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<author>Heron Alexandrinus</author>
<title>Libro de gli artfizii spiritali over di fiato d' herone Alessandrino</title>
<date>1582</date>
<place>Firenze</place>
<translator>Oreste Vannocci</translator>
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<s>Erone Alessandrino Tradotto <lb/>= da Oreste Vannocci=</s>
<s>Sono carte 76</s>
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<s>Al molto <expan abbr="mag.co">magnifico</expan> <expan abbr="Sig.r">Signor</expan> mio <expan abbr="Oss:mo">Osservatissimo</expan> Bernardo Buontalenti <lb/>
Ingegnere di <expan abbr=".S.A.">Sua Altezza</expan> <expan abbr="Ser:ma">Serenissima</expan></s>
</p>
<p>

<s>L' <expan abbr="illustriss:o">illustrissimo</expan> <expan abbr="sig.r">signor</expan> Hippolito Austini Bali di Siena, molto <lb/>
mio patrone mi scrisse che <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> desiderava Herone <lb/>
Alessandrino de gli spiritali tradotto nella nostra lin&shy;<lb/>
gua: et essendo io infinitamente obligato a &tw.si; quel <expan abbr="sig.re">signore</expan> <lb/>
et <expan abbr="osservantiss.o">osservantissimo</expan> delle singolari virtu di <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> andavo <lb/>
esaminando come potessi con un pagamento solo ris&shy;<lb/>
ponder a debiti cos&igrave; grandi; Quando poi mi fu fatto <lb/>
intendere che saria servitio o satisfattione di <expan abbr="S.A.S.">Sua Altezza Serenissima</expan> <lb/>
mi sentii subito sopravenire un trabocco d' obligatione <lb/>
e di desiderio, che senz' altro riguardo del poco va&shy;<lb/>
lor mio m' indusse a porvi mano.</s><s>Cosi superate molte <lb/>
difficolt&agrave; ho condotto l' opra al termine, nel quale, <lb/>
come se sia glela mando, accio ne faccia il benepla&shy;<lb/>
cito suo,</s><s> Che se con accomodata occasione <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> ne vo&shy;<lb/>
lesse dar conto a'  <expan abbr="S.A.S.">Sua Altezza Serenissima</expan>.</s><s> Io avrei imitato coloro, che <lb/>
essendo di vista debole, &tw.per; arrivar con quella ad un <lb/>
ogetto sublime e luminoso si mettono &agrave; gli occhi un <lb/>
cristallo, accio per &tw.per; la Virtu'  di tal mezo possino  al&shy;<lb/>
meno secondo la capacita loro, comprendere e' off&shy;<lb/>
rire l' infinito splendore di quel sensibile <expan abbr="sereniss.o">serenissimo</expan> <lb/>
et <expan abbr="altiss.o">altissimo</expan> &egrave; pregandolo ogni felicita'  Le bacio le <lb/>
mani</s><lb/>
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<s>Di Roma il 28 di Dicembre 1582</s><lb/>
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<s>Di <expan abbr="V.S.">Vostra Signoria</expan> <expan abbr="M.M.">Molto Magnifica</expan></s><lb/>
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<s>Servitore</s><lb/>
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<s>Oreste Vannocci</s><lb/>
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Al lettore <lb/>
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<s>Essendo io certo che la presente opera n&ocirc; sara ve&shy;<lb/>
duta se non da intelletti nobili e gentili, che oltre <lb/>
al contentarsi di quel che altri può dare conosce&shy;<lb/>
ranno anco molto piu di quel che troveranno scr&shy;<lb/>
itto, ho voluto lasciare nella loro imaginatione <lb/>
quanto travaglio m' ha &preshort; dato il trovar differenza <lb/>
tra l' certo Greco di Vaticano e &preshort; la tradottion <lb/>
Latina dell'  <expan abbr="ecc:mo">eccellentissimo</expan> Comandino, dal quale non di <lb/>
meno ho &preshort; variato in pochi luoghi dove quel <lb/>
testo e &preshort; l' esperienza me ne mostrava la strada <lb/>
&etsign; ho ben aggiunto il quarto modo di far bevere <lb/>
gli animali che non era nel Comandino, et oltra <lb/>
l' haver variate molte figure v' ho &preshort; porto anco <lb/>
negli organi le varietà de <foreign lang="unclear">testi</foreign>, le quali non  <lb/>
mi parendo a &preshort; bastanza &ptail; far che se ne resti <lb/>
satisfatto, v' ho &preshort; descritto e &preshort; disegnato nell' ultimo <lb/>
l' organo di Tivoli stimandolo cosa molto pro&shy;<lb/>
portionata &preshort; a &preshort; questo libro ond' hebbe la prima <lb/>
