LE MECHANICHE DELL'ILLVSTRISS SIG.

GVIDO VBALDO DE' MARCHESI DEL MONTE: TRADOTTE IN VOLGARE DAL SIG. FILIPPO PIGAFETTA: Nellequali &longs;i contiene la vera Dottrina di tutti gli I&longs;trumenti principali da mouer pe&longs;i grandis&longs;imi con picciola forza.

A beneficio di chi &longs;i diletta di que&longs;ta nobili&longs;&longs;ima scienza; & ma&longs;&longs;imamente di Capitani di guerra, Ingegnieri, Architetti, & d'ogni Artefice, che intenda per via di Machine far opre marauiglio&longs;e, e qua&longs;i &longs;opra naturali.

Et &longs;i dichiarano i vocaboli, & luoghi più difficili.

In Venetia, Appre&longs;&longs;o France&longs;co di France&longs;chi Sane&longs;e. MD LXXXI.

ALL'ILLVSTRISSIMO SIGNOR GIVLIO SAVORGNANO, CONTE DI BELGRADO. &c.

Signore o&longs;&longs;eruandi&longs;&longs;imo.

Conciosia co&longs;a, che la &longs;cienza delle Mecha­niche gioui &longs;ommamente à molte, & importan­ti attioni della no&longs;tra vita, à gran ragione fu ella da i Filo&longs;ofi, & da i Rè antichi &longs;timata degna di laudi &longs;ingularißime; & i Matematici vi han­no impiegato lo &longs;tudio, & l'opera più che meza­namente, & i Principi fauoriti gl'ingegnieri ec cellenti, & arricchiti. Ben è per certo di alti&longs;­&longs;ima &longs;peculatione, & di &longs;ottile manifattura; imperoche tocca quella par­te della Filo&longs;ofia, che tratta de gli elementi in vniuer&longs;ale, & del moto, & della quiete de' corpi, &longs;econdo i luoghi &longs;uoi, a&longs;&longs;egnando la cagione in certo modo de' loro mouimenti naturali; & anco sforzandoli, per via di machi­ne à partir&longs;i da proprij &longs;iti, gli tra&longs;porta all'insù, & per ogni lato in mo­uimenti contrari alla natura loro.

Mena ella ad effetto ambedue que&longs;te intentioni con le propo&longs;itioni che na&longs;cono, & &longs;ono congiunte con la materia &longs;te&longs;&longs;a, & co' difici, & i&longs;trumen ti, che forma artificialmente. La onde egli è dibi&longs;ogno con&longs;iderare que&longs;tadottrina in due manìere; l'vna ìn quanto và &longs;peculando, & con ragione di&longs;correndo &longs;opra le co&longs;e, che s'hanno à fare, &longs;eruendo&longs;i dell' Arithmetica, della Geometria, dell' A&longs;trologia, & della Filo&longs;ofia naturale: & l'altra che po&longs;cia le manda ad e&longs;ecutione, & haue nece&longs;sita dell'e&longs;&longs;ercitio, & lauoro delle mani, v&longs;ando l'Architettura, la Pittura, il di&longs;egno, l'arte de' fabri, de'legnaiuoli, de'muratori, & d'altri me&longs;tieri tali, per modo che ella vie­ne ad e&longs;&longs;ere me&longs;colata, & in parte compo&longs;ta della naturale Filo&longs;ofia, delle Matematiche, & delle arti manuali. Per laqual co&longs;a chiunque &longs;i troua dotato d'ingegno acuto, & da fanciullo hà incominciato ad apprendere le già dette &longs;cienze, & &longs;a di&longs;egnare, & lauorare di &longs;ua mano, potrà nel vero ottimo Mechanico, & inuentore, & facitore di opere marauiglio&longs;e riu&longs;cire.

