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<pb>
<FIG>
<C><R>SCALA</R></C>
<C><R>DI TVTTE LE</R></C>
<C><R>SCIENZE, ET ARTI
DELL'EC CELLENTE MEDICO
ET FILOSOFO</R>
MESSER GREGORIO MORELLI,
<R>DIVISA IN QVATTRO SETTIONI:</R>
il contenuto delle quali $i legge nel fine della Tauola.</C>
<C><R>OPERA D'VTILE ET DI DILETTATIONE
a tutti i Filo$ofi, co$i diuini, come matematici, morali
&amp; naturali; &amp; a tutti gli artefici, co$i
liberali, come mecanici.</R></C>
<FIG>
<C>CON PRIVILEGIO.</C>
<FIG>
<C><R>IN VINEGIA, APPRESSO GABRIEL
GIOLITO DE' FERRARI.
M D LXVII.</R></C>
<pb>
<FIG>
<C><R>ALLI MAGNIFICI
ET ILLVSTRI
SIGNORI,
IL SIGNOR GIACOMO,
ET MARCANTONIO
CORNARI, PATRONI
MIEI OSSERVANDISSIMI.</R></C>
<FIG>
<p><R>A</R>N<R>TICA OPINIO</R>-
ne fu d'alcuni, che l'or
dine fu$$e l'anima di
tutto l'uniuer$o; di ma
niera, che hanno detto
il Mondo hauer'hauuto principio: per-
cioche d'inordinate, che erano le co$e, fu-
rono dalla prima confu$ione tratte, &amp;
ordinatamente di$po$te; qua$i, che uo-
<pb>
le$$ero dire, che la perfettione delle co$e
con$i$ta gran parte nell'ordine. Et per
dir il uero, quando con la mente riguar-
do, Magnifici Signori, la di$po$itione
delle co$e naturali, &amp; anco per mezo di
que$te m'innalzo alla contemplatione del-
le Diuine, ueggo l'ordine e$$ere ueramen-
te propriet&agrave; di tal ualore, &amp; forza, che
le Diuine $ono da Iddio col mezo $uo
immortalate. Et che le naturali pari-
mente durano tanto, quanto dell'ordine
una minima parte in e$$e $i ritroua. Et
quanto pi&ugrave; perfettamente $ono ordinate,
tanto pi&ugrave; perfette attioni operano. Et
quanto meno, tanto meno parimente
oprar $i uedono. Et che ci&ograve; $ia il uero,
eccoui l'e$$empio dell'huomo, nel quale
deueno due maniere d'ordini ritrouar$i
perfette. L'una tra le quattro prime
qualit&agrave;, l'altra tra l'intelletto, &amp; i $en$i,
<pb>
cio&egrave;, che le qualit&agrave; $eruono tra loro il pro-
prio, &amp; natural tenore, &amp; l'intelletto
predomini &agrave; $en$i. Et mentre l'huomo
po$$ede que$ti due ordini, opera attioni
da huomo: mentre anco &ograve; l'uno, &ograve; l'altro
&egrave; interrotto, le $ue opere, &amp; attioni cor-
ri$pondono al di$ordine. Onde all'inde-
bolito ordine $eguono attioni deboli: al
corrotto, attioni corrotte; alla di$truttio-
ne di e$$o $egue parimente la di$truttione,
&amp; delle attioni, &amp; dell'huomo in$ieme.
L'i$te$$o ueder $i pu&ograve; nelle Republiche
lequali $ono apunto imagini dell'ordine
intrin$eco dell'huomo. Percioche $ono
giudicate quelle Republiche perfette, che
ottimamente $ono ordinate, Ne la$ciano,
che tra i loro membri na$ca di$ordine.
Po&szlig;iamo mede$imamente ueder l'effetto
dell'ordine nelle Famiglie, lequali, men-
tre che uiuono ordinatamente, $econdo
<pb>
che $i conuiene, $ono felici, &amp; honorate.
Se anco intrauiene altrimenti, uiuono per
lo contrario infelici, &amp; di$onorate. On-
de di quanta eccellenza, &amp; forza $ia l'or
dine in tutte le co$e, euidentemente appa-
re. Per&ograve; in tutto non &egrave; da sprezzare
l'opinione di coloro, che di$$ero l'ordine
e$$ere l'anima del mondo. Ilche con$i-
derando io, &amp; de$idero$o di uedere che
co$a internamente fo$$e que$to ordine, mi
$ono ingegnato parte di contemplare l'or-
dine della Natura, parte quello delle
co$e artificiali, parte ancora di leggere gli
$critti di molti, che hanno di lui dotta-
mente parlato, &amp; col mede$imo hanno
le $cienze de$critte, affine di farne un bre
ui&szlig;imo ritratto, $otto forma d'una Scala,
laquale adoprata nelle arti, &amp; $cienze,
conduce$$e l'huomo alla perfetta cognitio-
ne di loro. Laquale hauendo ridotta in
<pb>
a$$ai conueneuol forma, ho in$ieme deli-
berato di farne dono &agrave; uoi Magnifici Si-
gnori, parendomi di non hauere tra tutti i
miei padroni, &agrave; chi pi&ugrave; conueni$$e il ritr at
to dell'ordine, che &agrave; uoi; hauendo per&ograve;
riguardo $olo alla dignit&agrave; del $uggetto,
&amp; non all'opra mia, ne ho giudicati uoi
degni&szlig;imi, perche po$$edete perfettamen-
te li due ordini, che di gi&agrave; habbiamo det-
to ritrouar$i nell'huomo compiuto. Et
perche ancor $ete membri della uo$tra Re-
publica, laquale nell'ordine auanza le pi&ugrave;
ordinate, che fu$$ero gi&agrave; mai. Et per&ograve;
ancor nel con$eruar$i lungamente $upera
di gran lunga ogni altra; Et perche $ete di
quella famiglia, che nella uo$tra citt&agrave; ri-
luce &agrave; gui$a d'un Sole fra le Stelle, &amp; di
ricchezze, &amp; di nobilt&agrave;. Di nobilt&agrave;,
e$$endo ella di$ce$a da quel gran Cornelio
Scipione. Di ricchezze, hauendo ella,
<pb>
conle $ue ampie facolt&agrave;, non $olo alla uo-
$tra $ereni&szlig;ima Republica, ma etiandio
&agrave; Sommi Pontefici, &amp; infiniti altri Si-
gnori dato $uffragio, come ognun $a $enza
ch'io ne renda te$timonianza alcuna; mi
&egrave; finalmente par$o conuenirui que$ta mia
Scala; perche particolarmente $ete di$ce$i
d'uno Auolo, padre ueramente de gli or
dini, ilquale dal na$cimento hauendo ot-
tenuto ottimo ordine tra l'intelletto, &amp;
li $en$i, &amp; pe&szlig;imo tra le qualit&agrave;, paren-
doli di non e$$er compiutamente huomo,
col mezo, del uiuer'ordinato, $i racqui-
$t&ograve; di maniera l'ordine de gli humori, che
ha auanzato qualunque in que$ta $orte di
uiuer $ano lungamente; tal che &egrave; giunto
all'et&agrave; di nouanta$ette anni, con la inte-
grit&agrave; de' gi&agrave; detti ordini, operando con-
tinuamente attioni degne di lui. Niu-
no fu mai che pi&ugrave; benefica$$e gli amici,
<pb>
n&egrave; che con maggior liberalit&agrave; $i acqui$ta$-
$e la beneuolenza di quelli, &amp; con pi&ugrave; di-
ligenza, &amp; cura la con$erua$$e di quello,
che ha fatto egli. Benefattore fu $empre
egli di tutti coloro, che tanto, &ograve; quanto $i
leuano da terra per qualche uirt&ugrave;. Et
tale &egrave; stato, in conclu$ione, il $uo proce-
dere di uita, che pi&ugrave; $i ha egli da dolere
di non hauer trouato $crittore, che hab-
bia $critta la $ua liberalit&agrave;, &amp; altezza
d'animo, che gli Hi$torici di lui, che non
de$$e &agrave; loro $uggetto; onde $e per hauer$i
il Magnifico Signor Aluigi Cornaro
Auolo uo$tro, po$to &agrave; uiuere ordinata-
mente per po$$edere gli ordini dell'huomo,
acci&ograve; opera$$e da huomo, non dubito pun
to, che uoi Magnifici Signori non hab-
biate per con$eruar $i belli ordini, di che
Iddio Benedetto dal na$cimento ui fece
degni, da $eguire le ue$tigie dell'Auolo,
<pb>
perche con que$ti con$eruarete la uo$tra
famiglia nell'honorato stato, in che $i ri-
troua, &amp; darete anco fauore alla con$er-
uatione dell'ordine della Sereni&szlig;ima uo-
$tra Republica. Et quello, che m'a&szlig;icu-
ra di que$to &egrave; il uedere, che in$ino ad hora
operate opre, &amp; attioni degne dell'Auolo,
&amp; di uoi ste&szlig;i. Per que$te cagioni dun-
que ho giudicato uoi degni di que$ta Sca-
la di Scienze, &amp; deliberato in$ieme, in-
$ieme, di faruene dono, affine, che ui
mo$tra&szlig;i la memoria, che tengo de' bene-
fici, che da uoi ho riceuuti, &amp; della fe-
del $eruit&ugrave;, che da principio ui con$ecrai.
Mi re$ta di pregarui, che ui degnate di
riceuer que$ta mia fatica, con quell'ani-
mo, che il gran Re di Per$ia Arta$er$e
riceu&egrave; l'acqua dal Contadino pre$enta-
tali con la mano, Ne mi diffido punto,
di non ottenere il mede$imo da uoi, ha-
<pb>
uendoui i$perimentati per benigni, &amp;
humani in qualunche attione. Et hu-
milmente le ba$cio le mani. Di Pa-
doua, ai XVIII. d'Aprile.
<p>M D LXVII.
<p>DiV. Magnificenze
<p>Perpetuo, &amp; humil Seruitore
<p>Gregorio Morelli.
<pb>
<FIG>
<C><R>TAVOLA DELLE
COSE PIV NOTABILI
CONTENVTE NELLA
PRESENTE
OPERA.</R></C>
<FIG>
<cb>
<p><R>ACCIDENTI</R> di
quante $orti. <R>89</R>
<p>Adiacenti qual $ie-
no. a carte. <R>149</R>
<p>Altra diffinitione della diui$io-
ne. <R>169</R>
<p>Altra di$tintione dell'ordine. <R>13</R>
<p>Animali brutti come di$corri-
no.
<p>Argomenti di quante $orte $ie-
no. <R>129</R>
<p>Arguta ri$po$ta di Socrate. <R>133</R>
<p>Ari$totile perche po$e tre $orte
di Sillogismi e non piu ne
meno. <R>128</R>
<p>Arte &amp; modo del medicare co-
me s'imparino. <R>41</R>
<p>Attion del $en$o commune. <R>190</R>
<p>Attione della fanta$ia. <R>190</R>
<p>Atto di Zenone. <R>155</R>
<C><R>B</R></C>
<p><R>BISOGNI</R> degli in$tru-
menti, circa alle $cienze. <R>4</R>
<cb>
<C><R>C</R></C>
<p><R>CAVSE</R> effettrici della
$anit&agrave;. &agrave; car. <R>57</R>
<p>Cau$e qu&atilde;te $ieno et quali. <R>151</R>
<p>Che la ri$olutione non $ia $otto-
po$ta alla compo$itione $i pr<*>
ua con $alde ragioni. <R>32</R>
<p>Colori retorici. <R>203</R>
<p>Come da gli indouini $i po$$a
uenir in cognitione di una na
tura comune col mezzo della
ri$olutione. <R>141</R>
<p>Come debiamo $ar la ri$olutione
$econdo Ari$totile. <R>60</R>
<p>Come la diffinitione del $ine con
uenga alle operationi. <R>45</R>
<p>Come l'intelletto $i $erua del-
l'uniuer$ale. <R>182</R>
<p>Come $i puo cono$cere quando la
diffinitione $ia cau$ale e non
formale. <R>166</R>
<p>C&otilde;paratione come $i facci. <R>155</R>
<p>Compo$itione reale di quante
<pb>
<cb>
$orti $ia. <R>68</R>
<p>Communit&agrave; quante $iano. <R>143</R>
<p>Coniugati e loro u$o. <R>149</R>
<p>Compo$itione di quante $pecie
$ia. <R>67</R>
<p>C&otilde;ting&etilde;ti et loro diui$ione. <R>154</R>
<p>C&otilde;uer$ione di propo$itione. <R>110</R>
<p>C&otilde;uer$ione per l'impo&szlig;ibile. <R>121</R>
<p>Co$e natur ali qual $ieno. <R>78</R>
<C><R>D</R></C>
<p><R>DA</R> qual fine $i cominci a
ri$oluere e da qual cono
$cere. <R>51</R>
<p>Dechiaratione dei luoghi. <R>146</R>
<p>Del $econdo adiacente. <R>105</R>
<p>Demo$tratione e $uo u$o. <R>134</R>
<p>Demo$tratione demo$tratiua e
$ue $pecie. <R>135</R>
<p>Demo$tratione dal primo all'ul-
timo. <R>136</R>
<p>Denominatiui. <R>161</R>
<p>Dialettica con quale ordine fu
trattata da Ari$totile. <R>63</R>
<p>Differenza tra la ri$olutione
reale &amp; quella fatta dall'in-
telletto. <R>36</R>
<p>Differenza tra il Metodo e gli
ordini. <R>87</R>
<p>Differenza tra la ri$olutione
propria &amp; perfetta, &amp; la im
perfetta, &amp; impropria. <R>38</R>
<p>Differenza tra l'e$perimento et
i metodi. <R>181</R>
<p>Differenza tra di$crittione e
<cb>
diffinitione. <R>162</R>
<p>Differenza tra la compo$itione,
&amp; la ri$olutione. <R>68</R>
<p>Differenza tra l'ordine compo-
$itiuo &amp; il Metodo. <R>76</R>
<p>Differenza tra la e$timatiua e
cogitatiua. <R>191</R>
<p>Differenza tra il predicamen-
to &amp; il predicato. <R>102</R>
<p>Differenze del luogo. <R>153</R>
<p>Diffinitione dell'ordine. <R>10</R>
<p>Diffinitione a che co$a $erua. <R>35</R>
<p>Diffinitione della filo$ofia. <R>78</R>
<p>Diffinitione quidditatiua. <R>163</R>
<p>Diffinitione per aditam&etilde;to. <R>164</R>
<p>Diffinitione della medicina $e-
condo Galeno. <R>78</R>
<p>Diffinitione della uia. <R>85</R>
<p>Diffinition nominale. <R>159</R>
<p>Diffinitione che co$a $ia. <R>146</R>
<p>Diffinitione e$$entiale. <R>163</R>
<p>Diffinitione dell'e$perimento.
a car. <R>281</R>
<p>Diffinitione che co$a $ia. <R>160</R>
<p>Diffinitione dell'anima. <R>187</R>
<p>Diffinitione dell'ordine. <R>10</R>
<p>Diffinitione compo$itione e ri$o-
lutione come $ieno di$tinte.
a car. <R>18</R>
<p>Dimo$tratione quante propo$i-
tioni habbia &amp; come $i chia-
mino. <R>92</R>
<p>Dimo$tratione a che $erua. <R>91</R>
<p>Dimo$trationi come $i uariano.
a car. <R>93</R>
<p>Di quale $orte d'oratione $i puo
<pb>
<cb>
$eruire il logico. <R>103</R>
<p>Di$cor$i di quante $orti. <R>183</R>
<p>Di$cor$o imperfetto. <R>185</R>
<p>Dittioni della prima $econda e
tertia figura de $illogismi.
a car. <R>116</R>
<p>Diui$ione degli accidenti. <R>150</R>
<p>Diui$ione de dieci Predicamen-
ti. <R>101</R>
<p>Diui$ione come $i difini$ca da
Ari$totile. <R>168</R>
<p>Diui$ione perche difficile. <R>168</R>
<p>Diui$ione del $illogismo. <R>113</R>
<p>Diui$ione de' modi dell'in$egna
re &amp; loro origine. <R>198</R>
<p>Diui$ione della uoce. <R>97</R>
<p>Diui$ione de $uggetti. <R>151</R>
<p>Diui$ione perche non deue e$$er
po$ta tra gli ordini uniuer-
$ali. <R>6</R>
<p>Dottrine ordinate quante $ieno
$econdo Galeno. <R>19</R>
<p>Dubitatione intorno al na$cere
degli in$trumenti. <R>200</R>
<C><R>E</R></C>
<p><R>ENVNCIATIONE</R>
uniuer$ale &amp; particolare
come $i diuida. <R>104</R>
<p>Enunciatione di che $ia com-
po$ta. <R>104</R>
<p>Enunciatione come $i diuida.
a car. <R>104</R>
<p>Epilogatione di tutto quello che
s'&egrave; dette. <R>307</R>
<p>Epilogation delle co$e $udette.
a car. <R>192</R>
<cb>
<p>E$$empio fi$ico nella prima figu-
ra. <R>117</R>
<p>E$$empio del terzo &amp; quarto
modo. <R>119</R>
<p>E$$empio. <R>140</R>
<p>E$$empio dell'ordine ri$olutiuo.
a car. <R>34</R>
<p>E$$empio filo$ofico circa alla ri-
$olutione. <R>62</R>
<p>E$$empio del $econdo modo.
<p>E$$empio dell'ordine compo$iti-
uo. <R>35</R>
<p>E$$empio dell'ordine ri$olutiuo.
a car. <R>49</R>
<p>E$$empio della differenza tra
l'ordine compo$itiuo &amp; il ri-
$olutiuo. <R>70</R>
<p>E$$ornationi di $entenze. <R>203</R>
<p>E$tremit&agrave; de Sillogismi. <R>113</R>
<p>Etimologia. <R>154</R>
<p>Euento che co$a $ia. <R>152</R>
<C><R>F</R></C>
<p><R>FIGVRA</R> di Sillogismi.
a car. <R>114</R>
<p>Fine in quanti modi $i puo chia
mare $econdo Galeno. <R>45</R>
<p>Fine che co$a $ia. <R>42</R>
<p>Fini dell'arti. <R>44</R>
<C><R>G</R></C>
<p><R>GAMBE</R> della medicina.
a car. <R>27</R>
<p>Generee $pecie come in parte
conuengono et in parte diffe
ri$cono. <R>148</R>
<p>Gl'inuentori de Sillogismi che
indirittam&etilde;te c&otilde;cludono. <R>125</R>
<pb>
<cb>
<p>Gradi della $econda figura. <R>120</R>
<p>Gradi di uiuenti. <R>189</R>
<C><R>H</R></C>
<p><R>HA</R>Bitudine delle co$e. a
car. <R>22</R>
<C><R>I</R></C>
<p><R>IL</R> matematico ci puo $erui-
re dell'ordine ri$olutiuo ma
non del metedo. <R>66</R>
<p>Imperfettione dell'huomo. <R>75</R>
<p>In che modo caminano in$ieme
la diui$ione &amp; la ri$olutio-
ne. <R>64</R>
<p>Inclinatione accidentale. <R>15</R>
<p>Inclinatione e$$entiale. <R>15</R>
<p>Induttione che co$a $ia. <R>131</R>
<p>In quanti modi $i puo hauere
cognition d'una co$a. <R>71</R>
<p>In$trumenti dechiaratiui di qu&atilde;
te $orte $ieno. <R>84</R>
<p>In$trumento e$perimentale come
$i fabrichi &amp; come $i metta
in u$o. <R>181</R>
<p>In$trumento perfetto qual $ia.
a car. <R>180</R>
<p>In$trumento che $erue al di$cor-
$o della $en$itiua. <R>194</R>
<p>In$trumento onde dependa. <R>4</R>
<p>In$trumento e$perimetale. <R>281</R>
<C><R>L</R></C>
<p><R>LA</R> compo$itione &egrave; piu diffi
cile nell'arti che nelle $ci&etilde;
ze &amp; perche. <R>74</R>
<p>La co$a $ubordinata ad un'altra
&egrave; men degna di quella a che
&egrave; $ubordinata. <R>31</R>
<cb>
<p><R>La</R> ri$olutione &egrave; $empre prima
degli ordini. <R>30</R>
<p>L'artefice deue e$$er imitatore
della natura. <R>29</R>
<p>Le differenze, in qual modo $er
uono alla diui$ione. <R>170</R>
<p>Le $ei co$e non naturali quali
$ieno. <R>49</R>
<p>Le $ei co$e non naturali, con
qual ordine $i deuino tratta-
re. <R>57</R>
<p>Locutione che co$a $ia. <R>202</R>
<p>Lode del Bellacati. <R>179</R>
<p>Luoghi differenti. <R>157</R>
<p>Luoghie loro diui$ioni. <R>144</R>
<p>Luogo. <R>152</R>
<p>Luogo che co$a $ia <R>141</R>
<C><R>M</R></C>
<p><R>ME</R>dicina come $i diffini-
$ca $econdo Hippocra-
te. <R>166</R>
<p>Membri della locutione. <R>202</R>
<p>Meta del $ofi$ta. <R>132</R>
<p>Metodi quanti $ieno. <R>87</R>
<p>Metodo. <R>6</R>
<p>Metodo contiene ordine. <R>16</R>
<p>Metodo in quanti modi $i pi-
glia. <R>84</R>
<p>Metodo diffinitiuo quanto $ia ne
ce$$ario. <R>168</R>
<p>Metodo diffinitiuo di quanta
utilit&agrave; $ia. <R>158</R>
<p>Mezo termine come $i truoui.
a car. <R>139</R>
<p>Modi che na$cono dal tempo &amp;
dalla co$a. <R>199</R>
<pb>
<cb>
<p>Modi che na$cono dall'in$egna-
to. <R>199</R>
<p>Modi communi alla $crittura &amp;
locutione. <R>202</R>
<p>Modi della complicatione. <R>205</R>
<p>Modi della terza figura. <R>122</R>
<p>Modo appo$tematico. <R>205</R>
<p>Modo onde primieramente di-
penda. <R>201</R>
<p>Modo ingematico. <R>205</R>
<p>Modo prouerbiale. <R>206</R>
<p>Modo affori$tico. <R>205</R>
<C><R>N</R></C>
<p><R>NA</R>tura della diui$ione. <R>3</R>
<p>Natura del $u<*>getto. <R>90</R>
<p>Natura inuentrice dell'ordine. <R>8</R>
<C><R>O</R></C>
<p><R>OP</R>po$iti quali $ieno. <R>157</R>
<p>Oppo$itioni d<*> propo$itio
ni. <R>108</R>
<p>Oppo$itioni di uoci. <R>102</R>
<p>Ordine. <R>6</R>
<p>Ordine proprio. <R>11</R>
<p>Ordine quanto $ia nece$$ario
nel trattare delle $cienze <R>7</R>
<p>Ordine compo$itiuo &amp; diffiniti
uo non $ono $uperflui ma ne-
ce$$arij. <R>25</R>
<p>Ordine particolare. <R>12</R>
<p>Ordine ri$olutiuo piu utile di
tutti. <R>28</R>
<p>Ordine quando nelle co$e non
&egrave; nece$$ario. <R>53</R>
<p>Ordine uniuer$ale. <R>12</R>
<p>Ordine diffinitiuo che co$a $ia.
a car. <R>43</R>
<cb>
<p>Ordine ri$olutiuo onde comin-
<*>. <R>23</R>
<p>Ordine u$ato da Ari$totile. <R>55</R>
<p>Ordine proprio &amp; improprio.
<*> car. <R>11</R>
<p>Ordine compo$itiuo nella medi
cina d'onde cominci. <R>76</R>
<p>Ordine diffinitiuo come diffe-
ri$ca dagli altri ordini. <R>36</R>
<p>Ordine e$$entiale &egrave; di due $or-
ti. <R>16</R>
<C><R>P</R></C>
<p><R>PA</R>rti ignote quali $iano.
a car. <R>169</R>
<p>Pa&szlig;i della $cala. <R>6</R>
<p>Perche i generi non $i diuidona
per opo$<*>ion relatiua. <R>140</R>
<p>Percbe que$t'opera $ia intitolata
$cala delle $cienze, &amp; arti.
a carte. <R>2</R>
<p>Per qual cau$a Auicenna ha
cominciato da gli elementi
&amp; non da medicamenti. <R>56</R>
<p>Potenza e$teriore. <R>189</R>
<p>Potenza e$timatiua ouero cogi-
tatiua. <R>191</R>
<p>Potenza memoratiua. <R>191</R>
<p>Potenza interiore. <R>190</R>
<p>Potenze &amp; attioni dell'anima
uegetale. <R>189</R>
<p>Potenze della $en$itiua. <R>189</R>
<p>Potenze dell'anima. <R>189</R>
<p>Predicatione in quanti modi $i
facci. <R>100</R>
<p>Predica<*>iali, $emplici,
<*> compo$iti. <R>143</R>
<pb>
<cb>
<p>Principij di quante $orte $iano.
<*>car. <R>70</R>
<p>Principij matematici. <R>72</R>
<p>Prima $en$atione. <R>182</R>
<p>Pronunciati qual $ieno. <R>155</R>
<p>Propo$itione di primo adiacen-
te. <R>105</R>
<p>Propo$itioni modali. <R>105</R>
<p>Propo$itioni Ippotetice. <R>100</R>
<p>Proce$$o della ri$olutione. <R>66</R>
<p>Propo$itioni probabili. <R>132</R>
<p>Propo$itioni nece$$arie. <R>111</R>
<C><R>Q</R></C>
<p><R>QVAI</R> modi na$cano da
colui ch'in$egna <R>198</R>
<p>Quando $ia nece$$ario a $eruirne
dell'oppo$iti&otilde; negatiua. <R>171</R>
<p>Quante $orte d'ordine $i puo
con$iderare in ogni arte di
$cienza. <R>52.</R>
<p>Quarta figura perche uana
a car. <R>126</R>
<p>Que$ta figura de $illogismi co-
me $i po$$a far $econdo Ga-
leno. <R>126</R>
<p>Quiui $i ri$olue un bel dubbio.
a car. <R>50</R>
<C><R>R</R></C>
<p><R>RI</R>$olutione qual $ia <R>39</R>
<p>Ri$olutione da qual $pecie
di fini cominci. <R>46</R>
<p>Ri$olutione impropria. <R>37</R>
<p>Ri$olutione della medicina. <R>56</R>
<p>Ri$olutione u$ata da Galeno $e-
<cb>
condo alcuni. <R>39</R>
<p>Ri$olutione che co$a $ia &amp; a che
$erua. <R>140</R>
<p>Ri$olutione che denoti. <R>36</R>
<p>Ri$olutione del Grammatico. <R>63</R>
<p>Ri$olutione del Logico. <R>63</R>
<p>Ri$olutione matematica <R>65</R>
<p>Ri$olutione di teoremi, onde co-
minci. <R>43</R>
<p>Ri$olution matematica. <R>174</R>
<p>Ri$olution logica. <R>174</R>
<p>Ri$olution propria. <R>37</R>
<C><R>S</R></C>
<p><R>SA</R>nit&agrave; come $i ricupera. <R>58</R>
<p>Scrittura che co$a $ia. <R>20<*></R>
<p>Sei modi $implici $i po$$on u$ar
$eparatamente. <R>206</R>
<p>Sillogi$mo $o$i$tico. <R>132</R>
<p>Sillogismo in quanti modi $i con
$ideri. <R>112</R>
<p>Sillogismo da quanti terminira
$ulti. <R>95</R>
<p>Sillogi$mo che co$a $ia. <R>112</R>
<p>Sillogi$mo topico <R>130</R>
<p>Similitudine come $i tr<*>oui.
a car. <R>156</R>
<p>Si proua che la dottrina non &egrave;
ordine &amp; che la diffinitione,
compo$itione &amp; ri$olatione
$ono ordini, e non dottri-
ne. <R>19</R>
<p>Specie di animali. <R>189</R>
<p>Specie degli in$trumenti quan-
te $iano.
<pb>
<cb>
<p>Specie dell'anima. <R>187</R>
<p>Specie delli in$trumenti. <R>180</R>
<p>Specie de gli in$trumenti quante
$ieno. <R>6</R>
<p>Suggetto che co$a $ia. <R>151</R>
<C><R>T</R></C>
<p><R>TAPPO</R> che co$a $ia.
a car. <R>180</R>
<p>Tempo e $ue diui$ioni. <R>153</R>
<p>Teoremi particolari quali $ieno
appre$$o Auicenna. <R>52</R>
<p>Termini del $illogismo. <R>113</R>
<cb>
<p>Termini logicali quanti $ieno
a car. <R>96</R>
<C><R>V</R></C>
<p><R>VI</R>rt&ugrave; imaginatiua. <R>190</R>
<p>Vniuoci. <R>101</R>
<p>Vniuer$ale qual $ia. <R>99</R>
<p>Voce quante $ieno. <R>98</R>
<p>Voce artificiale. <R>97</R>
<p>Voce della $econda intentione.
a car. <R>98</R>
<p>Voce della prima intentione. <R>98</R>
<p>Voce che co$a $ia. <R>97</R>
<p>V$o della induttione. <R>194</R>
<C><R>IL FINE DELLA TAVOLA DELLE COSE
NOTABILI.</R></C>
<FIG>
<pb>
<C><R>ERRORI CORSI NELLO
STAMPARE.</R></C>
<p><R>Car. 2. lin. 7. trattenerai leggi, trattener$i 7.15. accre$ca
accre$ce. 10.16. de$ciuere, de$criuere. 17.17. lucidi
$critti, luce de' $critti. 19.19. mo$trarmi, mo$trarui.
20.26. de', di. 21.12. uiui. contradirebbono, leua uia
il punto. 30.10. propone$le, prepone$$e. 34.19. altri,
altre 37.9. incominciaua, incomincia. 44.13. ado$$o,
ade$$o. 44.14 $ueglier&ograve;, $cioglier&ograve;. 55.17. accenderui,
a$cenderui. 67. ult. primi, prime. 69.27. loda$$e, loda$te.
70.6. fini$$e, fini$ce. 71.10. cognitioni, cognitione 73.
23. eredo, credo. 78.19. medicianle, medicinale. 78.ult.
inprincipiati, 1 principiati. 86.24 differetne, differente.
85.1. $ommamnete, $ommamente. 85.7 documenij,
documenti. 87.4. de$ciuere, de$criuere. 88.12. $eguire,
$eguite. 88.16. Paripatetici, Peripatetici. 93.25. giornoi,
giorno. 102.11. contradittioni, contradittione. 105.14.
adiacento, adiacente. 116.6. che la, che $e la. 116.21.
Ci, Si. 124. 8. $egui, $egue. 128.23. Tutti tutte. 135.
16. Demo$tro$tratiua, demo$tratiua. 143.9. accidentali,
accidentali. 154.21. morralit&agrave;, mortalit&agrave;. 163.4. $citto-
ri, $crittori. 165 23. pi&ugrave; ue, pi&ugrave; ne. 166 2. &agrave; la, &egrave; la. 176.
10. Iappo, Tappo. 185.20. dal cane, del cane. 196.14.
$tara, $taua. 199 15. e le prouette, gli prouetti. 193.9.
che li compo$iti, che l'Empirici. 193.23. talche far&agrave; esqui
lio, talche di$corer&agrave;. 193.23. il di$cor$o del intelletto,
il di$cor$o del intelletto, &amp; la e$perienza tanto far&agrave;. 193.
27. con una mede$ima corona, con una mede$ima $carpa.
193.28. ma $econdo tale indicationi di$$e, ma $econdo
le indicationi, che. 194.1. e per che, per que$to. 194.2.
l'Eccellente Marcandon Antonio montagnana, l'Eccellen-
te Marco Montagnana perche muta. 203.15. le e$$ortatio
ni, le e$$ornationi. 206 27. menco, manco.</R>
<pb>
<FIG>
<C><R>SETTIONI
DELLA PRESENTE
OPERA.</R></C>
<FIG>
<p><R>NELLA prima Settione $i di-
$corre de'tre Ordini.</R>
<p><R>Nella $econda $i tratta de' quattro
Metodi:</R>
<p><R>Nella terza $i ragiona de gli i$tro-
menti i$perimentali.</R>
<p><R>Nella quarta, &amp; ultima $ono po$ti
imodi, &amp; le loro uariationi.</R>
<C>Et tutti i $opradetti i$tromenti $ono metaforica-
mente compre$i $otto nome di poggi,
gradi, piano, &amp; pa&szlig;i
della Scala.</C>
<FIG>
<pb n=1>
<FIG>
<C><R>DELLA SCALA
DELLE SCIENZE,
ET ARTI,
DIVISA IN QVATTRO SETTIONI.</R>
DALL'ECCELLENTE MEDICO,
<R>&amp; Filo$ofo, Me$$er GREGORIO
MORELLI.
SETTION PRIMA.
INTERLOCVTORI.</R></C>
<FIG>
<C><R>TOMITANO, ET MORELLO.</R></C>
<p><R>Q</R>V<R>ESTE</R> S<R>CALE,</R>
che noi hora a$cendia-
mo, mifanno $ouenire,
T<R>OMITANO</R> mio,
d'una prome$$a, che gia
due giorni mi face$te,
ragionando io di alcune
arti le quali, dai principij in poi, non $i po$-
$ono per regola in$egnare, ne dare ad intendere,
<pb n=2>
perche ne anche colui, che ne &egrave; con$umati&szlig;i-
mo le pone in opera con ordine alcuno, &amp; uoi
mi dimanda$te quali erano cotali arti, &amp; io
ui di&szlig;i tra que$te, e$$ere una la Pittura, &amp; mi
promette$te di mo$trarmi la $cala, per la qua
le ogni $orte di $cienze ordinatamente cami-
na. Hor m&ograve; che per lo $pe$$o trattenerai con
amici diuer$i non $i &egrave; tra noi promo$$a anco-
ra materia alcuna $econdo l'u$o no$tro, di gra
tia fatemi hoggi que$to fauore, quale uera-
mente terr&ograve; fra i maggiori, che da huomo
mai mi fo$$ero fatti T<R>OMIT.</R> Tal materia
$arebbe lunga, &amp; poco diletteuole M<R>OREL.</R>
mio, $e di e$$a hora me ne face$te ragionare,
M<R>OREL.</R> Io mi far&ograve; un Metamorfo$i in
un patiente, &amp; me la pa$$er&ograve;. Hors&ugrave; comin
ciate ui prego T<R>OMITA.</R> La prome$$a &egrave;
debita, nobile &egrave; la richie$ta, &amp; per&ograve; al fi-
ne non ue la po$$o negare M<R>OREL.</R> Co$i
<MARG><R>Perche que
$t' opera $ia
intitolata
Scala delle
$cienze, &amp;
arti.</R></MARG>
&egrave;, hor dite T<R>OMIT.</R> La $cala delle $cien-
ze, della quale hora parlar uogliamo, accio
$appiate, &egrave; quello i$trumento delle dottrine di
che tanto parlarono, &amp; tanto fecero stima
gli antichi; il quale &agrave; propo$ito no$tro perche
&agrave; punto per certi gradimi conduce alla cogni-
tione delle co$e $ar&agrave; in forma d'una $cala, che
u$ata da noi per la di$tintione de' $uoi gradi
ne inalzer&agrave; al $ommo della intelligenza hu-
<pb n=3>
mana. Per tanto fa di bi$ogno, che uolendo
intendere la perfettione di que$to in$trumento,
ueniamo alla diui$ione di cotal genere, &amp; co$i
n'indirizziamo &agrave; cia$cuna parte di e$$o, &amp;
da indi in poi, per le differenze proprie alle
$petie $petiali&szlig;ime finalmente terminiamo.
In natura della diui$ione &egrave; di $membrare il
<MARG><R>Natura del
la diui$io-
ne.</R></MARG>
genere per le differenze non $olo oppo$ite, ma
proprie, &amp; e$$entiali, tratte dalla definitio-
ne di e$$o genere $membrato. Onde &egrave; nece$$a-
rio prima de$inire, &amp; po$cia con l'artifitio del
la diui$ione $partire il $udetto genere nelle $ue
$petie. Que$ta $cala adunque, &egrave; in$trumento
della co$a i$trutta, ordinata, di$po$ta, &amp; in-
$egnata, poi che mi ri$oluo di non uolere accet-
tare le differenze da altri, che dalle co$e i$trut
te; concio$iache l'e$$ere dell'in$trumento delle
<MARG><R>In$trumen
to delle do
ttrine onde
na$ca.</R></MARG>
dottrine $i genera dalle $cienze, &amp; dalle arti,
n&egrave; h&agrave; l'e$$ere in alcuna altra co$a che in loro,
lequali, $econdo il bi$ogno loro $i $eruono di
e$$o in$trumento. M<R>OREL.</R> Mi piace tut-
to quello che uoi hauete detto, percioche tut
ti i relatiui (come pare che dica Ari$totele)
non $ono in $e ste&szlig;i, ma in quelli &agrave; che $i rife-
ri$cono: &amp; per&ograve; il $eruo ha l'e$$ere dal patro
ne, &amp; il patrone dal $eruo, &amp; la diuer$it&agrave;
de' $erui na$ce dalla diuer$ita de' patroni, &amp;
parimente per il contrario. Di modo, che tante
<pb n=4>
$aranno le $petie dell'in$trumento, quante $a-
ranno gli ufficij, &amp; uarij $eruigij che fanno le
co$e i$trutte. T<R>OM.</R> Tanto &egrave;. Hor che laccorto
uo$tro giuditio mi rimuoue dalla dichiaratione
particolare della diffinitione dell'in$trumen-
to, $enza di e$$a altro dirne, me ne uengo alla
<MARG><R>In$trumen
to onde de
penda.</R></MARG>
diui$ione del gia detto no$tro i$trumento. Pa-
re adunque dal parlar no$tro che l'i$trumento
dependa dalla e$$enza, &amp; struttura delle co-
$e, &amp; per que$to alcune $petie di tale i$tru-
mento $ono state da Dio, &amp; dalla Natura pri
ma u$ate, &amp; poi dall'huomo, e&szlig;i imitando,
adoprate; $oggiugnendogli alcune altre trat-
te per&ograve; dalle differenze; cio&egrave; dalla struttura
delle co$e, &amp; que$to s'&egrave; in$egnato di fare per
li bi$ogni delle $cienze, &amp; arti, accioche ogni
bi$ogno haue$$e il proprio i$trumento, co'l qua
<MARG><R>Bi$ogni de
gli in$tru-
menti, cir-
ca alle $ci&etilde;-
ze.</R></MARG>
le $i pote$$e riparare. Per tanto le $cienze,
&amp; arti ancora, non $ono onninamente cono$ciu
te, ne alcune delle loro parti $corte; &amp; ecco-
ui il bi$ogno del primo i$trumento. Oltra di
que$to mancano ancora di di$po$itione, &amp; pie
ne di confu$ione, $par$e, &amp; da ogni parte islo
gate ne rimangono; &amp; eccoui il bi$ogno del
$econdo i$trumento. Onde per prima conuie-
ne hauere due i$trumenti, percioche due an-
che $ono li primi bi$ogni delle $cienze, &amp; ar-
ti. L'uno cio&egrave;, che manife$ti le co$e incognite,
<pb n=5>
&amp; l'altro, che le confu$e ordinatamente ne
di$ponga. Oltra di que$to, quantunque que
sti due i$trumenti ne ba$ta$$ero per li bi$ogni
delle $cienze, in quanto che $ieno, non di me
no fa di bi$ogno di un altro i$trumento &agrave; fare
che $ieno $apute dall'huom nel modo, che $o-
no ritrouate, &amp; di$po$te per mezo delli due
gia detti i$trumenti, &amp; que$to &egrave; quello i$tru-
mento che chiamano gli $crittori modo di $a-
pere, &ograve; d'in$egnare, che ne uogliam dire.
M<R>OR.</R> In uero per quello che mi auuedo,
que$to i$trumento &egrave; molto nece$$ario, perche
$e non fo$$e, non s&ograve; come que$te uo$tre $cien-
ze camina$$ero per la $cala, che con li due
primi i$trumenti far uolete, &amp; $arebbe $cala
$enza $cienza, che per il uero &egrave; impo&szlig;ibile
che $ia; come &egrave; anche impo&szlig;ibile che l'huo-
mo $ia huomo $enza le $ue parti, &amp; ordine
di quelle; lequai co$e po$$ono e$$ere $eparata-
mente l'una dall'altra con$iderate, ma non
po$$ono per&ograve; e$$ere $e non $ono tutte in$ieme.
T<R>OM.</R> &egrave; il mede$imo de gli i$trumenti, &amp;
$cienze, perche le $cienze non po$$ono e$$ere
$enza i$trumenti, ne gli i$trumenti po$$ono e$-
$ere $enza le co$e, &ograve; naturali, &ograve; artificiali, &ograve;
$opranaturali che $ieno. Tuttauia cia$cuna
di que$te $eparatamente po$$ono e$$ere con$i-
derate, &amp; percio noi $eparatamente de gli
<pb n=6>
i$trumenti ragionaremo; &amp; $e delle co$e ne ac
cadera di parlare, uoglio che noi le chiamia-
mo indi$$erentemente co$e &amp; $cienze, &amp; ar-
ti, quantunque impropriameute, perche non
$ono ne $cienze, ne arti, $e con gli i$trumen-
<MARG><R>Specie de
gli in$tru-
m&etilde;ti quan-
te $ieno.</R></MARG>
ti non $i congiungono. Tornando dunque al
propo$ito no$tro, dico, che nece$$ariamen-
te tre $ono le $pecie de gli i$trumenti, de'
quali uno &egrave;, che ne $erue &agrave; chiarire le co$e oc-
culte; laltro &agrave; di$porle, &amp; il terzo &egrave; il mo-
do che adoperiamo nel maneggiare que$ti due
i$trumenti per di$porre, &amp; fare che e$$e $cien
ze, &amp; arti $ieno inte$e. M<R>OR.</R> Ottimamen
te ho inte$a la diui$ione dell'i$trumento, per&ograve;
uenite &agrave; uo$tra po$ta alla dichiaratione delle
$pecie. T<R>OM.</R> Me ne uerr&ograve; dunque alla pri
ma $pecie. Li$trumento, che le co$e sbanda-
te, &amp; confu$e ra$$etta, &amp; compone, haue-
r&agrave; appre$$o di noi quel nome, che ha $empre
<MARG><R>Ordine.</R></MARG>
hauuto appre$$o gli $crittori, cio&egrave; Ordine, &amp;
$ar&agrave; poggio della no$tra $cala; &amp; quell'altro
<MARG><R>Metodo.</R></MARG>
$econdo i$trumento chiameremo Metodo, &ograve;
uia che ne uogliam dire, &amp; $aranno i gradi
della gia detta $cala; &amp; la terza $pecie, cio&egrave;
<MARG><R>Pa$si della
Scala.</R></MARG>
modo d'in$egnare, &ograve; $eriuere $aranno i pa&szlig;i,
che faranno e$$e $cienze per la gia detta $ca-
la, &ograve; che faranno coloro, i quali per quella
anderanno. M<R>OR.</R> Talmente intendo, che
<pb n=7>
anche mi aueggio de gli Autori, che in ci&ograve;
imitare uolete, ne piu $aldi &amp; fermi poteua-
te ritrouare quanto Ari$totele, &amp; Galeno:
liquali dottamente incaminarono l'uno la Filo
$ofia, &amp; l'altro la Medicina per la mede$ima
$cala, di che uoi hora parlate, da pochi hog-
gid&igrave; inte$a, &amp; meno dalli pa$$ati, que$ti due
eccettuando. T<R>OM.</R> Voi dite il uero che io
uoglio la materia &amp; il modello pigliare dalle
due $elue &agrave; Minerua, &amp; Apollo con$acrate,
&amp; che pochi de' no$tri pa$$ati, &amp; moderni
inte$ero que$ta $cala. La $coper$e ben di lon-
tano il Leoniceno, &amp; il Manardo, ma non la
uidero da pre$$o. Hor &agrave; propo$ito, l'ordine
<MARG><R>Ordine,
quanto $ia
nce$$ario <*>
enel tratta
delle $cien-
ze.</R></MARG>
e tanto nece$$ario, che alle co$e diuine accre-
$ca gratia, fauore, &amp; bellezza; alle natu-
rali porta l'e$$ere, con la uita in$ieme: onde
quegli artefici, che perfetti e$$ere de$iderano,
in altro non cercano di a&szlig;imigliar$i alla natu
ra, quale deuono imitare, che nell'ordine;
&amp; per&ograve; Ari$totele, miracolo, &amp; unico fi-
gliuolo ueramente di natura, di$$e che &agrave; co$a
ueruna non era piu intento, quanto nell'o$$er-
uare l'ordine della $aggia natura; ne $eppe
uedere in e$$a co$a piu notabile, &amp; che piu
piacere reca$$e &agrave; lui, dell'ordine; parendogli
pure, oltra il diletto, che egli $entiua nel
guardarlo, la memoria di quello douergli in
<pb n=8>
qualche modo giouare, $e imitarlo cerca$$e ne
<MARG><R>Natura in-
u&etilde;trice del
l'ordine.</R></MARG>
gli $critti $uoi. M<R>OR.</R> In uero &egrave; come dice
ua il gi&agrave; detto Ari$totele nella Fi$ica, che del
l'ordine la natura ne &egrave; inuentrice, ne mai pro
duce co$a inordinata, $e pure per qualche
accidente non &egrave; impedita; &amp; all'hora quello
effetto per e$$ere inordinato piu non lo chia-
miamo di natura, ma effetto d'un'altra cagio
ne innominata. T<R>OM.</R> Veramente di tanta
forza &egrave; lordine nelle co$e naturali, che &agrave; con
firmatione di quello che uoi hauete detto, di-
ce Auerroe nel libro delle di$truttioni, che $e
il moto d'uno de i cele$ti cerchij ce$$a$$e, tut-
to l'ordine dell'uniuer$o $i di$truggerebbe, al
che $eguirebbe la ruina dell'uniuer$o. M<R>OR.</R>
Come &egrave; po&szlig;ibile, che alla de$truttione di una
particella $ola, haue$$e da $eguire il di$ordine,
&amp; de$truttione del tutto? noi ueggiamo bene
$pe$$o, che molte co$e qua giu $ono inordinate,
&amp; per&ograve; non $egue la ruina, non dir&ograve;, del tut
to, ma ne anche della parte, di che loro $o-
no parte. Non $i corrompe (uerbigratia)
una mano di un'huomo? tuttauia non $i cor-
rompe gi&agrave; l'ordine &amp; la uita di e$$o huomo.
T<R>OM.</R> Parlo io delle di$cordie delle parti prin
cipali, lequali concorrono alla co$titutione del
tutto: perche, accio $appiate, $i come le co$e
fra loro $ono graduate, co$i parimente gli
<pb n=9>
ordini hanno molti gradi, come ben diceua
e$$o Auerroe nel libro citato da uoi. Per&ograve;
alla di$truttione de gli ordini infimi, non $egue
il di$ordine de i $uperiori ordini, $i come an-
co alla corrottione d'una particella minima,
non $egue la corrottione della maggiore. So-
no altri ordini, che per la loro eccellenza, &amp;
dignit&agrave; corrompendo$i, corrompono tutto l'or-
dine dell'uniuer$o; &amp; per&ograve; Auerroe riguar-
dando que$ti ordini piu eccellenti, di$$e, che al
di$ordine d'un circolo $olo, $eguiua il di$ordi-
ne di tutto l'uniuer$o. M<R>OR.</R> Dapoi che $ia-
mo intrati ne gli ordini della natura, ditemi di
gratia quali $ieno piu perfetti, &amp; meno perfet
ti. T<R>OM.</R> Qui non &egrave; il $uo proprio luogo, tutta
uia ui dir&ograve; quello che dicea il $udetto Auerroe
nel libro del Cielo, che l'ordine delle co$e cor-
rottibili &egrave; molto piu imperfetto di quello de i
Cieli, &amp; quello delle intelligenze piu perfetto
di tutti, ne uerr&ograve; altramente &agrave; piu particola
re ordine, perche cia$cuno de' gia detti tre or
dini hanno gradi; &agrave; me ba$ta di hauerui $a-
tisfatto in uniuer$ale, &amp; che inte$o habbiate
di quanta eccellenza $ia l'ordine di tutte le co
$e. M<R>OR.</R> Da que$to dunque comprendo, che
dell'ordine l'huomo $olo non &egrave; inuentore, ma
che &egrave; i$trumento, che l'eterno Iddio hebbe eter
namente in $e ste$$o, inanzi che lo communi-
<pb n=10>
ca$$e alla natura, la quale, poi che hebbe le
co$e di$po$te, l'huomo $apiente aueduto$i di
quanta perfettione $ia l'ordine delle co$e, $i
affatica imitarla, per acqui$tare perfettione
&agrave; $e ste$$o, &amp; alle opere che egli fa. Per&ograve;
potemo hauere per conclu$ione; che l'huomo
non $a fare altro, ne pu&ograve;, $e non dare ordine
hora &agrave; que$ta, hora &agrave; que$t'altra co$a. T<R>OM.</R>
Que$to i$te$$o ho io gia detto, $e uoi bene pa-
ragonate le uo$tre parole con le mie, &amp; per
<MARG><R>Diffinitio-
ne dell'or-
dine.</R></MARG>
tanto ui replico che lordine &egrave; uno i$trumento
di che $i $eruc Dio, la natura, &amp; l'huomo
nel di$porre le co$e, nelle quali cade primo,
&amp; ultimo. M<R>OR.</R> Que$ta in $omma &egrave; la dif-
finitione dell'ordine, ne meglio $i poteua de-
$ciuere di quello che hauete de$critto, la qua
le ($e bene mi raccordo) &egrave; la mede$ima con
quella di Ari$lotele nella Meta$i$ica, oue di-
ce che l'ordine &egrave; $olamente nelle co$e, che han
no primo, &amp; ultimo tra loro. T<R>OM.</R> Anzi
che la diffinitione data da me &egrave; dell'i$te$$o Ari
stotele nella Fi$ica, quando egli dice, che non
puo stare l'ordine nelle co$e, che non hanno
primo, &amp; ultimo; &amp; percio appare che la
ragione formale dell'ordine $ia primo, &amp; ul-
timo. &amp; Galeno ne i libri della cognitione de
pol$i ha diffinito l'ordine nel mede$imo modo.
M<R>OR.</R> ecco adunque, che il primo ramo ne
<pb n=11>
uiene dalle $elue $opradette, ma innanzi che
piu oltre noi tra$corriamo, ditcmi di gratia
$e da Galeno, &amp; Ari$totele l'ordine uien pre
$o in una $ola $ignificatione. T<R>OM.</R> Breue-
mente ui ri$ponder&ograve;. L'ordine &egrave; pigliato alle
uolte propriamente, &amp; alle uolte impropria
<MARG><R>Ordine pro
prio, &amp; im
proprio.</R></MARG>
mente: &amp; accioche uoi $apiate di$tinguere
que$te due $orti di ordine, prendete le con-
ditioni che $i richieggono all'ordine propria-
mente con$iderato, primieramente egli &egrave; ne-
ce$$ario, che quelle co$e, tra le quali &egrave; l'ordine,
$ieno di uno i$te$$o genere, &amp; che anche de-
bitamente $ieno continuate, &amp; parimente or
dinate ad un termine $olo, &amp; da quello pro-
priamente proportionate. Onde appare, che
dall'ordine $ono $eparate quelle co$e, che $ono
$otto diuer$i generi, lequali, benche $ieno
me$$e in$ieme, non fanno ordine proprio, ma
bene $e lo uorremo chiamare proprio, $ar&agrave; or
dine impropriamente detto. M<R>OR.</R> A que-
sto modo $i e$cluderanno anche dall'ordine le
cau$e mediate; perche $e la prima cau$a $i
congiugner&agrave; con la terza, non $ar&agrave; debita-
mente congiunta, &amp; per&ograve; non $ar&agrave; proprio
ordine, ma come hauete detto improprio; ne
quelle co$e che non haueranno habitudine ad
uno i$te$$o termine, quantunque $ieno po$te
in$ieme in un certo modo, non $aranno per&ograve;
<pb n=12>
ordinate propriamente. Ne gli accidenti, che
uariabili, &amp; proportionati $ono, &agrave; diuer$i
termini potranno e$$ere ordinati propriamen-
te. T<R>OM.</R> Sapete dunque quale $ia l'ordine
proprio, &amp; improprio; &amp; quiui noi haue-
mo diffinito, &ograve; de$critto che ne uogliam dire,
l'ordine in uniuer$ale, ne $olamente que$ta de
$crittione abbraccia li due gia detti ordini,ma
tutte le $pecie dell'ordine, percioche $i diuide
anche e$$o ordine in uniuer$ale, &amp; particola-
re. L'ordine uniuer$ale &egrave; quello, che ordina
<MARG><R>Ordine uni
uer$ale.</R></MARG>
tutta una facult&agrave;, come appre$$o Ari$totele
quell'ordine, che egli chiama compo$itiuo &egrave;
uniuer$ale, perche abbraccia tutta la Filo$o-
fia naturale. M<R>OR.</R> ct quando bene non
contene$$e particolarmente tutte le co$e di quel
la facult&agrave;, potrebbe$i egli dire ordine uniuer
$ale? T<R>OM.</R> Senza dubbio. purche le abbrac
ci uniuer$almente, come fa quell'ordine, che
Galeno nella co$titutione dell'arte, chiam&ograve; ri
$olutione, ilquale contiene tutte le parti del-
la medicina non particolarmente, ma in uni-
uer$ale; percioche in genere, qua$i per linea
diritta e$$e parti della Medicina $ono ordinate.
