| Monte, Guidobaldo del Le Mechaniche 1581, tr. Pigafetta, Filippo | ||||||
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dottrina in due manìere; l'vna ìn quanto và speculando, & con ragione
discorrendo sopra le cose, che s'hanno à fare, seruendosi dell' Arithmetica,
della Geometria, dell' Astrologia, & della Filosofia naturale: & l'altra che
poscia le manda ad esecutione, & haue necessita dell'essercitio, & lauoro
delle mani, vsando l'Architettura, la Pittura, il disegno, l'arte de' fabri,
de'legnaiuoli, de'muratori, & d'altri mestieri tali, per modo che ella vie
ne ad essere mescolata, & in parte composta della naturale Filosofia, delle
Matematiche, & delle arti manuali. Per laqual cosa chiunque si troua
dotato d'ingegno acuto, & da fanciullo hà incominciato ad apprendere le
già dette scienze, & sa disegnare, & lauorare di sua mano, potrà nel vero
ottimo Mechanico, & inuentore, & facitore di opere marauigliose riuscire.
Infinite parti, & vtilißime à gli huomini comprende questa noti
tia, & in guerra, & in pace, ne i commodi della città, della villa, & della
mercatantia, & in altri; peroche la Medicina toglie da lei i difici per ri
porre le ossa smosse, & rotte ne i siti suoi. Onde pone Oribasio nel libro delle
Machine, diuersi istrumenti presi dalla Mechanica, & conuertiti nell'vso del
la Medicina, come il Trispaston di Archimede: l'arte del nauigare ricono
sce anco diuersi aiuti, come il timone, co'l quale, collocato di dietro, ouero
alle bande del nauilio ageuolmente lo moue, & dirizza, quantunque per
rispetto à tutto il corpo del vasello picciolissimo sia. I remi, che à guisa di
leua lo spingono innanzi, & l'arbore, & la vela sono pur di sua inuentio
ne. I molini, i quali si girano co'l vento, con l'acqua, & con la forza vi
ua: & i pistrini, le carra, gli aratri, & altri ordigni di villa; il pesare con
la bilancia, & con la stadera; il cauare l'acqua da pozzi con le grù, ouero
cicogne, dette da latini tossenoni, che sono come grandissime bilancie, &
con le rote, & altre cose tali si riducono alla Mechanica. La ragione pa
rimente del condurre le acque, & da profondissime valli in alto farle sur
gere uà sotto lei. Chiamarono gli antichi coloro Mechanici ancora, i quali
co'l fiato, ò vento, ouero acqua, ò corde, ò nerui faceuano vedere, & vdi
re effetti miracolosi; come suoni diuersi, & canti d'augelli, & fin ad espri
mere la voce humana in parole: & quelli che con horologi, i quali si mo
uono da se stessi con rote, ò da acqua, ò da sole il tempo misurarono, & di
stinsero in hore. Appartengono alla Mechanica gli facitori delle Sfere
compartite ne'suoi cieli, co'l mouimento de'Pianeti, & di tutti i corpi
celestiali à sembianza dell'vniuerso mondo, & ciò mediante il mouimen
to eguale, & in giro, che loro daua l'acqua, di cui la fama suona essere
stato Archimede Siracusano il primo maestro. il mouere etiandio con poca