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<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?> <!DOCTYPE archimedes SYSTEM "../dtd/archimedes.dtd" [ <!ENTITY ocirc "[[ocirc]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY mtail "[[mtail]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY ptail "[[ptail]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY etsign "[[etsign]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY preshort "[[preshort]]"> <!-- comment here --> <!ENTITY tw.beispiel "beispiel" ><!-- small n, tilde --> <!ENTITY tw.si "'" ><!-- short intervall between words --> <!ENTITY tw.per "p" ><!-- Here one symbol to show one word: "per" --> ]> <archimedes> <info> <author>Erone Alessandrino</author> <title>Pneumatica</title> <date>1582</date> <place>Firenze</place> <translator>Oreste Vannocci</translator> <lang>it</lang> <cvs_file>heron_pneum_109_it_1582.xml</cvs_file> <cvs_version/> <locator>109.xml</locator> </info> <text> <front/> <body> <chap> <p> <s>Erone Alessandrino Tradotto<lb/>= da Oreste Vannocci=</s> <s>Sono carte 76</s> </p> </chap> <pb/> <pb/> <chap> <p> <s>Al molto <expan abbr="mag.co">magnifico</expan> <expan abbr="Sig.r">Signor</expan> mio <expan abbr="Oss:mo">Osservatissimo</expan> Bernardo Buontalenti<lb/> Ingegnere di <expan abbr=".S.A.">Sua Altezza</expan> <expan abbr="Ser:ma">Serenissima</expan></s> </p> <p> <s>L'<expan abbr="illustriss:o">illustrissimo</expan> <expan abbr="sig.r">signor</expan> Hippolito Austini Bali di Siena, molto<lb/> mio patrone mi scrisse che <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> desiderava Herone<lb/> Alessandrino de gli spiritali tradotto nella nostra lin­<lb/> gua: et essendo io infinitamente obligato a &tw.si; quel <expan abbr="sig.re">signore</expan><lb/> et <expan abbr="osservantiss.o">osservantissimo</expan> delle singolari virtu di <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> andavo<lb/> esaminando come potessi con un pagamento solo ris­<lb/> ponder a debiti così grandi; Quando poi mi fu fatto<lb/> intendere che saria servitio o satisfattione di <expan abbr="S.A.S.">Sua Altezza Serenissima</expan><lb/> mi sentii subito sopravenire un trabocco d'obligatione<lb/> e di desiderio, che senz'altro riguardo del poco va­<lb/> lor mio m'indusse a porvi mano.</s><s>Cosi superate molte<lb/> difficoltà ho condotto l'opra al termine, nel quale,<lb/> come se sia glela mando, accio ne faccia il benepla­<lb/> cito suo,</s><s> Che se con accomodata occasione <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> ne vo­<lb/> lesse dar conto a' <expan abbr="S.A.S.">Sua Altezza Serenissima</expan>.</s><s> Io avrei imitato coloro, che<lb/> essendo di vista debole, &tw.per; arrivar con quella ad un<lb/> ogetto sublime e luminoso si mettono à gli occhi un<lb/> cristallo, accio per &tw.per; la Virtu' di tal mezo possino al­<lb/> meno secondo la capacita loro, comprendere e'off­<lb/> rire l'infinito splendore di quel sensibile <expan abbr="sereniss.o">serenissimo</expan><lb/> et <expan abbr="altiss.o">altissimo</expan> è pregandolo ogni felicita' Le bacio le<lb/> mani</s> </p> <p> <s>Di Roma il 28 di Dicembre 1582<lb/></s> </p> <p> <s>Di <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> <expan abbr="M.M.">Molto Magnifica</expan><lb/></s> </p> <p> <s>Servitore<lb/></s> </p> <p> <s>Oreste Vannocci</s> </p> <pb/> <p><s> Al lettore<lb/> </s></p> <p> <s>Essendo io certo che la presente opera nô sara ve-<lb/> duta se non