| Vitruvius Pollio I dieci libri dell'architettura 1567, tr. Daniele Barbaro | ||||||
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metope tra gli Triglisi siano tanto lunghe, quanto alte. & per lo contrario sono posti gli
Triglifi nelle extreme parti nelle colonne, & non contra il mezo de i tetranti. dalche adi
uiene, che le metope, che si fanno appresso gli Triglifi angulari non riescono quadrate,
ma alquanto piu lunghe de gli Triglifi per metà dell'altezza. Ma quelli, che pur uoglio
no fare le metope eguali, ristrigneno gli ultimi uani delle colonne per la metà dell'altezza
d'uno Triglifo. Ma facendo si questo o nelle lunghezze delle metope, o nello ristrigne.
re i uani, è diffettoso, & non sta bene. per ilche pare, che gli antichi habbiano noluto
schiuare nel fabricar i Tempij, la ragione del compartimento Dorico.
Volendoci Vitr. dichiarire il compartimento Dorico, egli ci propone una difficultà de gli anti
chi Architetti, accioche stiamo noi piu auuertiti. Biasimauano alcuni la misura, & comparti
mento Dorico nel fabricare i Tempij, non perche la forma non hauesse del buono, o difpiacesse la
maniera, ma perche non tornaua bene il compartimento de gli Triglifi, & delle metope. Noi ba
uemo ueduto di sopra, che gli Triglifi rispondeuano alle teste delle traui, perche erano le loro inue
stiture nelle opere di legno, & che le metope rispondeuano a gli spatij, che erano da una testa
d'una traue all'altra, detti intertignia dalla parte di fuori, & Lacunaria dalla parte di dentro:
& le traui, & gli spatij insieme, noi chiamamo la trauatura. Se adunque gli Triglifi rappresen
tano le testte delle traui; & le metope, gli spacij: ne segue, che essendo impedito il compartimen
to de gli Triglifi, & delle Metope, sia anche impedita la ragione, & compartimento della traua
tura, & del loro ornamento. Ma come sia impedita la distributione de gli Triglifi, egli si uede,
perche egli è necessario, che lo Triglifo sia giusto per mezo la quadra della colonna, & che la
metopa sia tanto alta, quanto lunga: ma gli antichi non auuertendo a quello, che era rappresen
tato per gli Triglifi, & per le metope poneuano sopra l'esttreme parti delle colonne, & non su'l
uiuo gli Triglifi. dal che ne nasceua, che le metope, che erano appresso quegli Triglifi, non ueni
uano quadre giustte, ma alquanto piu lunghe. & questo ueniua, perche uoleuano seruare la distan
za tra colonna, & colonna. Ma quelli, che di cio non curauano, & uoleuano pure, che le me
tope uenissero giuste, restrigneuano gli spatij tra le colonne, & obligauano quegli in modo, che
non poteuano cadere sotto le ragioni de gli intercolunnij, & uani regolati. Restrigneuano adun
que gli estremi uani per la metà dell'altezza d'uno Triglifo; per giustar la metopa; & questo era
difettoso. Et per questo fuggiuano il modo di fabricare alla Dorica, non biasimando l'aspetto,
nè la maniera, ma il compartimento, & la simmetria, come fecero, Tartesio, Pitheo, & Her
mogene. A questo disordine prouede Vitr. gentilmente dimostrandoci le ragioni, & le proportio
ni di questi compartimenti, è dice.
Ma noi, come richiede l'ordine esponemo in quel modo, che da nostri precettori ha
nemo preso, accioche se alcuno ponendo mente a queste ragioni uorrà in questo modo
cominciare, egli habbia esplicate le proportioni, con le quali egli possa bene, & senza di
fetto fabricare alla Dorica, è condurre a perfettione i sacri Tempij.
Vitr. ci promette di douer dare il modo, & le misure di fabricare alla Dorica senza difetto,
& si come nella maniera Ionica egli ci ba dato i precetti secondo le forme de i Tempij, & regola
ti quelli secondo i uani tra le colonne: cosi nella Dorica egli regola secondo le istesse forme, gli spa
tij tra le colonne. Ben è uero, che la ragione di questi spatij, & di questa maniera tutta dipende
dal compartimento de gli Triglifi. Et però nel di sopra, & in altri luoghi quando Vitr. dice. Li
ragione de gli Triglifi: egli intende la manier a Dorica. Comincia adunque a regolare la maniera
Diastilos, che ba il uano di tre colonne, secondo lo aspetto di facciata in colonne detta prostilos:
& secondo ambe le teste in colonne, detta amphiptostilos: & sotto un nome solo comprende que
sti due aspetti, chiamandoli Tetrastilos, cioè di quattro colonne. Regola anche lo alato d'intor
no detto peripteros, chiamandolo exastilos, cioè di sei colonne. & ci lascia poi regolare a modo
nostro le altre maniere, con le ragioni di quelle.
La fronte del Tempio Dorico, nel luogo doue s'hanno a porre le colonne, douendo