuta, & maggiormente delle colubrine per la &longs;ua pa&longs;&longs;ata, & ancora a proda per gium gere il nemico, &longs;eguitandolo, & a poppa per difen der&longs;i dal nemico fuggendo, a meza naue per combattere & per i&longs;co &longs;tar&longs;i, & battere à fondo il nemico.

Sappia ancora che in vna naue gro&longs;&longs;a, ouer Galeone ar­mato, potrà capire que&longs;ta &longs;otto&longs;cricta artiglieria accomo­dando Ia ne &longs;uoi luoghi, come qui di &longs;otto &longs;i dirà.

Prima a proda &longs;i potran mettere due cannoni da 50. oue ro due colubrine, poi &longs;otto tolda metterà quattro cannoni per parte, da 50. ouero da 40. & dietro a meza naue vna pe riera per parte da 100. &longs;otto coperta cannoni tre da 20. per parte, al timone, due cannoni, ouero colubrine da 50. Giù in compagnia al timone, potra&longs;&longs;i mettere due Bombarde da riparo, da adoperare le lanterne di &longs;caglia, per li fianchi po­trà mettere due cannoni da 50. in camera alle &longs;ortite, a pro da &longs;i metterà due cannoni da 20. Dopo in &longs;u la tolda, &longs;ei falconetti da 6. cioè tre per parte, con due &longs;acri da 12. per parte; &longs;otto aI ca&longs;&longs;aro metta&longs;i due cannoni per parte da 20. con una meza colubrina, per ogni balconcino un mo&longs;chet­to da braga, &longs;opra il ca&longs;&longs;aro quattro, ouero cinque falconet ti da tre per parte, con due &longs;acri alle fir&longs;ade, uno per canto­ne, di &longs;oprauia piu mo&longs;chetti da braga che potrà; & a poppa pur &longs;ul ca&longs;&longs;aro &longs;i metterà mo&longs;chetti da braga più che potrà. Et quattro per poppe; po&longs;cia in &longs;ul baladore al primo &longs;ola­ro acconcierà due falconi da 6. uno per parte, & ad ogni bal concino un mo&longs;chetto da braga, co&longs;i al &longs;econdo, & al terzo &longs;olaro. In gabbia del trinchetto per proda due mo&longs;chetti, & &longs;u la gabbia del trin chetto per proda due mo&longs;chetti da braga, nella camera del patron per poppa, acconcierà quat­tro mo&longs;chetti da braga, ouero due falconetti da tre, & co&longs;i facendo hauerà ben guarnito la &longs;ua naue, ouero galeone, & non ha da rincre&longs;cere la troppa artiglieria gro&longs;&longs;a, o mi­nuta, ò mezana. Ancora tutti i pezzi uorrebbono e&longs;&longs;ere &longs;enza uida.

Dapoi che hauerà eletto tutta quella artiglieria che fa­rà bi&longs;ogno, faccia una buona de&longs;crittione delle palle, &longs;econ­do la &longs;orte de i pezzi, & pigline buona quantità, & d'auan­taggio, accioche non gli ne manchino, perche &longs;arebbe il nauiglio impacciato. Et que&longs;to &longs;tà alla buona di&longs;cretione del Bombardiero, & alla &longs;ua &longs;ufficienza. Dopò le palle au­uerti&longs;ca a ma&longs;coli per li mo&longs;chetti da braga, perche due ma­&longs;coli bi&longs;ognano per cia&longs;cun mo&longs;chetto. De quali &longs;empre tien&longs;ene un carico mentre &longs;i combatte, & che l'altro &longs;i cari­ca per non la&longs;ciare mai la naue &longs;enza &longs;peranza, & aiuto di poter&longs;i difendere.

Fatto que&longs;to di&longs;cor&longs;o, il perito farà la di&longs;cretione della poluere, &longs;econdo le &longs;orti de i pezzi che hauerà, facendo il conto quante libre porta per ogni colpo che tira. Et poi farà una di&longs;cretione per ogni pa&longs;&longs;a che face&longs;&longs;e com tutta l'artiglie ria quanti barili di poluere ui anderebbono. Et co&longs;i di&longs;cor rendo quanti barili di poluere gli bi&longs;ogna&longs;&longs;ero per tutto il &longs;uo ua&longs;ello, procurerà di hauerne &longs;empre dieci, & piu al &longs;uo comando per far fuochi, & altre co&longs;e nece&longs;&longs;arie, oltre a quelli che gli faranno di me&longs;tieri per li pezzi delle artiglie­rie, a po&longs;ta de quali non farà con&longs;erua di meno poluere, che &longs;ia a ba&longs;tanza da tirare 40. ouero 50. colpi per cia&longs;cu­no di quelli.

Sappia ancora che ad ogni po&longs;ta bi&longs;ognale &longs;ue ritenute per mettere ogni &longs;orte di pezzi gro&longs;&longs;i, le quali vanno di go­mene gro&longs;&longs;e, che tengono i pezzi che non &longs;i aretrino quan­do &longs;iano &longs;parati; & ancora bi&longs;ogna per ogni pezzo gro&longs;&longs;o vn capo di menallo, con due paranchi da due raggi per &longs;ag­giar dentro, & fuori li pezzi; & ancora a ricciarli quando è marizada, & che le &longs;oprauiene fortuna; & ancora farà che habbia qualche a&longs;&longs;ile, & ruote, per cagione di cia&longs;cuna &longs;orte di pezzi gro&longs;&longs;i; & ancora non i&longs;paragni hauer delle a&longs;&longs;e a&longs;&longs;ai per mettere &longs;otto l'artiglieria, & per far conij; & an cora farà che habbia pironi di ferro per ogni &longs;orte di pezzi, & chiauette di ferro per piu ri&longs;petti, & ancora delle lancie per far li &longs;coppoli, & cazze, & &longs;empre d'auantaggio, perche molte &longs;e ne rompono.

Fatto che hauerà tutte le co&longs;e precedenti per conto del­l'artiglieria, farà che habbia con e&longs;&longs;o lui vna ca&longs;&longs;etta co &longs;uoi ordini, & forma di rocchette, & aghi da &longs;acco, per cucire gli &longs;cartozzi, & far altro. I &longs;uoi ordini &longs;aranno martelletti, ma­nerette, lime di piu &longs;orti, una incudinetta, ra&longs;pe, triuellette, un bronzino da colla, tenaglie da punte, & da mor&longs;o, qual­che buolo di ferro per cauar gli &longs;cartozzi, qualche lanzetta di ferro per cauar le palle fuora de pezzi; anchora habbia del lapis ro&longs;&longs;o da &longs;egnare, un trappano, una pe&longs;a alla gro&longs;&longs;a, & &longs;ottile, un bilanzone di rame per pe&longs;ar la poluere, un caz­zolo diferro da colar piombo, una forma di palle da mo&longs;chet to, & delle altre per ogni &longs;orte di pezzo, in&longs;ino a dodici &longs;e potrà, & ancora hauerà qualche pa&longs;tiero di corno, ouero di ferro, per impiombare qualche ritenuta, ouero altro; & anco ra farà che habbia il &longs;uo accialino in ordine, & un corno, & vn ba&longs;tone intagliato per dar fuoco all'artiglieria, & ancora bi&longs;ogna vna &longs;eghetta, qualche &longs;carpello, con qualche &longs;gu­bia, che &longs;empre accade qualche co&longs;a per conto dell'arte; & ancora bi&longs;ogna hauere vno &longs;quadro, con vn piombino, & vno, ouer due compa&longs;&longs;i di ferro, & de cerchielli, & delle mi­&longs;ure, di tutte le bocche che haue&longs;&longs;e &longs;u la naue, per cernire le palle, per qualche &longs;uo Bombardiero che non fu&longs;&longs;e molto prattico. Vn mortaretto di bronzo, il pi&longs;tello di ferro co &longs;uoi buccati, & vn criueletto, &longs;e per ca&longs;o gli bi&longs;ogna&longs;&longs;e raf­finar poluere. Vno ferrale di corno per molti ri&longs;petti, & qualche candela, perche vengono delle occa&longs;ioni, che l'huo mo non &longs;i pen&longs;a. Vna forfice da &longs;arto, vna punta da maran­gone, qualche pezzo di banda, ouero di rame, ò lama di ferro, che &longs;empre accade far ogni giorno qualche co&longs;a per conto dell'arte. Et non &longs;arà co&longs;a bia&longs;imata di hauere vna cal derola di rame, & vna cazza forata per refinare il &longs;alnitro. Et anche vn calderolo grande di rame, di mezo &longs;ecchio per mettere il &longs;alnitro a congelare.

Come &longs;arà in ordine di tutte le anteditte co&longs;e, & che &longs;arà montato &longs;opra la naue, & cominciato il uiaggio, prima chia merà i Bombardieri, & farà tor la mi&longs;ura della bocca di tutti i pezzi, & prima taglierà tutti gli &longs;cartozzi, quel nu­mero dandone per cia&longs;cun pezzo che a lui parerà, & gli da­rà a &longs;uoi &longs;colari, & gli farà cucire; fatto que&longs;to, tutte le rite­nute metterà a &longs;uoi pezzi, & comincierà i &longs;uoi paranchi a pezzi, con &longs;ette, & conij bene da buon prattico; poi farà gli &longs;couoli, & ina&longs;tar le cazze, & altri &longs;eruigij. Dapoi tor­rà almeno due gomme vecchie da fare mu&longs;elli, & sfilac­ci, & co&longs;i farà fare a &longs;uoi Bombardieri mu&longs;elli, & sfilacci per mettere ne pezzi; dapoi farà fare per ogni pezzo il &longs;uo coccone in bocca, & ancora delle marizzate. Come &longs;aran­no fatti li &longs;cartozzi, a quelli de cannoni, &longs;egna co'l lapis tre bocche, cioè tre palle, & a quelli delle colubrine &longs;egna tre e meza, & a i &longs;acri, falconi, & falconetti, &longs;egna palle quattro. Et come haurà fretta impi&longs;ca &longs;ino a quei &longs;egni di poluere &longs;enza pe&longs;are, che hauerà il douere, & con &longs;ua commodità empirà gli &longs;cartocci à pe&longs;o; dapoi fatto ogni co&longs;a, anderà dal &longs;uo Capitano, ouero patrone à domandargli licentia da caricare l'artiglieria; & co&longs;i con diligenza &longs;i cargherà tutta la gro&longs;&longs;a, & minuta, & &longs;eguirà il uiaggio.

Detto il modo che &longs;i co&longs;tuma, & quello che bi&longs;ogna &longs;o­pra un galeone, ouero barza armata, & la quantità, & quali­tà dell'artiglieria, che portano tai nauigli, & il gouerno del bombardiero, quì di &longs;otto ho da trattare il modo & condi tione dell'artiglieria, che porta vna galea gro&longs;&longs;a di mercan­tia in viaggio, & prima.

Quando &longs;arà bi&longs;ogno andare capo di una galea gro&longs;&longs;a, pri ma vederà l'artiglieria, che farà bi&longs;ogno per la galea; & &longs;ap­pia, che à proda &longs;i mette un cannone da 50. per fianchi due colubrine, una per fianco &longs;u le arganelle, due falconetti da tre per lato, uno inzoccado &longs;u le forcadi, & &longs;ul paretolo un pa&longs;&longs;auolante da 16. inforcade che &longs;ono in Cor&longs;ia, alla poza uno curtaldo periero da 30. per banda, ouero due cannoni da 20. uno per fianco, in zardino da poppe un falcone da 6. dalla parte del fogone, in forcade, poi &longs;otto poppe un &longs;acro da 12. nel &longs;uo letto, à carnali due a&longs;pidi da dodici, per &longs;alu tare, & fare ancora fattioni bi&longs;ognando.

Et quando fo&longs;&longs;e richie&longs;to con que&longs;ti nauigli, & che anda &longs;e in armata, &longs;tarà a lui ad accommodar sù dell'artiglieria; ma &longs;appia che à proda, uicino à gli occhi &longs;tarebbe molto bene una periera di bronzo almeno da 100. per sfondrare nauigli del nemico, & far fraca&longs;&longs;o di gente con le lanterne che &longs;i adoperano in quelle piene di &longs;caglia, & per fianchi d buona artiglieria gro&longs;&longs;a, come meglio pare&longs;&longs;e a lui, perch il più delle uoltei Capitani &longs;i riportano al con&longs;iglio de lo ro bombardieri, &longs;i che gli bi&longs;ogna e&longs;&longs;er molto bene auuer to per re&longs;tar con honore appre&longs;&longs;o al &longs;uo padrone.

