| Vitruvius Pollio I dieci libri dell'architettura 1567, tr. Daniele Barbaro | ||||||
|
50
pieni sono piu sicure. imperoche nè gli arieti, nè le mine, nè altre machine li possono fare
offesa. Ma non in ogni luogo si ricerca lo argine, ma solamente la doue dal di fuori da luo
go alto a piè piano, si puo uenire ad oppugnare la città. Et però in tali luoghi bisogna
prima cauare le fosse di larghezza, & di altezza grandissima. Dapoi deue il fondamento
della muraglia esser depresso, & calcato tra lo alueo della fossa, & fatto di quella grossez
za, che egli possa sostenere il carico dell' opera terrena. & ancora dalla parte della sabrica
di dentro uerso la terra, egli si deue fare il fondamento per ampio spatio distante da quel
di fuori di modo, che le compagnie possino come in ordinanza, nelle difese formarsi so
pra la larghezza dello argine. Quando adunque saranno fatte le fondamenta cosi distanti
l'uno dall' altro, allhora sarà bisogno di farne dell' altre per lo trauerso, che congiunte sia
no col fondamento di fuori, & col fondamento di dentro disposte come pettini a guisa de
i denti di siega. perche quando in questa maniera sarà fabricato, & fondato il muro, se
ne hauerà questo commodo, che la grandezza del peso in picciole parti compartita, non
calcando con tutto il carico suo, non potrà per modo alcuno scacciare, o spignere le fonda
menta. Ma della muraglia, di che materia fare si conuenga, non si deue in questo luogo al
trimenti determinare: perche non si puo per tutto hauere quella copia di cose, che si disi
dera: ma doue saranno i sassi di lati, & anguli eguali, & di piana superficie, che quadrati
si chiamano, ouero il selice, ouero il cemento, ouero il mattone cotto, o crudo, queste
cose si deono usare: perche non si puo in tutte le parti del mondo, & in tutte le nature de i
luoghi, accioche i muri durino eternamente senza difetto adoperar quello, che copiosa
mente uiene in Babilonia, doue in luogo di calce, & di arena, si usa il bitume liquido, &
di quello, & di cotto mattone è fatto il muro della città.
La città è ouero in terra, ouero in acqua. se in terra, o in piano, o in monte, o parte in piano
& parte in monte. Del fabricare nell' acqua Vitr. ne parlerà nel quinto libro, doue ragiona de i
porti. Bisogna auuertire nel fabricare delle città nell' acque, che il crescere delle acque non le fac
cia danno; che si facciano belli pallazzi sopra l'acque, & ponti, che habbiano del grande. & se
non sono difese dal sito, & dalla difficultà de i uadi, bisogna farui le fortezze, & le mura, & as
sicurare anche il porto, con catene, come si dirà al suo luogo. se la città sarà in terra, & in altez
za, & in luoghi di precipit ij, come pare, che Vitr. uoglia, nel primo modo di fortificare senza ar
gini, ella sarà piu sicura, perche difficilmente il nimico la potrà assaltare, per la salita difficile,
& hauerà le scoperte commode, & chi la difenderà, sarà sopra l'auantaggio: & quelle città, che
haueranno del piano, & del monte, haueranno de i commodi, che hanno le città del mon
te, & doueranno hauere delle prouisioni, che hanno le città in piano. Deue in
quelle esser un luogo forte nella piu alta parte, per stare i caualieri della città, quan
do ci fussero cittadini di mala uolontà, o che i nimici hauessero occupato la terra. per
che questi luogi spesso aspettando il soccorso sicuramente intertengono il nimico, & so
no occa sione della ricuperatione delle città. Se adunque la città sarà in piano, &
come dice Vitruuio, se egli si potrà andare a piede piano, bisognerà fargli gli ar
gini, le fosse, le contrascarpe secondo le regole di sopra, & quelli rispetti, che ha posti
Vitruuio nel fondar le torri, & farle alte, & che sportino in fuori, & che siano aperte
di dentro, & che habbiano precipitij, & che tenghino i defensori, & che si possino separare le
entrate, & impedire la presa loro, applicarle al modo nostro di fare i baloardi, & i caualieri,
& le altre difese, pigliando quello, che farà per noi. Et però Vitru. nel dare i precetti della
fortificatione ha cominciato dalle Torri, come quelle, che principalmente ci difendino, & sia
no à noi come scuto, & a nimici come offesa, & propugnaculo, dal quale, & il nimico sia tenu
to lontano, & la muraglia sia guardata, & anche la parte di dentro sia sicura. Ma in questa
materia nasceno de i dubbij. L'uno è che se le torri sono tanto larghe, & grosse di muraglia, che
possino tenere corpo di gente alle difese, se bene quelle traui, che dice Vitr. saranno presto getta-