<MARG><R>Ordine par
ticolare.</R></MARG>
M<R>OR.</R> Mi piace, &amp; per&ograve; $iate contento dir
mi quale $ia l'ordine particolare. T<R>OM.</R> Da
uoi mede$imo lo potete $apere: tutta uia dico,
che $ar&agrave; quello, che ordinar&agrave; $olamente una
<pb n=13>
parte di una facult&agrave;, ne tutte le co$e di$pone
in quella; &amp; que$to ordine $ar&agrave; ne i Metodi,
perche, accio $appiate, cia$cuno Metodo &egrave; or
dinato; ma per&ograve; la cognitione che hauerete
dell'ordine uniuer$ale, ui far&agrave; anche cono$ce-
re il particolare; &amp; auuertite che ui &egrave; anco-
ra un'altra di$tintione dell'ordine, cio&egrave; &ograve; che
<MARG><R>Altra di$tin
tione del-
l'ordine.</R></MARG>
egli $ar&agrave; accidentale, ouero e$$entiale: acci-
dentale diremo che $ia ogni uolta, che ordina
r&agrave;le co$e accidentalmente &agrave; tale ordine incli-
nate: l altro poi e$$entiale chiamaremo quello,
che ordinar&agrave; le co$e, che $econdo la loro e$$en
za hanno l'habitudine &agrave; tale ordine; &amp; noi
in que$to luogo con$ideraremo l'ordine propria
mente pigliato, &amp; che &egrave; uniuer$ale, &amp; e$$en
tiale. Per&ograve; ui torno &agrave; dire, che l'ordine uni-
uer$ale proprio, &amp; e$$entiale &egrave; quello i$trumen
to, che noi adoperiamo nel di$porre le co$e,
nelle quali cade primo, &amp; ultimo. M<R>OR.</R>
Per mia f&egrave; che io re$to tanto $atisfatto, quan
to $aprei de$iderare, ne poteuate di$criuere
meglio que$to ordine, del quale uolete ragio-
nare; percioche il genere $uo piu pro&szlig;imo
gli hauete a&szlig;ignato, &amp; le $ue differenze an-
cora, come conuien$i fare nelle diffinitioni,
&amp; &agrave; confirmatione di tutto que$to, Galeno ne
<*> libri delle differenze de' pol$i afferma, che
chi dice habitudine di molti ad uno, din<*>ti ri-
<pb n=14>
$petto. L'ordine dice habitudine perche ordi-
na, &amp; a$$etta molte co$e ad uno; &amp; di qui
na$ce, che prudenti&szlig;imamente uoi habbiate
po$to l'ordine nel genere della relatione, che
&egrave; l'i$trumento, &amp; que$to $ia detto in quanto
alla intelligenza dell'ordine, perche il re$to
della diffinitione al parer mio &egrave; a$$ai manife-
$to, ne punto ha dibi$ogno di maggiore dichia
ratione. T<R>OM.</R> ct d'onde pigliarete uoi le
differenze dell'ordine? $e piu della diffinitione
non parlarete, non ui accorgete che in quella
parte, che uoi hauete detto e$$ere da $e ste$$a
chiara, ui $ono na$co$te le differenze d'onde
trarre $i puo la diui$ione dell'ordine? M<R>OR.</R>
Per certo io giudicauo che ui fo&szlig;ino, &amp; le
haurei di$coperte, ma temeuo di non i$traccia
re la rete. Per&ograve; uoi che $iate piu de$tro di
me i$copritele ui prego. T<R>OM.</R> Hor per
compiacerui le $coprir&ograve;, &amp; uoi le uccellare-
te; Per tanto $enza indugio ui dico che &egrave; gia
stato detto da noi, l'ordine e$$ere i$trumento
delle co$e che hanno primo luogo, &amp; ultimo,
affine di hauere la diui$ione di e$$o ordine, per
ilche le co$e, delle quali l'ordine &egrave; i$trumento,
contengono in $e e$$e differenze, perche &egrave; ne-
ce$$ario, che elleno $ieno inclinate &agrave; quel ter-
mine al quale poi $i ordinano, come ha la ma
teria alla forma. Que$ta inclinatione pu&ograve; e$-
<pb n=15>
$ere, ouero accidentale, ouer e$$entiale, et chia
<MARG><R>In clinatio-
ne e$$entia
le.</R></MARG>
mo qui e$$entiale inclinatione quella, che le co$e
hanno talmente tra loro, che altrimenti non la
po$$ono hauere $e non $i corrompono, o ueramen
te la$ciano la natura loro; &amp; que$ta di$po$itio
ne $i chiama parimente naturale; &amp; &egrave; come
il cielo, che naturalmente nella Filo$o$ia natu
rale &egrave; di$po$to al primo motore, ne altrimenti
pu&ograve; e$$ere ordinato, che non $ia ribelle all'or-
<MARG><R>Inclinatio-
ne acciden
tale.</R></MARG>
dine della natura. La di$po$itione, &ograve; inclina-
tione che ne uogliam dire accidentale, &egrave; quan
do le co$e hanno una certa mira, per la quale
po$$ono e$$ere ordinate altramente di quello
che la $ua naturale inclinatione mo$tra richie
dere, $i come per e$$empio, il uedere ha natu-
rale inclinatione di e$$ere po$tpo$to al tatto,
tuttauia per mo$trar$i piu degno il uedere, che
il toccare, onde na$ce la inclinatione acciden-
tale, pu&ograve; e$$ere antepo$to e$$o uedere al $udet
to tatto; &amp; que$to tale ordine $eru&ograve; Ari$tote
le ne i libri dell' Anima, de' $en$i trattando.
Onde da que$te due inclinationi ne na$cono due
ordini, come bene di $opra diccuamo: l'uno
che a$$etta, &amp; di$pone le co$e che hanno incli
natione naturale, &amp; &egrave; l'ordine e$$entiale di
che noi hora parliamo: l'altro &egrave; quello, che
$erue alla inclinatione accidentale delle co$e,
&amp; &egrave; parimente ancor que$to chiamato ordine
<pb n=16>
accidentale, ne mai ne $eruiamo di tale ordi-
ne, $e non perche ne pare meglio dell'e$$entia
le per qualche ri$petto, &ograve; perche la co$a, che
$i prepone, &egrave; piu degna, ouero piu cono$ciu-
ta. Ne giudico io che Galeno nel $econdo &agrave;
Glaucone, habbia u$ato que$to ordine acciden-
tale, come uogliono alcuni, incominciando
dalla febbre detta Efemera, come dalla piu no
ta, ma che $ia ordine e$$entiale compo$itiuo,
percioche incomincia dalla febbre piu $emplice,
alla meno $emplice, &amp; u&agrave; finalmente in$ino &agrave;
quella che manco di tutte &egrave; $emplice. Onde $e-
guendo in tutto quel trattato que$to i$te$$o ordi
ne $enza interromperlo mai, fa che facilmente
io creda e$$ere ordine e$$entiale, &amp; non acciden
<MARG><R>Ordine e$-
$entiale &egrave; di
due $orti.</R></MARG>
tale. L'ordine e$$entiale pu&ograve; e$$ere, come gia &egrave;
stato detto, uniuer$ale, &amp; particolare, et quan
do egli &egrave; particolare, non &egrave; ueramente ordi-
<MARG><R>Metodo c&otilde;
tiene ordi-
ne.</R></MARG>
ne, ma metodo, perche, accio uoi $appiate,
(&amp; uolontieri replico que$to per non m'intri-
care come hanno fatto alcuni) non &egrave; metodo
alcuno che non contenga in $e ordine, $i come
il metodo diffinitiuo contiene l'ordine, che ha
la diffinitione al diffinito, &amp; quello delle par-
ti della diffinitione ad e$$a diffinitione; &amp; pa-
rimente ancora quello che &egrave; tra una parte &amp;
l'altra. Dica$i l'i$te$$o de gli altri metodi, &amp;
accioche fuggiamo la implicatione (per dir
<pb n=17>
co$i) trattar emo in que$to luogo talmente de
gli ordini, che non occorrera po$cia trattar-
ne nel di$cor$o de i metodi, ma $olo le con$i-
deraremo in quanto che ne $eruono &agrave; chiarire
le co$e non cono ciute; come anche qui trattia
mo de gli ordini $olamente in quanto che ordi
nano le co$e: benche in$ieme con lordine ap-
portano anche luce, che ne fa cono$cere quel
lo che noi non cono$ceuamo. Hor dunque l'or
dine e$$entiale, &amp; uniuer$ale &egrave; quello che alle
dottrine d&agrave; il nome: percioche ogni uolta che
la dottrina &egrave; ord nata per l ordine diffinitiuo,
da principio in$ino al fine quella dottrina, &ograve;
faculta che $ia, $i chiama dottrina diffinitiua,
perche quell'ordine &egrave; &agrave; quella facult&agrave; come
anima, &ograve; luce; al che riguardando Horatio
nell'arte poetica di$$e, che la forma, &amp; lucidi
$critti eran l'ordine. M<R>OR.</R> Le dottrine
adunque non prendono mai nome da gli ordi-
ni particolari, per la ragione, che hauete
gia detta, perche quello non d&agrave; uniuer$almen
te la uita &agrave; tutta la facult&agrave;, ma $olamente
&agrave; una parte particolare. T<R>OM.</R> Tanto &egrave;,
ma torniamo al primo no$tro propo$ito. Que
sto ordine uniuer$ale, &amp; e$$entiale che haue-
mo detto dare il nome alla dottrina &amp; che &egrave;
i$trumento della co$a, che &egrave; ordinata, &amp; e$-
$entialmente di$po$ta, e$$o non ha nome, che
<pb n=18>
in propria forma giunga all'orecchia de gli
huomini, ma $olo il $uo ualore, &amp; uirt&ugrave; $ua
s'intende $otto que$te tre uoci piu particolari,
<MARG><R>Diffinitio-
ne, compo
pofitione,
&amp; ri$olutio
ne, come
$ieno di$tin
te.</R></MARG>
oue $e ne st&agrave; coperto, come $otto diffinitione,
compo$itione, &amp; re$olutione, i quali tre ordi
ni $ono di$tinti l'uno dall'altro, perche in cia-
$cuno di loro &egrave; un termine appartato, alquale
tutte le co$e $ono ordinate $econdo la $ua incli-
natione e$$entiale; n&egrave; $ono di$tinti que$ti ordi
ni come uoleano alcuni, perche cia$cuno dilo
ro $i $erue di differenti i$trumenti, percbe $ot
to un mede$imo ordine $i puo adoperare qua-
lunque $orte di metodo ne $ono di$tinti perche
habbiano particolari $uggetti, &ograve; facult&agrave;, che
ne uogliam dire, percioche ogni $orte di ma-
teria, &ograve; $uggetto pu&ograve; e$$ere trattato con qua-
le $i uoglia ordine; $i come ben diceua Gale-
no nell'arte parua, che la medicina pu&ograve; e$$er
trattata da principio fino al fine $otto qualun-
que ordine &ograve; re$olutiuo, &ograve; diffinitiuo, o com-
po$itiuo che $ia. Ne in uno ordine come nel
re$olutiuo ogni parte $i ri$olue, ma $i diffini-
$ce, uien dimo$trata, &amp; diui$a, &amp; in con-
clu$ione per tutto l'ordine $i $erue dell'i$tru-
mento metodico. Ma bene &egrave; nece$$ario che
trattando le parti, $ieno $empre antepo$te quel
le che $ono piu uicine al fine, dal quale inco-
mincia la ri$olutione, di maniera che ogni
<pb n=19>
parte $ia ordinata al fine, come inumeri alla
unit&agrave;, &amp; $i come alla unit&agrave; $egue il numero
denario, &amp; non il ternario, &ograve; altri, co$i an
co al fine &egrave; nece$$ario che $egua la cau$a im-
mediata, &amp; poile altre ancora $ucce&szlig;iuamen
tc; &amp; que$ta regola non $eruir&agrave; $olo alla ri-
$olutione, ma &agrave; tutti gli ordini ancora.
M<R>OR.</R> Diceua Galeno nel luogo che uoi ha-
<MARG><R>Dottrine
ordinate
quante $ie-
no $econ-
do Galeno.</R></MARG>
uete citato, che tutte le dottrine ordinate $o-
no tre, cio&egrave; ri$olutiua, compo$itiua, &amp; diffi-
nitiua, qua$i che egli chiama$$e la ri$olutione,
diffinitione, &amp; compo$itione dottrine, &amp; non
ordini. C<R>OR.</R> Benche appaia $uperficial-
mente che egli le chiami dottrine non uol$e pe
r&ograve; intendere che la ri$olutione, compo$itione,
&amp; diffinitione fo$$ero dottrine: &amp; accioche
noi n'intendiamo in que$ta co$a, la quale da
diuer$i $crittori diuer$amente &egrave; stata inte$a,
prima &egrave; nece$$ario mo$trarmi in che modo la
<MARG><R>Si proua'
che la dot-
trina non &egrave;
ordine, &amp;
che la diffi
nitione, c&otilde;
po$itione
&amp; ri$olutio
ne $ono or
dini, &amp; non
dottrine.</R></MARG>
dottrina non &egrave; ordine, &amp; come anco la diffi-
nitione, ri$olutione, &amp; compo$itione $ono or-
dini, &amp; non dottrine. Prima $e noi uoglia-
mo stare nell'etimologia de' uocaboli, noi ue-
deremo che altra co$a $ignifica dottrina, &amp;
altra co$a $ignific&agrave; ordine. La dottrina $igni
fica la co$a in$egnata, in quanto che &egrave; in$egna
ta, &amp; l'ordine $ignifica non la co$a di che egli
&egrave; ordine, ma $olo quella anne&szlig;ione (per dir
<pb n=20>
co$i) che naturalmente tiene una co$a con l'al
tra congiunta. Oltra di que$to non dice egli
che la dottrina &egrave; ordinata? $e &egrave; ordinata adun
que non &egrave; ordine, altrimenti $eguirebbe che
$i come $i ritrouano dottrine $enza ordine, che
$i ritroua$$e ancora ordine $enza dottrina, il
che non &egrave; punto ragioneuole &agrave; credere, che
amendue $ieno una i$te$$a co$a, &amp; $i ritroui-
no l'uno $eparato dall altro. M<R>OR.</R> Anzi
$e uorremo pre$tar fede a' buoni autori, dire-
mo che $ono differenti, come hauete detto,
perche altra co$a hanno e&szlig;i uoluto intendere
per ordine, altra per dottrina. Galeno in
molti luoghi ha e$pre$$amente detto che la me
dicina &egrave; dottrina che puo e$$ere ordinata hora
dall'ordine diffinitiuo, hora dal ri$olutiuo, ho
ra dal diffinitiuo. Dop&ograve; que$to $eguirebbe an
che un'altro inconueniente, cio&egrave; che coloro
che hanno detto che le dottrine $ono ordinate
$otto diuer$o ordine, &amp; $i attaccano all'ordi-
ne come fa la uite al palo, haue$$ero mal det-
to; perche ueruna co$a pu&ograve; appoggiar$i &agrave; $e
ste$$a. Per&ograve; &egrave; co$a chiari&szlig;ima che la dottri-
na non &egrave; ordine, ma che la diffinitione, com-
po$itione, &amp; ri$olutione $ieno ordini, &amp; non
dottrine, appre$$o di me per l'autorit&agrave; de'mol
ti &egrave; in qualche dubitatione, &amp; ma&szlig;ime per
quello che riferi$ce Galeno nell'arte parua, che
<pb n=21>
le dottrine ordinate $ono tre. T<R>OM.</R> Se uoi
mi a$coltarete, ui $i leuar&agrave; ogni $orte di dubi-
tatione. Percioche $e noi uogliamo con$ide-
rare la ri$olutione, compo$itione, &amp; diffini-
tione, in quanto che $ono in$egnate, $enza
dubbio $aremo con coloro, che dicono que$ti
e$$ere dottrine, ma $e anche le uogliamo pren
dere in $e ste$$e, &amp; in quanto che $ono i$tru-
menti, liquali $eruono per ordinare le co$e,
di che debbono e$$ere chiamati ordini, dico
che $ono ordini, n&egrave; Galeno, ne Ari$totile,
$e torna$$ero uiui. contradirebbono mai &agrave; que
$ta uerit&agrave;. N&egrave; ui debbe fare punto difficult&agrave;
l'autorit&agrave; di e$$o Galeno, ancor che egli dica
in piu luoghi che tre $ono le dottrine, che
all'ordine $i acco$tano; perche non uuol dirc
per que$to che la diffinitione con l'altre due
$ieno dottrine, ma u$a que$to modo di dire,
affine di dimo$trare che le dottrine pigliano il
nome dall'ordine uniuer$ale, come gia haue-
mo detto, &amp; che da quello $i nominano come
il compo$ito dalla forma, &amp; non dalla mate-
ria: &amp; per&ograve; ritrouate $pe$$o che gli autori
chiamano dottrina ri$olutiua quella che con
tale ordine &egrave; incaminata, &amp; co$i diffinitiua,
&amp; compo$itiua; &amp; percio quando dice il $u-
detto Galeno che tre $ono le dottrine, deue$i
intendere che tre $ono gli ordini, quali ordi-
<pb n=22>
nano, &amp; danno il nome alle dottrine; &amp; que
sto $ia quanto $i a$petta alla $olutione della uo
stra que$tione promo$$a. Hora ueniamo &agrave; ue
dere in che modo dalla diffinitione dell'ordine
$i cauino le differenze che co$titui$cono le tre
$petie, &amp; $e piu di tre, ouero meno po$$ono
e$$ere. Le differenze della diffinitione dell'or-
dine erano delle co$e in che cade primo, &amp; ul
timo e$$entialmente ecco che nella di$po$itione
delle co$e st&agrave; la diuer$it&agrave; dell'ordine. Quan-
te adunque $aranno le inclinationi, ouero di-
$po$itioni delle co$e, tante $aranno le $pecie de
gl'ordini, parlando per&ograve; dell inclination'e$$entia
<MARG><R>Habitudi -
ni delle co
$e.</R></MARG>
li. Le habitudini delle co$e $ono tre, ouero chan
no inclination'al fine, ouero al principio, ouero
al mezo, onde quando le co$e $ono ordinate al
principio, diciamo noi e$$ere ordinate $econdo
l'ordine compo$itiuo; quando anco $ono ordi-
nate al fine, diciamo noi e$$ere ordinate di or-
dine ri$olutiuo; $e mede$imamente $ono indi-
rizzate al mezo, diciamo ri$ultarne l'ordine
diffinitiuo. M<R>OR.</R> Ho bene inte$o come ra-
gioneuolmente hauete determinato in$ieme con
tutti i buoni autori e$$erui tre $pecie di ordini,
ne piu, ne meno; nondimeno per occa$ione di
maggiore chiarezza uorrei $apere &agrave; che fine
habbia Galeno in$ieme con gli altri ottimi $crit
tori inue$tigato tre $pecie di ordini, potendo$i
<pb n=23>
egli $eruire di un $olo, in ogni $ua occorrenza;
perche pare &agrave; me, che quando $i pu&ograve; fare una
co$a co'l mezo d'un $olo, non $i debba cercare
di farla co'l mezzo di piu; &amp; di que$to me-
de$imo parere, furono anche coloro, liquali
inue$tigarono li $udetti tre ordini: per&ograve;, di$$e
Ari$totele, indarno $i fa per piu mezi quello
che $i pu&ograve; fare con pochi. T<R>OM.</R> Tutto quel
lo che uoi detto hauete in$ino hora ui $i conce-
de, ma bi$ogna prouare che ba$ti un'ordine ad
ordinare ogni $orte di facult&agrave;. M<R>OR.</R> Que
sto $ar&agrave; facile da prouare; imperoche $e noi
con$ideriamo bene, uederemo che ogni $orte
di facult&agrave; h&agrave; il $uo fine, &amp; le cau$e immedia
te, pro&szlig;ime, meno pro&szlig;ime, remote &amp; piu
remote, &amp; finalmente remoti&szlig;ime da e$$o fi-
ne, &amp; per&ograve; pu&ograve; e$$ere ordinata con l'ordine
<MARG><R>Ordine ri
$olutiuo,
onde co
minci.</R></MARG>
ri$olutiuo, ilquale incomincia dal fine ri$ol-
uendo$i nelle cau$e piu uicine, &amp; quelle in al
tre, &agrave; talche finalmente ri$oluendo diuiene a
i piu $emplici principij che $ieno in quella co-
tale facult&agrave;. Oltra la ragione, ui e anco l'au
torit&agrave; di Galeno nell'arte parua, il quale affer
mando che ni$$uno auanti &agrave; lui mai ha ordina
ta la medicina $otto quell'ordine, che incomin
cia dalla cognitione del fine, $oggiugne, dalla
quale ogni arte pu&ograve; e$$ere ordinata ragione-
uolmente, uolendo inferire che tutte le co$e
<pb n=24>
che hanno inclinatione &agrave; e$$ere ordinate, $econ
do qualunque proce$$o di ordine, habbiano
principio della $ua co$titutione dalla cognitio-
ne del fine ilche $i pu&ograve; anche dimo$trare con
que$ta uiua ragione, perche ogni $orte di teo-
rcma, che uien fatto, &amp; ogni $orte di princi
pio che $i ritruoua in una facult&agrave;, tutto $i fa
per con$eguire il fine, ecco adunque che &egrave; il
fine cagione, che ogni $orte di arti &ograve; $cienze
$ia ritrouata, &amp; ordinatamente di$po$ta per
l'ordine ri$olutiuo, ilquale $erue ad e$$o fine
ri$oluendolo in tutti quei mezi che fanno &agrave;
produrre e$$o fine; &amp; per&ograve; per que$te ragio-
ni, &amp; autorit&agrave; $egue che lordine diffinitiuo,
&amp; compo$itiuo $ieno $uperflui, e$$endo che
tutte le $orti di $cienze, &ograve; arti po$$ono e$$ere
ordinate dal ri$olutiuo. T<R>OM.</R> A que$to mo
do uoi uorre$te, &amp; che Galeno combatte$$e
contra $e i$te$$o, &amp; io contra di uoi, ma $pe-
ro che e$$o Galeno non piglier&agrave; punto l'armi
contra di $e ste$$o, ma in ogni modo $ar&agrave; con
corde, &amp; che uoi anco $arete contento che di
que$ta pugna io ne riporti la uittoria. M<R>OR.</R>
V'ingannate T<R>OMI.</R> mio amoreuole, che io
habbia dubitato per prouocarui al duello, per
che altro non cerco che ri$olutione da uoi, di
quello, che mi fa dubitare. T<R>OM.</R> Co$i
fanno i buoni guerrieri, poi che hanno tirato
<pb n=25>
due colpi al $uo auer$ario, fingono di hauere
pace con e$$o. Hor ba$ta per non uenire ad
altra conte$a, dico che Galeno non di$$e che
tutte le faculta $ieno ordinate dalla ri$olutio-
ne, ma $i bene che $ono ordinate per con$egui
re il $uo fine. Voglia m&ograve; che $ieno incamina
te per l ordine compo$itiuo, ouero per il diffi-
nitiuo, &ograve; ri$olutiuo che $ia, &amp; &agrave; que$to $en-
$o e$$endo interpretate le parole di Galeno non
repugnano da quello, che egli ha detto in al-
tri luoghi, cio&egrave; che tre $ieno gli ordini, con
liquali $i di$pongano e$$e arti, &ograve; $cienze, per
ottenere il fine loro; &amp; per tanto Galeno non
$i contradice in modo alcuno, come anco non
ne contradiremo noi, $e prima mi $ar&ograve; ri$en-
tito de i uo$tri primi due colpi. Voglio adun
que contentarmi di concederui che ogni arte$i
ce adoperi l ordine ri$olutiuo &agrave; ritrouare la
<MARG>Ordine c&otilde;-
po$itiuo, &amp;
diffinitiuo,
non $ono
$uperflui
m<*>nece$$a
rij.</MARG>
$ua arte, &amp; con tutto que$to non uoglio che
facciate que$ta conclu$ione, che cio&egrave; gli altri
due ordini $ieno $uperflui, perche quantun-
que la ri$olutione fo$$e atta &agrave; ritrouare ogni
facult&agrave;, &amp; ordinarla in$ieme, non auuiene
per&ograve; per que$to che anche gli altri due ordini
non $ieno utili, &amp; per tanto non indarno.
Perche non $i potr&agrave; gia con la ri$olutione trat
tare co$i amplamente, &amp; chiaramente le co$e
naturali, come $i far&agrave; co'l compo$itiuo, e$$en-
<pb n=26>
do che la natura le ha prodotte con $i fatto
ordine; di che auuedendo$i Ari$totele, non
uol$e $otto altro ordine ordinarle, che $otto il
compo$itiuo, come colui che cono$ceua che
non poteuano riu$cire meglio $otto altro or-
dine, che quello della natura. Non ui ne-
gar&ograve; gia che non face$$e prima una ri$olutio-
ne delle co$e naturali in $e ste$$o, innanzi che
incomincia$$e &agrave; incaminarle per l'ordine com-
po$itiuo, anzi dirouui di piu, che io non i$ti-
mo artefice alcuno di alcun ualore, che prima
in lui non fa la ri$olutione dell'arte, di che
egli uoglia trattare prima che $i di$ponga &agrave;
$criuerla, &ograve; in altro modo dimo$trarla.
Parimente ui dir&ograve; della diffinitione, che ella
ha in $e una gratia $peciale, per laquale
utile, &amp; qua$i nece$$aria, percioche non<*>
ueruno delli $udetti tre ordini, che tanto all<*>
memoria porti utile, perche pu&ograve; contener<*>
piu $uccintamente le co$e, che ordina d'ogn
altro ordine. et per&ograve; portando cia$cuno uti-
le, &amp; commodo immen$o, conchiudere deb
biamo che $ieno non meno utili che nece$$arij
&amp; per tal cau$a nondiremo piu che $ieno $u
perflui, altrimenti $eguirebbe che l'utile, &amp;
il $uperfluo $i comporta$$ero in$ieme. Alt&iuml;<*>
dop&ograve; que$to ui po$$o addurre, cio&egrave; non am-
mettendoui che ogni facult&agrave; po$$a e$$ere ritro
uata dall'ordine ri$olutiuo; percioche la ri-
<pb n=27>
$olutione &egrave; attione dell'intelletto, &amp; le arti $i
acqui$tano s&igrave; con la ragione, come anche con
la i$perienza; &amp; non $olo io dico que$to, ma
tutti gli autori, che intorno &agrave; ci&ograve; parlano, &amp;
ma&szlig;ime Galeno, ilquale diceua che le arti $i
fanno (per dir co$i) per additamenti; &amp; in
molti luoghi &agrave; que$to propo$ito dice, che la me
dicina arte fattiua ha due gambe, delle qua-
<MARG>G&atilde;be del
la Medici
na.</MARG>
li l'una &egrave; la ragione, &amp; l'altra l'i$perienza;
&amp; che $e una di que$te manca$$e, ella andareb
be zoppa. eccoui dunque che non $olo con$i-
derando la ri$olutione, in quanto ordine,
cio&egrave; in quanto che di$pone le co$e, fa che gli
altri due ordini $ieno $uperflui; ma con$ide-
randolo anco come metodo, non ha ella tanta
forza, che po$$a $atisfare in chiarire le co$e
incognite. <R>MOR.</R> Que$to che uoi hauete
detto hora ha talmente chiarito il mio intel-
letto che intorno &agrave; cio non ueggia luogo da du
bitare piu altramente, &amp; que$to &egrave; quello che
de$iderauo, &amp; non di combattere come dice-
uate uoi. Intenderei di nuouo uolentieri
$e tutti tre que$ti ordini che hauete detto e$$e-
re non $olo utili, ma nece$$arij, portano pari
utilit&agrave; all'huomo, &ograve; n&ograve;: dico all'huomo, per-
che mi aueggio che il compo$itiuo $upera gli
altri in $eruire alla natura. T<R>OM.</R> per dir
ui il uero ho dubitato gia un gran pezzo che
<pb n=28>
non ueni$ti &agrave; farmi que$ta richie$ta, perche
$empre fui $opra di cio dubbio$o; tuttauia da
che me ne hauete ricercato, non po$$o negar-
ui che io non ui dica almeno quello che io $en-
to, $e ben poi re$tarete irre$oluto non ui hau-
rete &agrave; dolere di me. Per&ograve; preporrouui que$ta
<MARG>Ordine ri-
$olutiuo,
piu utile
di tutti.</MARG>
conclu$ione, la quale mi sforzar&ograve; di proua-
re, cio&egrave; che l'ordine ri$olutiuo &egrave; in ogni mo-
do piu utile de gli altri, perche $e bene uo-
gliamo con$iderare, oltra che a$$ai $uccinta-
mente &egrave; atto &agrave; ordinare le co$e, mo$tra anco
in$ieme la nece$<*>it&agrave; della dependenza che ha
il fine dalle cau$e mediate, &amp; quelle da al-
tre, &amp; co$i in$ino alle ultime, che depende-
re non po$$ono non hauendo $opra di $e depen-
denza alcuna, &amp; que$to non fanno gli altri
ordini. Oltra di cio ha anco il ri$olutiuo que
sto priuilegio di piu de gli altri, che e$$o non
$uppone gli altri, ma gli altri bene pre$up-
pongono e$$o; perche, $i come gia detto hab-
biamo, non &egrave; artefice alcuno, ne filo$ofo, che
nella mente $ua non adoperi la ri$olutione pri
ma che uenga a di$porre l'altre, &ograve; per la me-
de$ima ri$olutione, ouero per gli altri ordini.
ecco dunque che $empre in ogni $orte di facul
t&agrave; $i $uppone e$$a ri$olutione, prima che $ia
incaminata &ograve; per l'ordine compo$itiuo, &ograve; diffi-
nitiuo. <R>MOR.</R> Que$to mi parrebbe a$$ai
<pb n=29>
ragioneuole $e la i$perienza non fo$$e in con-
trario; perche la ri$olutione che uolete uoi
che Ari$totele habbia fatta nella mente $ua
delle co$e naturali, auanti che egli le habbia
incaminate per lordine ri$olutiuo, &egrave; forza
che e$$o pre$upponga la compo$itione fatta dal
la natura, perche l'artefice (come pure dice
<MARG>L'artefice
deue e$$er
imitatore
della Natu
ra.</MARG>
il mede$imo Ari$totile) deue $empre hauere
l'occhio ad<*>mitare e$$a natura, tal che non
$olo la compo$itione pre$upporr&agrave; la ri$olutio-
ne, ma ella $ara pre$uppo$ta dalla ri$olutio-
ne, che &egrave; contra quello che uoi hauete detto;
&amp; $e non uolet&egrave; <*>on$entire &agrave; que$to, &egrave; ne-
ce$$ario almeno, che mi conced ate, che non
ogni compo$itione pre$uppone la ri$olutione.
T<R>OM.</R> Anzi ui uoglio concedere, che la ri-
$olutione fatta da Ari$totele pre$upponga la
compo$itione fatta dalla natura; ne per que-
sto credo di contradirmi, perche non $egue
che la ri$olutione non $ia la prima operatione
dell'intelletto in Ari$totele, &amp; che lei non
$ia pre$uppo$ta dalla compo$itione fatta dal
mede$imo Ari$totele, &amp; che e$$a parimente
pre$upponga altre, perche altra co$a &egrave;, Mo-
rello mio, con$iderare gli ordini arti$icio$a-
mente, &amp; altra co$a con$iderargli natural-
mente; &amp; non bi$ogna pa$$are da un genere
&agrave; un'altro chi non uuole implicare contradit-
<pb n=30>
tion. Per&ograve; dico che con$iderando gli ordini
<MARG>La Ri$olu-
tione &egrave; s&etilde;-
pre prima
de gli ordi
ni.</MARG>
in un genere $olo, &ograve; artificiale, &ograve; naturale
che ei $ia, $empre la ri$olutione &egrave; prima de
gli altri ordini, $aluo che $e non $i ammet-
te$$e la natura e$$ere una cagione che per $e
opera$$e, $enza che fo$$e gouernata da cagio-
ne intellettuale: perche in que$to ca$o haue-
rei qualche dubitatione. Benche $i potrebbe
anco dire, che quantunque la natura ope-
ra$$e da $e ste$$a, ella ancora propone$$e la ri
$olutione alla compo$itione, in un certo modo
per&ograve;, perche ella opera parimente nece&szlig;ita-
ta dal fine, &amp; percio pare che in un certo
modo prima ri$olua, &amp; poi componga.
Concludiamo adunque che $empre e$$endo gli
ordini con$iderati in un genere $olo, la ri$olu
tione &egrave; prepo$ta &agrave; gli altri ordini, ma ella mai
pre$uppone gli altri. Oltra di que$to, accio
uoi meglio ueggiate, che la ri$olutione porta
piu utile delle altre, il $uo proce$$o &egrave; molto
piu perfetto, perche ne d&agrave; $empre la cau$a
immediata dell'effetto; &amp; quanto $ia apprez-
zato que$to da Ari$totele, uoi lo $apete. On-
de per que$te ragioni gia dette, tengo di ha-
uere prouato a$$ai la conclu$ione di gia propo
stami da prouare, cio&egrave; la ri$olutione $ia piu
utile, &amp; nece$$aria delle altre. M<R>OR.</R>
Credo che $ia co$i, come hauete detto uoi,
<pb n=31>
tuttauia mi occorre ancora non s&ograve; che di dub-
bio intorno alla dignit&agrave; de gli ordini. Mi pare
da una banda che quell'ordine che &egrave; piu utile
$ia anco piu degno, &amp; per&ograve; la ri$olutione e$$en
do piu utile dell'altre, $ia ancora piu nobile, &amp;
degna:tuttauia da l'altra banda mi $i fa incon
<MARG>La co$a $ub
ordinata
ad un'altra
&egrave;men de-
gna diquel
la, &agrave; che &egrave;
$u bordina
ta.</MARG>
tro l'autorit&agrave; d' Ari$totele, che dice che quella
co$a laquale &egrave; $ubordinata &agrave; un'altra, &egrave; molto
meno degna di quella, &agrave; che &egrave; $ubordinata, $i
come uerbi gratia nelle arti mecanice, l'arte
del fare i freni per e$$ere $ubordinata, &amp; $up-
po$ta all'arte caualcatoria &egrave; riputata meno
degna, &amp; la caualcatoria per e$$ere $ottopo-
sta all'arte militare, &egrave; anche e$$a di que$t altra
meno degna. Co$i mede$imamente l'arte del-
lo $peciale, per e$$ere $ottopo$ta all'arte medi-
cinale, di che ne $iate uoi ottimo artefice, non
direte uoi che $ia meno degna, et che per&ograve; l'offi
tio dello $petiale $ia men'honorato di quello che
fate uoi? $enza dubbio non lo negarete, &amp; per
cio non negarete anco ch'e$$endo la ri$olutione
$ottopo$t'alla compo$itione non $ia meno degna.
T<R>OM.</R> Se ui concede$$e bene anche la ri$olutione
fo$$e $ottopo$ta alla compo$itione, non $eguireb
be poi anco quello che uoi dite. Hors&ugrave; pro-
uate di gratia che ella $ia $ottopo$ta alla com
po$itione. M<R>OR.</R> Lo prouo, gia l'hauete
detto uoi, &amp; per&ograve; &egrave; uero. T<R>OM.</R> Come,
<pb n=32>
che l'ho detto io. M<R>OR.</R> Non hauete det-
to che la compo$itione $uppone la ri$olutione?
T<R>OM.</R> S&igrave; che l'ho detto, ma che ne $egue
per que$to? M<R>OR.</R> Ne $egue che la ri$olu-
tione gli $ia come $eruitrice, $enza la cui $er-
uit&ugrave; ella non po$$a e$$ere, &amp; per&ograve; $e lei $er-
ue, $enza dubbio e meno degna di quello &agrave;
chi $erue. T<R>OM.</R> Se uole$$e $eguire in que-
sto propo$ito, $on certo che ui condurrei al-
l'impo&szlig;ibile; ma perche mi aueggio che mi
mancher&agrave; tempo hoggi &agrave; i$pedire la co$a de
gli ordini, breuemente ui ri$pondo, che ben
<MARG>Che la ri-
$olutione
non $ia $ot
topo$ta al-
la compo
$itione, $i
proua con
$alde ragio
ni.</MARG>
che la compo$itione $upponga la ri$olutione,
non $egue per&ograve; che e$$a $ia $ottopo$ta ad e$$a
compo$itione, &amp; per&ograve; non gli fa $eruit&ugrave; di
co$a alcuna, che gli po$$a recare indignit&agrave; al
cuna. Anzi perche apunto la compo$itione, &amp;
la diffinitione hanno di bi$ogno della ri$olutio-
ne, &amp; ella non ha alcun bi$ogno di loro, &egrave;
piu degna anco di e$$e, &amp; &egrave; apunto la ri$olu
tione come uno che po$$a fare fauore ad un'al
tro, dal quale e$$o non ne po$$a hauere, ne
a$pettare ricompen$o alcuno, $e non e$$erne
honorato. Per tanto concludendo dico, che
prima &egrave; stato conueneuole che gli ordini $ie-
no tre, perche tutti portano $eco qualche uti
lit&agrave; particolare, ma per&ograve; chi piu, &amp; chime
no; &amp; tra tutti, il piu utile &egrave; il ri$olutiuo, &amp;
<pb n=33>
percio, &amp; per altre cagioni ancora di gi&agrave;
dette piu degno. Hor m&ograve; che hauemo ragio-
neuolmente determinato gli ordini e$$ere tre,
&amp; non meno, $arebbe anco co$a conueneuole
di dimo$trare che non po$$ono e$$ere piu, $e
da quello che di $opra hauemo detto non $i
pote$$e facilmente determinare M<R>OR.</R> &Egrave; a$$ai
<MARG>Per qual ca
gione gli
ordini n&otilde;
po$$ono e$
$ere piu di
tre.</MARG>
manife$to ueramente, ma accio non manchi
co$a ueruna in que$ta parte, dir&ograve; io che non
po$$ono e$$ere piu di tre, perche $i come in tut
te le co$e tre termini $ono, principio, mezo
&amp; fine, co$i parimente debbono e$$ere tre in-
clinationi delle co$e, auanti che $ieno &agrave; tali ter
mini ordinate, &amp; non pi&ugrave;, al che $egue che
parimente $ieno tre o&iuml;dini; &amp; non piu, che
ordinano, &amp; di$pongono e$$e co$e $econdo la
di$po$itione loro a detti termini; &amp; quando
le co$e $i riferiranno al principio, &amp; da quel
lo pareranno dependere, noi diremo e$$ere
ordinate $econdo l'ordine compo$itiuo, $e anco
$i &iuml;iferiranno al fine, chiameremo quell'ordi-
ne ri$olutiuo; &amp; $e ultimamente tutte le co$e
$aranno ordinate al mezo, diremo quello e$$e
re l'ordine dif$initiuo. T<R>OM.</R> Tanto &egrave;, uoi uc-
cellate beni&szlig;imo, &amp; quello che hora hauete
detto &egrave; d' Ari$totele nella Metafi$ica, &amp; for$e
non $i potrebbe addurre piu $alda, &amp; chiara
ragione della diui$ione dell'ordine: benche a
<pb n=34>
fauore di que$to $i potrebbe anche dire miran
do le co$e di che ordine &egrave; ordine, &amp; i modi
della loro di$po$itione, che e$$e co$e po$$ono
e$$ere trattate, ouero come na$cono, &amp; $ono
prodotte, &amp; que$to $ar&agrave; l'ordine compo$itiuo
$eruato da A&iuml;i$totele nella filo$ofia naturale;
ouero che $i po$$ono anche a$$ettare &amp; trat-
tare incominciando dalla co$a gia po$ta in e$$e
re, &amp; di$ponendo da una parte la materia,
&amp; forma, &amp; efficiente che pongono e$$a in
e$$ere; dall'altra parte di$ponendo parimente
<MARG>E$$empio
dell'ordine
ri$olutiuo.</MARG>
il $uo fine; come $arebbe per e$$empio $e io
uole$$e fabricare una ca$a, prima direi che &egrave;
quadrata, &amp; che ha tante stanze, &amp; poi
anco che &egrave; fatta di pareti, di tetto, &amp; che
que$to &egrave; fatto di coppi, &amp; traui, &amp; le pa-
reti $ono fatte di pietra, &amp; calcina, &amp; di
nuouo que$te parti ri$oluendo deuerrei a parti
che in altri non $i po$$ono partire. Dipoi la-
$ciata que$ta parte me ne uerrei al fine di e$$a
co$a, cio&egrave; a dichiarare come &egrave; stata fatta per
guardare l'huomo dalle piogge, da freddi, &amp;
altre intemperie, da gli inimici che offende-
re lo potrebbono, &amp; cotale ordine chiama-
remo diffinitiuo; ma $e pigliaremo il fine di
e$$a ca$a, &amp; ri$oluendolo a$cenderemo in$ino
da gli $emplici principij, diremo che que$to
proce$$o &egrave; dell'ordine ri$olutiuo, come a dire
<pb n=35>
io uoglio prouedere che non $ia offe$o da piog-
ge, &amp; da ogni $orte di mal'aere, $imilmente
da nemici, &amp; altri che offendere mi po$$ono,
al che fare mi fa bi$ogno che mi cuopra, &amp;
che d'intorno mi circonda da capo a piedi, di
co$a che riparare mi po$$a dalle gia dette offe-
$e. ecco il bi$ogno di fare il tetto, &amp; le mu-
ra, le cui co$e non potr&ograve; fare $e prima non
hauer&ograve; pietre, calcina, legni, &amp; fatte le
fondamenta, &amp; oltra di que$to bi$ognar&agrave;
anche hauere gli artefici, &amp; il proto &ograve; uo-
gliam dire l' Architettore di tale arte perito,
a tal che ri$oluendo me ne $ar&ograve; uenuto alli
primi principij della ca$a, &amp; qui poi finir&agrave;
<MARG>E$$empio
dell'ordi--
ne compo
$itiuo.</MARG>
l'ordine ri$olutiuo. Il compo$itiuo oltra di
que$to, $ar&agrave; tutto oppo$ito al ri$olutiuo, co-
me $arebbe $e io uoglio fabricare la ca$a, fa-
r&ograve; prima che $ieno tagliate le legne da cuoce-
re la calcina, far&ograve; condurre le pietre, &amp; il
legname, $econdo che $ar&agrave; bi$ogno; &amp; dipoi
procurar&ograve; che $ieno fatte le fondamenta, di-
rizzate le mura, fatti li $olari, &amp; coperto
il tetto, &amp; qui finir&agrave; l'ordine compo$itiuo;
&amp; que$to $ia quanto a una certa cognitione
uniue&iuml;$ale di que$ti ordini, perche di qui a
poco di cia$cuno particolarmente a pieno par-
laremo. Per tanto incominciando dal ri$olu-
tiuo, come dal piu degno, &amp; primo natural-
<pb n=36>
mente, come di gia habbiamo d'mo$trato, lo
diffiniremo; per&ograve; dobbiamo $apere, che la
<MARG>Ri$olutio-
ne, che de
noti.</MARG>
ri$olutione in quanto al nome non uuol dire
altro che un di$ligamento, ouero $cioglimen-
to, d'uno che ha in $e unite molte parti di-
uer$e, come per e$$empio un corpo mi$to con-
tiene in $e tutti gli elementi uniti, &amp; quan-
do $i corrompe que$to mi$to, &ograve; per dire me-
glio $i $ligano gli elementi, che in$ieme uniti
faceuano un corpo $olo, &amp; cia$cuno di e&szlig;i
elementi ritorna alla propria $ua natura,
all&rsquo;hora dicemo noi ri$oluer$i il corpo mi$to ne
i $uoi principij, che &egrave; a dire ne gli elementi;
&amp; que$ta $olutione, &ograve; partitione che ne uo-
gliam dire la chiamiamo ri$olutione; &amp; que-
$to e$$empio &egrave; della ri$olutione reale, quale
applicare $i pu&ograve; anche alla ri$olutione fatta
dall'intelletto. M<R>OR.</R> Che dunque la ri$olutio-
ne fatta dall'intelletto non &egrave; la mede$ima con
la reale? Non dice Ari$totele che i concetti
dell'animo rappre$entano le co$e che $ono in
<MARG>Differ&etilde;za
tra la ri$o-
lutione rea
le, &amp; quel-
la fatta dal-
l'intelletto</MARG>
effetto? T<R>OM.</R> &Egrave; uero quello che dice Ari$to-
tele, &amp; e ueri&szlig;imo anche che in quanto che
la ri$olutione arti$iciale, che uoi fatta dall'in-
telletto chiamate, rappre$enta la reale &egrave; qua
$i la mede$ima con quella; non dico la mede-
$ima a$$olutamente, perche $i come il $egno
non &egrave; la co$a di che &egrave; $egno, lenche rappre-
<pb n=37>
$enti la co$a i$te$$a, co$i anche la ri$olutione
dell'intelletto, benche rappre$enti la ri$olutio-
ne reale, non &egrave; per&ograve; lei la ri$olutione reale,
altramente $eguirebbe che colui che rappre-
$enta fo$$e il rappre$entato, &amp; per il contra-
rio ancora ilche &egrave; a$$ordi&szlig;imo. Oltra di que-
$to $ono anche di$$erenti in un certo modo,
perche la ri$olutione fatta dall intelletto, per
lo piu incominciaua, ouero, $e non comincia,
cono$ce almeno il fine e$trin$eco, ma la reale
$empre dall'intrin$eco fine incomincia, &amp; per
tanto $ono amendue in un certo modo le i$te$$e,
&amp; in un altro alquanto differenti. per&ograve; l'una
&amp; l altra pu&ograve; e$$ere propriamente chiamata,
&amp; anco impropriamente. La ri$olutione pro
<MARG>Ri$olution
propria.</MARG>
pria co$i in l'una, come nell'altra &egrave; quella che
ri$olue il fine nelle parti, che concorrono alla
co$titutione di e$$o fine; come a dire per e$$em
pio un corpo mi$to $i ri$olue in quattro elemen
ti; &amp; quelli in materia, &amp; forma; ouero
anco $e noi dicemmo l'animale ri$oluer$i in
anima, &amp; corpo, parti co$titutiue di e$$o
animale, &amp; que$to e$$empio &egrave; di Galeno nella
prima particola de gli aphorismi. Per&ograve; con-
cludendo dico che la ri$olutione propria, $ia
m&ograve; reale, o artificiale, $ar&agrave; quella che ri$ol-
<MARG>Ri$olutio-
ne impro-
pria.</MARG>
uer&agrave; il fine nelle $ue parti e$$entiali. La im-
propria $ar&agrave; per il contrario quella, laquale
<pb n=38>
benche ri$olua il fine, &ograve; effetto, non lo ri$ol-
uer&agrave; per&ograve; in parti e$$entiali, &amp; &egrave; come quan
do un corpo gra$$o $i ri$olue in magro per
qualche egritudine ouero altra cagione. et
que$ta imperfetta ri$olutione &egrave; quella che $pe$$o
&egrave; chiamata di$$olutione, laquale per&ograve; &egrave; una
co$a mede$ima con e$$a ri$olutione imperfetta.
Ari$totele nelle Meteore us&ograve; que$ta ri$olutio-
ne, quando di$$e che l'acqua $i ri$olue non in
materia, &amp; forma, ma in uapori, di che $i
generano poi le pioggie, le rugiade, le tem-
pe$te, &amp; neui. Galeno parimente nel libro
de i tumori fece la mede$ima ri$olutione, di-
cendo che le po$teme $i ri$oluono ouero in$en-
$ibilmente, ouero per $uppuratione, &amp; &agrave;
que$ta imperfetta ri$olutione ci riduce la ra-
refattione, &amp; altre $imili operationi. Onde
<MARG>Differen -
za tra la ri-
$olutione
propria, &amp;
perfetta; et
a imperfet
ta, &amp; im-
propria.</MARG>
&egrave; manife$to quanto $ia differente la ri$olutione
perfetta, &amp; propria, dalla imperfetta, &amp;
impropria: perche la imperfetta ri$olue la
co$a, che ri$olue non nelle parti che la co$ti-
tui$cono, ma $olo minui$ce e$$e parti; ouero
le di$trugge (come auuiene nelle po$teme.)
Ma la ri$olutione propria ri$olue quello che
ri$olue nelle parti $ue con$titutiue, quali ri-
mangono intiere, $aluo che e&szlig;i ancora non
$ieno ri$olubili in altre parti, come auuiene
nella ri$olutione dell'huomo, che $i ri$olue in
<pb n=39>
anima, &amp; corpo &amp; il corpo in elementi;
perche pati$ce tale ri$olutione, ma l'anima
<MARG>Ri$olutio-
ne logica,
qual $ia.</MARG>
che non pati$ce altra ri$olutione, rimane in-
tiera, &amp; inuiolata. M<R>OR.</R> La ri$olutione
logica chiamano adunque, $e bene ho inte$o,
quella che &egrave; fatta per l'intelletto, ilquale pro
po$to$i un fine a$cende ri$oluendo quello in$ino
a gli ultimi principij da quali e$$o depende,
&amp; que$ta ha $imilitudine grandi&szlig;ima con la
ri$olutione reale perfetta, laquale Galeno
nella con$titutione dell'arte ne in$egn&ograve;, in$e-
gnandone la medicina, &amp; Ari$totele nella
po$teriora ri$oluendo la demo$tratione <*>
T<R>OM.</R> &Egrave; anco quella di che noi parliamo, &amp;
hauemo diffinita. Oltra di que$to hauete da
$apere che alcuni (parlando pure della ri$o-
lutione fatta dall'intelletto) uolendo qua$i in-
ferire che la ri$olutione logica $ia di due $orti,
una che incomincia dal fine a tutta l'arte, &amp;
l'altra da tutta l'arte a primi principij, han-
no detto, che Galeno nel libro della co$titu-
<MARG>Ri$olutio-
ni u$ate da
Galeno, $e
condo alcu
ni.</MARG>
tione dell'arte us&ograve; due $pecie di ri$olutioni,
una che $i oppone alla compo$itione &amp; l'altra
n&ograve;. Nella prima ri$olutione incomincia e$$o
Galeno dal fine, &amp; de$cende ri$oluendo le
parti di e$$o fine, fin che diuiene alle ultime
parti di quello. Nell'altra incomincia da
tutta l'arte, &amp; parimente ri$olue e$$a ne i
<pb n=40>
$uoi principij. Onde &egrave; manife$to che quiui ha
u$ato due $orti di ri$olutioni, l'una dal fine
a tutta l'arte; l'altra da tutta l'arte a $uoi
principij, prima pro&szlig;imi, &amp; poi remoti, &amp;
remoti&szlig;imi. M<R>OR.</R> Fin qui a me pare che
que$ti dotti&szlig;imi moderni habbino ragione.