Sappia ancora, che in que&longs;ti nauigli armati, nel uiaggi sempre ha da portar&longs;i &longs;eco de ri&longs;petti, come s'è detto &ptail; adie tro, doue &longs;i parla di naui armate. Ancora habbi &longs;eco un &longs;ac­chetto di corame, che tenga almeno mezo barile di poluere, perche in quei &longs;i &longs;alua la poluere, per non &longs;i portar barili die tro per lo nauiglio, & co&longs;i farà ancora &longs;opra le naui armate; perche qui &longs;otto tratterò quello, che non s'è detto &ptail; auanti.

Poi quando &longs;i anderà con galee &longs;ottili, &longs;opra quelle a&longs;&longs;et terà in prima a proda in cor&longs;ra un pezzo da 50. ouero una colubrina, dapoi perilati del pezzo gro&longs;&longs;o, o a proda, accon­moderà vn'a&longs;pido da dodici, con due falconetti da tre, per fianco a proda vn falconetto da 3. in forcade, vn per lato, ac compagnandoli con qualche mo&longs;chetto. al fogon, & al bar carizzo due bombarde di ferro da riparo a poppa appre&longs;&longs;o alli &longs;caletti due falconetti da 3. vno per lato, in forcade, &longs;ot­to poppa quattro archibugi da po&longs;ta per ogni lato in &longs;u le forcade di ferro, & co&longs;i per poppa acconcierà un falcone da 6. ma non &longs;tarebbe niente male il &longs;aperlo acconciare &longs;otto al paggior in vna cor&longs;ia, che &longs;i pote&longs;&longs;e a&longs;condere a meza ga­lea. In cor&longs;ia vn falconetto da 3 inforcade, che po&longs;&longs;a gi­rar attorno; &longs;opra que&longs;te galee non vanno altre &longs;orti d'arte glieria, &longs;aluo che &longs;i può &longs;eruire di qualche mo&longs;chetto d'a­uantaggio.

Et anchora &longs;opra que&longs;te galee debbe colui che de&longs;idera u&longs;ar que&longs;ta eccellente arte, fornir&longs;i di ri&longs;petti, come s'è detto per auanti, & oltra di que&longs;to in cambio di ritenute &longs;i fà in que&longs;ti nauigli due &longs;tramazzi di gomene nella cor&longs;ia dietro al pezzo gro&longs;&longs;o, accio che non uada à ribattere nell'arbore; del re&longs;to &longs;i fornirà, come è &longs;tato detto di &longs;opra, parlando de gli altri nauigli.

Ho detto ne' precedenti capi l'ordine, che &longs;i ha da tener &longs;opra le naui armate, & galee gro&longs;&longs;e, & galee &longs;ottili. Ma del le naui de'mercanti non ho ancora fatto mentione, nè etiandio dourei farne, &longs;apendo&longs;i da tutti, che &longs;opra quelle, il piu &longs;i u&longs;ano bombarde di ferro, & altre co&longs;e, lequali non meno fanno bi&longs;ogno in &longs;u que&longs;te &longs;orti di naui, che nelli nauigli armati. Tuttauia accioche non paia, che io di quelle mi &longs;ia &longs;cordato a trattare, qui di &longs;otto ho pre&longs;o a ragionarne.

Et però dico, che hauendo io fatto noto tutti gli ordini, che ha da tenere ogni pratico Bombardiero in mare, ho &longs;o pra ogni altra co&longs;a, ancora per la &longs;alute, & honor &longs;uo, da in­&longs;egnarli que&longs;to.

Che quando &longs;arà per guarnire il &longs;uo nauiglio (&longs;ia di che &longs;orte &longs;i uoglia) prima andando al magazeno per &longs;cieglierne l'artiglierie, auuerti&longs;ca a pigliar pezzi &longs;aldi &longs;enza alcuna ma gagna di dentro, nè di fuori; & per uederla dentro, metta &longs;opra un'a&longs;ta una candeletta acce&longs;a, & la cacci nel pezzo, & uada guardando beni&longs;&longs;imo, & percuota per lo mezo di&longs;o­prauia, con un martello grande in diuer&longs;i luoghi, & &longs;econ­do il &longs;uono chiaro, o rauco ch'ella renderà, co&longs;i &longs;appia go uernar&longs;i.

Quando &longs;arà per andare in uiaggio, doue gli parerà, che &longs;ia qualche poco di MODO DI RAFFINARE IL Salnitro a guazzo.

Pigliane quella quantità che ti &longs;arà in piacere, & met­tilo in una caldara ben netta, & mettiui dentro della calcina uiua ben ri&longs;orata, & mettiui poi tanta acqua chiara, ouer li­&longs;cia, che &longs;arà migliore, che &longs;oprauanzi quattro dita, & co&longs;i faccia bollire in fretta, tenendo &longs;piumato fin che manda &longs;piu ma; & ce&longs;&longs;ando di far &longs;piuma, &longs;i leuarà dal fuoco; & la&longs;cie-ra&longs;&longs;i a&longs;freddire, & i&longs;chiarire nella caldaia, la qual &longs;i farà &longs;tare vn poco pendente, & &longs;e per ca&longs;o non-&longs;i vole&longs;&longs;e &longs;chiarire, &longs;i ri tornerà al fuoco, & &longs;e li metterà dentro della cenere, & fare ancora bollire, ma non troppo, leualo poi dal fuoco, & met­ti la caldaia come prima, cioè vn poco pendente, sbroffera&longs; &longs;i poi con acqua fre&longs;ca, perche quella lo aiuterà a &longs;chiarire. Et come &longs;arà &longs;chiarito, &longs;i metterà in vn'altro va&longs;o, vuotando­lo pian piano fuora della caldaia, acciò che la feccia non va­da &longs;eco, & quello &longs;arà il &longs;ale, & l'altra che vien dietro, è la fec cia che era nel &longs;alnitro. Poi la&longs;cialo congelare per due gior ni, o più, &longs;econdo la quantità che &longs;arà; & poi &longs;i cauerà fuora, & &longs;i farà in cannelle, & mettilo a &longs;ciugare al Sole, o al fuoco, come qui dietro &longs;i dirà.

Dapoi che hauera&longs;&longs;i votato il &longs;alnitro fuora di quel va&longs;el lo, nel quale &longs;arà congelato, &longs;i piglierà quell'acqua, che re­&longs;terà, facendola bollire in fretta, &longs;piumando, s'ella farà &longs;piu­ma, come fu fatto dell'altro, la&longs;ciandola tanto bollire, che cacciando dentro vn legnetto, & mettendone con quello vna goccia &longs;opra ferro, ò pietra, ò altra &longs;imil co&longs;a, ella &longs;i uen ga a congelare; il qual &longs;egno da te ueduto, lo leuerai dal fuo co, & procederai come per inanzi ho detto che &longs;i debba fare, & &longs;e face&longs;&longs;e di&longs;oprauia una pelle&longs;ina, quella &longs;ia leuata uia com una cazzola, & co&longs;i procedendo ancora come del primo; ma que&longs;to &longs;econdo non è tanto buono, come è il primo. Et uo lendo ridurlo a quella finezza fara&longs;&longs;i preci&longs;o di que&longs;to, co­me di quello fu fatto; ma auertirai, che non &longs;ia me&longs;&longs;o manco acqua di quello che &longs;i è detto; &ptail;che il &longs;alnitro &longs;i arderebbe hauendo poca acqua; & co&longs;i facendo &longs;i hauerà il &longs;alnitro raffi­nato, il qual &longs;arà &ptail;fetto per far poluere buona; ma &longs;i farà bem a&longs;ciugare; acciò po&longs;&longs;a pa&longs;&longs;are per lo tami&longs;o, ouero &longs;edaccio.

Prenda&longs;i il &longs;alnitro raffinato a guazzo, & metta&longs;i in vna caldaia, a fuoco di carbone, & il detto &longs;alnitro darà un ac­qua, & comincierà a fiorire, & disfar&longs;i, ma &longs;i me&longs;&longs;edarà, ac­cioche tutto &longs;enta il fuoco, il qual diuerrà in gui&longs;a di pigno cada; poi leuara&longs;&longs;i dal fuoco quando &longs;arà a&longs;ciutto, perche la&longs;ciandolo al fuoco troppo, tutto andarebbe in bagno, & perderebbe la po&longs;&longs;anza, perche &longs;i arde, & fa gomma, la on de non &longs;arebbe in quella perfettione che era prima.

MODO DI RAFFINARE il &longs;alnitro a &longs;ecco.

Piglia vn va&longs;o di ferro come &longs;arebbe vna celata ben net­ta, ouero di rame, mettendola al fuoco col &longs;alnitro dentro, ben coperto, che non re&longs;piri, & farallo disfare. Disfatto che &longs;arà il &longs;alnitro, metteli dentro vna bragia bene acce&longs;a &longs;enza fiamma, perche que&longs;ta con&longs;umarà tutto il gra&longs;lo, ouero &longs;ale del &longs;alnitro; ma perche a metterui que&longs;ta bragia perde al­quanto di forza, meglio &longs;arebbe a la&longs;ciarlo raffreddare, che venirà tutto a ridur&longs;i in un pezzo. Et a que&longs;to modo &longs;arà raffinato il &longs;alnitro.

MODO DI FAR POLVERE GROSSA. cioè d'artiglieria.

Pigli&longs;i parti quattro di &longs;alnitro, vna di &longs;olfo fino, & una di carbon dolce, cioè di &longs;alice, di nocciuola, ouero di qual­che altro legno dolce: il &longs;olfo uuole e&longs;&longs;er &longs;car&longs;o un'oncia per libra, piu dell'altre co&longs;e; poi &longs;iano pe&longs;te que&longs;te co&longs;e, cia &longs;cuna per &longs;e tami&longs;andole, ouer &longs;edacciandole, & me&longs;colandole in&longs;ieme, & acciò che &longs;ia migliore, &longs;i debbe sbroffare com ace­to bianco forti&longs;&longs;imo, humettandola per poterla ancor me­glio pe&longs;tare. Et que&longs;ta poluere non &longs;i pe&longs;ta tanto come l'al­tre, perche ella &longs;arebbe troppo gagliarda, dando alle arti­glierie il &longs;uo douere, mettendole a pericolo di far creppar i pezzi; ma ella &longs;i pe&longs;ta gro&longs;&longs;amente; & quando &longs;arà pe&longs;tata a &longs;of ficienza (ilche &longs;i cono&longs;cerà co&longs;i, che prendendone un poco fuori del mortaio, &longs;i romperà, & quando vedera&longs;&longs;i il &longs;olfo mi­nuto, & che non &longs;i vegga il &longs;alnitro, allhora &longs;arà pe&longs;ta) e poi cri nellarai com vn criuello; & quella che rimanerà ingranellata, & che non uorrà pa&longs;&longs;are per lo criuello, &longs;i tornera a pe&longs;tare, e co&longs;i fara&longs;&longs;i in&longs;ino ch'ella &longs;arà pa&longs;&longs;ata giu tutta per lo criuel lo, & co&longs;i facendo &longs;arà fornito di fare la poluere gro&longs;&longs;a, cioè &ptail; artiglierie, & co&longs;i &longs;i ponerà ad a&longs;ciugare; &longs;erbandola poi be­ni&longs;&longs;imo ne barili ben &longs;errata. Et &longs;e per ca&longs;o fo&longs;ti addimanda to all'improui&longs;ta con che ragione &longs;i fa que&longs;ta &longs;udetta polue re d'artiglieria, ri&longs;ponderai come pratico, & dirai di quattro & a&longs;&longs;o, & a&longs;&longs;o che &longs;ono quatro parti di &longs;alnitro, & vna di &longs;ol fo, & vna di carboni, calando tuttauia oncia vna per libra al fol&longs;o. E co&longs;i dirà di quella de gli archibugi di cinque, & a&longs;­&longs;o, & a&longs;&longs;o; & di quella di &longs;chioppo di 6, & a&longs;&longs;o, & a&longs;&longs;o, a tutte calando il &longs;olfo vn'oncia per libra, come s'è detto.

A FAR LA POLVERE d'archibugio.