Infinite parti, & vtilißime à gli huomini comprende que&longs;ta noti­tia, & in guerra, & in pace, ne i commodi della città, della villa, & della mercatantia, & in altri; peroche la Medicina toglie da lei i difici per ri­porre le o&longs;&longs;a &longs;mo&longs;&longs;e, & rotte ne i &longs;iti &longs;uoi. Onde pone Oriba&longs;io nel libro delle Machine, diuer&longs;i i&longs;trumenti pre&longs;i dalla Mechanica, & conuertiti nell'v&longs;o del la Medicina, come il Tri&longs;pa&longs;ton di Archimede: l'arte del nauigare ricono­&longs;ce anco diuer&longs;i aiuti, come il timone, co'l quale, collocato di dietro, ouero alle bande del nauilio ageuolmente lo moue, & dirizza, quantunque per ri&longs;petto à tutto il corpo del va&longs;ello piccioli&longs;simo &longs;ia. I remi, che à gui&longs;a di leua lo &longs;pingono innanzi, & l'arbore, & la vela &longs;ono pur di &longs;ua inuentio ne. I molini, i quali &longs;i girano co'l vento, con l'acqua, & con la forza vi­ua: & i pi&longs;trini, le carra, gli aratri, & altri ordigni di villa; il pe&longs;are con la bilancia, & con la &longs;tadera; il cauare l'acqua da pozzi con le grù, ouero cicogne, dette da latini to&longs;senoni, che &longs;ono come grandis&longs;ime bilancie, & con le rote, & altre co&longs;e tali &longs;i riducono alla Mechanica. La ragione pa­rimente del condurre le acque, & da profondis&longs;ime valli in alto farle &longs;ur gere uà &longs;otto lei. Chiamarono gli antichi coloro Mechanici ancora, i quali co'l fiato, ò vento, ouero acqua, ò corde, ò nerui faceuano vedere, & vdi re effetti miracolo&longs;i; come &longs;uoni diuer&longs;i, & canti d'augelli, & fin ad e&longs;pri­mere la voce humana in parole: & quelli che con horologi, i quali &longs;i mo­uono da &longs;e &longs;tes&longs;i con rote, ò da acqua, ò da &longs;ole il tempo mi&longs;urarono, & di­&longs;tin&longs;ero in hore. Appartengono alla Mechanica gli facitori delle Sfere compartite ne'&longs;uoi cieli, co'l mouimento de'Pianeti, & di tutti i corpi cele&longs;tiali à &longs;embianza dell'vniuer&longs;o mondo, & ciò mediante il mouimen­to eguale, & in giro, che loro daua l'acqua, di cui la fama &longs;uona e&longs;&longs;ere &longs;tato Archimede Siracu&longs;ano il primo mae&longs;tro. il mouere etiandio con pocaforza pe&longs;i grandis&longs;imi con i&longs;trumenti, & ingegni diuer&longs;i è principale of­ficio della Mechanica, come Bilancie, Stadere, Leue, Taglie, Cunei, Moli­nelli, Rote co' denti & &longs;enza, Viti d'ogni &longs;orte, Argani, Mangani, Triuel le, & altri molti, i quali da que&longs;ti &longs;i compongono: & &longs;econdo Ari&longs;totele tutti &longs;iriducono alla Leua, & al cerchio, & alla machina ritonda, laquale quanto è maggiore, tanto più velocemente &longs;i moue. L'arte del fortificare le piazze, & i &longs;iti, & del difendergli, laquale acconciamente &longs;i puote chia mare Architettur a militare, è pro&longs;es&longs;ione Mechanica: peroche per via di Cortine, & di Baloardi, & d'altri ripari, qua&longs;i con mahine, & i&longs;tr umen­ti s'ingegna l'huomo con po hi &longs;oldati di ributtarne in dietro molti, & mantener&longs;i con vantaggio. Il fabricare, & adoprare oltre à cò gli i&longs;tru menti da guerra è proprio dono di que&longs;ta &longs;cienza, come Bali&longs;te, ò Bale&longs;tre, Catapulte, Scorpioni, Fionde, & &longs;imili, che da lontano gittano foco, & &longs;aßi, & ma&longs;&longs;e di ferro pe&longs;anti dugento cinquanta, & più libre, & Moli da molino &longs;econdo Silio Italico, & Vitruuio, per di&longs;tanza di for&longs;e 300. pas&longs;i à mi&longs;ura con ruin &longs;o colpo; & &longs;aette, & verettoni, & falariche grandi à gui&longs;a di traui: & quelli che percoteudno con l'vrto da pre&longs;&longs;o, come Arie ti, Onagri, Te&longs;tugini, & &longs;imili; & in altri v&longs;i, come Sambuche, Corui, Mani di ferro, & gli altri maritimi, & Angoni, Monangoni, Tollenoni, &longs;cale &longs;no­date, ponti, torri mobili, & &longs;imili difici antichi, i quali &longs;ono &longs;tati poi ri fiutati, &longs;uccedendo in &longs;uo luogo le Artiglierie, da e&longs;&longs;ere anch'e&longs;&longs;e ordinate nell' ampiezza della con&longs;ideratione Mechanica, facendo elle còn sì poca mæ teria acce&longs;a, tanto horribile perco&longs;&longs;a.

Que&longs;ta &longs;cienza, che fuor di quanto &longs;i è detto, abbraccia innumerab ili altri v&longs;i, & diletteuoli, & nece&longs;&longs;ari à mortali, in diuer&longs;i tempi hebbe in &longs;orte vari &longs;tati, per ri&longs;petto à gli artefici, che la e&longs;ercitarono: peroche, di là cominciando, ne gli antichis&longs;imi &longs;ecoli, che pa&longs;&longs;arono auanti la guer ra di Troia vi&longs;&longs;e Dedalo Athenie&longs;e gran mae&longs;tro di Mechanica, ilquale trouò il primiero la &longs;ega, l'a&longs;cia, il piombino da torre le diritture, la tri­uella, l'albero, l'antenna, la vela, & altri or digni: di&longs;egnò in Creta poi quell'intricato labirinto, & alla fine gli conuenne fabricare per &longs;e, & per Icaro &longs;uo figlio due paia d'ali, & volar&longs;ene via per l'aere à gui&longs;a d'au­gelli, come cantano i Poeti.