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me' non mai per l'addietro chila ricercasse,
& quello che e più, chi ne dicesse parola, & for­
se
vi pensasse. Et che ne per Arte, ne por for
za
humana, è possibile formare Machina, ne
comporre
stormento, ò trouare cosa in ter­
ra
, la quale composta, fatta & fabbricata dal­
l'artifizio dell'huomo, continouamente, senza
intermissione
& in perpetuo (se tanto fusse per
durare
il Mondo) si possa girare & muouere: ne
via
ne modo di farla muouere perpetuamente.
Et che tanto maggiore, è l'errore, nel quale e'so
no;
quanto e'si accorgono meno, che quando pure
la ragione & regole dell'Arte vniuersalmente
prese
, & secondo i termini del Discorso humano
discorrente
infino ad vn certo che; & secondo
i
principii di Filosofia & di Matematica potesse
essere
vero il loro ghiribizzo, la Materia, la qua
le
contiene in se difetti innumerabili, & nel­
l'operare non corrisponde, ne vbbidisce in tut
to all'humano intelletto, sarebbe loro di pure
troppo
impedimento alla consecuzione del fi­
ne
propostosi, come si dimo strerà piu di sotto.
Et che il non potersi hauere, non che scienza, ma
ne
anco leggieri notizia di vn fatto, il quale deb
be
essere dimo strato & chiarito vero da vna co
si
fatta sperienza particolare, & risultante da
lo
stare la cosa stessa, & lo stesso fatto in vn me
desimo modo sempre, & senza variare; il che
non
cade sotto lungo tempo, ma sotto lo per­
petuo
& da durare infino al cessare del Moui­
mento
del Cielo, & al principio del futuro &