T<R>OM.</R> Hora a$coltate con l'animo $enza affet-
tione, $e uolete cono$cere la uerit&agrave;. Altra
co$a &egrave; Morello mio il cono$cere il fine, &amp; al-
tra co$a &egrave; il ri$oluerlo, onde quando a giudi-
tio loro ri$olue il fine Galeno, non fa altro,
a mio giuditio (quale con ogni $ommi&szlig;ione
per&ograve; $ottopongo a quello di chi $a piu di me)
che di$criuerlo, &amp; dichiararlo; percioche $e
egli $olamente haue$$e detto che il fine del
medico &egrave; la $anit&agrave;, non hauere&szlig;imo inte$o,
ne cono$ciuto que$to fine; per tanto &egrave; stato
nece$$ario che $ia dichiarato, &amp; $e l'ha di-
chiarato co'l mezo del metodo ri$olutiuo, non
hauemo per que$to da dire che tratti del fine
con ordine ri$olutiuo differente da quello con
che tratta il re$to dell'arte: &amp; $e il fine fo$$e
$eparato da e$$a arte, non accadrebbe che
Galeno in molti luoghi dice$$e, che la ri$olu-
tione non incomincia dal fine, ma dalla co-
gnitione del fine. Si che potete uedere che
quella parte, che alcuni chiamano ri$olutio-
ne del fine a tutta l'arte ueramente (quan-
<pb n=41>
tunque for$e con qualche loro ragione l'hab-
biano dimandata ri$olutione) non e$$ere altro
che una de$crittione del fine, fatta accioche co
no$ciamo e$$o fine. Il medico che uuole me-
<MARG><R>Arte, &amp; mo
do del me
dicare, co-
me s'impa
rino.</R></MARG>
dicare deue $apere l'arte, &amp; anco il modo di
medicare: l'arte s'impara co'l mezo della ri-
$olutione de i theoremi: il modo del medicare
parte s'impara co'l mezo di e$$a ri$olutione,
&amp; parte ancora co'l mezo della pratica. Et
per&ograve; dicea che la medicina hauea due gambe
che la $o$teneuano, &amp; quando l'una manca,
la medicina non pu&ograve; stare in piedi commoda-
mente. Per tanto &egrave; nece$$ario, che prima il
medico habbia co'l mezo della ri$olutione,
l'arte, laquale $ia poi confirmata anche dalla
pratica, &amp; gli ba$ta una $ola ri$olutione,
come ultimamente Galeno ne ha in$egnato
nel libro della co$titutione dell'arte, &amp; quan
do uuole medicare $econdo che ha ritrouato
per mezo della ri$olutione, deue incomincia-
re da $egni, che erano i principij della ri$olu-
tione, liquali dimo$trano co$i la $orte del ma
le, come anche la temperatura dell'ammala-
to; &amp; da que$ti uenir$ene in$ino all'ultimo.
Onde appare che non ui &egrave; piu d'una $pecie di
ri$olutione, laquale $i oppone alla compo$itio
ne; &amp; anco dobbiamo auertire che Galeno
nel $udetto luogo non in$egna l'arte come
<pb n=42>
uogliono alcuni, ma in$egna bene il modo di
fare l'arte, &amp; e$$ercitarla ancora. M<R>OR.</R> Non
ho uoluto interrompere il uo$tro parlare, ac-
cioche non interrompe$$e in$ieme la mia intel
ligenza, ma hora che &egrave; beni&szlig;imo informata
de$idero di $apere, perche hauete detto, &amp;
come ueramente &egrave;, che la ri$olutione inco-
mincia dalla cognitione del fine: $e mai pu&ograve;
incominciare da altra parte che dall'ultimo
fine. T<R>OM.</R> Qui bi$ogna intendere, per&ograve; di-
temi che co$a uoi intendiate per altra parte
che ultimo fine? M<R>OR.</R> Voglio intendere co-
me $arebbe per e$$empio, il Mu$ieo ha per
fine l'operatione s&igrave;: ma ha anco un'altro fine
che &egrave; il dilettare; incominciar&agrave; egli dall'ope-
ratione, ouero dal dilettare nel fare la ri$o-
lutione della $ua arte? T<R>OM.</R> Accioche que$ta
que$tione non $ia punto di$taccata dall'ordin
no$tro, uoglio che noi prima ueggiamo che
co$a &egrave; fine, accioche per il mezo della diffini-
tione po&szlig;iamo uedere $e le $pecie di e$$o fine,
come anche $e indifferentemente incomincia
<MARG><R>Fine, che
co$a $ia.</R></MARG>
da qualunque $pecie di fine, ouero n&ograve;. Si
$uole adunque diffinire il fine in que$ta manie
ra, che $ia quello a che un'altro uiene ordina
to, ouero realmente ouero dall'intelletto $olo
$olamente &amp; quel fine a che le co$e realmen-
te $ono ordinate &egrave; reale, &amp; &egrave; quello da che
<pb n=43>
incomincia la ri$olutione detta reale, &amp; ri-
$olutione delle co$e. Il fine a che $ono poi le
co$e ordinate dall'intelletto, &egrave; un fine artificia-
le, &amp; da que$to incomincia la ri$olutione
chiamata da noi ri$olutione dell'arte, &amp; da
<MARG><R>Ri$olutio-
ne di teo-
remi, on-
de comin-
ci.</R></MARG>
altri ri$olutione di teoremi. Cia$cuno di que-
$ti fini $i pu&ograve; con$iderare in piu modi, cio&egrave;
nelle co$e naturali il fine $ar&agrave; opera, &ograve; per
dir meglio, corpo naturale; nelle co$e $opra-
naturali il fine $ar&agrave; il mede$imo con l'agente:
percioche lo $peciale fine delle intelligenze &egrave;
la eternit&agrave; loro, cio&egrave; che loro altro non fan-
no che perpetuar$i; a talche il fine &egrave; in loro
i$te&szlig;i. Se anco con$ideriamo il fine artificia-
le, cio&egrave; il fine delle arti, fatte co'l mezo del
la con$ultatione noi lo ritrouaremo, parte
opera, parte attione $ola, &amp; parte ancora
un'altra co$a, che non $ara ne attione, ne
opera. Si come, per e$$empio, il fine del-
l'arte dell'edificare &egrave; l'opera, che &egrave; l'edificio,
il fine dell'arte medicinale &egrave; la $anit&agrave;, laqua-
le non &egrave; attione, non &egrave; anche opera in un
certo modo dell'artefice: percioche egli a$$olu
tamente non &egrave; quello che faccia la $anit&agrave;,
come &egrave; il muratore edificator della ca$a: il
fine del mu$ico &egrave; il cantare, che &egrave; la opera-
tione di e$$o mu$ico. M<R>OR.</R> Di gratia ferma-
teui, que$ti e$$empi mi confondono di s&igrave; fatta
<pb n=44>
$orte, che io non s&ograve; punto che co$a mi debba
dire. Ari$totele nel primo dell'ctica, oue
fa la di$tintione del fine, pare &agrave; me che egli
<MARG><R>Fini dell'ar
ti.</R></MARG>
dica che ogni $orte di arte habbia tre fini,
l'attione, l'opera che rie$ce dall'attione, &amp;
que$ti due $i contengono nell arte, &amp; ultima-
tamente hanno lo $copo, per ilquale fanno le
attioni, &amp; l'opera in$ieme, &amp; que$to &egrave; quel
lo che uorrei $apere da uoi, cio&egrave; da quale
di que$ti tre fini incomincia la ri$olutione.
T<R>OM.</R> Il non $apere ancora doue io mi uoglia
riu$cire, ui fa importuno: a$pettate un poco
ui prego, che uerro ado$$o a quello che ha-
uete detto uoi, &amp; in$ieme ui $ueglier&ograve; il que
$ito. Per tanto dico che $ono tre $orti di fine
nelle arti, $i come hauete detto uoi, &amp; che
il fine $i diffini$ce, come ho di gia detto, &amp;
&egrave; diffinitione d' Ari$totele nella metafi$ica, &amp;
anco nel luogo che hauete citato uoi. oue a$$o
lutamente parlando di e$$o fine dice, che il
fine &egrave; quella co$a, che non &egrave; per altri, ma
altri per lei. M<R>OR.</R> Se bene io mi raccordo,
Galeno nel libro, che egli chiama delle cau$e
procatartice, diffini$ce il fine con la i$te$$a diffi-
nitione, cio&egrave; che $ia una co$a, allaquale ogni
altra co$a che precede innanzi a lei, $i gli ri-
feri$ce. T<R>OM.</R> Volete pure che anche Galeno
introuenga in que$ta diffinitione. M<R>OR.</R> Non
<pb n=45>
$e gli farebbe egli torto? hauendolo noi piglia
to per no$tra guida in$ieme con Ari$totele?
T<R>OM.</R> Sta bene, &amp; dapoi che non l'hauete
detto uoi, dico io che in quello i$te&szlig;o luogo
egli dice che il fine $i pu&ograve; chiamare intentione
<MARG><R>Fine in
quanti mo
di $i puo
chiamare,
$ec&otilde;d o
leno.</R></MARG>
$uggetto, &amp; utilit&agrave;. ilche fa molto a propo-
$ito per la diui$ione de i fini, percioche per il
$uggetto potemo intendere noi l'opera, per
l'intentione le operationi, &amp; per l'utilit&agrave; quel
lo che non &egrave;, ne il primo, ne il $econdo, ma
un'altro fine. Hor accioche le gia tre diffe-
renze propo$te da uoi, &amp; confirmate da me,
paiono na$cere dalla diffinitione, ueggiamo
come la diffinitione del fine conuenga alle ope
<MARG><R>Come la
diffinitio--
ne del fine
conuenga
alle opera-
tioni.</R></MARG>
rationi. Nella retorica il fine &egrave; la operatio-
ne, che &egrave; l'ottimamente orare; all'ottimo ora
re $ono ordinate tutte le parti della oratione,
che &egrave; la bella inuentione, la bella di$po$itione,
con l'appropriata eloquenza, &amp; altrc che
non occorre di raccontarle in que$to luogo.
Ecco adunque che tutte que$te co$e $ono ordi-
nate alla operatione, che &egrave; il bene orare, &amp;
il bene orare non $i riferi$ce ad altri. Conuie
ne anco la diffinitione all'opera, come allo edi
ficio: perche tutte le co$e, che $ono procedute
auanti allo edificio, $i riferi$cono ad e$$o edi-
ficio, ne e$$o $i riferi$ce ad altri, con$iderato
per&ograve; come fine del muratore, non dico dell ar-
<pb n=46>
tefice, perche per auentura lo riferi$ce a un'al-
tro fine, $i come gia dicemmo di $opra. Con
uiene anco la diffinitione, &amp; for$e pi&ugrave; compi
tamente che alli $udetti a quel fine, che non &egrave;
ne attione, ne opera. La onde $aranno tre
$pecie di fine. Che m&ograve; ogni $orte di arte, la-
$ciate le $cienze, po$$ano hauere que$te tre
$orti di fine, poi che lo dice Ari$totele, gli
crederemo $enza piu oltra cercare. Da qua-
le $pecie incomincia la ri$olutione, hora lo
<MARG><R>Ri$olutio-
ne da qual
$pecie di fi-
ni comin-
ci.</R></MARG>
diremo, ma a maggiore, &amp; piu ampla dot-
trina dico innanzi che uenga alla conclu$ione,
che $empre co$i nelle co$e naturali, come nelle
artificiali, &amp; $opranaturali, $i deue con$i-
derare qual $orte de i gia detti fini &egrave; quello
che prima muoue all'attione, perche que$to
&egrave; quel fine, a mio giuditio, dal quale in
comincia la ri$olutione; $ia m&ograve; opera, o ope-
ratione, &ograve; $copo, que$to importa pochi&szlig;imo,
pur che intendiate che $ia quello che prima
muoue, dalla cognitione del quale $empre in-
comincier&agrave; e$$a ri$olutione; &amp; debbe$i auerti
re che que$to tal fine alle uolte ha l'e$$ere $o-
lamente nell'animo, innanzi dico, che la co$a
$ia fatta; alle uolte anco ha l'e$$ere &amp; nel-
l'animo, &amp; fuora dell'animo, cio&egrave; nella ma-
teria. Quando ha l'e$$ere nell'animo, &amp; $i-
milmente fuora, benche quello che &egrave; nella
<pb n=47>
mente rappre$enti quello che &egrave; di fuori, non
dimeno tra loro &egrave; qualche differenza; percio
che quello che &egrave; nella mente &egrave; agente del mo-
to, ouero operatione, &amp; quello che &egrave; di fuo
ra, &egrave; ueramente fine del moto; $i come per
e$$empio lo edificatore ha nell'animo la forma
della ca$a, &amp; anco (ouero al meno) pu&ograve;
e$$ere e$$a ca$a fuora dell'animo materialmen-
te, onde la forma della ca$a che &egrave; nell'animo
muoue lo edificatore a fare ogni opera per con
$eguire la ca$a materialmente $imile a lei.
Eccoui dunque che la forma della ca$a nell'in-
telletto &egrave; come agente, &amp; la materiale &egrave; co-
me fine di ogni attione. Quando ha $olamen
te l'e$$ere nell'animo, all'hora quella forma
che &egrave; nell'animo muoue in quanto agente, &amp;
&egrave; ancora in quanto fine del moto; ilche Ari-
$totele parlando dell'attione di Dio, &amp; delle
intelligenze, diceua conuenir$i alle intelligen
ze per $e, &amp; non per accidente, ma $e per
$orte $i ritroua$$e hauere l'e$$ere il fine in quel
modo che habbiamo detto nelle co$e naturali,
ouero artificiali, che era per accidente. On-
de in conclu$ione ui dico che la ri$olutione,
$e $ar&agrave; delle co$e, il cui fine &egrave; $olo nella men-
te, incominciar&agrave; da e$$o fine; $e anco $ar&agrave; del
le co$e, &amp; che hanno il fine nella mente, &amp;
anco fuori, incomincier&agrave; da quello che &egrave; nella
<pb n=48>
mente, come quello, che &egrave; primo dell'altro
per e$$ere principio &amp; efficiente del moto, &amp;
l'altro il fine, &amp; come quello ancora, a che
$i riferi$cono tutte le attioni, &amp; parti, che
$ono $otto di lui, come ben diceua la diffinitio
ne conuenir$i al uero fine. M<R>OR.</R> &Ograve; ottima
determinatione, di che certo non $i potea da-
re la migliore, ne che fo$$e piu ri$oluta, &amp;
chiara, non $aprei de$iderare piu co$a ueru-
na, che nece$$aria fo$$e a cono$cere perfetta-
mente l'ordine ri$olutiuo, eccetto che gli e$$em
pi in diuer$e facult&agrave;, come hauete prome$$o
di dare. T<R>OM.</R> &Ograve; ui $ar&agrave; bene auanzato qualche
$cropolo. M<R>OR.</R> Certo che per hora non ho che
dubitare: non uoglio dire che $entendoui non
po$$a ancora uenire in qualche dubitatione,
ilche per&ograve; qua$i non credo. T<R>OM.</R> Fate bene
a mettere la co$a in for$e, accioche non re$ta-
$te po$cia ingannato. M<R>OR.</R> Io ho que$ta $pe-
ranza di uoi, che quando bene io haue&szlig;i giu-
rato nel nome uo$tro di piu non dubitare, che
mi a$$oluere$te, &amp; non ui la$ciare$ti aggra-
uare la fatica per $atisfarmi. T<R>OM.</R> Di a$$ol-
uerui non starebbe a me, ma potrei bene ab-
braciare quella fatica, laquale mai ho fug-
gito, &amp; meno fuggir&ograve;, purche io cono$ca di
farui utile &amp; appiacere; &amp; per uenire a
quello che mi hauete domandato, eccoui
<pb n=49>
l'e$$empio della ri$olutione. Se uoi uolete $a-
<MARG><R>E$$empio
dell'ordine
ri$olutiuo.</R></MARG>
nare la febbre, &egrave; forza, che leuiate la cagio
ne immediata di e$$a, laquale &egrave; la putrefat-
tione de gli humori, ecco che di qui na$cono
due intentioni, l'una che na$ce dalla febbre,
l'altra che na$ce dalla putrefattione de gli hu
mori; &amp; quella che na$ce dalla febbre a un
tratto ui dimo$tra, che uogliate leuare la
febbre che &egrave; in atto, &amp; che uietiate $imilmen
te cheun'altra di nuouo non $i faccia la putre
fattione $imilmente ui dimo$tra &amp; che leuia-
te quella putredine che &egrave; gia fatta, &amp; che
prouediate anco con i$trumenti conueneuoli,
che piu non $e ne faccia di nuouo. A douere
uietare quello che $i pu&ograve; fare che non $i fac-
cia, &egrave; di bi$ogno leuare la $ua cagione, che &egrave;
l'impedimento della re$piratione, e$$a $i leua-
r&agrave; in due modi, &amp; rimouendo gli humori,
che continuamente corrono, &amp; accre$cono le
o$truttioni, &amp; euacuando ancora quegli che
con la $ua pre$enza fanno le $udette o$truttio-
ni, &amp; quelli $i leuaranno con il taglio della
uena, &amp; que$ti con gli aperienti. Oltra di
que$to, bi$ognar&agrave; anche procurare che tali $u-
perflui humori piu oltre non $i generino, iqua
li po$$ano di nuouo correre, &amp; fare la o$trut
<MARG><R>Le $ei co$e
non natura
li, quali $ie-
no.</R></MARG>
tione, al che $i proueder&agrave; con la ragione del
uiuere, cio&egrave; co'l fare che i cibi, il bere,
<pb n=50>
l'aere, l'e$ercitio, il $onno, le uigilie, &amp; la
euacuatione, &amp; repletione, per numerarle
tutte, $ieno di tal maniera ordinati, che non
po$$ano cau$are ecce$$o alcuno, ma piu to$to
con l'attemperare accre$cano la uirt&ugrave; nel cor-
po humano; &amp; in que$to modo dal fine dell'ar
te, per mezo della ri$olutione $arete diuenuto
a i principij della operatione, che $aranno i
medicamenti, &amp; la ragione delle $ei co$e non
naturali. M<R>OR.</R> Incomincier&agrave; dunque la com
po$itione da i medicamenti, &amp; co$e non natu
rali nell'arte medicinale? T<R>OM.</R> Incomincier&agrave;
certo. Che, ui &egrave; for$e nato di gia qualche
$cropolo? M<R>OR.</R> Certo s&igrave;, che non me ne ho
potuto tanto riparare. T<R>OM.</R> Hor ditelo.
M<R>OR.</R> Non s&ograve; come ($e i principij del medi-
co $ono i medicamenti, &amp; le co$e non natura
li) Auicenna habbia $critto la medicina nel
l'ordine compo$itiuo, come per lo piu de gli
$crittori tengono: perche e$$o incomincia da
gli elementi, &amp; non da medicamenti.
T<R>OM.</R> Arguta, &amp; dotta ueramente &egrave; la uo-
$tra dubitatione Morello, &amp; tanto difficile
che diuer$e $olutioni $ono state da diuer$i da-
te, ma come $atisfacciano al que$ito uoi l'udi
<MARG><R>Quiui $i ri
$olue un
bel dubbio</R></MARG>
re<*>. Alcuni dicono che la medicina &egrave; cono
$ciuta dal medico, &amp; dal filo$ofo, ma per&ograve;
diuer$amente perche il filo$ofo cono$ce tutte
<pb n=51>
le parti della medicina, naturale, non natu-
rale, &amp; oltra natura, in quanto che tali $o-
no, ma per&ograve; non $ono indirizzate, &amp; meno
cono$ciute in quanto che giouano alla con$er-
uatione, ouero alla ricuperatione della perdu
ta $anit&agrave;. Ma il medico, $upponendo la co-
gnitione del filo$ofo, gli cono$ce in quanto che
gli po$$ono recare aiuto nel $anare, ouero nel
con$eruare la $anit&agrave;, per&ograve; dicono e&szlig;i che quan
do Auicenna tratta nel principio diffu$amen-
te de gli elementi, &amp; de gli humori, confon-
de la parte del filo$ofo con quella del medico.
Fin qui eglino hanno detto il uero, ma non
hanno gia leuata la dubitatione, perche non
hanno re$a la cagione perche incominci Aui-
cenna da gli elementi, &amp; Galeno nella co$ti-
tutione dell'arte (oue in$egna trattare la me-
dicina nell'ordine ri$olutiuo) po$e fine ne i me
dicamenti, da che incomincia la compo$itio-
ne, &amp; come anco $i puo uedere nella ri$olu-
tione pur hora fatta da noi. Se pure non uo-
le$$ero dire copertamente (co$a che non cre-
do) che Auicenna non ha u$ato ordine ueru
no, ilche $arebbe molto disdiceuole, &amp; per&ograve;
credo io che egli habbia u$ato l'ordine compo
$itiuo, &amp; ri$olutiuo in$ieme, &amp; accioche non
ui paia strano il dire che Auicenna habbia
u$ato due ordini che $i oppongono l'uno all'al-
<pb n=52>
<MARG><R>Quante $or
ti d'ordine
$i puo con-
$iderare in
ogni arte,
&ograve; $cienza.</R></MARG>
tro. Douete $apere che in qualunque facult&agrave;
$i uoglia, o $ia arte o $ia pure $cienza, che $i
pu&ograve; con$iderare due maniere d'ordine, de qua
li uno s'a$petta a i teoremi, ouero concetti
communi di quella facult&agrave;; l'altro che s'a$pet
ta a le co$e, ouero $uggetto di quella facult&agrave;;
&amp; &egrave; altra co$a con$iderare l'ordine de i teore
mi, altra con$iderare l'ordine delle co$e; &amp;
per&ograve; quando Auicenna propone di uoler trat-
tare prima gli uniuer$ali, &amp; poi i particola
ri precetti dell'arte medicinale, intende de i
teoremi, &amp; non delle co$e, &amp; qua$i mi mo-
$tra a dito quale ordine ha da o$$eruare nella
medicina in quanto a i teoremi. M<R>OR.</R> Che co
<MARG><R>Teoremi
particolari,
quali $ieno
appre$$o
Auicenna.</R></MARG>
$a intende egli per particolari Teoremi? inten
de egli le $pecie ultime de teoremi? T<R>OM.</R> Co$i
apunto, &amp; Galeno in$ieme per elementi del-
l'arte inte$e le $pecie de teoremi. Hora dun-
que l'i$te$$o Auicenna dice, che il $uo proce$$o
nella medicina $ar&agrave; da gli uniuer$ali, a $em-
plici, &amp; particolari teoremi: ui dimando
quale $ia quell'ordine, che $erue il $udetto
proce$$o, non &egrave; la ri$olutione? adunque Aui
cenna in quanto a i teoremi $erua l'ordine ri-
$olutiuo. M<R>OR.</R> Piano un poco di gratia, non
hauete uoi detto hor hora che la ri$olutione
incomincia dal fine, &amp; che il fine &egrave; quello,
alquale tutte le co$e innanzi a lui s'indirizza-
<pb n=53>
no, &amp; e$$o non $ar&agrave; indirizzato a co$a ueru
na, &amp; che anco &egrave; quello, che prima muoue,
come potr&agrave; e$$ere ordine ri$olutiuo quello che
incomincia da gli uniuer$ali teoremi, &amp; u&agrave;
a i particolari, e$$endo che nell'arte medicina
le non $i puo ritrouare teorema, alquale con
uengano le propriet&agrave; del fine. T<R>OM.</R> Come,
che non ui $i ritroua teorema, ilquale &egrave; come
fine di tutta l'arte? Non pigli&ograve; Galeno la
diffinitione dell'arte nel libro della co$titutione
dell'arte? &amp; la ri$ol$e in$ino alle ultime $pecie
di teoremi? que$to non mi potete gia negare.
Per&ograve; anco Auicenna piglia que$to teorema
uniuer$ale dell'arte, cio&egrave; la diffinitione dell'ar
te, &amp; la ri$olue in$ino nelle ultime $pecie di
teoremi, &amp; per&ograve; $e noi riguardiamo (come
ho gia detto) li teoremi, $erua l'ordine ri$o-
lutiuo, come ha fatto Galeno nel libro della
co$titutione dell'arte, ma $e riguardiamo le
co$e, noi diremo con gli altri che ei $erua l'or
dine compo$itiuo, &amp; per&ograve; incomincia dalle
co$e piu $emplici nell'arte, che $ono gli elemen
ti, &amp; douete $apere che l'ordine nelle co$e non
<MARG><R>Ordine,
quando nel
le co$e non
&egrave; nece$$a--
rio.</R></MARG>
&egrave; nece$$ario, $e una non depende dall'altra, co
me fanno nell'arte medicinale, perche (come
ben diceua Galeno) le co$e compo$te dependo
no dalle $emplici, oue diceua che &egrave; co$a da
poco prudente nel dichiarare $cienza, o arte
<pb n=54>
andare dalle co$e compo$te alle $emplici, e$$en
do che le compo$te dependono da e$$e $empli-
ci. Ilche cono$cendo bene Auicenna, de$ide
ro$o di far$i intendere, incominci&ograve; dalle co$e
$emplici, alle compo$te andando; &amp; che ui
parerebbe $e ui dice&szlig;i che Galeno ha o$$erua-
to l'i$te$$o ordine ne i libri del metodo curati-
uo? noi ueggiamo chiari&szlig;imamente che egli
o$$erua quelle regole lequali e$$o ne ha in$e-
gnate nel libro della co$titutione dell'arte,
cio&egrave; incomincia da i Teoremi piu compo$ti, &amp;
uniuer$ali, &amp; $e ne u&agrave; uer$o li $emplici&szlig;imi,
&amp; particolari. Ma $e con$ideriamo poi le
co$e, egli $egue il compo$itiuo, &amp; $on ben
$icuro, che uoi ui marauigliarete $e con Ale$-
$andro ui dir&ograve; che Ari$totele ha ancor egli
nella filo$ofia naturale u$ato l'ordine ri$oluti-
uo, &amp; che ha detto di propria bocca uolerlo
u$are quando nel quarto te$to ($e ben mi rac-
cordo) egli dice che $i deue $eruare que$to
ordine, cio&egrave; dall'uniuer$ale, andare a i par-
ticolari. Ilche interpretando Ale$$andro di-
ce, che non debbiamo intendere per uniuer$a
le l'uniuer$ale in predicare, ma dobbiamo in
tendere i concetti uniuer$ali, come $e dice$$e
Ari$totele, che uuole procedere da i piu com-
muni concetti a quelli che $ono particolari, &amp;
co$i il proce$$o di e$$o ne i concetti, $ar&agrave; da
<pb n=55>
gli uniuer$ali a i particolari; &amp; $e uogliamo
anco auuertire a quello che dice Auerroe
nel prologo, noi non uederemo altro ordine
in Ari$totele (parlando per&ograve; quanto a i con
cetti) che quello che u&agrave; dall'uniuer$ale al par
<MARG><R>Ordine u$a
to da Ari-
$totele.</R></MARG>
ticolare. Onde per que$to ancora dobbiamo con
cludere che Ari$totele in quanto a i concetti
ha u$ato l'ordine ri$olutiuo, in quanto poi alle
co$e ha u$ato il compo$itiuo. M<R>OR.</R> Certamen
te $e non haue$te mo$trato con la ragione in
mano quello che hauete detto, non $olo mi
$arei marauigliato, ma stupito; anzi hora
per dirui il uero stupi$co, come mai la $otti-
gliezza del uo$tro ingegno habbia potuto ri-
trouare, &amp; penetrare a $i alti, &amp; $ecreti
concetti, a quali appena tirato dalla ragione
po$$o io accenderui. T<R>OM</R> Secreti $ono quegli
che da un $olo, &amp; non piu $ono $aputi, ma
io non $on $olo che habbia cono$ciuta que$ta
uerit&agrave;. Onde ritornando a propo$ito diremo
che Auicenna quanto s'a$petta alli Teoremi
dell arte ha u$ato l'ordine ri$olutiuo, ilquale
&egrave; poco differente dalla uia diui$iua $econdo
Galeno. Ha u$ato poi l'ordine compo$itiuo
in quanto alle co$e, cio&egrave; pigliando e$$e non in
quanto $ono nel concetto commune, ma in
quanto $ono parte, &amp; $emplici principij del
corpo humano. Que$ta adunque al mio giu-
<pb n=56>
<MARG><R>Per qual
cau$a Aui-
cenna, ha
comincia-
to da gli e-
lementi, &amp;
non da'me
dicamenti.</R></MARG>
ditio &egrave; la cagione perche Auicenna habbia
incommciato da gli elementi, &amp; non da i me
dicamenti. M<R>OR.</R> Ha poi egli o$$eruato intie-
ramente gli ordini che hauete detto $eruare.
T<R>OM.</R> Non gia e$qui$itamente, perche $e ben
riguardiamo nel proce$$o del $udetto Auicen
na, noi uederemo che nell'uno, &amp; nell'altro
ordine non $erua in tutto in tutto quello che
douerebbe, &amp; uorrebbono e&szlig;i ordini, &amp; ue
deremo oltra di cio che tratta le co$e in modo
tale, che confonde la parte del filo$ofo con
quella del medico. M<R>OR.</R> Hor $ia come $i uo-
glia, ri$oluetemi di gratia tutta l'arte medi-
cinale, perche $pero che que$ta ri$olutione mi
liberar&agrave; da molti intrichi. T<R>OM.</R> Mi dimanda
te, anzi mi uolete a$trignere a pigliare un
carico piu graue di quello che ui pen$ate,
perche d'una ri$olutione della medicina che
mi domandate $ar&ograve; a$tretto per $odisfarui a
faruene due. M<R>OR.</R> Mi rincre$ce certo a im-
porui tanto pe$o $opra le $palle, ma non po$$o
fare di meno, non uolendo re$tare $enza qual-
che o$curaggine nella mente. T<R>OM.</R> Hors&ugrave; fac
cia$i a uo$tro modo, &amp; il tutto dica$i breue-
<MARG>
<R>Ri$olutio -
ne dellame
dicina.</R></MARG>
mente, ponendo che la $anit&agrave; &egrave; fine della me-
dicina, laquale ouero che &egrave; pre$ente, ouero
ab$ente: $upponiamo che $ia pre$ente, per
con$eruarla fu di mi$tiero di con$eruare
<pb n=57>
l'equalit&agrave; nel corpo humano; &amp; in che mo-
do con$eruaremo noi l'equalit&agrave;? $e cono$cen-
do le cau$e effettrici di e$$a $anit&agrave;, &amp; le cau-
$e parimente del $uggetto di e$$a, ci sforzare-
mo di operare talmente, che e$$e $ieno tali,
che po$$ano con$eruare la $udetta $anit&agrave;; &amp;
prima incominciaremo dalle cau$e efficienti
come da piu uniuer$ali, &amp; ultime, lequali
per una certa analogia che hanno col corpo
$ano, &amp; ammalato, $ono chiamate cau$e $a-
lubri, &amp; in$alubri, de quali alcune $ono
nece$$arie come l'aere, il cibo, il bere; al-
cune altre $ono meno nece$$arie, uoglio dire
che non $ono di tanta nece&szlig;it&agrave; all'huomo,
quanta le prime. &amp; $ono l'e$$ercitio, il $on-
no, le uigilie, la repletione, &amp; euacuatio-
ne, &amp; $econdo alcuni ancora il coito.
M<R>OR.</R> Le $ei co$e adunque non naturali $ono
<MARG><R>Cau$e ef-
fettrici del
la $anit&agrave;.</R></MARG>
lc cau$e effettrici della $anit&agrave;, ma ditemi qua
le di que$te $i dour&agrave; trattare in prima?
T<R>OM.</R> Per non hauere tra di loro ri$petto di
primo, &amp; ultimo, ouero di tutto, &amp; par-
te, quali $ono cagioni dell'ordine, po$$ono
<MARG><R>Le $ei'co$e
non natu-
rali, con-
qual ordi-
ne $i deue-
no tratta-
re.</R></MARG>
e$$ere trattate da cia$cuno $econdo che gli pia
ce. Tuttauia uolendoli dare quello piu con-
ueniente che po$$ono hauere, deue$i prima
trattare delle uniuer$ali, e come in que$to ha
fatto bene Auicenna cominciando dall'aere;
<pb n=58>
nel re$to $i deue $eruare l'ordine accidentale
$e $i pu&ograve;, quando n&ograve; raccorra$i al metodo;
che $ar&agrave; da trattare in prima delle piu cono-
$ciute. Trattato poi che $i ha delle cau$e con
$eruatrici della $anit&agrave;, $i deue di poi uenire
alle cau$e del $uggetto, lequali ouero che $o-
no materiali, ouero formali: le formali $ono
le uirt&ugrave;, &amp; operationi; le materiali $ono gli
elementi, &amp; gli humori, &amp; tra que$ti $i
$eruar&agrave; il metodo cominciando dalle piu note
che $ono le formali, &amp; per&ograve; $i di$tingueran-
no le uirt&ugrave;, &amp; operationi nelle $ue proprie
$pecie, &amp; da que$te $i uerr&agrave; alli materiali,
&amp; prima $i trattar&agrave; de i membri compo$ti, &amp;
poi de $emplici, &agrave; quali $eguiranno le tempe-
rature, gli humori, &amp; finalmente gli ele-
menti; &amp; qui far&agrave; fine la prima ri$olutione,
laquale compita, non occorre che altro fac-
cia il medico, $e non pigliar$ene le cau$e con-
$eruatrici, &amp; adoperarle in con$eruare, &amp;
tutte le altre che concorrono alla co$titutione
del corpo $ano. M<R>OR.</R> Que$ta &egrave; la ri$olutio
ne che fece Ari$totele nel $ettimo della Meta-
fi$ica, $e ben mi raccordo, laquale uoi piu
<MARG><R>Sanit&agrave; co-
me $i ricu-
pera.</R></MARG>
facilmente hauete e$plicata, &amp; per&ograve; ui a$pet-
to $enza indugio &agrave; fare la ri$olutione della
$anit&agrave; che deue e$$ere ricuperata. T<R>OM.</R> Se
la $anit&agrave; &egrave; ab$ente, bi$ogna per ricuperarla,
<pb n=59>
ricuperare la equalit&agrave; del corpo di gi&agrave; perdu-
ta, &amp; que$to $i far&agrave; co'l mezo delle cau$e
efficienti della qualit&agrave;, quali $ono tre, la
dieta, la farmacia, &amp; chirurgia, cia$cuno
di que$ti tre generi di cau$e deue e$$ere diui$o
nelle $ue $pecie, &amp; da que$ti poi bi$ogna ue-
nire &agrave; i $uggetti, &amp; con$iderare la inequa-
lit&agrave; di e&szlig;i, lequali &ograve; che $ono nelli membri,
&ograve; ne gli humori, ouero nelle temperature, &amp;
finalmente $i deue uenire ri$oluendo que$te
parti come fatto habbiamo nell'altra ri$olutio-
ne in$ino &agrave; gli elementi; &amp; qui fini$ce la ri$o-
lutione della $anit&agrave; perduta, laquale &egrave; oppo-
$ita all'ordine compo$itiuo, che ha $eruato Aui
cenna; percioche doue fini$ce e$$a ri$olutione,
incomincia la compo$itione; &amp; perche fini$ce
da gli elementi, &amp; per&ograve; da e&szlig;i comincia
Auicenna, &amp; ueramcnte $i potrebbe tolera-
re Auicenna in quanto &agrave; gli ordini, al parer
mio, $e non confonde$$e, come ho gi&agrave; detto,
la parte del filo$ofo con quella del medico.
M<R>OR.</R> Qui mi na$cono molte difficult&agrave;, di-
co, intorno &agrave; que$te ri$olutioni, percioche
mi pare che uoi per fauorire e$$o Auicenna,
habbiate contradetto ad Ari$totele, &amp; &agrave; Ga-
leno: ma per non entrare in co$i profondo pe-
lago uoglio quietarmi. T<R>OM.</R> Ditemi di gra-
tia quali $ieno; perche altramente io re$tarei
<pb n=60>
tutto hoggi $o$pe$o. M<R>OR.</R> Purche poi non ue
ne pentiate, ogni co$a andar&agrave; bene. Ari$to-
<MARG><R>Come deb
biamo fare
la ri$olutio
ne, $econ-
do Ari$to-
tele.</R></MARG>
tele nel $ettimo della metafi$ica dice, che noi
dobbiamo ri$oluere il fine in$ino nel principio,
dalquale noi po&szlig;iamo incominciare ad opera-
re, parlando de le facult&agrave; che $ono con con-
$ultatione, cio&egrave; delle arti, &amp; d&agrave; l'e$$empio
dell'ecce$$o della calidit&agrave;, ilquale uolendolo
emendare, f&agrave; di me$tiero che noi lo cono$ciamo,
&amp; non lo potiamo cono$cere $e non contaua-
mo prima il $uo $uggetto, &amp; le $ue operatio-
ni; ecco adunque che nella ri$olutione $i ante-
pongono le cau$e naturali, co$i formali, co-
me materiali, lequali concorrono &agrave; fare cono
$cere e$$o ecce$$o della calidit&agrave;, &amp; cono$ciuto
che habbiamo l'ecce$$o, debbiamo poi ri$ol-
uere le cau$e effettrici, della $anit&agrave;, lequali
correggono l'ecce$$o nella calidit&agrave;, &amp; ne la
ritornano al proprio stato, &amp; grado; &amp; in
que$to modo la ri$olutione finir&agrave; doue incomin
cier&agrave; la compo$itione. T<R>OM.</R> A que$to io non
ho altra ri$po$ta di quella, che ui ho con mia
gran fatica data di $opra, $e alla giornata
mi occorrcr&agrave; $olutione, che io giudichi douer
ui acquietare l'intelletto, non mancar&ograve; di
faruene parte. Per tanto contentateui di quel
la che detta habbiamo, &amp; perche $alua
Auicenna, &amp; $alua anco Ari$totele con
<pb n=61>
Galeno in$ieme. M<R>OR.</R> Io mi contento pur
troppo della $olutione che hauete data, ma
mi &egrave; paruto i$trano che uoi habbiat&eacute; nella ri-
$olutione uoluto piu to$to e$$ere con Auicenna,
che con gli altri, &amp; che habbiate uoluto che
egli $ia stato ordinati&szlig;imo, dico nel di$porre
cia$cuna parte. T<R>OM.</R> Anzi ho detto che
non ha nel congiugnere le parti in$ieme $er-
uato esqui$ito ordine, ma ho fatta la ri$olu-
tione, laquale $i oppone alla $ua compo$itio-
ne per mo$trarui in che modo egli $i po$$a $al-
uare. M<R>OR.</R> Hor $ono contento di quello che
uolete uoi, ueniamo pure alla ri$olutione del
le altre arti, &amp; $corriamo al fine. Il fine
della ca$a &egrave; come gia &egrave; stato detto, cio&egrave; che
ne guardi da pioggie, &amp; da tempe$tuo$i tem-
pi, &amp; da ogni $orte di offen$ione, che ne po$$a
e$$er fatta, &ograve; da nemici, ouero da animali
irrationali, &ograve; altre cagioni e$teriori. Ecco
che per cono$cere il fine della ca$a, bi$ogna
cono$cere le $orti delle offe$e, &amp; que$ta cogni
tione non &egrave; ri$olutione, ma cognitione di e&szlig;o
fine, come diceuate uoi della medicina; &amp; qui
<MARG><R>Da qual fi-
ne $i co--
minci &agrave; ri-
$oluere, &amp;
da qual co
no$cere.</R></MARG>
$i deue notare che colui che ri$olue, comincia
dal fine e$terno non &agrave; ri$olutione, ma &agrave; cono-
$cere, percioche &egrave; il primo ( come hauete
detto) che muoue l'intelletto alla ri$olutione:
perche $i come la unit&agrave; non &egrave; numero, benche
<pb n=62>
$ia principio del numero, co$i parimente il
fine e$terno &egrave; principio della ri$olutione, ma
e$$o per&ograve; non &egrave; nella ri$olutione; &amp; percio
bene hanno detto coloro, che negarono la ri-
$olutione incominciare dal fine e$terno, cio&egrave;
che il fine e$terno $i ri$olue$$e, perche la ri-
$olutione incomincia $olamente &agrave; ri$oluere il
fine interno, quantunque dalla cognitione del
l'ultimo fine ce ne ueniamo &agrave; ritrouare gli im
mediati principij, mediati, remoti, &amp; re-
moti&szlig;imi delle arti; ne star&ograve; &agrave; ri$oluere la ca-
$a perche di $opra la ri$olue$te uoi &agrave; pieno;
hora m&ograve; ui a$petto con l'e$$empio della filo$o-
<MARG><R>E$$empio
filo$o$ico
circa alla ri
$olutione.</R></MARG>
fia. T<R>OM.</R> Eccolo $enza indugio. Il fine del
filo$ofo naturale &egrave; il cono$cere il corpo natura-
le; la cui cognitione con$i$te nelle $petie, on-
de ba$ta al filo$ofo naturale &agrave; cono$cere tutte
le $petie de i corpi mi$ti, co$i per$etti, come
imperfetti; &amp; de perfetti co$i animati, come
inanimati; &amp; de animati co$i $en$ibili, come
in$en$ibili; de $en$ibili co$i rationali, come
irrationali, quali tutti non $i po$$ono cono-
$cere $enza la cognitione de i loro principij,
cio&egrave; materia, fine, forma, &amp; efficiente, per
tanto fa di me$tieri di cono$cere le cau$e che
le producono, gli elementi, &amp; i principij di
e&szlig;i elementi: &agrave; talche dalla cognitione del
fine ri$oluendo diuiene &agrave; ritrouare tutte le
<pb n=63>
parti, &ograve; principij del corpo naturale ordina-
tamente in$ino &agrave; gli ultimi, &amp; remoti&szlig;imi
principij. M<R>OR.</R> Con que$to i$te$$o ordine
<MARG><R>Dialettica,
con quale
ordine fu
trattata da
Ari$totele.</R></MARG>
(come ben dice Simplicio) Ari$totele tratt&ograve;
la Dialettica, ilquale po$tos&igrave; &agrave; uoler dire del-
la dimo$tratione, la ri$ol$e &agrave; parte, &agrave; parte
in$ino alli $uoi primi principij. T<R>OM.</R> Anzi
di piu ui uoglio dire che il Grammatico $i $er-
ue mede$imamente della ri$olutione, non che
&agrave; dire de gli arte$ici di qualche importanza:
percioche egli ri$olue l'oratione $uo proprio
<MARG><R>Ri$olutio-
ne del Gra
matico.</R></MARG>
fine in periodi, li periodi in elau$ule, &amp;
quelle indittioni, &amp; le dittioni in $illabe, &amp;
le $illabe in lettere, che $ono proprij elcmenti
di quell'arte. M<R>OR.</R> Non ri$olue egli poi le
lettere nelle $ue parti, cio&egrave; in A, b, c, &amp; c.
T<R>OM.</R> Que$ta non &egrave; ri$olutione, ma &egrave; meto-
do diui$iuo, perche la diui$ione, come ui di&szlig;i,
$e ben mi raccordo, &egrave; differente dalla ri$olutio
ne, perche ella diuide il genere nelle $pecie, &amp;
la ri$olutione ri$olue il $ine in principij, che &egrave;
attione molto differente dalla diui$ione.
M<R>OR.</R> Benche l'habbiate detto, non l'haue-
ua non dimeno bene inte$o $ino &agrave; que$t hora,
per&ograve; $eguite. T<R>OM.</R> Fa il logico come haue-
te detto, la ri$olutione, &amp; piglia il $uo $ine,
<MARG><R>Ri$olutio-
ne del Lo-
gico.</R></MARG>
cio&egrave; il $illogismo, &amp; lo ri$olue poiche l'ha
diui$o nelle $ue parti, ne' $uoi principij, la
<pb n=64>
<MARG><R>in che mo
do camina
no in$ie
me la Diui
$ione &amp; la
ri$olutio--
ne.</R></MARG>
cui diui$ione &egrave; che e$$o $illogismo, &ograve; che &egrave; pen
fetto ouero imperfetto; &amp; l'imperfetto &ograve; che &egrave;
indutione, &ograve; e$$empio, ouero entimema: il
perfetto parimente $i diuide in $illogismo con-
tingente, elcnchico, per dir co$i, &amp; nece$-
$ario. Hora, poi che egli ha adoperato il me-
todo diui$iuo, prende cia$cuna di que$te par-
ti, &amp; la ri$olue ne i mediati $uoi principij;
come per e$$empio la demo$tratione in princi-
pij materiali, &amp; formali, &amp; di nuouo ado-
pera la diui$ione diuidendo e&szlig;i principij nelle
$ue $pecie, pigliando di nuouo que$ti principij
gli ri$olue in altri principij, cio&egrave; in prepo$i-
tioni, uerbi gratia, in maggiore propo$itione,
in minore, &amp; conclu$ione, poiche ha diui$a
la propo$itione nelle $ue parti, &ograve; $pecie che ne
uogliam dire, $ubito ri$olue cia$cuna di loro
ne i $uoi principij, che $ono i termini della
propo$itione, &amp; qui non pa$$a il logico.
M<R>OR.</R> Non hauete di $opra mai parlato tan-
to chiaramente, come la ri$olutione $ia diffe-
rente dalla diui$ione, o ucramente che io non
haueua inte$o; ma mi $ouuiene una dubitatio-
ne, perche mi pare che la diui$ione $ia da
e$$er po$ta tra gli ordini uniuer$ali, percioche
ella ua $empre al pari della ri$olutione.
T<R>OM.</R> Non &egrave; da di$prezzare que$ta dubitatio
ne, ma auuertite che per due cagioni la
<pb n=65>
<MARG><R>Diui$ione,
perche no
deue e$ler
po$ta tra
gli ordini
uniuer$ali</R></MARG>
diui$ione non ha da e$$er po$ta tra gli ordini
uniuer$ali; prima e$$a $erue alla ri$olutione,
&amp; non pu&ograve; di$porre un'arte, anzi alle uolte
la ri$olutione potr&agrave; fare $enza la diui$ione,
ma&szlig;ime quando il fine $uo &egrave; $emplice, &amp; non
ha $pecie. Oltra di que$to la diui$ione non &egrave;
ordine, perche non ordina le co$e &agrave; termine
alcuno, come fa la ri$olutione i principij &agrave; i
principiati. M<R>OR.</R> Di tutto hora $ono capa-
<MARG><R>Ri$olutio-
ne mate-
matica.</R></MARG>
ci&szlig;imo, andate pure auanti. T<R>OM.</R> Il mate-
matico ancora adopera la ri$olutione, come
bene $i pu&ograve; uedere nell'arismetica di Boetio,
ilquale ri$olue un numero in un'altro, &amp;
l'altro in un'altro, fino &agrave; tanto che diuiene alla
unit&agrave;. Euclide adopera parimente la ri$olutio
ne, doue parla della quantit&agrave; co$i di$creta,
come concreta. Se ne $erue parimente Proclo,
&amp; il Campano interpreti di e$$o, i quali ri$ol-
uono le ultime pa&szlig;ioni ne i $uoi principij fino &agrave;
tanto che diuengono alle diffinitioni, petitio-
ni, &amp; commumt&agrave;; principij indemo$trabili
di quella facult&agrave;. M<R>OR.</R> Come che il Mate-
matico adopera la ri$olutione e$$endo che i
principij matematici $ono ugualmente noti, &amp;
in quanto alla natura, &amp; in quanto &agrave; noi,
&amp; percio ua il matematico $empre da i princi-
pij &agrave; i principiati, &amp; uoi uolete che adoperi
la ri$olutione, il cui proce$$o &egrave; da i principiati
<pb n=66>
<MARG><R>Proce$$o
della ri$o-
lutione.</R></MARG>
&agrave; i principij. T<R>OM.</R> Non star&ograve; &agrave; dilatarmi
molto in que$ta materia, come fanno alcuni,
perche il tempo &egrave; breue. Dico dunque che il
<MARG><R>Il matema
tico $i pu&ograve;
$eruire del
l'ordine ri
$olutiuo,
ma n&otilde; del
metodo.</R></MARG>
matematico $i $erue, &amp; $i pu&ograve; ragioneuol-
mente $eruire dell'ordine ri$olutiuo, ma non
gia del metodo, cio&egrave; $i $erue della ri$olutione
per ritrouare l'ordine che &egrave; tra la cau$a, &amp; il
cau$ato, &amp; per cono$cere parimente $e quelli
principij $ono immediati, &amp; cagionc di tale
effetto, &amp; non per fare che $ieno cono$ciuti
e&szlig;i principij per mezo de gli effetti, &ograve; prin-
cipiati, ouero le cau$e per mezo de cau$ati;
& eccone un particolare e$$empio. Il matema
tico di$corre dalla pa&szlig;ione po$teriore, che &egrave;
che il triangolo habbia tre angoli eguali &agrave;
due retti, la qual pa&szlig;ione ( accioche non ne
intrichiamo, &amp; accio anche u$iamo li termi-
ni matematici ) la chiamar&ograve; B. &amp; quella
pa&szlig;ione che &egrave; prima di lei, la chiamar&ograve; A.
laquale &egrave; l'angolo e$trin$eco e$$ere equiualen-
te &agrave; due oppo$iti intrin$eci. Col mezo della
ri$olutione, ouero di$cor$o che far&ograve; dal B.
al A. non trouar&ograve;, &amp; chiarir&ograve; a$$olutamen-
te que$ta A. ma notar&ograve; $olamente que$ta con-
ditione, che e$$a A. &egrave; cau$a adequata di
e$$a B. perche tra l'una, &amp; l'altra non cade
mezo, &amp; da qui uerr&ograve; in cognitione dellor-
dine che dcue e$$ere tra loro, cio&egrave; che l'A.
<pb n=67>
e$$endo cau$a della B. debbia precedere ad
e$$a B. &amp; quello che noi habbiamo detto in
que$to e$$empio applicatelo uoi &agrave; tutte le ma-
tematice. M<R>OR.</R> Mi piace que$ta $olutione,
dalla quale comprendo che ogni $orte di facul-
t&agrave; pu&ograve; e$$ere trattata con l'ordine ri$olutiuo.
T<R>OM.</R> Po$$ono indubitatamente; anzi ui ho
detto &amp; replico di piu, che ne$$uno artefice
$enza que$to ordine ri$olutiuo pu&ograve; mai troua-
re co$a ueruna perfettamente. M<R>OR.</R> &Egrave; certa
mente utili&szlig;imo, &amp; for$e piu d'ogni altro
nece$$ario per quello che fin qui po$$o uedere,
benche non ui habbia ancora udito dire tanto
de gli altri ordini, quanto hauete di que$to.
T<R>OM.</R> Quando bene $enti$te tutto ci&ograve; che in-
torno &agrave; gli altri $i puo dire, non mutare$te
mai parere, perche egli &egrave; ueramente co$i,
come uoi hauete detto. Per&ograve; non a$pettate che
per farui parere piu degno l'ordine compo$iti-
uo, habbia da $pendere molte parole, perche
uoi $apete gia che la compo$itione $i oppone
alla ri$olutione, &amp; percio $e ui $ono due $orti
( come hauete inte$o) di ri$olutione, &egrave; co$a
ragioneuole che parimente $ieno anco due $pe-
<MARG><R>Compo$i-
tione, di
quante $pe
cie $ia.</R></MARG>
cie di compo$itione; l'una cio&egrave; reale, &amp; l'al-
tra fatta dall'intelletto, laquale alcuni chia-
mano logica compo$itione, &amp; $i diuide in
compo$itione di co$e primi, &amp; in compo$itione
<pb n=68>
di teoremi, ma $ia pigliata come $i uoglia,
ella &egrave; quella che l'intelletto per $e ste$$o $enza
hauerne dalla natura e$$empio ha ritrouato;
$ia m&ograve; ri$olutione di teoremi, &ograve; di co$e gia
fatte, come concetti, &ograve; altro che di que$to
non curo; ba$ta che la compo$itione, &amp; la ri-
$olutione uer$ano nelle i$te$$e co$e, &amp; non
$ono differenti in altro, $e non che il fine di
una &egrave; principio dell'altra, co$i in una $orte di
<MARG><R>Differenza
trala com-
po$itione,
&amp; la ri$olu
tione.</R></MARG>
compo$itione, &ograve; ri$olutione, come nell altra.