Que&longs;ta poluere &longs;i fa di cinque, & a&longs;&longs;o, & a&longs;&longs;o, come s'è detto di &longs;opra. Piglian&longs;i adunque parti cinque di &longs;alnitro, vna'di carbone di legno di nocciuola, ouero di rami gioua ni di &longs;alice, & parte vna di &longs;olfo, calando però vn'oncia per libra ad e&longs;&longs;o &longs;olfo. E pe&longs;ti&longs;i ogni co&longs;a &longs;ottilmente, vna dal­l'altra &longs;edazzandole due, ouer tre volte; poi incorpora ogni co&longs;a in&longs;ieme, & tornara&longs;&longs;i a pe&longs;tar beni&longs;&longs;imo, & a &longs;edazzare, humettandola con aceto forte; & volendo vedere quando &longs;arà a&longs;&longs;ai pe&longs;ta, pigliane vn pezzo fuor di quel mortaio, e ta glialo con vn colello; &longs;e ella &longs;arà negra come veluto, & che non &longs;i veda il &longs;alnitro, nè il &longs;olfo, all'hora &longs;arà pe&longs;ta il &longs;uo do uere, poi &longs;ia granellata con vn criuelletto, la&longs;ciandola a&longs;ciu gare, e co&longs;i calda &longs;i gouernerà ne barili.

A FARE LA POLVERE da &longs;chioppo.

Que&longs;ta poluere &longs;i fa di &longs;ei, & a&longs;&longs;o, & a&longs;&longs;o, & ancora di &longs;et­te, che &longs;arà migliore, cioè parti &longs;ei, ouero &longs;ette di &longs;alnitro, vna di carbono, & vn'altra di &longs;olfo meno vn'oncia per libra, ma però il carbone vorrebbe e&longs;&longs;ere di rami di nocciuole, che non pa&longs;&longs;ino vn'anno. Poi &longs;i pe&longs;ta ogni co&longs;a &longs;eparata l'vna dall'altra &longs;ottilmente, & &longs;i tami&longs;ano almanco tre vol­te per lo tami&longs;o &longs;ottile, & di volta in volta, quelle che non vorranno pa&longs;&longs;are, &longs;i ripe&longs;tano; & quando &longs;aranno pa&longs;&longs;ate tut te per lo tami&longs;o, &longs;i accompagnarà ogni co&longs;a in&longs;ieme, & &longs;i fa­rà pa&longs;&longs;are giu per detto tami&longs;o; poi &longs;i tornerà nel mortaro, il qual vuol e&longs;&longs;er di bronzo per farla buona, & pre&longs;to; & que­&longs;te co&longs;e &longs;i torneranno a pe&longs;tare, & &longs;i humettarà con l'aceto forti&longs;&longs;imo, ouero con l'acqua di &longs;alnitro. Et per vedere s'el­la &longs;arà pe&longs;ta a &longs;officienza, &longs;i farà come &longs;i è fatto con quella d'archibugio, & come &longs;arà pe&longs;ta, hauerai vn criuelletto mi­uto, & &longs;otto a quello un tami&longs;o chiaro; & farai che s'inca&longs;­i l'uno com l'altro, & granellarai quella, che andò più giù per o criuelletto, e rimanerà in &longs;u'l tami&longs;o, & giu per lo tami&longs;o anderà la poluere minuta, & quella con un'altro tami&longs;o piu ninuto &longs;ia tami&longs;ata, & que&longs;to &longs;arà il poluerino. la poluere minuta che &longs;arà pa&longs;&longs;ata per lo primo tami&longs;o, & che non ha­uerà potuto pa&longs;&longs;are il &longs;econdo piu &longs;ottile; &longs;i tornerà a pe&longs;ta re in&longs;ieme con quella che non è pa&longs;&longs;ata giu del criuelletto, & tornera&longs;&longs;i a farla pa&longs;&longs;are come prima, &longs;ino che ella &longs;arà pa&longs;&longs;ata tutta, poi &longs;ia granellata, e me&longs;&longs;a ad a&longs;ciugare, & co&longs;i calda ponila ne barili.

A FAR POLVERE CHE MAI NON SI guasta per vecchiezza, nè ancora &longs;i diminui&longs;ce.

PRENDASI quella quantità di poluere che &longs;i vuole, & pe&longs;ti&longs;i bene, & bagni&longs;i con acqua vita, me&longs;colando la be­ni&longs;&longs;imo, & facendolà in palle come &longs;i vuole, &longs;eccandole al Sole, ouero in luoco caldo, poi &longs;i metta in va&longs;i che &longs;iano bem uetriati, & &longs;arà co&longs;a perfetti&longs;&longs;ima.

A RACCONCIARE PO LV ERE GVASTA per la vecchiezza, ouero per humidità, oper altro difetto.

Pigli&longs;i quella quantità di poluere gua&longs;ta, & metta&longs;i a &longs;ciu gare, & quando &longs;arà a&longs;ciutta, pigliane quante libre ti piace, & mettila in vn &longs;acchetto di tela, ouero caneuazzo, ligandolo ben &longs;tretto. Poi piglia una caldara netta, & mettiui dentro que&longs;to &longs;acchetto con tanta acqua, ouero li&longs;cia chiara, &longs;i che'l detto &longs;acchetto &longs;tia ben coperto, & d'auantaggio, & lo farai tanto bollire, che mettendone una goccia &longs;opra il ferro, oue­ro pietra, &longs;i congeli. Leua poi dal fuoco la caldara, & caua fuo ra il &longs;acchetto, & la&longs;cialo ben gocciare &longs;opra, & quando &longs;arà &longs;chiarito, uer&longs;a pian piano quell'acqua in un'altro va&longs;o, tal che il &longs;alnitro uerrà a congelar&longs;i, & co&longs;i &longs;i procederà in&longs;ino che &longs;i cono&longs;cerà, che l'acqua mo&longs;tri il &longs;egno del &longs;alnitro.

Aracconciar poluere gro&longs;&longs;a d'artiglieria, & ridurla a poluere d'archibugio.

Se ne pigli quella quantità che &longs;i vuole, & &longs;i pe&longs;tarà beni&longs; &longs;imo in vn mortaro, & per meglio pe&longs;tarla &longs;i humetterà com acqua di &longs;alnitro, ouero con aceto forti&longs;&longs;imo, ò con acqua fre&longs;ca; & pe&longs;tata che &longs;i hauerà; &longs;i tami&longs;erà. Poi per ogni li­bra di poluere, &longs;e gli me&longs;colarà un'oncia di &longs;alnitro raffina­to a&longs;ciutto, ben pe&longs;to, & tami&longs;ato &longs;ottilmente, & tornera&longs;&longs;i a pi&longs;tare, & humettare, come &longs;i è detto; ma non molto, acciò che entri il &longs;alnitro; & tanto &longs;i pe&longs;tarà, che tagliandola co'l coltello, non &longs;i di&longs;cerna il &longs;alnitro, nè il &longs;olfo, ma che ella &longs;ia nera come velluto. Poi &longs;i tami&longs;erà, & granirà nel modo che &longs;i è detto per inanzi. Poi &longs;i la&longs;ci a&longs;ciugare, & caui&longs;i il polue­rino. Et in que&longs;ta &longs;arà tanto &longs;alnitro, come in quella da &longs;chioppo; però non &longs;arà co&longs;i forte, per e&longs;&longs;ere il carbone, & &longs;olfo gro&longs;si, ma &longs;arà buona.

A CONOSCERE LA POLVERE DI PIV SORTI per prattica, cioè a vederla, & a toccarla per ragione.

La ragion vuole, che a uederla, quella che &longs;arà piu beret­tina, &longs;ia migliore. Et a toccarla con le mani, quella che &longs;arà piu a&longs;pra, &longs;ia la migliore. Ma a cono&longs;cerla per ragione fa­ra&longs;&longs;i un mucchietto di più &longs;orti di poluere, mettendo cia­&longs;cun per &longs;e, & &longs;e li darà il fuoco; & quella che &longs;arà piu pre&longs;ta da ardere, & che la&longs;ci manco bruttezza, quella per ragione &longs;arà migliore.

A cono&longs;cere quella da &longs;chioppo, &longs;e &longs;arà fina, prenda&longs;ene alquanto, & ponga&longs;i &longs;opra la carta, & datole il fuoco, ella &longs;u bito ardendo la&longs;cierà netta la carta, quella &longs;arà perfetti&longs;&longs;i­ma. Et ancora mettendone in &longs;u la palma della mano, & darli poi il fuoco, &longs;ubito &longs;piri &longs;enza &longs;cottare, &longs;arà buona; & co&longs;i vuole e&longs;&longs;ere quella d'archibugio.

MODO DI FARE DIVERSE SORTI di fuochi artificiati, appartinenti ad ogni Bom­bardiero, & ad altre per&longs;one di qualità.

PERCHE il ragionamento, ch'io intendo di fare intorno ad e&longs;&longs;i fuochi arti&longs;tciati, pre&longs;uppon go e&longs;&longs;er tale, che in&longs;egnar debba ai mezzana­mente introdotti in que&longs;ta profe&longs;&longs;ione, non &longs;penderò tempo in in&longs;egnare, come que&longs;ti habbiano ad u&longs;a re; tra che mi pare, che da &longs;e &longs;i mo&longs;tri il modo di offendere il &longs;uo nemico. Et per prima voglio dire il modo di fare gli &longs;toppini, ouero paueri, che &longs;i adoperano per accendere il fuoco nelle &longs;otto&longs;critte co&longs;e, ch'io intendo di &longs;criuere, cioè pignatte, trombe, palle, dardi, rocchette, & altri fuochi a ter­mine ordinati.

Per fare adunque i &longs;udetti &longs;toppini, &longs;i deue pigliar unagnatta di terra; & in quella &longs;i metta dell'aceto forte, ouedell'acqua di uita, ilche &longs;arà migliore, me&longs;colandoui dentdella poluere gro&longs;&longs;a ben pe&longs;ta; habbian&longs;i poi apparecchiagli &longs;toppini di bambagio, ouer cotone filato gro&longs;&longs;amente, & que&longs;to filo s'addoppia tante uolte, quanto &longs;i uogliono far gro&longs;&longs;i detti &longs;toppini, & torcendogli poi alquanto, &longs;i pongo­no nella detta pignata a bollire, fin tanto che que&longs;ta com­po&longs;itione &longs;i faccia &longs;pe&longs;&longs;a, & pigli un poco di corpo; perche all'hora bi&longs;ogna leuar fuora gli &longs;toppini della pignatta &longs;epa ratamente ad uno ad uno, ma però ben caricati di quella mi &longs;tura, & di&longs;tendendoli tutti &longs;opra una tauola, ouero a caual­lone di una pertica, &longs;i che uno non tocchi l'altro. &longs;i mettano po&longs;cia ad a&longs;ciugare beni&longs;&longs;imo al Sole, che &longs;aranno buoni da fare molti effetti, come leggendo intenderai.

MODO DI FARE VNA PIGNATTA piena di fuoco artificiato.

Pigli&longs;i &longs;alnitro oncie cinque, poluere gro&longs;&longs;a oncie quat­tro, ragia oncie due, &longs;olfo oncie due, & ogni co&longs;a gro&longs;&longs;amen te pe&longs;tata, me&longs;cola in&longs;ieme, & impa&longs;ta con olio di lino; poi nella pignatta &longs;i metta la detta mi&longs;tura, calcandola dentro fin che detta pignatta &longs;ia piena, la&longs;ciandola co&longs;i &longs;tare per un giorno, poi per la bocca fino nel fondo di detta pignatta, bi &longs;ogna fare un buco con triuella, ouero altro ferro, & nel dit to buco &longs;i metterà una canna aperta da tutti due i capi, o pur di canna &longs;te&longs;&longs;a, ouero di legno &longs;ottile, della gro&longs;&longs;ezza del buco, laquale &longs;trettamente ui entri, & que&longs;ta canna &longs;ia meza piena di poluere gro&longs;&longs;a, & l'altra meza parte di det­ta mi&longs;tura; poi &longs;i copra la pignatta con tela, ligandogliela intorno, come nel di&longs;egno &longs;i uede. Ma habbia&longs;i a mente, che quando que&longs;ta &longs;i uorrà, o gettare, o &longs;caricare, bi&longs;o-gna tagliare la &longs;ua couetta, & inecarla di buona poluere, co m &longs;i fa un archibuglo, & darle il fuoco; perche da que&longs;ta &longs;i ueder co&longs;e dammiratione; il di&longs;egno della quale, qui &longs;otto &longs;i mo&longs;tra.

