Main  History Search Repository tree
| File: [CVSROOT] / texts / archimedes / xml / heron_pneum_109_it_1582.xml
(download) - view tree Revision 1.4, Tue Oct 25 20:54:14 2005 UTC (7 years, 6 months ago) by wwwrun Branch: MAIN Changes since 1.3: +516 -1 lines
Checkin by mvalleriani using CVSweb.
Tue Oct 25 20:54:10 2005
HOST=84.190.177.133
EDIT=In-Browser
LOCALFILE=
COMMENTS={Transcription from beginning to file nr. 30 (double page pictures). First version. Tom needs to check it.}
<browser>update</browser>
|
<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?> <!DOCTYPE archimedes SYSTEM "http://141.14.236.86/cvs-web/read/cvswebread.cgi/~checkout~/texts/archimedes/dtd/archimedes.dtd" [ <!ENTITY ocirc "[[ocirc]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY mtail "[[mtail]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY ptail "[[ptail]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY etsign "[[etsign]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY preshort "[[preshort]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY tw.beispiel "beispiel" ><!-- small n, tilde --> <!ENTITY tw.si "'" ><!-- short intervall between words --> <!ENTITY tw.per "p" ><!-- Here one symbol to show one word: "per" --> <!ENTITY tw.ntilde "[[tw.ntilde]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY tw.mtilde "[[tw.mtilde]]"> <!-- comment here --> ]> <archimedes> <info> <author>Erone Alessandrino</author> <title>Pneumatica</title> <date>1582</date> <place>Firenze</place> <translator>Oreste Vannocci</translator> <lang>it</lang> <cvs_file>heron_pneum_109_it_1582.xml</cvs_file> <cvs_version/> <locator>109.xml</locator> </info> <text> <front/> <body> <chap> <p> <s>Erone Alessandrino Tradotto<lb/>= da Oreste Vannocci=</s> <s>Sono carte 76</s> </p> </chap> <pb/> <pb/> <chap> <p> <s>Al molto <expan abbr="mag.co">magnifico</expan> <expan abbr="Sig.r">Signor</expan> mio <expan abbr="Oss:mo">Osservatissimo</expan> Bernardo Buontalenti<lb/> Ingegnere di <expan abbr=".S.A.">Sua Altezza</expan> <expan abbr="Ser:ma">Serenissima</expan></s> </p> <p> <s>L'<expan abbr="illustriss:o">illustrissimo</expan> <expan abbr="sig.r">signor</expan> Hippolito Austini Bali di Siena, molto<lb/> mio patrone mi scrisse che <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> desiderava Herone<lb/> Alessandrino de gli spiritali tradotto nella nostra lin­<lb/> gua: et essendo io infinitamente obligato a &tw.si; quel <expan abbr="sig.re">signore</expan><lb/> et <expan abbr="osservantiss.o">osservantissimo</expan> delle singolari virtu di <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> andavo<lb/> esaminando come potessi con un pagamento solo ris­<lb/> ponder a debiti così grandi; Quando poi mi fu fatto<lb/> intendere che saria servitio o satisfattione di <expan abbr="S.A.S.">Sua Altezza Serenissima</expan><lb/> mi sentii subito sopravenire un trabocco d'obligatione<lb/> e di desiderio, che senz'altro riguardo del poco va­<lb/> lor mio m'indusse a porvi mano.</s><s>Cosi superate molte<lb/> difficoltà ho condotto l'opra al termine, nel quale,<lb/> come se sia glela mando, accio ne faccia il benepla­<lb/> cito suo,</s><s> Che se con accomodata occasione <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> ne vo­<lb/> lesse dar conto a' <expan abbr="S.A.S.">Sua Altezza Serenissima</expan>.</s><s> Io avrei imitato coloro, che<lb/> essendo di vista debole, &tw.per; arrivar con quella ad un<lb/> ogetto sublime e luminoso si mettono à gli occhi un<lb/> cristallo, accio per &tw.per; la Virtu' di tal mezo possino al­<lb/> meno secondo la capacita loro, comprendere e'off­<lb/> rire l'infinito splendore di quel sensibile <expan abbr="sereniss.o">serenissimo</expan><lb/> et <expan abbr="altiss.o">altissimo</expan> è pregandolo ogni felicita' Le bacio le<lb/> mani</s> </p> <p> <s>Di Roma il 28 di Dicembre 1582<lb/></s> </p> <p> <s>Di <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> <expan abbr="M.M.">Molto Magnifica</expan><lb/></s> </p> <p> <s>Servitore<lb/></s> </p> <p> <s>Oreste Vannocci</s> </p> <pb/> <p><s> Al lettore<lb/> </s></p> <p> <s>Essendo io certo che la presente opera nô sara ve-<lb/> duta se non da intelletti nobili e gentili, che oltre<lb/> al contentarsi di quel che altri può dare conosce-<lb/> ranno anco molto piu di quel che troveranno scr-<lb/> itto, ho voluto lasciare nella loro imaginatione<lb/> quanto travaglio m'ha &preshort; dato il trovar differenza<lb/> tra l'certo Greco di Vaticano e &preshort; la tradottion<lb/> Latina dell'ecc:mo Comandino, dal quale non