origine,</s><s> Ne m' è parso dilatarmi in lodare e &preshort; <lb/>
descrivere minutamente le qualità e &preshort; utilità <lb/>
del libro o dell' autor suo, &ptail;che appresso i buon <lb/>
ingegni sarebben cose soverchie e &preshort; basta solo <foreign lang="unclear">ve&shy;<lb/>
del</foreign> il libro a &preshort; far giudicare Herone Alessan&shy;<lb/>
drino degno discepolo di Ctesibio mecanico tan&shy;<lb/>
to famoso, e &preshort; senza dirne altro dal proemio suo <lb/>
si conosce che scrisse nel tempo che la dottrina <lb/>
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peripatetica non haveva ancor autorità,</s><s> Peroche <lb/>
nel trattar del vacuo s' accosta in parte all' opinio&shy;<lb/>
ne di Democrito, Leucippo e <foreign lang="unclear">primo</foreign> e &preshort; Metiodoro <lb/>
recitata &preshort; e &preshort; provata molto diffusa&mtail; dal Poetico <lb/>
filosofo Lucretio, la qual s' e annullata poi che <lb/>
s' e conosciuto la forza de buoni argomenti che <lb/>
si cavano dal quarto libro de principij natu&shy;<lb/>
rali d' Aristotile, onde potrebbe alcuno dubi&shy;<lb/>
tare, che insieme restasseno annullati alcuni <lb/>
artifizij di questo libro che paron fondati <lb/>
nel voto, il qual dubbio non nascerà gia <lb/>
mai in coloro che vorran considerare che la <lb/>
rarefattioni e &preshort; condensationi stabilita da <lb/>
Aristotile fa vera&mtail; gli effetti che eron da <lb/>
quelli fuor di ragione attribuiti al vacuo <lb/>
sparso tra gli atomi, o, particelle di tutte le <lb/>
cose, et è cosa chiara che la rarefazzione el <lb/>
condensamento, non si fanno &ptail;che le parti <lb/>
de corpi ricevino piu, o, men voto fra &preshort; di loro <lb/>
com' essi credevano, ma &ptail;che essendo corpi <lb/>
rari quelli che hanno in se poca materia <lb/>
sotto forma bisognosa di gran dimensioni <lb/>
e &preshort; &ptail; il contrario essendo corpi densi espressi <lb/>
quelli che molta materia ritengano sotto forma <lb/>
a chi di piu piccole dimensioni fa di bisogno, il ra&shy;<lb/>
refarsi d' alcun corpo succede, &ptail;che la materia <lb/>
<pb/> 
nel disporsi &ptail; passar in altra forma alla qual si ri&shy;<lb/>
cerca piu ampie dimensioni, et maggior quanti&shy;<lb/>
tà vien &ptail; forza a distendersi &ptail; adattarsi a &preshort; quella <lb/>
peroche alla materia in quanto materia non con&shy;<lb/>
viene alcuna figura, o dimensione determinata <lb/>
&ptail; esser proprio della forma determinarsi gli ac&shy;<lb/>
cidenti e'  conseguente&mtail; i termini della quanti&shy;<lb/>
tà, onde la materia che al presente sta sotto <lb/>
la forma dell' acqua, riscaldandosi l' acqua si <lb/>
dispon alla forma del fuoco, <emph type="ul"/>così viene in quan&shy;<lb/>
tità maggiore <emph.end type="ul"/>, e come si dispone nella caldezza <lb/>
leggierezza, et altri accidenti che convengon <lb/>
alla forma del fuoco, cosi viene in quantita <lb/>
maggiore, o minore alterandosi in guisa che <lb/>
della detta forma si possa vestire, et essendo la <lb/>
materia &ptail; se ignuda d' ogni forma sustanti&shy;<lb/>
ale, et insieme d' ogni terminato accidente, e &preshort; &ptail; <lb/>
la privatione pronta a &preshort; ricever qual si vogli for&shy;<lb/>
ma, et accidente di quella segue che un istessa <lb/>
materia possa divenir maggiore, o minore se&shy;<lb/>
mpre restando l' istessa e &preshort; questo senza am&shy;<lb/>
mettere, o <foreign lang="unclear">salvar</foreign> il voto passando essa mate&shy;<lb/>
ria da una determinata &preshort; quantita all' altra <lb/>
come fa delle qualita, essendo i termini della <lb/>
quantita ancor essi accidenti che seguitano la <lb/>
forma,</s><s> Non bisogna dunque il vacuo misto <lb/>
<pb/>
e &preshort; disseminato nelle cose come dicevon quei filoso <lb/>
fi, ma &preshort; &ptail; salvar il moto del luogo e &preshort; l' agumentati&shy;<lb/>
one insieme con tutte le cose addotte da Lucretio <lb/>
basta la rarefattione el condensamento, come anco <lb/>
basta a &preshort; salvar tutte l' esperienze addotte da <lb/>
Herone e &preshort; dagli altri delle ventose, del vaso <lb/>
succhiato, e &preshort; della sfera gonfia e &preshort; quant' altre <lb/>
simili se ne potessen addurre di vasi che &ptail; natu&shy;<lb/>
ra, o &ptail; arte diventino attrattivi o espulsivi, &ptail;o <lb/>