MODO DI FAR le Trombe.

Volendo fare una tromba, &longs;i piglia un legno gro&longs;&longs;o, quanto &longs;arebbe la parte &longs;ottile d'vna gamba di huomo commune, lungo da quindici in venti oncie, & in que&longs;to legno &longs;i farà un buco per lungo il legno; il qual buco de­ue e&longs;&longs;ere lungo i tre quarti della lungezza di e&longs;&longs;o legno, & largo tanto, che dentro entrar pote&longs;&longs;e vn'ouo com­mune di gallina, |& dall'altro capo di e&longs;&longs;o legno &longs;i fa­rà un'altro buco picciolo, tanto che vi po&longs;&longs;a entrare una ha&longs;ta lunga intorno a un pa&longs;&longs;o, co&longs;i per l'entrar dentro, co­me per tenere in mano nel &longs;caricarla, guardando però di non fare e&longs;&longs;o buco tanto lungo, che uenga ad arriuare al­l'altra parte del foro fatto, per metterui la compo&longs;itio. ne del fuoco; percioche tra l'vno, & l'altro buco, ui uor­rebbe e&longs;&longs;ere di &longs;pacio almen quattro dita. Fatto que&longs;to, pi-gliera&longs;&longs;i &longs;ilo di ferro, colquale &longs;i ligherà la detta tromba, in tre, ouer quattro luoghi per più &longs;i curezza, accioche non crep pi per la forza del fuoco, come nel di&longs;egno &longs;i uedrà. Gliè uero, che in que&longs;ta tromba &longs;i potrebbe accommodare di fuo rauia de gli &longs;chioppetti lunghi un palmo di mano, che tira&longs; &longs;ero palle di piombo, caricandoli con poluere da &longs;chioppo fi­na; in que&longs;to modo, pigli&longs;i que&longs;ti &longs;chioppetti, iquali uoglio no hauere un poco di coda, che &longs;i uada perdendo, per poterli meglio legare &longs;opra la detta tromba, accioche non &longs;altino indietro quando &longs;i &longs;caricheranno, i quali &longs;chioppetti &longs;i ac­commoderanno pur di fuorauia, uno da un capo, & un'al­tro dall'altro capo, & uno nel mezo, & co&longs;i de gli altri, &longs;econ do che &longs;i uorrà; guardando però di non metterli a filo uno dietro l'altro, come nel di&longs;egno &longs;i uede. Et tanti &longs;chioppet­ti, come &longs;i uorrà mettere, tanti buchi &longs;i faranno nella detta tromba, con un triuellino, & e&longs;&longs;i &longs;chioppetti &longs;i accommode­ranno co'l lor buco picciolo, ilquale è bi&longs;ogno, che &longs;erua per fogone, all'incontro di e&longs;&longs;i buchi fatti nella tromba, li­gandoli beni&longs;&longs;imo con filo di ferro, ouero facendo fare a cia&longs;cuno &longs;chioppetto un cerchietto di ferro, per legarli me glio &longs;opra la tromba. Et detta tromba, & &longs;chioppetti giace­ranno nel modo, che nel di&longs;egno &longs;i uede. Et quando &longs;a­rà caricata, & che &longs;e le darà il fuoco, ardendo la mi&longs;tura del­la tromba, darà mede&longs;imamente il fuoco a quelli &longs;chioppet ti, & &longs;i &longs;caricheranno.

Modo di far mi&longs;tura di tromba, & l'ordine che &longs;i tiene nel caricarla.

E' bi&longs;ogno pigliar poluere gro&longs;&longs;a libra vna, &longs;alnitro maccato a modo che &longs;ono le granella di peuere, intorno a oncie tre, il che uonirà fatto beni&longs;&longs;imo &longs;e &longs;i &longs;edaccierà; per­che il &longs;ottile che pa&longs;&longs;erà di &longs;otto, &longs;i metterà da canto, per far mi&longs;tura lenta, ritenendo la parte, che &longs;arà della &longs;uddeta gro&longs; &longs;ezza, & in&longs;ieme con alquante granelle di &longs;ale della mede&longs;i ma gro&longs;&longs;ezza, auuertendo, che bi&longs;ogna che &longs;ia que&longs;ta mi­&longs;tura alquanto humida, me&longs;colandoui alquanto di fele di bue. Et per fare che la tromba mandi il fuoco hora lenta­mente, & hora furio &longs;amente, gli è nece&longs;&longs;ario fare ancora del la mi&longs;tura lenta, come quì &longs;otto &longs;i mo&longs;trerà.

A FAR MESTVRA LENTA per le trombe.

Si piglia poluere gro&longs;&longs;a libre dieci, &longs;alnitro libre &longs;ei, &longs;olfo libre quattro, ma però che il &longs;olfo, & il &longs;alnitro &longs;ian pe&longs;ti di gro&longs;&longs;o, ouero &longs;tropicciati con le mani, ò d'altra co&longs;a, accio­che tale &longs;i faccia, & me&longs;colando ogni co&longs;a in&longs;ieme, bi&longs;ogna poi &longs;arne un poco di proua, pigliandone alquanto, & dandoui il fuoco &longs;opra vn pezzo di tauola, tanto aggiungendo, ouero &longs;minuendo di poluere, quanto parerà che la mi&longs;tura &longs;ia lenta al tuo de&longs;iderio, tanto che ba&longs;ti. Et quando &longs;i uorrà caricare la tromba, è nece&longs;&longs;ario hauere un modolo di legno, che ua da giu&longs;tamente in quella, & una mazzola, per calcare di uol ta in uolta la detta mi&longs;tura nella tromba; & carichera&longs;&longs;i pri­ma la tromba di mi&longs;tura piu furio&longs;a, di uolume di quattro di­ta nella tromba; poi pigliera&longs;&longs;i dell'altra mi&longs;tura piu lenta, la quale non vuol rileuar di uolume, quando &longs;arà calcata nella tromba, più d'un dito, & dietro a que&longs;ta mi&longs;tura lenta &longs;e ne metterà di quella furio&longs;a, tanto che quando &longs;arà calcata nel la tromba, rileui il uolume di quattro dita, come la prima; poi &longs;e ne metterà di quella lenta, co&longs;i caricandola uicendeuol­mente hora d'una &longs;orte, hora dell'altra, &longs;eruando però il &longs;udetto ordine di poruene sempre più della furio&longs;a, che del la lenta. Ancora &longs;e &longs;i uole&longs;&longs;e fare, che la detta tromba getta&longs;&longs;e alquante gro&longs;&longs;e &longs;pruzzature per maggiormente of fendere, pigliera&longs;&longs;i del la ra&longs;patura gro&longs;&longs;a di piombo, me&longs;co lando la con vetro pe&longs;to gro&longs;&longs;umente, & di que&longs;ta &longs;e ne met­rerà in vna carta, facen dola à modo di una palla, &longs;enza altro ligamento, &longs;i che po&longs;&longs;a entrare giu&longs;tamente nella detta trom ba, & quando &longs;i uorrà tirare &longs;imil palle con le trombe, met tera&longs;&longs;i inanzi della palla in detta tromba, un poco di polue re fina, quanto &longs;arebbe vn'oncia & meza, mettendole poi dietro la palla di carta, con quella ra&longs;patura, & uetro, &longs;i che vada ben &longs;errata nella tromba, de&longs;tramente acco&longs;tando e&longs;­&longs;a palla appre&longs;&longs;o alla poluere, &longs;enza calcarla. Et per mezo della detta palla &longs;i farà pa&longs;&longs;are vno &longs;toppino di poluere, di quelli, i quali &longs;i è in&longs;egnato a fare nel principio di que&longs;ti fuochi artificiati, il qual &longs;toppino habbia a pa&longs;&longs;are per me­zo della palla da vna parte all'altra, per mettere il fuoco nella poluere fina, che &longs;arà po&longs;ta inanzi alla palla, & a que­&longs;to modo &longs;arà caricata la detta tromba.

Altro modo di far mi&longs;tura per caricare la &longs;udet­ta tromba.

Si habbia poluere gro&longs;&longs;a libre quattro, pece Greca, oue ro pece Spagnuola libra una, canfora oncie &longs;ei, uetro pe&longs;to oncie quattro, vernice in grani oncie tre, uernice in polue re oncie tre, ragia magra oncie due, &longs;alnitro oncie &longs;ei, &longs;olfo oncie due, argento &longs;olimato oncia una, tutte le quali co&longs;e &longs;eparatamente &longs;i pe&longs;tino, poi con alquanto di acqua di uita me&longs;colino, che co&longs;i &longs;arà fatta la compo&longs;itione.

Il modo poi di caricare la tromba di que&longs;ta tal mi&longs;tura, &longs;i che prima metten doui dentro un poco di poluere gro&longs;&longs;a oi un poco della detta mi&longs;tura, calcandola co'l modolo di gno, & dietro a que&longs;ta mi&longs;tura, ui &longs;i metterà un poco di bam agio, ouero cotone bagnato com olio di ginebro, ouero di acqua di uita, & appre&longs;&longs;o un poco di argento uiuo; poi un'al tro pugno di poluere non mi&longs;turata appre&longs;&longs;o, mettendoui della detta mi&longs;tura, & co&longs;i di mano in mano, facendo fin che &longs;arà piena la tromba. Poi ui &longs;i farà nella bocca vna coperta di carta legata con &longs;pago, & nel mezo di que&longs;ta coperta, &longs;i fa rà vn buco picciolo, &ptail; metterui vno &longs;toppino fatto nel mo do, che &longs;i è in&longs;egnato a fare nel principio di que&longs;ti fuochi ar ti&longs;iciati. Et detto &longs;toppino &longs;i accenderà, & con quello &longs;i da­rà il fuoco alla mi&longs;tura, quando farà bi&longs;ogno, acconciandoli vn poco di corda, per dargli meglio il fuoco.

ALTRA SORTE DI MISTVRA di tromba.

Fa&longs;&longs;i ancora vn'altra &longs;orte di mi&longs;tura, in que&longs;to modo, pigliando &longs;alnitro, fol&longs;o, olio di lino, olio di pinolio, ra­gia colata, largato, pece Spagnuola, ragia &longs;ecca, parti vgua­li, & pe&longs;tando quelle che pe&longs;tar &longs;i debbono, ogni co&longs;a in&longs;ie me me&longs;colando, &longs;arà fatta.

MODO DI FAR PALLE CON VNA mi&longs;tura, che quando &longs;aranno acce&longs;e, non &longs;i po­tranno aminorzare &longs;e non con ori­na, & cenere.

Pigli&longs;i vn'oncia per cia&longs;cuna delle &longs;otto&longs;critte co&longs;e, cioè &longs;olfo, orpimento, pece colofonia, pece nuoua, verni­ce in grani, trementina, gra&longs;&longs;o humano, ma&longs;tice, pece greca, incen&longs;o, olio di lino, & pe&longs;tando quelle co&longs;e, che ciò richieg­gono, & com l'altre compo&longs;te, hauera&longs;&longs;i vna mi&longs;tura, la quale per buona pezza bollita in va&longs;o di vetro, &longs;arà materia da far palle con bambagia, ouero &longs;toppa, le quali &longs;i potranno fare gro&longs;&longs;e, & picciole, &longs;econdo che &longs;i uorrà. Et lequali to&longs;to che &longs;aranno acce&longs;e, non &longs;i potranno ammorzare, &longs;e non con ori na, cenere, ouero aceto. Con aui&longs;o però, che que&longs;te palle &longs;a rebbono ancor buone da mettere nelle &longs;oprapo&longs;te trombe.

A FAR PALLE CHE SI ACCENDE RANNO bagnandole con acqua.

Qui bi&longs;ogna calcina viua, &longs;olfo viuo, olio di lino, ouero in &longs;uo luogo olio di oliua, & &longs;i me&longs;cola ogni co&longs;a in&longs;ieme facendone palle, le quali con l'a&longs;pettare il tempo di piog­gia, o con darle manualmente l'acqua, &longs;econdo il bi&longs;ogno, e'l potere, hauerai da quella fuoco certi&longs;&longs;imo.

MODO DI FAR PALLE DI FVOCO artificiato, per tirare con l'artiglieria, & con le mani, le quali tirate, oue &longs;i voglia, s'attaccheranno.