di<lb/> meno ho &preshort; variato in pochi luoghi dove quel<lb/> testo e &preshort; l'esperienza me ne mostrava la strada<lb/> &etsign; ho ben aggiunto il quarto modo di far bevere<lb/> gli animali che non era nel Comandino, et oltra<lb/> l'aver variate molte figure v'ho &preshort; porto anco<lb/> negli organi le varietà de <foreign lang="unclear">testi</foreign>, le quali non<lb/> mi parendo a &preshort; bastanza &ptail; far che se ne resti<lb/> satisfatto, v'ho &preshort; descritto e &preshort; disegnato nell'ultimo<lb/> l'organo di Tivoli stimandolo cosa molto pro-<lb/> portionata &preshort; a &preshort; questo libro ond'hebbe la prima<lb/> origine,</s><s> Ne m'è parso dilatarmi in lodare e '<lb/> descrivere minutamente le qualità e &preshort; utilità<lb/> del libro o dell'autor suo, &ptail;che appresso i buon<lb/> ingegni sarebben cose soverchie e &preshort; basta solo <foreign lang="unclear">ve-<lb/> del</foreign> il libro a &preshort; far giudicare Herone Alessan-<lb/> drino degno discepolo di Ctesibio mecanico tan-<lb/> to famoso, e &preshort; senza dirne altro dal proemio suo<lb/> si conosce che scrisse nel tempo che la dottrina<lb/> <pb/> peripatetica non haveva ancor autorità,</s><s> Peroche<lb/> nel trattar del vacuo s'accosta in parte all'opinio-<lb/> ne di Democrito, Leucippo e <foreign lang="unclear">primo</foreign> e &preshort; Metiodoro<lb/> recitata &preshort; e &preshort; provata molto diffusa&mtail; dal Poetico<lb/> filosofo Lucretio, la qual s'e annullata poi che<lb/> s'e conosciuto la forza de buoni argomenti che<lb/> si cavano dal quarto libro de principij natu-<lb/> rali d'Aristotile, onde potrebbe alcuno dubi-<lb/> tare, che insieme restasseno annullati alcuni<lb/> artifizij di questo libro che paron fandati<lb/> nel voto, il qual dubbio non nascerà gia<lb/> mai in coloro che vorran considerare che la<lb/> rarefattioni e &preshort; condensationi stabilita da<lb/> Aristotele fa vera&mtail; gli effetti che eron da<lb/> quelli fuor di ragione attribuiti al vacuo<lb/> sparso tra gli atomi, o, particelle di tutte le<lb/> cose, et è cosa chiara che la rarefazzione el<lb/> condensamento, non si fanno &ptail;che le parti<lb/> de corpi ricevino piu, o, men voto fra &preshort; di loro<lb/> com'essi credevano, ma &ptail;che essendo corpi<lb/> rari quelli ch hanno in se poca materia<lb/> sotto forma bisognosa di gran dimensioni<lb/> e &preshort; &ptail; il contrario essendo corpi densi espressi<lb/> quelli che molta materia ritengano sotto forma<lb/> a chi di piu piccole dimensioni fa di bisogno, il ra-<lb/> refarsi d'alcun corpo succede, &ptail;che la materia<lb/> <pb/> nel disporsi &ptail; passar in altra forma alla qual si ri-<lb/> cerca piu ampie dimensioni, et maggior quanti-<lb/> tà vien &ptail; forza a distendersi &ptail; adattarsi a &preshort; quella<lb/> peroche alla materia in quanto materia non con-<lb/> viene alcuna figura, o dimensione determinata<lb/> &ptail; esser proprio della forma determinarsi gli ac-<lb/> cidenti e' conseguente&mtail; i termini della quanti-<lb/> tà, onde la materia che al presente sta sotto<lb/> la forma dell'acqua, riscaldandosi l'acqua si<lb/> dispon alla forma del fuoco, <emph type="ul"/>così viene in quan-<lb/> tità maggiore <emph.end type="ul"/>, e come si dispone nella caldezza<lb/> leggierezza, et altri accidenti che convengon<lb/> alla forma del fuoco, cosi viene in quantita<lb/> maggiore, o minore alterandosi in guisa che<lb/> della detta forma si possa vestire, et essendo la<lb/> materia &ptail; ignuda d'ogni forma sustanti-<lb/> ale, et insieme d'ogni terminato accidente, e &preshort; &ptail;<lb/> la privatione pronta a &preshort; ricever qual si vogli for-<lb/> ma, et accidente di quella segue che un istessa<lb/> materia possa divenir maggiore, o minore se-<lb/> mpre restando l'istessa e &preshort; questo senza am-<lb/> mettere, o <foreign lang="unclear">salvar</foreign> il voto passando essa mate-<lb/> ria da una determinata &preshort; quantita all'altra<lb/> come fa delle qualita, essendo i termini della<lb/> quantita ancor essi accidenti che seguitano la<lb/> forma,</s><s> Non bisogna dunque il vacuo misto<lb/> <pb/> e &preshort; disseminato nelle cose come dicevon quei filoso<lb/> fi, ma &preshort; &ptail; salvar il moto del luogo e &preshort; l'agumentati-<lb/> one insieme con tutte le cose addotte da Lucretio<lb/> basta la rarefattione el condensamento, come anco<lb/> basta a &preshort; salvar tutte l'esperienze addotte da<lb/> Herone e &preshort; dagli altri delle ventose, del vaso<lb/> succhiato, e &preshort; della sfera gonfia e &preshort; quant'altre<lb/> simili se ne potessen addurre di vasi che &ptail; natu-<lb/> ra, o &ptail; arte diventino attrattivi o espulsivi, &ptail;o<lb/> che tali effetti avvenagno &ptail; la rarefattione o,<lb/> condensamento <gap/> che è anch'esso odiato<lb/> dalla natura è sopportato solo &ptail; violenza breve<lb/> tempo,</s><s> Ma il voto è tanto grande avversario<lb/> della natura, che ne anco &ptail; violenza si permette<lb/> e &preshort; piu tosto le cose gravi restano sospese in<lb/> alto che lascino il luogo voto peroche anco-<lb/> ra el voto fatto &ptail; violenza seguirebbeno<lb/> tutti gli inconvenienti che adducono i Peripa-<lb/> tetici contra il voto assoluto, dei quali bastarà<lb/> solo &ptail; adesso ricordare il principale, cioé che<lb/> dato il vacuo e &preshort; dovendisi muovere alcuna<lb/> cosa &ptail; necessita non havendo modo o termine<lb/> dal mezo in velocità, o tardanza ne potendo &ptail;<lb/> cio muoversi in alcun tempo si muoverebbe in<lb/> uno istante peroche non facendo il luogo<lb/> senza corpo cioé il vacuo alcuna resistenza<lb/> <pb/> il moto delle cose avanzerebbe ogni velocita e &preshort; far-<lb/> ebbesi in un momento, il che &ptail; le differenze de siti<lb/> e &preshort; &ptail; le dimensioni si rende impossibile, non si<lb/> potendo pur imaginare come una cosa possa<lb/> nell'istesso momento esser in due luoghi con<lb/> tutte le sue parti,</s><s> Tal che riguardando il moto<lb/> &ptail; cagion del quale havevon coloro introdotto il<lb/> vacuo &ptail; l'istessa cagione vien ragionevol&mtail;<lb/> tolto via, ne si concede voto assoluto ne vio-<lb/> lento, acciò il moto che è principal fondam-<lb/> ento della natura si possa fare e &preshort; &ptail;ciò basta-<lb/> ndo la rarefattione el condensamento inseg-<lb/> natine da i miglior filosofi a &preshort; quelli ci appi-<lb/> glieremo, et in quelli fondaremo le operatio<lb/> ni che da altri eron fondati nel voto.</s><lb/> </p> </chap> <pb/> <pb/> <chap> <p> <s> LIBRO DE GLI ARTIFIZII<lb/> SPIRITALI OVER DI FIATO<lb/> D'HERONE ALESSANDRINO<lb/> </s> </p> <p> <s> Perche il trattar degli artifizij spiritali, over di fia<lb/> to è stata giudicata opera degna di grande studio<lb/> dagli antichi filosofi e &preshort; mecanici, havendo quelli<lb/> con ragioni, questi con esperienze, et o&ptail;azioni sen-<lb/> sate dichiarato la forza, e &preshort; poter loro:</s><s> Habbiam<lb/> giudicato dover essser molt'utile il ridurre a &preshort; qual-<lb/> che ordine le cose che ne hanno essi antichi lasci-<lb/> ato, e &preshort; manifestar insieme le ritrovate da noi,<lb/> cosi &ptail; l'avvenire quelli che vorran praticar le<lb/> Matematiche conseguirran da queste cose grandiss:o<lb/> giovamento e &preshort; di piu habbiam voluto scriver il<lb/> presente trattato nel modo che s'è detto, &ptail; esser<lb/> molto a &preshort; prroposito che vada insieme con quello che in quat<lb/> tro libri ragiona degli horologi da acqua,</s><s> Atteso che &ptail; la<lb/> conguintione e &preshort; concorso dell'aere dell'acqua e &preshort; della ter<lb/> ra, combattendo e contrastando fra di loro tre o quat<lb/> tro elementi, si vengono a &preshort; produre effetti diversi,</s><s> Al<lb/> cuni de quali servono alle necessità del viver nostro<lb/> altri esercitano una terribile, e &preshort; stupenda meraviglia<lb/> </s> </p> </chap> <chap> <p> <s> Del vacuo<lb/> </s> </p> <p> <s> Ma prima che veniam &preshort; alle cose che si deven dire,<lb/> bisogna ragionare a &preshort; discorrer del vacuo, &ptail;che alcuni<lb/> <pb/> affermano universal&mtail; non trovarsi alcuna sorte di<lb/> vacuo et altri dicono che non si concede vacuo di sua<lb/> natura unito e &preshort; racolto in se stesso, ma &preshort; si bene disse-<lb/> minato e &preshort; sparso in piccole particelle nell'aere nell'<lb/> acqua nel fuoco, e &preshort; negli altri corpi, all'opinione<lb/> de quali ci doviam accostare dimostrandosi meniefe<lb/> stamente esser vera da cose che son chiare e &preshort; sottoposte<lb/> al senso,</s><s> Peroche i vasi che a &preshort; molti paiono voti non<lb/> son voti veramente, ma ripieni d'aere, e &preshort; l'aere<lb/> come voglion quei che trattan le cose naturali è<lb/> composto di piccoli e &preshort; leggieri corpi, che a &preshort; noi &ptail; il<lb/> piu non <foreign lang="unclear">appariscano</foreign>, essendo che se in un vaso che<lb/> par voto sara messa dell'acqua, quant'acqua<lb/> entrarà nel vaso tanto n'uscirà d'aere, il che si<lb/> puo comprendere con tal esperienza, che