| Vitruvius Pollio I dieci libri dell'architettura 1567, tr. Daniele Barbaro | ||||||
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cio andarono piu inanzi, & dilettandosi di moduli piu sottili, fecero l'altezza della colon
na Dorica di sette diametri della grossezza, & la Ionica di otto, & meza. Et quello, che
gli Ioni fecero da prima, Ionico è stato detto. Ma il terzo genere, che Corinthio si
chiama, è preso dalla imitatione della sueltezza uirginale, imperoche le uergini per late
nerezza della età, essendo di piu suelte membra formate, riceueno piu leggiadri, & gratiosi
effetti. Ma la inuentione del capitello Corinthio si narra che in questo modo sia stata ritro
uata. Vna uergine cittadina di Corinto gia da marito, essendo inferma uenne a morte.
la notrice di quella hauendo raccolto tutti que uasi, de i quali la uergine uiuendo si dilet
taua, & posti quelli in un cestello, dapoi, che fu sepelita, gli fece portare al monumento,
& porli da capo, & accioche piu lungamente restassero allo scoperto aere, ui pose sopra
una tegola. Il cestello per caso era stato posto sopra una radice di Acanto. in quel mezo
la radice nel mezo dal peso oppressa, mandò fuori da primauera i ritorti cauli, & le foglie
crescendo i cauli lungo i lati del cestello, & da gli anguli della tegola per la necessità spin
ti in fuori, furono constretti nelle ultime parti delle uolute piegarsi. Allhora Callima
co, il quale per la eleganza, & sottigliezza dell'arte, fu da gli Atheniesi cachizotecnos no
minato, passando appresso quel monumento, auuertendo uide quel cestello, & d'intor
no la tenerezza nascente delle foglie, & dilettatosi della maniera, & della nouità della for
ma fece a quella simiglianza appresso i Corinthij le colonne, & pose le conueneuoli ragio
ni di quelle, & dapoi nelle perfettioni delle opere, fece la distributione della maniera
Corinthia.
Richiederebbe un curioso, che io citassi in questo luogo l'auttorità di Plinio, di Pausania, &
di Strabone, & d'altri autori per esponere le historie, & le descrittioni de i luoghi posti da Vitr.
ma io credo a Vitr. & maggior cura mi strigne, & d'importanza maggiore, che narrare le histo
rie, descriuer luoghi, & dipigner herbe. Grande occasione, & bella, ci ha dato la natura, per
fare, che l'arte perfetta fusse, quando ella ci propose la forma del corpo humano. percioche con
il numero, con i termini, & contorni, con lo sito, & collocatione delle parti, in un soggetto no
bilissimo ci diede essempio merauiglioso di singular bellezza; fece, che i corpi quantunque dissimi
glianti fussero, nientedimeno belli, & ben formati, & uaghi ci paressero. La onde molte bellezze
nate sono, percioche con lo certo, & determinato numero delle parti, la natura congiunse la cor
rispondente grandezza con i termini suoi, & niente lasciò, che in luogo proprio, & accommo
dato non fusse: perche si trouano de i corpi gentili, & suelti, che ci porgeno diletto, & se ne tro
uano de gli altri, che sono piu sodi, è maggiori, & però non ci dispiaceno, & finalmente tra que
sti, & quelli altri sono belli, & gratiosi, come che in ogni cosa si truoua il grande, il picciolo,
& il mediocre, ciascuno con le sue ragioni. il che considerando l'huomo, & leggendo nel li
bro della natura per imitarla nelle sue compositioni, uolle, che tre maniere fussero prin
cipali del fabricare, considerando molto bene l'officio, & il fine di ciascuna fabri
ca: & però quella che piu potesse durare alla fatica, & piu fermezza, & piu di sodo hauesse,
Dorica uolle chiamare: perche fu prima da i Doriesi di questo modo pigliata: ma quella, che piu
sottile, & piu suelta fusse, Corinthia: la mezana, quasi tra amendue collocata, Ionica, da Ione,
come dice Vitr. Ma perche ciascuna hauesse donde parere diletteuole, & bella, cominciò con
gran diligenza a considerare, che numero, che termini, & come si hauessero a disporre le par
ti. Vedendosi adunque (come ben discorre Lione) che il diametro del corpo humano dall' uno,
& l'altro lato, è per la sesta parte, & dal bilico alle reni per la decima dell' altezza del corpo,
fu presa l'occasione delle misure: perche ritrouando, che se delle colonne altre fussero piu alte
sei parti, altre dieci del piede loro, per lo innato sentimento, col quale potemo giudicare, che tan
ta grossezza, ouero tanta sottigliezza non ha del buono, cominciò a fare l'ufficio suo, & discor
rere, che cosa fusse di mezo tra questi eccessi, che potesse piacere, & di subito si diede alla in
uentione delle proportioni, & cosi posti insieme quegli eccessi, cioè sei, & dieci, diuisero la som-