Prima &longs;i farà fare tre ferri ben acuti da tutti due i caplunghi quanto &longs;arà larga la bocca di quel pezzo, che ha da tirare la palla; due de quali ferri s'incrocieranno giu&longs;tamen te nel mezzo, ligandoli con filo di ferro, tanto che e&longs;&longs;i ferri &longs;tiano fermi; pigli&longs;i poi il terzo ferro, & nel mezo di e&longs;&longs;o fa che intrauer&longs;i con gli altri due po&longs;ti in croce, talmente che ad ogni ver&longs;o tirando, s'inficchino. Et à que&longs;to modo conci &longs;i legaranno nel mezo con filo di ferro; poi &longs;i hab­bia vna corda lunga di &longs;toppa, gro&longs;&longs;a vn dito di mano, & con vn capo di e&longs;&longs;a &longs;i taccherà nel mezo di quella incrocia tura, & &longs;e glie la inuolterà intorno tanto che rileui alla gro&longs;&longs;ezza d'vn naranzo. Poi &longs;i comincierà a tirare e&longs;&longs;a corda davn ferro all'atro, con te&longs;&longs;ere, & formare con quella alcunconcauità a modo di nidi di vccelli, le quali concauità s'empiranno della &longs;otto&longs;critta mi&longs;tura, la quale &longs;i fa in que&longs;tmodo: Piglia &longs;alnitro libra vna, &longs;olfo ammaccato che re&longs;tgro&longs;&longs;o a modo di peuere oncie otto; poluere gro&longs;&longs;a onciquattro, me&longs;cola, & &longs;arà fatta; dellaqual compo&longs;itione s'erpiranno gli &longs;patij, cioè concauità &longs;opradette, talmente chquando e&longs;&longs;i &longs;aranno pieni della detta mi&longs;tura; tutto il copo &longs;ia a modo di vna palla; poi &longs;opra, & intorno quella mi&longs;tura &longs;i volgerà &longs;trettamente il re&longs;to della corda che &longs;arà auanzata nel fare quelle concauità. Et &longs;opra a que&longs;to d'in­torno a quelli &longs;trettamente &longs;i inuolgeranno due mani di &longs;pago, nella maniera che &longs;i fanno i gomitoli di filo, & ref­fe, facendole venir ben dure. Fatto que&longs;to, pigli&longs;i della &longs;toppa, & bambagia bagnata nella &longs;otto&longs;critta mi&longs;tu­ra, la qual &longs;i farà in que&longs;to modo. Piglia &longs;olfo, & orpimen­to parte una, pece colofonia parte due, pece nauale par­te una, trementina parte una, ta&longs;&longs;o parte vna, incen&longs;o par­te meza, oglio di lino parte meza, oglio di pietra un terzo, vitriolo pe&longs;to parte vna, & tutte que&longs;te co&longs;e me&longs;cola in&longs;ie­me. Dopo mettile alquanto a bollire in un ua&longs;o di rame, poi piglia la &longs;toppa, & bambagia, poco, & a&longs;&longs;ai bagnan­dola in detta mi&longs;tura, &longs;econdo che ti pare&longs;&longs;e e&longs;&longs;er furio&longs;a, & lenta nell' ardere al tuo bi&longs;ogno; & que&longs;ta &longs;toppa, & bam­bagia co&longs;i bagnata, &longs;i auuolgerà attorno alla detta palla; poi s'impegolarà beni&longs;&longs;imo, auuertendo, che le punte uo­gliono auanzar fuor della palla almeno due dita, come qui &longs;otto nel di&longs;egno &longs;i uede, & nel mezo della palla &longs;i farà un buco, che pa&longs;&longs;i da una parte all'altra per metterui dentro uno &longs;toppino, per accenderla quando farà bi&longs;ogno.

PALLA DI FVOCO artificiato.

MODO DI FAR PALLE CHE arder anno nell'acqua.

Vi bi&longs;ogna prima &longs;olfo libre due, & fara&longs;&longs;i liquefare in vna pignatta al fuoco; &longs;i che e&longs;&longs;o &longs;olfo re&longs;ti chiaro, & mentre &longs;arà ancora caldo, vi &longs;i metterà dentro vna libra di &longs;alnitro, & meza di poluere, me&longs;colando ogni co&longs;a beni&longs;&longs;imo; & poi leuata dal fuoco, mettera&longs;&longs;i dentro libre due di poluere gro&longs; &longs;a, la qual mi&longs;tura in vn mortaio &longs;i pe&longs;tarà, tenendola bagna­ta com aceto forte di&longs;tillato. Poi cauarai la detta mi&longs;tura fuor di quel mortaio, & ne farai palle, coprendole con caneuaz­zo, & ligandole d'intorno beni&longs;&longs;imo con &longs;pago &longs;ottile; im­pegolando la coperta, & quando &longs;i vorrà tirare, ui &longs;i farà vn buco per dare a quelle il fuoco. Et co&longs;i &longs;arà fatta.

A FAR| PALLE DI FVOCO DA TIRAR di notte fuora d'vna fortezza, per vedere i nemi­ci, che fußero venuti &longs;otto quella a fare. qualche danno.

Habbia libre quattro di trementina, libra vna di &longs;alni­tro, libre quattro di carbone dolce, & pe&longs;ta ogni co&longs;a in&longs;ie­me, & di nuouo impa&longs;ta con &longs;toppa di lino, poi ne fa palle quante ti pare, le quali attaccandoui il fuoco, & tirandolfuora delle mura, arderanno, & faranno tanto &longs;plendore, che &longs;i potrà vedere come s'è detto.

ALTRO MODO PER FARE delle &longs;udette palle, che faranno &longs;plendore.

Piglia oncie due di &longs;alnitro, una di &longs;olfo, due di can­fora, & un poco di gra&longs;&longs;o humano, & me&longs;cola ogni co&longs;a in­fieme in una caldaia al fuoco; tenendo bagnata la detta mi-&longs;tura con acqua uita, & quando &longs;arà liquefatta habbian&longs;i poi apparecchiate palle gro&longs;&longs;e a voglia tua, & quante &longs;i vuole, o di legno, o di pietra, o di ferro, & in que&longs;ta mi&longs;tura s'inuolti no alcune volte, poi &longs;i facciano &longs;eccare, & di nouo riuoltale in detta mi&longs;tura, & poi ancora voltate, & &longs;eccate a tuo vole­re, & quando farà bi&longs;ogno &longs;i accenderanno, & gettara&longs;&longs;i com le mani, o con artiglieria, come ti parerà e&longs;&longs;er bi&longs;ogno. Con ricordarti, che quando que&longs;te tali palle &longs;ono a&longs;ciutte, &longs;i ba­gnano ancora di acqua uita.

Bel modo ancora &longs;arebbe que&longs;to altro di far palle arden ti, cioè pigliando vna palla di rame, o banda bianca, o banda di ferro, la qual fo&longs;&longs;e di dentro vuota, & intorno intorno, far le quattro, &longs;ei, & quanti &longs;i vuole buchi, & detta palla fo&longs;&longs;e pie na della mede&longs;ima &longs;opradetta mi&longs;tura, adoperando que&longs;te tai palle, come delle altre &longs;uddette. Auuertendo che in ca&longs;o che &longs;i &longs;te&longs;&longs;e per battere una fortezza con l'artiglieria, & che i difen&longs;ori haue&longs;&longs;ero po&longs;to &longs;acchi di bambagia, lana, & altre co&longs;e tali, come &longs;i &longs;uol fare attorno alle mura, accioche l'arti glieria non face&longs;&longs;e tanto danno; con le &longs;udette palle acce&longs;e, &longs;i potrà metterui il fuoco dentro, aggiungendo però nella con­po&longs;itione que&longs;t' altre co&longs;e, pezze nauale, ragia magra, argento viuo, ogni co&longs;a me&longs;colata in&longs;ieme con le altre &longs;opradette.

A FAR PALLE DI FVOCO, LE QVALI arderanno nell' acqua, & &longs;i potranno tirare con l'artiglie­ria, & con le mani; & lequali non &longs;i potranno ammorzare &longs;e non gettandole in fuo­co, ouero in cenere.

Piglia&longs;i tela di caneuaccia, & faccia&longs;i una &longs;acchetta a mo­do di una bor&longs;a tonda, laqual &longs;i empi&longs;ca di poluere gro&longs;&longs;a. Et me&longs;&longs;a la poluere &longs;i ligherà beni&longs;&longs;imo nella maniera, che qua di &longs;otto &longs;i uede, facendole poi due, o tre buchi, piu, o meno, &longs;econdo che &longs;i uorrà, & que&longs;to &longs;i farà com un puntirolo alquanto gro&longs;&longs;etto; cacciandoui dentro de legnetti, laqual bor&longs;a &longs;i inuolterà più, & più volte nella &longs;otto&longs;crita mi&longs;tura, facendole alcune ve&longs;ti, ouero coperte, nel modo che &longs;i è fat to nella &longs;opradetta palla, & quando la detta mi&longs;tura, che co prirà que&longs;ta bor&longs;a, &longs;arà a&longs;ciutta, &longs;i caueranno quei legnetti fuora di quei buchi, i quali &longs;i mettono per far che la mi&longs;tura che &longs;i dà &longs;opra ad e&longs;&longs;a bor&longs;a non chiude&longs;&longs;e, quei buchi, poi &longs;i empiono di poluere fina, per poter dare il fuoco alla det ta palla quando &longs;i vorrà tirare, la qual mi&longs;tura è que&longs;ta. Pi­glian&longs;i parti cinque di poluere gro&longs;&longs;a; parti tre di &longs;alnitro raffinato; parti una di &longs;olfo; & una e meza di ragia di pi­no; meza di canfora; & meza di trementina; & meza di ui­triolo, non troppo &longs;ottilmente pi&longs;tato; & meza di &longs;al com­mune; parte meza d'oglio di &longs;a&longs;&longs;o, & d'oglio di lino, parte vna di acqua vita, me&longs;colando beni&longs;&longs;imo tutte, le quali in &longs;ieme po&longs;te, & me&longs;colate &longs;ono per compita mi&longs;tura di que&longs;to bi&longs;ogno.

MODO DI FAR DARDI DI FVOCO da ardere in qualunque luogo doue &longs;i tireranno, & &longs;i potranno tirare con artiglieria, con ba­le&longs;tra, & con le mani.

Prima &longs;i farà fare vn dardo di ferro lungo un braccio, e mezo, piu, & manco, &longs;econdo, che &longs;i vorrà, con le ale che&longs;ca no fuora della gro&longs;&longs;ezza, cioè &longs;cartare fuora del mede&longs;imo ferro, & nella cima d'e&longs;&longs;o dardo fara&longs;&longs;i una gro&longs;&longs;ezza nel modo che ha il palo di ferro. Oltre di que&longs;to, di dietro, oue­ro dinanzi alle ale del dardo, & appre&longs;&longs;o la detta gro&longs;&longs;ezza, &longs;i farà un buco che pa&longs;&longs;i per trauer&longs;o dell'ha&longs;ta, per lo ri&longs;pet to che qui &longs;otto &longs;i dirà, & come &longs;i uede.

Dardo di ferro.