se si pi-<lb/> glia il vaso che par voto, e &preshort; tenendolo dritto volto<lb/> sossopra si somerge nell'acqua, ancor che sia &ptail;<lb/> forza tutto nascosto sotto acqua non però v'entra<lb/> l'acqua,</s><s> Tal che è cosa chiara che l'aere &ptail; esser<lb/> corpo non lascia entrare l'acqua essendo tutto<lb/> il luogo del vaso da esso corpo occupato e &preshort; ripieno</s><lb/> <s> Ma facendo un buso nel fondo del vaso l'acq-<lb/> ua sen entrarà &ptail; la bocca del vaso el'aria sen<lb/> uscirà &ptail; il buso,</s><s> Di piu chi alzerà dritta&mtail; il<lb/> vaso, e &preshort; lo trarrà fuor dell'acqua prima che sia<lb/> forato nel fondo rivolgendolo vedra tuttta la<lb/> <pb/> superficie interiore asciutta <foreign lang="unclear">prima</foreign> e &preshort; pura d'ogni<lb/> humidità com'era prima che si mettesse nell'acqua<lb/> si che doviamo credere che l'aria sia corpo, il qual<lb/> poi diviene spirito, o vento quando si muove<lb/> perche non è altro lo spirito che aere co&tw.mtilde;osso<lb/> e &preshort; &ptail; tanto forato nel fondo il detto vaso entran<lb/> dovi l'acqua &ptail; la bocca se alcuno accosterà la ma-<lb/> no al detto buso sentira lo spirito uscir del vaso<lb/> il qual non è altro chee aere scacciato dall'acqua</s><lb/> <s>Non si deve dunque credere che tra le cose che<lb/> sono si trovi una certa natura di vacuo adun-<lb/> ata, e &preshort; raccolta insieme; et in se stessa, ma &preshort; si<lb/> bene sparsa e &preshort; disseminata in piccole particel-<lb/> le nell'aere nell'acqua, e &preshort; negli altri corpi,</s><s> Se<lb/> gia non volessimo credere che solo il diamante sia<lb/> <foreign lang="unclear">sensa</foreign> mistura di vacuo, poi che non si puo <foreign lang="unclear">infol-<lb/> are</foreign> ne rompere e &preshort; &ptail;cosso penetra &preshort;, e &preshort; si ficca tuttto<lb/> nell'incude e &preshort; nel martello, ma questo gli av-<lb/> viene non &ptail;che sia privo di voto, ma &preshort; &ptail; la<lb/> sua continuata densità, &ptail;che i corpi del fuo-<lb/> co essendo piu grossi del vacuo ch'in essa pie-<lb/> tra si contiene non posson entrarvi, ma solo<lb/> toccano la su&ptail;ficie esteriore, tal che non pene-<lb/> trando dentro di <foreign lang="unclear">quie</foreign> che non posson indur-<lb/> re il caldo nel diamante come fa&tw.ntilde;o negli<lb/> altri copri ma &preshort; i corpi dell'aere se ben si con-<lb/> giungono<lb/> <pb/> et accostano l'uno all'altro, non si stringono pero<lb/> tanto cha tra loro non sienointerposti alcuni inter<lb/> valli voti, come avviene nell'arena dei liti,<lb/> bisogna dunque imaginarsi che le particelle dell'<lb/> arena sien simili a i corpi dell'aere e &preshort; che l'aere<lb/> interposto tra le particelle di voto comprese tra<lb/> i corpi aerej:</s><s> Onde sopravenendo qualche forza<lb/> ristregnendosi insieme i copri oltre a la natu-<lb/> ra loro, avviene che l'aere divenga piu den-<lb/> so e &preshort; si riduca, e ristringa nei luoghi voti, ma &preshort;<lb/> cessata &preshort; la violenza e &preshort; rilasciati detti copri l'aere<lb/> se ne ritorna nel medesim'ordine &ptail; il naturale<lb/> spatio che ordenaria&mtail; soglion'occupare i copri<lb/> come avvenir si vede nelle raschiature del <foreign lang="unclear">cor-<lb/> no</foreign> e &preshort; nelle spugne asciutte, le quali ristrette<lb/> e &preshort; poi rilasciate di nuovo tornano nel medes-<lb/> mo luogo ripigliando l'istessa mole e &preshort; gran-<lb/> dezza simil&mtail; se &ptail; qualche violenza le particelle<lb/> dell'aere saran distratte, et allontanate, e &preshort; fuor<lb/> della natura sua sara fatto il luogo voto mag-<lb/> giore, di nuovo rilasciati ricorrono allo stato di<lb/> prima, &ptail;cioche &ptail; il vacuo i corpi si trasportano<lb/> con celerità non havendo alcun &preshort; ostacolo, o, re-<lb/> pulsa, fin che si riunischino tra di loro,</s><s> Se<lb/> dunque alccuno pigliando un vaso leggieriss:0<lb/> <pb/> e &preshort; di bocca stretta mettendoselo a &preshort; bocca ne suggera<lb/> l'aeere, lasciato andar detto vaso subito gli reste-<lb/> ra attaccato e &preshort; sosspeso alle labra, &ptail;chhe il vacuo<lb/> tira a &preshort; se la carne acccio il luogo evacuato si<lb/> riempia, tal che da qeuste cose si fa &preshort; chiaro,<lb/> che il luogo del vaso era restato molto voto,</s><lb/> <s>Ma questo pari&mtail; è manifesto &ptail; un altra<lb/> esperienza, &ptail;che quei vasi che i medici chiam-<lb/> mano ova, e &preshort; noi vulgar&mtail; li sogliam chia-<lb/> mar pispini, dei quali