Dobbiamo auuertire in que$to luogo for$e quel
lo che non habbiamo nella ri$olutione reale
annotato, che tre $ono le $orti della compo$i-
<MARG><R>Compo$i-
tione reale
di quante
$orti $ia.</R></MARG>
tione reale, una che $i fa di parti, che quan-
do $ono compo$te, $ono in luoghi di$tinti, co-
me &egrave; nell'animale, la carne, &amp; l'o$$a, &amp; le
altre parti, le quali compongono l'huomo,
&amp; $ono in appartati luoghi; &amp; come anco
$ono le parti della ca$a che &egrave; $a&szlig;i, calcina, le-
gni, &amp; $imili, lequali $i come $ono diuer$i
tra loro, co$i anco occupano diuer$i luoghi
nella ca$a, che tutti in$ieme compongono.
Vi &egrave; poi un'altra $orte di compo$itione, nella
quale le parti del compo$to $ono tra loro con-
fu$e, ne alcuna di loro ha luogo appartato,
come $arebbe per c$$empio la ceruo$a, &ograve; altro
$imile &egrave; compo$to da que$te due parti, cio&egrave;
acqua, &amp; mele, per&ograve; n&egrave; l'una n&egrave; l'altra ha
<pb n=69>
proprio luogo; ma tra loro talmente $ono mi-
ste, che piu non po$$ono realmente e$$ere $e-
parate. La terza $orte di compo$itione reale
&egrave; come quando noi diciamo che la statua &egrave; di
metallo, &amp; di figura quadrata, come che la
statua ri$ulti da que$te due parti, lequali, non
$ono tra loro mi$te, ma non $ono per&ograve; ne an-
che in diuer$i luoghi; &amp; que$te $ono dunque
le $petie della compo$itione reale, lequali ui
$eruiranno anco alla ri$olutione. La compo-
$itione, laquale chiamiamo fatta dall'intellet
to, potrebbe ancora e$$a e$$ere diui$a, hauen
do ri$petto alle diuer$e maniere de concetti;
ma non e$$endo que$to tanto nece$$ario alla $ca
la che intendiamo di fare, me la pa$$ar&ograve;.
M<R>OR.</R> V$ate pure la uo$tra $olita breuit&agrave;,
perche &agrave; mio giuditio &egrave; stato detto tanto, che
ba$tarebbe alla cognitione di tutti: pure &agrave;
maggiore chiarezza, poi che non accade di
replicare la diffinitione dell'ordine compo$iti-
uo, $e mi uolete dare e$$empio anco di que$to,
&amp; del definitiuo ancora, $iate breue, accio-
che tutta l'opera uo$tra hoggi non $ia $pe$a
per conto mio $olamente, che di tanto non mi
ueggio degno, ma $ia per altri ancora, come
porta il douere. T<R>OM.</R> &ograve; mi piacerebbe
che mi loda$$e, $e da douero dice$te, ma mi
contento di $atisfarui pre$to, accio uoi habbiate
<pb n=70>
anche tempo di attendere &agrave; uo$tri altri nego-
cij. Hora l'ordine compo$itiuo &egrave; in$trumen-
to, come di gi&agrave; &egrave; stato detto, di$po$itiuo, il-
quale adoperiamo &agrave; ridurre tutte le co$e al
$uo principio, &amp; &egrave; oppo$to dirittamente al ri-
$olutiuo: imperoche oue fini$$e il ri$olutiuo,
iui comincia il compo$itiuo, &amp; camminano
amendue per li mede$imi pa&szlig;i. Nel compo-
$itiuo pare, che tutte le co$e dependino da i
principij, &amp; nece$$ariamente da quegli na-
$cano, &amp; di qui ueggiamo chiaramente che
e$$o compo$itiuo, in altro non &egrave; punto differen-
<MARG><R>E$$empio
della diffe
renza tra
l'ordine c&otilde;
po$itiuo, et
il ri$oluti-
uo.</R></MARG>
te dal ri$olutiuo che $i $ia il uiaggio da Ro-
ma &agrave; Vinegia, da quello che &egrave; da Vinegia &agrave;
Roma; &amp; $i come que$ti due camini $ono per
una mede$ima strada, ma uno $i parte da un
luogo, &amp; ua &agrave; quello, dal quale $i parte l'al
tro; co$i doue incomincia la ri$olutione, fini
$ce la compo$itione, &amp; doue, per il contra-
rio comincia la compo$itione, iui fini$ce la ri-
$olutione. Ma accioche $i po$$a uedere aper-
tamente da' quali principij incomincia la com
po$itione, ueggiamo di quante $orti di princi-
pij $i ritrouano, ouero, per dir meglio, co-
me Ari$totele habbia diui$o i principij, ilqua
le diceua nel primo libro della po$teriora che
<MARG><R>Principij,
di quante
$ortifieno.</R></MARG>
molte $ono le $orti de principij, cio&egrave; &ograve; $ono
principij coniple&szlig;i, ouero incomple&szlig;i, &amp; il
<pb n=71>
comple$$o &egrave; come diffinitione, po$itione, $up
po$itione, &amp; dignit&agrave;, lequali $ono chiamati
da gli artefici, theoremi delle arti, &amp; que$ti
tali principij di nuouo $i di$tinguono: percio-
che ouero $ono principij dell'e$$ere della co$a di
che $ono principij, ouero che $ono principij
della cognitione di e$$a co$a, ouero anco tanto
$ono principij della cognitione, come dell'e$$e-
<MARG><R>In quanti
modi $i
pu&ograve; haue-
re cogni-
tion d'una
co$a.</R></MARG>
re. Ma perche in due modi $i pu&ograve; hauere co-
gnitioni d'una co$a, ouero per uia de $en$i (&amp;
que$ta cognitione $i chiama co$i cognitione, in
quanto &agrave; noi, percioche, come ben diceua e$-
$o Ari$totele, ogni no$tra cognitione ha prin-
cipio da i $en$i) ouero pu&ograve; anco e$$ere cono$ciu
ta per uia delle $ue cau$e, &amp; que$ta tale co-
gnitione &egrave; propria della natura, &amp; per tale ra
gione $i diuidono adunque i principij della co
gnitione in principij della cognitione in quan-
to &agrave; noi, &amp; in principij della cognitione in
quanto &agrave; e$$a natura. Ma perche $i ritroua-
no principij, i quali $ono principij della cogni
tione in quanto &agrave; noi, &amp; in quanto alla natu-
ra, come $ono i principij matematici; quindi
na$ce che $i pone la terza $pecie. Hora fat-
ta che noi habbiamo la diui$ione de i principij,
meglio $ar&agrave; di tra$correre alla prima no$tra
intentione, cio&egrave; &agrave; uedere da quale $orte di
principij incominci la compo$itione, ouero $e
<pb n=72>
ella incomincia da qualunque $orte indifferen
temente, ouero da appartati principij. Ma
per cono$cere que$ta tal co$a, fa bi$ogno di rac
cordar$i della prima diui$ione della compo$itio
ne, cio&egrave; che la compo$itione &egrave; oueramente rea
le, &ograve; pure compo$itione de i teoremi; &amp; $e pi
gliamo la reale, dico che incomincia da prin-
cipij incomple&szlig;i, &amp; che $ono principij della
cognitione, &amp; dell'e$$ere ancora, come beni$-
$imo nella filo$ofia naturale appare, perche
ella incomincia dalla materia &amp; forma, liqua
li $ono principij dell'e$$ere del corpo naturale,
&amp; $ono etiandio principij della cognitione in
quanto alla natura; perche chi cono$ce la pro
pria forma, &amp; la propria materia del corpo
naturale, cono$ce le $ue cau$e proprie, &amp; chi
cono$ce le cau$e del corpo naturale ha cognitio
ne di quello $econdo la natura. Pu&ograve; anco m-
cominciare la compo$itione reale da principij
incomple&szlig;i, liquali, &amp; $econdo e$$a natura,
&amp; $econdo noi $aranno principij della cogni-
tione, &amp; dell'e$$ere ancora, come $i pu&ograve; uede
<MARG><R>Pricipij ma
tematici.</R></MARG>
re nelle matematice, nelle quali s'incomincia
dalla unit&agrave;, dal punto, &amp; $i u&agrave; da que$ti prin
cipij &agrave; compo$ti, cio&egrave; alla linea, alla $uper-
ficie, al corpo triangolare, &amp; $imili. Il me
de$imo $i pu&ograve; parimente dire della compo$itio-
ne che $i fa nelle arti, hauendo $olo ri$petto
<pb n=73>
alle co$e, &amp; non a i concetti. M<R>OR.</R>
&Ograve; bel modo di trattare. Quello che uoi tra-
la$cia$te nella diui$ione de i principi, hora lo
hauete repigliato. T<R>OM.</R> Per due cagio-
ni fui mo$$o &agrave; trala$ciarlo: l'una perche io $a
peuo che uoi hauendo la diui$ione de i princi-
pij comple&szlig;i hauere$te anco trouata quella de
gli incomple&szlig;i con il uo$tro acuto ingegno:
l'altra anco per i$pedirmene piu to$to. Hora
ueniamo alla compo$itione de i teoremi, la-
quale mede$imamente incomincia co$i nelle ar
ti, come nelle $cienze, ouero, almeno inco-
minciare pu&ograve; da qualunque $orte di princi-
pio, ancora che nell'arte la compo$itione in-
cominci per lo piu da i principij dell'e$$ere del
l'arte, &amp; della cognitione in quanto &agrave; noi.
M<R>OR.</R> Que$ta compo$itione dell'arte in quan
to &agrave; teoremi, io la stimo difficile, co$i nelle
$cienze, come nelle arti, perche non $o pun-
to uedere $e alcuno habbia trattato facult&agrave;
alcuna $econdo que$to ordine. T<R>OM.</R> La
difficult&agrave; non leua la po&szlig;ibilit&agrave;, come uoi $a-
pete, anzi eredo io che non $ia $olo difficile,
ma difficili&szlig;ima, perche &egrave; grandi&szlig;ima difficul-
t&agrave; &agrave; raccorre tutti i teoremi, diffinitioni, &amp;
finalmente tutti i principij comple&szlig;i di una fa-
cult&agrave;. Ma que$to ui ba$ti per hora in quan-
to $i a$petta a i principij, da quali incomincia
<pb n=74>
la compo$itione, ancorche io $appia che que-
sta materia haurebbe di bi$ogno d'un lungo
parlare, ma il tempo non ce lo comporta; &amp;
<MARG><R>La compo
$itione &egrave;
piu diffici-
le nelle ar-
ti, che nel
le $cienze,
&amp; perche.</R></MARG>
$appiate che la compo$itione $ia &ograve; reale, oue-
ro fatta dall'intelletto &egrave; molto piu difficile nel-
le arti che nelle $cienze, perche ella &egrave; piu na-
turale che artificiale, percioche la natura i$te$-
$a l'ha prodotta, $i come le altre $ono pari-
mente piu artificiali, perche dall'huomo inge-
gno$o paiono $enza e$$empio e$$ere stati troua
ti; hor dunque la difficult&agrave; della compo$itione
nelle arti na$ce $pecialmente perche la natura
ne &egrave; stata inuentrice, laquale non incamina
le co$e per altri ordini che per il compo$itiuo,
&amp; l'huomo imitando nello $criuere e$$e co$e $e
gue co$i fatto ordine bene $pe$$o, come nella fi-
<MARG><R>Ordine te-
nutoda A-
ri$totele
nel dimo-
$trare la fi-
lo$ofia na-
turale.</R></MARG>
lo$ofia naturale fa Ari$totele, ilquale inco-
mincia dalla materia, forma, &amp; priuatione,
&amp; primo motore, de' quali egli tratta ne i li-
bri della fi$ica: dipoi uenne alla $econda na-
tura, cio&egrave; &agrave; gli elementi in quanto che $o-
no parte del mondo, &amp; al $econdo moto
re, che &egrave; il cielo, di che egli tratta ne i libri
del cielo; d'onde di$cendendo uiene alla terza
natura, chc $ono gli elementi, in quanto che
uengono alla mi$tione de' quali tratta ne i li-
bri della generatione, &amp; corrottione, da' qua
li principij finalmente $e ne pa$$a poi &agrave; princi-
<pb n=75>
piati, piu $emplici, &amp; imperfetti, de' quali
tratta nelle meteore, &amp; di qui a$cende &agrave; piu
perfetti mi$ti, che $ono i minerali, dipoi $e
ne u&agrave; &agrave; piu perfetti, che $ono animati, &amp; que
ste $ono le piante, dalle quali diuiene &agrave; piu
perfetti ancora, che $ono gli animali irratio-
nali, &amp; finalmente diuiene all huomo, che tra
tutti i mi$ti tiene il principato. M<R>OR.</R> Lo-
dato $ia Iddio, da che noi $iamo il fine delle
co$e naturali, contra la uoglia di alcuni, che
pure $i sforzano di mo$trare, che l'huomo &egrave; il
piu imperfetto animale che $i ritroui nel mon-
do. T<R>OM.</R> Parlo io della $pecie dell'huomo,
non gia de particolari de' quali parlarono que
gli, che uoi dite, con i quali anche $ono io.
Cono$co io de gli huomini &agrave; cui pare che di$piac
cia di e$$ere huomini, &amp; per&ograve; $i trasformano
in diuer$i altri animali, &agrave; tale che rimangono
$olo huomini di nome; perche dimenticati di
e$$ere huomini, altri operano come porci, al-
tri come lupi, &amp; altri come altri animali,
&amp; per&ograve; $ono piu infelici d'ogni $orte d'animali.
M<R>OR</R> Di que$ti tali non intendeuo gia io,
ma d'alcuni altri che hanno uoluto mo$trare
<MARG><R>Imperfet-
tione del-
l'huomo.</R></MARG>
dal na$cimento, che l'huomo &egrave; il piu imperfet-
to d'ogni altra $orte d'animali: e$$o na$ce nu-
do, piagnendo, inetto per lungo tempo &agrave; nutrir
$i &amp; &agrave; chiedere il nutrimento, &amp; altre co$e
<pb n=76>
$imili. T<R>OM.</R> Meno niegano que$ti che la $pe
cie dell'huomo non $ia piu perfetta di quella
de gli altri animali, benche dimo$trino alcuni
accidenti d'imperfettione nell'huomo, liquali
non $i ritrouano ne gli altri animali, percio-
che la perfettione &egrave; $u$tantiale, &amp; non acci-
dentale. M<R>OR.</R> Mi piace, hor ritorniamo
al no$tro propo$ito. T<R>OM.</R> Hauemo dato
l'e$$empio dell'ordine compo$itiuo nella filo$ofia
naturale, &amp; percio ne re$ta che noi l'applichia
<MARG><R>Ordine c&otilde;
po$itiuo
<*>ella medi
<*>ina d'on-
de comin-
ci.</R></MARG>
mo ancora all'arte medicinale. Incomincia
adunque l'ordine compo$itiuo nella medicina
dal fine del filo$ofo, &amp; da que$to ua alla par-
te di cu$todire la $anit&agrave; pre$ente, &amp; ri$taura
re la per$a, &amp; da que$ta uiene &agrave; quella, che
ne d&agrave; &agrave; cono$cere l'infirmit&agrave;, &amp; $intomi, &amp;
di qui partendo tra$corre alla parte de pre$a-
gi, &amp; $ogni, &amp; finalmente alla curatione,
&amp; qui $ono per farui auuertito d'una $ola co
$a, &amp; poi porr&ograve; fine &agrave; que$ti due ordini.
Percio l'ordine compo$itiuo &egrave; differente da i
<MARG><R>Differenza
tral'ordine
compo$iti-
uo, &amp; il
metodo.</R></MARG>
metodi, percioche l'ord<*>$empre incomincia
da quegli principij, che $ono <*>no$ciuti dalla
natura per primi, $e bene mede$imamente $o-
no anco cono$ciuti da noi, &amp; il metodo $em-
pre incomincia da quegli principij che $ono &agrave;
noi prima cono$ciuti, $e bene in$ieme $ono an-
che cono$ciuti dalla natura. M<R>OR.</R> Que$to
<pb n=43>
&egrave; quello, che Ari$totele dice nel primo della
fi$ica, che la uia, cio&egrave; metodo $empre inco-
mincia dalle co$e, che $ono piu note &agrave; noi, &amp;
l'ordine da quelle che $ono piu note alla natu-
ra. T<R>OM.</R> egli &egrave; uero, &amp; que$to &egrave; quan-
to mi pare degno di e$$ere con$iderato intorno
all'ordine compo$itiuo, la$ciando molti e$$em-
pi, che ui potrei addurre, perche gli hauete
nella ri$olutione, &amp; percio trapa&szlig;iamo al-
la diffinitione, &amp; di e$$a breuemente parlia
<MARG><R>Ordine <*>
finitiuo
che co<*></R></MARG>
mo. L'ordine diffinitiuo adunque, che di$$o-
lutione, &amp; ri$olutione &egrave; chiamato da alcuni
come appo Galeno $i pu&ograve; uedere nel principio
dell'arte medicinale, non &egrave; altro in $omma che
uno i$trumento, ilquale noi adoperiamo &agrave; di-
$porre, &amp; riduurre tutte le co$e al mezo; &amp;
perche nel fare que$to effetto pare che ri$oluia
mo, &amp; diuidiamo e$$o mezo, che &egrave; la diffini-
tione, da molti &egrave; stata chiamata &amp; ri$olutio-
ne, &amp; diui$ione, &amp; ecco come pare che ri$ol
uiamo, &amp; diuidiamo la ri$olutione. Pigli$i
la ca$a per e$$empio, la quale non &egrave; altro che
uno edificio, che guarda (come detto habbia
mo) &amp; con$erua l'huomo da ogni $orte di of-
fe$e e$terne, &amp; que$to &egrave; il mezo, il quale $i
$cioglie, &amp; diuide in parti, come $e $i deue
guardare da pioggia, fa di me$tiero che guar-
di il tetto. Se da nemici, bi$ogna che habbia
<pb n=78>
le pareti, &amp; que$te pure $i ri$oluono in altre
parti, &agrave; tal che pare apunto che la diffinitio-
ne $ia ri$olutione del tutto in parte. M<R>OR.</R>
Hebbero adunque qualche ragione &agrave; doman-
darla ri$olutione, ouero di$$olutione, &ograve; diui-
$ione. T<R>OM.</R> Po$$ono e$$ere i$cu$ati, ma non
gia lodati, perche ueramente deue$i chiama-
re ordine diffinitiuo. M<R>OR.</R> Quando dite
che la diffinitione ordina tutte le co$e al mezo,
intendete alla diffinitione, ouero al definito?
T<R>OM.</R> Intendo all'uno, &amp; all'altro, perche
$e $i riducono alle parti, $i riducono al tutto,
$e al tutto, anco alle parti: onde non faccia-
mo capitale &agrave; dire piu &agrave; uno, che &agrave; un' altro,
purche intendiate che $i cauino tutte le parti
dalla diffinitione, come $i fanno le linee dal
centro alla circonferenza. Piu chiaro e$$em-
<MARG><R>Diffinitio-
ne della
medicina,
$ec&otilde;do Ga
leno.</R></MARG>
pio non $i pu&ograve; hauere che da Galeno nell'arte
medicianle, oue egli dice che la medicina &egrave;
$cienza de corpi $alubri, in$alubri, &amp; neu-
tri, &amp; diuide poi cia$cuno di que$ti in $egni,
cau$e, &amp; corpi, &amp; que$ti in parti. M<R>OR.</R>
&egrave; chiari&szlig;imo e$$empio certo, ma non &egrave; meno
<MARG><R>Diffinitio-
ne della fi-
lo$ofia.</R></MARG>
chiaro quello della filo$ofia, cio&egrave; la filo$ofia na
turale &egrave; cognitione delle co$e naturali, e$$e $o
no principij, &amp; principiati, i principij, o che
<MARG><R>Co$e natu
rali qual $ie
no.</R></MARG>
$ono propinqui, &ograve; remoti, &ograve; remoti&szlig;imi, in-
principiati, &ograve; $ono perfetti, &ograve; imperfetti, &ograve;
<pb n=35>
animati, &ograve; inanimati; $e animati, &ograve; $en$ibi-
li, &ograve; in$en$ibili; $e $en$ibili, &ograve; rationali, &ograve; ir-
rationali, &amp; la maggior parte di e&szlig;i in altre
parti ancora $i po$$ono $membrare, &amp; co$i chia
ramente $i ottiene l'e$$empio di cio che uoi ha
uete detto al parer mio. T<R>OM.</R> Et innanzi
che piu oltre noi pa&szlig;iamo, deue$i anco auuerti
<MARG><R>Diffinitio-
ne, &agrave; che
co$a $erua</R></MARG>
re che la diffinitione, in quanto che &egrave; ordine,
ne $erue &agrave; trattare, &amp; ordinare tutta la $cien
za, cioe &agrave; numerare tutti i capi, che tutta la
facult&agrave; in $e ste&szlig;i comprendono; &amp; con tut-
to che il proprio $uo $ia di preporre, &amp; ordi
nare le parti della facult&agrave; di che &egrave; diffinitione,
non re$ta per&ograve;, che ancora $eco non mi apporti
cognitione anco del diffinito, &amp; che in uniuer
$ale non mi faccia uedere tutta la facult&agrave;, di-
mo$trandomi come tutto quello che $i tratta
nell'arte, ouero $cienza di che &egrave; diffinitione, ci
riducono ad e$$a come ad un principio, dal qua
le ordinatamente ogni co$a depende, ilche non
auuiene nel metodo diffinitiuo; percioche alla
diffinitione metodica non $i riferi$cono tutte le
parti dell'arte, &ograve; $cienza che ne uogliam dire,
come $i riferi$cono a e$$o ordine diffinitiuo.
Et percio in que$to $ono tra loro differenti, &amp;
di qui anche appare come molti $i $ono ingan
nati, liquali uedendo una parte dell'arte di-
cbiarata con la diffinitione, hanno creduto che
<pb n=36>
tutta l'arte fo$$e di$po$ta $otto l'ordine diffini-
tiuo: benche fo$$e trattata $otto l'ordine com-
po$itiuo, come auuiene nel $econdo della fi$ica
oue Ari$totele diffini$ce la natura. <*>lche ue
dendo alcuni, $enza pen$are che differenza
fo$$e tra l'ordine diffinitiuo, &amp; il metodo,
di$$ero che e$$o Ari$totele nella filo$ofia natu-
<MARG><R>Ordine dif
finitiuo, co
me differi-
$ca da gl'al
<*>i ordini.</R></MARG>
rale u$aua l'ordine diffinitiuo. &egrave; ancora l'or-
dine diffinitiuo differente da gli altri ordini,
come ne gli e$$empi facilmente $i &egrave; potuto ue-
dere, &amp; $e altra differenza non ui fo$$e mai,
ui &egrave; almeno que$ta, che l'ordine compo$itiuo
ordina tutte le parti della facult&agrave;, di che &egrave; or
dine, al $uo principio, &amp; il ri$olutiuo al $uo
fine, &amp; e$$o diffinitiuo al mezo. &egrave; anco diffe-
rente da gli altri in que$to, perche e$$o inco-
mincia dalla diffinitione come dal tutto, &amp; ua
uer$o cia$cuna parte, &amp; particella di e$$o; &amp;
il compo$itiuo incominciando da i principij re
moti&szlig;imi, ua ordinando tutte le parti in$ino
alle co$e piu ba$$e, &amp; al fine finalmente, &amp;
la ri$olutione principiando dal fine, ua ordinan
do a parte a parte in$ino alle parti remoti&szlig;i-
me. &egrave; parimente differetne e$$o ordine diffini-
tiuo dal ri$olutiuo, perche &egrave; inetto a ritroua-
re le co$e come &egrave; parimente il compo$itiuo, in
che pu&ograve; molto il ri$olutiuo. Supera anco il
diffinitiuo il compo$itiuo, perche e$$o co'l $uo
<pb n=81>
diffinire pu&ograve; piu $uccintamente ordinare le fa-
cult&agrave;. Onde adunque potiamo dire che la dif-
finitione non $ia punto inferiore a gli altri or-
dini. M<R>OR.</R> Voi certo nel dimo$trare che
l'ordine diffinitiuo &egrave; differente da gli altri ha-
uete u$ato mirabile artificio, perche in$ieme,
in$ieme hauete anco dimo$trato le differenze
che $ono tral ri$olutiuo, &amp; il compo$itiuo.
T<R>OM.</R> Dapoi che io ueggio che uoi $iate ca-
paci&szlig;imo &amp; delle diffinitioni de gli ordini, &amp;
delle loro differenze, &amp; di tutte quelle diffi-
cult&agrave;, che per la cognitione loro da noi $ono
state prepo$te, porremo hormai fine a gli or-
dini, la$ciando da parte molti e$$empi, che po
tre&szlig;imo addurre, &amp; della diffinitione, &amp; del
la compo$itione, $i come di gia habbiamo ad-
dutte della ri$olutione, non uietandoui per&ograve;
il chiedere $e in qualche co$a dubitate; Tra-
$portando dunque il dire de i metodi &agrave; un'al-
tro giorno, andaremo $econdo il no$tro u$o a
trouare quegli, che ne a$pettano. M<R>OR.</R>
La$ciato da parte il ringratiarui con belle pa-
role, perche io s&ograve; quanto uoi $iate inimico del
le cerimonie, &amp; che ui contentate del buon
animo, andate che ui far&ograve; compagnia, poi
che hora altro non mi occorre, &amp; $e mi occor
rer&agrave; co$a ueruna chiederouui a baldanza a&szlig;i
<*>urato dalla immen$a uo$tra corte$ia, &amp; tra
<pb n=82>
tanto star&ograve; in e$pettatione de i di$cor$i intor-
no a i metodi. T<R>OM.</R> Per non tenerui lun
gamente $u$pe$o, mi ba$ta a$$ai che mi hab-
biate accompagnato fin qui di fuora, la$cia-
teui riuedere dimani alla mede$ima hora, che
delli gradi della no$tra Scala, &ograve; Metodi che ne
uogliam dire a pieno ragioneremo; et perdona
<*>emi che hoggi non po$$o hauerui al $olito me-
co, percioche debbo ui$itare alcuni, che non uo
gliono da' $colari e$$er ueduti. M<R>OR.</R> Al
manco haue$te detto alcune, perche le donne
s'imaginano lo $colare e$$ere animale fanta$ti-
co, per la diffinitione che gli hauete a&szlig;i-
gnata uoi altri dottori et per&ograve; non
gli introducono uolentieri:
hora andate pure che
io non uoglio im
pedire i
uo-
stri negocij. Iddio ui ac-
compagni. T<R>OM.</R>
Et a uoi doni
ogni con-
tento.
<C>IL FINE DELLA PRIMA
<R>S<*>STIONE.</R></C>
<pb n=83>
<FIG>
<C><R>DELLA SCALA
DELLE SCIENZE,
ET ARTI,
DIVISA IN QVATTRO SETTIONI,</R>
DALL'ECCELLENTE MEDICO
<R>&amp; Filo$ofo, Me$$er GREGORIO
MORELLI.
SETTION SECONDA.
INTERLOCVTORI.</R></C>
<FIG>
<C><R>TOMITANO, ET MORELLO.</R></C>
<p><R>S</R>I<R>ATE VENVTOA</R>
tempo M<R>ORELLO</R> mio,
&amp; apunto quando io pen$a-
uo intorno alli gradi della no-
stra Scala, ui $entij doman-
dare $e io ero in ca$a, &amp; diceuo tra me mede
$imo $e il Morello hora ueni$$e, potre&szlig;imo ap
plicare gli gradi a i poggi, che di gia diriz-
zati habbiamo, &amp; a tutta la Scala porre hor
<pb n=84>
mai fine. M<R>OR.</R> Con que$to de$iderio $o-
no uenuto ancora io, &amp; per&ograve; $enza indugio
potrete incominciare quando ui piaccia, che
tutto cio sta a Voi. T<R>OM.</R> Sedete adun-
que, &amp; per diruela non mi piace che $carichia
te uoi, per caricare poi me, ma che ogni uno
$o$tenga la parte $ua. M<R>OR.</R> Non mi fa-
r&ograve; in dietro quando bi$ogner&agrave;, incominciate
pure. T<R>OM.</R> Gli ordini adunque, che gia
$ono stati de$critti da noi, furono ritrouati per
riparare a uno di due bi$ogni delle $cienze; &amp;
arti, cio&egrave; a quello della di$po$itione, &amp; hora
fa bi$ogno di $atisfare all'altro, che &egrave; il di-
chiarare le co$e o$cure, &amp; fare in modo, che
$ieno uedute: la qual co$a faremo u$ando gli
<MARG><R>In$trumen
ti dichiara
tiui, di qu&atilde;
te $orti $ie-
no.</R></MARG>
i$trumenti dichiaratiui, i quali $ono di piu $or
ti, cio&egrave; &ograve; che danno uera $cienza, &amp; fanno
cono$cere ueramente la co$a, che dichiarano,
&amp; que$ti $ono da Greci, &amp; Latini chiamati
Metodi, ouero che ne danno di e$$a una certa
imperfetta cognitione, &amp; que$ti chiamaremo
i$trumenti i$perimentali, de' quali parlaremo
<MARG><R>Metodo in
quanti mo
di $i piglia.</R></MARG>
ultimamente. Il Metodo $i piglia, in molti
modi, $i come $i pu&ograve; uedere per Ari$totele,
che lo piglia nel primo te$to della fi$ica per
ogni $orte di $cienza, &amp; il mede$imo anche
nella topica $otto que$to nome compre$e tutte
le arti, dicendo che l'arte che egli hauea tra<*>
<pb n=85>
tata ne i libri della topica era $ommamnete
utile, &amp; qua$i come uia &agrave; tutti i metodi, cio&egrave;
&agrave; tutte le arti, &amp; $cienze. Galeno ne i libri
intitulati Del Metodo lo pre$e per l'arte s&igrave;,
&amp; $pecialmente nel nono del Metodo lo pigli&ograve;
per l'arte della logica, nella quale $i trattano
tutti quei documenii, che $eruono, &amp; reggo
no tutte le tre operationi dell'intelletto. Hora
benche $ieno molte parti della logica, alle qua
li $i potrebbe e$tendere que$to nome, non di-
meno noi chiamaremo Metodi que$ti quattro
i$trumenti, cio&egrave; ri$olutione, diffinitione, de-
mo$tratione, &amp; diui$ione, liquali $ono stati
celebrati, &amp; anche connumerati da Ammo-
nio nel prohemio di Porfirio; &amp; Platone, che
douea dir prima, parimente gli conobbe, &amp;
molto li commend&ograve; &amp; in quanta stima li hab
bia hauuti Galeno uoi lo $apete. Ale$$andro
Aphrodi$eo ne' libri della Po$teriora fa $imil
mente mentione di que$ti quattro ordini, tut-
tauia celebrandogli per utili, &amp; nece$$arij a
tutte le $cienze. Per tanto pigliare hormai
potremo il metodo per gli quattro i$trumenti
gia detti; percioche non e$$endo loro altro
ehe un certo di$cor$o, cio&egrave; uia, per la quale
di$corre l'intelletto da un termine all'altro; &amp;
<MARG><R>Diffinitio-
ne della
nia.</R></MARG>
Metodo nome Greco nel no$tro linguaggio al-
tro non ri$uona $e non uia, molto e$$o nome
<pb n=86>
conuiene a $udetti i$trumenti: &amp; per&ograve; ueggia-
mo che co$a &egrave; uia, laquale non pare altro al
mio parere, che quello $patio che fra due ter-
mini $i contiene, di modo che &egrave; nece$$ario, &ograve;
che ella $ia diritta, ouero obliqua, &amp; quella
uia &egrave; diritta, che tra due termini &egrave; pi&ugrave; breue
che e$$er pu&ograve;, &amp; che &egrave; ueduta tutta da qua-
lunche per e$$a cammina, tanto $e $i ritroua
nel principio come nel mezo, &amp; come nel fi-
ne: &amp; la obliqua per il contrario. Onde do
uendo$i trattare una co$a metodicamente &egrave;
molto piu conueneuole che $ia trattata per uia
retta, che per obliqua, perche $i come le co-
$e naturali, $e $ono nello stato $uo proprio $en
za e$$ere alterate, ouero intricate con altre,
$empre fanno il $uo moto diritto, &ograve; che a$cen-
dono, ouero che di$cendono, ne mai faranno
moto obliquo, $e non $ono, come io dico,
fuora della propria natura; co$i parimente
deue studiare colui di fare che di e$$e trat-
ta, trattandone per una uia, che $ia diritta
quanto piu e$$er po$$a, laqual co$a non appor
ter&agrave; minore commodit&agrave; &agrave; lui di quello che
apporta il cammino diritto al uiandante.
Il metodo dunque, co'l quale $i hanno da trat
tare le facult&agrave; &egrave; una uia diritta, &amp; non obli-
qua, ne con piu facilit&agrave; $i potrebbe trattare
facult&agrave; alcuna, ne parimente con piu breuit&agrave;,
<pb n=87>
perche, come diceua Euclide, la linea dirit-
ta &egrave; la piu breue che $i po$$a fare tra li due
termini. M<R>OR.</R> A talche $e uno uorr&agrave;
de$ciuere co$a alcuna metodicamente la de$cri-
uer&agrave; piu breuemente, piu dirittamente, &amp;
piu facilmente che $ia po&szlig;ibile. T<R>OM.</R> Co$i
&egrave;. Li metodi adunque $ono quattro, cio&egrave; di-
<MARG><R>Metodi
quanti $ie-
no.</R></MARG>
mo$tratione, diui$ione, diffinitione, &amp; ri$o-
lutione, i quali in quanto che $eruono alle
$cienze, &amp; arti, ouero $ono adoperati dal-
l'artefice; $ono i$trumenti: di modo che dire
po&szlig;iamo, che il metodo dichiaratiuo &egrave; in$tru
mento, che adoperiamo nelle $cienze, &amp; ar-
ti &agrave; uenire in cognitione de i problemi per ac-
qui$tare di e&szlig;i la $cienza camminando $empre
da una co$a cono$ciuta, a una co$a, che non
$i cono$ce. M<R>OR.</R> Que$ta &egrave; la de$crittione
del metodo. T<R>OM.</R> Tant&egrave;. M<R>OR.</R> Il
<MARG><R>Differenza
tra il Meto
do', &amp; gli
ordini.</R></MARG>
metodo adunque &egrave; da gli ordini differente,
perche di e$$o ce ne $eruiamo in cono$cere quel
lo che noi n&otilde; $appiamo per mezo di quello che
$appiamo; &amp; l'ordine ne $eruiua $olamente a
di$porre le co$e di gia $apute; &amp; punto non
u'ingannate quando uoi dite, che inue$tighia-
mo la co$a, che non $apemo, per mezo della
co$a che $apemo, percioche dice Ari$totele
che ogni no$tra cognitione $i fa da una preco-
gnitione. T<R>OM.</R> Co$i sta. Diuide$i il
<pb n=88>
metodo, come ho gia detto in quattro $pecie.
M<R>OR.</R> Innanzi che piu oltre uoi tra$corria
te, ditemi di gratia a che fine hauete detto
nella de$crittione del metodo, per acqui$tare
la $cienza de i problemi, ouero cognitione
perfetta, immutabile, &amp; certa. T<R>OM.</R> Ac-
cio fo$$e diui$o il metodo da gli i$trumenti i$pe
rimentali, perche e&szlig;i, come poi diremo, non
ne danno altro che una certa peritia, ouero
opinione, &amp; non $cienza, come fanno i me-
todi. M<R>OR.</R> Bene, ho inte$o e$$a diffinitio
ne, $eguire &agrave; uo$tro bell'agio. T<R>OM.</R> Gia
di&szlig;i, che le $pecie de i metodi $ono quattro,
&amp; hora ui dimo$trar&ograve; che non $ono ne piu ne
meno, $i con autorit&agrave;, come anche con ragio
ne. Ammonio tra Paripatetici Filo$ofo $i-
gnalato nel prohemio de predicabili, dice e$-
$erui quattro metodi. Porfirio nel mede$imo
luogo l'i$te$$o conferma. Ari$totele padre del
la filo$ofia, &amp; de' filo$ofi nel primo libro del
l'anima, &amp; in altri luoghi ancora, numer&ograve;
$olamente i quattro gia detti metodi. Con ra
gione parimente $i puo dimo$trare i metodi
non e$$ere piu di quattro, ne meno, percio-
che non e$$endo altro il trattare metodicamen
te alcuna co$a, che trattarla breuemente, chia
ramente, &amp; dirittamente, e co$a conuene-
uole che e$$a $ia dichiarata in quel modo che
<pb n=89>
naturalmente $i ritroua, perche ne piu bre-
uemente, non potrebbe e$$ere trattata, &amp; di-
chiarata, ilche e$$endo bi$ogna che li metodi
$ieno tali, che po$$ano trattare &amp; dimo$tra-
re, &amp; dichiarare le co$e, come naturalmen-
te stanno. Qualunque co$a $i puo cono$cere,
ouero come ella &egrave; naturalmente $enza acciden
ti, ouero in$ieme con gli accidenti $uoi, &amp; per
$apere la natura di que$ti due, $i $ogliono fa-
re que$ti quattro que$iti, $i come Ari$totile
<MARG><R>Que$iti <*>
la co$a c&otilde;
accidente,
&amp; di &qtilde;lla,
che &egrave; $en-
za.</R></MARG>
nel $econdo della Po$teriora ne dimo$tra; due
cio&egrave; della co$a $emplice $enza accidente, che
$ono $i &egrave;, &amp; che co$a &egrave;, gli altri due della co
$a con gli accidenti in$ieme, cio&egrave; che $ia co$i,
&amp; perche $ia co$i. Gli accidenti $ono di due
<MARG><R>Accidenti,
di quante
$orti.</R></MARG>
$orti, altri cio&egrave; che accompagnano $empre la
co$a i$te$$a, &amp; altri n&ograve;, ma auuengono ad e$-
$a co$a per qualche cagione e$trin$eca, &amp; di
que$ti ultimi non parliamo noi, ma di quegli
che $ono accidenti proprij di e$$a co$a; onde
quando que$ti accidenti non $ono cono$ciuti,
che proprij $ieno di quel $uggetto, oue $i ri-
trouano, fa bi$ogno di hauere uno i$trumento,
che ne lo dimo$tri, &amp; que$to e la dimo$tratio-
ne, della quale non ne $eruiamo in altro che
nel dimo$trare e$$o proprio accidente, ouero
pa&szlig;ione e$$ere di quel $uggetto, di che egli &egrave;
proprio; ilche fare noi non potiamo $enza la
<pb n=90>
<MARG><R>Natura del
$ugetto.</R></MARG>
cognitione del $uggetto. Onde fa di me$tieri
che la natura di e$$o $ia prima cono$ciuta, la
quale non &egrave; altro che materia, &amp; forma;
percioche alla demo$tratione precede il meto-
do diffinitiuo, che ne d&agrave; il proprio genere, che
&egrave; in uece di materia, &amp; la propria differen-
za, laquale rappre$enta la propria forma,
di modo che &egrave; nece$$ario chi uuole cono$cere il
genere proprio, che cono$ca il genere $uperio
re, cio&egrave; generali&szlig;imo, ilquale con un'altro
i$trumento ritrouiamo, che &egrave; il metodo ri$olu
tiuo. Con la diui$ione poi $membriamo e$$o ge
nere generali&szlig;imo nelle $ue parti, per ritro-
uare il proprio genere della co$a, di che cer-
chiamo la propria e$$enza, &amp; finalmente la
propria pa&szlig;ione, di modo che prima adoperia
mo il metodo ri$olutiuo co'l quale dalle $pecie
$peciali&szlig;ime caminiamo al genere generali&szlig;i-
mo, &amp; dal genere generali&szlig;imo co'l metodo
ri$olutiuo di$cendiamo alle $pecie $peciali&szlig;ime:
co'l diffinitiuo dichiariamo poi l'e$$enza di e$$a
$pecie, &amp; co'l demo$tratiuo dimo$triamo le
proprie pa&szlig;ioni di detta $pecie. M<R>OR.</R> Co'l
ri$olutiuo adunque trouiamo il genere commu
ne, come &agrave; dire che l'huomo &egrave; $u$tanza, &amp;
con la diui$ione ueniamo in cognitione del piu
pro&szlig;imo genere, che $ar&agrave; che l'huomo &egrave; ani-
male. Determiniamo poi co'l diffinitiuo la
<pb n=91>
natura di e$$o huomo, cio&egrave; che $ia animale
rationale mortale; co'l demo$tratiuo dimo$tria
mo la pa&szlig;ione, cio&egrave; che ri$ibile, &egrave; proprio
dell'huomo. T<R>OM.</R> Ben $apete, &amp; in que$ta
gui$a hauemo ritrouato dell'huomo quello che
$i pu&ograve; ritrouare, cio&egrave; che co$a $ia, &amp; che $ia
co$i, &amp; perche $ia co$i, $upponendo che $ia,
&amp; quello che $i &egrave; detto dell'huomo $i pu&ograve; pa-
rimente applicare a ogni altra co$a, ne piu ne
meno di quello che di e$$o gia fatto habbiamo.
&amp; di qui potete anco comprendere che li me-
todi non po$$ono e$$er piu, ne meno di quat-
tro, come dimo$trato hauemo. Hora da que-
ste uniuer$alit&agrave; dichiarate de i metodi, di$cen
diamo &agrave; particolare dichiaratione, quando pe
r&ograve; ui $ia in piacere. M<R>OR.</R> Anzi de$ide-
ro $ommamente que$to, &amp; certamente lo ri-
putar&ograve; per $ingolari&szlig;imo fauore. T<R>OM.</R> In-
cominciaremo adunque dalla demo$tratione,
come quella che, prima $i offeri$ce all'animo no
stro, laquale &egrave; metodo che adoperiamo per
uenire da una co$a pale$e, &amp; cono$ciuta in
cognitione di una, che naturalmente era in-
gnita, &amp; occulta, cio&egrave; la dimo$tratione ne
<MARG><R>Dimo$tra-
tione &agrave; ch<*>
$erua.</R></MARG>
$erue a cono$cere una co$a naturalmente inco-
gnita co'l mezo per&ograve; d'una che cono$ceuamo.
M<R>OR.</R> Se uoi ne darete l'e$$empio ben che io
intenda que$ta diffinitione, non dimeno all'ho-
<pb n=92>
ra $ar&ograve; piu $icuro nell'animo mio. T<R>OM.</R> Ha
uete pre$cia dell'e$$empio, a$pettate un poco,
perche bi$ogna prima dichiarare la diffinitio-
ne, &amp; cauarne quelle differenze, &amp; che di-
uidono la demo$tratione de gli altri metodi,
&amp; che anche co$titui$cono le $ue $pecie, &amp; do
p&ograve; que$to, $e ui piacera di$correremo per un
poco uniuer$almente $opra tutte le $orti de i
$illogi$mi. M<R>OR.</R> Come $e mi $ar&agrave; in pia-
cere, anzi non uoglio piu chiederui a dire co
$a ueruna, percbe io ueggio che uoi meglio $a
pete tutto quello, che io de$idero, che non s&ograve;
io ricercarui. T<R>OM.</R> Di gratia non inter-
rompiamo il no$tro ragionamento con parole
$uperflue. Quando dico adunque che la de-
mo$tratione &egrave; metodo, a$$egno quale $ia il $uo
genere pro&szlig;imo, ilche &egrave; tanto come $e io di-
ce$$e che la demo$tratione &egrave; uno i$trumento
metodico: $ottogiugnemo poi le differenze,
accioche ella $ia cono$ciuta da gli altri metodi
$eparata, che $ono, ilquale adoperiamo per
uenire in cognitione della co$a incognita dalla
cono$ciuta naturalmente, &amp; qui douete $ape
<MARG><R>Dimo$tra-
tione quan
te propo$i-
tioni hab-
bia, &amp; co-
me $i chia-
mino.</R></MARG>
re, per la intelligenza di que$te differenze,
che la demo$tratione ha tre propo$itioni, del-
le quali due $i chiamano preme$$e, &amp; una con
clu$ione: le preme$$e $ono quelle, che innan-
zi che inducemmo la conclu$ione, cono$ceua-
<pb n=93>
mo, dalle quali ueniamo in cognitione della
conclu$ione, che era incognita a noi, come a
dire ogni animale rationale &egrave; ri$ibile, ogni huo
mo &egrave; animale rationale: ecco le due preme$$e,
che $ono cono$ciute, dalle quali ueniamo in co
gnitione della conclu$ione, che $ar&agrave;. Adun-
que l'huomo &egrave; ri$ibile. M<R>OR.</R> In effetto gli
e$$empi fanno che l'intelletto perfettamente co
no$ce, fino a que$t'hora io non haueuo inte$o
per$ettamente la diffinitione della demo$tratio
ne: mi re$ta di $apere come da que$ta $i po$$a
no cauare le $pecie della demo$tratione.
T<R>OM.</R> Le differenze, come $apete, $ono quel
le che co$titui$cono le $pecie, per&ograve; quando di-
ceuamo che la demo$tratione ne fa cono$cere
una co$a, che non cono$ceuamo, per mezo di
una che era cono$ciuta, per le co$e che cono-
$ceuamo intendeuamo le preme$$e, &amp; per la
co$a incognita intendeuamo la conclu$ione. Se
le preme$$e $aranno due; quella demo$tratione
$i chiamar&agrave; $emplicemente demo$tratione, ma
$e $ar&agrave; $olo una, dalla cui notitia ueniamo in
cognitione di e$$a conclu$ione, ella $ar&agrave; la de-
mo$tratione, che conduce all'impo&szlig;ibile, co-
me quando dicemo, $e non &egrave; giornoi, adunque
&egrave; notte, &amp; qui $ono manife$te due $pecie di
<MARG><R>Dimo$tra-
tioni<*>
$i uari<*>.</R></MARG>
demo$tratione. Oltra di que$to po$$ono anco
uariare le demo$trationi per ri$petto della con-
<pb n=94>
clu$ione, perche ella pu&ograve; e$$ere di co$e $impli-
ci, &amp; di compo$te ancora; &amp; quando $ieno
co$e $implici, noi hauemo da quelle due que-
$iti, che $ono che &egrave;, &amp; che co$a &egrave;, &amp; $e $o-
no compo$te ne habbiamo due altre, che $ono
perche $ia, &amp; che $ia co$i. Si che $e uoglia-
mo dimo$trare $e la co$a &egrave;, &amp; che co$a $ia
adoperiamo una $orte di demo$tratione, laqua
le chiamano i logici demo$tratione, perche &egrave;
co$i, &amp; que$ta u&agrave; da gli effetti alle cau$e.
Ma $e uogliamo dimo$trare perche la co$a $ia,
&amp; che $ia co$i adoperiamo quella demo$tratio
ne, che i logici latini chiamano propter quid,
&amp; que$ta u&agrave; dalle cau$e &agrave; i cau$ati laquale, &ograve;
che &egrave; poti&szlig;ima, ouero non poti&szlig;ima; &amp; po-
ti&szlig;ima quella $olemo chiamare, nella quale
$ono i principij formali, &amp; conuertibili, non
poti&szlig;ima quella poi chiamiamo, che di que-
ste conditioni manca al tutto. Ho uoluto co
$i breuemente toccarui la diffinitione, &amp; la
diui$ione della demo$tratione, accioche da que
ste poche parole ne caua$te una idea, dalla
quale poi, perche (come ho gia detto) ogni
no$tra cognitione depende da una precognitio-
ne, ui conduce$$e alla perfetta notitia della de
mo$tratione. Per&ograve; pigliaremo un'alto princi-
pio, dal quale &agrave; parte &agrave; parte di$cendendo,
uerremo al $ine. Hauemo dunque gia detto
<pb n=95>
nel principio del no$tro ragionare che tutte le
arti, tutte le $cienze, tutti gli i$trumenti $o-
no stati ritrouati dall'huomo dalla nece&szlig;it&agrave;
a$tretto percio per e$$ere la demo$tratione an-
co i$trumento, ella &egrave; stata ritrouata per la
i$te$$a cagione. Diremo hora che l'huomo $i &egrave;
ingegnato di trouare uno i$trumento co'l qua-
le po$$a mi$urare le co$e, accioche cono$ca qua
li $ono tra loro uguali, &amp; quali n&ograve;: &amp; que-
sta mi$ura, con che l'intelletto mi$ura le co$e,
&egrave; apunto come quella del muratore, ilquale
e$$endo richie$to al fare una torre $imile di
larghezza, &amp; lunghezza d'una gia fatta,
non potendo egli portare l'una, &amp; l'altra ap-
pre$$o per uedere l'inequalit&agrave;, ouero equali-
t&agrave;, da que$to bi$ogno &egrave; stato a$tretto &agrave; ritro-
uare un terzo, co'l quale le mi$ura$$e, &amp; que
sto terzo &egrave; la mi$ura, perche, (come bene
dice euclide) quelle co$e che $ono uguali &agrave; un
terzo, tra loro $ono uguali, &amp; per il contra-
rio ancora. Co$i parimente ha fatto l'intel-
letto per potere bene cono$cere le co$e, &amp; que-
sta mi$ura di e$$o intelletto &egrave; chiamata da tut
ti $illogi$mo, &ograve; dimo$tratione, come di $opra
noi l'hauemo chiamata, laquale hora noi an-
<MARG><R>Sillogi$-
mo da qu<*>
ti termini
ri$uiti.</R></MARG>
che nominaremo $illogi$mo. e$$o $illogi$mo ri
$ulta da tre termini, de' quali due ne $ono que
gli di che cerchiamo la qualit&agrave;, ouero inequa-
<pb n=96>
lit&agrave;, &amp; l'altro &egrave; il mezo, ilquale hora appli
cato &agrave; uno de detti termini mi fa cono$cere
tutto quello che ricercamo di $apere. Il per-
che per la implicatione che fa e$$o mezo hora
con una co$a hora con l'altra, &amp; finalmente
per quella che fanno le i$te$$e co$e tra loro,
na$ce che tre $ono le implicationi de i $udetti
tre termini ne i $illogi$mi, lequali $ono chia-
mate da gli autori prepo$itioni, &amp; percio uo
lendo cono$cere il $illogi$mo, &amp; l'u$o $uo, bi-
$ogna cono$cere prima le prepo$itioni, &amp; in-
nanzi &agrave; e$$e bi$ogna cono$cere i termini, che
<MARG><R>Termini
logicali,
quai $ieno.</R></MARG>
le compongono. M<R>OR.</R> Que$ti termini
non $ono eglino le uoci $implici? T<R>OM.</R> So-
no e$$e, &amp; po$$ono e$$ere ancora i $emplici con
cetti dell'intelletto, &amp; dico $emplici concetti,
perche l'huomo con l'intelletto $olo pu&ograve; u$are
il $udetto i$trumento $enza che ne mandi uo-
ce. M<R>OR.</R> Pure come intenderete uoi li
termini in que$to no$tro parlare? T<R>OM.</R> In-
tenderemo per uoce, perche $otto la uoce $i
contiene anche il concetto, a tal che parlan-
do della uoce parlaremo di tutte due. M<R>OR.</R>
Seguirebbe adunque che uoi parla$te anche del
le co$e, perche il concetto &egrave; imagine della co-
$a T<R>OM.</R> Beni&szlig;imo, ma per&ograve; noi non ha-
ueremo l'occhio alle co$e, ma $olo alle uoci in
quanto rappre$entano i concetti, &amp; percio
<pb n=97>
dico che la uoce non &egrave; altro che un $egno, co'l
<MARG><R>Voce, che
co$a $ia.</R></MARG>
quale $i manife$ta il concetto, ouero (come be
ne la diffini$ce Ari$totele) la uoce &egrave; un $uono
dell'animale, cau$ato dalla percu&szlig;ione dell'ae-
re re$pirato nella canna del polmonc, modifi-
cata dalla imaginatione per proferire tal uoce
che mo$tri quello che l'animo ha conceputo.
M<R>OR.</R> Que$ta diffinitione conuerrebbe &agrave;
ogni $orte di uoce de gli animali. T<R>OM.</R>
Conuerrebbe, ma a$coltate la diui$ione. E$$a
<MARG><R>Diui$ione
della uoce.</R></MARG>
uoce $i diuide in $ignificatiua, &amp; non $ignifi-
catiua: oltra di que$to la $ignificatiua $i di-
uide in naturalmente $ignificatiua, &amp; in $i-
gnificatiua $econdo il piacere dell'huomo: non
$igni$icatiua &egrave; quella uoce, che altro non rap-
pre$enta all'intelletto di chi ode $e non il $uo-
no, come &egrave; il mugire de buoi, l'annitrire de
caualli. La uoce che naturalmente $ignifica
&egrave; quella che rappre$enta appre$$o tutti $empre
il mede$imo concetto, come il piagnere del-
l'huomo, che appo tutti mo$tra tri$tezza.