che tali effetti avvengano &ptail; la rarefattione o, <lb/>
condensamento soverchio che è anch' esso odiato <lb/>
dalla natura è sopportato solo &ptail; violenza breve <lb/>
tempo,</s><s> Ma il voto è tanto grande avversario <lb/>
della natura, che ne anco &ptail; violenza si permette <lb/>
e &preshort; piu tosto le cose gravi restano sospese in <lb/>
alto che lascino il luogo voto peroche anco&shy;<lb/>
ra nel voto fatto &ptail; violenza seguirebbeno <lb/>
tutti gli inconvenienti che adducono i Peripa&shy;<lb/>
tetici contra il voto assoluto, dei quali bastarà <lb/>
solo &ptail; adesso ricordare il principale, cioé che <lb/>
dato il vacuo e &preshort; dovendovisi muovere alcuna <lb/>
cosa &ptail; necessita non havendo modo o termine <lb/>
dal mezo in velocità, o tardanza ne potendo &ptail; <lb/>
cio muoversi in alcun tempo si muoverebbe in <lb/>
uno istante peroche non facendo il luogo <lb/>
senza corpo cioé il vacuo alcuna resistenza <lb/>
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il moto delle cose avanzerebbe ogni velocita e &preshort; far&shy;<lb/>
ebbesi in un momento, il che &ptail; le differenze de siti <lb/>
e &preshort; &ptail; le dimensioni si rende impossibile, non si <lb/>
potendo pur imaginare come una cosa possa <lb/>
nell' istesso momento esser in due luoghi con <lb/>
tutte le sue parti,</s><s> Tal che riguardando il moto <lb/>
&ptail; cagion del quale havevon coloro introdotto il <lb/>
vacuo &ptail; l' istessa cagione vien ragionevol&mtail;<lb/>
tolto via, ne si concede voto assoluto ne vio&shy;<lb/>
lento, acciò il moto che è principal fondam&shy;<lb/>
ento della natura si possa fare e &preshort; &ptail;ciò basta&shy;<lb/>
ndo la rarefattione el condensamento inseg&shy;<lb/>
natine da i meglior filosofi a &preshort; quelli ci appi&shy;<lb/>
glieremo, et in quelli fondaremo le operatio<lb/>
ni che da altri eron fondati nel voto.</s><lb/>
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<s>
LIBRO DE GLI ARTIFIZII <lb/>
SPIRITALI OVER DI FIATO <lb/>
D' HERONE ALESSANDRINO <lb/>
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<s>
Perche il trattar degli artifitij spiritali, over di fia&shy;<lb/>
to è stata giudicata opera degna di grande studio <lb/>
dagli antichi filosofi e &preshort; mecanici, havendo quelli <lb/>
con ragioni, questi con esperienze, et o&ptail;azioni sen&shy;<lb/>
sate dichiarato la forza, e &preshort; poter loro:</s><s> Habbiam <lb/>
giudicato dover essser molt' utile il ridurre a &preshort; qual&shy;<lb/>
che ordine le cose che ne hanno essi antichi lasci&shy;<lb/>
ato, e &preshort; manifestar insieme le ritrovate da noi, <lb/>
cosi &ptail; l' avvenire quelli che vorran praticar le <lb/>
Matematiche conseguirran da queste cose <expan abbr="grandiss:o">grandissimo</expan> <lb/>
giovamento e &preshort; di piu habbiam voluto scriver il <lb/>
presente trattato nel modo che s' è detto, &ptail; esser <lb/>
molto a &preshort; proposito che vada insieme con quello che in quat <lb/>
tro libri ragiona degli horologij da acqua,</s><s> Atteso che &ptail; la <lb/>
conguintione e &preshort; concorso dell' aere dell' acqua e &preshort; della ter <lb/>
ra, combattendo e contrastando fra di loro tre o quat<lb/>
tro elementi, si vengono a &preshort; prrodure effetti diversi,</s><s> Al&shy;<lb/>
cuni de quali servono alle necessità del viver nostro <lb/>
altri escitano una terribile, e &preshort; stupenda maraviglia <lb/>
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Del vacuo <lb/>
</s>
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<p>
<s>
Ma prima che veniam &preshort; alle cose che si deven dire, <lb/>
bisogna ragionare a &preshort; discorrer del vacuo, &ptail;che alcuni <lb/>
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affermano universal&mtail; non trovarsi alcuna sorte di <lb/>
vacuo et altri dicono che non si concede vacuo di sua <lb/>
natura unito e &preshort; raccolto in se stesso, ma &preshort; si bene disse&shy;<lb/>
minato e &preshort; sparso in piccole particelle nell' aere nell'  <lb/>
acqua nel fuoco, e &preshort; negli altri corpi, all' opinione <lb/>
de quali ci doviam accostare dimostrandosi manife <lb/>
stamente esser vera da cose che son chiare e &preshort; sottoposte <lb/>
al senso,</s><s> Peroche i vasi che a &preshort; molti paiono voti non <lb/>