Poi &longs;i farà fare un cannone di ferro, lungo intorno a un palmo, & largo quanto &longs;arà bi&longs;ogno, tanto che po&longs;&longs;a entrare nella bocca del pezzo c'hauerà da tirare quel dardo, & in que&longs;to cannone &longs;i caccierà dentro il &longs;udetto dardo; accom modando e&longs;&longs;o cannone, o dinanzi, o di dietro alle ale del dar do, & que&longs;to can none s'impirà di mi&longs;tura, & per far che non &longs;alta&longs;&longs;e fuora del dardo, quando &longs;i trerà, &longs;e gli farà un buco nel mezo, cioè per trauer&longs;o d'e&longs;&longs;o cannone, che corri&longs;ponda con quello che &longs;i è fatto nell'ha&longs;ta del dardo, & cacciera&longs;&longs;i un chiodo che pa&longs;&longs;i dall' una parte all' altra, percioche co&longs;i &longs;i fermarà e&longs;&longs;o cannone che non &longs;i mouerà dal &longs;uo luoco. An cora in e&longs;&longs;o cannone &longs;i potrà accomodare gli &longs;chioppet­ti, facendogli de' buchi intorno, & cacciandogli dentro e&longs;&longs;i &longs;chioppetti, facendogli uoltar con la culata all ha&longs;ta del dar do, & farli auanzare alquanto fuora de' buchi fatti nel canno ne, nel modo che nel di&longs;&longs;egno &longs;i uede, iquali &longs;chioppetti fa­ranno grandi&longs;&longs;imo effetto, cioè quando il dardo &longs;arà cacia­to là doue &longs;arà &longs;tato tratto, & che la compo&longs;itione del can­none doue &longs;aranno po&longs;ti que&longs;ti &longs;chioppetti, torrà il fuoco, e&longs;&longs;i &longs;chioppetti &longs;i di&longs;caricheranno, & ammazzeranno qualli che ui &longs;aranno intorno, &longs;pecialmente quando e&longs;&longs;o dardo &longs;arà trat to d'alto a ba&longs;&longs;o, come &longs;arebbe in &longs;u le Galee. Fatto que&longs;to &longs;i accommoderà appre&longs;&longs;o la mazzoca di e&longs;&longs;o dardo, un &longs;achet to fatto a modo d'una conocchia, ouero rocca da filare, co me qui &longs;otto nel di&longs;egno &longs;i uede; & que&longs;to &longs;acchetto s'em­pirà di quella mi&longs;tura che &longs;i fece &ptail; mettere in quelle conca uità di palle, che &longs;i è detto per auanti con quelle punte di fer ro, & e&longs;&longs;a mi&longs;tura vorrebbe e&longs;&longs;er ben calcata nel detto &longs;ac­chetto, il qual vuol e&longs;&longs;er bem legato da un capo, & dall'altro. Et per far che que&longs;to &longs;acchetto non &longs;i moua dal &longs;uo luogo, cioè nel tirar il dardo; cacciera&longs;&longs;i un chiodo per trauer&longs;o di e&longs;&longs;o &longs;acchetto, che pa&longs;&longs;i &ptail; quel buco che &longs;arà fatto nell'ha­&longs;ta del dardo, come &longs;i fece nel cannone. Accommodato che &longs;i hauerà l'opera del fuoco, cioè il cannone, & il &longs;acchetto; quam do &longs;i uorrà lanciare que&longs;to dardo: prima &longs;i accenda il fuoco nella compo&longs;itione del cannone, & per far che e&longs;&longs;o fuoco &longs;i vada ad accendere ancora nel &longs;acchetto, &longs;i accommoderanno &longs;opra l'ha&longs;ta del dardo, cioè fra'l cannone, & il &longs;acchetto del le couerte di canape, concie nel modo che ci acconciano i &longs;toppini; delle quali couette &longs;i coprirà tutta l'ha&longs;ta del dar­do, legandouele &longs;opra beni&longs;&longs;imo con &longs;pago &longs;ottile, auuer­tendo di fare che e&longs;&longs;e couette &longs;tiano con le cime uer&longs;o il cam none, & a que&longs;to modo quando &longs;arà acce&longs;o il fuoco nel can­none, &longs;i accenderà poi ancora in que&longs;te couette, lequali por­teranno nel &longs;acchetto, che &longs;i trouerà acconcio appre&longs;&longs;o al­la mazzocca il fuoco, come qui in di&longs;egno &longs;i uede.

Dardo di fuoco.

Ancora in luogo di que&longs;te couette, ui &longs;i potrà mettere de gli &longs;toppini. Et perche que&longs;ti dardi co&longs;i nel maneggiarli, co me per lo piouere &longs;i gua&longs;tarebbono, è nece&longs;&longs;ario far &longs;opra quelli una coperta di caneuazzo ben &longs;tretta, legandola be ni&longs;&longs;imo con &longs;pago, & darli &longs;opra una coperta di colla di car nuccio ben cotta, fatta con farina; & quando &longs;arà &longs;eccata que&longs;ta colla, &longs;e gli farà &longs;opra una rete di fil di ferro ben ri­cotto, che le uada &longs;opra ben &longs;tretta, nella maniera che qua in di&longs;egno &longs;i uede,

Dardo di fuoco.

Et quando &longs;i uorranno tirare que&longs;ti dardi &longs;i farà un bu­co nella coda del cannone, oue &longs;i caccierà uno &longs;toppino di poluere; & al pezzo che'l tirarà non &longs;i metterà tanta polue re, quanto e&longs;&longs;o porta, nè ancora &longs;e gli metterà coccone, nè &longs;topaccio.

MODO DI FAR ROCCHETTE, che quando &longs;aranno in aere, manderanno fuori fiamme di fuoco, le quali poi nel di&longs;cendere parer anno &longs;telle, che ca&longs;chino dal cielo, nella qual maniera &longs;i compongono an­cora &longs;chioppetti da carta.

Per far adunque que&longs;te rocchette, &longs;i deue hauere la &longs;ua forma di legno, &longs;opra di cui &longs;i formano i cannoni di carta doppia quattro, o cinque volte, & da un capo del cannone &longs;i legherà ben &longs;tretto com uno &longs;pago, la&longs;ciandoui però un bu­colinoi & e&longs;&longs;o cannone &longs;i farà lungo tanto quanto &longs;arà ba&longs;tam te a capire le co&longs;e che &longs;i uorranno mettere dentro, & di&longs;o­pra ad e&longs;&longs;a rocchetta non &longs;e le può metter più pe&longs;o di quello che pe&longs;a e&longs;&longs;a rocchetta. Et quando in que&longs;ta &longs;i metterà co&longs;a da far fiamme, ò &longs;chioppetti, bi&longs;ogna metterui dentrodella poluere fina, accioche e&longs;&longs;a habbia a dar fuoco a gli &longs;toppini che &longs;aranno nelle fiamme, & &longs;chioppetti.

COMPOSITIONE, ET MODO. per far che le rocchette mandino le fiamme.

Pigli&longs;i libra una di &longs;alnitro raffinato, &longs;olfo citrino oncie otto, poluere gro&longs;&longs;a oncie quattro, il &longs;olfo, & il &longs;alnitro uor rebbono e&longs;&longs;er pe&longs;ti gro&longs;&longs;amente quanto granelli di polue­re gro&longs;&longs;a, & &longs;i me&longs;colano tutte que&longs;te co&longs;e in&longs;ieme con la mano, poi &longs;i hauerà &longs;toppa di canape, & fara&longs;&longs;i com e&longs;&longs;a delle code lunghe palmi tre, o piu, & appre&longs;&longs;o al capo piu gro&longs;&longs;o della coda &longs;i legherà, & ui s'accommodarà a modo di un ni do di uccelli, & &longs;e gli metterà dentro quanto &longs;aria vn'oncia della &longs;udetta mi&longs;tura, poi &longs;e le auolgerà intorno il re&longs;to del­la coda, &longs;i che &longs;i uenga a &longs;tringere la mi&longs;tura a modo di una palla. Fatto que&longs;to &longs;e le incrocierà intorno dello &longs;pago, per lungo, & per trauer&longs;o, &longs;tringendo forte, &longs;i che ella diuenga dura; & per mezo di que&longs;ta palla &longs;i farà pa&longs;&longs;are uno &longs;toppi­no di poluere, per poterle dare il fuoco, & a que&longs;to modo &longs;i fa mandare le fiamme alle rocchette.

MODO DI FARE VNFVOCO artificiato a termine.

Piglia&longs;i orpimento libra una, parte pegola, parte ceraparte &longs;alnitro, parti quattro carbone dolce, & facendo di&longs;­fare ogni co&longs;a in&longs;ieme com acqua, quando il tutto &longs;arà disfat to habbia&longs; apparecchiato vno &longs;toppino longo quel tanto che &longs;i uuole: ma però &longs;appia&longs;i la &longs;ua lunghezza, ilquale &longs;top pino &longs;i bagnerà in que&longs;ta mi&longs;tura, & fara&longs;&longs;i poi afciugare, & quindi &longs;i accenderà da un capo, la&longs;ciandolo ardere, affine di prouare quanto tempo e&longs;&longs;o &longs;toppino &longs;ia per durare. Et ponia mo che e&longs;&longs;o durato fu&longs;&longs;e la quarta parte d'una hora, uolendo accendere il fuoco in qualche luoco, oue la per&longs;ona uorreb­be hauer termine un'hora, inanzi che'l fuoco ueni&longs;&longs;e a fare il &longs;uo effetto, &longs;e ne farà uno &longs;toppino, che &longs;ia lungo quattro volte tanto, quanto &longs;arà &longs;tato quello, che hauerà durato la quarta parte di una hora; & &longs;e &longs;i uorrà termine due hore, &longs;i farà lo &longs;toppino otto uolte tanto. Per e&longs;&longs;empio poniamo, che braccia vinticinque del detto &longs;toppino &longs;ia durato una hora, quante braccia vi uorranno per quattro hore, facendo il conto, &longs;i trouerà che hore quattro ne uorranno braccia cento. Et a que&longs;to modo &longs;i gouernerà, & fara&longs;&longs;i che'l detto &longs;toppino habbia a terminare, & metter capo in un &longs;olferi­no, con buona poluere, ouero con una palla artificiata; per­che a que&longs;to modo &longs;i accenderà il fuoco, ma &longs;i ti ricorda che e&longs;&longs;o &longs;toppino uorrebe e&longs;&longs;er &longs;opra una bacchetta, di modo, che arda a poco a poco, & guardar&longs;i che il fuoco non &longs;i accem da in molti luochi, cioè non &longs;ia intorchiato tanto &longs;tretto &longs;o­pra la bacchetta, che accenda l'uno con l'altro; altramente ne rimanerebbe ingannato l'artefice di quello. Et con que&longs;to fuoco &longs;i potrebbe ardere una naue, intendendolo bene.

A far mi&longs;tura di fuoco che &longs;i accenderà con acqua.

Pigli&longs;i del gloriatto libra una, oglio di ro&longs;&longs;o di ouo libra una, oglio di &longs;olfo libra una. calcina uiua &longs;ottile bene &longs;poluerizata libre dieciotto; d'ogni co&longs;a &longs;i farà pa&longs;ta, & di que&longs;to &longs;i metterà doue &longs;i uuole che arda. Et alla prima piog gia che caderà dal cielo, il fuoco &longs;i accenderà, & arderà o­gni co&longs;a.

AGGIVNTA DI DIVER SI FVOCHI ARTEFICIATI BELLISSIMI.

A far una tromba da Battaglia di fuoco arteficiato.

Farai fare la tromba di buom legno come &longs;arebbe di quar to di onizzo, di quarto di &longs;alice, di quarto di oliuo, o di quar to di bedolo; quali &longs;on tutti legni dolci, & &longs;odi: perche facen dola di altro che non fo&longs;&longs;e co&longs;i andarrebe a pericolo rom­pendo&longs;i, oltre che abbruciarebbe tutta in un tratto; d'ammaz­zar te, & ancora qualche tuo amico a te uicino; laqual trom ba farai fare al torno di lunghezza di due piedi e mezo in circa, & per diametro oncie 5. & il buco &longs;ia di larghezza oncie 2. & detto bucho non uuole intrar dentro &longs;e non due terzi della lunghezza della tromba; & poi dall'altro capo uuo le e&longs;&longs;ere anco bu&longs;ato, ma detto buco non bi&longs;ogna piu largo di una onza e meza, & che non entri dentro tanto che non re&longs;ti almeno tra il buco della tromba, & que&longs;to altro che &longs;eruirà per ina&longs;tarla in una a&longs;ta onze quatro di pieno. Di fuora uia poi lontano dalla bocca once tre, far in cauar una co&longs;ta di cor tello attorno la tromba, & detta in cauatura tenga il &longs;pacio di once tre; laqual &longs;i fa per poter impennar detta tromba di buom filo di ferro, o di corda forzata, & co&longs;i ogni tre once di tromba farli altre tre once di detta in cauatura &longs;ino oue tiene il foro della tromba, come qui &longs;otto &longs;i può uedere in figura.

Tromba non impennata.

Tromba im pennata.

MODO DI FAR MISTVRA lenta per dette trombe.

TABELLE WAR HIER

Tutte que&longs;te co&longs;e &longs;iano me&longs;chiate in&longs;ieme in una conca di legno, & sbroffate un poco con acqua, tanto che il car­bone non uoli uia, & co&longs;i &longs;arà fatta la mi&longs;tura lenta.

A far balle da metter in dette trombe

Pigliarai &longs;toppa di Caneuo, & far di quella una fogazet ta della grandezza della palma della mano, & gro&longs;&longs;a una co &longs;ta di coltello, & bagnar detta fogazetta in acqua uita beni&longs; &longs;imo, & poi &longs;truccarla fuori; & nel mezo poi empirla della &longs;otto&longs;critta mi&longs;tura.