La uoce poi che &egrave; artificiale, cio&egrave; &agrave; benepla-
<MARG><R>Voce art<*>
ciale.</R></MARG>
cito dell'huomo, della quale hora intendiamo
di ragionare, &egrave; quella che da una natione &egrave;
po$ta &agrave; una co$a, per mezo della quale un'al-
tra natione non intender&agrave; quella co$a, ma un'al
tra, ouero niente, perche ella &egrave; $econdo il uo-
lere de gli huomini. M<R>OR.</R> Dimodo che
<pb n=98>
aggiugnendo alla diffinitione que$te due paro-
le, $ignificatiua, &agrave; beneplacito, haueremo la
diffinitione della uoce di che parliamo. T<R>OM.</R>
<MARG><R>Voce della
prima int&etilde;
tione.</R></MARG>
Vero e, &amp; que$ta uoce $i diuide in uoce di pri-
ma intentione, &amp; di $econda intentione, &amp;
quella della prima intentione &egrave; la uoce che $i-
gnifica il concetto, ilquale immediatamente
riceue l'intelletto dalla co$a, come &agrave; dire ca-
<MARG><R>Voce della
$econda in
tentione.</R></MARG>
pra, leone. La uoce, della $econda intentio
ne &egrave; poi quella che $ignifica il concetto della
mente riceuuto immediatamente non dalla co-
$a, ma dal modo d'intenderla; percioche l'in
telletto (per darne e$$empio) poi che ha rice-
uuto la natura humana $econdo la prima in-
tentione, paragona que$to primo concetto poi
&agrave; tutti gli huomini, &amp; uedendo che conuiene
que$to concetto &agrave; tutti gli huomini, forma di
$ubito un concetto di e$$a natura humana, per
che prima la con$ideraua in $e come partico-
lare, &amp; dop&ograve; il paragone che ha fatto la con-
$idera in uniuer$ale, il cui concetto lo chia-
mamo $econda intentione, &amp; le uoci, che rap
pre$entano e$$a $i chiamano uoci uniuer$ali, &ograve;
$pecie, &ograve; communi, di che parlando Porfirio
ne i Predicabili, &amp; Ari$totele nella Topica
<MARG><R>Voci quan
te $ieno.</R></MARG>
uol$ero che fo$$ero cinque, cio&egrave; Genere, Specie,
Differenza, Proprio, &amp; Accidente. M<R>OR.</R>
et di quali uoci parlaremo noi? T<R>OM.</R> Del-
<pb n=99>
le uoci della $econda intentione ma&szlig;imamente,
lequali, $i come ho detto, $ono cinque, ne sta
r&ograve; &agrave; di$correr molto quali $ieno le loro differen
ze, diffinitioni, ne diui$ioni, pre$upponendo
che $olo ne ba$ti di hauerui a&szlig;ignati i luoghi,
oue ampli&szlig;imamente potete uedere di que$te
tutto quello, che $i ricerca alla loro cognitione;
non tacer&ograve; gia di dire perche $ono detti uni-
uer$ali. L'uniuer$ale &egrave; quella uoce, che $i pre
<MARG><R>Vniuer$a-
le, qual $ia.</R></MARG>
dica di piu d'uno, &amp; accio $appiate che co$a
s'intende per predicare di molti, notare doue
te, che altro non uuol dire che quello uniuer-
$ale $i di$tende con la $ua $ignificatione &agrave; mol-
ti, cio&egrave; $i contengono $otto quello uniuer$ale
tutti quelli di che e$$o $i predica; come l'huo-
mo che &egrave; $pecie, $i predica di tutti particolari
huomini, perche e&szlig;i $ono contenuti da lui;
l'animale che &egrave; genere parimente $i predica
<MARG><R>Genere.</R></MARG>
dell'huomo, cauallo, leone, &amp; altri, perche
e&szlig;i contenendo$i $otto tal genere, po$$ono a uno
per uno dire io $ono animale; ben poi $ono diffe
renti tra loro non per il genere, ma per la dif-
ferenza, perche l'huomo potr&agrave; dire a $e ste$$o
<MARG><R>Differ&etilde;za.</R></MARG>
io $ono animale rationale, &amp; al cauallo tu $ei
bene animale come io, ma differente da me
perche non $ei rationale; &amp; ecco che que$ta
differenza $i predicar&agrave; di tutti gli huomini,
perche con la $ua $ignificatione $i di$tende
<pb n=100>
<MARG><R>Proprio.</R></MARG>
mede$imamente &agrave; tutti. Il proprio &egrave; uniuer-
$ale mede$imamente perche $i predica di tutti
quegli che $i contengono $otto la $pecie di che &egrave;
proprio, come &egrave; ri$ibile di tutti gli huomini.
<MARG><R>Accid&etilde;te.</R></MARG>
L'accidente ancora &egrave; uniner$ale per la mede$i-
ma ragione. M<R>OR.</R> Se co$i &egrave;, $ar&agrave;<*>anco
uniuer$ale l'indiuiduo, perche anch'e$$o $i pre
dica di $e mede$imo. T<R>OM.</R> Non pu&ograve; e$$e-
re que$to, perche in ogni attione, $i pre$up-
pongono due termini, cio&egrave; agente, &amp; patien
te, &amp; per&ograve; nella predicatione ui &egrave; $empre il
$uggetto, &amp; il predicato &amp; nell'indiuiduo,
e$$endo co$i, non ha altro $eco, ma $i sta co$i
$olo. M<R>OR.</R> Quale adunque $ar&agrave; il predi-
cato nella predicatione, quello for$e che $ar&agrave;
piu uniuer$ale? T<R>OM.</R> Quello $ar&agrave; apunto,
&amp; il $uggetto $ar&agrave; il meno uniuer$ale, pure
auertite, che alle uolte gli accidenti proprij $i
predicano della $pecie loro, ma non per&ograve; $ono
piu uniuer$ali di e$$a, ma $i conuertono con lei,
&agrave; talche potiamo dire, che il predicato &egrave; ouero
piu uniuer$ale, ouero tanto uniuer$ale alme-
<MARG><R>Predicatio
ne, in qu&atilde;
ti modi $i
facci.</R></MARG>
no quanto &egrave; il $uggetto. M<R>OR.</R> Tutte le
predicationi fanno$i elle per un mede$imo mo-
do? T<R>OM.</R> Non gia, perche $ono alcune
uoci, che $i predicano di molti $uggetti in quan
to al nome $olo, come &agrave; dire il cane, ilquale
$i predica del cane terre$tre, del manino, &amp;
<pb n=101>
cele$te $olamente $econdo il nome, &amp; non $e-
condo la diffinitione, perche e&szlig;i non po$$ono
conu<*>n&igrave;re in una diffinitione, ma cia$cuno di
loro ne hanno una appartata. M<R>OR.</R> E&szlig;i
$ono gli equiuoci d'Ari$totele. T<R>OM.</R> Sono
li mede$imi, &amp; quegli che lui chiama uniuo-
<MARG><R>Vniuoci.</R></MARG>
ci, $ono quelle uoci che $i predicano, &amp; quan
to al nome, &amp; quanto alla diffinitione de $uoi
$uggetti, come apunto fanno le cinque uoci
gia de<*>te, per&ograve; che l'huomo, quanto al nome,
conuiene &agrave; tutti gli huomini, perche tutti $i
chiamano huomini, &amp; conuiene anche quan-
to alla diffinitione perche tutti $ono rationali,
ri$ibili, come egli &egrave;. Sonoui alcune altre uo
ci lequali mede$imamente l'i$te$$o Ari$totele
chiama denominatiui, perche pigliano il no-
<MARG><R>Denomi-
natim.</R></MARG>
me da altri, come giu$to dalla giu$titia, ol-
tra &agrave; que$ta diui$ione di uoci fa altre diui$io-
<MARG><R>Diui$ione
de dieci
l'redicam&etilde;
1.</R></MARG>
ni Ari$totele, ma $pecialmente una $econdo
le co$e, di che e$$e $ono $egni, perche elle o ue-
ro che $ignificano $u$tanza, ouero quantit&agrave;,
ouero qualit&agrave;, &ograve; relatione, ouero altre $ei co
$e che $ono di que$ti quattro compo$te, come
il luogo, il tempo, che $ono compo$ti &amp; di $u-
$tanza; &amp; di quantit&agrave;, l'attione, &amp; la pa&szlig;ione
che $ono compo$te di $u$tanza, &amp; qualit&agrave;, il $i
to, et l'habito, che $ono compo$ti di $u$tanza, et
relatione. M<R>OR.</R> Et que$ti $ono i predica
menti d'Ari$totele, ma ditemi di gratia che
<pb n=102>
<MARG><R>Differenza
tra il predi
camento,
&amp; il predi-
cato.</R></MARG>
differenza fate uoi tra predicamento &amp; pre-
dicato. T<R>OM.</R> Io gli faccio quella diffe-
renza, che &egrave; tra la potenza, &amp; l'atto.
M<R>OR.</R> Intendo, $eguite pure $econdo il uo-
stro ordine. T<R>OM.</R> Fin qui uoi hauete la
diui$ione delle uoci, lequali $i po$$ono oppor-
re una con l'altra $econdo alcuni, non che la
uoce $i opponga alla uoce, ma in quanto che
$ignificano co$e oppo$ite, &amp; uogliono e&szlig;i che
<MARG><R>Oppo$itio
ni di uoci.</R></MARG>
$ieno quattro oppo$itioni; una cio&egrave; che chia-
mano contradittioni, &amp; &egrave; quando una uoce &egrave;
con negatione, &amp; l'altra $enza negatione,
cio&egrave; l'huomo, non huomo: chiamano anco op
po$itione contraria quando le uoci $ignificano
qualit&agrave; oppo$te, come caldo, &amp; freddo, uo-
gliono ancora che le uoci $i oppongano $econ-
do l'habito, &amp; priuatione, &amp; cio&egrave; quando
l'una $ignifica la forma, l'altra la priuatione
di e$$a forma, $i come la cecit&agrave;, &amp; il uede-
re: dicono finalmente che $i oppongono $econ-
do la relatione, &amp; &egrave; quando una uoce $ignifi
ca il relatiuo, &amp; l'altra il correlatiuo, come
padre, &amp; figliuolo, $eruo, &amp; padrone.
Ma io non tengo che que$te $ieno uere oppo-
$itioni, perche l'oppor$i &egrave; un contra$tare, &amp;
e&szlig;i non contra$tano, perche non affermano,
ne niegano non e$$endo loro ufficio, ma delle
orationi. M<R>OR.</R> Non $i pu&ograve; anco diuide-
<pb n=103>
re tutte le uoci $olo in due parti, come bene
ha fatto Ari$totele in nome, &amp; uerbo?
T<R>OM.</R> Si pu&ograve; beni&szlig;imo, &amp; non $enza ca-
gione fece que$ta diui$ione Ari$totele, perche
egli uoleua parlare delle propo$itioni, che $o-
no $olo da nome &amp; uerbo compo$te. M<R>OR.</R>
Come? ueggio io che entrano nelle propo$itio-
ni, &amp; negationi, &amp; congiuntioni, &amp; altre.
T<R>OM.</R> Vi entrano, ma $i come entra nella
compo$itione dell'huomo l'accidente che per&ograve;
non &egrave; della e$$enza di e$$o huomo, &amp; $e pure
uolete che la negatione habbia qualche forza
nella propo$itione, dite che ella l'ha congiun-
ta co'l predicato. M<R>OR.</R> Et que$to mi ba-
sta, &amp; di piu ho inte$o da que$to uo$tro par-
lare, che il uerbo nella propo$itione $ar&agrave; come
<MARG><R>Nome, &amp;
Verbo</R></MARG>
il predicato, &amp; il nome come il $uggetto.
T<R>OM.</R> uero &egrave;, $e per $orte non ui $ia $e non
il uerbo &amp; il nome $u$tantiale, come &agrave; dire
l'huomo &egrave;. ma anco quando nella oratione ui
$ono piu nomi, il uerbo $empre $i acco$ta al
predicato, come &agrave; dire l'huomo &egrave; giu$to.
M<R>OR.</R> Perche il uerbo &amp; il nome $i po$$o-
no comporre in molti modi, ditemi di gratia,
pu&ograve; il logico $eruir$i d'ogni $orte di oratione,
<MARG><R>Di quale
$orte d'ora
tione pu&ograve;
$eruir$i il
Logico.</R></MARG>
fatte dal grammatico? T<R>OM.</R> Solo della
enunciatione pu&ograve; egli $eruir$i, perche il $uo
ufficio &egrave; $olo di fare i$trumento che $erua ad
<pb n=104>
inue$tigare, &amp; affirmare la uerit&agrave;, &amp; rifiu-
<MARG><R>En&utilde;ciatio-
ne, di che
$ia compo
$ta.</R></MARG>
tare la fal$it&agrave;; &amp; per&ograve; $i $erue $olo della enun
tiatione, laquale &egrave; compo$ta &amp; di nome, &amp;
di uerbo, &amp; non di qualunque ca$o di nome,
ma del retto $olo, non di qualunque modo,
ouero tempo del uerbo, ma $olo del modo in-
dicatiuo, &amp; del tempo pre$ente pa$$ato, &amp;
futuro, $i che hauete da che $i componga la
enuntiatione, laquale non &egrave; altro che una ora
tione, &ograve; parlamento che d'una co$a afferma,
ouero niega, &amp; per non gittare uia tempo in
<MARG><R>En&utilde;ciatio-
ne come $i
diuida.</R></MARG>
darno ecco la diui$ione della enunciatione.
prima o ella &egrave; affermatiua, &ograve; negatiua: affer
matiua &egrave; quella che afferma il predicato e$$e-
re nel $uggetto, come &agrave; dire l'huomo &egrave; buono,
ecco che la bont&agrave; &egrave; nell'huomo: la negatione &egrave;
quella che rimuoue e$$o predicato dal $ugget-
to come &agrave; dire, l'huomo non &egrave; buono. cia$cu-
na di que$te $pecie po$$ono e$$ere uniuer$ali,
ouero particolari, ouero infinita ouero $ingo-
<MARG><R>En&utilde;ciatio-
ne uniuer-
$ale. Par-
ticolare.</R></MARG>
lari la enunciatione uniuer$ale &egrave; quella che
ouero uniuer$almente afferma, ouero uniuer-
$almente rimuoue il predicato dal $uggetto,
la particalare &egrave; ancor quella che particolar-
mente afferma, ouero niega l'i$te$$o predicato
<MARG><R>Indefinita</R></MARG>
e$$ere nel $uggetto. La inde$inita enunciatione
&egrave; quella che da qualche $uggetto uniuer$ale
non uniuer$almente, ouero particolarmente
<pb n=105>
rimuoue il predicato, ouero lo niega, &amp; di
que$ta ue ne do e$$empio, perche &egrave; un poco piu
o$cura delle altre, come, l'huomo &egrave; animale,
ecco che non ui &egrave; $egno uniuer$ale, ne partico
lare, &amp; per&ograve; $i chiama indefinita. Hora
cia$cuna di que$te propo$itioni, ouero che $a-
r&agrave; del primo adiacente, ouero del $econdo, &amp;
chiamaremo prepo$itioni del primo adiacente,
<MARG><R>Propo$itio
ne dal pri-
mo adiac&etilde;
te.</R></MARG>
lequali $olamente $ono d'un nome, &amp; d'un uer
bo, come &agrave; dirt l'huomo &egrave;, l'huomo non &egrave;,
&amp; quelle dico e$$ere del $econdo adiacente,
<MARG><R>Del $ec&otilde;-
do adiac&etilde;-
te.</R></MARG>
nelle quali $ono due nomi, &amp; un uerbo, come
l'huomo &egrave; giu$to, l'huomo non &egrave; giu$to, &agrave; tal
che quelle del primo adiacento $olamente affer
mano il $uggetto e$$ere, &ograve; non e$$ere, ma quel
le del $econdo non affermano il $uggetto e$$e-
re, ma la pa&szlig;ione, ouero predicato e$$ere in
e$$o $uggetto, come apparene gli e$$empi dati,
Di nuouo tutte que$te propo$itioni $i po$$ono
treplicare, per ri$petto del uerbo, ilquale pu&ograve;
e$$ere pre$ente, pa$$ato, &amp; futuro, &amp; que-
ste propo$itioni $ono chiamate da latini, propo
<MARG><R>Propo$itio
ni de Ine$-
$e.</R></MARG>
$itioni de ine$$e; cia$cuna delle quali di nuouo
potr&agrave; e$$ere quadruplicata, &amp; in que$ta qua-
druplicatione mutano il nome, perche di pro-
po$itioni de ine$$e che $i chiamauano, $i chia-
<MARG><R>Propo$itio
ni modali.</R></MARG>
maranno propo$itioni modali, perche cia$cu-
na di loro potr&agrave; hauere cia$cuno di que$ti
<pb n=106>
quattro modi, cio&egrave; nece$$ario, po&szlig;ibile, im-
po&szlig;ibile, &amp; contingente, come &agrave; dire nece$$a
riamente l'huomo &egrave; giu$to, ouero non nece$$a-
riamente l'huomo &egrave; giu$to, &amp; co$i delle altre.
Vltimamente ogni una, co$i quelle de ine$$e,
come le modali po$$ono e$$ere triplicate, per
ri$petto delle tre materie, cio&egrave; nece$$aria, con-
tingente, &amp; remota, come per e$$empio, l'huo-
mo &egrave; animale, l'huomo &egrave; bianco, l'huomo &egrave;
un $a$$o. M<R>OR.</R> Que$to numero di prepo$i-
tioni $ar&agrave; qua$i infinito. T<R>OM.</R> Hauete
parlato bene &agrave; dire qua$i, accioche udita l'al
tra parte delle prepo$itioni potiate dire infini-
ta a$$olutamente. M<R>OR.</R> Che adunque,
ue ne $ono ancora. T<R>OM.</R> Altrettante ue
ne $ono, perche cia$cuna delle $udette po$$ono
e$$ere prononciate con conditione, &amp; di$giun-
tione, non affermando, $i come fanno le pa$-
$ate la co$a e$$ere, ouero non e$$ere, &amp; que-
<MARG><R>Propo$itio
ni hipoteti
ce.</R></MARG>
ste $ono chiamate hipotetice propo$itioni, cio&egrave;
propo$itioni conditionate, come &agrave; dire $e &egrave;
giorno egli &egrave; luce, $e egli &egrave; buon huomo, &egrave; an
che giu$to: &amp; que$te quantunque $ieno in po
co u$o, $i po$$ono nondimeno uariare in molti
modi, perche ouero che $aranno di$giunte, co
me &agrave; dire &egrave; l'A, ouero la B. po$$ono e$$ere
conditionali ancora, &amp; que$te ouero $aranno
$emplici, ouero compo$te, le $emplici come $e &egrave;
<pb n=107>
l'A, &egrave; anco la B; le compo$te ancora $i diui
dono &amp; ouero $aranno con una conditione,
ouero con due, con due conditioni, come $e &egrave;
l'A, &amp; $e &egrave; la B, &egrave; anco la C. con una $o-
la, come $e &egrave; l'A, $ar&agrave; la B, &amp; la C. <*>
M<R>OR.</R> Mi diceuate che ne rimaneua la me
t&agrave; da connumerare, &amp; per quello che io po$$o
comprendere da que$ta diui$ione $i po$$ono due
uolte triplicare. T<R>OM.</R> Il mio non fu erro-
re, perche io non ui di&szlig;i co$i per affermarui
il numero delle propo$itioni, che mi re$taua,
ma per ri$pondere &agrave; uoi che diceuate che era-
no qua$i infinite; ma intorno &agrave; que$ti douete
notare, perche hauemo detto che non afferma
no, ne niegano $e non conditionatamente, che
e$$e cono$cerete affermare, ouero negare dalla
con$equentia loro, perche $e la con$equenza
affermar&agrave; qualche co$a, uoi direte e$$ere affer
matiue, &amp; $e anco negar&agrave;, uoi direte e$$ere
negatiue. M<R>OR.</R> Que$te propo$itioni con-
ditionali per&ograve; hanno i mede$imi termini, che
hanno quelle de ine$$e, &amp; le modali, ma $olo
$ono differenti per la conditione, ouero di$iun
tione, che $e li aggiungono. T<R>OM.</R> Ne
piu ne meno &egrave; di quello che uoi dite, &amp; qui
fini$ce la diui$ione delle propo$itioni, &amp; $e ui
pare$$e intorno &agrave; e$$a diui$ione qualche diffi-
cult&agrave;, perche io, per breuit&agrave;, non ne ho dato
<pb n=108>
di tutte l'e$$empio, $e non uolete chiedere &agrave;
me ricorrete intorno &agrave; Boetio, ilquale di tutte
le propo$itioni ha parlato, ma e$qui$iti&szlig;ima-
mente delle hippotetice. M<R>OR.</R> Per ho<*>a
pare &agrave; me che io ne $ia capaci&szlig;imo, ne dubito
punto che con que$ta idea, che io ho nellamen
ie, non ritroua il numero di tutte le propo$itio
ni. T<R>OM.</R> Hor ba$ta, poi che le hauete
co$i bene inte$e, annotate alcune co$e in uni-
uer$ale intorno ad e$$e propo$itioni, ne uerre-
mo &agrave; dire del Sillogi$mo, &amp; finalmente della
demo$tratione, come &egrave; stato in$ino da princi-
pio propo$to. La prima co$a che uoglio che
noi annotiamo &egrave; la oppo$itione delle propo$itio
ni, perche, $e bene io mi raccordo, parlan-
do delle uoci, diceuo che elleno non $i oppon-
gono ueramente, ma che &egrave; proprio delle pro-
po$itioni; per&ograve; douiamo $apere, che la propo-
$itione uniuer$ale affermatiua, &amp; la uniuer-
$ale negatiua d'uno i$te$$o $ogetto, &amp; predica
to, &amp; conle mede$ime altre conditioni, po-
ste all incontro $ono contrarie, ne po$$ono e$$e-
<MARG><R>Oppo$itio
nedi pro-
po$itioni.</R></MARG>
re in$ieme mai uere, $ia m&ograve; in quale $i uoglia
$orte di propo$itioni, po$$ono bene e$$ere l'una
uera, &amp; l'altra fal$a, oueramente amendue
fal$e, &amp; $e l'affermatiua uniuer$ale, $ar&agrave; al-
l'incontro della particolare negatiua, con le
$opradctte conditioni, ilche intender&ograve; in ogni
<pb n=109>
$orte di oppo$itione, dico che $aranno contra-
dittorie, come $ara anco $e la negatiua uniuer
$ale $i oppone alla particolare negatiua, le-
quali mai non po$$ono e$$ere amendue ue-
re, &ograve; fal$e in$ieme, ma l'una uera, &amp;
l'altra fal$a; ma $e per ca$o ancora mette&szlig;i-
mo due particolari all incontro, l'una afferma
tiua, &amp; l'altra negatiua, dire dobbiamo che
que$ta oppo$itione &egrave; $ubcontraria, la cui leg-
ge &egrave; che po&szlig;ino e$$ere in$ieme uere, ma non
fal$e. Po&szlig;iamo fare un'altra implicatione,
cio&egrave; confrontare la uniuer$ale affermatiua con
la particolare affermatiua, ouero la uniuer$a
lc negatiua, con la particolare negatiua, &amp;
que$te complicationi le chiamaremo $ubalter-
ne, non per altro, $e non perche la particola-
re &egrave; $ottopo$ta alla uniuer$ale, nella i$te$$a
$orte parlando, &amp; que$ta legge &egrave; che $e le
uniuer$ali $ono uere, tali $aranno anche le
particolari, &amp; il $imile intenderemo delle fal-
$e, ma non per il contrario, cio&egrave; la uerit&agrave;
della particolare, &ograve; fal$it&agrave; non far&agrave; la uni-
uer$ale uera, &ograve; fal$a. M<R>OR.</R> Che oppo$i-
tione $ar&agrave; $e due $ingolari propo$itioni l'una
affermatiua, &amp; l'altra negatiua $ar&agrave; all'in-
contro, non $ar&agrave; ella propo$itione contradit-
toria? T<R>OM.</R> Co$i $ar&agrave;, &amp; que$to ne ba$ti
circa le oppo$itioni. Et perche $i $uol dire
<pb n=110>
che dalla guerra $i uiene alla pace, uenia-
mo noi dalla oppo$itione delle propo$itioni alla
<MARG><R>Conuer$io
ne di pro-
po$itioni.</R></MARG>
conuer$ione di e$$e. Per&ograve; la propo$itione uni-
uer$ale negatiua $i conuerte in $e $te$$a, co-
me $arebbe &agrave; dire $e glie uero che ne$$una
A, non &egrave; la B, $ar&agrave; anco uero &agrave; dire, che
ne$$una B, $ia per A. M<R>OR.</R> Si dir&agrave; dun-
que le propo$itioni conuertir$e in $e $te$$e
ogni uolta che $eruata la qualit&agrave;, &amp; quan-
tit&agrave; $i mutano $olamente i termini. T<R>OM.</R>
Sar&agrave; &amp; $i chiamer&agrave; $emplice conuer$ione.
M<R>OR.</R> La propo$itione uniuer$ale afferma-
tiua in che $i conuertir&agrave;? T<R>OM.</R> Si con-
uertir&agrave; in una particolare affermatiua, co-
me $e &egrave; uero che ogni A, $ia B, $ar&agrave; a<*>co
uero che qualche B; $ar&agrave; A. &amp; que$ta con-
uer$ione chiamano gli autori conuer$ione per
accidente. La particolare affermatiua ella
$i conuerte in $e ste$$a nel mede$imo modo
che fa la uniuer$ale negatiua. La particola-
re negatiua, ella non $i conuerte, &amp; que$te
conuer$ioni $i debbono intendere in materia
nece$$aria ma&szlig;imamente, &amp; que$te $ono le
conuer$ioni delle propo$itioni, dico delle pro-
po$itioni, percioche ne i $illogi$mi come ue-
deremo, oltra que$te $e ne fanno delle altre,
cio&egrave; $i fa la conuer$ione dell'impo&szlig;ibile, &amp;
$i muta anco la maggiore in minore, &amp; la
<pb n=111>
minore in maggiore, $i come poi commo-
damente uederemo al $uo proprio luogo.
M<R>OR.</R> Per non interrompere il uo$tro pa$-
$ato ragionamento, ho uoluto ri$eruare fino
&agrave; que$t'hora una dubitatione, laquale hora
ui dir&ograve;, poiche ui ueggio uolere $alire &agrave; $il-
logi$mi. Hauete detto che le conditioni della
$ingolare negatiua, &amp; affermatiua $ono che
di nece&szlig;it&agrave; l'una $ia uera, &amp; l'altra fal$a,
&amp; $e egli &egrave; uero, come $ar&agrave; alcuna propo-
$itione contingente? T<R>OM.</R> Io ho detto che
que$te due propo$itioni $eruano le condittioni
delle contradittorie cio&egrave; che nel tempo futuro
(perche ne gli altri tempi non &egrave; dubbio) ne-
ce$$ariamente ne $ar&agrave; una uera, &amp; l'altra
fal$a, &amp; quale m&ograve; di que$te due habbia da
e$$er uera, dico che affermare non $i pu&ograve;, &amp;
per&ograve; sta beni&szlig;imo in$ieme, che di que$te pro-
po$itioni l'una nece$$ariamente habbia da e$$er
<MARG><R>Prepo$itio
m nece$$a-
rie.</R></MARG>
uera, &amp; l'altra fal$a, &amp; che $ieno uere, &ograve;
fal$e conting entemente: perche $e le con$ide-
riamo amendue in$ieme; cio&egrave; in $en$o compo-
sto, come dicono i logici, dico che nece$$aria-
mente l'una $aria uera, &amp; l'altra fal$a, ma
$e le con$ideriamo $eparate in $en$o diui$o, al-
l'hora dico che non hanno alcuna nece&szlig;it&agrave;, pe
r&ograve; che $e noi diremo, domani $ar&agrave; guerra, non
&egrave; nece$$ario che $ia, &ograve; che non $ia, &amp; il $imi-
<pb n=112>
le $ar&agrave; della $ua negatiua: ma $e diremo do-
mani $ar&agrave; guerra, domani non $ar&agrave; guerra,
dico che nece$$ariamente l'una $ar&agrave; uera, &amp;
l'altra fal$a, &amp; que$ta mede$ima $olutione
diede Ari$totele &agrave; gli Stoici, che teneuano tut
te le co$e auuenire nece$$ariamente. M<R>OR.</R>
Mi occorrono bene ancora delle altre difficul-
t&agrave;, ma con$idero che non hanno qui il proprio
luogo ma ui $ar&agrave; tempo un'altra uolta con
maggiore commodit&agrave;, &amp; per&ograve; $eguite pure lo
intento uo$tro. T<R>OM.</R> &egrave; luogo, &amp; tempo
quando uoi uolete, ma poi che co$i ui piace
me ne uengo al $illogi$mo di lungo, intorno al
quale prima $apere douete, che e$$o &egrave; di tante
$pecie, di quante $ono le propo$itioni, perche
da quelle &egrave; compo$to; ma per non andare mol
to in lungo, parlaremo in uniuer$ale di e$$o $il
<MARG><R>Sillogi$-
mo che co
$a $ia.</R></MARG>
logi$mo, &amp; poi $correremo alle particolarit&agrave;
$e il tempo nel conceder&agrave;. Il $illogi$mo adun
que, &egrave; un parlare nel quale e$$endo po$te due
propo$itioni, ne ri$ulta un'altra differente dal
<MARG><R>Sillogi$-
mo in qu&atilde;
ti modi $i
confideri.</R></MARG>
le po$te, come &agrave; dire l'A, &egrave; la B, la C, &egrave; la
A, adunque la C, &egrave; la B. &amp; e$$o $illogi$mo
$i pu&ograve; con$iderare in due modi, ouero in ri-
$petto della $ua forma, ouero in ri$petto della
materia. Con$ideramolo dunque in quanto al
la $ua forma, perche tutte le $orti de $illo-
gi$mi conuengono nella forma, ma per ri$petto
<pb n=113>
della materia $ono diuer$e, come intenderete
poi. Diuide$i dunque il $illogi$mo in ri$petto
<MARG><R>Diui$ione
del Sillogi
$mo.</R></MARG>
della forma in $illogi$mo perfetto, &amp; imper-
fetto: il perfetto &egrave; quello, che non ha di bi$o
gno dell'altrui aiuto &agrave; prouare la propo$itione,
che intende di prouare, &amp; l'imperfetto &egrave; quel
lo che ha di bi$ogno del perfetto, per uenire al
l'intento $uo. In genere tre $ono le figure, &ograve;
forme de $illogi$mi. M<R>OR.</R> Perche co$itre,
&amp; non piu, &ograve; meno? T<R>OM.</R> Per que$to.
Voi $apete, &ograve; almeno $apere douete che ogni
$illogi$mo ha tre termini, de' quali uno $i chia-
<MARG><R>Termini
del Sillogi
$mo.</R></MARG>
ma mezo termine. M<R>OR.</R> Perche co$ime-
zo termine? T<R>OM.</R> Perche &egrave; il mezo co'l
quale $i congiungono gli altri due, ouero $i
di$giungono, &amp; &egrave; la mi$ura, la quale fa co-
no$cere la equalit&agrave; de gli altri termini, de'
quali uno $i chiama maggiore E$tremit&agrave;, &amp;
<MARG><R>E$tremit&agrave;
de' Sillogi
$mi.</R></MARG>
l'altro minore E$tremit&agrave;. La maggiore e$tre-
mit&agrave; &egrave; quel termine che &egrave; piu uniuer$ale fuo-
ra del mezo, &amp; la minore, &egrave; il minor termi-
ne; &amp; da qui na$ce anco che tre $ono le pro-
po$itioni, delle quali due $ono denominate dal
li due predetti termini, cio&egrave; quella, oue &egrave; la
maggiore e$tremit&agrave; &egrave; detta maggiore, &amp; quel
la oue &egrave; la minore &egrave; detta minore, &amp; quella
che ri$ulta da que$te due &egrave; detta conclu$ione.
Hora que$ti tre termini $ono ouero predicati,
<pb n=114>
ouero $uggetti, perche come hauemo detto,
la propo$itione non co$ta d'altri termini, che
di predicato, &amp; $uggetto. onde dalla diuer-
$a implicatione di que$ta, ne na$ce la diuer$i-
t&agrave; de $illogi$mi, perche quel termine che $ar&agrave;
$uggetto nella maggiore, $ar&agrave; poi predicato
<MARG><R>Figura de'
Sillogi$mi.</R></MARG>
nella minore, d'onde na$ce la prima figura:
laquale &egrave; forma del $illogi$mo perfetto, per e$-
$er ella perfetti&szlig;ima, ouero anco il termine,
che $ar&agrave; $uggetto nella maggiore, $ar&agrave; anco
$uggetto nella minore, &amp; di qui na$ce la $e-
conda figura, ouero che il predicato nella mag
giore $ar&agrave; anco predicato nella minore, &amp;
que$ta $ar&agrave; la terza figura, ne $i deue ammet
tere l'altra implicatione, &amp; per que$to non $i
ammetta la quarta figura, come hanno uolu-
to alcuni; perche $arebbe figura inutili&szlig;ima.
Hora cia$cuna di que$te figure ha diuer$i gra-
di, per ri$petto che quattro $ono le prepo$itio-
ni, che po$$ono e$$ere approuate in cia$cuna $i
gura, &amp; oltra di que$to, po$$ono e$$er prouate
nella $econda &amp; nella terza in diuer$i modi,
onde ne na$cono diuer$e propo$itioni. M<R>OR.</R>
Que$te propo$itioni $ono quattro, cio&egrave;, uniuer
$ale affermatiua, uniuer$ale negatina, parti-
colare affermatiua, &amp; particolare negatiua
parimente. T<R>OM.</R> Tante $ono, &amp; notate
che ilogici $i hanno imaginate certe uoci uni-
<pb n=115>
uer$ali, lequali contengono tutte le regole de
igradi de $illogi$mi d'ogni $orte, &amp; il primo
grado della prima figura. Si contiene $otto
que$to nome di Barbara, ma accio intendiate
l'artificio di que$ta parola, notate che in ogni
parola $i ritrouano tre $orti di lettere, quattro
uocali, cio&egrave;, &agrave;, e, i, o, lequali mi dimo-
strano la quantit&agrave;, &amp; qualit&agrave; delle prepo$itio,
ni, onde doue $ar&agrave;, &agrave;, $ar&agrave; $empre la propo-
$itione uniuer$ale affermatiua; doue $ar&agrave;, &egrave;,
$empre la propo$itione $ar&agrave; uniuer$ale negati-
ua, &amp; doue &egrave; la, i $ar&agrave; particolare afferma-
tiua, &amp; doue &egrave; la, o $ar&agrave; particolare negati
ua. Sono altre quattro lettere con$onanti,
lequali $ono in principio de inomi, che $ono,
b, c, d, f, lequali mi mo$trano ne i $illogi$mi
imperfetti &agrave; quale perfetto $illogi$mo della pri
ma figura $i debbano ridurre, come $arebbe
quel $illogi$mo che $i contiene $otto al nome Ce
lantes $i riduce il $illogi$mo de celarent, per-
cioche amendue incominciano da una i$te$$a let
tera, che e la, c, $onoui altre quattro lette-
re in e$$e uoci, cio&egrave; l, p, e, m, lequali mi
dimo$trano la conuer$ionc della propo$itione
che &egrave; innanzi a loro, la, l, dimo$tra ne i $il-
logi$mi imperfetti, che la propo$itione auanti
&agrave; lei $i debba conuertire $emplicemente, cio&egrave;
in $e ste$$a, la, p, dimo$tra che la propo$itio-
<pb n=116>
ne $i deue conuertire per accidente, la, c, di-
mo$tra che $i deue conuertire per impo&szlig;ibile,
la cui $orte di conuer$ione dichiararemo poi
quando $aremo giunti al $illogi$mo per impo&szlig;i
bile, poi che di e$$a non hauemo ancora ra-
gionato; la, m, dimo$trar&agrave; che la propo$i-
tione innanzi &agrave; lei, $ar&agrave; maggiore $i deue
fare minore. A tal che poi che hauerete $a-
puto quali $ieno le uoci della prima figura,
uoi $aprete fare i $illogi$mi, &amp; di imperfetti
farli perfetti, &amp; per&ograve; la prima figura ha que
ste quattro dittioni, cio&egrave;. Barbara, Cela-
<MARG><R>Dittioni
della pri-
ma, $econ
da, &amp; ter-
za figura
de Sillogi-
$mi.</R></MARG>
rent, Darij, Ferio. Quelli della $econda $ono
le quattro dittioni del terzo uer$o, che $ono
Ce$are, Came$tres, Fe$tino, Baroco. Quelle
della terza figura $ono le $ei del quarto uer$o,
cio&egrave; Darapti, Felapton, Di$amis, Dapti$i,
Brocardo Feri$on. M<R>OR.</R> M&ograve; il $econdo
uer$o &agrave; che figura $i ridurr&agrave; egli in$ieme con
baralipton ultima parola del primo? T<R>OM.</R>
Ci riducono $otto la prima figura, ma non ho
io di que$te fatto mentione, percioche conclu-
dono indircttamente, per&ograve; accadendoui fare
tali $illogi$mi, gli ridurrete a i primi della pri-
ma figura, al modo che noi habbiamo detto di
$opra. Vi darei l'e$$empio di tutti, &amp; anco
ui mo$trarei la riduttione, ma mi allontanarei
troppo dal no$tro intento, che &egrave; $olamente di
<pb n=117>
mo$trarui uniuer$almente le co$e. M<R>OR.</R>
Di gratia fate hora piu stima del mio intere$-
$e, che del uo$tro ordine, del quale $arete piu
to$to lodato da gli huomini d'intelletto, che
bia$imato. T<R>OM.</R> Hauete ragione, &amp; pe-
r&ograve; eccoui l'e$$empio del primo grado della pri-
ma figura, laquale $i contiene $otto quel no-
me barbara, che ha tre, a, che ne dimo-
strano tre prepo$itioni uniuer$ali, come &agrave; di-
re. ogni, a, &egrave;, b, ogni, c, &egrave;, a, adunque
ogni, c, &egrave;, b, &amp; que$to primo grado &egrave; ogni
uolta che ($eruata la regola commune della
prima figura, che &egrave; che il $ugietto della mag-
giore $ia il predicato della minore) la mag-
giore e$tremit&agrave; $ar&agrave; uniuer$almente nel mezo
termine, &amp; e$$o mezo $ar&agrave; tutto nella minore
e$tremit&agrave;, &amp; che nece$$ariamente $eguir&agrave;, che
la maggiore e$tremit&agrave; $ar&agrave; nella minore.
M<R>OR.</R> Datemene di gratia uno e$$empio fi-
$ico, &amp; mo$tratemi &agrave; dito tutte le co$e che ha
uete dette, perche mi $aranno &agrave; chiarezza in
tutti gli altri e$$empi, ne ui ricercar&ograve; piu qua
le $ia il mezo termine, quale $ia la maggiore,
&ograve; la minore, &amp; altre faccnde. T<R>OM.</R> Ec-
<MARG><R>E$$empio
fi$ico nella
prima figu
ra.</R></MARG>
coui l'e$$empio fi$ico nel primo grado della pri
ma figura. Ogni animale rationale &egrave; ri$ibi-
le, ogni huomo &egrave; animale rationale, adunque
ogni huomo &egrave; ri$ibile. Per prima notate che
<pb n=118>
tutte tre le propo$itioni $ono uniuer$ali affirma
tiue, notate ancora che que$ta prepo$itione.
Ogni animale rationale &egrave; ri$ibile &egrave; quella pro-
po$itione che domandiamo maggiore, perche
in $e contiene la maggiore e$tremit&agrave;, che &egrave; ri$i-
bile, &amp; contiene il mezo che &egrave;, ogni animale
rationale, de quali due termini l'uno ha ragio
ne di $ugetto che &egrave; il mezo termine, &amp; l'al-
tro ragione di predicato che &egrave; la maggiore
e$tremit&agrave;. La minore propo$itione &egrave; que$ta,
ogni huomo &egrave; animale rationale, perche ella
ha la minore e$tremit&agrave; che &egrave; ogni huomo; la
conclu$ione poi &egrave;, adunque ogni huomo &egrave; ri-
$ibile. Vltimamente notate in che modo la
maggiore e$tremit&agrave; &egrave; uniuer$almente nel me-
zo, $e ogni animale rationale &egrave; ri$ibile, ne-
ce$$aria co$a &egrave; che ri$ibile, che &egrave; la maggiore
e$tremit&agrave;, &amp; che &egrave; predicato, $ia nel mezo,
che &egrave; $uo $ugetto uniuer$almente. &egrave; anco fa-
cil co$a uedere in che modo il mezo $ia uniuer
$almente nella minore e$tremit&agrave;, perche $e
ogni huomo &egrave; animale rationale, anco ogni ani
male rationale $ar&agrave; huomo, &amp; in che modo
poi $egua nece$$ariamente che la maggiore
e$tremit&agrave; $ia nella minore, credo che la ragio
ne a$tringa l'intelletto uo$tro &agrave; crederlo, $en-
za ch'io ue lo mo$tri &agrave; dito. M<R>OR.</R> Haue-
te fatta una fatica, che $ar&agrave; &agrave; uoi di gran
<pb n=119>
$olleuatione ne gli altri gradi, che dichiarate,
&amp; &agrave; me di grandi&szlig;ima utilit&agrave;, per&ograve; $eguite &agrave;
uo$tro bell'agio. T<R>OM.</R> Purche $ia co$i, che
<MARG><R>E$$empio
del $econ-
do modo.</R></MARG>
non m'interrompiate di nuouo. Il $econdo mo
do della i$te$$a figura $ar&agrave; ogni uolta che la
maggiore stremit&agrave; $ar&agrave; in ne$$un mezo, &amp; il
mezo $ar&agrave; in tutto nella minore i$tremit&agrave;, &amp;
nece$$ariamente $eguir&agrave; che la maggiore i$tre-
mit&agrave; non $ia nella minore, &amp; que$to modo $i
contiene $otto la uoce, Celarent, come (per
e$$empio) ni$$uno animale &egrave; $a$$o, ogni huo-
mo &egrave; animale, adunque ni$$uno huomo &egrave; $a$$o.
Vi dar&ograve; gli e$$empi naturali, perche ui ueg-
gio de$iderargli. M<R>OR.</R> Vi ringratio, ho
raueniamo al terzo. T<R>OM.</R> Il terzo modo
&egrave; quando la maggiore i$tremit&agrave; &egrave; uniuer$al-
mente nel mezo, &amp; il mezo &egrave; particolarmen
tenella minore e$tremit&agrave;, &amp; per&ograve; $egue nece$-
$ariamente che la maggiore e$tremit&agrave; $ia par-
ticolarmente nella minore, &amp; que$to modo &egrave;
$otto il nome Darij, come, ogni animale &egrave; di-
$ciplinabile, alcuno leone &egrave; animale, adunque
<MARG><R>E$$empio
del terzo
modo, &amp;
del quarto.</R></MARG>
alcun leone &egrave; di$ciplinabile. Il quarto &egrave; quan
do la maggiore e$tremit&agrave; non &egrave; in alcun modo
nel mezo, &amp; il mezo &egrave; in qualche parte nella
minore e$tremit&agrave;, onde $i conclude la maggio-
re e$tremit&agrave; non e$$ere in qualche parte nella
minore e$tremit&agrave;. Seguirebbono hora gli al-
<pb n=120>
tri cinque modi, cio&egrave; quegli, che $ono $otto
que$ti nomi Baralipton, Celantes, Dabitis,
Fape$mo, Fri$e$omorum, ma perche conchiu-
dono indirettamente, gli po$tporremo &agrave; tutti.
M<R>OR.</R> Seruate l'ordine accidentale, &amp; per
cio preponcte i piu degni a i meno degni.
T<R>OM.</R> Ben $apete. Hor $eguono i modi de
i $illogi$mi imperfetti, i quali $i riducono a i
$udetti, &amp; diceuamo che la $econda figura &egrave;
quando il predicato della maggiore &egrave; anco pre
<MARG><R>Gradi del-
la $econda
figura.</R></MARG>
dicato nella minore, laquale ha piu gradi $i
come hauemo detto. Il primo &egrave; quando il
mezo non &egrave; in ueruna parte della maggiore
i$tremit&agrave;, &amp; e$$o mezo &egrave; in ogni parte della
minore e$tremit&agrave;, onde $egue che la maggio-
re e$tremit&agrave; non &egrave; in ueruna parte della mino
re, &amp; que$to $i contiene $otto la uoce Ce$are,
come (per e$$empio) Ni$$un uitio &egrave; uirt&ugrave;,
ogni giu$titia &egrave; uirt&ugrave;, adunque ni$$una giu$ti-
tia &egrave; uitio, &amp; $i conuerte a Celarent, conuer-
tendo$i la maggiore $emplicemente, cio&egrave; in uni
uer$ale negatiua, $i come dicendo ni$$una uir-
t&ugrave; &egrave; uitio, ogni giu$titia &egrave; uirt&ugrave;, adunque ni$-
$una giu$titia &egrave; uitio. Il $econdo modo poi &egrave;
quando il mezo &egrave; uniuer$almente in tutta la
maggiore e$tremit&agrave;, &amp; non &egrave; in alcuna parte
della minore, &amp; que$to &egrave; $otto la uoce Came-
stres, come &agrave; dire ogni animale &egrave; uiuente,
<pb n=121>
ni$$un $a$$o uiue, adunque ni&szlig;un $a&szlig;o &egrave; ani-
male, &amp; $i riduce a Celarent, conuertendo$i la
minore $cmplicemente, cio&egrave; in uniuer$ale ne-
gatiua, &amp; tra$ponendo la minore in maggio-
re, &amp; la maggiore in minore. Il terzo mo
do &egrave; quando il mezo non &egrave; in ueruna parte del
la maggiore, &amp; in qualche parte della mino-
re, &amp; che $egue che la maggiore e$tremit&agrave; $i
ritroua in qualche parte della minore, &amp; &egrave;
$otto la uoce Fe$tino, come $e dicemmo, ni&szlig;un
a$ino &egrave; huomo, Socrate &egrave; huomo, adunque So
crate non &egrave; a$ino, &amp; e&szlig;o $i riduce a Ferio
conuertendo$i la maggiore $emplicemente.
Jl quarto modo di que$ta figura &egrave; ogni uolta
che il mezo &egrave; uniuer$almente nella maggiore
e$tremit&agrave;, &amp; particolarmente $i rimuoue dal
la minore, &amp; per&ograve; $i conchiude la maggiore
e$tremit&agrave; non e&szlig;ere in qualche parte della mi
nore, &amp; que$to modo &egrave; contenuto dalla uoce
Barocho, il cui e&szlig;empio &egrave; que$to, Ogni uir-
t&ugrave; &egrave; laudabile, l'auaritia non &egrave; laudabile,
adunque l'auaritia non &egrave; uirt&ugrave;, &amp; e&szlig;o $i ri-
duce a Barbara co'l mezo della ri$olutione per
l'impo&szlig;ibile. M<R>OR.</R> Che conuer$ione &egrave;
que$ta, che uoi chiamate per l'impo&szlig;ibile,
perche di e&szlig;a non ne &egrave; fatta ancora mentione.
<MARG><R>Conuer$io
ne per l'&imacr;-
po$sibile.</R></MARG>
T<R>OM.</R> Hauete ragione, &amp; la conuer$io-
ne fatta per l'impo&szlig;ibile &egrave; quando $i piglia
<pb n=122>
l'oppo$ito della conclu$ione, &amp; una delle pre-
me$$e, &amp; $i conchiude l'oppo$ito dell'altra pre
mc$$a, come uerbigratia nell'argumento gia
detto, la conclu$ione &egrave; tale. l'auaritia non &egrave;
uirt&ugrave;, &amp; la $ua contradittoria &egrave; che ogni
auaritia &egrave; uirt&ugrave;, laquale $i piglia, &amp; appli-
ca alla maggiore del $udetto argumento, che
&egrave; dal che ne $egue poi l'oppo$ito della minore,
che era l'auaritia non &egrave; laudabile, onde tale
$ar&agrave; l'argomento. Ogni uirt&ugrave; &egrave; laudabile,
ogni auaritia e uirt&ugrave;, adunque ogni auaritia
&egrave; laudabile, &amp; ecco che la conclu$ione di que
sto argumento &egrave; contradittoria della minore
del primo che gia era stata amme$$a per uera,
&amp; per&ograve; $i chiama conuer$ione per l'impo&szlig;ibi-
le, perche &egrave; impo&szlig;ibile che due contraditto-
rie $ieno in$ieme uere. M<R>OR.</R> Non acca-
der&agrave; che piu ui mole$ti intorno alle conuer$io-
ni, pa$$ate dunque a uo$tro piacere alla terza
figura, laquale, &egrave; quando quello che &egrave; $ugetto
nella maggiore &egrave; anco $ugetto nella minore,
&amp; ella ha (per quello che uoi hauete detto)
$ei modi, de' quali n'a$petto la uo$tra dichia-
<MARG><R>Modi del-
la terza fi-
gura.</R></MARG>
ratione. T<R>OM.</R> Il primo &egrave; quando la mag
giore e$tremit&agrave; &egrave; in tutto'l mezo nel quale e
anco la minore, &amp; percio $i conclude che la
maggiore e$tremit&agrave; &egrave; in qualche parte della mi
nore, &amp; &egrave; retto dalla uoce Darapti. M<R>OR.</R>
<pb n=123>
L'e$$empio di que$to tale deue e$$ere. ogni huo
mo &egrave; $u$tanza, ogni huomo &cgrave; animale, adun-
que qualche animale &egrave; $u$tanza, &amp; per le re
gole gia datc, e$$o $i uedc ridurre alla uoce
Darij conuertendo$i la minore per accidente,
cio&egrave; in particolare affirmatiua. T<R>OM.</R> Ne
potremo adunque i$pedire breuemente, poi
che uoi ui mo$trate capaci&szlig;imo d'ogni co$a;
per&ograve; il $econdo modo &egrave;, quando la maggiore
e$tremit&agrave; non &egrave; in alcum mezo, nel quale &egrave; la
minore uniuer$almente, &amp; $i conclude che la
maggiore non $ar&agrave; in tutte le parti della mino
re. M<R>OR.</R> Come &agrave; dire, ni$$uno animale &egrave;
morto, ogni animale &egrave; uiuo, adunque alcun
uiuo non &egrave; morto; &amp; que$to tale argumento &egrave;
retto dalla uoce Felapton, &amp; riduce$i alla uo
ce Ferio conuertendo$i la minore per acciden-
te. T<R>OM.</R> A que$to $egue il terzo, ilqua-
le &egrave; ogni uolta che la maggiore e$tremit&agrave; &egrave; in
qualche parte del mezo, nel quale &egrave; uniuer-
$almente la minore, &amp; per&ograve; ne $egue la mag-
giore e$$ere in parte nella minore, &amp; &egrave; $otto
il nome Di$amis. M<R>OR.</R> et ecco l'e$$empio,
alcun huomo &egrave; giu$to, ogni huomo &egrave; animale,
adunque qualche animale &egrave; giu$to, &amp; riduce
$ia Darij ri$oluendo$i la maggiore $emplice-
mente, &amp; la conclu$ione in$ieme, tra$ponen-
do anco le preme$$e. T<R>OM.</R> et perche que-
<pb n=124>
sta conuer$ione ha qualche difficult&agrave;, ne da-
r&ograve; io l'e$$empio. Ogni huomo &egrave; animale, qual
che giu$to &egrave; huomo, adunque qualche giu$to
&egrave; animale. M<R>OR.</R> Hauete fatto bene &agrave;
darne e$$empio, per&ograve; ueniamo al quarto modo.
