| Vitruvius Pollio I dieci libri dell'architettura 1567, tr. Daniele Barbaro | ||||||
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li abondano di ricchezze; & però molti attendendo a questo, aggiunta l'audacia con le
ricchezze ancho hanno conseguito d'esser conosciuti. Io ucramente o Cesare non per di
nari con deliberato consiglio ho studiato, ma piu presto ho lodato la pouertà col buon
nome, che la copia con la mala fama: & però egli si ha poca notitia del fatto mio: ma pur
penso, che mandando in luce questi uolumi, io sarò ancho a i posteri conosciuto. nè si de
ue alcuno merauigliare, perche io sia ignoto a molti; perche gli Architetti pregano, &
ambiscono per hauer a far molte opere: ma a me da i miei precettori è stato insegnato,
che l'huomo pregato non pregante deue pigliare i carichi: perche lo ingenuo colore si
moue dalla uergogna addimandando una cosa sospettosa, perche sono ricercati non quei,
che riceuono, ma quei che danno il beneficio. percioche qual cosa pensaremo, che pensi,
o sospetti colui, che sia richiesto di commettere alla gratia di colui, che dimanda il douer
fare le spese del patrimonio, se non che egli giudica deuersi ciò fare per cagione della pre
da, & del guadagno? & però i maggiori primamente dauano le opere a coloro, che erano
di buon sangue. Dapoi cercauano se erano honestamente alleuati, stimando di douer
commetterle allo ingenuo pudore, non all'audacia della proteruità: & essi artefici non am
maestrauano se non i suoi figliuoli, & i parenti, & gli faceuano huomini da bene, alla fe
de de i quali in si gran cosa senza dubbio si commettessero i dinari: Ma quando io uedo
gli indotti, & imperiti, che della grandezza di si fatta disciplina si uanno uantando, &
quelli, che non solo di Architettura, ma in tutto di fabrica alcuna non hanno cognitio
ne, non posso senon lodare que padri di famiglia, che confirmati con la fiducia delle let
tere, che hanno da se fabricando, cosi stimano, che se egli si deue commettere a gli imperi
ti, se piu presto esser piu degni a fare la loro uolontà, che a quella d'altri consumare il di
naro; & però niuno si forza far alcuna altra arte in casa, come l'arte del calzolaio, o del
sarto, ouero alcuna dell'altre, che sono piu facili, senon l' Architettura, perche quei, che
ne fanno professione, non perche habbiano l'arte uera, ma falsamente son detti Archi
tetti. Per le quali cose io ho pensato, che sia da scriuere tutto il corpo dell' Architettura,
& le sue ragioni diligentissimamente, pensando che questo dono non sarà in grato a tutte
le genti. & però perche nel Quinto io ho scritto della opportunità delle opere commu
ni, in questo esplicherò le ragioni, & le misure proportionate di particolari edificij.
Tratta Vitr. nel sesto libro de gli edificij priuati, poi che ha fornito quella parte, che
apparteneua alle opere publiche, & communi. Propone al presente libro un bel
lissimo proemio, il quale tanto piacque a Galeno, che una gran parte ne prese in
quel libro doue egli essorta i giouani alle lettere. Fornito il Proemio ci da alcuni
precetti generali di auuertimenti, & considerationi parlando nel primo capitolo di diuerse qua
lità de paesi, & uarij aspetti del cielo, secondo i quali si deono disporre gli edificij. Et nel secono
do facendo auuertito l' Architetto, & ricordandogli dell'officio suo: Tratta nel restante del libro
de gli edificij priuati, cominciando da quelle parti delle case, che prima ci uengono in contra, e pe
netrando poi a poco a poco nelle piu rimote, et secrete, quasi ci mena per mano, & ci conduce a
ueder di luogo in luogo le stanze cittadinesche, non lasciando parte, che alla utilità, al commo
do, & alla bellezza conuegna. Nè si contenta di questo, che gentilmente ci conduce a piacere
in uilla, & ci fabrica bellissimi alloggiamenti con un riguardo mirabile al decoro, & all'uso, &
alla necessità de gli huomini, concludendo in alcune regole di fondare gli edifici, degne da esser
considerate. Il Proemio è facile, & contiene una essortatione alla uirtù mirabile con essempi ef
ficaci, & autorità, & comparationi diuine delle uirtù alla fortuna, delle doti dell'animo a i be
ni esteriori; in fine ammaestra lo Architetto, & lo fa auuertito di quelle cose, che al presente li
bro sono conuenienti.