TABELLE WAR HIER

Et po&longs;cia empita detta fogaccia, &longs;i riuolgerà beni&longs;&longs;imo in forma di balla, & ligata beni&longs;&longs;imo con buom &longs;pago; poi &longs;i tor rà &longs;ei pironzini, di legno, & quelli &longs;i caccieranno nella balla tam to ch'entrino fino alla mi&longs;tura, & ch'auanzino an co fuori del la palla due dita per uno; Po&longs;cia &longs;i darà una coperta alla bal la di &longs;olfaro colato; auuertendo però di non farla tanto gram de, che non po&longs;&longs;i entrar nella tromba commodamente, & che almanco cali della larghezza della bocca la gro&longs;&longs;ezza di mezo dito, & di dette balle &longs;e ne farà in buona quantità, & co&longs;i &longs;eruarle da parte fino che &longs;i uorranno mettere in opera, il che uolendo fare, &longs;e li cauarà fuori i legnetti, & ne buchi che rimaranno s'ine&longs;caranno di buona poluere; acciò &ptail; quel­li po &longs;&longs;ano dette balle pre&longs;to, & facilmente prender il fuoco.

MODO DI CARICAR DETTE TROMBE.

Volendo poi caricare detta tromba, prima &longs;i metterà &longs;ul fondo poluere gro&longs;&longs;a, me&longs;colata con &longs;caglia di ferro da fa­bri, come &longs;arebbe oncie vna per ogni libra di poluere; & di detta poluere mettergline &longs;ino che leui il volume nella trom ba di tre dita in trauer&longs;o, calcandola bene con un'ha&longs;ta a modo di rocchetta d'aere; poi metterli dietro vna delle &longs;o­pradette balle ben ine&longs;cata, & dietro detta balla, un buon piccicone di poluere, poi della mi&longs;tura lenta tanto che e&longs;&longs;en do calcata rileui uolume di tre dita, dietro poi poluere al­la quantità &longs;udetta, & dietro un'altra balla, con quella poca poluere, & po&longs;cia la mi&longs;tura lenta come di&longs;opra; & co&longs;i &longs;e­guitar fino che &longs;arà piena, auertendo che le balle, & la polue re con la limatura uenghino a e&longs;&longs;er nella tromba a dirimpet to oue &longs;arà ligata co'l filo di ferro, o corda, come &longs;i è detto, &ptail; piu &longs;icurezza: & come &longs;arà piena pre&longs;&longs;o a mezo dito all' or lo, &longs;i torrà una pezza di tela, & coprira&longs;&longs;i la bocca, & ligarla beni&longs;&longs;imo in cima, dopoi impegolarla beni&longs;&longs;imo, & co&longs;i an­cora le impennadure per ri&longs;petto di qualche faliua di fuoco, ouero humidità, che gli haue&longs;&longs;e poi a nocere; po&longs;cia inha­&longs;tarla beni&longs;&longs;imo in una ha&longs;ta di longhezza di brazzi quat­tro, impirandola acciò non po&longs;&longs;a cadere fuori dell'ha&longs;ta, & con tale ordine &longs;i fa le &longs;udette trombe da battaglia, co&longs;i da mare, come da terra, alla dife&longs;a di muraglie, & alla te&longs;ta d'v­na fantaria, per dife&longs;a di qualche s&longs;orzo di Caualleria; & uo lendo dar il fuoco a detta tromba, rompera&longs;si detta tela in ci ma; & con &longs;topino, o con altro &longs;e li darà il fuoco.

ALTRO MODO DI CARICAR dette trombe.

Per nn'altro bel modo &longs;i potrà caricar dette trombe &longs;enza balle, cioè con un ua&longs;o fatto a modo d'un coperto di &longs;cat­tola di boni&longs;&longs;ima latta, di grandezza che largamente entri piano nella tromba, & que&longs;to ua&longs;o &longs;ia pieno di quadretti di ferro, o di piombo, poi &longs;ia coperto con carta, & ligato che li quadretti non uadino fuori, detto ua&longs;o &longs;i metterà nella trom ba doppò che &longs;e li hauerà me&longs;&longs;o tanta poluere gro&longs;&longs;a &longs;empli ce, che rileui calcata il uolume di tre dita, & un picigotto di poluere fina; poi il va&longs;o &longs;i pona con il fondo uer&longs;o la polue re, & dietro a quello tanta poluere gro&longs;&longs;a che &longs;ia habile a far prendere il fuoco alla poluere fina, che hauerà &longs;otto il fon­do detto va&longs;o: dietro a que&longs;to &longs;e li pone tanta della &longs;otto &longs;cri tra mi&longs;tura che rileui il uolume di tre in quatro dita, & poi della poluere &longs;imilmente, & co&longs;i facendo della poluere, & mi&longs;tura fino che &longs;arà piena al modo &longs;udetto, & coperta con tela, & impegolata, come &longs;i è detto; auuertendo che il ua&longs;o &longs;ia &longs;empre a dirimpetto alla ligadura, o impennadura, come &longs;i è detto delle palle.

Modo di far la mi&longs;tura lenta per caricar detta tromba.

TABELLE WAR HIER

Ancora alle dette trombe &longs;e li potrà commodar un cer chio di ferro largo quattro dita, & gro&longs;&longs;o mezo, & in detto cerchio &longs;e li accommoda due &longs;pade come &longs;i uede qui &longs;otto in di&longs;&longs;egno; lequali uengono a far il mede&longs;imo effetto che farebbe uno &longs;pedo.

Di&longs;&longs;egno del ua&longs;o &longs;udetto.

Oltre à que&longs;to &longs;i può anco accommodare nell'ha&longs;ta didette trombe uno &longs;padone, & &longs;i fa à que&longs;to modo; &longs;i ra&longs;&longs;ega l'ha&longs;ta alla tromba per longo giu&longs;to in mezo, laqual ha&longs;ta uuol e&longs;&longs;er giu&longs;to alla larghezza, & lunghezza della lama, & detto &longs;pado ne &longs;e li caccia dentro, facendo &longs;eruir detta ha&longs;ta per fodro, in&longs;erandolo con due bottoni come quelli de i bordoni de Pelegrini; & que&longs;to &longs;erue che quando &longs;i è abbrugiata la trom ba, &longs;i può pre&longs;tamente gettarla via, & adoperar detto &longs;pado ne; ma &longs;imil co&longs;e non uanno po&longs;te in mano &longs;e non a per&longs;one di buona uita, & gagliarde, che po&longs;&longs;ino con quelli menar le mani alli bi&longs;ogni. Il di&longs;egno della quale è que&longs;to.

A far altra &longs;orte di trombe da far fuoco a un mo­do continouo.

Si farà la tromba di lama di ferro, gro&longs;&longs;a una co&longs;ta di cotello, accerchiata com tre cerchi di ferro di larghezza di un onza, beni&longs;&longs;imo in chiodata, & &longs;ia il diametro di detta trom ba onza 1.e meza, & longa due piedi in circa. & da un capo &longs;e li caccierà un coccone che intri dentro almanco mezo piede, il qual coccone &longs;i farà lungo di più del mezo piede due o tre onze, che &longs;i farà auanzar fuori della tromba, per bu­&longs;arlo, & inha&longs;tarli l'ha&longs;ta; po&longs;cia s'empirà detta tromba del­la &longs;otto &longs;critta mi&longs;tura; & &ptail; ogni due, o tre dita di mi&longs;tura &longs;i calcarâ beni&longs;&longs;imo, & co&longs;i fara&longs;&longs;i fino che &longs;arà piena, la&longs;cian doli però tanto di luogo, che la &longs;i po&longs;&longs;i ine&longs;car di buona pol­uere, & poi coprira&longs;&longs;i di tela, come &longs;i è detto dell'altre.

Mi&longs;tura per la &longs;udetta Tromba.

TABELLE WAR HIER

Tutte le &longs;udette co&longs;e &longs;iano beni&longs;&longs;imo in corporate, & hu midite d'acqua di vita, come &longs;i fa le rocchette da aere, & co &longs;arà fatta.

A far pignatte di fuocho arteficiato.

Fara&longs;&longs;i far pignatte di terra a modo del &longs;otto&longs;critto di&longs;&longs;e gno, grande, & piccolo poi &longs;econdo il bi&longs;ogno, perche a guer­re nauali non vogliono di più tenuta che d'vn boccale d'ho­&longs;taria; ma a dife&longs;a di muraglie &longs;e ne fanno di piu grandezze, & la maggiore non uuol più di 6. in 8. boccali, & que&longs;te &longs;i adoperano per abbrugiar una fa&longs;&longs;inata che fu&longs;&longs;e fatta nelle fo&longs;&longs;e, & anco per &longs;otterar &longs;otto a una trincera dell'inimico di notte con darli il fuoco a tempo per fare creppare, & ro uinar detta trincera, & anco per dar principio a bru&longs;ciar una mina, non hauendo balle &ptail; far tal effetto, come nell'or dine delle balle &longs;i dirà. Il di&longs;egno di detta pignata è que&longs;to.

S'empirà la &longs;udetta pignata &longs;ino a mezo di poluere gro&longs;­&longs;a ben &longs;tiuata, po&longs;cia torra&longs;&longs;i della mi&longs;tura (dellaquale quì di &longs;otto &longs;e ne metterà di diuer&longs;e &longs;orti tutte boni&longs;&longs;ime, & ap prouate) & &longs;i impirà fin in cima, & po&longs;cia con una pezza di tela &longs;i coprirà la bocca, & ligara&longs;&longs;i beni&longs;&longs;imo, & con &longs;olfaro collato &longs;i bagnerà detta coperta & ligatura, a mezo della­qual pignata di fuorauia &longs;e li ligarà con &longs;pago &longs;toppini di corda longhi un dito per longo, quanti parerà; a quali, volem do gittar la pignata, &longs;e li darà il fuoco, che &longs;ubito rotta, que­&longs;ti &longs;toppini uengono ad accender il fuoco alla mi&longs;tura, & que&longs;to &longs;i facci per quelli a chi &longs;aranno date le pignate da gittare, che non haue&longs;&longs;ero animo co&longs;i di darli il fuoco per la bocca, che è co&longs;a piu &longs;icura, & piu efficace a far l'effetto &longs;uo, che non &longs;ono gli &longs;toppini.

MISTVRA PER IMPIR DETTEpignate.

TABELLE WAR HIER

ALTRA SORTE DI MISTVRA DAdife&longs;a d una muraglia, & bonißima da bru&longs;ciar fa&longs;cinate.

TABELLE WAR HIER

Tutte que&longs;te &longs;iano beni&longs;&longs;imo mi&longs;chiate in&longs;ieme, perche quanto più con diligenza &longs;i mi&longs;turano, tanto meglio riu&longs;ci &longs;ce ne &longs;uoi effetti.

ALTRA SORTE DI MISTVRA.

TABELLE WAR HIER

Tutte que&longs;te co&longs;e &longs;iano ben pe&longs;te, & &longs;i faccia mi&longs;tura co­me di &longs;opra.

MISTVRA DI ALTRA SORTE.

TABELLE WAR HIER

Et pe&longs;tare, e incorporar come di &longs;opra.

ALTRA SORTE PVR DIdetta mi&longs;tura.

TABELLE WAR HIER

Pe&longs;te tutte dette co&longs;e, & humettate con acqua di vita, in &longs;ieme in corporandole, & empire la pignatta la met à di pol uere, & l'altra metà di que&longs;ta mi&longs;tura che riu&longs;cirà con gran &longs;odisfattione.

Si potrà anco caricare dette pignate di quadretti di fer­ro, & piombo in que&longs;to modo; piglin&longs;i cera ro&longs;&longs;a, o gialla, come &longs;i vuole, liquefatta in cazza, o altro, & gettara&longs;&longs;i detta cera nella pignata, & far che circondi per tutto di dentro tanto, che re&longs;ti tutta coperta di detta cera, poi &longs;i uuotarà fuori l'auanzo, & &longs;i piglierà quella quantità di quadretti, o balle che &longs;i uuole, & &longs;i gettaranno nella pignata, mi&longs;chian­dola beni&longs;&longs;imo che detti quadretti &longs;i uengano a taccare at­torno attorno &longs;opra la cera; fatto que&longs;to &longs;i empirà la pigna ta di poluere fina, & poi &longs;i farà una canna a modo di tromba, che &longs;ia di tanta gro&longs;&longs;ezza che empi&longs;chi la bocca della pigna ta; & &longs;ia lunga giu&longs;to all'altezza ancora del corpo di dentro; & detta canna habbi tre, o quattro buchi nel mezo, poi &longs;i caccierà detta canna dentro nella pignata: ma prima &longs;ia piena della &longs;otto&longs;critta mi&longs;tura.