T<R>OM.</R> Il quarto modo &egrave; quando la maggio-
re e$tremit&agrave; &egrave; in tutto'l mezo nel quale in par
te ancora &egrave; la minore, &amp; per&ograve; $egui che la
maggiore e$tremit&agrave; $ia in parte nella minore,
&amp; il $uo nome che lo regge &egrave; Dati$i. M<R>OR.</R>
L'e$$empio di que$to (perche io s&ograve; che l'a$pet-
tate da me) &egrave;, alcun huomo &egrave; $u$tanza, al-
cun huomo &egrave; animale, adunque qualche ani-
male &egrave; $u$tanza, &amp; $i conuerte a Darij con-
uertendo$i $olo la minore $emplicemente.
T<R>OM.</R> Il quinto modo, che non ueggio l'ho
ra di $pedirmene &egrave; quando la maggiore $i ri-
muoue, in qualche parte dal mezo, nel quale
&egrave; tutta la minore, &amp; per&ograve; $egue che la mag-
giore $i ritroua in qualche parte della minore,
ilqual modo uien contenuto dalla uoce Brocar-
do, il cui e$$empio &egrave;. Alcun huomo non &egrave;
giu$to, ogni huomo &egrave; rationale, adunque al-
cuno rationale non &egrave; giu$to. M<R>OR.</R> et per
le regole che uoi hauete date, $i riduce &agrave; Bar
bara per la conuer$ione che &egrave; per l'impo&szlig;ibile.
T<R>OM.</R> Co$i &egrave;. Il $e$to modo &egrave; quando la
maggiore e$tremit&agrave; non &egrave; in alcuna parte del
<pb n=125>
mezo, nel quale per&ograve; &egrave; in particolare la mi-
nore, per ilche $egue che la maggiore e$tre-
mit&agrave; $i rimuoua in parte dalla minore, &amp; la
$ua uoce che lo regge &egrave; Feri$on, il cui e$$empio
&egrave; tale. Ni$$un uitio &egrave; uirt&ugrave;, alcun uitio &egrave; ma-
le, adunque qualche male non &egrave; uirt&ugrave;.
M<R>OR.</R> et e$$o $i riduce &agrave; Ferio, conuertendo
$i la minore $emplicemente. T<R>OM.</R> E&imacr; que
ste $ono breuemente le regole, delle conuer$io
ni, con gli e$$empi de i $illogi$mi, che conclu-
dono dirittamente; hora ne re$tano cinque,
che indirettamente concludono, de' quali par
te ne fu inuentore Ari$totele, come di Fape$-
<MARG><R>Gli inuen-
tori dei $il
logi$mi
che &imacr;diret-
tam&etilde;te c&otilde;-
cludono.</R></MARG>
mon, &amp; Fri$emorum, come $i puo uedere
nella Priora, &amp; gli altri tre furono ritrouati
da Theofra$to, &amp; Eudemo, che $ono Bara-
lipton, Celantes, Dabitis, ne mi pare che di
que$ti piu ne parliamo, ma ba$ta che $i $ap-
pia che $eruano le regole della prima figura,
&amp; $i conuertono per le mede$ime regole che
$i conuertono anche gli altri predetti. M<R>OR.</R>
Poi che $ono inutili, la$ciamogli adunque in-
$ieme con tutte le altre congiuntioni, &ograve; com-
binationi che ne uogliam dire, che non ne $er
uano piu che tanto, di che pure ne fa mentio
ne Ari$totele, ne mi pare che dobbiamo en-
trare &agrave; dire delle mi$tioni delle prepo$itioni,
e$$endo che la materia &egrave; lunga, &amp; noi hab-
<pb n=126>
biamo l'occhio alla demo$tratione. T<R>OM.</R>
Sono per fare quello che uoi uolete. M<R>OR.</R>
Ditemi dunque, per quale ragione non $i po-
trebbe aggiugnere alle tre predette figure la
quarta, come bene aggiun$e Galeno? T<R>OM.</R>
Si potrebbe pur troppo aggiugnere, che Ari-
stotele non lo uietarebbe, $e per&ograve; l'arte lo com
porta$$e. M<R>OR.</R> Et perche non lo compor
tarebbe l'arte? T<R>OM.</R> Perche ella non pu&ograve;
$offrire parte che in lei $ia di$utile. M<R>OR.</R>
<MARG><R>Que$ta fi-
gura de' $il
logi$mi, co
me $i po$la
far $ec&otilde;do
Galeno.</R></MARG>
La quarta figura $arebbe dunque inutile.
T<R>OM.</R> Al tutto inutile, &amp; che $ia il uero,
ecco. uoleua Galeno che $i pote$$e fare la quar
ta implicatione de i termini, cio&egrave; che il mezo
fo$$e predicato nella maggiore, &amp; $uggetto nel
la minore, come a dire ogni huomo &egrave; anima-
le, ogni animale &egrave; $u$tanza, adunque ogni huo
mo &egrave; $u$tanza; ma que$ta implicatione &egrave; di-
$utile, come $i pu&ograve; uedere, perche ella proua
una co$a, &amp; che $i s&agrave; natur almente, che an
co Ari$totele ne i predicamenti ha per regola
in$egnato, quando egli dice, che ogni co$a che $i
predica del predicato, predica$i parimente
<MARG><R>Quarta fi-
gura pche
&egrave; uana.</R></MARG>
del $ugetto. Onde e$$endo co$a chiari&szlig;ima che
la $u$tanza $i predica dell' animale, &amp; che l'a-
nimale $i predica dall'huomo, non occorre che
$i uoglia prouare $e la $u$tanza $i predichi del
l'huomo, &amp; per la regola datane da Ari$to-
<pb n=127>
tele, &amp; perche anco e$pre$$amente &egrave; co$a chia
ra: perche chi &egrave; quello, che non $appia $e un
ua$o &egrave; capace di tre libre d'acqua, non ne
$ia anche capace d'una, $ar&agrave; ben goffo, &amp;
stolto colui, che lo negar&agrave;; co$i parimcnte chi
negar&agrave; $e la $u$tanza $i predica di tutti gli ani
mali, non $i predichi anco dell'huomo? M<R>OR.</R>
&egrave; ragione a$$ai euidente, pure non s&ograve; come
Galeno, huomo di grandi&szlig;imo intelletto, $i la-
$cia$$e tra$portare a ta$$are Ari$t. $enza gran
ragione. T<R>OM.</R> Altra certo ragione non fu,
che perche uide che $i poteua fare que$ta quar
ta implicatione, ma non con$ider&ograve; poi che era
onninamente $uperflua. M<R>OR.</R> In uero io
non ueggio luogo da poterlo i$cu$are, anzi mi
pare che $i potrebbe, per il contrario, ta$$are
Ari$totele, per dir co$i licentio$amente, che
egli habbia piu to$to peccato in $uperfluit&agrave;;
perche con una $ola figura, $enza punto met-
terne tre poteua egli i$pedir$ene, poi che in
ogni modo le due altre $i riducono a lei.
T<R>OM.</R> Anzi che non $olo $i riducono tutte
le altre figure alla prima figura, ma per pa-
rere dell'i$te$$o Ari$totele tutti i $illogi$mi, co
$i della prima figura, come della $econda, &amp;
terza, $i riducono al primo della prima, per-
cioche, come di gia hauemo detto, la $econ-
da, &amp; terza figura; &amp; quegli della prima
<pb n=128>
figura, che concludono indirettamente $i ridu
cono &agrave; gli quattro primi della prima figura;
&amp; il terzo della prima $i pu&ograve; conuertire per
la conuer$ione dell' impo&szlig;ibile al $econdo della
$econda figura; &amp; il quarto per la mede$ima
conuer$ione al primo della $econda; i quali poi
$i conuertono a Celarent, come di gia ui ho
detto; &amp; Celarent &egrave; in un certo modo riduci
bile al primo: percioche, e$$endo che egli ha le
$ue propo$itioni negatiue, &amp; Barbara affirma
tiue, &amp; le negatiue non hauendo forza di con
cludere co$a ueruna $e non per mezo delle af-
firmatiue, di qui $egue che Celarent in$ieme
con tutti gli altri $illogi$mi pigliano tutta la lo
ro forza da Barbara, come dal $uo principio.
<MARG><R>Ari$totele,
perche po
$e tre $orti
di $illogi$-
mi, &amp; non
piu, ne me
no.</R></MARG>
Ma per&ograve; con tutto que$to non $egue che fo$$e
ba$tato il primo modo della prima figura, per
che $e bene gli altri $ono riducibili a quello,
&amp; che quello habbia in potenza tutta la for-
za de gli altri $illogi$mi, e$$o non potrebbe pe
r&ograve; prouare attualmente tutti que$ti que$iti,
che prouano gli altri, &amp; &egrave; apunto come nel-
le co$e naturali, lequali benche tutti $i ri$ol-
uino ne i $uoi principij, non re$ta per&ograve; che non
$ieno nece$$arie; &amp; percio Ari$totele con pur
gati&szlig;imo giuditio po$e tre $orti di $illogi$mi,
ne-poteua porne piu, ne meno, altramente,
$arebbe caduto, &ograve; nel uitio della $uperfluit&agrave;,
<pb n=129>
ouero della diminutione. M<R>OR.</R> &Egrave; da cre
dere che egli $apendo quanto huomo $ape$$e
mai, nelle arti, che ne fa $apere, habbia po-
sto ogni cura, &amp; diligenza per fare che e$$e
fo$$ero compite. T<R>OM.</R> Non douemo cre-
dere altrimenti. Hora fin qui con quella bre
uit&agrave;, che apunto $i conueniua alla no$tra in-
tentione, &egrave; stato detto de i termini incomple$-
$i co$i di quegli della prima intentione, come
anco di quegli della $econda <*> &amp; $i $ono anche
meritamente per capi $cor$i i termini comple$-
$i in$ieme con le regole loro, alle quali ueden
do $eguire gli argomenti, che per la uariet&agrave;
<MARG><R>Argom&etilde;ti
di quante
$orti $ieno.</R></MARG>
del mezo di che $i $eruono $ono tre, demo$tra
tiuo, topico, &amp; $ofi$tico, per le tre materie
cio&egrave; nece$$aria contingente &amp; remota io in$ie-
me $coper$i, che tutti conueniuano nella for-
ma, &amp; che erano differenti per ri$petto della
materia, &amp; per&ograve; fu deliberato di trattare pri
ma della loro figura, lequali trattate nell'i$te$-
$o modo, che hauemo fatto li termini. Ho-
ra ci $i rappre$enta da con$iderare gli argu-
menti in quanto che $ono in appartate mate-
rie, &amp; per il uero a douerne ragionare quan
to $i potrebbe, non le bore, ma i giorni, le
$ettimane, i me$i, &amp; gli anni non ba$tarebbo
no. M<R>OR.</R> Potiamo pa$$arcene co'l piede
$ecco intorno al $illogi$mo topico, &amp; il falla-
<pb n=130>
ce, &amp; dilatarne un poco piu intorno alla de-
mo$tratione, perche ella come principale fu
ancora propo$ta. T<R>OM.</R> Ben $apete che co
$i bi$ogna fare, per&ograve; ne ba$ter&agrave; a dire che'l $il
<MARG><R>Sillogi$-
mo Topi-
co.</R></MARG>
logi$mo topico &egrave; quello, che ne $erue $olamente
ad hauere una certa opinione delle co$e, ma
non gia $cienza, percioche egli ha le $ue pre-
me$$e, &ograve; propo$itioni non nece$$arie, &amp; per-
ci&ograve; non pu&ograve; concludere uera $cienza, ma una
certa opinione, &ograve; credenza. Il mezo termi-
ne di che e$$o topico $i $erue, &egrave; $empre acci-
dentale, ne mai $i $erue della definitione, &ograve;
del genere della co$a, che proua, ouero pro-
prio: &amp; a que$ta $orte di argumento $i ridu-
ce l'e$$empio, &amp; l'entimema &amp; indutione.
M<R>OR.</R> Et come $i chiama egli propriamen-
te? T<R>OM.</R> Induttione della quale immedia
tamente $i fa poi il $illogi$mo, che proprij&szlig;i-
mamente &egrave; i$trumento del Dialettico. M<R>OR.</R>
Adunque il Dialettico $i $erue di tutti que$ti
i$trumenti, quali per e$$ere inducibili al $illo-
gi$mo, $i dice che il $illogi$mo &egrave; i$trumento
proprij&szlig;imo del Dialettico. T<R>OM.</R> Co$i
st&agrave;. M<R>OR.</R> Et come $ono riducibili.
T<R>OM.</R> Voi $apete che l'e$$empio non e altro
<MARG><R>E$$empio.</R></MARG>
che uno i$trumento, co'l quale noi prouiamo
per uia della $imilitudine uno e$$ere nell altro,
come a dire uoglio prouare che Ale$$andro,
<pb n=131>
per e$$ere cittadino non deue combattere con-
tra la patria, dir&ograve; in que$to modo; Coriolano
cittadino di Roma non uol$e combattere con-
tra la patria, adunque non deue Ale$$andro
combattere contra e$$a patria. Que$to e$$em-
pio $i riduce alla induttione in que$to modo,
cio&egrave;, comincier&agrave; da gran numero di quegli ci<*>
tadini, che non uol$ero combattere contra la
patria, perche era co$a mal fatta, &amp; da que
sta enumeratione $e ne fa poi l'uniuer$ale, con
che $i forma il $illogi$mo probabile, come,
ne$$uno cittadino ha mai combattuto contra la
patria, Ale$$andro &egrave; cittadino, adunque non
deue combattere contra la patria. la maggio
re $i proua co'l mezo della induttione, laqua-
le &egrave; fatta da piu e$$empi. M<R>OR.</R> A tal-
che $e l'e$$empio era un $illogi$mo che procede
ua da un $ingolare a un'altro $ingolare, la in
<MARG><R>Induttio-
ne, che co
$a $ia.</R></MARG>
duttione &egrave; un'argumento, che procede da piu
$ingolari, a uno uniuer$ale, &amp; il $illogi$mo
probabile procede da quello uniuer$ale proba-
bile, al $ingolare. L'entimema credo che $ia
<MARG><R>Entime-
ma.</R></MARG>
uno argumento che habbia $otto due propo$i-
tioni probabili, &amp; &egrave; chiamato $illogi$mo de-
troncato, percioche non gli manca altro a e$$e
re $illogi$mo, che la maggiore, come a dire
Medea &egrave; madre, adunque ama il figliuolo.
T<R>OM.</R> Que$to ne ba$ti hormai alla cognitio-
<pb n=132>
ne del topico $illogi$mo &amp; auertire che l'E$$em
pio &amp; indutione $ono i$trumenti e$perimenta-
ti benche gli habbia po$ti qui. M<R>OR.</R> Se
per&ograve; ne date le regole da cono$cere le proba-
tioni probabili, quali $ono le parti di e$$o $il-
logi$mo. T<R>OM.</R> Dice Ari$totele che quel
le $ono prepo$itioni probabili, lequali paiono
<MARG><R>Propo$itio
ni probabi
li.</R></MARG>
uere a tutti, ouero alla maggior parte, oue-
ro $olo a tutti gli $apienti, ouero al piu, oue-
ro in numero al manco a piu $auij, &amp; que$ti
$ono i $egni, con quali $i puo cono$cere che le
prepo$itioni $ieno probabili, ne $opra di cio ne
occorre lungo di$cor$o. M<R>OR.</R> Io ui ho in-
re$o, per&ograve; ueniamo al $illogi$mo $ofi$tico.
T<R>OM.</R> Il $illogi$mo $ofi$tico &egrave; uno argumen-
<MARG><R>Sillogi$mo
Sofi$tico.</R></MARG>
to, che procede ouero con$ta di prepo$itioni,
lequali appaiono uere, &amp; probabili, &amp; tut-
tauia $ono fal$e, &amp; il $uo fine ($econdo che
uogliono alcuni) &egrave; l'acqui$tare gloria; ma di-
r&ograve; io che &egrave; l'ignoranza, perche quello che $i
diletta di u$are tal $orte di argumento, $pe$$o
non $olo inganna gli altri, ma anche $e ste$$o,
&amp; sta $empre occupato in fallacie; ne mai $i
d&agrave; alla uerit&agrave; delle co$e. Il $illogi$mo $ofi$ti-
co pecca $empre, ouero in materia per&ograve; che le
prepo$itioni $ono fal$e, ouero peoca in forma,
&amp; la met&agrave;, a che mira il $ofi$ta &egrave; di condur-
<MARG><R>Meta &dtail;l $o
fi$ta.</R></MARG>
re l'auer$ario &agrave; qualche inconueniente, per
<pb n=133>
mezo di alcune fallacie, che egli ha, come
con la fallacia della equiuocatione, con quel-
la dell'am$ibologia, &amp; altre $imili, lequali
non uoglio narrare, per non e$$ere po$cia ca-
gione di darui animo, a farui, douentare $ofi-
sta. M<R>OR.</R> Dir&ograve; quello, che Socrate di$$e
a uno che lo haueua ueduto pa$$eggiare per il
luogo delle meretrici, di che $e ne era mara-
uigliato, che un Filo$ofo di quella $orte $i la-
$cia$$e uedere in luoghi co$i dishone$ti. Il So
le, di$$e il dotto uecchio, non $ottintra egli
<MARG><R>Arguta ri-
$po$ta di
Socrate.</R></MARG>
con li $uoi raggi le immondezze, &amp; le latri-
ne, tuttauia egli non riceue macchia di $orte
ueruna; si ri$po$e quello che $i era maraui-
gliato; co$i parimente fa il $apiente replic&ograve;
Socrate, puo andare douunque gli piace, che
non riceue macchia nell'animo $uo. T<R>OM.</R>
Volete dire in uo$tro linguaggio che benche
$appiate le fallacie, che non le u$ate per&ograve;,
que$to ui concedcrei quando uoi fo$te Socrate.
M<R>OR.</R> Non $ono Socrate, ma $on bene il
uo$tro Morello. T<R>OM.</R> Con tutto que$to
non mi farete entrare &agrave; dire delle fallacie,
perche $arebbe molto lunga materia. M<R>OR.</R>
Dite co$i; &amp; aggiugnete ancor que$to che ne
hauete gia detto tanto, che a que$ta materia
non $i pu&ograve; piu de$iderarui co$a ueruna, &amp;
per&ograve; $e io de$idero pure di $apere ogni co$a
<pb n=134>
perfettamente legga il uo$tro belli&szlig;imo libro
de gli elementi. T<R>OM.</R> Vi concedo tutto
pur che non $e ne ragioni. La demo$tratione,
<MARG><R>Demo$tra
tione, &amp;
$uo <*>$o.</R></MARG>
come $apete, nella facult&agrave; della Logica, &egrave; co-
me il fine, percioche in e$$a facult&agrave; $i ricer-
ca uno i$trumento, co l quale $i po$$a acqui$ta
re la $cienza perfetta, che non &egrave; altro che una
intera cognitione della co$a, &amp; ha&szlig;i que$ta
intera cognitione ogni uolta che $i cono$cer&agrave;
e$$a co$a come ella star&agrave;. M<R>OR.</R> Cio&egrave;
quando $i cono$cer&agrave; l'e$$enza, &amp; propriet&agrave; di
quella. T<R>OM.</R> Tant'&egrave;, &amp; perche le pro-
priet&agrave; na$cono dalla e$$enza, parimente cono
$cendo$i l'e$$enza, potran$i cono$cere anche le
propriet&agrave; $udette, &amp; l'e$$enza $i cono$ce co'l
mezo della diffinitione. M<R>OR.</R> Na$cer&agrave;
adunque ancho la cognitione delle propriet&agrave;
dalla diffinitione. T<R>OM.</R> Me$$er $i. Onde
appare manife$tamente che la diffinitione con-
tiene la cognitione delle propriet&agrave; in potenza
$olo, &amp; che la demo$tratione ne la da poi in
atto, cio&egrave; ne la propone apertamente innanzi
a gli occhi u$ando per mezo la diffinitione.
Per tanto la demo$tratione contiene in $e la
diffinitione, &amp; da lei riceue le propriet&agrave; delle
co$e, &amp; percio diciamo noi che e$plicando quel
lo che in potenza nella diffinitione $i contene-
ua ella non &egrave; altro che la diffinitione e$plicata,
<pb n=135>
&amp; che contiene in $e attualmente quello che
conteneua la diffinitione in atto, &amp; in poten-
za, &amp; per&ograve; comparata alla diffinitione &egrave; come
&egrave; il tutto in ri$petto delle parti. M<R>OR.</R>
Con que$to belli&szlig;imo di$cor$o uolete inferire
che la demo$tratione ha per mezo la diffinitio
ne. T<R>OM.</R> Si parlando della demo$tratione
poti&szlig;ima; perche, $e uoi ui raccordate bene,
di $opra quando diuidemmo la demo$tratione
nelle $ue $pecie, dicemmo che e$$endo la demo
stratione uno i$trumento che ua dalla co$a in-
cognita alla cono$ciuta, e$$a cono$ciuta pu&ograve; e$-
$ere conclu$ione, ouero preme$$a, &amp; $e $ia con
clu$ione ne na$ce la demo$tratione, che riduce
l'buomo all'impo&szlig;ibile, $e anco $ia preme$$a
ne na$ce la demo$tratione demo$tro$tratiua.
Della demo$tratione per l'impo&szlig;ibile &egrave; stato
gia ragionato trattando$i della forma de i $illo
gi$mi in generale, &amp; quelle mede$ime regole
$eruono a que$ta $pecie di demo$tratione, &amp;
percio me ne u&etilde;go alla demo$tratione demo$tra
<MARG><R>Demo$tra
tione de-
mo$tratiua
&amp; $ue $pe-
cie.</R></MARG>
tiua, laqual $i diuide in $pecie per ri$petto della
co$a naturalmente incognita, che ella dimo$tra,
perche pu&ograve; e$$ere &ograve; $emplice, &ograve; compo$ta. della
co$a $emplice $i ricerca s'ell'&egrave; et che co$a $ia;et
della compo$ta $i ricerca che $ia co$i, &amp; perche
$ia co$i. Quando poi demo$triamo della $empli-
ce $e &egrave;, et della c&otilde;po$ta che co$a $ia, adoperiamo
<pb n=136>
la demo$tratione, detta, Perche, laquale &egrave; quel
$illogi$mo ch'appartiene al topico, &ograve; dialettico,
come di $opra habbiamo detto. e$$a non $i $erue
mai de mezi nece$$arij conuertibili, et principij
della co$a, ch'ella proua &egrave; uero che que$ta $orte
di demo$tratione $i $erue alle uolte de gli effi-
cienti remoti&szlig;imi $econdo alcuni, ma mi piace
rebbe che quando il mezo del $illogi$mo &egrave; la ca
gione rimoti&szlig;ima $i chiama$$e demo$tratione
per qual co$a, che i logici latini intendono per
Propter quid, perche ella ua dalla cau$a al-
l'effetto, benche $ia remoti&szlig;imo, &amp; che quel
la $i chiama$$e demo$tratione, perche, laqua
le anda$$e da gli effetti alle cau$e. M<R>OR.</R>
Mi piace ueramente que$to uo$tro parere, tut
tauia poco importa que$to chiami$i come $i
uuole, pur non &egrave; da di$tor$i da quello che
han uoluto gli antichi, e$$endo che eglino
l'hanno chiamata co$i. T<R>OM.</R> Hora $e $i ri-
cercar&agrave; della co$a incognita perche $ia co$i,
bi$ognar&agrave; dimo$trarla con la demo$tratione,
che ne po$$a dare la cagione, laquale ha il $uo
andare da principij a gli effetti, &amp; chiama$i
<MARG><R>Demo$tra
tione dal
primo al-
l'ultimo.</R></MARG>
demo$tratione dal primo all'ultimo, al contra
rio della demo$tratione detta perche, laquale
ua dall'ultimo al primo, &amp; $e i principij di ta-
le demo$tratione $aranno remoti ne na$cer&agrave;
una demo$tratione poco piu perfetta di detta
<pb n=137>
demo$tratione, perche $e $aranno anco pro&szlig;i-
mi, ouero che $aranno formali, conuertibili,
&amp; che inferiranno e$$a co$a, ne na$cer&agrave; la de
mo$tratione poti&szlig;ima a mio giuditio, $e bene
uogliono alcuni che $ieno differenti in que$to,
che nella gia detta $i $opponga il que$ito $i &egrave;,
&amp; che nella poti&szlig;ima $i proui in$ieme dando
la cagione della co$a. M<R>OR.</R> Que$ta &egrave;
una $uttilit&agrave; di poco momento, per&ograve; $eguite
$enza indugio. T<R>OM.</R> Po$$ono e$$ere i prin
cipij della demo$tratione che ne d&agrave; la cagione
efficienti, cio&egrave; che inferi$cono la conclu$ione
$olamente, &amp; non e$$ere conuertibili, da che
ne na$cer&agrave; una demo$tratione, laquale &egrave; diffe
rente dalla poti&szlig;ima e$$entialmente, perche
e$$a ha $olamente i principij, che $ono come
cau$a efficiente, &amp; la poti&szlig;ima ha principij
&amp; che cau$ano, &amp; che in$ieme, in$ieme $o-
no principij di e$$a co$a intrin$eci, &amp; conuer-
tibili, &amp; per&ograve; la poti&szlig;ima ne dar&agrave; la $cien-
za infallibile, perche ne porger&agrave; la uera ca-
gione immediata, &amp; intrin$eca. I cui mezi
$ono la diffinitione, il genere, la differenza &amp;
il proprio. della poti&szlig;ima $empre &egrave; la diffini-
tione alla quale $i conuengono tutte quelle pro
priet&agrave; che uuole Ari$totele conuenir$i a prin-
cipij di tale demo$tratione, &amp; de gli altri $e
ne $eruono le altre demo$trationi. M<R>OR.</R>
<pb n=138>
La diffinitione che &egrave; mezo della poti&szlig;ima demo
stratione, importa, che ella $ia diffinitione piu
del $ugetto, che del predicato? T<R>OM.</R> De
ue e$$ere diffinitione di amendue, perche $e i
principij di tale demo$tratione $ono conuertibi
li, &amp; tali principij non e$$endo altro che $u-
getto &amp; predicato, &amp; la diffinitione impli-
cando$i &amp; co'l $ugetto, &amp; co'l predicato &egrave; ne-
ce$$ario che conuertendo$i con uno, &amp; e$$en-
do $ua diffinitione che $i conuerta anco con l'al
tro, &amp; che $ia $ua diffinitione, ben &egrave; uero che
$ar&agrave; $olamente della pa&szlig;ione diffinitione cau$a
le, &amp; del $ugetto $ar&agrave; formale, &amp; cau$ale.
M<R>OR.</R> Et perche non formale della pa&szlig;io-
ne? T<R>OM.</R> Perche $eguirebbe che la pa&szlig;io
ne fo$$e $u$tanza, $e ella haue$$e la diffinitione
formalmente del $ugetto. per&ograve; diciamo che &egrave;
$olamente cau$ale, &ograve; efficiente della pa&szlig;ione,
&amp; del $ugetto formale, &amp; cau$ale in$ieme,
come in que$to e$$empio. L'animale rationale
mortale &egrave; ri$ibile, l'huomo &egrave; animale rationa
le, mortale, adunque &egrave; ri$ibile: ecco che ani
male rationale mortale che &egrave; il mezo nella de
mo$tratione, &egrave; diffinitione formale, &amp; cau$a-
le dell'huomo, che &egrave; il $ugetto, &amp; del ri$ibile
che &egrave; la pa&szlig;ione &egrave; $olo diffinitione cau$ale.
M<R>OR.</R> Intorno a que$ta prima parte de me-
todi altro non de$idero, $e non che uoi parlia-
<pb n=139>
te un poco piu diffu$amente intorno al modo
del trouare il mezo termine. T<R>OM.</R> Que-
<MARG><R>Mezo ter-
mine co-
me $i troui</R></MARG>
sto che mi richiedete $on per dirui molto uo-
lentieri, ma con patto per&ograve; che $ubito uenia-
mo a gli altri metodi. M<R>OR.</R> Il dire, &amp;
il la$ciare di dire st&agrave; a uoi, perche non ui ho
richie$to per a$trignerui alla ri$po$ta. T<R>OM.</R>
se uoi non mi a$trignete, mi a$trigne almeno
la humanita, &amp; corte$ia uo$tra, &amp; per&ograve; di-
co che quando uolete prouare qualche co$a,
prima ui douete accertare $e la propo$itione,
che uolete prouare &egrave; uniuer$ale affirmatiua,
&ograve; negatiua, &ograve; particolare negatiua, &ograve; affir-
matiua, &amp; $e $ia uniuer$ale affirmatiua cer-
cate un termine uniuer$ale, che uniuer$almeu
te $i predichi del $ugetto, del quale ancora $i
predichi uniuer$almente il predicato, come $e
uolete prouare che l'huomo $ia ri$ibile piglia-
te l'animale rationale. M<R>OR.</R> Et $e uole$$e
prouare la propo$itione uniuer$ale negatiua,
che mezo debbo pigliare. T<R>OM.</R> Cercarete
un mezo, ilquale uniuer$almente di uno $i pre
dichi, &amp; dall'altro al tutto $i rimuoua.
M<R>OR.</R> Et $e mi occorrer&agrave; di prouare la par
ticolare affirmatiua? T<R>OM.</R> Prenderete pa-
rimente un termine, del quale l'uno de i ter-
mini $i predichi uniuer$almente, &amp; che con
l'altro almeno particolarmente conuegna
<pb n=140>
&Agrave; prouare la particolare negatiua pigliera&szlig;i
un mezo che a un termine conuerr&agrave;, &amp; al-
l'altro. M<R>OR.</R> Importar&agrave; egli che que$to
termine conuenga piu ad uno, che all'altro?
T<R>OM.</R> Non importa, in quanto che non
impedi$ce a $illogizare, ma importa bene que
sto ri$petto che uariando i termini uariano le
figure, &amp; i modi, uerbigratia uolete proua-
re l'uniuer$ale negatiua, $e pigliate il mezo
termine, ilquale $i predichi del $ugetto, fare
te il $illogi$mo $econdo della prima figura, &amp;
il primo della $econda: ma $e $i predicar&agrave; il
mezo termine del predicato, all'hora farete
il $illogi$mo $econdo della $econda figura, &amp;
co$i $imilmente auerr&agrave; de gli altri. M<R>OR.</R>
Et che mi dirizzer&agrave; in trouare que$to mezo
termine. T<R>OM.</R> Vi aiutaranno il metodo
$olutiuo, il diui$iuo, &amp; il ri$olutiuo, &amp; il
diffinitiuo come uederete. Oltra di que$to uoi
$apete che il logico $i ha proueduto di luoghi,
oue po$ti $ono i mezi termini, come in un pron
tuario, accioche ad un tratto po$$a darli di ma
no nelle occorenze $enza molto affaticar$i; de
quali luoghi Ari$totele ne tratt&ograve;, ne $cri$$e
Cicerone, ma piu ri$trettamente di e$$o Ari-
stotele, &amp; amendue chiamorono quei trattati
i libri de luoghi, gran numero de moderni pa
rimente ne hanno parlato, tra' quali Ridolfo
<pb n=141>
Agricola tiene il primo grado, pone egli uin-
tiquattro luoghi, doue di quale $i uoglia me-
zo termine trouare $i pu&ograve;. M<R>OR.</R> Dichia
rate prima che co$a $ia luogo, poi datemi la
$ua diffinitione, &amp; finalmente la dichiaratio-
ne de particolari luoghi. T<R>OM.</R> Il luogo
<MARG><R>Luogo,
che co$a
$ia.</R></MARG>
non &egrave; altro che un $egno, ouero una $edia do-
ue $e ne sta il mezo termine, &ograve; argumento che
ne uogliam dire, &amp; il mezo termine &egrave; quella
mi$ura, che noi adoperiamo a far fede di quel
lo che $i dubita, con che mi$urando le due
e$tremit&agrave; uenimo in cognitione della qualit&agrave;,
&ograve; inequalit&agrave; loro, come &agrave; dire: uoglio $apere
$e ogni huomo &egrave; ri$ibile, me ne u&ograve; al luogo che
chiamiamo diffinitione, &amp; me ne prendo que$to
mezo termine, cio&egrave; animale rationale morta-
le, che &egrave; la diffinitione dell'huomo, &amp; prima
lo metto al pari della pa&szlig;ione dicendo, ogni
animale rationale &egrave; mortale, e ri$ibile, &amp; in
que$to ueggio l'equalit&agrave; che &egrave; tra'l mezo ter-
mine, &amp; la pa&szlig;ione, per&ograve; di nuouo repiglio
il mezo termine, &amp; l'applico al $ugetto, cio&egrave;
huomo, &amp; dico che ogni huomo &egrave; animale ra
tionale mortale, da che uengo poi &agrave; conclude
re che ogni huomo &egrave; ri$ibile per la ragione ma
tematica, laquale &egrave; che quegli che $ono ugua-
li a un terzo tra loro $ono uguali. M<R>OR.</R>
Bella dichiaratione. T<R>OM.</R> Seguiremo di
<pb n=142>
bene in meglto. Et perche noi hauemo detto
il luogo e$$ere diffinitione, &amp; il mezo e$$ere
anco diffinitione, non occorre di $gomentar$i,
che in quanto mezo $ia dimandata diffinitio-
ne, &amp; in quanto luogo ancora, per&ograve; che uoi
$apete che nelle co$e naturali i luoghi non $ono
di$tinti da i locati, &amp; per lo piu ritengono
il mede$imo nome. Le regole dal mezo ter-
mine $ono $imili a quelle della mi$ura del mu-
ratore, &amp; bi$ogna che $ia immutabile, che
non $i po$$a alungare, ouero abbreuiare, de-
ue e$$ere uguale a quello di che &egrave; mi$ura, &amp;
non $olo in apparenza deue hauere que$ta
propriet&agrave;, ma ueramente $ia tale $econdo la
$ua e$$enza. M<R>OR.</R> In che modo cono$ce-
remo noi che habbia tutte que$te propriet&agrave;?
T<R>OM.</R> Cono$cendo prima da quai luoghi na
$cano, &amp; cono$cendo $imilmente la $ua e$$en-
za in$ieme con le regole, &amp; precetti che in-
torno a i $illogi$mi $ono state date, &amp; $e $are
mo anco periti delle fallacie, a ci&ograve; $ar&agrave; mol-
to utile. Hor dunque il luogo &egrave; la stanza del
mezo termine, co'l quale potemo $atisfare
ogni que$ito, ouero mi$urare ogni $orte di ter
mine. M<R>OR.</R> I termini $ono eglino infini-
ti? T<R>OM.</R> Sarebbono $e l'huomo non haue$-
$e, (come ha fatto nell'altre co$e) $ottratto
da i particolari certe communit&agrave;, lequali co-
<pb n=143>
no$ciute fanno che $i cono$cano parimente i
particolari. M<R>OR.</R> Quante $ono que$te
communit&agrave;? T<R>OM.</R> Sono quattro, genere,
<MARG><R>Communi
t&agrave; quante
$ieno.</R></MARG>
differenza, diffinitione, proprio, &amp; acciden
te. M<R>OR.</R> Come $ono quattro $e uoi ne po-
nete cinque? T<R>OM.</R> Sono cinque in quanto
al numero, ma in quanto all'e$$enza $ono quat
tro, perche noi diremo che i termini, cio&egrave; pre
dicati $ono &ograve; $u$tantiali, &ograve; accdientali: $e $u
stantiali, &ograve; $implici, &ograve; compo$ti, &amp; co$i de
gli accidentali a tal che $aranno $olo quattro
membri. M<R>OR.</R> Datene di gratia l'e$$em-
pio. T<R>OM.</R> I predicati $u$tantiali, &amp; $em-
<MARG><R>Predicati
$u$tantiali,
$emplici,
&amp; compe-
$ti.</R></MARG>
plici $ono il genere, &amp; la differenza, i com-
po$ti &egrave; la diffinitione, i $empli accidentali $ono
il proprio &amp; l'accidente, i compo$ti $ono le de
$crittioni, delle quali non hauemo fatto men-
tione, perche altro non $ono che uno aggrega-
to di accidenti, &amp; $i riducono al proprio, per
che parimente $i conuertono con la $pecie, co-
me &egrave; e$$o proprio. M<R>OR.</R> La $pecie non &egrave;
ella predicato? T<R>OM.</R> Ella &egrave; in ri$petto de'
particolari, ma perche l'arte$ice, &amp; il $cien-
ti$ico non de$cendono mai a particolari, ma
tutto quello che prouano, lo prouano della $pe
cie, per que$to la $pecie non deue e$$er po$ta
tra i predicati. M<R>OR</R> Adunque $i ricer-
ca di $apere $e le predicate, di che hauete det-
<pb n=144>
to $ono predicati di tal $ugetto, &ograve; n&ograve;, al che
fare, bi$ogna hauere molti mezi termini.
T<R>OM.</R> Per&ograve; $enza indugio ueniamo a i dop-
pi. per prima conuiene che i luoghi $ieno piu,
perche anco i mezi termini $ono piu, quantun
que non $ieno infiniti $e bene le co$e uanno in
infinito, perche, come ho gia detto, da gli
huomim prudenti &egrave; stato fatto, che tutte quel
le co$e che conuengono in una mede$ima e$$en-
za, &ograve; propriet&agrave;, &ograve; accidente, $ieno chiama-
te dal nome di quella communit&agrave;, &amp; cono$ciu
te anco per mezo di quella, &amp; perci&ograve; i luo-
ghi, che $ono luoghi non de i particolari, ma
delle communit&agrave; $ottratte da i particolari $o-
no finite. M<R>OR.</R> Et quanti $ono que$ti
luoghi? T<R>OM.</R> Io ui ho gia detto che $ono
<MARG><R>Luoghi, et
loro diui-
$ione.</R></MARG>
uentiquattro, &amp; la loro diui$ione $i fa in que
sto modo, cio&egrave;, &ograve; $ono luoghi delle co$e in-
trin$eche, ouero delle e$trin$eche. Ma ac-
cioche uoi habbiate un modello di tutta la di-
ui$ione de i luoghi pigliate que$ta tauoletta.
<pb n=145>
<CAP>TAVOLA.</CAP>
<FIG>
<pb n=146>
<MARG><R>Dichiara -
tione de'
luoghi.</R></MARG>
<p><R>Q</R>V<R>ESTA</R> &egrave; la tauola di tutti i luo-
ghi, quale hora dichiararemo.
M<R>OR.</R> I luoghi interni non $ono
quegli, i quali talmente $ono nelle co$e incar
nati, che e$$e non po$$ono e$$ere $enza di loro?
T<R>OM.</R> Sono e&szlig;i, &amp; danno anco l'e$$ere a e$-
$a co$a, ne i quali poi uedrete infi&szlig;i gli e$ter-
ni, &amp; quegli $ono intorno alla $u$tanza della
co$a, quali portano a quella in certo modo,
ouero affettione, ma per&ograve; non $ono $ue parti.
M<R>OR.</R> Le cau$e debbono poi e$$ere quelle,
che la producono. T<R>OM.</R> Si, ma per&ograve; non
$ono della $ua e$$enza, &amp; le coniugate $ono
quelle, lequali e$$endo e$terne, tuttauia ne-
ce$$ariamente aggiunte accompagnano la co$a
i$te$$a. Le applicate $ono poi quelle, dalle qua
li la co$a non &egrave; fatta, ma riceue per&ograve; una cer
ta habitudine, &amp; nome da loro. M<R>OR.</R>
Gli accidenti credo che $ieno quegli, che non
nece$$ariamente $ono attaccati alla co$a.
T<R>OM.</R> e&szlig;i $ono. Gli repugnanti potiamo
dire che $ieno quegli che $cambieuolmente di-
$cacciano l'uno l'altro, ne $i po$$ono patire in
un mede$imo $uggetto; hor ueniamo a partico
lari luoghi M<R>OR.</R> Ne i luoghi interni,
<MARG><R>Diffinitio-
ne, che co-
$a $ia.</R></MARG>
&amp; che $ono della $u$tanza, ui &egrave; la diffinitio-
ne, che altro non &egrave; che una oratione breue,
che chiaramente e$pone che co$a $ia la co$a di
<pb n=147>
che &egrave; diffinitione, dando di e$$a il genere pro-
prio, &amp; la propria differenza. T<R>OM.</R> Al-
la cui cognitione fa bi$ogno di $apere, che il ge
nere &egrave; una uoce della $econda intentione, la-
quale $i predica $u$tantialmente di molti diffe-
renti di $pecie, &amp; che la $pecie &egrave; quella che $i
$uppone al genere, di che e$$o $i predica, &amp;
che parimente $i predica di piu differenti di
numero. M<R>OR.</R> La cognitione della diffe-
renza a ancora far&agrave; alla cognitione della diffini-
tione; parlando per&ograve; della differenza $u$tan-
tiale, laquale fa che una co$a &egrave; differente
dall'altra e$$entialmente, &amp; non accidental-
mente, perche que$to &egrave; ufficio della differenza
accidentale. Le leggi della diffinitione $ono
che dichiari la e$$enza della co$a, che $ia bre
ue, chiara, &amp; che in $e non contenga parole
o$cure, &amp; $inalmente che conuenga a tutto
il diffinito, &amp; que$to ne potr&agrave; ba$tare in quan
to alla intelligenza della diffinitione. T<R>OM.</R>
Dite pure, che l'&egrave; detto a$$ai ancora &amp; del ge-
nere, &amp; della $pecie, &amp; differenza in$ieme.
M<R>OR.</R> Come ui pare, che in quanto a me
$on contenti&szlig;imo. T<R>OM.</R> Il tutto, &amp; le par
ti, &amp; il proprio $eguono: il proprio &egrave; quel-
<MARG><R>Proprio.</R></MARG>
l'accidente, che $i conuerte con la co$a di che
&egrave; proprio, &amp; a lei conuiene $empre, &amp; a tut
ti quei particolari, che $ono $otto di e$$a: ne
<pb n=148>
ad altri pu&ograve; conuenire, come fa il ri$ibile al-
l'huomo: il tutto &egrave;, come per e$$empio, la ca-
$a; &amp; le parti $ono come le fondamenta, le
parieti, &amp; il tetto. Alle uolte il tutto $i
piglia per il genere; &amp; le parti per la $pecie;
quantunque impropriamente: conuengono in-
<MARG><R>Genere, &amp;
Specie co
me in par-
te conuen
gono, &amp; in
parte diffe
ri$cano,</R></MARG>
$ieme il genere, &amp; il tutto; perche $i come
il genere contiene in $e la $pecie, co$i il tutto
contien la parte; ma $ono poi differenti, per-
che $e deue e$$ere il genere, &egrave; nece$$ario che
$ia la $pecie ma $e bene &egrave; la parte non &egrave; il ge-
nere: il tutto non pu&ograve; stare $enza tutte le $ue
parti; il genere pu&ograve; tuttauia $aluar$i in una
$pecie $ola. Si diuidono le parti in piu modi;
ouero che $ono $u$tanze, come &egrave; il muro, il
tetto della ca$a, ouero che $ono quantit&agrave; co-
me le oncie della bilancia, i numeri della de-
cina, ouero che $ono parti uirtualmente, co-
me quando diciamo, e&szlig;ere piu di lume nel $o
le, che non &egrave; nella luna; piu $apienza in Pla
<MARG><R>Diuione
delle parti.</R></MARG>
tone che in Ari$tippo. Si diuidono ancora le
parti in nece&szlig;arie, &amp; non nece&szlig;arie: nece$-
$arie $ono quelle che co$titui$cono la co$a in e$
$ere, come il corpo, &amp; l'anima $ono che co-
stitui$cono l'huomo: le parti non nece&szlig;arie
$ono quelle, $enza alcuna delle quali pu&ograve; e$$e
re la co$a, come i piedi, $enza quali pu&ograve; e$$ere
l'huomo. Si diuidono ancora le parti in ho-
<pb n=149>
mogenee (parlando greco) &amp; heterogenee,
cio&egrave; $imilari, &amp; di&szlig;imilari: le $imilari $ono
quelle, che $eparate del tutto ritengono il no-
me del tutto, come $ono le parti dell'acqua: le
di&szlig;imilari $ono quelle, che $eparate non riten
gono il nome del tutto come &egrave; nell'huomo la
mano, il braccio, &amp; altre; &amp; qui fini$cono
iluoghi, che $ono nella $u$tanza. M<R>OR.</R>
Scguir&ograve; io dunque a quelli che $ono intorno al
la $u$tanza, &amp; primo $i offeri$cono i coniu-
<MARG><R>C&otilde;iugati,
&amp; loro u$o</R></MARG>
gati, i quali $ono di molte $orti; &amp; per&ograve; na-
$cono da una i$te$$a co$a, come giu$to, &amp; giu
stamente, che $ono congiugati dalla giu$titia,
&amp; da lei na$cono. Ne $eruiremo di que$ti a
cono$cere la co$a, di che $ono coniugati, come
$e uogliamo $apere che co$a $ia $apienza, co'l
mezo della diffinitione de $apienti potremo ue-
nirne in cognitione di quella, co$i dell'anima
co'l mezo della diffinitione dell'animato, &amp;
d'altri. T<R>OM.</R> Ai coniugati $eguono gli
<MARG><R>Adiacenti,
quali $ieno</R></MARG>
adiacenti, &ograve; accidenti che ne uogliam dire,
quali $ono certi modi della co$a, da che e$$a
piglia il nome differente da quello della $u$tan
za $ua propria, come Catone &egrave; detto prudente
dalla prudenza, e$$endo che &egrave; chiamato huo-
mo dalla $u$tanza $ua; &amp; per dir meglio, l'ac
cidente &egrave; quello, che pu&ograve; e$$ere, &amp; non e$$e-
re, $enza che $i corrompa la $u$tanza $ua.
<pb n=150>
<MARG><R>Diui$ione
de gli acci
denti.</R></MARG>
M<R>OR.</R> Gli accidenti $i diuidono in molte ma
niere, ouero che $ono compre$i $otto i $en$i,
come i colori, gli odori, i $apori, la durezza,
la tenerezza, &amp; altri: ouero che non $ono
da $en$i $entiti, ma dall'intelletto inte$i, come
ogni $orte di quantit&agrave;, come &egrave; il numero; &amp;
alcune qualit&agrave;, come &egrave; la uirt&ugrave; della calami-
ta con che e$$a tira il ferro. Si diuidono an-
cora gli accidenti in innati, &amp; aduentitij,
&amp; innati $ono come la calidit&agrave; nel fuoco, la
humidit&agrave; nell'acqua; gli aduentitij $ono come
la calidit&agrave; nell'acqua, le arti, &amp; le $cienze
nell'huomo; &amp; de gli aduentitij, ouero che
$i rimuouono facilmente dal $ugetto, ouero
difficilmente: la ro$$ezza che per uergogna
uiene nella faccia all'huomo, &egrave; di quegli che fa
cilmente $i rimuouono; le $cienze, &amp; arti
$ono poi di quegli che $i rimuouono difficilmen
te. Diuidon$i gli accidenti ancora in pertinen
ti al corpo, &amp; in pertinenti all'animo; &amp; que
gli, che $i pertengono al corpo, $ono la uelo-
cit&agrave;, la bellezza, &amp; altri; &amp; quegli che $i
pertengono all'animo, $ono come il cre$cere al-
l'anima uegetatiua, il moto alla $en$itiua, al
la intellettiua i uitij, &amp; le uirt&ugrave;. T<R>OM.</R>
L'atto che immediatamente $egue gli acciden-
ti, &egrave; quello che in un certo modo ne affligge,
&amp; e$$ercita; &amp; altri de gli atti na$cono da
<pb n=151>
gli accidenti innati, come dal lume del Sole,
lo illuminare: altri na$cono parimente da gli
accidenti aduentitij, come lo $criuere, il uer-
gognar$i; &amp; $onoui ancora alcuni de gli atti,
che fanno opera, come l'edificio: alcuni al-
tri, che non la$ciano dop&ograve; $e opera, come il
pa$$eggiare, il ballare: Si diuidono ancora
gli atti; ouero che $ono pertinenti alla gene-
ratione, ouero alla corrottione, ouero all au-
gumentatione, ouero inuentione, ouero alla
mutatione della qualit&agrave;, ouero finalmente al-
li mutatione del luogo. M<R>OR.</R> Dir&ograve; io del
$uggetto, per che io uoglio che l'i$pediamo, il-
<MARG><R>Suggetto,
che co$a$ia</R></MARG>
quale &egrave; quello che $i fonda in qualche co$a, co-
me &egrave; il muro in che $i fonda il colore, ouero m
torno alquale opera qualche co$a, come intor
no al corpo humano opera la medicina. Al-
cuni de'$uggetti ancora $ono $ugetti de gli acci
denti, come il fuoco della calidit&agrave;; altri $ono
$ugetti della operatione, come il fuoco &egrave; $oget
<MARG><R>Diui$ione
de' $ugget
ti.</R></MARG>
to dello $caldare, &amp; la$ciando le altre diui$io-
ni, annoto $olo che le $u$tanze propriamente
$i chiamano $ugetti. T<R>OM.</R> Le cau$e, del-
<MARG><R>Cau$e, qu&atilde;
te $ieno, &amp;
quali.</R></MARG>
le quali molto ne $eruiamo, $ono quelle, che
producono le co$e, &amp; ne $ono di quattro $orti,
cioe la materiale, laquale non &egrave; altro che il
$ugetto di cui $i genera la co$a, &amp; e$$a &egrave; poi
parte della co$a generata. La $econda &egrave; la
formale, laquale congiugnendo$i con la mate-
<pb n=152>
riale, gli dona l'e$$ere. La terza &egrave; la efficien
te, che &egrave; quella, che muoue la formale, &amp;
di$pone la materiale &agrave; compor$i in$ieme. La
quarta &egrave; la finale, &amp; &egrave; quella per cui tutte
le altre operano, &amp; $pe$$o $i conuerte con la
formale, come per e$$empio, l'artefice &egrave; effi-
ciente della ca$a, la materia $ono i $a&szlig;i, legni,
&amp; altri; la forma &egrave;, che $ia quadrata, &amp;
che habbia tutte quelle parti, che in $e l'effi-
ciente ha conceputo; &amp; il fine &egrave; il mede$imo,
cio&egrave; che la ca$a habbia ottenuta la $ua propria
forma; parlando pero del fine interno, &amp; non
dello $copo, perche lo $copo mai $i conuerte
<MARG><R>Eu&etilde;to, che
co$a fia.</R></MARG>
con la forma. M<R>OR.</R> L'euento &egrave; quello, il-
quale per la forza delle cau$e, che gia uoi ha
uete raccontate, diuiene; &amp; que$to o uero che
&egrave; effetto, o uero effetto, ma de$tinato a qual-
che fine: effetto come &egrave; il pane del pi$tore, la
tela del te&szlig;itore; effetto de$tinato &egrave; come $o-
no le leggi de$tinate alla pace, &amp; $imili. &amp;
deue$i auuertire che una mede$ima co$a a&szlig;i-
migliata a diuer$e altre co$e, hora $ar&agrave; effi-
ciente, hora fine, hora effetto $emplicemente,
&amp; hora effetto de$tinato. Oltra di que$to no
tare douemo che di un $olo effetto &egrave; una $ola
propria cagione, &amp; per il contrario ancora.
T<R>OM.</R> Ottime annotationi $ono que$te.
<MARG><R>Luogo.</R></MARG>
Hora ne uengono il luogo, &amp; il tempo; &amp;
<pb n=153>
e$$o luogo &egrave; come quando noi diciamo Anto-
nio egli &egrave; in ca$a, in piazza, nella citt&agrave;, &ograve;
$imile, &amp; tre $ono le differenze del luogo,
<MARG><R>Differ&etilde;ze
delluogo.</R></MARG>
una cio&egrave; che $i piglia dalla $u$tanza del luo-
go, come quando diciamo e$$ere un luogo am-
plo, o uero stretto, &ograve; alto, &ograve; ba$$o. La $econ
da differenza $i piglia da quelle co$e, che credo
no il luogo, come &egrave; quando noi diciamo che &egrave;
luogo marittimo, terre$tre, sterile, abondan-
te. La ultima differenza $i piglia da gli huo
mini, come quando noi diciamo, che &egrave; luogo
celebre, ouero $acro, &ograve; profano per ri$petto
de gli huomini, che tali $ono. Il tempo poi
<MARG><R>Tempo, et
$ue diui$io
ni.</R></MARG>
&egrave; la mi$ura del moto de i cieli, &amp; ma&szlig;ime del
Sole, co'l quale mi$uriamo la uariet&agrave; di tut-
te le co$e, &amp; $i chiama in diuer$i modi; pri-
ma della $ua propria e$$enza $i chiama tempo
pre$ente, pa$$ato, futuro, pre$to, tardi. dal
la natura prende ancor nome, come giorno,
notte, me$e, anno, tempo di primauera, di
state, autunno, &amp; altri. piglia ancor no-
me da gli huomini, come quando noi diciamo
che uno &egrave; in tempo di pueritia, di adole$cen-
za, di uirilit&agrave;, di $enett&ugrave;, &amp; di decrepit&agrave;.