son voti veramente, ma ripieni d' aere, e &preshort; l' aere <lb/>
come voglion quei che trattan le cose naturali è <lb/>
composto di piccoli e &preshort; leggieri corpi, che a &preshort; noi &ptail; il  <lb/>
piu non appariscano, essendo che se in un vaso che <lb/>
par voto sara messa dell' acqua, quant' acqua <lb/>
entrarà nel vaso tanto n' uscirà d' aere, il che si <lb/>
puo comprendere con tal esperienza, che se si pi&shy;<lb/>
glia il vaso che par voto, e &preshort; tenendolo dritto volto <lb/>
sossopra si somerge nell' acqua, ancor che sia &ptail; <lb/>
forza tutto nascosto sotto acqua non però v' entra <lb/>
l' acqua,</s><s> Tal che è cosa chiara che l' aere &ptail; esser <lb/>
corpo non lascia entrare l' acqua essendo tutto <lb/>
il luogo del vaso da esso corpo occupato e &preshort; ripieno</s><lb/>
<s> Ma facendo un buso nel fondo del vaso l' acq&shy;<lb/>
ua sen entrarà &ptail; la bocca del vaso el' aria sen <lb/>
uscirà &ptail; il buso,</s><s> Di piu chi alzerà dritta&mtail; il <lb/>
vaso, e &preshort; lo trarrà fuor dell' acqua prima che sia <lb/>
forato nel fondo rivolgendolo vedra tuttta la <lb/>
<pb/>
superficie interiore asciutta priva e &preshort; pura d' ogni <lb/>
humidità com' era prima che si mettesse nell' acqua <lb/>
si che doviamo credere che l' aria sia corpo, il qual <lb/>
poi diviene spirito, o vento quando si muove <lb/>
perche non è altro lo spirito che aere co&tw.mtilde;osso <lb/>
e &preshort; &ptail; tanto forato nel fondo il detto vaso entran <lb/>
dovi l' acqua &ptail; la bocca se alcuno accosterà la ma&shy;<lb/>
no al detto buso sentira lo spirito uscir del vaso <lb/>
il qual non è altro chee aere scacciato dall' acqua</s><lb/>
<s>Non si deve dunque credere che tra le cose che <lb/>
sono si trovi una certa natura di vacuo adun&shy;<lb/>
ata, e &preshort; raccolta insieme; et in se stessa, ma &preshort; si <lb/>
bene sparsa e &preshort; disseminata in piccole particel&shy;<lb/>
le nell' aere nell' acqua, e &preshort; negli altri corpi,</s><s> Se <lb/>
gia non volessemo credere che solo il diamante sia <lb/>
sensa mistura di vacuo, poi che non si puo infoc&shy;<lb/>
are ne rompere e &preshort; &ptail;cosso penetra &preshort;, e &preshort; si ficca tuttto <lb/>
nell' incude e &preshort; nel martello, ma questo gli av&shy;<lb/>
viene non &ptail;che sia privo di voto, ma &preshort; &ptail; la <lb/>
sua continuata densità, &ptail;che i corpi del fuo&shy;<lb/>
co essendo piu grossi del vacuo ch' in essa pie&shy;<lb/>
tra si contiene non posson entrarvi, ma solo <lb/>
toccano la su&ptail;ficie esteriore, tal che non pene&shy;<lb/>
trando dentro di <foreign lang="unclear">qui è</foreign> che non posson indur&shy;<lb/>
re il caldo nel diamante come fa&tw.ntilde;o negli <lb/>
altri copri ma &preshort; i corpi dell' aere se ben si con&shy;<lb/>
giungono <lb/>
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et accostano l' uno all' altro, non si stringono pero <lb/>
tanto che tra loro non sieno interposti alcuni inter <lb/>
valli voti, come avviene nell' arena dei liti, <lb/>
bisogna dunque imaginarsi che le particelle dell'  <lb/>
arena sien simili a i corpi dell' aere e &preshort; che l' aere <lb/>
interposto tra le particelle di voto comprese tra <lb/>
i corpi aerej:</s><s> Onde sopravenendo qualche forza <lb/>
ristregnendosi insieme i copri oltre a la natu&shy;<lb/>
ra loro, avviene che l' aere divenga piu den&shy;<lb/>
so e &preshort; si riduca, e &preshort; ristringa nei luoghi voti, ma &preshort;<lb/>
cessata &preshort; la violenza e &preshort; rilasciati detti copri l' aere <lb/>
sene ritorna nel medesim' ordine &ptail; il naturale <lb/>
spatio che ordenaria&mtail; soglion' occupare i copri <lb/>
come avvenir si vede nelle raschiature del cor&shy;<lb/>
no e &preshort; nelle spugne asciutte, le quali ristrette <lb/>
e &preshort; poi rilasciate di nuovo tornano nel medes&shy;<lb/>
mo luogo ripigliando l' istessa mole e &preshort; gran&shy;<lb/>
dezza simil&mtail; se &ptail; qualche violenza le particelle <lb/>
dell' aere saran distratte, et allontanate, e &preshort; fuor <lb/>
della natura sua sara fatto il luogo voto mag&shy;<lb/>
giore, di nuovo rilasciate ricorrono allo stato di <lb/>
prima, &ptail;cioche &ptail; il vacuo i corpi si trasportano <lb/>