da intelletti nobili e gentili, che oltre<lb/> al contentarsi di quel che altri può dare conosce-<lb/> ranno anco molto piu di quel che troveranno scr-<lb/> itto, ho voluto lasciare nella loro imaginatione<lb/> quanto travaglio m'ha &preshort; dato il trovar differenza<lb/> tra l'certo Greco di Vaticano e &preshort; la tradottion<lb/> Latina dell'ecc:mo Comandino, dal quale non di<lb/> meno ho &preshort; variato in pochi luoghi dove quel<lb/> testo e &preshort; l'esperienza me ne mostrava la strada<lb/> &etsign; ho ben aggiunto il quarto modo di far bevere<lb/> gli animali che non era nel Comandino, et oltra<lb/> l'aver variate molte figure v'ho &preshort; porto anco<lb/> negli organi le varietà de <foreign lang="unclear">testi</foreign>, le quali non<lb/> mi parendo a &preshort; bastanza &ptail; far che se ne resti<lb/> satisfatto, v'ho &preshort; descritto e &preshort; disegnato nell'ultimo<lb/> l'organo di Tivoli stimandolo cosa molto pro-<lb/> portionata &preshort; a &preshort; questo libro ond'hebbe la prima<lb/> origine,</s><s> Ne m'è parso dilatarmi in lodare e '<lb/> descrivere minutamente le qualità e &preshort; utilità<lb/> del libro o dell'autor suo, &ptail;che appresso i buon<lb/> ingegni sarebben cose soverchie e &preshort; basta solo <foreign lang="unclear">ve-<lb/> del</foreign> il libro a &preshort; far giudicare Herone Alessan-<lb/> drino degno discepolo di Ctesibio mecanico tan-<lb/> to famoso, e &preshort; senza dirne altro dal proemio suo<lb/> si conosce che scrisse nel tempo che la dottrina<lb/> <pb/> peripatetica non haveva ancor autorità,</s><s> Peroche<lb/> nel trattar del vacuo s'accosta in parte all'opinio-<lb/> ne di Democrito, Leucippo e <foreign lang="unclear">primo</foreign> e &preshort; Metiodoro<lb/> recitata &preshort; e &preshort; provata molto diffusa&mtail; dal Poetico<lb/> filosofo Lucretio, la qual s'e annullata poi che<lb/> s'e conosciuto la forza de buoni argomenti che<lb/> si cavano dal quarto libro de principij natu-<lb/> rali d'Aristotile, onde potrebbe alcuno dubi-<lb/> tare, che insieme restasseno annullati alcuni<lb/> artifizij di questo libro che paron fandati<lb/> nel voto, il qual dubbio non nascerà gia<lb/> mai in coloro che vorran considerare che la<lb/> rarefattioni e &preshort; condensationi stabilita da<lb/> Aristotele fa vera&mtail; gli effetti che eron da<lb/> quelli fuor di ragione attribuiti al vacuo<lb/> sparso tra gli atomi, o, particelle di tutte le<lb/> cose, et è cosa chiara che la rarefazzione el<lb/> condensamento, non si fanno &ptail;che le parti<lb/> de corpi ricevino piu, o, men voto fra &preshort; di loro<lb/> com'essi credevano, ma &ptail;che essendo corpi<lb/> rari quelli ch hanno in se poca materia<lb/> sotto forma bisognosa di gran dimensioni<lb/> e &preshort; &ptail; il contrario essendo corpi densi espressi<lb/> quelli che molta materia ritengano sotto forma<lb/> a chi di piu piccole dimensioni fa di bisogno, il ra-<lb/> refarsi d'alcun corpo succede, &ptail;che la materia<lb/> <pb/> nel disporsi &ptail; passar in altra forma alla qual si ri-<lb/> cerca piu ampie dimensioni, et maggior quanti-<lb/> tà vien &ptail; forza a distendersi &ptail; adattarsi a &preshort; quella<lb/> peroche alla materia in quanto materia non con-<lb/> viene alcuna figura, o dimensione determinata<lb/> &ptail; esser proprio della forma determinarsi gli ac-<lb/> cidenti e' conseguente&mtail; i termini della quanti-<lb/> tà, onde la materia che al presente sta sotto<lb/> la