| Borro, Girolamo Del flusso e reflusso del mare 1561 | ||||||
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tri Dei: a cui gli huomini, quanto voi, non si acostano; però
piu ageuolmente, e piu constantemente amate de gli huomi
ni: in questa, come in tutte le altre cose, scoprendo la smisu
rata vostra perfettione: viui raggi amorosi escon fuora de vo
stri occhi diuini: & il viuo colore del vostro bel viso, è il fuo
co, onde Amore piglia le fiamme; con cui egli arde i petti de
gli amanti: Voi, voi dico (o vaghe, e belle Donne) siete l'ulti
mo fine dell'huomo, la perfetta quiete sua, & lo stabile suo
riposo. Et non è cosa vile lo esser' seruo di persone di tanto
alto valore, di quanto voi altre (Gratiose & belle Donne)
siete: anzi perfettion'grandissima: per che il seruire chiunque
merita d'esser'seruito, quanto voi meritate, recha honore, e
gloria à chiunque serue: Anzi essendo noi nati naturalmen
te serui delle Donne, mancheremmo dallo essere huomini,
se da questo seruigio à noi per natura douuto; mancassimo:
come Lione non è quel'che non rugghia, Ceruo, quel che
non corre, & Aquila, quella, che non mira il Sole, essendo
queste le proprieta naturali di questi animali: cosi noi, huo
mini non saremmo, se à Donne non seruissimo: da che con
questa proprieta siamo stati creati da Dio, & dalla natura per
cio prodotti.
LION. Basta in fin'qui noi siamo persuase, à pieno (M.
Telifilo) e sarà bene, che noi ce ne andiamo, à spasso per lo
giardino homai, che il caldo, è passato, & quiui ci trattenia
mo aspettando l'hora della cena: intanto la nostra Illustrissi
ma Signora dourà anche ella, lasciarsi vedere, e noi ci stare
mo quiui preste per seruirla.
FILOG. Faccisi quanto vi piace.
LION. Ecco vno de paggi, ilquale ci chiama, la nostra
Illustrissima Signora esce fuora, andianne tutti à tenerle con
pagnia.
FILOG. Andianne.