con celerità non havendo alcun &preshort; ostaculo, o, re&shy;<lb/>
pulsa, fin che si riunischino tra di loro,</s><s> Se <lb/>
dunque alccuno pigliando un vaso <expan abbr="leggieriss:0">leggierissimo</expan> <lb/>
<pb/>
e &preshort; di bocca stretta mettendoselo a &preshort; bocca ne suggera <lb/>
l' aere, lasciato andar detto vaso subito gli reste&shy;<lb/>
ra attaccato e &preshort; sospeso alle labra, &ptail;che il vacuo <lb/>
tira a &preshort; se la carne accio il luogo evacuato si <lb/>
riempia, tal che da queste cose si fa &preshort; chiaro, <lb/>
che il luogo del vaso era restato molto voto,</s><lb/>
<s>Ma  &preshort; questo pari&mtail; è manifesto &ptail; un altra <lb/>
esperienza, &ptail;che quei vasi che i medici chiam&shy;<lb/>
mano ova, e &preshort; noi vulgar&mtail; li sogliam chia&shy;<lb/>
mar pispini, dei quali si servono i fanciu <lb/>
lli &ptail; giuoco, che son fatti di vetro, et hanno la <lb/>
bocca molto stretta quando li voglion empir <lb/>
d' acqua succhiandone l' aria con la bocca, e &preshort; <lb/>
serratili con un dito li mettono sossopra, et <lb/>
attufano nell' acqua, levando il dito della <lb/>
bocca di quelli, il che fatto nel luogo voto e &preshort; <lb/>
tirata l' acqua, la qual fuor della natura <lb/>
sua se ne va in alto,</s><s> Non è pari&mtail; alieno da <lb/>
quanto habbiam detto quel che avviene circa <lb/>
le coppe, o ventose medicinali, &ptail;che accosta&shy;<lb/>
te al corpo non solo non cascano al basso se ben <lb/>
hanno manifesta gravezza, ma &preshort; anco &ptail; l' istessa <lb/>
ragione tirano la materia vicina &ptail; la rarità del <lb/>
corpo,</s><s> Perche il fuoco postovi dentro corrom&shy;<lb/>
pe, et estenua l' aere contenuto in quelle, come <lb/>
corrompe ancora tuttti gli altri corpi, e &preshort; li muta <lb/>
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in sustanze piu sottili, cioé l' aere l' acqua e &preshort; la ter&shy;<lb/>
ra, et è manifesto che tal corpi restano corrottj <lb/>
&ptail; i carboni che rimangono &ptail;che questi se ben &preshort; <lb/>
serbano l' istessa, o poco minor grandezza che ha&shy;<lb/>
vevano innanzi all' incendio sono con tutto ciò <lb/>
molto differenti in gravezzza, e &preshort; le parti che nei <lb/>
corpi si corrompono &ptail; via del fumo se ne pas&shy;<lb/>
sano in sustanze di fuoco d' aere e &preshort; di terra, <lb/>
&ptail;che le parti piu sottili se ne vanno al luogo <lb/>
su&ptail;iore ove è il fuoco, quelle che son al quan&shy;<lb/>
to piu grosse di queste in aere, e &preshort; le piu grosse <lb/>
di tutte elevate al qaunto insieme con l' altre <lb/>
&ptail; il continuo trasportamento, di nuovo poi <lb/>
tornano al luogo inferiore, e &preshort; si congiungono <lb/>
con le parti terrene, l' acqua simil&mtail; corrotta <lb/>
dal fuoco si converte in aere &ptail;che i vapori che <lb/>
esalano da i vasi bollenti non son altro che <lb/>
humido assottigliato, et estenuato che si risol&shy;<lb/>
ve in aere,</s><s> Talche è chiaro &ptail; le cose prede&shy;<lb/>
tte che l' fuoco dissolve e &preshort; trasmuta tutte le <lb/>
cose piu grosse di luj e &preshort; col mezo dell' esala&shy;<lb/>
tioni che escon dalla terra si trasmutano i <lb/>
corpi grossi in sustanze piu sottili, &ptail;che le <lb/>
rugiade non son gia &preshort; mai portate in' alto sell'  <lb/>
acqua che è in terra non viene &ptail; esalatione <lb/>
<pb/>
ad estenuarsi, et essa esalatione procede da una <lb/>
focosa sustanza del sole che sotterra riscalda quel <lb/>
luogo e &preshort; maggior&mtail; essendo quel luogo sul <foreign lang="unclear">fur&shy;<lb/>
co</foreign> obituminoso che riscaldato &ptail; il piu genera e &preshort; <lb/>
manda fuori l' esalationi, e &preshort; dall' istessa causa <lb/>
procedono l' acque calde che si ritrovano in <lb/>
terra,</s><s> Ma &preshort; le parti piu sottili della rugiada si <lb/>
trasmutano in aere le piu grosse elevate al <expan abbr="q.to">quanto</expan>  <lb/>
dalla forza dell' esalatione come quella, e raff&shy;<lb/>
reddata secondo il voltar del sole, di nuovo <lb/>
tornano al luogo inferiore,</s><s> I venti poi nasco&shy;<lb/>
no da una vehemente esalation dell' aere scac&shy;<lb/>
ciato fuora, et assottigliato il quale spinge sem&shy;<lb/>
pre quello che gli succede,</s><s> Non è gia il moto <lb/>