forma dell'acqua, riscaldandosi l'acqua si<lb/> dispon alla forma del fuoco, <emph type="ul"/>così viene in quan-<lb/> tità maggiore <emph.end type="ul"/>, e come si dispone nella caldezza<lb/> leggierezza, et altri accidenti che convengon<lb/> alla forma del fuoco, cosi viene in quantita<lb/> maggiore, o minore alterandosi in guisa che<lb/> della detta forma si possa vestire, et essendo la<lb/> materia &ptail; ignuda d'ogni forma sustanti-<lb/> ale, et insieme d'ogni terminato accidente, e &preshort; &ptail;<lb/> la privatione pronta a &preshort; ricever qual si vogli for-<lb/> ma, et accidente di quella segue che un istessa<lb/> materia possa divenir maggiore, o minore se-<lb/> mpre restando l'istessa e &preshort; questo senza am-<lb/> mettere, o <foreign lang="unclear">salvar</foreign> il voto passando essa mate-<lb/> ria da una determinata &preshort; quantita all'altra<lb/> come fa delle qualita, essendo i termini della<lb/> quantita ancor essi accidenti che seguitano la<lb/> forma,</s><s> Non bisogna dunque il vacuo misto<lb/> <pb/> e &preshort; disseminato nelle cose come dicevon quei filoso<lb/> fi, ma &preshort; &ptail; salvar il moto del luogo e &preshort; l'agumentati-<lb/> one insieme con tutte le cose addotte da Lucretio<lb/> basta la rarefattione el condensamento, come anco<lb/> basta a &preshort; salvar tutte l'esperienze addotte da<lb/> Herone e &preshort; dagli altri delle ventose, del vaso<lb/> succhiato, e &preshort; della sfera gonfia e &preshort; quant'altre<lb/> simili se ne potessen addurre di vasi che &ptail; natu-<lb/> ra, o &ptail; arte diventino attrattivi o espulsivi, &ptail;o<lb/> che tali effetti avvenagno &ptail; la rarefattione o,<lb/> condensamento <gap/> che è anch'esso odiato<lb/> dalla natura è sopportato solo &ptail; violenza breve<lb/> tempo,</s><s> Ma il voto è tanto grande avversario<lb/> della natura, che ne anco &ptail; violenza si permette<lb/> e &preshort; piu tosto le cose gravi restano sospese in<lb/> alto che lascino il luogo voto peroche anco-<lb/> ra el voto fatto &ptail; violenza seguirebbeno<lb/> tutti gli inconvenienti che adducono i Peripa-<lb/> tetici contra il voto assoluto, dei quali bastarà<lb/> solo &ptail; adesso ricordare il principale, cioé che<lb/> dato il vacuo e &preshort; dovendisi muovere alcuna<lb/> cosa &ptail; necessita non havendo modo o termine<lb/> dal mezo in velocità, o tardanza ne potendo &ptail;<lb/> cio muoversi in alcun tempo si muoverebbe in<lb/> uno istante peroche non facendo il luogo<lb/> senza corpo cioé il vacuo alcuna resistenza<lb/> <pb/> il moto delle cose avanzerebbe ogni velocita e &preshort; far-<lb/> ebbesi in un momento, il che &ptail; le differenze de siti<lb/> e &preshort; &ptail; le dimensioni si rende impossibile, non si<lb/> potendo pur imaginare come una cosa possa<lb/> nell'istesso momento esser in due luoghi con<lb/> tutte le sue parti,</s><s> Tal che riguardando il moto<lb/> &ptail; cagion del quale havevon coloro introdotto il<lb/> vacuo &ptail; l'istessa cagione vien ragionevol&mtail;<lb/> tolto via, ne si concede voto assoluto ne vio-<lb/> lento, acciò il moto che è principal fondam-<lb/> ento della natura si possa fare e &preshort; &ptail;ciò basta-<lb/> ndo la rarefattione el condensamento inseg-<lb/> natine da i miglior filosofi a &preshort; quelli ci appi-<lb/> glieremo, et in quelli fondaremo le operatio<lb/> ni che da altri eron fondati nel voto.</s><lb/> </p> </chap> </body> <back/> </text> </archimedes>