| Monte, Guidobaldo del Le Mechaniche 1581, tr. Pigafetta, Filippo | ||||||
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sarà la inclinatione dell'vno al moui
mento in giù, tale parimente sarà la re
sistenza dell'altro al mouimento in sù.
Adunque il peso posto in E non mo
uerà in sù il peso posto in D: ne il peso
posto in D: si mouerà in giù si fatta
mente, che moua in sù il peso posto in
E. imperoche essendo l'angolo CEB
eguale a CDA, & l'angolo CEM
sia eguale all'angolo CDH; sarà il
restante MEB eguale al restante
HDA. La scesa dunque del peso po
sto in D sarà eguale alla salita del pe
so posto in E. Adunque il peso posto
in D non mouerà in sù il peso posto
in E. Dalle quali cose segue che i pesi
posti in DE, in quanto tra loro so
no congiunti, sono egualmente graui.

L'altra ragione poscia, con laquale vorrebbono mostrare, che similmente la bilancia
DE ritorna in AB, con dire, che essendo la trutina della bilancia CF, la méta
viene ad esser CG. & percioche l'angolo DCG è maggiore dell'angolo ECG,
il peso posto in D sarà più graue del posto in E; dunque la bilancia DE ritorne
ra in AB; non conchiude nulla al parer mio; & questa fintione della trutina, &
della méta è più tosto da tralasciare, & passarla con silentio, che farne pur vna paro
la per confonderla, essendo del tutto cosa volontaria, percioche la necessaria ragione
per laquale il peso posto in D dall' angolo maggiore sia più graue, & perche il mag
giore angolo sia cagione di grauezza maggiore non appare in niun loco. che se gli
angoli saranno tra loro paragonati, essendo l'angolo GCD eguale all'angolo
FCE; se l'angolo GCD è causa della grauezza, perche l'angolo FCE simil