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esalatione piu languido, e &preshort; debole poi quando <lb/>
è lontano dal luogo onde si mosse com' avvien <lb/>
anco nelle cose gravi che si trasportano in <lb/>
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non le accompagna piu cosi gagliardamente, <lb/>
tale che di nuovo se ne tornano al loro luogo <lb/>
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naturale cioé all' inferiore, che se sempre fusse&shy;<lb/>
ro state spinte da forza egual&mtail; veloce, è certo <lb/>
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<p><s>Del sifone curvo .I.</s><lb/></p>

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Del mezo spiritale diabete II <lb/>
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<s>È un altro strumento chiamato da i Greci mezo <lb/>
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<s>Habbisi uno smerisma piccoletto cioé due pezzetti di <lb/>
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<s>Cominciam' adesso à dichiarar i componimenti delle <lb/>
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Della sfera concava fatta di rame VI <lb/>
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<s>D' una piccola struttura che s' adopra à spargere <lb/>
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<s>Si fabrica una pichola sfera, ò globo concavo di rame <lb/>
come l' AB passata dalla parte &icirc.in;feriore, con picco&shy;<lb/>
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seco e ben saldata il cui spiraglio, ò, <lb/>
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VII <lb/>
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<s>Nell' istesso modo dalla medesma pichola sfera, ò globo <lb/>
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Del prochita VIII <lb/>
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<s>Si fabrica pari&mtail; il vaso detto prochita che riceve il <lb/>
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<s>
Della sfera concava IX. <lb/>
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<s>Si fabrica similmen. la sfera concava o altro vaso del quale <lb/>
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<s>Sia la sfera o vaso rotondo AB capace di circa à boccali quattro, fatta de ra&shy;<lb/>
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ma forata dalla parte di sopra ove sia posta dentro una  fistola distante dal <lb/>
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di questa fistola sia divisa in due parti DG DF alle quali si stagner&shy;<lb/>
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del vaso et una delle sue gambe n' esca fuore terminata a guisa di can&shy;<lb/>
ale.</s> <s>Ma per il co&ptail;chio GH trapassi l' ombutello IY la canna del quale <lb/>
sia saldata al co&ptail;chio, e poco distante dal fondo.</s> <s>Infondasi dunque il <lb/>
vino nel vaso EF &ptail; alcun buso V che doppo l' infusione si richiuda se <lb/>
dunque per l' ombutello versaremo l' acqua nel vaso CD. l' aria ch' in esso <lb/>
si ritrova scacciata sen andera nel vaso EF. per la fistola MNXO onde <lb/>
scaciera il vino ch' e dentro in quel vaso e questo averra tante volte qua&shy;<lb/>
nte metterem dentro l' acqua et è cosa chiara che l' aria discacciata <lb/>
alla stessa mole che l' acqua versatavi dentro e che manda fuore equ&shy;<lb/>
ale quantita di vino.</s> <s>che se non vi fosse il sifone curvo ma solo un ca&shy;<lb/>
nale al luogo S. si potrebbe fare il medesmo quando la violenza del <lb/>
acqua non superasse il canale</s> <lb/>
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XXIIII <lb/>
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<s>Intendiamo d' acccomodare una fistola della quale der&shy;<lb/>
ivi l' acqua e' l vino in qual proportione ci piacerà.</s> <lb/>
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<s>Per esmpio vorremo che l' acuqa si il doppio <lb/>
del vino e sia un vaso voto AB. o di forma col&shy;<lb/>
lo&tw.ntilde;are che chiamiano cilindro o quadrato oblon&shy;<lb/>
go che chiamano parallelepipedo rettangolo al <lb/>
qual s' acosti l' altro vaso CD chiuso d' ogni int&shy;<lb/>
orno e posto sopra l' istesso basamento similmen. <lb/>
colonnare o quadrato e la base del' AB sia il doppio di quella del CD <lb/>