Fanno$i altre diui$ioni, che lungo $arebbe &agrave;
numerarle tutte, &amp; per&ograve; le la$ciaremo da una
banda. M<R>OR.</R> Sono per&ograve; inducibili alle
gia dette diui$ioni, &amp; per tanto di e$$e mi con-
<pb n=154>
<MARG><R>Conne$si.</R></MARG>
tento. Conne&szlig;i $ono chiamati quegli, i qua-
li non stanno attorno la co$a, come fanno il
luogo, &amp; il tempo, ma paiono che e$trin$e-
camente giacciano in e$$a co$a, come fanno le
ricchezze al ricco, lequali $ono a lui anne$$e,
&amp; da loro $i prende il nome, quantunque $ie-
no $eparate da quello &amp; que$ti conne&szlig;i $ono
differenti da gli altri accidenti, da' quali pi-
glia il nome la co$a; perche $e bene muore il
ricco, non muoiono le ricchezze, ma $e uno &egrave;
chiamato ro$$o, per la ro$$ezza, muorendo
e$$o, muore parimente laro$$ezza. T<R>OM.</R>
<MARG><R>Centinge-
ti, &amp; loro
diui$ione.</R></MARG>
A conne&szlig;i $eguono i contingenti, i quali pure
$ono accidenti, che toccano la co$a, ma per&ograve;
con que$ta conditione, che e&szlig;i po$$ono e$$ere
$enza la co$a, &amp; e$$a $enza loro, come &agrave; di-
re le ingiurie, gli honori. diuidon$i in molti
modi; ouero che precedono la co$a, come fan
no le ingiurie, la guerra, ouero che accom-
pagnano e$$a co$a, come le correrie, le mor-
ralit&agrave;, $ono con e$$a guerra; ouero anco uen
gono dietro alla co$a, come doppo la guerra
na$cono ribellioni, $editioni, $i danno o$taggi,
$i fanno patti, &amp; $i pongono pre$idij. A que
$ti contingenti $egue il nome della co$a, ilquale
<MARG><R>Etimolo-
gia.</R></MARG>
&egrave; det to da Cicerone Etimologia, et &egrave; come una
fede della co$a di che &egrave; nome, &amp; per&ograve; alle uol
te $i adoperano ad argomentare in que$to mo-
<pb n=155>
do. Voi douete dare opera &agrave; gli studij hu-
mani, perche $iate humano. &egrave; uero che alle
uolte co'l mezo dell'etimologia $i fanno delle
fallacie, &amp; &egrave; un luogo, del quale molto $e
ne $erue il $o$i$ta. M<R>OR.</R> I pronunciati
<MARG><R>Pronuncia
ti, qual $ie
no.</R></MARG>
credo che $ieno quegli, che da alcuni $ono det
ti prono$tici. T<R>OM.</R> E&szlig;i $ono. M<R>OR.</R>
Et que$ti $ono ouero di co$e diuine come que-
gli, che $ono dalla bocca di Dio, ouero Spiri-
to $anto pronunciati; ouero anco da indouini,
&amp; profeti: altri $ono di co$e humane, come
quegli, che da gli huomini $enza alcuna i$pi-
ratione diuina $ono prodotti. T<R>OM.</R> I qua-
li $ono le laudi, le lettere, i libri, che $i $cri
uono i detti de te$timonij, le $entenze, la fa-
ma, che $i leua di qualch'uno, &amp; altri $imi-
li. M<R>OR.</R> Alcuni hanno connumerato tra
li pronunciati, li atti, con che $i i$prime qual
che co$a, come l'atto di Zenone, ilquale in-
<MARG><R>Atto di Ze
none.</R></MARG>
terrogato in che co$a fo$$e differente la dialet-
ttca dalla retorica, aper$e una delle mani, &amp;
l'altra strin$e, uolendo inferire con la mano
$errata, che la Logica era differente in que$to
dalla Retorica, che ella diceua le co$e stretta-
mente, &amp; la retorica diffu$amente, ilche di-
mo$tr&ograve; con la mano aperta. T<R>OM.</R> Chia-
<MARG><R>Compara-
tione co-
me $i facci.</R></MARG>
miamo quei luogbi comparatione, come quan
do compariamo due co$e &agrave; un terzo, &amp; dicia-
<pb n=156>
mo che Ni$$o e piu ueloce del uento: quello
che $i compara &egrave; Ni$$o, &amp; quello &agrave; che &egrave;
comparato e il uento, &amp; la comparatione &egrave;
la uelocit&agrave;, &amp; alle uolte nella comparatione
$i rendono le proprie qualit&agrave;, &amp; al compara
to, come quando diciamo, $i come il fulmine
batte gli alti monti, co$i la inuidia cerca di-
minuire la fama de gli huomini $egnalati.
M<R>OR.</R> Non $i fa la comparatione in tre
modi? T<R>OM.</R> Si fa. M<R>OR.</R> Ouero $i
ua dal minore al maggiore, come &agrave; dire $e il
nibbio pu&ograve; rapire un pollicino, quanto mag-
giormente l'aquila: ouero $i ua da pari &agrave; pa-
ri, come $e &egrave; lecito &agrave; Catone $eguire Pompeo,
&egrave; parimente lecito &agrave; Cicerone; ouero anco $i
ua dal maggiore al minore, come $e Anniba-
le non ha potuto prendere Roma, tanto meno
la prenderanno i France$i. T<R>OM.</R> Que$ti
luoghi $eruono molto al retorico, &amp; $ono di
grandi&szlig;sima efficacia appre$$o gli oratori.
M<R>OR.</R> S&ograve; io que$to, ma il tempo breue non
la$cia che molto di$corriamo $opra tal co$a; pe
ro ditemi il modo di trouare la $imilitudine,
laquale $egue alla comparatione. T<R>OM.</R>
<MARG><R>Similitudi
ne, come $i
troui.</R></MARG>
La $imilitudine &egrave; luogo, da che $i piglia argu-
mento di poco ualore, come uoi $apete, &amp;
uolendola trouare, bi$ogna deliberare fra $e
mede$imi qual co$a $i uoglia prouare; dipoi
<pb n=157>
uedere gli aggiacenti, &amp; atti di e$$a co$a, &amp;
tutte quelle co$e, che $i po$$ono dire metafori-
camente della co$a, che uogliamo prouare, &amp;
&egrave; come quando compariamo l'amore al fuoco,
al laccio, al Sole &amp; &egrave; ottima comparatione,
perche d'amore metaforicamente tutte que$te
co$e $ono dette. M<R>OR.</R> Veniamo a gli op-
po$iti, per condurre hormai al fine ogni co$a.
T<R>OM.</R> gli oppo$iti $ono quegli, che repugna
<MARG><R>Oppo$iti,
quai $ieno.</R></MARG>
no l'uno all'altro, ne l'uno $i predica all'altro;
&amp; di piu non $i po$$ono predicare ambidue di
un terzo mede$imo, &amp; $ono come il bianco,
il negro, &amp; altri. M<R>OR.</R> Gia di que$ti $e
bene io mi raccordo &egrave; stato detto &amp; dimo$tra-
to che ue ne erano di quattro $orti; per&ograve; la-
$ciamogli. T<R>OM.</R> Seguono dunque i luoghi
<MARG><R>Luoghidif
ferenti.</R></MARG>
differenti, &amp; $ono quegli, che $econdo la $u-
stanza non $ono li mede$imi, quali nondime-
no $i riferi$cono &agrave; un termine, come l'huomo,
il cauallo, il bue; &amp; que$ti non $ono della
mede$ima $u$tanza, ma $i riferi$cono all'ani-
male. $ono altri, che $i chiamano differenti
non $econdo la $u$tanza, ma $econdo il nume-
ro, come Catone, Socrate. altri $ono diffe-
renti $econdo la $pecie, altri $econdo il genere.
M<R>OR.</R> Et per quanto io mi aueggio da que
sto luogo non $i pu&ograve; hauere argumento che
po$$a prouare co$a ueruna $e non indirittamen
<pb n=158>
te. T<R>OM.</R> &Egrave; uero, &amp; que$ti in conclu$io-
ne $ono iluoghi $ummariamente de$critti, da'
quali $i po$$ono pigliare argumenti da prouare
ogni co$a, che $i offeri$ca, &amp; i piu potenti,
&amp; che ne danno argumento, che non pu&ograve; er-
rare. $ono i primi, de' quali $e ne $erue la de
mo$tratione, &amp; que$ti $ono della $u$tanza del
la co$a. Gli altri ne danno argumenti, che
probabilmente ne dimo$trano, &amp; percio dice-
uamo che dalla uariet&agrave; de i mezi termini ne
na$ceua la uariet&agrave; de i $illogi$im, &amp; della co-
gnitione ancora. Re$tarebbono &agrave; dire molte
altre co$e, lequali trala$ciaremo, &amp; $e co$i
ui pare alla diffinitione, che &egrave; il $econdo meto
do tra$correremo. M<R>OR.</R> A me non pare
che ui re$tino co$e, che non $i po$$ano ridurre
a quello, che &egrave; detto di $opra; per&ograve; uenite pu
re alla diffinitione. T<R>OM.</R> Come ui piace.
<MARG><R>Metodo
diffinitiuo
di quanta
utilit&agrave; fia.</R></MARG>
Segue il metodo diffinitiuo adunque, ilquale
fu nel Phedro da Platone molto lodato, $i co-
me riferi$ce Galeno nel $econdo libro de i de-
creti d'Hippocrate, &amp; Platone, dimo$tran-
do, che la diffinitione &egrave; i$trumento piu nece$$a
rio, &amp; che piu perfettamente ne fa intendere
di ogni altro; perche quando uogliamo cono-
$cere una co$a, non la potiamo cono$cere $e
non per la notitia della $ua e$$enza, che altro
non &egrave; che la forma, &amp; materia di e$$a, &amp;
<pb n=159>
tale cognitione non $i puo hauere $enza la dif-
finitione (parlando della diffinitione e$$entia-
le) ecco dunque di quanta utilit&agrave; $ia que-
sto i$trumento. M<R>ORELLO.</R> Per il
uero egli piu pare che $uperi di utilit&agrave; gli al-
tri; perche e$$o ne d&agrave; l'e$$enza della co$a, co'l
quale $i $cioglie poi ogni $orte di que$tione, &amp;
&egrave; qua$i impo&szlig;ibile de gli altri i$trumenti $er-
uir$i, $enza la diffinitione. T<R>OM.</R> A con-
firmatione di quello che uoi dite, per e$$empio
na$ce que$ta que$tione, $e il Leone &egrave; animale;
ecco che $e non $i $aper&agrave; che co$a $ia animale,
non $i pu&ograve; fciogliere la que$tione; ma $e lo $a
premo, ilche non $i pu&ograve; $e non co'l mezo della
diffinitione, potra&szlig;i uedere $e le conditioni,
che con la diffinitione $ono state trouate nel-
l'animale conuengono al Leone: da che appa-
re quanta $ia l'utilita della diffinitione. Per
tanto nelle co$e di $omma importanza, bi$ogna
di e$$ere molto intenti, &amp; auertiti, &amp; co$i $a
<MARG><R><*>.</R></MARG>
per douiamo che la co$a, che $i diffini$ce $i pu&ograve;
con$iderare in quanto al nome, &amp; in quanto
all'e$$enza: in quanto al nome cono$cer $i deue
$e &egrave; nome cono$ciuto, &ograve; n&ograve;: &amp; $e non $ia co-
no$ciuto, dobbiamo innanzi che da noi $i diffi-
ni$ca, fare che $ia cono$ciuto, &amp; $e anco lo
cono$ciamo, auertiremo $e $ia applicato &agrave; co-
$a ueruna, o n&ograve;, &amp; $e non &egrave; applicato, non
<pb n=160>
occorre che lo diffiniamo: $e anco &egrave; applicato,
&amp; &egrave; cono$ciuto, per quanto $i a$petta &agrave; lui lo
potiamo diffinire. Hora intorno alla co$a $i
deue parimente auertire $e pu&ograve; e$$ere diffinita,
&ograve; n&ograve;, &amp; non potendo$i, deue$i trala$ciare;
$e $i po$$a, douremo con$iderare $e &egrave; una $ola,
&ograve; piu $otto un nome $olo; percioche quante
fo$$ero le co$e, tante $arebbono le diffinitioni,
perche la diffinitione e$$entiale ad un tratto
non pu&ograve; $e non una natura dichiarare, perche
lei non &egrave; del nome, ma delle co$e i$te$$e i$tru-
mento. Oltra di cio deue$i ancora auertire
alle conditioni della co$a, che $i diffini$ce, ac-
cioche la diffinitione non $ia $uperflua, &amp; tut
te que$te con$iderationi, auanti che $i diffini-
$ca co$a ueruna deuon$i auertire: da che poi
ne na$cer&agrave; una diffinitione perfetta con tutte
le $ue propriet&agrave;, cio&egrave; $ar&agrave; chiara &agrave; ba$tanza
la natura di quella co$a, di che $ar&agrave; diffinitio-
<MARG><R>
Diffinitio-
ne, che co-
$a $ia.
</R></MARG>
ne, &amp; $ar&agrave; anco breue. La diffinitione, ac-
cio $appiate non &egrave; altro che i$trumento metodi
co, quale adoperiamo per uenire dalla co$a
nota, in cognitione della co$a, che $i diffini$ce,
quale era incognita. M<R>OR.</R> Se non m'ingan
no uolete dire che &egrave; i$trumento, quale $i adope
ra per e$plicare l'e&szlig;enza di quella co$a, che
cono$ciamo. T<R>OM.</R> Tant'&egrave;; ma douete piu
oltra $apere, che la diffinitione &egrave; quella, che
<pb n=161>
diceuo e&szlig;er cono$ciuta, laquale in ri$petto del
diffinito, deue $empre e&szlig;ere piu chiara, al-
tramente non e$plicarebbe la natura del diffini
to, &amp; la diffinitione non &egrave; altro che le parti,
che co$ti ui$cono la co$a diffinita in e&szlig;ere; on-
de la diffinitione deue hauere il genere, &amp; le
differenze della co$a diffinita, o uero almeno
qualche accidente, che propriamente que$te
riferi$ca. Il genere rappre$enta la materia,
&amp; la differenza la forma, che $ono amendue
le parti integranti di e&szlig;a co$a; la co$a, che
incognita chiamauo &egrave; il diffinito, quale pu&ograve;
e&szlig;ere incognito quanto al nome, &amp; quanto
etiandio all e&szlig;enza. Se adoperiamo que$to
i$trumento diffinitiuo &agrave; dichiarare il nome,
chiamera&szlig;i piu to$to de$crittione, che diffini-
tione: $e anco l'adoperiamo &agrave; cono$cere l'e&szlig;en-
za della co$a, allhora $ar&agrave; uera diffinitione.
M<R>OR.</R> Di maniera che uerranno &agrave; e&szlig;ere
due $pecie di diffinitioni una cio&egrave; del nome,
&amp; l'altra della co$a. T<R>OM.</R> Voi dite il ue-
ro, ma perche alle uolte con una mede$ima
diffinitione $i dimo$tra l'uno, &amp; l'altro, per&ograve;
ui $i deue aggiugnere la terza $pecie, che dif-
finitione di mezo $i chiama, laquale $i pu&ograve;
riferire in quanto, che dichiara il nome, alla
de$crittione, &amp; in quanto dichiara l'e&szlig;enza
alla diffinitione. M<R>OR.</R> Ditemi di gratia,
<pb n=162>
in l'una, &amp; l'altra $orte deuc $empre la diffi-
nitione e$$ere piu nota del diffinito? perche
di$$e Ari$totele nel primo della Fi$tca, che la
diffinitione del circolo &egrave; piu incognita che non
&egrave; e$$o circolo. T<R>OM.</R> Voi $apete che di qua
lunque co$a $i po$$ono hauere due cognitioni,
una cio&egrave; confu$a, che hauemo per la de$crit-
tione, &amp; l'altra di$tinta, che $erue per la dif-
finitione. Onde Ari$totele comparando la co
gnitione confu$a del circolo alla cognitione e$-
$entiale, &amp; di$tinta, di$$e, che era il circolo
piu cono$ciuto quanto al nome di quello che
era quanto all'e$$enza, che non &egrave; altro che la
diffinitione. M<R>OR.</R> Sar&agrave; uero adunque $em-
pre, che il diffinito meno cono$ciuto della dif-
finitione $ar&agrave; in ogni $orte di cognitione, $e tra
loro $aranno comparate; cio&egrave; la cognitione
confu$a con la confu$a, &amp; la di$tinta con la
di$tinta, &amp; e$$entiale. T<R>OM.</R> &Egrave; quanto ui
<MARG><R>
Differenza
tra de$crit-
tione, &amp;
diffinitio-
ne.
</R></MARG>
uoleua hora dir io. M<R>OR.</R> La de$crittione
&egrave; come $e noi dice&szlig;imo la febbre e$$ere una fer
ue$centia (per dir co$i) la diffinitione &egrave; come
$e dice&szlig;imo la febbre &egrave; una intemperie calda,
&amp; $ecca nel cuore, &amp; quella che &egrave; poi chia-
mata di mezo, &ograve; mezana, &ograve; media che ne
uogliam dire, &egrave; come $e dice&szlig;imo la febbre &egrave;
una ferue$centia del calor naturale nelle parti
$imilari, nel cuore. T<R>OM.</R> Ottimi $ono que$ti
<pb n=163>
<MARG><R>
Diffinitio-
ne e$$entia
le.
</R></MARG>
e$$empi, ma la$ciamo un poco la diffinitione
nominale, con la media, &amp; alquanto di$cor-
riamo intorno l'e$$entiale, laquale (per u$a-
rei proprij nomi de gli $cittori) ouero che &egrave;
cau$ale, ouero formale: formale &egrave; quella, che
ne dichiara l'e$$enza, &amp; forma della co$a,
che di$$ini$ce; ma perche $i pu&ograve; dichiarare
l'e$$enza di qualunque co$a, &amp; $emplicemen-
te $enza circon$tanza ueruna, &amp; anco con
qualehe additamento, per tanto ne na$cono
due $pecie di diffinitione, una cio&egrave; chiamata
<MARG><R>
Diffinitio-
ne quiddi
tatiua.
</R></MARG>
da Logici quidditatiua, &amp; &egrave; quella che $em-
plicemente e$pone, &amp; l'altra per additamen-
to, nella quidditatiua apunto $empre ui &egrave; il
genere piu pro&szlig;imo, &amp; le differenze della co
$a diffinita; per&ograve; non $i deue pigliare ogni $or
te di differenza, ma $olo le proprie, che ac-
compagnano il diffinito. M<R>OR.</R> Se le diffe-
renze proprie mi fo$$ero incognite, non patrem
mo cono$cerle? T<R>OM.</R> S&igrave;. ma con gli ac
cidenti della forma, $e ue ne $ono, &amp; $e non
ue ne $ono, con quegli della materia; perche
come ben di$$e Ari$totele piu to$to $ono tra di
loro le co$e differenti per la forma, che per la
materia. M<R>OR.</R> Se co$i fo$$e potrebbe$i
dunque diffinire le co$e $olo con la forma, la-
$ciando la materia. T<R>OM.</R> Anzi $i fareh-
be errore, perche concorre parimente all'e$-
<pb n=164>
$ere, &amp; l'e$$enza della co$a materiale, la ma
teria, &amp; la forma; onde ne l'una, ne l'altra
$ola ba$tarebbe &agrave; dichiarare la natura del dif-
finito. per&ograve; una co$a &egrave; ben piu differente dal-
l'altra per la forma, che non &egrave; per la mate-
ria, &amp; per&ograve; dobbiamo in ca$o che le differen-
ze proprie manca$$ero, u$are quegli acciden-
ti, che dalla forma na$cono, accioche le diffe
renze in que$ta diffinitione di$tinguano il diffi-
nito da gli altri, &amp; che piu che $ia po&szlig;ibile
dimo$trino la $ua e$$enza. M<R>OR.</R> Parmi
adunque che in que$ta diffinitione $ia nece$$a-
rio che il genere pro&szlig;imo, &amp; le differenze
$pecifice ui $ieno, &amp; per cio $ola la $pecie $i
po$$a difinire, &amp; non il genere, perche il ge-
nere in quanto che &egrave; genere, non ha $opra di
$e altro genere. T<R>OM.</R> Non $i diffini$ce gia
propriamente $e non la $pecie, ma pu&ograve; e$$ere
que$ta $pecie &ograve; $ubalterna, &ograve; $peciali&szlig;ima; &amp;
$appiate che egli &egrave; difficile &agrave; trouare diffinitio-
ne quidditatiua, $i come anco &egrave; impo&szlig;ibile &agrave;
trouare le proprie differenze. M<R>OR.</R> Hor
da che &egrave; co$i di gradeuole la$ciamola, &amp; ra-
<MARG><R>
Diffinitio-
ne per ad-
ditam&etilde;to.
</R></MARG>
gioniamo della diffinition formale, &amp; per ad-
ditamento. T<R>OM.</R> Ambidue conuengono
in que$to, che hanno il genere, &amp; la differen
za, ma la quidditatiua ha il genere in luogo
di forma commune, &amp; uniuer$ale, &amp; la dif-
<pb n=165>
ferenza in luogo della forma propria. nella
diffinitione per additamento il genere &egrave; forma,
&amp; la differenza &egrave; in luogo di materia, &amp; con
que$ta $i diffini$cono gli accidenti ma&szlig;imamer
te, &amp; $i diffini$ce anche la $u$tanza; ma la
diffinitione per additamento della $u$tanza &egrave;
differente da quella de gli accidenti d'una co$a
$ola, come per e$$empio appare; l'anima &egrave; at
to, cio&egrave; forma del corpo: que$ta diffinitione &egrave;
della $u$tanza; il cui genere, &amp; differenza
$ono $u$tanze parimente, come &egrave; il diffinito.
Quella dell'accidente &egrave; di due nature, impe-
roche il genere &egrave; accidente, &amp; la differenza
&egrave; $u$tanza, come la febbre &egrave; una intemperie
del cuore; ecco il genere che &egrave; accidente, &amp;
la differenza che &egrave; $u$tanza. M<R>OR.</R> Tan-
to chiara &egrave; stata que$ta diui$ione della diffini-
tione, che da me ste$$o hora $aprei della diffi-
nitione cau$ale pienamente ragionarne, laqua
le diceuate che &egrave; quando nella diffinitione ui &egrave;
il genere, che rappre$enta la cau$a efficiente.
Ma ditemi di gratia; con que$ta diffinitione
po&szlig;iamo noi diffinire co$i le $u$tanze, come gli
accidenti? T<R>OM.</R> Po&szlig;iamo beni&szlig;imo, pe-
r&ograve; molto piu ue $eruiamo nel diffinire gli acci
denti, che le $u$tanze, &amp; qui $i deue auerti-
re che in que$ta diffinitione il genere alle uolte
&egrave; efficiente dell'accidente, che $i diffini$ce, &amp;
<pb n=166>
forma immediata della $u$tanza, &amp; alcuna
uolta il genere &agrave; la operatione immediata del
l'efficiente. M<R>OR.</R> Come $arebbe per e$-
$empio, $e bene ho inte$o quello che uoi haue-
te detto, il ri$ibile &egrave; animale rationale, che &egrave;
&agrave; dire che la ri$ibilit&agrave; e nell'huomo per l'ani-
ma rationale; ecco la cau$a efficiente dell'ac-
cidente, &amp; ecco la forma della $u$tanza, che
<MARG><R>
Medicina,
come $i dif
fini$ca $ec&otilde;
do Hippo-
crate.
</R></MARG>
&egrave; rationabilit&agrave;. Da Hippocrate po&szlig;iamo ha-
uere l'e$$empio della diffinitione quando il ge-
nere &egrave; operatione dell'efficiente, ilquale diffi-
ni$ce la medicina in que$ta maniera; la medi-
cina &egrave; uno aggiugnere, &amp; un minuire, che
$ignifica la medicina e$$ere un'arte, laquale le
ua le co$e $uperflue, &amp; pone le nece$$arie;
ecco che il porre, &amp; il leuare $ono operationi,
lequali $ono nella diffinitione po$te per il gene
re. T<R>OM.</R> Meglio non poteuate dire in ta-
le materia, &amp; per&ograve; non star&ograve; io &agrave; dirne piu
co$a alcuna. Ne re$ta $olo &agrave; con$iderare in
che maniera noi potiamo di$coprire che una
<MARG><R>
Come $i
pu&ograve; cono-
$cere, qu&atilde;-
do la diffi-
nitione $ia
cau$ale, &amp;
non forma
le.
</R></MARG>
diffinitione $ia cau$ale, &amp; non formale; ilche
cono$ceremo $e pigliaremo il genere nella diffi
nitione, &amp; lo ri$olueremo in$ino &agrave; gli ultimi
generi, come per e$$empio po&szlig;iamo dire; l'huo
mo &egrave; animale rationale mortale; la cui diffi-
nitione &egrave; formale, perche ha il $uo genere
pro&szlig;imo che &egrave; animale, ilquale $e lo rin$ol-
<pb n=167>
uiamo, uerremo &agrave; trouare che &egrave; corpo, &amp;
finalmente $u$tanza, che tutti $i predicano $u
stantialmente dell'huomo. Onde $i potr&agrave; dire
che l'huomo &egrave; corpo &amp; $u$tanza, &amp; cio non
auuerr&agrave; nella diffinitione cau$ale, perche $e
noi pigliaremo il genere, &amp; lo ri$olueremo,
$ubito $i $cuoprir&agrave; che quegli principij in che
$i ri$olue, non $i predicaranno del diffinito $u-
stantialmente, come $i pu&ograve; uedere per que$to
e$$empio, cio&egrave; il ri$ibile &egrave; animale rationale:
il genere in que$ta diffinitione &egrave; animale, il-
quale $e lo uogliamo ri$oluere, lo ri$olueremo
in corpo, &amp; $u$tanza, quali non $i predicano
del ri$ibile $u$tantialmente, &amp; perci&ograve; euiden-
ti&szlig;imamente $i pu&ograve; &agrave; un tratto $coprire qual
$ia la diffinitione formale, &amp; quale la cau$a-
le; ne altro intorno &agrave; que$ta materia $ono per
dirui, $e pur uoi non haue$te qualche co$a in
che dubita$te, ouero ui pare$$e degna da e$$ere
con$iderata, &amp; $e ne hauete ui prego a pro-
porla $enza indugio. M<R>OR.</R> Altro non
mi occorre certo, ne s&ograve; con quale maggior di-
ligenza $i haue$$e potuto ragionare della diffi
nitione di quello, che hauete fatto uoi; per&ograve;,
$e ui pare co$i, ueniamo alla diui$ione. meto-
do ueramente che merita e$$ere lodato da un
Platone come egli &egrave;, ilquale con tutti gli al-
tri della $ua $etta l'hanno $ommamente com-
<pb n=168>
mendato, che non dubito rno dire che $enza il
<MARG><R>
Metodo
diffinitiuo
quanto $ia
nece$lario.
</R></MARG>
metodo diffinitiuo non $i poteua cono$cere co$a
alcuna perfettamente, &amp; &agrave; propo$ito ho let-
to parimente nel $econdo del metodo di Galeno
al quarto capo, che $enza il metodo diffiniti-
uo, ne$$uno per bello intelletto che'l $ia, pu&ograve;
entrare per le porte dell'arte medicinale, co-
me che ella $ia la chiaue delle arti, &amp; $cien-
ze. T<R>OM.</R> Per il uero &egrave; di $omma utilit&agrave;
all'intelligenza d'ogni $orte di facolta, per&ograve;
che ella ne conduce dalla cognitione confu$a al
la di$tinta, come anco Ari$totele nel quarto
<MARG><R>
Diui$ione,
come $i dif
fini$ca da
Ariftotele.
</R></MARG>
del Cielo, al <R>XXII.</R> cap. di$$e, La diui-
$ione &egrave; un metodo, di cui ci $eruiamo &agrave; cono-
$cere le co$e in parte cono$ciute, &amp; in parte
ignote; ne &egrave; metodo, che piu difficile $ia sta-
<MARG><R>
Diui$ione
perche dif
ficile.
</R></MARG>
to riputato della diui$ione que$to na$ce, per-
che colui, che diuide, non gli &egrave; $ommamente
nece$$ario $aper bene il metodo diui$iuo, ma
ancor fa di me$tieri, che cono$ca la natura, &amp;
e$$enza del genere, che e$$o diuide in $pecie
per le differenze proprie; al che fare conuie-
ne, che $ia in$trutto nel diffinitiuo. M<R>OR</R>
Dite il uero, $e non altrimenti incorrerebbe
in quelli tre errori, che Galeno pone nel pri-
mo delle differenze delle febbri; ouero che tra
la ciarebbe il primo genere, ilquale $i piglia
dalla $u$tanza della co$a, che &egrave; diui$a, ouero
<pb n=169>
la$ciarebbono le differenze nece$$arie, ouero,
che ne metterebbono d'inutili, &amp; accidentali.
T<R>OM.</R> Hora accioche habbiamo la uera co-
gnitione di que$to metodo co$i raro, &amp; utile,
del quale hora parliamo, ilquale &egrave; quello,
che diuide il compo$ito in parti e$$entiali, cio&egrave;
il genere nelle $ue $pecie per le differenze op-
<MARG><R>
Altra diffi-
nitione del
la Diui$io-
nc.
</R></MARG>
po$ite; ilquale potiamo co$i definire: la Di-
ui$ione &egrave; Metodo, che $i adopera da uenire per
le differenze note in cognitione delle parti del
la co$a, che diuidiamo, che &egrave; &agrave; dire delle $pe-
tie del genere partito, &amp; diui$o. M<R>OR.</R>
Non ui chieder&ograve; la dichiaratione di e$$a diui-
$ione, poi che da $e ste$$a &egrave; chiara; ben de$i-
dero di $apere, accioche e$$a non chiara, ma
<MARG><R>
Parti igno
te quai $ie-
no.
</R></MARG>
chiari&szlig;ima $ia, che intendete per parti igno-
te, ouero per $petie, che per mezo delle diffe-
renze cono$ciamo. T<R>OM.</R> con uno e$$empio
(perche co$i credo, che uogliate) ue lo di-
mo$trer&ograve;. Proponiamoci di parlar della feb-
bre, &amp; che noi non $appiamo quante $ieno le
$petie di e$$a, onde per $aperlo, ci conuenga
pigliare il metodo diui$iuo (come fece Galeno
nel libro delle differenze delle febbri) &amp; col
$uo mezo $membrare il genere commune, che
&egrave; febbre, ilche non potiamo fare $enza la co-
gnitione della natura di tal genere, talmente,
<MARG><R>
Le differ&etilde;-
ze, in qual
</R></MARG>
che diremo, che le differenze $eruono alla di-
<pb n=170>
<MARG><R>
modo $er-
uono alla
diuifione.
</R></MARG>
ui$ione, perche col mezo loro cono$ciamo la
natura del genere, ilquale poi diuidemo; co-
me la febbre &egrave; una intemperie nel cuore cal-
da, &amp; $ecca. Ecco la e$$enza della febbre,
da cui con la diui$ione ueniamo in cognitione
delle tre $petie della febbre, lequali trouiamo
in que$ta gui$a. Il cuore, che &egrave; $uggetto del
calore, (&amp; &egrave; differenza nella diffinitione) &egrave;
compo$to di $piriti, humori, e parti $olide.
Per tanto, $e $ar&agrave; l'intemperie ne gli $piriti,
$ar&agrave; una $petie di febbre: $e $ar&agrave; ne gli humo
ri, $ar&agrave; un'altra $petie: $e nelle parti $olide, ne
ri$ultar&agrave; un'altra $petie, et que$te $i partono in
altre, in$ino &agrave; tanto, che $i uiene, diuidendo
&agrave; $petie, che in altre partir non $i po$$ono.
Et perci&ograve; $ono $pecie $peciali&szlig;ime chiamate;
oltra lequali non $i deue pa$$are. M<R>OR.</R>
perche non $i deue pa$$are le $pecie $peciali&szlig;i-
me con la diui$ione? T<R>OM.</R> perche ($e ui
raccordate) la diui$ione non $i fa per ogni
$orte di differenze, ma $olo per quelle, che $o-
lamente tra loro $ono oppo$te, &amp; con$titui$co
no $petie: onde, come arriuati $iamo alle $pe-
cie $peciali&szlig;ime, piu non trouiamo, differen-
ze oppo$ite, che po$$ano poi e$$ere $pecie. &amp;
perci&ograve; dicea Platone dimo$trando il progre$$o,
che fa la diui$ione, che la diui$ione deue dal
communi&szlig;imo genere de$cender per le diffe-
<pb n=171>
renze oppo$ite, in$in che ritroua una natura
commune non &agrave; $pecie, ma ad indiuidui, $en-
za hauer con $eco oppo$itione, laquale $i pre
dichi di molti indiuidui; come $e de$cende&szlig;i-
mo dalla $o$tanza alla pianta, al cauallo, al-
l'huomo, &amp; $imili; $eruando per&ograve; $empre,
nel calar, que$to ordine, che il piu uniuer$a-
le preceda almeno uniuer$ale; altrimcnti cau
$arebbe errore. M<R>OR.</R> E$$endoui quattro
$orti di oppo$itioni, non credo gia, che le dif-
ferenze della diui$ione $i oppongano tra di lo-
ro priuatiuamente, &ograve; negatiuamente, &ograve; rela-
tiuamente, ma che $i oppongano piu to$to per
oppo$ition contraria. T<R>OM.</R> Dite il uero,
che &egrave; meglio, che $i oppongano per tale oppo
$itione; ma auertite, che alle uolte $iamo a-
<MARG><R>
Qu&atilde;do $ia
mo nece$-
$itati a $er-
uirne del-
l'oppo$iti&otilde;
negatiua.
</R></MARG>
stretti di $eruirne ancor dell'altre oppo$itioni;
della negatiua; come quando non habbiamo
nome da i$primere l'uno de gli oppo$iti, come
nell'animale intrauiene, ilquale $i diuide in
que$ta maniera, in rationale, &amp; non ratio-
nale; &amp; in que$ta diui$ione, $empre $i deue
anteporre l'affermatione alla negatione; altri-
menti non $i potrebbe intender la negatione,
$e non precede$$e l'affermatione; per la mede-
$ima nece&szlig;it&agrave; u$iamo alle uolte la oppo$itione
priuatiua, in che $i deue anteporre l'habito al-
la priuatione per il mede$imo ri$petto, che $i
<pb n=140>
prepone l'affirmatione alla negatione; mai ho
<MARG><R>
Perchei ge
neri non $i
diuidonop
oppo$ition
relatiua.
</R></MARG>
ueduto diuider$i i generi per oppo$itione rela-
tiua. La ragione &egrave;, perche li relatiui non
$ono differenti $e non per un certo ri$petto.
Hor auuertite, che $empre la diui$ione $ia bi-
membre, perche uno &egrave; contrario $olamente ad
uno. M<R>OR.</R> M&ograve; $e que$to fo$$e, bi$ogna-
rebbe, che non $i troua$$e genere, che haue$$e
piu di due $petie; tuttauia $i uede il contra-
rio. T<R>OM.</R> non di$dice che un genere po&szlig;i
hauere molte $pecie, &amp; pur la diui$ione $ia
bimembre. Togliete l'e$$empio dello animale,
ilquale ha $otto di $e molte $petie, per&ograve; $i di-
uide in rationale, &amp; non rationale. M<R>OR.</R>
E uero, potete dire quattro parole intorno
alla ri$olutione, &amp; poi far fine quando ui pia
ce. T<R>OM.</R> Son per compiacerui, &amp; da
poi che &agrave; uoi co$i aggrada, piacer&agrave; ancora &agrave;
<MARG><R>
Ri$olutio-
ne, che co
$a $ia, &amp; a
che $erua.
</R></MARG>
me. per&ograve; dico, che la ri$olutione &egrave; parimen-
te Metodo, che adoperiamo per uenire in co-
gnitione de' principij, dal fine, &ograve; effetto, &ograve; ope-
ratione, cono$ciuti, come potete uedere in que
sto e$$empio. L'huomo &egrave; stato prodotto affi-
<MARG><R>
E$$empio.
</R></MARG>
ne, che contempla$$e, &amp; opera$$e; non potea
l'huomo con$eguir que$to fine $e non hauea li
membri co$i organici, come $imilari. Le
membra non $arebbono state, $e gli humori,
di cui $i nutri$cono non fo&szlig;ino stati prodotti;
<pb n=141>
per&ograve; all'huomo $ono state nece$$arie le mem-
bra, gli humori, de' quali $i nutri$ce. Il nu
trimento per e$$ere di diuer$i membri nutri-
mento, fu nece$$ario, che diuer$o fo$$e per&ograve;
non pot&egrave; e$$er fatto d'un'elemento $olo, on e
fu di quattro elementi, liquali $ono compo$ti
della propria forma, &amp; materia. onde per
que$to e$$empio potete uedere, che dalla cogni
tione del fine, $ete col mezo della ri$olutione
giunto alla cognitione de' principij, co$i pro&szlig;i
mi, come rimoti, &amp; rimoti&szlig;imi. potiamo
$imilmente ri$oluere gli effetti ne' $uoi princi-
pij, &amp; l'operationi ancora, in quel modo,
che habbiamo ri$oluto il fine. M<R>OR.</R> Non
<MARG><R>
Come d<*>
gli ind u<*>
dui $i po$l<*>
uenire &iuml; co
gnition di
una natura
commune
col me<*>ol
dellari$ol<*>
tione. <*>
</R></MARG>
$i pu&ograve; ancora da gli indiuidui uenire in cogni-
tione d'una commune natura col mezo di que
sta ri$olutione? T<R>OM.</R> Si pu&ograve; M<R>OR.</R> Co
me $arebbe per e$$empio, da diuer$i huomini
uengo alla cognitione della natura rationale,
commune &agrave; tutti li particolari huomini, &amp; co
$i da diuer$e. $petie ancora potiamo a$cendere
&agrave; una piu commune natura, come dall'huomo,
dal bue, per mezo della ri$olutione uenire in
cognitione del genere $uo, che &egrave; animale; dal
l'animale, &amp; altri generi ancora potiamo
a$cendere &agrave; piu commune natura; &agrave; tal che po
tiamo $inalmente ri$oluendo, $empre quel che
&egrave; meno uniuer$ale al piu uniuer$ale, in$in tan-
<pb n=174>
to, che ueniamo alla $o$tanza, &amp; genere, che
$opra di $e non ha altro genere. T<R>OM.</R> Mol
to bene l'hauete inte$o; &amp; intorno &agrave; ci&ograve; auuer
tite, che molto piu ui potete $eruire del meto-
do ri$olutiuo &agrave; ritrouare le co$e, che &agrave; trat-
tarle; ne accade, che uogliamo numerare le
$pecie della ri$olutione, perche gia dette l'hab
biamo, quando diceuamo, che $i pu&ograve; ri$olue-
re il fine cono$ciuto ne' $uoi principij, ouero
altro, che non &egrave; fine; &amp; pu&ograve; e$$ere, ouero
$en$ato, ouero in$en$ato; $e &egrave; $en$ato, $i ri$ol
ue in intelligibile, come l'indiuiduo nelle $pe-
cie, &amp; quelle nelli generi; $e non $ar&agrave; $en$a-
to; ouero; $ar&agrave; noto per la dimo$tratione; &amp;
<MARG><R>
Ri$olution
Logica.
</R></MARG>
que$ta $i chiamer&agrave; ri$olutione logica, quando
dalla ri$olutione della co$a cono$ciuta per me-
zo della dimo$tratione, ueniamo in cognitione
della co$a incognita; ouero che $ar&agrave; cono$ciu-
ta la co$a, che $i ri$olue per la $ua po$itione.
<MARG><R>
Ri$olution
matemati-
ca.
</R></MARG>
&amp; que$ta ri$olutione chiamera&szlig;i matematica.
piglia altri nomi la ri$olutione, $econdo che
$ono diuer$e le co$e, che $i ri$oluano, di quali
$arebbe lungo &agrave; dire. Ne altro $on per dire
intorno &agrave; metodi, gradi di que$ta no$tra $cala;
quali applicati &agrave; poggi, $i puote agiatamente,
&amp; con gli occhi $errati per quella caminare.
M<R>OR.</R> Que$to $i potr&agrave; fare, $e per&ograve; aggiun
gerete il primo grado, perche io non po$$o fa-
<pb n=175>
re $i lungo pa$$o. T<R>OM.</R> Hauete ragione,
ma &egrave; l'hora breue, per&ograve; rimettiamo &agrave; dimani
que$ta opera, laquale in breui&szlig;imo tempo
adempiremo. per&ograve; que$to per hora ui ba$ti.
andiamo per quel $eruigio, che uoi $apete.
M<R>OR.</R> Andiamo, ma con que$to, che di-
mani $enza fallo $i metta fine, accio hormai
po&szlig;a &agrave; mio bell'agio a$cendere, &amp; de$cendere
per la $iala gi&agrave; tanto da me de$iderata.
T<R>OM.</R> Non dite altro, che &agrave; uoi st&agrave; il por-
li, &amp; non porli fine. M<R>OR.</R> Io non po&szlig;o
uenir con uoi, perche mi bi$ogna e&szlig;ere col
signor Pro$pero Borgarucci. T<R>OM.</R> Non
pu&ograve; e&szlig;ere $e non qualche co$a honora-
ta, perche doue &egrave; il Borgarucci,
iu&itilde; &egrave; Apolline iui $ono le
Mu$e. M<R>OR.</R> Per
dire il uero egli
&egrave; per$ona
ho-
norata, &amp; dotta, &amp; di conti-
nuo &egrave; occupata in qual-
che ardua, &amp; no-
tabile im-
pre$a.
<C>ILFINE DELLA SECONDA
<R>SESTIONE.</R></C>
<pb n=176>
<FIG>
<C><R>DELLA SCALA
DELLE SCIENZE,
ET AR TI,
DIVISA IN QVATTRO SETTIONI,</R>
DALL'ECCELLENTE MEDICO
<R>&amp; Filo$ofo, Me$$er GREGORIO
MORELLI.
SETTION TERZA.</R>
NELL A QVALE SITR ATTA
del Iappo, ouero de gli I$trumenti
i$perimentatali, cio&egrave;.
ESSEMPIO, ET INDVTTIONE.
<R>INTERLOCVTORI.</R></C>
<FIG>
<C><R>TOMITANO, MARCANDONE,
ET IL MORELLO.</R></C>
<p><R>C</R>H<R>E BVONA FORTVNA</R>
ui ha condotto qua in que$ti cal-
di Marcandone Gentile? M<R>AR.</R>
Io $on uenuto da uoi in quel me-
de$imo modo, che uiene il ferro alla calamita.
<pb n=177>
T<R>OM.</R> Harei io mai per auentura forza oc-
culta di tirar gli huomini? M<R>AR. N</R>on
lhauete $olamente occulta, come hanno la ca
lamita, il legno $anto, il Reobarbaro, &amp; al
tri $imili: ma l'hauete pale$e, che tutti la ue,
dono, &amp; $entono; onde io $on stato tirato $i
da una certa propriet&agrave; uo$tra occulta, &amp; pa-
le$e, come ancor da una certa buona $orte, &amp;
corte$ia, &amp; amoreuolezza del no$tro Morel-
lo. T<R>OM.</R> A mouere, &amp; tirare un'huo-
mo di grauit&agrave;, non ba$tano le forze d'uno, ma
bi$ogna, che ui $ieno quelle di piu, &amp; di gra
tia, la$ciate le burle, chi ui ha condotto qui?
M<R>AR.</R> Dirouui. Hieri, e$$endo in pratti-
ca con l'Eccellenti&szlig;imo Aluigi Bellacati, mi
$coper$e il Morello, come ui riduceuate in$ie-
me, &amp; di$correuate $opra alcune belli&szlig;ime ma
terie, &amp; io $entendo co$i, come quegli, che ha
$empre de$iderato di udirui, &amp; dal uo$tro par
lar pre$o non meno utilit&agrave;, che dilettatione,
per l'eloquenza, &amp; belli&szlig;ime inuentioni, ar-
ricchite di dotti&szlig;ime $entenze, &amp; modi di di
re, mi deliberai di uenirmene con lui. T<R>OM.</R>
di que$to buono animo ui ringratio, &amp; ne pi-
glio con$olatione, benche io $appia, che in me
non $ieno &agrave; gran parte di tante uirt&ugrave;, come ui
a$tringe l'affettione, che mi portate, &agrave; darmi,
perche in un certo modo que$ta buona impre$-
<pb n=178>
$ione, che hauete di me, e per portarui utili-
t&agrave; udendomi, &amp; alle uolte &egrave; per arrecar an-
cora &agrave; me honore; &amp; il Morello ringratio
de i buoni offici, che fa uer$o di me. M<R>OR.</R>
buoni offici feci io $empre per tutti, ma in que
sto ca$o, $e io ho fatto buono officio, non $i de
ue attribuire &agrave; me, ma piu to$to alla buona
stella uo$tra, &amp; del Marcandone, perche io
dimandato da lui, $e $arei dopo de$inare con
l'eccellenti&szlig;imo Bellacati in prattica, gli di$-
$i, che non poteua; percioche per due, &ograve; tre
giorni haueua da e$$ere ancor con uoi, &amp; egli
mi dimand&ograve; &agrave; che fare; &amp; io gli di&szlig;i il tut-
to. T<R>OM.</R> in dirli il tutto, $on $icuro, che
gli mette$te un poco del uo$tro, &amp; Dio uoglia
che non faccia pentire il Marcandone di e$$er
uenuto. Ditemi innanzi che ueniamo al no-
stro propo$ito, che fa l'sccell. Signor Aluigi
Bellacati? egli deue e$$er continuamente $ul ui
$itare infermi. M<R>OR.</R> &Ograve; che ui$ita &ograve; che &egrave;
ui$itato, ui prometto<*> che non gli dan luogo le
tante occupationi di attendere &agrave; $e ste$$o. &amp;
&agrave; pena ha tempo di mangiare (come $i $uol
dire) ma pare, che Iddio gli accre$ca di con-
tinuo le forze, il $apere, &amp; l'animo, perche
$e altrimenti fu$$e, $arebbe impo&szlig;ibile, che
pote$$e durare &agrave; tante fatiche. M<R>AR.</R> La
$ua buona natura, &amp; il gouerno, che ha nel
re$to del. uiuere, &amp; Iddio principalmente,
<pb n=179>
che &agrave; beneficio di tutto l mondo lo con$erua,
fanno che $i mantiene. T<R>OM.</R> Per il uero &egrave;
<MARG><R>Lodi del
Bellacati.</R></MARG>
uno de i gran prattici, che habbia mai hauu-
ta que$ta no$tra et&agrave;, &amp; uince ogni altro di
que$ta profe&szlig;ione, di humanit&agrave;, &amp; diligen-
za; parti, che tanto conuengono ad un Me-
dico, quanto la e$perienza i$te$$a, &amp; ragio-
ne in$ieme, per&ograve; tutti $ono tenuti &agrave; de$iderar
li lunga uita, &amp; felicit&agrave;, &amp; uoi in $pecia-
le $iate tenuti &agrave; lodare Iddio, che ui ha
fatto gratia &agrave; pratticar con $ua Eccellenza al
la quale douete fare ogni $orte di honori.
M<R>OR.</R> Dobbiamo certo, &amp; io per me, non
&egrave; co$a, che per lui non face&szlig;i. T<R>OM.</R> Hor
la$ciamo l'eccellenti&szlig;imo Bellacati, che Iddio
lo con$erui lungamente; &amp; ueniamo al no$tro
propo$ito, hauendo dirizzata la Scala delle
scienze, &amp; arti, con i $uoi gradi ordinata-
mente di$po$ti, alla quale non manca $e non il
Tappo; per&ograve; hoggi intorno al Tappo parlare-
mo, accio poi &agrave; no$tro bell'agio la po&szlig;iamo
adopcrare; &amp; mi rincre$ce, che ancor uoi
non $iate stato pre$ente alla fabrica. <R>MAR.</R>
Me ne duol certo; ma per&ograve; ringratio i Cieli,
che mi habbino fatto degno almen di que$to
fine, &amp; per dire il uero del principio, &amp; me-
zo ancora, perche il Morello mi ha racconta-
to ogni co$a $uccintamente, onde giudico que-
<pb n=180>
sta uo$tra Scala de i belli i$trumenti, che $i
po$$a pen$are; per&ograve; merita che $ia adempiuta.
<MARG><R>Tappo che
co$a $ia.</R></MARG>
T<R>OM.</R> Hor alle mani. Il Tappo &egrave; adunque
quell i$trumento, che chiamano gli Autori
e$perimento; ilquale, poi che $ar&agrave; formato
da noi, il Marcandone la applicher&agrave; alla Sca
la. M<R>AR.</R> Non fate di$$egno $opra di me,
perche $olo $on uenuto per a$coltarui. T<R>OM.</R>
Non bi$ogna, che il parlare, &ograve; il tacere $ia
piu d'uno, che dell'altro; &agrave; tutti conuien fa-
re la $ua parte. M<R>AR.</R> La parte mia $ar&agrave;
il tacere. tuttauia per fare $econdo le uo$tre
uoglie, io mi traponer&ograve; nel modo, che $aper&ograve;.
T<R>OM.</R> S&ograve; ben io, che non $ete per manca-
re. Diceuamo di $opra, che tutti gli i$tru-
menti pigliano la lor forma dalle co$e, di che
$ono i$trumenti, per&ograve; tante $ono le $pecie de gli
<MARG><R>Specie de
gl'i$trum&etilde;
ti.</R></MARG>
i$trumenti, quante $ono uarie le co$e, che di
quelli $i $eruono; alcune co$e $ono di tal na-
tura, che di quelli $i pu&ograve; hauere perfetta co-
gnitione; &amp; per&ograve; na$ce una $orte d'i$trumen-
<MARG><R>I$trum&etilde;to
p$etto qual
$ia.</R></MARG>
to perfetto, che &egrave; la demo$tratione, &amp; tutti
gli altri metodi, i quali concorrono &agrave; dimo-
strare tal cognitione; $ono altre co$e, lequa-
li non po$$ono e$$er cono$ciute co$i perfettamen
te, &egrave; per&ograve; non $i po$$ono $eruire de gli i$tru-
menti metodici, ma&szlig;ime della dimo$tratione,
per&ograve; ne bi$ogna hauere un'altro i$trumento,
<pb n=181>
che ne ba$ti a darne quella tanta cognitione,
che $i po$$a hauere di quella co$a, che &egrave; l'ha-
uerne una certa peritia, &amp; que$to i$trumento
<MARG><R>I$trum&etilde;to
e$perimen
tale.</R></MARG>
&egrave; le$perimentale; ilquale &egrave; nella mede$ima
forma, che $ono i metodi, $e non che &egrave; di for-
ma piu imperfetta. <R>MOR.</R> Quale &egrave; la $ua
diffinitione? T<R>OM.</R> L'E$perimento &egrave; uno i$tru
<MARG><R>Diffinitio-
ne dell'e-
$perim&etilde;to.</R></MARG>
mento, di cui ci $eruiamo per uenire in cogni-
tione d'una co$a incognita totalmente, col me
zo d'una cognita, cio&egrave; d una, della quale ne
habbiamo $olamente peritia, &amp; cognitione
imperfetta, da che poi ne $egua cognitione me
de$imamente imperfetta della co$a, che era in
cognita. M<R>OR.</R> Talmente, che que$to i$tru
<MARG><R>Differenza
tra l'e$peri-
mento, &amp;
i merodi.</R></MARG>
mento &egrave; differente da' metodi, perche quelli
ne danno una uera $cienza, &amp; que$to $ola-
mente una peritia. M<R>AR.</R> Il bello $ar&agrave; ue-
der'il modo di far que$to i$trumento, &amp; l'u$o
in$ieme. T<R>OM.</R> Ari$totele nel $econdo della
<MARG><R>I$trum&eacute;to
e$perimen
tale come
$i fabrichi,
&amp; come $i
metta &imacr; u$o</R></MARG>
Po$teriora, intorno al fine ne in$egna &agrave; fabri-
carlo; oue dice, che quando uogliamo hauer
peritia di qualche co$a, &egrave; nece$$ario, che la
rappre$entiamo a $en$i, di cui $ia e$$a proprio
oggetto; come &agrave; dire, che i colori, &amp; figure,
&amp; finalmente tutte le co$e $plendide le rappre-
$entiamo &agrave; gli occhi, &agrave; gli orecchi le uoci, al
l'odorato gli odori, al gu$to i $apori, &amp; al
tatto le co$e tangibili, come ogni $orte di co$a
<pb n=182>
che ha corpo; perche poi che i $en$i $entono,
que$ti propij oggetti, di $ubito, $e non $ono im
pediti, riferi$cono la imagine d'e&szlig;i oggetti al
$en$o commune, oue $e ne fa una $en$atione,
dopoi ri$entito di nouo l'oggetto, lo riporta al
$en$o commune; oue parimente $e ne fa un'al-
tra $en$atione; &amp; per le molte $en$ationi da-
poi ne na$ce una memoria, col mezo della qual
memoria poi rappre$entando$i a $en$i un'altra
co$a $imile &agrave; quella, di che ne &egrave; fatta la me-
moria, la cono$ciamo, &amp; nel mede$imo modo
noi cono$ciamo dell'altre co$e, che pur $ono
$imili alle gi&agrave; dette prime; dal che ne na$cono
<MARG><R>Come l'in
telletto $i
$erua del-
l'uniuer$a-
le.</R></MARG>
molte memorie, dalle quali poi l'intelletto ne
caua l'uniuer$ale, che &egrave; perfetta materia del-
li metodici in$trumenti d'e$$o intelletto. M<R>AR.</R>
Quel primo atto adunque della $en$itiua, &egrave;
commune &agrave; noi, &amp; &agrave; gli animali bruti.
