MAESTRO MAPHIO. Honorando messer maestro saluti &c. Pre­
go
uostra eccellentia mi uoglia chiarire questa ragioncella, la quale io non la so
ne
per positione ne per altra regola risoluere. Hor guardati se io son un cauallo, qual
ragione
dice à questo modo.

Eglie uno che uorebbe comprar un pesse, & domanda quanto ne uoi tu della lira gros
sa
da once. 30. come qui in Bergamo siusa, & colui risponde & dice, ne uoglio tanti de
nari
della lira con quante once pesa tutto il pesse, et cosi à quel mercato fu pesato il det
to pesce qual monto soldi. 8. se adimanda quante lire pesaua tutto il pesce. Et ue de­
gnareti
di darmene auiso & perdonatime se ogni tratto ue dago disturbo con qualche
chimera
di poco sugo certo ui poteti accorgere che io dago poca opera al studio.

Anchora ui ho da auisarue questo de nouo, che uno mio amico da Milano m'ha scrit
to come che il Medico Cardano compone un'altra opera, in Algebra, sopra certi ca­
pitoli
nouamente trouati, onde penso che le siano le cose che gia me dicesti hauerli in­
segnate
si che mi dubito che ui uoglia gabbare non altro à uoimol to mi aricomando,
& offero in Bergamo alli. 10. di Luio. 1339.

Maphio Poueiani uostro discepolo.

NICOLO. Maestro Maphio carißimo ho riceuuto la uostra alla qual breuemen
te
rispondo, & dico che il detto pesse pesaua once <22>. 2880. lequal once le ritrouo in
questo
modo. Io pongo chel pesse pesasse. 1. cosa di once, adunque fu posto la lira una
cosa
de danari diro adunque se onci. 30. ual una co.de danari, che ualera. 1. cosa de on­
ce multiplico. 1. cosa.de once fia. 1. cosa de danari fara. 1. censo de danari da partir
per
. 30. qual partendolo me ne uien. 1. censo, esimo de. 30. & questo tal rotto sara equa
le
à danari. 96. cioe à soldi. 8. fatto in danari, leuo li rotti et feguito el capitolo trouo la
cosa
ualer <22>. 2880. & tante once pesaua el detto pesse, come di sopra dißi, & ancho
ra tanti danari fu posto la lira à once. 30. per lira, onde facendo el conto montaria pre
cisamonte danari. 96. cioe soldi. 8. ch'è il proposito.

Circa alla noua che me scriueti hauer inteso del Medico Cardano da Mila no, cer
tamente ne ho riceuuto fastidio assai, perche s'eglie il uero che lui dice di uo ler darfo
ra capitoli nouamente ritrouati, el non puo esser altramente di quello che haueti det­
to
, e pero il prouerbio non mentisse, qual dice. Quello che tu non uoi che si sappia nol dir
ad
alcuno, stati attento se intendereti altro sopra di questo datimene auiso non altro
Iddio
da mal ui guardi in Venetia alli. 19. di. Luio. 1539.

QVESITO. XXXVIII. FATTO CON VNA
lettera dalla eccellentia de messer Hieronimo Cardano
riceputa
alli. 4. di Agosto. 1539.

MESSER HIERONIMO. Per auiso del nostro ben stare, & de molte
altre
lettere quale ue ho scritte anchor non ue siati dignato di rescriuermi, &
tanto
piu io ue ho mandato adomandare la resolutione de diuersi quesiti alli quali non
mi
haueti risposto, & tra li altri quello di cubo equale à cose, e numero, eglie ben
uero
che ho inteso tal regola, ma quando che il cubo della terza parte delle cose ec-