<foreign lang="unclear">&ptail;ehabbiamo</foreign> proposto l' acqua dover esser il doppio del vino a &preshort; questo s'  <lb/>
avicini l' altro vaso chiuso d' ogni intorno EF. nel quale se mette il vi&shy;<lb/>
no e &ptail; ambedue i vasi VD EF. trapasssi la fistola GHK forata et incollata <lb/>
insieme con i co&ptail;chi loro.</s> <s>ma nel vaso EF sia la fistola curva LMN la <lb/>
cui gamba di dentro sia distante dal fondo del vaso quanto basti al flus&shy;<lb/>
so del liquore, e l' altra gamba sia torta dentro et esca poi nela ltro vaso <lb/>
XO del quale uscendo la fistola PR. passi per tutti i vasi overo sotto <lb/>
a fondi loro, in modo che senza difficulta &ptail;vebga fin al fondo del vaso AB. <lb/>
e l' altra fistola ST passi dentro ad ambedue i vasi AB. CD.</s> <s>Ma l' AB. <lb/>
vicin' al fondo habbia il canaletto Y et ambedue i canali PR et Y sieno <lb/>
inserti <lb/>
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inserti e convenghino nel bocciuolo VZ c' ha la chiave con la quale si potra <lb/>
aprire e serrare a beneplacito nostro.</s> <s>Accomodate le nostre cose e chiuso il <lb/>
bocciuolo VZ se versaremo l' acqua nel vaso AB. una parte di lei sen' and&shy;<lb/>
era nel CD &ptail; la fistola ST. che sara la meta e cadendo l' acqua nel vaso <lb/>
CD. ne scacciara fuore e quale quantita d' aria &ptail; la fistola GHK dent&shy;<lb/>
ro al vaso EF e questa discaccierà equal parte di vino &ptail; il canale LMN. <lb/>
nel vaso XO.</s> <s>quando dunque apriremo il canale VZ ne <gap/> per essso <lb/>
l' acqua che s' e posta nel vaso AB e' l vino del vasoo XO. portato &ptail; la <lb/>
fistola PR. et havrem conseguito l' effetto di quanto si propose.</s> <s>Dinuovo <lb/>
dunque restaran coti i vasi poiche versando il vino adacquato l' aria <lb/>
sen entrera in quelli &ptail; la fistola PR.</s> <lb/>
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<s>Proposto un vaso con acqua e &preshort; habbia un boccuolo con la chiave <lb/>
e stia a galla sopra l' acqua un animale, quant' acqua trarem <lb/>
del bocciuolo l' animale mandera fuori vino secondo la data <lb/>
proportione del acqua tratta fuori.</s> <lb/>
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<s>Sia il vaso del acqua e &preshort; habbia il bocciuo&shy;<lb/>
lo C. serrato e nel acqua nuoti la conche&shy;<lb/>
tta D. nella quale sia la fistola EF. for&shy;<lb/>
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ghisi vicino a questo un altro vaso con vino nel quale sia il curvo si&shy;<lb/>
fone KIM una gamba <foreign lang="unclear">ML</foreign> quale se ne stia dentro al vaso GH e l' alt&shy;<lb/>
ra vada a &preshort; rispondere nella fistola EF onde se per la bocca inferiore <lb/>
del sifone M. tiraremo il vino quello andera nella fistola EF. fin che <lb/>
le due su&ptail;ficie del vino cosi quella del vaso GH. come quella della <lb/>
fistola EF. <emph type="et"/><emph.end type="et"/> sieno a livello e nel'  <lb/>
istessa retta linea NXOP et al punto P sia a&ptail;to il canalettto TR. fin <lb/>
qui siam certi che non versa il vino.</s> <s>ma quando &ptail; il canale si cavera <lb/>
quant' acqua si voglia, scendera piu al basso la canaletta D. et insieme <lb/>
la fistola EF. in modo che la su&ptail;ficie del vino diverra piu bassa del'  <lb/>
NX e &ptail;cio divenuta piu bassa la parte esterior del Sifone dinu&shy;<lb/>
ovo versara il vino nella fistola EF e &ptail; il canale R. sen uscirà <lb/>
foure il ch' averra tante volte, quante trarremo l' acqua del bocci&shy;<lb/>
uolo C. et allhora versara il vino secondo la dota proportion del acqua <lb/>
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ortione con quello del vaso GH. averra quelche si proponeva di fare.</s> <lb/>
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<s>Volendo nel versare l' acqua in alcun vaso far versare <lb/>
il vino a proportione di quella terrem questo ordine.</s> <lb/>
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<s>Sia dinuovo il vaso con acqua AB et il vaso col vino GH. e la fistola <lb/>
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EF sia fuor del vaso AB nel quale <lb/>
sopra muoti la sfera o globo piccolo D. <lb/>
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ta dunque l' acqua nel vaso AB. la sfera D. s' inalsa e fa inchinare <lb/>