si servono i fanciu<lb/> lli &ptail; giuoco, che son fatti di vetro, et hanno la<lb/> bocca molto stretta quando li voglion empir<lb/> d'acqua succhiandone l'aria con la bocca, e &preshort;<lb/> serratili con un dito li mettono sossopra, et<lb/> attufano nell'acqua, levando il dito della<lb/> bocca di quelli, il che fatto nel luogo voto e &preshort;<lb/> tirata l'acqua, la qual fuor della natura<lb/> sua se ne va in alto,</s><s> Non è pari&mtail; alieno da<lb/> quanto habbiamo detto quel che avviene circa<lb/> le coppe, o ventose medicinali, &ptail;che accosta-<lb/> te al copro non solo non cascano al basso se ben<lb/> hanno manifesta gravezza, ma &preshort; anco &ptail; l'istessa<lb/> ragione tirano la materia vicina &ptail; la rarità del<lb/> corpo,</s><s> Perche il fuoco postovi dentro corrom-<lb/> pe, et estenua l'aere contenuto in quelle, come<lb/> corrompe ancora tuttti gli altri corpi, e &preshort; li muta<lb/> <pb/> in sustenze piu sottili, cioé l'aere l'acqua e &preshort; la ter-<lb/> ra, et è manifetso che tal corpi restano corrotti<lb/> &ptail; i carboni che rimangono &ptail;che questi se ben &preshort;<lb/> serbano l'istessa, o poco minor grandezza che ha-<lb/> vevaano innanzi all'incendio sono con tutto ciò<lb/> molto differenti in gravezzza, e &preshort; le parti che nei<lb/> corpi si corrompono &ptail; via del fumo se ne pas-<lb/> sano in sustanzee di fuoco d'aere e &preshort; si terra,<lb/> &ptail;che le parti piu sottili se ne vanno al luogo<lb/> su&ptail;iore ove è il fuoco, quelle che son al quan-<lb/> to piu grosse di queste in aere, e &preshort; le piu grosse<lb/> di tutte elevate al qaunto insieme con altre<lb/> &ptail; il continuo trasportamento, di nuovo poi<lb/> tornano al luogo inferiore, e &preshort; si congiungono<lb/> con le parti terrene, l'acqua simil&mtail; corrotta<lb/> dal fuoco si converte in aere &ptail;che i vapori che<lb/> esalano da i vasi bollenti non son altro che<lb/> humido assottigliato, et estenuato che si risol-<lb/> ve in aere,</s><s> Talche è chiaro &ptail; le cose prede-<lb/> ttte che l'fuoco disolve e &preshort; trasmuta tutte le<lb/> cose piu grosse di lui e &preshort; col mezo dell'esala-<lb/> tioni che escon dalla terra si trasmutano i<lb/> corpi grossi in sustanze piu sottili, &ptail;che le<lb/> rugiade non son gia &preshort; mai portate in'alto sell'<lb/> acqua che è in terra non viene &ptail; esalatione<lb/> <pb/> ad estenuarsi, et essa esalatione procede da una<lb/> focosa sustanza del sole che sotterra riscalda quel<lb/> luogo e &preshort; maggior&mtail; essendo quel luogo sul <foreign lang="unclear">fur-<lb/> co</foreign> obituminoso che riscaldato &ptail; il piu genera e &preshort;<lb/> manda fuori l'esalationi, e &preshort; dall'istessa causa<lb/> procedono l'acque calde che si ritrovano in<lb/> terra,</s><s> Ma &preshort; le parti piu sottili della rugiada si<lb/> trasmutano in aere le piu grosse elevate al q.to<lb/> dalla forza dell'esalatione come quella, e raff-<lb/> reddata secondo il voltar del sole, di nuovo<lb/> tornano al luogo inferiore,</s><s> I venti poi nasco-<lb/> no da una vehemente esalation dell'aere scal-<lb/> ciato fuora, et assottigliato il quale spinge sem-<lb/> pre quello che gli succede,</s><s> Non è gia il moto<lb/> di tal aere in tutti i luoghi egual&mtail; veloce<lb/> essendo piu vigoroso, e vehemente vicino alla<lb/> esalatione piu languido, e debole poi quando<lb/> è lontano dal luogo onde si mosse com'avvien<lb/> anco nelle cose gravi che si trasportano in<lb/> alto, le quali piu veloce&mtail; si muoveno cir-<lb/> ca al luogo vicino all'inferiore ove sta &preshort; pari&mtail;<lb/> la forza e &preshort; virtu che le spinge piu tardi poi<lb/> nel luogo piu alto, &ptail;che la forza che le mosse<lb/> non le accompagna piu cosi gagliardamente,<lb/> tale che di nuovo se ne tornano al loro luogo<lb/> <pb/> naturale cioé all'inferiore, che se sempre fusse-<lb/> ro state spinte da forza egual&mtail; veloce, è certo<lb/> che non sarebbe cessata mai, cosi ddiminuendo<lb/> quella a &preshort; poco a &preshort; poco, e &preshort; quasi annullata cessa<lb/> pari&mtail; la velocita del trasportamento,</s><s> L'acq-<lb/> ua ancora si risolve in sustanza terreste<lb/> &ptail;che quando versiamo l'acqua in qualche<lb/> luogo concavo, e &preshort; terreno, poco doppo dett'acqua<lb/> bevuta dalla terra svanisce si mescola, et essa<lb/> parimente ddivien terra,</s><s> Hor se alcuno dirà<lb/> che s'asciuga, e &preshort; non è sorbita dalla terra, ma &preshort; sva-<lb/> pora e &preshort; si secca &ptail; la calidità del sole od'altra<lb/> cosa, si vedde che questo è falso, &ptail;che la<lb/> medesim'acqua posta in alcun vas, o di vetro<lb/> o di rame o d'altra materia densa, et esposta<lb/> al sole, &ptail; molto tempo che vi stia non dimi-<lb/> nuisce se non in poca parte,</s><s> Di modo che<lb/> ancora l'acqua si muta in sustanza terre-<lb/> na, essendo il fango, et il loto mutationi<lb/> d'acqua in sustanza terrestre, si muta an<lb/> cora la sustanza sottile in piu grossa, come<lb/> vediam la fiama quando s'estingueno le<lb/> lucerne &ptail; mancameento d'olio levarsi al<lb/> quanto in alto, e &preshort; come scacciata andar verso<lb/> <pb/> il luogo proprio cioé al luogo supremo che &preshort; è sopra<lb/> l'aere ma &preshort; superata dalla molta quantità d'aere<lb/> che trova in quel mezo non piu si trasferisce<lb/> al luogo destinato ma &preshort; mescolata e &preshort; congiunta<lb/> con i corpi aerei si concerte in aere,</s><s> Il simi<lb/> le bisogna intender anco nell'aria che quan-<lb/> do se ne stà in un vaso non molto grande ben<lb/> serato, et insieme con quello è mandata sott'<lb/> acqua e &preshort; di poi sco&ptail;to il vaso che habbia la<lb/> bocca di sopra in modo che v'entri l'acqua<lb/> l'aere vera&mtail; sen esce dal vaso, ma superato<lb/> dalla quantità dell'acqua si mescola, e &preshort; s'u-<lb/> nisce con quella di sorte che divien acqua,</s><lb/> <s>Nell'istessa maniera corrotto l'aere che si<lb/> ritrova nella coppa, o ventosa et estenuato<lb/> dal fuoco, uscendo, &ptail; le parti piu rare<lb/> del vaso il luogo voto tira dentro, qualsi-<lb/> vogli materia circonvicina, ma poi che<lb/> la coppa è svantata, e &preshort; puo respirare non<lb/> essendo piu tirata la materia succede<lb/> l'aere in quel luogo voto,</s><s> Quelli dun-<lb/> que chee dicono assoluta&mtail; non trovarsi<lb/> voto possono contro a &preshort; queste cose ima-<lb/> ginar molti argumenti, et forse &ptail;sua<lb/> derli<lb/> <pb/> con effficacia di parole ancorche non ne appor-<lb/> tino alcuna demostration sensata,</s><s> Ma<lb/> quando havrem dimostrato con cose chiare<lb/> e &preshort; manifeste al senso che il vacuo adunato<lb/> e &preshort; raccolto in se stesso è vera&mtail; fuor della<lb/> natura sua e &preshort; che natural&mtail; si trova il<lb/> vacuo disseminato e &preshort; sparso in piccole<lb/> particelle, e &preshort; che i piccioli corpi compressi<lb/> e &preshort; ristretti insieme riempiono le partice-<lb/> lle sparse del voto non vovrenn'esser in<lb/> alcun modo piu ascoltati quelli che addu-<lb/> cono di queste cose sola&mtail; ragioni appa-<lb/> renti e &preshort; probabili.</s><s> Fabrichisi &ptail; far questo<lb/> una sfera, o vaso rotondo di rame, o d'al-<lb/> tra simil materia che nin si rompa cosi<lb/> facil&mtail; che tenga circa venti biccchieri<lb/> e &preshort; sia d'ogn'intorno ben chiusa e &preshort; serrata<lb/> questa si deve dorare, e &preshort; porvi dentro una<lb/> fistola, o sifone di rame cioé una canna<lb/> vota e &preshort; sottile, cha vada dentro ma &preshort; modo<lb/> che non tocchi il luogo opposto &ptail; diametro<lb/> al punto ove s'è fatto il buso talche l'ac-<lb/> qua vi possa passare, ma &preshort; l'altra estremi-<lb/> tà di detta fistola avanzi fuor della sfera<lb/> <pb/> circa tre dita, e &preshort; bisogna chiudere, e &preshort; saldare<lb/> intorno con lo stagno il buso onde s'è messsa<lb/> dentro in modo che la fistola si congionga<lb/> bene insieme con la su&ptail;ficie esterior della<lb/> sfera di modo che quando vogliamo &ptail; essa<lb/> soffiar con la bocca nella sfera il fiatp<lb/> non ne possa esalare,</s><s> Consideriamo dun-<lb/> que le cose che ne <emph type="strike"/>resta<emph.end type="strike"/> resultano, essen-<lb/> do in essa sferaa l'aere come negli altri<lb/> vasi che si chiamano voti, e &preshort; riempiendo<lb/> tutto il luogo interior di quella, e &preshort; &ptail; certa<lb/> continuatione toccando intorno tutta la<lb/> su&ptail;ficie concava e &preshort; final&mtail; <foreign lang="unclear">se</foreign> non è<lb/> in detta sfera al creder di costoro alcun<lb/> luogo voto non ci sarebbe lecito introdur-<lb/> vi ne acua ne altr'aere senza levar-<lb/> ne l'aere che di gia &preshort; v'è dentro e &preshort; se fface-<lb/> sssemo gran forza di mettervi alcuna<lb/> di queste cose prima si romperebbe il<lb/> vaso, che potesse ricever altro, poi che<lb/> l'habbiam supposto pieno, et i corpi<lb/> aerei non posson ristregnersi in minor<lb/> grandezza, &ptail; il che fare sarebbe necessario<lb/> che