| Vitruvius Pollio I dieci libri dell'architettura 1567, tr. Daniele Barbaro |
|
221
Erario è luogo doue si ripone il Tesoro, & il dinaro publico. i Romani nello Erario conserua
uano tutti gli atti publici, & decreti del Senato. i libri elefantini, ne i quali erano descritte le
trentacinque tribu di Iuda. Dice Suetonio, che Cesare abbruciò tutti i libri delle obliganze, che
egli ritrouò nello Erario, per leuare ogni occasione di odio. Come esser debbia lo Erario, & il
carcere non dice Vitru. perche sono parte del Foro, che hanno seco le loro necessità, che si rimet
teno al giudicio dello. Architetto, & però de i Granai publici, dello Erario, delle armerie, del naua
le, del Fondaco, & della Cecca, non dice altro. Deono queste cose esser collocate in luoghi sicu
rißimi, & prontissimi, circondate d'alte mura, & guardate dalle forze, & dall'insidie de i sedi
tiosi cittadini. Noi hauemo in Venetia i Granari, & la Cecca congiunte alla piazza. le arme
rie nel palazzo istesso, l'Arzana sicuraguardata, & fornita, se altra ue n'è o sia stata al mondo.
La Cecca sopra la piazza, opera del Sansouino. iui si batte, & cimenta l'oro, & l'argento: & si
conseruano i depositi, & si riduceno alcuni magistrati deputati alla Cecca, sì per l'a cura delle mo
nete, come per li depositi, & per l'uno, & l'altro conto c'è una marauigliosa somma di scudi.
Le prigioni similmente sono sotto il pallazzo, alquale è congiunta la piu ricca che bene intesa
chiesa nella testa della spaciosa piazza. Anticamente erano tre sorti di prigioni, l'una di quelli,
che erano suiati, & immodesti, che si teneuano, accioche fussero ammaestrati. hora questa si dà