TABELLE WAR HIER

Dette co&longs;e &longs;ian mi&longs;te in&longs;ieme, & humidite con acqua commune.

Poi &longs;i coprirà la pignata di buona tela, & ligata beni&longs;&longs;imo & co&longs;i ancora legar tutto il corpo della pignata, ilche fatto s'impegolarà ancora beni&longs;&longs;imo tutta, che que&longs;ta darà maggior forza, & farà piu gran ruina; & uolendo&longs;i adoperare bi &longs;ogna dar il fuoco alla mi&longs;tura della canna, che vi &longs;i è po&longs;ta dentro, che quella dà tempo ardendo ch'ella &longs;i po&longs;&longs;i gettare doue &longs;i vuole, &longs;enza pericolo che offenda colui che li de&longs;&longs;e il fuoco.

A FAR BALLE CHE FANNO SPLENDORE, per tirar fuori d vna fortezza la notte, per &longs;coprir quello farà l'inimico.

Pigli&longs;i vna balla di ferro che vada larga nel pezzo che &longs;i vuol adoperare almeno un dito per parte, & &longs;opra detta balla &longs;e li fabrichi con colla di farina, una coperta di carta: & a&longs;ciuta che &longs;ia, &longs;i tagli per mezo, partendola quel tanto &longs;olamente che &longs;i po&longs;&longs;a cauar la balla di ferro, & s'em­pi&longs;ca detta balla della mi&longs;tura qui de&longs;critta.

TABELLE WAR HIER

Tutte dette co&longs;e &longs;iano beni&longs;&longs;imo incorporate, & empi&longs;ca&longs;i la detta balla; come è detto, & come &longs;arà empita, &longs;i copra di boni&longs;sima tela, & com buona colla incolandola, & &longs;i lighi con boni&longs;&longs;imo &longs;pago forzino, a giudicio che nel &longs;caricare il pez zo, e&longs;&longs;a non &longs;i rompa; & poi &longs;e gli cacci i &longs;uoi pironzini di le gno (come delle balle delle trombe &longs;i è detto) ma che arri­uino nene fino in mezo alla balla, & ch'auanzino per poter li cauare; po&longs;cia &longs;i pigli della &longs;otto&longs;critta mi&longs;tura, cioè.

TABELLE WAR HIER

Olio a &longs;ufficienza, che le dette co&longs;e &longs;i po&longs;&longs;ano incorporar liquidamente, & farle bollire in detto olio, & &longs;i copra di det ta mi&longs;tura la balla beni&longs;&longs;imo, & quando &longs;i vorrà far l'effetto &longs;i cauino i detti pironcini, & s'ine&longs;chino di poluere fina, ac­cioche mettendo&longs;i nel pezzo con la mi&longs;tura d'attorno, & com que&longs;ta ine&longs;catura, &longs;ia piu habile a pigliare il fuoco; dopo car ghi&longs;i il pezzo di poluere; &longs;tiuandola beni&longs;&longs;imo, & po&longs;cia &longs;i cazzi la balla nel pezzo, dietro la poluere &longs;enza altro botto­ne; & dietro ad e&longs;&longs;a &longs;e li metta con la cazza della poluere di mano in mano bellamente, che s'ine&longs;chi tutto il pezzo a mo­do di mina fino appre&longs;&longs;o la bocca, acciò &longs;i po&longs;&longs;a darli il fuo­co dalla bocca, & che detta mina &longs;ia atta a far &longs;caricar il pez zo. Poi dirizzata la bocca del pezzo, doue &longs;i uuol che la bal­la facci lume &longs;e li dia il fuoco dalla bocca, che farà mirabile effetto, & con que&longs;ta &longs;e ne potrà &longs;eruire volendo abbrugiar anco la monitione del nemico; & altre &longs;imili fattioni, come l'huomo prattico &longs;i può imaginare.

A FAR BALLE DI BRONZO DA TIRARE in uno e&longs;&longs;ercito da romper trincere, & far batterie doue &longs;ia il terreno molle.

Si facci una balla uuota nel mezo tanto che la &longs;ua gro&longs;­&longs;ezza &longs;ia un mezo dito in trauer&longs;o, & que&longs;ta &longs;i facci di libra una di &longs;tagno, & tre di rame, & &longs;ia que&longs;ta balla bu&longs;ata anco­ra da tutti due i capi, di larghezza che vi entri vn dito picco lo, & s'empi&longs;ca beni&longs;&longs;imo di poluere fina, & &longs;ia ben &longs;tiuata; dopoi &longs;i habbi vna &longs;poletta di lameta di ferro, che pa&longs;&longs;i da vn canto all'altro della balla, talmente che &longs;ia ben ribattuta dalli capi della balla, & detta &longs;poletta habbi due, o tre bu&longs;i nel mezo, & &longs;ia poi empita della &longs;otto&longs;critta mi&longs;tura.

TABELLE WAR HIER

Et poi s'ine&longs;chi da tutti due i capi della &longs;poletta di polue re fina; poi bagnar detta balla in trementina, & riuolgerla nella poluere fina, acciò po&longs;&longs;i pigliare il fuoco habilmente; dopò &longs;i carichi il cannone, come &longs;i è fatto di &longs;opra, & &longs;e li dia il fuoco mede&longs;imamente dalla bocca, che farà gran mortali re, o di batterie, oue &longs;ia molle farà gram rouina nel &longs;uo crepa­re; Di&longs;&longs;egno della balla di bronzo.

ALTRO MODO DI CARICAR detta balla, cioè con &longs;chioppi.

Si hauerà &longs;chioppetti di ferro alla longhezza che po&longs;&longs;i­no capire nella balla, quanti ne potrà capir la balla, o che pa rera a &longs;ufficienza, & caricati vi &longs;i pongano dentro, e s'impi­&longs;ca di poluere, & &longs;eruar il tutto come &longs;i è fatto di &longs;opra che farà mirabile danno al nemico, & ancora &longs;i potranno carica re con quadratti, come è fatto delle pignatte.

Que&longs;te &longs;orti di palle quantunque &longs;iano di gran &longs;pe&longs;a, por­tano però con &longs;eco grande offe&longs;a al nemico, il che non auie ne delle pignarte, le quali &longs;ono pur piu habili da farne gran quantità: ma però non ponno &longs;eruire da tirar con l'artiglie ria come &longs;i fà delle palle: Ma il prattico Bombardiero co'l &longs;uo buon giudicio potrà &longs;empremai imaginar&longs;i diuer&longs;e for ti di arteficij, che fanno l'i&longs;te&longs;&longs;o effetto, &longs;econdo l'occorze & le commodità delle co&longs;e, perche e&longs;&longs;endo in luogo doue non &longs;i pote&longs;&longs;e hauer modo di far pignatte, palle, ò trombe, potrà però &longs;eruir&longs;i di zocchi, & traui, con bu&longs;arli, & impirli di &longs;imili fuochi, & ordinarli coperti di terenno doue &longs;ape&longs;­&longs;e che'l nemico haue&longs;&longs;e da pa&longs;&longs;are, come &longs;arebbe all' a&longs;&longs;alto d'vna batteria, E &longs;imili fattioni, che dandoli il fuoco a tem­po, faranno di graui&longs;&longs;imi danni, & &longs;pauento al nemico. Auuertendo però ogn'uno, che di que&longs;ta honorata profe&longs; &longs;ione &longs;i diletta, di &longs;empre e&longs;perimentar le &longs;ue mi&longs;ture & &longs;uo chi; perche quantunque io habbia po&longs;to qui diuer&longs;e mi&longs;ture tutte approuate da prattici, non dimeno potria però auue­nire, che e&longs;&longs;endo le altrui polueri, &longs;olferi, &longs;alnitri, olij, pego­le, & ra&longs;e, piu buone, o men buone di que&longs;te e&longs;perimentate, (come que&longs;to infallibilmente &longs;i vede e&longs;&longs;er vero, che un pae &longs;e produrrà di dette robbe piu gra&longs;&longs;e a&longs;&longs;ai di quello fara vn altro, & anco piu gagliarde, & meno) però vengono a fare diuer&longs;o effetto, & ma&longs;&longs;ime le polueri; per ben che tutte fu&longs; &longs;ero polueri gro&longs;&longs;e, non dimeno vna &longs;arà piu gagliarda dell'­altra a&longs;&longs;ai. Per tanto adunque &longs;empre che vorrà poner&longs;i a impre&longs;e importanti, doue li concorre l'utile del &longs;uo Principe, la &longs;ua &longs;alute, & honor &longs;uo, facci e&longs;perienza de'&longs;uoi fuochi, & non manchi anco quantunque habbi huomini valoro&longs;i, in&longs;e gnarli il modo di &longs;caricarli, & gittarli; perche il darli co&longs;a da maneggiare, che loro non n'habbino pratica, &longs;i perdo­no facilmente d'animo, ma&longs;&longs;ime in fuochi artificiati, per­che non è co&longs;i bel zuffo d'huomo, che non &longs;pauentino, poi­che doue entra di que&longs;te &longs;orti di fuochi da battaglia, fan­no gran danno, & non &longs;i po&longs;&longs;ono ammorzare nè con cene­re, nè con aceto, nè con altro, e&longs;&longs;endo che &longs;e n'è fatto pro­ue innumerabili: & con fatica grande sammorzano quelli da far fe&longs;te, & trionfi.

Que&longs;to &longs;ia al pre&longs;ente quanto circa à ciò habbiamo a di­re, promettendoui in breue dar fuori un nuouo trattato, & regola belli&longs;&longs;ima, per cono&longs;cere la qualità, & natura d'ogui forte di polueri, &longs;alnitri, &longs;olferi, olij, pegole, & ra&longs;e &longs;e &longs;ono ca lide, frigide, &longs;ecche, o humide, che &longs;arà di gran giouamento a ogn'vno che &longs;i diletta dell'arte del Bombardiero.

Parmi ancora di dirui, che e&longs;&longs;endo nata una di&longs;puta fra alcuni Capitani circa il poter tirar molte uolte un pezzo il giorno, & nò; alcuni de quali teneuano openione, che la nation France&longs;e fu&longs;&longs;e piu atta a far piu gran numero di colpi al giorno, che la Italiana, fu chi &longs;i profer&longs;e de'Bombardieri no&longs;tri di &longs;uperar detta natione in ogni conto di &longs;imile at­tione, perciò di ordine dell'Illu&longs;tri&longs;s. Sig. Giordano Or&longs;ino fu fatto vna batteria in Bre&longs;cia a di 29. Ago&longs;to 1564. con vn cannone da cinquanta, & fu tirato cento, e orto tiri in cin que hore, con poluere ingranita a gran Ba&longs;tardo, fatta a ra­gione di cinque ponti a&longs;&longs;o, a&longs;&longs;o, con 25. libre di poluere per cadaun tiro, caricando tal poluere in vn tratto &longs;olo; detto cannone, o pezzo, pe&longs;aua 6634. & non fu mai rinfre&longs;cato, &longs;aluo, che &longs;i cazzaua li &longs;couoli nelle &longs;ecchie dell'acqua, & &longs;i &longs;couolaua di dentro; detto pezzo haueua vno paiolo do­ue le ruote &longs;opra vi ripo&longs;aua, con il letto, ilqual paiolo per ogni cinque piedi n'haueua vno di &longs;carpa, talmente che'l pezzo, quando haueua fatto per il tiro la &longs;ua riculata, ri­tornaua al luogo &longs;uo primo &longs;enza altro aiuto, & per rite­gno, che non pa&longs;&longs;a&longs;&longs;e piu oltre, vi era per trauer&longs;o vna piana, ò vn traue, che vogliamo dire. Per ilche con&longs;ide­ri mò ogni prattico, &longs;e re&longs;tarono &longs;odisfatti quelli Signo­ri che de&longs;iauano cono&longs;cere il valore, & &longs;ufficienza Italiana in que&longs;to effetto.

IL FINE.