tra &preshort; di loro havessero alcuni inter-<lb/> valli<lb/> <pb/> nei qualli ristretti acccupasser manco luogo<lb/> ma questo non è verosimile se si nega asso-<lb/> luta&mtail; il voto, essendo dentro alla sfera i<lb/> corpi che si toccano e &preshort; abbracciano &ptail; ogni<lb/> loro su&ptail;ficie, e &preshort; simil&mtail; quella della sfera<lb/> ne possono scacciati dar luogo in nessuna<lb/> parte se non si dà qualche voto,</s><s> Di sorte<lb/> che in nessuna maniera potrà in detto vaso<lb/> introdursi cosa alcuna di quelle che ne<lb/> son fuora se prima non n'esce alcuna<lb/> parte di quell'aere che in essi si contiene<lb/> percioche come questi credono tutto il luo-<lb/> go è ripieno stretta&mtail; e &preshort; continuato senza<lb/> alcuna interpositione o intervallo,</s><s> Ma<lb/> se alcuno mettendo la bocca a &preshort; quel sifone<lb/> o fistola vorra gonfiar detto vaso, vi<lb/> mandera dentro molto fiato senza che<lb/> n'esca punto di quell'aere che v'È racc-<lb/> hiuso, il che avvenendo sempre in questo<lb/> modo, è cosa chiara che i corpi compresi<lb/> in detto vaso si ristringono nei voti che<lb/> son tra di loro aspersi, e &preshort; tal ristringere<lb/> avviene oltre alla natura e &ptail; la violen-<lb/> za di chi vi spinge dentro lo spirito,</s><s> Se<lb/> <pb/> dunque alcuno gonfiando detta sfera e &preshort;<lb/> ponendo la mano alla bocca chiuderà subito<lb/> con il dito la fistola l'aere condensato e &preshort;<lb/> ristretto in quella continua&mtail; vi restarà<lb/> che levando poscia il dito di nuovo l'aere<lb/> sen'uscirà fuori con grande strepito e &preshort;<lb/> romore, &ptail;che come già s'è detto è scacciato<lb/> con impeto &ptail; il dilatarsi dell'aere che<lb/> v'era prima, et all'incontro se alcuno vo-<lb/> rrà con la bocca tirar a &preshort; se, e &preshort; succhiar &ptail;<lb/> la fistola l'aere compreso nel vaso ne<lb/> tirerà gran copia ancorche non vi succeda<lb/> e &preshort; non v'entri altra sustanza, come poco<lb/> avanti habbiam detto dell'ovo ovver<lb/> pispino, onde si mostra chiaro essersi<lb/> fatto gran radunanza di voto nel vaso<lb/> &ptail;che i corpi aerei che vi restano in q.el<lb/> tempo non posson crescere non poten-<lb/> dosi la mente imaginare che possin de-<lb/> tti corpi ricevere oltre a &preshort; questo alcun<lb/> altro agumentoi,</s><s> Per le qual cose appa-<lb/> risce chiaro che tra &preshort; i corpi aerei sono<lb/> sparse, et interposte alcune particelle<lb/> di voto, ove sopravvenendo alcuna forza<lb/> <pb/> dettti corpi oltre alla lor natura si ristrin-<lb/> gono,</s><s> Ma l'aria del vaso posto sosspra<lb/> nell'acqua non è molto premuta, o vio-<lb/> lentata, &ptail;che la cosa che le fa forza non<lb/> è molto atta a &preshort; far questo atteso che natur-<lb/> al&mtail; l'acqua non ha &preshort; sopra di se stessa<lb/> gravezzza ne gran forza di premere,<lb/> onde avviene che i notatorij trovandosi<lb/> nel profondo del mare se ban hanno sop-<lb/> ra di loro infinite some d'acqua non son<lb/> &ptail;o da quella forzati a &preshort; respirare, ancor-<lb/> che nelle nari contenghino pochiss:a parte<lb/> d'aere, e &preshort; ben cosa degna d'esser consi-<lb/> derata la causa &ptail; la quale coloro che<lb/> nuotano sott'acqua havendo come s'è<lb/> dettp sopra di loro infinito peso di<lb/> quella con tutto ciò non sono schiac-<lb/> ciati, et oppressi,</s><s> Dicono dunque alcuni<lb/> avvenir questo &ptail; esser l'acqua secondo<lb/> se stessa egual&mtail; grave ma questi non<lb/> rendono alcuna ragione &ptail;che coloro<lb/> che nuotano sott'acqua non son oppressi<lb/> dall'acqua che gli stà sopra, tal che se ne<lb/> <pb/> deve dimostrare la cagione in questo modo.</s><lb/> <s>Intendiamo che l'acqua che soprastà<lb/> alla su&ptail;ficie del notatore alla qual<lb/> sopravviene l'altr'acqua sia un cor-<lb/> po egual&mtail; grave e &preshort; humido, e &preshort; della<lb/> medesma figura che ha &preshort; l'acqua<lb/> che gli stà sopra e &preshort; questo corpo<lb/> intendiamo esser posto nell'acqua<lb/> talmente, che la sua superficie in-<lb/> feriore s'adatti a &preshort; convenga con quella<lb/> del notatore e &preshort; sia come lui stesso e &preshort;<lb/> nell'medesimo modo si li sopra<lb/> ponga successivamente l'altr'acqua<lb/> è chiaro dunque che il corpo dell'acqua<lb/> ultima&mtail; sopraposta non soprastà<lb/> punto il restante dell'acqua vici-<lb/> na, ne meno s'affonda, o somerge sotto<lb/> la su&ptail;ficie dell'acuqa che soprastà<lb/> imediate a quello che nuota, conciosia<lb/> che