| Vitruvius Pollio I dieci libri dell'architettura 1567, tr. Daniele Barbaro | ||||||
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è composto di spacij, che contengono il sem tuono minore, il maggiore, & un sesquituono, o Tri
hemituono. questo perche ha le distanze, & gli interualli maggiori, & piu accommodati del
genere armonico, però sopporta di hauere due colori. Nel primo, che si da al chromatico pe
rò ne ha due. Nel primo, che si da al chromatico piu molle, s'ascende dalla sesquiuigesima set
tima, per la sesquiquarta decima alla sesquiquinta, & si discende al contrario, & tutta uia gli
eslremi del Tetracordo rendeno la quarta, ne puo rendere altra consonanza passando per que
sti interualli, come si puo uedere dalle regole, che noi bauemo dato nel terzo libro, trattando
delle proportioni. Questo tetracordo cosi composto, si chiama mobile, imperoche è mutabile,
lamenteuole, & affettuoso. Nel sccondo colore del detto genere chromatico, il partimento
piu acuto è quello, che dalla sesquiuentesima una, passa per la sesquiundecima, alla sesquisesta,
& con questo colore, che si chiama, sintono, si rinchiude medesimamente la consonanza predet
ta; & si chiama sintono, rispetto al molle, percioche è meno mutabile del molle, & meno la
menteucle, & affettuoso. & qui si deue consider are, come è necessario secondo le intentioni con
sertare le ordinanze, & le scale, accioche egli si riporti quel uanto della Musica, che diede tan
to nome a gli antichi. seguita il Tetracordo del genere diatonico; questo perche ha gli spacij mag
giori, si puo in piu modi colorare: cinque adunque sono i suoi colori. il Molle, il piu tirato, l'egua
le, il sintono, & il diatonico. Nel primo, che e piu molle, & rimesso si sale dalla parte piu bas
sa da una sesquisettima, per una sesqumona, ad una sesquiuentesima. & si chiama, molle, è rimes
so, perche tra i colori di questo genere, rende un'habito, & tiene una Idea piu temperata de gli
altri. Nel secondo colore, che è piu tirato, ma non però anchora ben gagliardo, s'incomincia
dalla sesquiuigesima settima, si passa per la sesquisettima, nè puo far'altro, che sia consonante, che
una sesquiottaua, & si chiama molle intento, perche tiene una uia di mezo tra'l molle preceden
te, & il seguente, che è il terzo. Ilquale è quando la uoce hauendo gia il suo primo luogo col
piu basso suono determinato sale al secondo con proportione sesquiundecima, & partendo s'inal
za una sesquidecima, & ferma il suono in una sesquinona, nè puo fare altrimenti, s'egli deue ha
uere consonanza. & chi non uede quanto sia regolato il passo, & la salita di questa scala, salen
do per tre continuate proportioni? però regolato, o per dir meglio eguale diatonico si chiamà.
Il quarto colore disegna, & colorisce questo genere cominciando da una sesquidecima quinta, &
nella distanza di mezo forma una sesquiottaua, terminando in una sesquinona. Questi è sicuro, &
forte, & dinota habito maschio, & molto intenso, & però si chiama sintonon. Il quinto final
mente, perche abonda dituoni, si chiama diatono, & è di due tuoni, cio di due sesquiottaue, &
d'una diesi: & questo anche, è piu robusto & gagliardo di tutti gli altri. & con queste diuisioni si
conchiude il colore d'ogni genere uariato secondo la intentione de i compositori. alche con gran
de attentione bisogna auuertire, & in ogni colore la ordinanza del Tetracordo serra la diatessa
ron, cioè la quarta, con due tuoni, & una Diesi. & questo è quello, che dice Vitru. che in tutti i
tre generi i Tetracordi sono pareggiati di due tuoni, & un semituono; & le figure di quanto s'è
detto, con i loro numeri, sono descritte.
Ma quando i Tetracordi sono con i termini di ciascun genere separatamente conside
rati, hanno dissimiglianti disegnationi delle distanze.
Cioè la somma de i Tetracordi è pareggiata: perche in ogni genere è compresa la consonanza
diatessaron nel Tetracordo, ma differentemente si sale in ciascuna alla diatessaron, come si è det
to di sopra. conclude adunque dicendo.
La natura adunque ha diuiso nella uoce le distanze de i tuoni, & de i semituoni, & dei
Tetracordi, & ha finito le terminationi di quelli con misure, con la quantità de gli spa
cij; & con modi certi distanti ha or dinato le qualità, le quali usando anche gli artefici de
gli instrumenti secondo le cose constituite dalla natura, apparecchiano le loro persettio
ni a' conuenienti conserti di armonia.
L'arte osseruando la natura ha ritrouato le consonanze: & gli artefici seconde quella fanno i