il canale EF talmen. che l' vino versa dinuovo.</s> <lb/>
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In altro modo <lb/>
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<s>Il medesmo si puo anco fare il altro modo riportando la fune della sfera <lb/>
D. &ptail; la rotella S. nel' altra rotella I. e passata &ptail; quella legandola <lb/>
al sifone KLM, sospeso dalla fune andera declinando in modo che <lb/>
facendosi maggiore la sua gamba esteriore il vino sen uscira fuore &ptail; la <lb/>
bocca M</s> <lb/>
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<s>I sifoni ch' adoprano per estinguere gl' incendij si compong&shy;<lb/>
ono in questo modo.</s> <lb/>
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<s>Sieno due moggette ABCD. EFGH. di rame politi al torno nella lor su&ptail;&shy;<lb/>
ficie in tenore acio possin ricevere i maschi dentro di loro come si fa <lb/>
nel altre machine da acqua dette hidrauliche, e gl' emboli o maschi con&shy;<lb/>
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venienti a loro sieno KLMN. e sieno i <lb/>
moggetti forati insieme che rispondino <lb/>
l' uno nel altro &ptail; la fistola XODF e <lb/>
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ola XODF. habbiano affissi l' anim&shy;<lb/>
elle PR fabricate nel modo c' habbiam <lb/>
detto di sopra che s' aprino nella parte <lb/>
esteriore de moggetti.</s> <s>habbiano parimente i moggetti nel fondo loro i busi <lb/>
rotondi ST serrati con le tavolette polite overo animelle ϒϕ αψ che <lb/>
sian tenute da i gangharetti ΩΩ incollati e congiunti i fondi de mog&shy;<lb/>
getti et habbiano i ritegni nel estremita accomodati di sorte che l' animel&shy;<lb/>
le o <foreign lang="unclear">taudetti</foreign> non ne possino uscire.</s> <s>)I maschi poi habbiano congiunto <lb/>
seco e nel mezzo di loro l' aste S. alle quali si congiunga il regolo <gap/> <lb/>
che nel mezzo si muova circa l' inchiodatura o giuntura βϒ et insieme <lb/>
con la fistola XODF. si fora un altra fistola posta sopra di lei a &preshort; pio&shy;<lb/>
mbo ΣΣ. divisa in due al luogo Σ. ov' havrà le fistolette accomodate <lb/>
in alto come si fece di sopra nella sfera che manda a fuori l' acqua &ptail; forzza <lb/>
del aria che v' e dentro ristretta.</s> <s>Se dunque i moggetti insieme con il resto <lb/>
c' habbiam messo insieme si porranno nel vaso θκλμ. e s' accomodera <lb/>
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il regolo <foreign lang="unclear">ιδ</foreign> dalle estremità sue mosse scambievolmen. circa l' in&shy;<lb/>
chiodatura <foreign lang="unclear">Ω</foreign>, i maschi con il calare &preshort; abasso &preshort; la fistola ΣΣ e &ptail; il boc&shy;<lb/>
ciuolo versatile H mandano fuori il liquore &ptail;che tirato in alto il mas&shy;<lb/>
chio <lb/>
KT apre il buso S in alzando l' animella o tavoletta αΨ e chiude <lb/>
l' animella P.</s> <s>ma &preshort; discendendo riserra il buso S et apre il P &ptail; il quale <lb/>
scacciata l' acqua &preshort; e &ptail; forza mandata fuori l' istesse cose avengono <lb/>
circa il maschio MN il bocciuolo dunque H alzata et abbassata la <lb/>
<foreign lang="unclear">sbruità</foreign> suaa manda l' acqua al altezza destinata ma non la volge <lb/>
in ogni banda se non si volge in ogni banda tutta la machina, <lb/>
il che nelle necesssita urrgenti sarebbe tanto e molesto.</s> <s>Ma &ptail; fare <lb/>
andare il liquore facilmen. in ogni luogho fabricaremo la fist&shy;<lb/>
ola ΣΣ secondo la lunghezza sua di due pezzi che l' uno entri nel <lb/>
altro de i quali l' uno sia congionto alla fistola XODF e l' altro a &preshort; <lb/>
quella ch' e ditinta in due al luogo Σ &ptail;che voltato il pezzo super&shy;<lb/>
iore, e mosso al alto o al basso il bocciuolo H si mandara l' acqua a &preshort; <lb/>
qual luogo ci tornerà bene, e cotal pezzo accomodato dalla parte <lb/>
di sopra havra gl' uncinetti o ritegni accio &ptail; la violenza del acqua <lb/>
non sia sforzzato a cadere dalla machina, i quali ritegni sar&acirc.an;no a <lb/>
similitudine della lettera freca Γ incollati alla fistola di sopra <lb/>
e rivolti sopra d' uno anelletto posto intorno alla fistola inferiore</s> <lb/>
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