Archimede habbia mostrato nell'<lb/> libro delli cose che son portate dall'<lb/> acqua, che i corpi gravi quanto l'acqua<lb/> <pb/> posti nell'acqua non le soprastano<lb/> ne vi si somergono,</s><s> Il corpo dunque<lb/> cha habbiam &preshort; detto dell'acqua non aggra-<lb/> vera le cose che li son sottoposte, e &preshort;<lb/> non essendo sopra chi aggravi il corpo<lb/> se ne stara nell'istesso luogo come dun-<lb/> que puo un corpo gravar altri che non<lb/> appetisce ddi scender piu basso,</s><s> Nell'<lb/> istessso modo l'acqua soggetta a &preshort; questa<lb/> e &preshort; che seconda e &preshort; si confa con la su&ptail;ficie<lb/> del notatore non aggravera quello che<lb/> gli è sottto, &ptail;che quanto appartiene<lb/> alla quiete, et al moto questo corpo<lb/> non è differente dall'estrema humi-<lb/> dità che occupa l'istesso luogo,</s><s> Ma &preshort;<lb/> che si dieno i vacui ancor da questo<lb/> si potrà comprendere, che non essendo<lb/> detti vacui ne &ptail; acqua ne &ptail; aere<lb/> ne &ptail; alcun altro corpo potrebbe passa-<lb/> re il lume il caldo, o, altra potenza<lb/> corporea, peroche come potrebbono i<lb/> raggi solarii penetrar &ptail; l'acqua nel<lb/> <pb/> fondo del vaso, che se l'acqua non havessse<lb/> i pori cioé i vacui, ma &preshort; fusse &ptail; la forza<lb/> dai raggi divisa, allhora i vasi pieni<lb/> si versarebbeno e &preshort; traboccarebbono,<lb/> il che non vediam &preshort; avvvenire,</s><s> Di piu<lb/> se partisseno l'acqua &ptail; forza non<lb/> reverberarebbono alcuni raggi, et<lb/> altri andrebbeno al basso,</s><s> Ma noi ve-<lb/> diamo che tuttti i raggi che si scontrano<lb/> nelle particelle dell'acqua <gap/> son re-<lb/> verberati al luogo superiore, e&preshort; que<lb/> lli che non incontrando molte particelle<lb/> d'acqua trovano i voti ddi quella &ptail;-<lb/> vengono al fondo del vaso,</s><s> In oltre<lb/> è manifesto da questo esser i vacui<lb/> nell'acqua, &ptail;che il vino gettato in<lb/> esssa secondo che v'è sparso ssi vede<lb/> passar &ptail; tuttto il luogo dell'acqua<lb/> il che non avvverebbe se in quella<lb/> non fusser luoghi vacui,</s><s> Un lume<lb/> parimente si difffonde e &preshort; passsa &ptail; un<lb/> altro, poi che accendendo alcuno piu<lb/> <pb/> lucerne si farrano molto piu chiare tutte<lb/> le cose, penetrandosi i lumi scambie-<lb/> vol&mtail; &ptail; ogni verso,</s><s> ma &preshort; &ptail; il rame anco-<lb/> ra, &ptail; il ferro, e &preshort; &ptail; tutti gli altri corpi si<lb/> fa la penetratione e &preshort; passaggio, come<lb/> se ne vede l'effetto nella torpedine ma-<lb/> rina,</s><s> habbiam dimostrato dunque col<lb/> vaso leggiero posto alla bocca e &preshort; con<lb/> quello che i medici chiamano ovo simi-<lb/> le a &preshort; i pispini fanciulleschi che il voto<lb/> s'aduna, e &preshort; raccoglie insieme contro<lb/> alla natura sua e &preshort; &ptail;che si potrebben<lb/> ffar molte demostrationi della natura<lb/> del vacuo habbiam giudicato a bastanza<lb/> quelle che di sopra si son addotte &ptail;<lb/> esser fatte col mez di cose sensate,</s><lb/> <s>Possiamo dunque assolutamente con-<lb/> cludere che ogni corpo è composto di<lb/> piccioli corpii tra i quali sono interposti<lb/> i vacui minori d'essi corpi, onde si dice<lb/> impropria&mtail;, che non è luogo voto sen-<lb/> za il sopravenir si qualche violenza<lb/> <pb/> ma che il tutto è ripeno, o d'aere, o dÄ'acqua<lb/> o di qualchee altra sustanza, e &preshort; quanto<lb/> manca, o si retira una d'esse tanto<lb/> soprabanda una dell'altre che riem-<lb/> piue il luogo voto, et e chiaro che il va-<lb/> cuo non s'aduna insieme denza so-<lb/> pravvenir qualche forza e &preshort; violenza<lb/> et anco, che non si trova luogo total&mtail;<lb/> voto ma &preshort; solo contra a &preshort; natura</s><s> Le<lb/> quali cose dichiarate discriveremo<lb/> alcuni teoriemi che si eseguiscono &ptail;<lb/> il congresso di detti elementi, &ptail;che<lb/> col mezo di loro si ritrovano molti<lb/> et amirabili moti, ma &preshort; prima consi-<lb/> derato le cose sopradette quasi prin-<lb/> cipio descriveremo, e &preshort; dichiareremo le<lb/> fistole curve da i Greci detti sifoni<lb/> <emph type="strike"/>infel<emph.end type="strike"/> inflessi, &ptail; esser assai utili a<lb/> molti artifizij spiritali over di vento</s><lb/> </p> </chap> <chap> <p><s>Del sifone curvo .I. </s></p> <p> <s>Sia il sifone curvo ca&tw.ntilde;a, o fistola torta<lb/> ABC. la cui gamba AB sia dentro al vaso<lb/></s> </p> </chap> <pb/> </body> <back/> </text> </archimedes>