| Borro, Girolamo Del flusso e reflusso del mare 1561 |
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in cotesto studio, non ve lhauessero interdetto. Et questo fia,
quando darete in luce quella vostra opera de substantia orbis,
subbietto appunto del vostro alto intelletto: E vi si aggiugne
questo altresi; che l'hauete composto in lingua latinißima, o vo
gliate dir Ciceroniana: cosa da nessuni, o da pochi, ch'io sappia,
sino a qui tentata, non che fatta & io per me mal mi so persua
dere, come habbiate à isprimere certi vocaboli philosophici, mo
stranti la loro energia; se non con lunga e tediosa circonlocu
zione: come saria, per grazia d'esempio, a dire: Ilsubietto della
trasmutazione sostanziale esser ente in potenza formalmente
concomitantemente, e'l subietto della trasmutazione acciden
tale esser in atto concomitantemente, ed in potenza formalmen
te: Materia prima, e materia in potenza secondo il dimidio del
quale: e molti altri simili: iquali latinamente mal si possono (al
mio giudizio) formare. Tuttauia so quanto valete; perche ho
veduto far lunga isperienza di voi fra gran letterati: ed io in
qualche particella me ne ho voluto chiarire: ed ho veduto, che
per cosa istrauagante ch'io & altri habbia propostaui ci haue
te si fattamente risoluti; che bene appar manifesto, che ne fatti
operiate quello, che di sè in parole promettena Gorgia leonti
no: ilquale si offeriua sciogliere ogni dubbio. Or di grazia non in
dugiate piu a mandar fuori tal libro, da tutti i letterati, che han
no di ciò contezza, bramato sopra modo: e nel qual ritrarranno
somma sodisfazzione, si per l'altezza del subietto, che è il Cie
lo; come per l'utilità; conciosia che in sè contenga in genere tue
ta la Philosophia naturale, ed in spezie l'utilità ch'è nel libro
del Cielo e del mondo d'Aristot. E nel qual attendo di vedor com
quanta destrezza d'ingegno concilierete in molte cose, doue il
bisogno lo richegga; e due grandi Arist. e Plat. Laqual cosa non
conosco al presente altri poter fare, ch'eglino isteßi, se ci viues
sero, o'l Borro; che di tutti due n'ha fatto (come s'è detto) anoto
mia. E vi protesto che se iudugiate molto piu a lasciarlo correr'
per le mani de letterati; che fate lor torto espresso: percioche
de doni à voi conceduti da Dio, e com la vostra industria ampliati,
ne douete altrui far partecipe, e maßimamente giouando loro,