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afferma, che i letterati habbiano seguitato le ombre: ma dice {Pare} dinotando che il g'udi­
cio de gli imperiti è fatto sopra le cose apparenti. Et però mi pare, che molti uaneggiano nel de­
cidere
qual sia piu nobile, o la Scultura, o la Pittura; improche uanno alla materia, al tem­
po
, & a molti altri accidenti, che non sono dell'. Arte. perche l'Arte è nello intelletto, la doue
tanto
è pittore, & scultore il diuino Michiel Angelo, dormendo, & mangiando, quanto ope­
rando il pennello, o lo scarpello: però egli si doueria considerare, quale è piu degno habito nello in
telletto, la Pittura, o la Scultura. & cosi lasciati i marmi, gli azurri, i rilieui, & le
prospettiue
, la facilità, ò la difficultà delle dette Arti; & allhora egli si potrebbe dire qualche
cosa
, che hauesse del buono ma hora non è tempo di decidere questa quistione. Dice adunque
Vitr. che l'Arte non deue esser ociosa, ma con essa lei esser necessarie le mani; & questo approua
con
altre parole dicendo. Perche se in ogni altra cosa, come specialmente nell'Architettu
ra, queste due parti si truouano cioè la cosa significata, & quella, che signisica, la cosa si­
gnificata
, è l'opera proposta, dellaquale si parla. Quella, che signisica è la proua, & il
perche
di quella, con maestreuole ragione di dottrina espresso, & dichiarito.

Trale Arti ne sono alcune, il fine delle quali non passa oltra la consideratione delle cose a quel
le
soggette, come sono le Mathematiche. Alcune sono che oltre la consideratione uengono alla
operatione
, ma cessando l'operatione niente resta di fatto. Come è l'arte del suonare, & del sal­
tare
, & altre simiglianti. Sonoui alcune che dietro a se lasciano alcuna opera, o lauoro, come è
l'Arte Fabrile, & l'Arte del fabricare. Appresso ue n'ha che a prendere, & acquistare si ,
come
la caccia delle fiere, l'uccellare, & la pescagione, in fine altre non a considerare, non a fi­
nire
, non a pigliare intente sono. Ma correggono, & emendano gli errori, & i danni delle cose
fatte
, & quelle racconciano; come forse è la medicina, secondo Galeno. Con tutte le predette
Artianzi sopra tutte è l'Architettura, come giudice, ch'ella è di ciascuna. La onde è necessa­
rio
, che in essa si consideri alcuna cosa fatta, o da esser fatta, & la ragione: Et però due cose so­
no
, l'una è la significata, & proposta opera, l'altra è la significante cioè dimostratiua ragione.
Tutti
gli effetti adunque, tutte le opere, o lauori delle Arti, tutte le conclusioni di tutte le scien
ze sono le cose significate; ma le ragioni, le proue, le cause di quelle sono le cose significanti. Et
questo
è, perche il segno si riferisce alla cosa significata: lo effetto alla causa: La conclusione alla
proua
. Ma per dichiaratione dico, che significare è per segni dimostrare, & segnare è imprime
re
il segno. La doue in ogni opera da ragione drizzata, & con disegno finita, è impresso il se­
gno
dello Artefice, cioè la qualità, & la forma, che era nella mente di quello. percioche lo
Artefice
opera prima nello intelletto, & concepe nella mente, & segna poi la materia esteriore,
dello
habito interiore {Specialmente nell'Architettura.} Percioche ella sopra ogni arte signi­
fica
cioè rappresenta le cose alla uirtu, che conosce, & concorre principalmente a formare il con
cetto
secondo la sua intentione: & questo è proprio significare. Ma l'esser significato è proprio
esser
rappresentato al sopra detto modo. De i segni alcuni sono cosi adentro, che ueramente sono
come
cagioni delle cose. Altri fanno una sopersiciale, & debile istimatione di quelle. Lo Ar­
chitetto
lascia questi ultimi segni all'oratore, & al poeta, & insieme con la Dialettica, che è
modo
dello artificioso discorso abbraccia quelli, perche sono necessarij, intimi, & concludenti.

Donde adiuiene, che chi fa professione di Architetto pare, che nell'una, & ne l'altra
parte
esser debbia essercitato.

Ogni agente nel grado, che egli tiene deue esser perfetto, accioche l'opera compita, & per­
fetta
sia. Tre sono gli agenti, Diuino, Naturale, Artificiale: cioè Iddio, la natura, l'huo­
mo. Noi parleremo dell'huomo. Se adunque l'Architettura è cosi eccellente, che ella giudica
l'opere delle Arti, bisogno fa, che lo Architetto sia in talmodo formato, che egli possa far
l'ufficio del giudicare: Et però direi, che le infrascritte cose gli sono necessarie. Prima, che egli
sia
di natura docile, & perspicace, cioè, che dimostratagli una cosa molto ageuolmente & pre­
sto
l'apprenda. Et benche di natura diuina è colui, che da se troua, & impara, non è però di