T<R>OM.</R> &egrave; uero, &amp; non $olo il primo, ma an
cora il $econdo &egrave; communicato &agrave; molti anima-
li irrationali, ma per&ograve; non &agrave; tutti. M<R>OR.</R>
<MARG><R>Prima $en-
$atione.
Seconda.</R></MARG>
Per il primo atto intendete la prima $en$atio-
ne. T<R>OM.</R> Et per la $econda, &amp; per la me
moria ancora. La $econda chiamo poi quella
operatione, che $i fa dalla memoria, non &agrave;
quella co$a, di che $i ha memoria. ma ad
un'altra $imile in $pecie, per&ograve; differente dinu-
mero, &amp; altri accidenti, da che ne na$ce poi
<pb n=183>
l'attione dell'intelletto; percioche (come ho
gi&agrave; detto) dalle molte memorie l'intelletto ne
fa l'uniuer$ale principio della $ua uera opcra-
tione. M<R>AR.</R> Se la prima $en$atione &egrave; com-
mune &agrave; noi, &amp; &agrave; gli animali bruti, non &egrave; du
bio, che non $ia $olamente attione dell'anima
$en$itiua. M<R>OR.</R> &egrave; ueramente. M<R>AR.</R>
Tuttauia io non s&ograve;, e$$endo il di$cor$o $opra
dell'intelletto $olamente, come potr&agrave; e$$ere, che
la $en$itiua adopri que$to i$trumento, ilquale
andando da una co$a cono$ciuta ad una incogni
ta, uiene ad e$$ere di$cor$o, benche $olamente
ne dia peritia, &amp; non uera cognitione.
M<R>OR.</R> Auertite Marcandone) dir&ograve; in cio
il parer mio, non ch'io uoglia determinar que
sta que$tione, anzi la la$cio all'Eccellenti&szlig;i-
mo Tomitano) che quello atto della $en$itiua,
&egrave; di$cor$o $imile &agrave; quel dell'intelletto, &amp; non
&egrave; quel dell'intelletto. &amp; accioche mi faccia
meglio intendere, douete $apere, che ui $ono
tre $orti di di$cor$i; l'uno, che &egrave; fatto da gli
<MARG><R>Di$cor$i di
quante $or
ti.</R></MARG>
animali bruti; l'altro dalla $en$itiua cogitati-
ua dell'huomo; &amp; il terzo &egrave; dell'intelletto.
T<R>OM.</R> Il Morello, $i come dal principio del
parlar della no$tra Scala, egli di$$e, ch'io uo
leua hauer nel parlar mio per guida Ari$tote
le, &amp; Galeno. hora per non far torto al $uo
Auerroe, qual stima piu d'ogni altro, &amp;
<pb n=184>
meritamente certo, egli lo uuol $eguire nella
materia de gli i$trumenti i$perimentali, M<R>AR.</R>
et che l'affettione, ch'egli porta ad Auerroe
non l'inganni. T<R>OM.</R> &ograve; il Morello non &egrave; co$i
facile da la$ciar$i tra$portare dalle pa&szlig;ioni.
M<R>OR.</R> Vi accordate ambidui &agrave; burlarmi.
Hors&ugrave; in pace, finir&ograve; quello, ch'io uoleua di
re; dapoi mi fia luogo al ri$entirmi. Dico
dunque, che ui $ono tre $orti di di$cor$i, $econ
do l'opinion d' Auerroe (da che uolete ch'io lo
<MARG><R>Animali
bruti, co-
me di$cor-
rano.</R></MARG>
dica) l'uno de gli animali bruti, ilquale &egrave; piu
imperfetto che ui $ia, &amp; non &egrave; niuno che lo
po$$a negare; percioche noi uediamo la peco-
ra ritrar dal lupo una certa effigie &agrave; lei $pa-
uenteuole, per laquale ogni uolta, che $ente
annonciare il lupo, $pauenta$i, e fugge; ec-
co che da una co$a nota diuiene in cognitione
d'una ignota, che &egrave; di$correre; per&ograve; $e mi fu$$e
dimandato che di$cor$o $ia que$to, io direi pri
ma, che fu$$e un certo in$tinto naturale, che
han tutte le co$e di cono$cere il $uo contrario,
&amp; di fuggirlo; &amp; che que$to tal di$cor$o &egrave; ai<*>
cora in un certo modo nelle piante, &amp; ne gli
altri mi$ti, &amp; in$ino ne i corpi $emplici, &amp; fi-
nalmente nella materia prima, laquale diceua
Ari$totele, che de$idera la forma, come fa la
femina il ma$chio; &amp; che fugge la priuatio-
ne.que$to de$iderare &amp; fuggire, pare che $up-
<pb n=185>
ponga in un certo modo non $o che di lume del
la co$a che &egrave; de$iderata. &amp; direi, che oltra
che &egrave; i$tinto naturale, che haue$$ero ancor al
tre qualit&agrave;, per&ograve; che l'animale quel che fug-
ge, lo cono$ce di tal figura, &amp; in $e ne pren
de il ritratto; co$a che non fanno le piante.on
de uoglio dire, che pigliando il di$cor$o in
quella latitudine, che pu&ograve; e$$er pre$o, che non
$olamente &egrave; ne gli animali, ma nelle piante,
&amp; altri; dico bene che $e pigliaremo il di$cor
$o in que$to $en$o, in quanto che manife$tamen
te $iano le parti di e$$o cono$ciute, cio&egrave;, che
colui, che fa il di$cor$o cono$ca prima la co$a,
per il cui mezo dapoi cono$ca l'altra; dico,
che $i e$tender&agrave; il di$cor$o $olamente nell'huo-
$mo, &amp; in alcuni animali; &amp; que$to di$cor$o
ar&agrave; tripartito, come ho gia detto, cio&egrave; im-
perfetto, manco perfetto, &amp; perfetto. Lim-
<MARG><R>Di$cor$o <*>
perfetto.</R></MARG>
perfetto $ar&agrave; quello de gli animali bruti, come
della pecora, dal cane, &amp; altri $imili: i qua
li, quantunque dalla co$a materiale ne faccia
no in un certo modo una imagine immateriale,
per mezo della quale, cono$cano poi le co$e,
che gli rappre$enta e$$a imagine; nondimeno
perche non la cono$cano intieramente, ma $o-
lo in quanto che ella &egrave; buona &ograve; cattiua &agrave; $e me
de$imi, &amp; che &egrave; di tal figura, dico, che co-
no$cono imperfetti&szlig;imamente. M<R>AR.</R> Fin
<pb n=186>
qu&igrave; il Morello non $i &egrave; $co$tato punto dal $uo
Auerroe. T<R>OM.</R> Sarebbe meglio, che $i
di$co$ta$$e, hauendo giurato (come $i $uol dire)
nelle parole del mae$tro $uo. M<R>OR.</R> Non
di$co$tandomi da lui, non po$$o $e non $eguire
la uerit&agrave;. Hor il di$cor$o che fa la $en$itiua
dell'huomo, &egrave; manco imperfetto; percioche non
$olo e$$a cono$cei particolari inquanto che $o-
no buoni &ograve; cattiui all'huomo, &amp; in quanto $o
no di tal figura, &amp; riceue la loro effigie in-
trin$ecamente, ma inquanto $ono tali, &amp; in-
$ieme cono$cono tutte le differenze indiuidua-
li, che $ono tra l'uno, &amp; l'altro, co$a che
non fanno li bruti, &amp; perche que$ta uirt&ugrave; $en
$itiua &egrave; come diceua Ari$totele nel $econdo
dell' Anima, diui$a dal $en$o, &amp; intelletto; in
di auiene ancora, che la $ua attione &egrave; pari-
mente diui$a da quella dell'intelletto, &amp; $en$o
ancora, n&egrave; per $e ste$$a &egrave; uniforme in tutti
gli animali; come ben di$$e Themi$tio e$ponen
do il decimoquinto te$to nel $econdo dell'ani-
ma, oue dice Ari$totele, che non in tutti gli
animali &egrave; l'imaginatione, di$$e, che Ari$tote
le intendeua $olamente della imaginatione per
fetta &amp; terminata; &amp; nel mede$mo luoco
Auerroe e$$endo della mede$ima opinione di-
ce, che le Api, &amp; Formiche, hanno la imagi
natiua, onde di parere d' Ari$totele uo$tro, &amp;
<pb n=187>
ancor d'Auerroe, &amp; Temi$tio, &egrave; manife$ta
que$ta diui$ione del di$correre. &amp; percio uoi
potete uedere in che modo potiamo dire, &amp;
che gli animali irrationali di$corrino, &amp; pa-
rimente la $en$itiua nell'huomo, &amp; l'intellet-
to ancora. T<R>OM.</R> Acci&ograve; $ia leuata ognioc
ca$ione &agrave; uoi Marcandone di uenire &agrave; di$pute,
io, in confermatione di quello, che ha detto
il Morello, uoglio che pigliate que$ta materia
piu per l'ordine. Bi$ogna che $appiate, che
ogni $orte di cono$cere, &amp; di$correre na$ce
dall'anima; et per&ograve; conuien $apere che co$a $ia
e$$a anima, &amp; le $ue parti, &amp; uirt&ugrave;; per&ograve;
in uia de' Filo$ofi, l'anima (come $apete) &egrave;
diffinita da Ari$totele in due modi, cio&egrave; che
<MARG><R>Diffinitio-
ne dell'ani
ma.</R></MARG>
e il primo atto del corpo naturale organiza-
to, &amp; ricco, &amp; in un'altro luoco dice, che
l'anima &egrave; un principio di uiuere, &amp; cau$a del
corpo. Non star&ograve; &agrave; dichiararui e$$e diffini-
tioni, perche cia$cun di uoi gi&agrave; per auanti le
$anno. Tre $ono le $pecie dell'anima, perche
<MARG><R>Specie del<*>
l'anima.</R></MARG>
alle uolte uediamo, che l'anima d&agrave; l'e$$ere ma
teriale $olamente, dal quale quello &egrave; anima-
to, e $olamente quello che &egrave;, &amp; altro non fa
per $imilitudine, che riceua in $e ste$$o, per-
che e$$o non cono$ce; &amp; que$ti tali uiuenti $o-
no le piante, lequali $ono informate dall'ani-
ma uegetatiua. Alcuni altri uiuenti non $o-
<pb n=188>
lo $ono come le piante animati, ma in $e ste&szlig;i
riceuono $imilitudine dell'altre co$e; partico-
larmente per&ograve;. &amp; que$ti $ono gli animali bru
ti, i quali per li $en$i mediante l'anima $en$i-
tiua riceuono delli particolari $imilitudine.
La terza $pecie dell'anima &egrave; quella, che fa,
che colui, che &egrave; di e$$a informato, riceua in
$e ste$$o le co$e uniuer$almente; &amp; que$ta &egrave;
l'anima intellettiua, che &egrave; la forma dell'huo-
mo. M<R>AR.</R> Adunque ui $ono tre $orti d'ani
ma, lequali (come $i pu&ograve; intendere dalle uo-
strc parole) $i po$$ono $eparare l'una dall'al-
tra; perche la uegetatiua &egrave; nelle piante $enza
le altre; la $en$itiua parimente ne gli anima-
li bruti, $enza l'intellettiua; &amp; la intelletti-
ua finalmente nell'huomo. M<R>OR.</R> La $en$i
tiua, &amp; uegetatiua po$$ono $tare $enza la intel
lettiua; la intellettiua per&ograve; non pu&ograve; stare $en
za le altre; &amp; per&ograve; nell'huomo $i ritrouano
que$te tre $orti d'anime; tuttauia non debbia-
mo dire, che habbia tre forme; percioche le
prime due $ono come preparationi alla intellet
tiua. T<R>OM.</R> Voi dite il uero Morello, ma
la$ciate ch'io dica quel ch'io ho da dire, &amp;
dapoi $e hauerete qualche co$a ancor uoi dire-
te, che ui fia conce$$o. M<R>OR.</R> Dicete, che
piu non u'interromper&ograve;. T<R>OM.</R> e$$endo,
come ho gi&agrave; detto, tre $orti d'anima, $egue
<pb n=189>
che $ieno parimente tre $pecie d'animali; ma
<MARG><R>Specie d'a-
nimali.</R></MARG>
perche l'anima $en$itiua $i diuide in due parti,
in alcuni $pirituali $i uede, che $olo gli da il
$en$o, in alcuni il $en$o col moto da luoco &agrave; luo
co; in$ieme diremo, che ui $ono quattro gra-
<MARG><R>Gradidi ui
uenti.</R></MARG>
di di uiuenti, il uegetatiuo, il $en$itiuo, il
motiuo, &amp; il quarto l'intellettiuo, a' quali
aggiungeremo il quinto, perche $egue $empre
l'appetito il $en$itiuo, &amp; il motiuo. Et per&ograve;
le principali potenze dell anima $ono cinque,
<MARG><R>Potenze &dtail;l
l'anima.</R></MARG>
cio&egrave; potenza uegetatiua, $en$itiua, motiua,
appetitiua &amp; intellettiua, quale &agrave; douer tro-
uare a$$olutamente que$ta natura, bi$ognareb-
be con$iderar tutte que$te potenze, &amp; gli
obietti &agrave; loro, ma non &egrave; proprio luoco; per&ograve;
dir&ograve; $olo quel tanto, che ne fa bi$ogno ad in-
tendere quel che fa &agrave; propo$ito no$tro. L'ani
<MARG><R>Potenze, &amp;
attioni del
l'anima ue
getale.</R></MARG>
ma uegetale laquale $i ritroua in qualunque
$orte d'animale, ha tre potenze, &amp; tre attio
ni, cio&egrave; di nutrire, augumentare, &amp; gene-
rare. La $en$itiua, della quale ma&szlig;imamen
<MARG><R>Potenze &dtail;l
la $en$itiua</R></MARG>
te parlar dobbiamo, ne ha due, una interna,
&amp; l'altra e$terna. La potenza e$teriore $i
<MARG><R>Potenza e-
$teriore.</R></MARG>
diuide ne i cinque $en$i, i quali to$to che gli
$iano rappre$entati i $uoi proprij oggetti, $u-
bito gli $entono, $e non $ono da qualche cagio
ne impediti; mentre per&ograve; che tali oggetti $ono
pre$enti, &amp; e&szlig;i non cono$cono le differenze de
<pb n=190>
gli oggetti, perche bi$ognarebbe, che uerbi-
gratia, $e il ui$o doue$$e cono$cere la differen-
za, che &egrave; tra il bianco, &amp; il dolce, che cono
$ce$$e ambidui; ilche &egrave; impo&szlig;ibile, perche il
<MARG><R>Potenza in
teriore,</R></MARG>
dolce non &egrave; $uo oggetto, ma la potenza inte-
riore, laquale &egrave; diui$a in quattro potenze, co
me uederemo, cono$ce gli oggetti pre$enti, &amp;
le loro differenze indiuiduali, per&ograve; la prima
&egrave; una $ola potenza, laquale in $e raccoglie
tutte le imagini di tutti gli oggetti de' cinque
$en$i, &amp; gli cono$ce in$ieme con le loro diffe-
renze; &amp; que$to &egrave; il $en$o commune, oltra
que$to $en$o commune &egrave; nece$$ario porre un'al
<MARG><R>virt&ugrave; ima-
ginatiua.</R></MARG>
tra uert&ugrave; &amp; &egrave; quella, che Auerroe chiam&ograve;
imaginatiua, &amp; li Grcci Fanta$ia. M<R>AR.</R>
Perche e nece$$ario &agrave; porla? T<R>OM.</R> Perche
&agrave; gli animali perfetti conuiene non $olamente
apprendere le co$e pre$enti, ma ancora e$$en
do a$$enti; altrimenti non $i mouerebbono mai
&agrave; cercare co$a ueruna a$$ente; al che fare non
$olo &egrave; nece$$ario, che l'animale riceua le $pecie
delle co$e $en$ibili, ma che le con$erui. onde
&egrave; nece$$ario porre due uert&ugrave;, una, che pigli,
&amp; l'altra con$erui e$$e $pecie. il $en$o commu
<MARG><R>Attione &dtail;l
$en$o com
mune.</R></MARG>
ne &egrave; quello, che riceue le $pecie $en$ate. quel
la che li con$erua poi &egrave; la Fanta$ia, ouero
<MARG><R>Attioni &dtail;l-
la Fanta$ia.</R></MARG>
imaginatiua; laqual uert&ugrave; nell'huomo compo-
ne una co$a con l'altra, come l'oro con un mon-
<pb n=191>
te, &amp; dimo$tra qua$i un monte d'oro, laqual
compo$itione non co$i appare ne gli altri ani-
mali. Oltra que$te potenze della $en$itiua, fa
di me$tieri, che poniamo delle altre, cio&egrave; la
e$timatiua ne gli bruti, &amp; la cogitatiua ne gli
<MARG><R>Potenza e-
$timatiua,
ouero co-
gitatiua.</R></MARG>
huomini, accioche cerchino alcune co$e, &amp;
fugghino altre, non per allettare, ouero non
nuocere al $en$o, ma per altri commodi tali,
<MARG><R>Differenza
tra l'e$tima
tiua, &amp; co-
gitatiua.</R></MARG>
ouero incommodi. M<R>OR.</R> Et che differen-
za fate uoi tra la e$timatiua, &amp; la cogitati-
ua. T<R>OM.</R> La e$timatiua apprende le inten
tioni non $en$ate, per un certo in$tinto natura
le, &amp; in que$ta gui$a gli animali bruti appren
dono, ma l'huomo cono$ce l'intentioni di que-
$ta $orte per la cogitatiua, come per una cer-
ta collatione, perche partecipa in un certo mo
do del lume dell'iutelletto, &amp; oltra que$te po-
tenze, &egrave; nece$$ario porre un'altra, cio&egrave; la me
<MARG><R>Pot&etilde;za me
moratiua.</R></MARG>
moratiua, perche $i come alla con$eruatione
delle $pecie $en$ate, &egrave; nece$$ario porre la Fan
ta$ia, co$i parimente &egrave; nece$$ario porre un'al
tra uert&ugrave;, che con$erui l'intentioni non $en-
$ate. &amp; che que$to $ia il uero, lo uediamo
e$pre&szlig;i&szlig;imamente, perche noi uediamo, che'l
principio del raccordar$i &egrave; in e&szlig;i animali, per
qualche intentione di que$ta $orte, cio&egrave; dalla
rappre$entatione, che $e li fa d'una co$a noci-
ua, ouero diletteuole, che $i $ia $tata per inan-
<pb n=192>
zi. Non uediamo noi il cane, quando riuede
uno, che gli habbia dato, ouero minacciato,
fuggir$ene, &amp; oltra il uedere imaginar$i, per
laquale imaginatione fugge quello come $uo ni
mico? Per tanto e nece$$ario, che diciamo ne
gli animali bruti e$$ere la memoria, laquale
per&ograve; &egrave; piu imperfetta di quella dell'huomo;
perche ancor la $ua cogitatiua &egrave; men perfet-
ta. Que$te $ono adunque le potenze dell'ani-
ma $en$itiua, lequali concorrono &agrave; far quel
di$cor$o, che diceuamo dare all'huomo non
<MARG><R>Epilogatio
ne delle co
$e $udette.</R></MARG>
$cientia, ma peritia. Le altre potenze dell'a-
nima trapa$$o; per&ograve; dico, che i $en$i $entono
i $uoi oggetti pre$enti. Il $en$o commune ap-
prende tutte le $en$ationi, con le loro differen
ze. Le $en$ationi poi $ono $eruate dalla Fan-
ta$ia, ouero imaginatiua. Et perche oltra
che bi$ogna, che apprenda le $en$ationi dalli
$en$i e$teriori, fa ancor di me$tieri, che ap-
prenda l'amicitia, &amp; l'odio, &amp; altre inten-
tioni, che non $i $anno per mezo de' $en$i.
Bi$ogna porre la terza potenza, cio&egrave; l'e$tima
tiua ne i bruti, &amp; cogitatiua nellhuomo.
Douendo$i poi $eruar tali intentioni, &egrave; stato
nece$$ario porre la memoria. Onde &egrave; manife-
sto in che modo $i faccia il di$cor$o nella $en$i-
tiua, perche da una $en$atione fatta nella Fan
ta$ia, $i pu&ograve; uenire in cognitione d'un partico-
<pb n=193>
lare; &amp; da quello ad un'altro, in$in tanto,
che $i fa l'habito uniuer$al, come appre$$o gli
medici, i quali hanno o$$eruato in uno pri-
ma, &amp; poi in dui, che l'agarico purga la
pituita, &amp; poi che ne la$cino fare molte o$$er
uationi, &amp; memorie, ne fanno un uniuer$a-
le, che &egrave;, l'agarico purga la pituita, &amp; da che
$iamo uenuti &agrave; parlar de i medici $aper dobia
mo, che gli compo$iti $i contentano di hauer
$olamente le $en$ationi: &amp; le memorie, $en-
za piu oltra di$correre. M<R>AR.</R> Come fan
no nel trar del $angue, hanno o$$eruato in uno
ouero in dui, che la febre ardente &egrave; $cacciata
dalla $etion della uena in$in alla $incope, &amp; pe
r&ograve; $enza con$iderar il tempo, l'et&agrave;, del Ama-
lato, le forze, &amp; tutte l'altre conditioni, che
un medico rationale con$idera, tagliar anno la
uena $enza di$tintione nella febre ardente.
T<R>OM.</R> ma il medico rationale, piu oltra pa$$an
do con l'intelletto, inanzi che uenga &agrave; tagliar
la uena uorr&agrave; uedere, $e $i confrontano le e$pe
rienze con la ragione &amp; $e uedr&agrave; che le co$e
pre$enti non corri$pondano alle pa$$ate, e$$o
mondificar&agrave; tal $ettione, tal che far&agrave; e$qui-
lio, &amp; hauer&agrave; $perimentato, &amp; quello che
gli dettar&agrave; il di$cor$o del intelletto ne calzar&agrave;
tutti con una mede$ima corona (come $i $uol
dire) ma $econdo tale indicationi di$$e, $e gli
<pb n=194>
offerir&agrave;, egli $i gouernar&agrave;. M<R>OR.</R> Eper-
che for$e alcuni riprendono l'Eccellente Mar-
candone Antonio Montagnana, perche muta
no $pe$$o i medicamenti, in luoco di lodarlo io
per me non conobbi mai huomo, che caua$$e
meglio le indicationi di lui, &amp; che meglio gli
$odisface$$e. T<R>OM.</R> douete e$$ere affettio-
nato. M<R>OR.</R> Son affettionato alla uerit&agrave;.
T<R>OM.</R> burlo io, uenimo al no$tro propo$ito. Et
<MARG><R>I$trum&etilde;to,
che $erue
al di$cor$o
della $en$i-
tiua.</R></MARG>
l'i$trumento, che $erue &agrave; que$to di$cor$o pro-
priamente &egrave; l'e$$empio, ilquale ua da particola
ri &agrave; particolari. M<R>AR.</R> Cio&egrave; dalla cognitione
particolare alla cognitione particolare. M<R>OR.</R>
Non potiamo dire, che $i $erua ancor que$ta
$en$itiua della induttione, perche ella u&agrave; da
particolari? T<R>OM.</R> In que$to bi$ogna auer-
<MARG><R>V$o della &imacr;
duttione.</R></MARG>
tire, che la induttione &egrave; i$trumento parte del
la $en$itiua, parte della intellettiua. Della
$en$itiua, inquanto che le $ue preme$$e $ono
particolari, ma inquanto poi che la conclu$io
ne &egrave; uniuer$ale, &egrave; dell'intelletto. et qui $i de
ue notare, che la induttione &egrave; un'i$trumento,
che $erue &agrave; fare il pa$$o, dalla cognition $en-
$itiua alla intellettiua, che $ar&agrave; nella Scala del
Tappo &agrave; gli gradi: &amp; que$te $ono quelle po-
che parole, che io era per dirui intorno al mo
do, che $i tiene nell'acqui$tare la peritia, &amp;
intorno al traffico, che $i fa dalla peritia alla
<pb n=195>
cognitione dell'intelletto, ilquale, $i come la
$en$itiua cono$ce $olamente i particolari, co-
$i e$$a cono$ce $olamente gli uniuer$ali. Vi
ho ancor uoluto mo$trar gli i$trumenti di e$$a
$en$itiua breuemente, perche di $opra ne <*> me
todi ne parla&szlig;imo &agrave; pieno. Se hora ui pare
Morello di ri$entirui, ouero di dir qualche co-
$a, &amp; $imilmente uoi Marcandone, dite, che
$ar&ograve; pronto ad a$coltarui. M<R>AR</R> Io re$to
$odisfatti&szlig;imo, n&egrave; $aprei che co$a pote&szlig;i de$i
derar di meglio. M<R>OR.</R> Il mio ri$entire $a
r&agrave; chiamarmi uinto, &amp; &agrave; uoi obligati&szlig;imo;
ilquale hoggi, che non $peraua, mi hauete
fatto il piu bel di$cor$o, che $i pote$$e fare in-
torno &agrave; gli i$trumenti $perimentali, &ograve; tappo
della Scala come uogliam dire. T<R>OM.</R> Se io
ho detto co$a, che ui $ia grata, mi piace, &amp;
uoi non ne douete hauere obligo &agrave; me, ma &agrave;
uoi, che me n'hauete data cagione. et di que
sto ne faccio giudice il Marcandone. M<R>AR.</R>
Le co$e, che ogni un uede, non hanno bi$ogno
di e$$er giudicate. T<R>OM.</R> Se non uolete giudi-
care, pigliateui il tappo, &amp; $enza piu parole,
prima andateuene in fiera, dopoi ritornati &agrave; ca
$a, ponetelo alla Scala, &amp; Iddio ui accompa
gni, che io me ne uoglio andare in un mio ne-
gotio. M<R>OR.</R> Dimani $i dir&agrave; de i pa&szlig;i.
T<R>OM.</R> Se uoi uerrete, tanto $i far&agrave;.
<C>IL FINE DELLA TERZA SETTIONE.</C>
<pb n=196>
<FIG>
<C><R>DELLA SCALA
DELLE SCIENZE,
ET ARTI,
DIVISA IN QVATTRO SETTIONI,</R>
DALL'ECCELLENTE MEDICO
<R>&amp; Filo$ofo, Me$$er GREGORIO
MORELLI.
SETTION QVARTA.</R>
DEIP ASSI, CHE SI DEVONO
<R>FARE PER LA SCALA.
INTERLOCVTORI.</R></C>
<FIG>
<C><R>TOMITANO, MARCANDONE
ET IL MORELLO.</R></C>
<p><R>S</R>T<R>ARA PVRE A VE-</R>
dere da qual parte $pontaua-
te, mi hauete fatto fare mil-
le pen$ieri, con que$ta uo$tra
tardit&agrave;, pen$aua, ouero; che
ui contenta$te di hauer la Scala $olamente, &amp;
che non ui cura$te altrimenti di $aper che pa&szlig;i
<pb n=197>
face$$ero le $cienze per quella. Dall'altra par
te mi $occorreua, che uoi e$$endo gioueni, &amp;
d'ingegno, doue$te non $olo contentarui di ha-
uer la Scala, ma che doue$te far stima anco
de i pa&szlig;i; perche mi hauete accennato di uo-
ler far proua di incaminarli qualche honora-
ta materia; staua &agrave; pen$ar che ui pote$$e ha-
uere intratenuti, &amp; era per u$cirmene, $e
ade$$o ade$$o non giungeuate. M<R>OR.</R> La
cau$a, che mi ha fatto tardare &egrave; stata, che
e$$endo io stato &agrave; ui$itare l'Eccellente Nicol&ograve;
Corte, alquale io appartatamente debbo per
piu ri$petti, $i per la bont&agrave;, &amp; uirt&ugrave; $ue, come
ancor per alcuni particolari oblighi, con alcu
ni $uoi prudenti&szlig;imi, &amp; piaceuoli di$cor$i $ia-
mo stati trattenuti da lui, che non ci $iamo rac
cordati piu di quello, che $i conueniua per ri-
$petto uo$tro. M<R>AR.</R> Me ne raccordaua be-
ne io, ma tra la dolcezza, ch'io $entiua dal
parlar del Corte, &amp; la benignit&agrave; del Tomita-
uo, mi la$ciaua tutt'ora tra$portare. T<R>OM.</R>
Sta bene, non importaua $e ben haue$te tra-
sferito il ragionar de' pa&szlig;i $ino &agrave; dimane, pur
che fu&szlig;i aui$ato, che non haue$te da uenire.
M<R>OR.</R> Da che $iamo qua giunti, poniamoli
fine, in ogni modo haueremo tanto di tempo,
che ne ba$ter&agrave;. T<R>OM.</R> Si for$e &agrave; uoi, che
non hauete altro che fare, ma io che $on a$pei-
<pb n=198>
tato, non $o come potr&ograve; i$pedirmene, &amp; non
mancare &agrave; quelli, che m'a$pettano. M<R>AR.</R>
Diuideremo le prattiche, talche uerrete &agrave; $odi-
sfare &agrave; tutti. M<R>OR.</R> Non dice co$i egli.
T<R>OM.</R> Anzi mi $ar&agrave; fauore, purche gli ama
lati $i contentino. M<R>AR.</R> Burlaua; io $o ben
che que$to non $i pu&ograve; fare, ma certo non ui
mancher&agrave; tempo, $e ben haue$te da fare le ui
$ite dell'Eccellente Bellacati. T<R>OM.</R> A $ua po
<MARG><R>Pa$si della
Scala, qua
li $ieno, &amp;
&agrave; che $erui
no.</R></MARG>
sta, ui uoglio compiacere; $edete. Li pa&szlig;i,
che fanno, &amp; colui, che in$egna le $cienze,
&amp; le arti ancor $ono quegli i$trumenti, che
chiamano gli autori modi d'in$egnare, con i
quali diuer$amente $ono in$egnate, &amp; dichia-
rate e$$e $cienze &ograve; arti. onde dalla diuer$ita de
gli i$trumenti, che adoperiamo da dare ad in-
tendere &amp; in$egnare &ograve; de$criuere, ne na$ce la
<MARG><R>Diui$ione&verbar;
de' modi
dell'&itilde;$egna
re, &amp; loro
origene.</R></MARG>
diuer$it&agrave; de i modi, &amp; per con$equenza de i
pa&szlig;i. tal diuer$it&agrave; pu&ograve; na$cere da i diuer$i ri-
$petti, che ha colui, che in$egna in colui, che
&egrave; in$egnato, ouero nella co$a in$egnata, ouero
nel tempo in che s'in$egna, ouero da tutti in$ic
me. M<R>AR.</R> Da que$ti fonti dunque $pecialmen
te ne na$ce la diuer$it&agrave; de i modi, &amp; l'in$egna
<MARG><R>Quai mo-
di na$cano
da colui,
ch'&itilde;$egna.</R></MARG>
re. T<R>OM.</R> Me$$er$i, per ri$petto di colui, che
in$egna ne ri$ultara due modi, ouero che in$e
gnar&agrave; con uiua uoce, che &egrave; in$egnar attualmen
te, ouero che in$egnar&agrave; col $criuere. M<R>AR.</R>
<pb n=199>
Et $e aggiunge$te il terzo modo, cio&egrave; che in$e
gner&agrave; non con uoce, non con $crittura, ma con
atti, come fece Zenone? T<R>OM.</R> Non $ar&agrave;
male ad aggiungerlo, per&ograve; per il piu colui, che
<MARG><R>Modi, che
na$cano da
l'i$egnato.</R></MARG>
in$egna adopra que$ti due modi locutione, &amp;
$crittura. Hor $e il modo dell'in$egnare riguar
der&agrave; colui, che &egrave; in$egnato, uarier&agrave; parimen
te in due modi, ouero che $ar&agrave; facile, ouero
difficile, cio&egrave; che quel modo di colui, che in-
$egna $ar&agrave; chiamato facile, &amp; difficile in ri-
$petto di colui, che &egrave; in$egnato, $econdo che fa
cilmente, &ograve; difficilmente apprender&agrave; la co$a in
$egnata, &amp; dicea Platone $e nel in$egnar gli
giouani debiamo u$ar il modo facile &amp; il diffi
cile e le prouette. Ma $e guardiamo il tempo
in che s'in$egna, ne pu&ograve; riu$cire un modo pro
<MARG><R>Modi, che
na$canodal
tempo, &amp;
dalla co$a.</R></MARG>
li$$o modo chiamato per di e$$odo da Galeno
&amp; di$$e che hauea loco nel ordine compo$itiuo
&amp; un modo breue. Se riguardiamo anco la
co$a $enza hauer ri$petto &agrave; colui, che in$egna,
&amp; l'in$egnato, ouero il tempo, ne fa re$ulta-
re modi diuer$i di dire. come, $e la co$a in $e
ste$$a $ar&agrave; graue, bi$ogner&agrave; ancor dirla con
un modo graue; $e $ar&agrave; mediocre, bi$ognera
ancor che $ia pale$ata con un modo di dire me
diocre; $e ancor $ar&agrave; ba$$a, bi$ogner&agrave; accom-
pagnarla con un modo di dir ba$$o; $e e$$a $a-
r&agrave; recondita, bi$ogner&agrave; di u$are un modo di
<pb n=200>
e$primerla recondito. Et que$to &egrave; quello, che
Ari$totele $criuendo ad Ale$$andro, che con
una $ua lettera $i era lamentato, che l'hauc-
ua ripre$o, perche diuulgato haue$$e i libri
della Fi$ica, uol$e dire, quando gli ri$po$e,
che haueua u$ato tal modo di dire, qual me-
ritaua e$$a $cienza, &amp; che non $arebbe inte$o,
$e non da quelli, che erano $imili &agrave; loro d'in-
telletto. M<R>AR.</R> que$te differenze di modi di
dire, che fate, che na$cano dalla co$a, pare
&agrave; me, che non $ieno della co$a, ma che na$ca-
no da colui, che a$colta, alquale perche tali
modi $e gli intende difficili, graue, humile,
mediocre, tali uengono giudicati. M<R>OR.</R> Con
licenza ri$ponder&ograve; io &agrave; que$to. Ditemi Mar-
candone, mi negarete, che gli i$trumenti non
$ieno come noi habbiamo di$po$ti, cio&egrave; relati-
ui, &amp; che perci&ograve; non dicano habitudine?
M<R>AR.</R> Non che non lo dir&ograve;, &amp; che per que-
sto? M<R>OR.</R> Che per que$to, $e i modi $ono
i$trumenti, &amp; perci&ograve; habbino habitudine, $e-
guir&agrave; che habbino habitudine alle co$e di che
$ono i$trumenti, &amp; che le loro differenze depen
dano da dette co$e, $i come hauemo detto di
<MARG><R>Dubitatio
ne intorno
il na$cere
de gli i$tru
menti.</R></MARG>
$opra, ancor de gli altri i$trumenti. M<R>AR.</R>
Adunque bi$ogner&agrave; dire, che tutte le altre
differenze na$cano dalla co$a, &amp; non da co-
lui, che in$egna, &amp; da colui, che &egrave; in$egna-
<pb n=201>
to, ouer dal tempo, come di $opra ha detto il
Tomitano. T<R>OM.</R> State ad udire la $olutio-
<MARG><R>Solutione.</R></MARG>
ne di que$ta uo$tra difficolt&agrave;. Senza dubio pri
mieramente ogni $orte d'i$trumento di cui noi
parliamo, na$ce dalla co$a di che &egrave; i$trumen-
to, per laquale e$$o &egrave; stato fatto; perche co-
me diceuano in$in da principio gli i$trumenti
$ono stati trouati per i bi$ogni delle co$e.
Adunque $e co$i &egrave; fia nece$$ario, che l'i$tru-
mento pigli la $ua forma dal bi$ogno della co-
$a, &amp; non da altro, altrimenti non $i potreb-
be mai riparare &agrave; tal bi$ogno; &amp; percio &egrave;
chiaro, che primieramente il modo depende
dalla co$a di che &egrave; modo. Ma direte, perche
<MARG><R>Modo &otilde;de
primiera-
mente di-
penda.</R></MARG>
dunque hauete detto di $opra, che $ono molte
differenze per ri$petto di colui, che in$egna,
dell'in$egnato, della co$a in$egnata, &amp; del tem
po in che s'in$egna? io lo di&szlig;i con ragione, per
che hauendo gi&agrave; detto tante uolte, che l'i$tru
mento depende dalla co$a i$trutta, non mi par
ue nece$$ario di replicarlo, per&ograve; fui contento
di accennarui i luochi immediati da che depen
dono, i quali in quanto che $ono cagione de i
modi dell'in$egnare, dependono e&szlig;i ancora dal
la co$a, che uiene in$egnata; come il Filo$ofo,
non &egrave; egli Filo$ofo per ri$petto della Filo$ofia,
dal quale ne na$ce poi que$ti due modi, cio&egrave;
locutione, &amp; $crittura? M<R>AR.</R> Io re$to $odi-
<pb n=202>
sfatto. M<R>OR.</R> Ancor io. ma accio que$te diffe-
renze de i modi dell'in$egnare $ieno chiaramen
te uedute, ditemi la locutione come $i pu&ograve; dif-
<MARG><R>Locutio-
ne, che co-
$a $ia.</R></MARG>
finire, &amp; che $pecie ella ha? T<R>OM.</R> La Locu-
tione non &egrave; altro, che un modo d'in$egnare &ograve;
prononciare attualmente con la uoce quelle co
$e, che hauemo ritrouate, &amp; $otto un certo
<MARG><R>M&etilde;bri &dtail;lla
locutione.</R></MARG>
ordine ridutte, &amp; que$ta locutione pu&ograve; e$$ere
fo$ca, lene, a$pra, $ottile, piena, ilare, me
sta, flebile, ridiculo$a, depre$$a, acuta, alta,
<MARG><R>Scrittura,
che co$a $ia</R></MARG>
ba$$a, tarda, pre$ta, &amp; in altri modi. M<R>AR.</R> La
$crittura non $ara ella un modo mede$imamen
te d'in$egnare le co$e ritrouate, &amp; ordinate per
gli i$trumenti gi&agrave; detti? T<R>OM.</R> Sar&agrave;, ma non $a
r&agrave; modo d'in$egnare attualmente con la uoce.
M<R>OR.</R> In que$to dunque $ono differenti nella
$crittura ha modi che particolari di lei $iano.
<MARG><R>M&etilde;bri &dtail;lla
$crittura.</R></MARG>
$e non uole&szlig;imo dire, che la diuer$it&agrave; dello
$criuere, del ziferare, &amp; del uariare de ca-
ratteri fu$$ero diuer$i modi. T<R>OM.</R> Si pu&ograve; dire
dauantaggio. $otto que$ti due modi d'in$egnare
<MARG><R>Modicom
muni alla
$crittura, &amp;
locutione.</R></MARG>
$i contengono indifferentemente diuer$e uoci.
Saranno ornate, ouero rozze, ouero eleganti,
ouero in pro$a, ouero in uer$i. M<R>AR.</R> Eleganti
$ono quando $eruano le pure parole della figu
ra, cio&egrave; u$itate, &amp; proprie. Rozze $ono quan-
do pienc di barbari$mi, e $oleci$mi, mancano
d'ogni $orte d'e$$ornatione. M<R>OR.</R> E$$ornate
<pb n=203>
credo io che $ieno quando che oltra che $eruo-
no la uera latinit&agrave;, hanno di piu una certa
attillatura, &amp; politezza, che chiamano i Re
<MARG><R>Colori re-
torici.</R></MARG>
torici, colori. &amp; que$ti tai colori $ono molti,
come repetitione, conuer$ione, comple&szlig;ione,
traduttione, contentione, e$clamatione, inter-
rogatione, ratiocinatione, $entenze, contrario,
membro, articolo graue, continuatione medio-
cre, comparatione, che ca$ca nel mede$imo,
l'augumentatione humile, la $ubiettione, la gra
datione, la diffinitione, tran$itione, correttio
ne, occupatione, di$iuntione, coniuntione, adiun
tione, conduplicatione, interpretatione, com
mutatione, permi&szlig;ione, dubitatione, e$peditio-
ne, di$$olutione, preci$ione, conclu$ione, nomi
natione graue, prenominatione, denominatio
ne, circuitione, tra$gre&szlig;ione, $uperlatione, irre
latione, abu$i one, tra$latione, permutatione.
&amp; que$te $ono le e$$ortationi delle parole, che
fanno i modi diuer$i Sono altre e$$ornationi di
<MARG><R>E$$ornatio
ni di $ent&otilde;
ze.</R></MARG>
$entenze. M<R>AR.</R> Come la di$tributione, i$po$i-
tione, &amp; tutte le altre, che pongono i Reto-
ri. T<R>OM.</R> Et per non star tutto hoggi occupa-
to in que$ti detti, che po$$ono uariare i modi
dell'in$egnare per ri$petto della locutione &amp;
$crittura, tanto uariano gli accidenti de i Gram
matici: et Retorici, iquali qu&atilde;ti $iano, cia$cun
di uoi ne &egrave; auanti che hora beni&szlig;imo i$trutto.
<pb n=204>
Diceuano, che colui, che in$egna pu&ograve; in$egna
re in uoce, &amp; in $crittura, che pu&ograve; ancora in
$egnare con atti, $i come fece Zenone. Que-
sto modo &egrave; raro, per&ograve; uengo &agrave; gli altri, i qua-
li $ono come di $opra &egrave; stato detto, per ri$pet-
to della implicatione di colui, che in$egna, con
colui, che &egrave; in$egnato. &amp; per ri$petto ancora
della co$a in$egnata, &amp; del tempo in che s'in-
$egna. Ma perche non uariano altrimenti di
quelli, che habbiamo detto, io, $e co$i pare
&agrave; uoi, me ne pa$$er&ograve; al modo, che tengono nel
complicar$i. M<R>OR.</R> A che propo$ito il repli-
care quello, che &egrave; stato detto? M<R>AR.</R> Inuero
la breuit&agrave; del tempo non lo comporta. T<R>OM.</R>
Se per cau$a alcuna mi doue&szlig;i indurre a repli
care, douerebbe e$$ere, che non fu$$ero stati
inte$i, ma ueggo che uoi inanzi ne erauate ca
paci&szlig;imi. M<R>OR.</R> Ba$ta che hora ne $iamo capa
ci, merc&egrave; della facilit&agrave;, che hauete nello i$pri
mere le co$e, che difficili $ono talmente, che
le fate facili. M<R>AR.</R> Che uolete che egli $ap-
pia fare la Scala della facilit&agrave;, &amp; che non $ap
pia poi caminare per e$$a? M<R>OR.</R> Anzi dico
per que$to, che &egrave; talmente facile, che le co$e
difficili rende facili; ne per&ograve; di$cende ad una
ba$$ezza del dire, che meriti bia$imo. T<R>OM.</R>
La$ciatemi almeno finire i pa&szlig;i di gratia,
inanzi che uogliate publicarmi per perfetto
<pb n=205>
nella Scala delle Scienze, &amp; arti; perche $a-
pete ben che il fine &egrave; quello, che d&agrave; la $enten
za. M<R>OR.</R> Si pu&ograve; dire che habbiate finito;
pur $eguite &agrave; quello, che ui re$ta. T<R>OM.</R> Mire
sta dunque della complicatione del modo, co-
<MARG><R>Modi del-
la c&otilde;plica
tione.</R></MARG>
me, ho gi&agrave; detto. Prima $i pu&ograve; congiungere
in$ieme il difficile col compendio$o, come fece
Galeno nella co$titutione dell'arte medica, &amp;
nell'arte parua; $i pu&ograve; congiungere il facile col
breue, come ha fatto il mede$imo nel libro de'
pol$i; potremo congiungere il modo graue, il-
quale $uppone colui, che in$egna graue, &amp; l'au
ditore parimente erudito, col modo breue, &amp;
difficile, ne ri$ultar&agrave; un modo, che chiam&ograve; Hip
pocrate aphori$tico, ilquale &egrave; qua$i $imile al
modo enigmatico, per&ograve; $ono differenti, perche
<MARG><R>Modo A$o
ri$tico</R></MARG>
l'afori$tico &egrave; un parlar breue, che contiene in
$e ampli&szlig;imi concetti; &amp; non per&ograve; &egrave; tanto dif-
ficile, che non po$$a e$$ere inte$o, &amp; che quel
lo, che pare dimo$trare non lo dimo$tri, co$a,
che non fa l'enigma; ilquale oltra che &egrave; bre-
<MARG><R>Modo &emacr;ig
matico.</R></MARG>
ui&szlig;imo, &amp; difficili&szlig;imo, pare che dimo$tri uno,
&amp; dimo$tra l'altro; come &egrave; quello, che dice,
Non ferirai con la $pada il fuoco; che uuol di-
re, Non irritarai l'huomo colero$o &amp; un'altro
modo, che pure &egrave; breue, &amp; o$curo, ilquale &egrave;
differente da i gi&agrave; detti, che &egrave; apoftegmatico,
<MARG><R>Modoapof
tegmatico</R></MARG>
ilquale contiene in $e una certa mordacit&agrave; ma$-
<pb n=206>
$ime intorno al dar ri$po$te. &amp; il modo prouer
<MARG><R>Modo pro
uerbiale.</R></MARG>
biale, ilquale &egrave; differente da l'apoftegmatico,
perche e$$o contien il parer di piu; &amp; l'apofteg
matico, il parer d'un $olo. Sono i precetti, le
leggi, i theoremi, le $entenze, i quali modi $o-
no poco differenti dal modo afori$tico, i quali
tutti contengono in $e i principij dell'arte, ma
giouano al ritrouare i principij di quelle: per-
che i principij, ouer afori$mi, non uengono dal
li luochi euidenti, ma da quelli, che na$cono
dalli euidenti, ouero all'intelletto, ouero al $en
$o, come il troppo cibo, la troppa quiete, &amp;
ogni co$a, che $ia troppo, $empre nuoce. Vi $o
no altri modi, iquali non star&ograve; &agrave; raccontare.
A me ba$ta hauerui dimo$trata la uia da far
tanti modi, quanti uoi de$iderate. M<R>OR.</R> In
$omma i modi del dire &ograve; in$egnare $aranno oue
<MARG><R>Se i modi
$emplici $i
po$$an'u$a
re $eparata
mente.</R></MARG>
ro $emplici, ouero complicati. I $emplici, &agrave; mio
giuditio, non $i potranno trouare appre$$o au-
tor ueruno. Si pu&ograve; ben con$iderar cia$cuno ap-
partatamente, perche uno $e deue in$egnare,
bi$ogna che in$egni &ograve; con uoce, &ograve; con $crittura;
&amp; $ia lungo, &ograve; breue, &ograve; facile, &ograve; difficile, &ograve; orna
tamente, &ograve; rozzamente, ouero con stil graue,
ouero mediocre, ouero humile. T<R>OM.</R> Dite il ue
ro, ma per&ograve; $i trouer &agrave; de gli $critti, che haue-
ran menco modi d'un'altro. M<R>AR.</R> Que$to non
$o io, perche &agrave; me pare, che ogni modo habbia
<pb n=307>
il $uo contrario, &agrave; talche $e non ui $ar&agrave; un con
trario, $ar&agrave; nece$$ario che ui $ia l'altro, ouero
il mezo loro. T<R>OM.</R> Que$to $arebbe ueri&szlig;imo
quando tutti i modi haue$$ero contrari $enza
mezo, et che in un componimento non $i uaria$
$ero i modi $econdo i propo$iti. M<R>AR.</R> Credo io
che li habbino, perche ueggo io che il difficile,
ha il facile, il graue, &amp; l'humile. &Egrave; ben uero, $e
pigliate tutto un trattato in$ieme, che pu&ograve; e$$er,
che in quel trattato $aranno piu modi, ouero in
quanto alla e$$ornatione delle dittioni, ouero
clau$ule, che non $aranno in un'altro. T<R>OM.</R>
Che credeuate, che uole$$e dire d'una clau$ula
$ola non $i pu&ograve; in$egnare un concetto. M<R>OR.</R>
Hauete ragione. Hora habbiamo col nome del
Signore finita la Scala. Prima drizza&szlig;imo gli
<MARG><R>Epilogatio
ne di tutto
quel, che
s'&egrave; detto.</R></MARG>
stanti, quali chiamano ordine, &amp; $ono ri$o-
lutione, compo$itione, diffinitione; applicati i
gradi, che $ono de gli antichi, i metodi, cio&egrave;
dimo$tratione, ri$olutione, diui$ione, &amp; diffi-
nitione. Mi mancaua per fornire la Scala, d'ap
poggiarli il Tappo, il che face&szlig;imo hieri: ilqua
le &egrave; l'i$trumento e$perimentale, che $ono l'e$-
$empio, &amp; l'induttione. Hoggi m&ograve; hauemo im
parato &agrave; fare gli pa&szlig;i per e$$a Scala, cio&egrave; im
parati i modi dell'in$egnare. Per&ograve; altro non
mi re$ta, che imitando il no$tro Tomitano, in-
commciamo ad indrizzarui qualche degno
<pb n=208>
$uggetto. M<R>AR.</R> Io per me $on per $eguir tal
Scala $e mai hauer&ograve; occa$ione di $criuere.
T<R>OM.</R> Non trouarete ne anche la migliore;
anzi ui uoglio dire, che non ne trouarete al-
tra; $e per&ograve; non uole$te fare, come fanno
quelli, che, per troppo bere hanno $marrita la
strada, &amp; uanno al trauer$o. M<R>OR.</R>
Marcandone di que$ta $i bella fatica, qual
gratie dobbiamo rendere al Tomitano?
M<R>AR.</R> Io non mi ritrouo ba$tante di ringra-
tiarlo, perche tanto &egrave; l obligo, che con paro-
le non mi $ento potermene $caricare. M<R>OR.</R>
Hor$u dunque Tomitano, il ringratiarui $ar&agrave;
$olo il mo$trarui quanto de$ideriamo di poter-
ui rendere con qualche effetto il guiderdone,
poi che in parole non lo potiamo fare.
T<R>OM.</R> Figliuoli, $apete quanto
ui amo, &amp; perci&ograve; in ricom-
pen$a ui prego amar-
mi, n&egrave; uer$o di
me haue-
te al
tro obligo.
<C>IL FINE DELLA QVARTA
<R>ET VLTIMA SETTIONE.</R></C>
<FIG>